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Da salernotoday.it del 16 luglio 2015

Attimi di tensione, in via Ventimiglia, a Pastena. In un appartamento, da mesi vivono oltre 30 gatti: diversi di questi sono costretti a stare sul balcone, a prescindere dalle condizioni meteo. Odori nauseabondi e non solo, ovviamente, disturbano intanto i condomini dello stabile che hanno segnalato i fatti agli animalisti.

Sul posto, nella serata di giovedì, Alfredo Riccio dell'Eital di Salerno insieme all'onorevole del M5S Paolo Bernini e l’Associazione Animalista Cavese “Venganch'io” in attesa delle forze dell'ordine subito allertate.

"Le signore dicono di non permettere ai gatti sul balcone di entrare in casa in quanto non ancora sterilizzati - racconta Riccio - Ma è assurdo: inoltre pare si tratti di un ennesimo caso di accumulatrici di felini. Non riusciamo a capire il numero esatto dei gatti in casa delle donne. Facciamo appello alle forze dell'ordine affinché liberino i gatti da questa vita impossibile".

La situazione, sembra, vada avanti da tempo, ma, adesso, con l'arrivo del caldo, i disagi per i residenti del palazzo sono diventati insopportabili: il quartiere, dunque, si è fatto sentire.

 

 
 

da Redazione Web il 09 luglio 2015, Il convegno organizzato nell’ambito dello Smart Energy Tour, ha fatto chiarezza sulle misure di incentivazione e detrazione, grazie agli esperti del settore ENEA, GSE e A.IM.A.

….. «Se ipotizzassimo di voler intraprendere lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica nel condominio dove attualmente viviamo, in massima sintesi potremmo dire di avere la possibilità di accesso a quattro diverse misure di incentivazione (e non solo di detrazione): detrazioni fiscali del 50% per ristrutturazioni edilizie, ecobonus del 65% per le riqualificazioni energetiche, conto termico e titoli di efficienza energetica, ma non sempre questi meccanismi sono ben noti al grande pubblico» ha precisato Mario Nocera, dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA.

….. dal recente Rapporto annuale ENEA sull’efficienza energetica si rileva che oltre 2 milioni di contribuenti hanno investito più di 22 miliardi nella riqualificazione energetica della propria abitazione, anche se la maggioranza degli incentivi richiesti incidono su elementi quali caldaie e infissi, ma pochi su interventi di efficientamento delle superfici opache (coibentazione pareti esterne). Ciò è dovuto principalmente al fatto che le ristrutturazioni, godendo già del 50% delle detrazioni fiscali, fanno sì che ulteriori investimenti per l’efficientamento energetico risultino poco invitanti anche se maggiormente incentivati fiscalmente.

Dai dati 2014, emerge un mercato immobiliare dominato da immobili di classe energetica G, che, a seconda della tipologia di immobile, varia tra il 63% per i trilocali ed il 72% dei monolocali. «Balconi, terrazzi e giardini con apposite strutture si trasformano in veri e propri accumulatori di calore d’inverno e spazi godibili d’estate. Le serre bioclimatiche dovranno essere costruite secondo determinati principi di esposizione e con tecniche e serramenti indicati, per evitare che l’effetto ottenuto sia opposto a quello desiderato» ha dichiarato Carla Melani, avvocato del Foro di Roma e attiva in A.IM.A.

 

 
 

Scritto da Paola Confalonieri

LITI CONDOMINIALI: in aumento negli ultimi anni. Negli ultimi anni, è stato registrato un incremento delle liti condominiali. Evidentemente la sopportazione umana e contemporaneamente i suoi livelli di educazione, sono in via di diminuzione. A volte probabilmente è l'incapacità degli stessi amministratori a scatenare liti, o alla loro incapacità di conciliazione tra inquilini e proprietari degli appartamenti condominiali. Alcune delle cause principali di liti, è la presenza dei nostri amici animali cani e gatti e la gestione degli spazi pubblici, che qualcuno pensa di poter utilizzare come fossero propri o che qualcuno ne contesta l'utilizzo da parte degli abitanti del condominio, anche per quanto è concesso dal regolamento condominiale.

Evidentemente la sopportazione umana è diminuita, ed i fatti di cronaca ce lo testimoniano.

Ma anche l'educazione, non è certo ai massimi livelli.

Questi due aspetti, li ritroviamo nelle liti condominiali, delle quali in questi ultimi anni è stato registrato un aumento.

I contrasti di condominio, costituiscono il 20% del totale delle cause civili, nei tribunali.

Tra le cause principali che scatenano le liti, sono: la presenza di cani, gatti, la cattiva gestione o il cattivo utilizzo delle aree comuni e il mancato pagamento di rate condominiali.

Cani e gatti causano malumori se sporcano, se hanno cattivi odori.

Ma possiamo considerare che ciò è causato dalla sconsideratezza dei loro proprietari e chi non sopporta gli animali, non li vorrebbe comunque mai vedere.

Gli spazi pubblici, non essendo di proprietà, l'educazione imporrebbe l'utilizzo previsto dal regolamento condominiale e nessuna contestazione può essere avanzata, se non sussiste violazione dello stesso.

Il mancato pagamento delle rate condominiali, causa la mancanza di risorse per una buona manutenzione degli stabili e una buona gestione dello stesso.

A volte probabilmente le liti, sono causate dall'incapacità degli amministratori, che causano così liti per futili motivi o all'incapacità degli stessi di conciliazione o al loro mancato intervento in caso servano interventi di manutenzione agli stabili.

E' del 12 luglio la notizia di cronaca riguardante un abitante di condominio che ha sterminato un'intera famiglia, abitante dello stesso condominio, sembrerebbe per futili motivi. Luciano Pezzella, un agente penitenziario, abitante in un condominio di Caserta, in Campania, era solito ormai da qualche tempo, minacciare fisicamente chiunque nel condominio, secondo lui, commettesse atti non regolamentari.

Sarebbe stato un furgone parcheggiato male, a quanto pare, la causa dello scatenamento dell'ira dell'agente penitenziario, che prima litiga con la famiglia in questione, poi rientra in casa sua, prende una pistola, entra nell'appartamento della famiglia in questione, e spara, uccidendoli, ai tre componenti della stessa: padre, madre, una figlia e ad un loro conoscente.

Si salva solo il fidanzato della figlia, perché rifugiatosi in tempo, al piano superiore. Il conoscente, impegnato nello scarico del furgone, viene colpito anche lui e muore vicino al furgone. L'uomo dopo aver compiuto la strage, si è costituito ai carabinieri di Caserta, i quali lo hanno dichiarato in stato i fermo.

Gli abitanti del condominio, probabilmente, non prendevano sul serio l'uomo quando minacciava qualcuno, dicendo: - Ti sparo! -, fino ad oggi, quando la follia dell'uomo, dalle parole si è tradotta in realtà.

 

 
 

da iltirreno.gelocal.it/prato/

Prato. Intervento della polizia in un condominio di Prato sud per sedare un diverbio presto degenerato. Quattro i protagonisti della rissa che ha coinvolto un'anziana di 80 anni finita all'ospedale

Una lite condominiale degenera a schiaffoni e ne fa le spese un'anziana di 80 anni che viene portata in ospedale per i controlli. E' accaduto lunedì 13 luglio, intorno a mezzogiorno, in un condominio nella zona sud di Prato.

Sul posto gli agenti identificavano quattro persone, due uomini e tre donne tutte italiane, i protagonisti della lite furibonda nata per futili motivi in relazione alla convivenza condominiale. Iniziata con un diverbio la lite si è presto trasformata in rissa con spintoni e schiaffi reciproci.

Coinvolta anche una signora ottantenne che lamentava dolori alla schiena e alla testa per i quali veniva portata in ospedale. Le parti che hanno raccontato versioni discordanti si sono riservate la querela.

 

 
 

Harley&Dikkinson, da sempre attenta alle esigenze del mercato edile al fine di sostenerne la ripresa e di fornire un ulteriore aiuto a chi ha necessità e/o volontà di investire nella riqualificazione del proprio immobile, ha costituito un fondo di garanzia a supporto dei condòmini che incontrano difficoltà nel regolare pagamento delle rate del finanziamento acceso con gli Istituti Bancari Partner di H&D per la ristrutturazione del Condominio: nello specifico il Fondo di solidarietà interviene acquistando il credito dalla Banca e dilazionando fino a 5 anni il debito residuo senza l’aggravio di ulteriori interessi.

Il Fondo di solidarietà destinerà altresì una sua parte (fino al 10%) per sanare situazioni particolarmente gravi (selezionate dal Consiglio di gestione del Fondo stesso) senza l’obbligo da parte del Condomino in difficoltà di sanare il debito residuo.

Per potervi accedere, i condòmini dovranno essere rappresentati da un amministratore che abbia già intrapreso un percorso formativo base con H&D Academy.

 

 
 

Da condiminioweb del 06/07/2015 di Avv. Paolo Accoti

Si avvicina la scadenza del 31 dicembre 2016, fissata dal Decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, in attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, pubblicato sulla G.U. del 18 luglio 2014, n. 165.”

SBAGLIATO!

E' vero che la contabilizzazione del calore sarà obbligatoria dal 2017? Assolutamente no: il Dlgs 102/14 l'ha resa obbligatoria dal 19 luglio 2014, anche se le sanzioni sono sospese fino al 31.12.2016.

Situazione che ha conseguenze nell’affidamento dell’impianto al “terzo responsabile”: se l’impianto non è conforme alle disposizioni di legge, il condominio non può nemmeno affidarne l’esercizio, la conduzione o la stessa manutenzione al terzo responsabile, a meno che l’incarico non sia accompagnato dal compito di messa a norma.

 

 
 

Da Il Sole 24 Ore del 7 luglio 2015 di Giuseppe Mazzei 

L'Ente Italiano di Normazione (Uni), attraverso la nuova versione della norma 10200, pubblicata l'11 giugno, ha cancellato alcune frasi riguardanti l'obbligo della programmazione dei ripartitori di calore in base alla sola scala prodotto.

L'Uni ha rilevato un netto contrasto tra le regole previste dalla UNI10200 e la norma tecnica europea UNI EN 834 vigente da tempo. La norma UNI10200 impediva l'uso della scala unitaria, ampiamente utilizzata in Europa e perfettamente rispettosa della UNI EN 834. La norma tecnica europea, recepita in Italia, lascia, infatti, libertà di scelta ai consumatori.

….. se i condomìni scelgono la scala unitaria: in questo caso leggeranno sul ripartitore del singolo radiatore una serie unitaria di scatti relativi al calore consumato; poi troveranno nella bolletta il fattore per cui viene moltiplicato ogni scatto e , come risultato finale, la contabilizzazione esatta, nel rispetto delle norme che impongono una fatturazione precisa e basata sugli effettivi consumi.

….. Se i consumatori scelgono la programmazione dei ripartitori in base alla scala prodotto leggeranno sul ripartitore un valore che è frutto della moltiplicazione del numero degli scatti per un coefficiente che viene programmato sui ripartitori in fase di installazione. Questa operazione di programmazione in fase di installazione è molto delicata e se non viene operata correttamente da personale altamente specializzato può portare ad errori che incidono negativamente sulla correttezza della contabilizzazione individuale.

Leggi tutto http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/risparmio-energetico-e-tecnologie/2015-07-03/contabilizzatori-liberta-scelta-215207.php?uuid=ACAVSdL

 

 
 

Da Il Sole 24 Ore del 7 luglio 2015 di Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci 

Nonostante da due anni sia in vigore il Dpr 74/2013 - che fissa per tutta Italia nuove regole, temporalità di controllo e classi di suddivisione per gli impianti termici – le Regioni (e in certi casi anche le Province e i Comuni sopra i 40mila abitanti) continuano ad agire in ordine sparso sul fronte delle norme per il controllo dei fumi delle caldaie e per il pagamento del cosiddetto bollino blu. Anche senza averne (il più delle volte) titolo.

La questione riguarda tutti gli impianti a gas, sia domestici che condominiali di piccola e grande taglia, cioè fra i 35 e i 100 kW o sopra tale soglia e tocca il solo ambito delle ispezioni per l'efficienza energetica (perché a stabilire invece le tempistiche per la manutenzione degli impianti è la casa produttrice).

Le regioni che, dopo la svolta imposta a livello statale, hanno recepito in maniera completa una disciplina per definire tempi e modi di verifiche e manutenzioni sono appena cinque, cioè Lombardia, Marche, Umbria, Liguria e Toscana. Lo rivela un recente focus, realizzato dagli esperti di e-training, società di consulenza e formazione per installatori e tecnici. Di queste, poi, soltanto la Regione guidata da Maroni (interpretando in modo rigoroso le carte) è davvero in regola, perché è l'unica ad aver indicato nei propri testi in modo esplicito il recepimento non solo del Dpr 74/2013, ma anche dell'ultima normativa europea sull'efficienza energetica 31/2010/UE (in tutti gli altri casi viene invece citata la precedente direttiva 2002/91/CE, ormai superata).

Abruzzo, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto sono, invece, scese in campo, ma in modo solo parziale. Il Piemonte ha, infatti, deliberato soltanto la parte inerente il libretto di impianto, modificando leggermente la disciplina statale; la Puglia, con una circolare, ha dichiarato di adottare il Dpr 74/2013, demandando per tutto a un successivo regolamento, così come l'Abruzzo, con la recente legge varata pochi giorni fa. Infine il Veneto ha deliberato per introdurre modifiche al libretto e istituire (per ora sulla carta, perché non è ancora attivo) il catasto degli impianti così come la Sicilia ha deliberato il solo catasto.

Nelle altre Regioni, nulla è stato fatto per prendere atto del Dpr 74/2013. Con il risultato che si continua - praticamente ovunque - a utilizzare ancora la vecchia regola (Dpr 551/99 e Dlgs 192/2005), che prevede non solo una temporalità diversa per l'invio dell'autocertificazione dell'avvenuto controllo e il pagamento del bollino, ma anche una diversa suddivisione in fasce degli impianti (classificati ad esempio domestici non fra i 35 e i 100 kW ma fra 35 e 116 kW). Infine, estremo paradosso, esistono casi in cui sono state le Province a recepire il Dpr 74/2013 riadattandolo alle procedure in essere, snaturandone quindi ogni contenuto. Insomma: un vero puzzle, difficile da ricomporre, con danno per il cittadino.

Leggi tutto http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/risparmio-energetico-e-tecnologie/2015-07-03/caldaie-e-bollino-blu-norme-regionali-ordine-sparso-215028.php?uuid=ACGQSdL

 

 
 

Una guida completa ed esaustiva de Il Sole 24 Ore

• l’installazione all’interno dei beni condominiali • i limiti derivanti dal regolamento • la tutela del decoro architettonico • le autorizzazioni per la realizzazione dei lavori

• Gli elementi costitutivi dell’impianto di condizionamento • L’installazione nella proprietà privata • l’installazione all’interno dei beni condominiali • I limiti e i divieti in condominio • Le innovazioni • La tutela del decoro architettonico • Le autorizzazioni per la realizzazione dei lavori • Le immissioni rumorose • Le agevolazioni fiscali

Scarica la guida de Il Sole 24 Ore

 

 
 

Da Il Sole 24 Ore di Antonio De Marco, 30 giugno 2015

L'energia elettrica in corrente alternata è caratterizzata da due parametri: energia attiva (quella che realmente si consuma da circuiti luce, ascensori, pompe, ventilatori) ed energia reattiva che nella realtà non ha effetto energetico utile per l'utilizzo. Di fatto, l'energia reattiva non è fisicamente sfruttata, ma è «palleggiata» tra utenza e rete e costituisce una sorta di pedaggio, dato che il suo continuo andirivieni produce perdite sulla rete. Per avere idea dell'entità di questa perdita si deve fare riferimento al cosiddetto «cos» – fattore di potenza – che dipende dalle caratteristiche dell'utilizzatore e può variare da 0 a 1: più è prossimo allo zero, maggiori sono le perdite sulla linea di trasporto e distribuzione. Per compensare tali perdite, le aziende elettriche applicano, ai clienti che assorbono energia con basso cos una maggiorazione (penale) sul costo dell'energia consumata.

In genere l'utente deve garantire un cos medio mensile non inferiore a 0,9 …..

Dal 1° gennaio 2016 entrerà in vigore il nuovo regime tariffario dell'energia reattiva che prevede tre vincoli: livello minimo del cos medio mensile non inferiore a 0,7; non immissione in rete di energia reattiva; livello di cos istantaneo, in corrispondenza del massimo carico, nelle fasce orarie F1 ed F2, superiore a 0,9.

Se l'utente non rispetta uno o più vincoli, il gestore della rete potrà richiedere l'adeguamento degli impianti, con possibilità di ricorrere alla sospensione del servizio.

Quando gli impianti utilizzatori presentano un cos minore di 0,9 è conveniente ricorrere alla correzione mediante il cosiddetto rifasamento: installazione di apparati denominati rifasatori, composti da batterie di condensatori, che producono energia reattiva con diminuzione delle perdite in rete e quindi risparmio energetico che si traduce in risparmio economico anche per il cliente.

Per inquadrare l'intervento da realizzare, occorre che un tecnico analizzi le fatture di almeno un anno e comunque per il periodo significativo al fine di individuare i componenti da installare ed ottimizzare il rapporto costi- benefici, anche in previsione del nuovo sistema tariffario dal 1° gennaio 2016.

leggi tutto  http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/risparmio-energetico-e-tecnologie/2015-06-29/impianto-elettrico-rifasare--184705.php?uuid=ACEmcuI

 

 
 

Lotta all'inquinamento, interventi sul cambiamento climatico, uso delle tecnologie: la tutela dell'ambiente in cinque assi portanti che ciascuno di noi può trasferire nell’esperienza personale del vivere quotidiano (anche vivendo in condominio …..)

I cambiamenti climatici. “un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche. E costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità (proviamo a farne anche una valutazione condominiale …..)

I rifiuti. "Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili. La Terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia ….. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone". (pensiamoci quando tocca a noi nel nostro condominio …..)

L’acqua. "diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone: per questo, è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani"…… "non solo nei Paesi sviluppati, ma anche in quelli in via di sviluppo che possiedono grandi riserve. Ciò evidenzia che il problema dell’acqua è in parte una questione educativa e culturale". (facciamo cultura ed educhiamoci nella nostra quotidianità condominiale …..)

La tecnologia. "Il paradigma tecnocratico tende a esercitare il proprio dominio anche sull'economia e sulla politica"….. "l’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a eventuali conseguenze negative per l’essere umano”….. Mai l’umanità ha avuto tanto potere su se stessa e niente garantisce che lo utilizzerà bene, soprattutto se si considera il modo in cui se ne sta servendo".  (prestiamo maggiore attenzione ai problemi ed alle esigenze del nostro vicino di casa …..)

Il movimento ecologico. "il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri". (interessiamoci, prendiamo coscienza ed elaboriamo azioni concrete nel nostro condominio …..)

Le leggi. "Spesso rimangono come lettera morta" ….. "Si può dunque sperare che la legislazione e le normative relative all'ambiente siano realmente efficaci?".  (dipende da noi renderle efficaci anche nel nostro condominio …..)

Scarica l'enciclica Laudato Sì

 

 
 

Da Il Sole 24 Ore del 24.06.2015

Cassazione Sentenza n. 10209 del 19.05.2015

….. Nel respingere le ragioni fatte valere dal condominio ricorrente, la Cassazione aveva modo di ricordare principi già chiaramente espressi in altre sentenze, e cioè che per quanto i balconi aggettanti siano effettivamente di proprietà dei singoli condomini che vi accedono dal proprio appartamento, devono viceversa considerarsi di proprietà comune di tutti i condomini (anche di quelli che come nel caso esaminato risiedono a pian terreno) “i rivestimenti e gli elementi decorativi della parte frontale e di quella inferiore, quando si inseriscono nel prospetto dell'edificio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole”……

….. Il principio è quello notissimo del valore estetico della facciata: che quando è presente fa si che si parli di un bene di tutto il condominio (essendo un elemento dei quali tutti i condomini traggono vantaggio) con la ovvia conseguenza che le spese per la relativa manutenzione andranno (appunto) ripartite fra tutti i condomini e non saranno di esclusivo onere dei singoli proprietari muniti di balcone …..

Il gruppo Unicasa insiste nel proporre la ripartizione dei costi di manutenzione del parapetto del balcone al 50% a carico del proprietario del balcone stesso, per la funzione di “contenimento” e quindi di utilizzo del balcone da parte del proprietario, ed al 50% a carico di tutti i condomini per la sua funzione estetica nella facciata.

Leggi tutto   http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/il-condominio/2015-06-23/balconi-basta-elemento-decorativo-perche-spese-siano-comuni-234448.php?uuid=AC8XKrF

 

 
 

ATTENZIONE A NON ACQUISTARE MODELLI FUORI PRODUZIONE E QUINDI GIA' OBSOLETI: dal 26 settembre 2015 potranno essere prodotte solo caldaie a condensazione.

Leggi tutto

 

 
 

 

 
 

Con la sentenza 10483/2015, la Corte di Cassazione è tornata a spiegare il funzionamento delle parti comuni in condominio: secondo la Corte, le scale e i relativi pianerottoli devono essere considerate proprietà comuni, anche se sono poste a servizio di parti limitate dello stabile. Sono infatti elementi strutturali necessari alla edificazione di uno stabile condominiale e mezzo indispensabile per accedere al tetto e al terrazzo di copertura.

I giudici si sono pronunciati sul caso di un condominio, composto da un cortile comune dal quale si accede, attraverso i relativi portoni, agli androni delle scale A e B. Nell’androne della scala B, dopo una delibera assembleare, era stato realizzato un nuovo ingresso che avrebbe reso più agevole l’accesso per i condomini della scala A.

I condomini della scala B avevano in seguito lamentato la violazione del decoro e il fatto che l'opera appariva realizzata a esclusivo vantaggio dei condomini della scala A, nonostante fosse collocata su un bene destinato a servire solo i condomini della scala B.

La Corte ha affermato l’utilità dell’opera, che ha costituito un miglioramento rispetto al precedente accesso da una strada stretta e in salita, implicando un aumento del valore a vantaggio di tutto il condominio.

Per questo motivo tutti i condomini hanno dovuto contribuire alle spese per la realizzazione del nuovo accesso.

 

 
 

Nel condominio di una Milano 'accennata' convive una piccola comunità di inquilini eccentrici, che non smettono di farsi i fatti degli altri e di infilarsi alla prima occasione nella vita degli altri………

VEDI IL TRAILER   https://www.youtube.com/watch?v=CjU5vX4EFPE&feature=player_embedded#t=4

 

 
 

La corte di Cassazione con la sentenza n.  23944/2015 depositata lo scorso 4 giugno ha confermato la condanna penale ai sensi del comma 1 art. 659 c.p. per i proprietari del cane che abbaiando e latrando aveva “disturbato le occupazioni e il riposo di coloro che abitano nelle vicinanze della loro abitazione”.

La Cassazione ha quindi confermato la sentenza del Tribunale di Como che già aveva condannato i coniugi proprietari del cane poiché non si erano attivati per porre rimedio ai continui abbai e latrati del loro cane.

Il diritto a possedere animali all’interno del condominio, sancito dalla lg. 220/2012, è comunque soggetto a norme ed al rispetto dei vocini ….. come scrivevamo a luglio 2014 ….. http://www.unicasaitalia.it/news-id-227.htm#227

 

 
 

Amministratore al bivio  di Saverio Fossati da Il Sole 24 Ore

….. La riforma ha imposto una serie (onerosa, va detto) di adempimenti, che bene o male tendono ad aprire la professione alla trasparenza verso il cliente, una trasparenza decisamente superiore a quella richiesta a tante professioni ordinistiche. ….. al servizio del cliente ma soprattutto della società, ….. quanto può far bene al patrimonio immobiliare un amministratore che si faccia carico di tutto, ….. ci si accorgerà di quanto faccia male che le parcelle siano ancora a livelli spesso bassissimi. …..

….. Il Sole 24 Ore ha cercato di far capire ai proprietari quanto sia ormai indispensabile una selezione seria di chi deve gestire patrimoni importanti ma spesso il messaggio non è arrivato. …..

….. cogliere l’occasione della riforma per far emergere davvero una classe di nuovi professionisti, che non hanno bisogno del comodo rifugio ordinistico e dell’esclusiva per assumere il ruolo che la legge e la società richiedono, è un dovere morale prima ancora che economico.

.... UNICASA …. c’è ....

Leggi tutto    http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/il-condominio/2015-05-25/amministratore-bivio-124653.php?uuid=ABkTBAmD 

 

 
 

A tutti i partecipanti Unicasa omaggia SKUDO WAVE dispositivo di protezione per apparecchi che emettono campi elettromagnetici....."riduce il rischio del danno biologico al DNA dal 70 al 100%"......ad esempio dai telefoni cellulari

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In occasione del convegno ABITARE GEO-SCUDATI Unicasa con Anap Amministratori Professionisti hanno prodotto i "Consigli dell'istituto di ricerca SIMEMIS": poche, semplici regole per migliorare il vostro vivere nella vostra abitazione.

scarica i Consigli di SIMEMIS

 

 
 

da Casa Salute

Il luogo è vitale

Per mantenersi in buona salute è necessario pensare anche all’ambiente in cui si vive, si lavora e si dorme; soprattutto non dimentichiamoci che, nel nostro letto, viviamo gran parte della nostra vita. Un uomo di quarant’anni, vive circa sedici anni sul suo letto; se il luogo non è salubre è impossibile che non gli accada nulla.

Problema Casa

Tutte le case abitabili sono realmente abitabili?

In base alle leggi attuali, perché un edificio (casa, ufficio, scuola, asilo, ecc.) possa essere definito abitabile, deve essere costruito secondo a dei progetti che ne assicurano la stabilità della struttura, l’igienicità e la sicurezza degli impianti (idraulico, idrico, elettrico, termico, ecc.). Nulla viene richiesto per tutelare la reale vivibilità, che dipende essenzialmente dall’energia pulita degli ambienti e del luogo, trascurando così tutte quelle congestioni, di origine naturale ed artificiale, che ne abbassano il livello (spesso anche notevolmente). Le principali cause di congestione, rilevate fino ad ora da esperti del settore, sono:

Radiazioni cosmo-telluriche, Elettrosmog, Anomalie geomagnetiche, Radioattività, Esalazioni tossiche, Condizioni precarie dell’aria, Reazioni biologiche, Reazioni psichiche, Colori non appropriati, Onde di forma negative.

Geobiologia

Da oltre trent’anni studi e ricerche sono usciti dall’ambito del paranormale per configurare una scienza di frontiera che ha molto da scambiare con la nuova fisica e con una visione olistica del mondo. A questa “nuova” scienza che affonda le radici nell’antichità è stato attribuito il nome di GEOBIOLOGIA, in altre parole la scienza che studia le influenze delle radiazioni (telluriche, cosmiche, ecc.) su tutto ciò che vive (biosfera). Più del 70% delle patologie sono aggravate o determinate da perturbazioni del magnetismo terrestre, insieme con altri fattori ambientali. Tali anomalie determinano le cosiddette zone di stress tellurico, causando quelle che sono definite GEOPATIE, che comprendono una lunga serie di disfunzioni: dalla semplice emicrania alla stanchezza cronica, da alterazioni della funzionalità degli organi colpiti e del sistema immunitario a vere e proprie patologie croniche e degenerative.

“Sulla base degli esperimenti condotti finora le geopatie non sono idee cervellotiche. Solo persone con la mente ristretta potrebbero ancora ridere di loro. I fattori di disturbo geopatici dovrebbero essere introdotti nelle riflessioni diagnostiche e terapeutiche delle malattie. Secondo noi il giudizio di una malattia cronica senza l’inclusione dei fattori geopatici non è possibile” (Helmut W. Schimmel, medico e ricercatore tedesco)

Pericolo invisibile

Quando si parla di casa si considera anche l’ambiente, infatti se vivessimo in una zona con alto inquinamento atmosferico anche l’aria della casa essendo permeabile con l’esterno ne risentirebbe.

Anche se può sembrare strano, in condizioni ordinarie, i più grossi pericoli per la nostra salute all’interno di una casa sono i campi elettromagnetici e radiazioni. Con i nostri sensi possiamo percepirne alcuni: l’onda elettromagnetica del calore, della luce o indirettamente vedere il disturbo nel monitor di un computer causato dalle microonde del cellulare in funzione. Ma di fatto quelli presenti sia in casa che nell’ambiente sono veramente tanti, ci penetrano continuamente e possono causare disturbi, anche gravi. Il nostro corpo non può percepirli ne difendersi perché sono sconosciuti al suo sistema (in migliaia di anni sono da pochi decenni siamo sottoposti a questo nuovo stress elettromagnetico). Possiamo avvertirli solo come disagio, sotto forma di malessere: mal di testa, irrequietezza, spossatezza, deconcentrazione, ecc., ma se non sappiamo che esistono diamo la colpa a qualcos’altro …..

Cos’è un campo elettromagnetico

E’ una perturbazione nello spazio. E’ originato da movimenti di cariche elettriche. Quindi tutto emana campi elettrici, magnetici, o elettromagnetici, perché ogni cosa è composta di atomi con elettroni in movimento. Fondamentalmente ogni cosa è composta di energia e l’energia si propaga tramite onde elettromagnetiche. La sostanziale differenza è il modo come si muovono, il tempo di spostamento e la quantità di queste cariche elettriche. Il disturbo dipende dalla frequenza dell’onda e dalla sua intensità. Su questo principio tutto emana onde elettromagnetiche e non è raro che ci troviamo in posti dove sentiamo “l’aria pesante”…..

I campi elettromagnetici fanno male

Ci sono già molti studi che dimostrano la pericolosità dei campi elettromagnetici, si sono abbinati molti casi di malattie anche gravi in concomitanza di campi elettromagnetici elevati. Ovviamente il disturbo dipende dalla frequenza e dall’intensità.

I nostri sistemi elettrici hanno un importanza vitale per il nostro corpo. Quindi, appurato che i nostri corpi hanno una natura fortemente elettromagnetica, la fisica ci insegna che fenomeni elettromagnetici possono subire interferenze da altri fenomeni elettromagnetici, e quindi in presenza di particolari campi elettrici o magnetici il nostro sistema elettrico può essere disturbato e di conseguenza lo scambio di informazioni elettriche tra i vari apparati, organi, tessuti e cellule viene ostacolato.

Case di ieri e di oggi

Le case di ieri erano più sicure delle case di oggi?

Non molti decenni fa ogni costruzione veniva realizzata in zone debolmente perturbate e con materiali naturali, che sicuramente non reggevano un forte terremoto e non garantivano un’igienicità assoluta ma non avevano molti inconvenienti che riscontriamo negli edifici di oggi (mal posizionati, pieni di ferro e materiali artificiali), quali: cattiva traspirabilità (causa delle muffe), aria viziata ed inquinata, anomalie geomagnetiche e elettromagnetiche di ogni tipo.

Il nuovo modo di costruire, anziché migliorare le condizioni di vita le ha completamente cambiate, causando squilibri che possono causare tutta una serie di malesseri fisici e psichici che molto spesso degenerano in malattie gravi quali il cancro. Probabilmente una volta si sfruttava molto di più la sensibilità, il senso percettivo, che è il vero strumento per rilevare il grado delle energie pulite di un luogo e di una casa, e non tanto la razionalità, che oggi, purtroppo, è diventata il movente della maggior parte delle azioni compiute dall’uomo.

Come rimediare a questo grave errore?

NELLA PROSSIMA News I CONSIGLI UTILI E FACILI DA APPLICARE NELLA NOSTRA ABITAZIONE

 

Leggi tutto  http://www.casasalute.it/contenuti/Casa.htm#451

 

 
 

Vediamo quindi a quali e a quante onde il nostro corpo è soggetto, e le influenze che possono avere sul sistema biologico, fattori che sommati allo stile di vita e ad altri stressor influenzano il nostro stato di benessere.

Purtroppo negli ultimi anni, dal dopo guerra in poi, il tenore di vita è divenuto totalmente “eccitato” ed è molto difficile potersi sottrarre a tutti questi stimoli che ci circondano continuamente.  

Lavori scientifici sono stati elaborati da molti studiosi in particolare dai tedeschi, forse i primi ad occuparsi come il Dr. Hartmann di queste problematiche in modo scientifico.  

A tutt’oggi non esistono prove certe ed indiscutibili a livello scientifico sui supposti danni provocati dalle radiazioni Elettro Magnetiche naturali e dai nodi geopatogeni; alcuni ne mettono in discussione pure l’esistenza.

I russi, non secondi a nessuno, svolgono ricerche da molto tempo. Da circa venti anni ipotizzano che questi nodi siano in realtà dei campi torsionali e hanno messo in opera strumentazioni per rilevarli. Siamo ancora nelle fasi iniziali della ricerca scientifica e la strumentazione sviluppata è ancora prototipale.

I tedeschi da parte loro hanno sviluppato strumenti di misura basati sulla spettroscopia gamma e monitoraggi sull’uomo definiti “georitmogrammi”.

Noi della Simemis stiamo sviluppando e brevettando un sistema di rilevamento dei campi di torsione innovativo, che consente di poterli osservare come anomali spaziali geo-localizzate. Sotto un esempio grafico della rete Hartmann e Curry sovrapposto ad un corso d’acqua che determina un possibile punto “C” secondo i geobiologi o un punto “GPZ” (Geo-Pathogenic Zone), e la prima fotografia di un campo torsionale rilevata in un luogo aperto con strumentazione elettronica.

di Daniele Gullà – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 
 

Per quanto riguarda l’effetto sugli uomini bisogna ricordare alcuni fattori: - Non tutte le zone perturbate sono patogene, dipende dall’intensità e dal tipo di radiazioni emanate. - Le risposte a queste radiazioni Elettro Magnetiche variano da soggetto a soggetto, avendo in principio meno effetto su individui sani, poiché essi riescono a compensare lo squilibrio ed effetti molto gravi su soggetti già debilitati.

Quindi la risposta è molto soggettiva considerala l’univocità degli individui.

In ogni caso dato il modo di vivere contemporaneo, soprattutto a livello urbano, si sono sviluppati negli ultimi decenni degli squilibri di tipo immunitario che abbassano i poteri riequilibranti.

Dipende anche dal tempo di esposizione, più a lungo si è sottoposti, più alto è il rischio di danni biologici.

In genere i disturbi accusati all’inizio sono di tipo aspecifico e funzionale quali: cefalee, stanchezza, insonnia, astenia, depressine, vertigini, crampi muscolari, ansia, aggressività, ecc. Dopo alcuni anni possono insorgere patologie specifiche quali: disturbi cardiocircolatori, malattie degenerative, cancro etc.

È interessante notare il comportamento degli animali rispetto agli stress geopatici. Sappiamo, infatti che il gatto predilige in modo particolare riposarsi su nodi o zone geopatiche così come le formiche seguono linee Elettro Magnetiche ben precise. Il cane invece non ama stare su zone geopatiche.

È importante ricordare che le nostre abitazioni, dal punto di vista edilizio, a causa delle armature in ferro e del cemento provocano uno schermo (tipo gabbia di Faraday) alle radiazioni naturali di tipo cosmo-telluriche; per cui la carenza di queste onde provoca di per sé nell’organismo uno squilibrio.

Inoltre, all’interno delle case abbiamo dei fenomeni cumulativi quali:

A - Sbilancio degli ioni positivi e negativi: il rapporto naturale è di 60 a 40 e ciò viene sbilanciato dall’inquinamento atmosferico in favore dei positivi portando seri disturbi a livello immunitario.

B - Presenza di scariche elettrostatiche sull’arredamento e l’abbigliamento. Il livello per queste scariche è di 200V/m, mentre in alcuni abbigliamenti sintetici si raggiungono a volte valori di 100,000v/m.

C - I materiali di costruzione impediscono la scarica di campi elettrostatici.

D - Ionizzazione monopolare dell’aria con creazione di sacche di ioni unipolari nell’ambiente.

E - Campi magnetici terrestri che sono dell’ordine di 0,4 Oerstedt.

F - Essendo l’organismo costituito per quasi il 50% di composti paramagnetici, avremo una grande influenza di questi fenomeni sulle informazioni organiche e le regolazioni neurovegetative.

Le distorsioni magnetiche sono create da masse ferrose quali: travi, conduttori metallici, reti metalliche dei materassi, a causa anche delle spirali che amplificano i campi magnetici e in genere ogni tipo di arredamento metallico.

di Daniele Gulla – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 
 

2° Partevedi 1° parte http://www.unicasaitalia.it/news-id-297.htm#297 -

Molte delle radiazioni elettromagnetiche sono comuni e naturali, vediamo chi le emette:

- Tutti gli esseri viventi, dall’uomo ai minerali, emanano radiazioni.

- Oggi a queste radiazioni naturali si aggiungono quelle artificiali create dall’uomo che hanno un’influenza negativa sui Sistemi biologici.

La terra è l’armatura negativa di un enorme condensatore il cui polo positivo è il cosmo stesso; l’armatura terrestre si scarica continuamente e si ricarica con i temporali (2000 al secondo).

Le radiazioni terrestri naturali, essendo radiazioni naturali della terra stessa, sono di notevole importanza per il corpo umano. I picchi di frequenza di questa campo con il massimo a circa 7,8 Hz ed armoniche superiori ed inferiori fino a 100 Hz è in completa simbiosi con i ritmi cerebrali degli esseri viventi, ed è quindi chiaro il perché possano influenzarci. Queste sono radiazioni naturali benefiche ed indispensabili per la vita stessa.

Insieme a queste radiazioni biologiche naturali abbiamo una serie di radiazioni negative che sono create da:

- Correnti d’acqua sotterranee che con il loro movimento creano forti attriti e quindi elettricità che si risente in superficie.

- Faglie geologiche le quali a causa della loro disomogeneità creano dei fenomeni di radiazioni concentrata ed emissioni di raggi “Gamma” e “Neutroni”.

- Giacimenti sotterranei d’ogni tipo: carbone, petrolio, gas minerali ecc, i quali modificano il campo radioattivo della terra. Sappiamo oggi che piccole quantità di radioattività sono anche favorevoli per i sistemi biologici, ma in questi casi la quantità è talmente elevata che può portare a disturbi anche notevoli.  Campi magnetici reticolari.

A - Reticolo di Hartmann, il quale consiste in fasce soprattutto di natura magnetica di diametro di circa 20 cm. Che vanno attorno alla terra da Nord-Sud con intervalli di circa 2 metri uno dall’altro e in senso Est-Ovest con intervalli, invece, di circa 2,5 metri uno dall’altro. I punti d’incrocio che sono chiamati nodi, sono particolarmente dannosi per i sistemi biologici. I nodi possono avere una polarità positiva o bang e una negativa o yin, per cui possono creare dei disturbi all’uomo con patologie di tipo yin e bang.

B - Reticolo di Curry, formato da fasce di natura elettrica di circa 75 cm. D’ampiezza, che si trovano ad una distanza una dall’altra di circa 3,5 metri in direzione Nord-Est-Sud_Ovest e Sud-Est-Nord-Ovest. I nodi di questo reticolo sono particolarmente dannosi per i sistemi biologici, particolarmente se dei corsi d’acqua vi passano sotto.

Tutti questi fattori sono divenuti, soprattutto nel corso degli ultimi decenni a causa dell’industrializzazione e urbanizzazione incontrollata, causa di patologie anche gravi, fino alla produzione di cellule cancerose.

Già intorno al 1930 il Barone Van Pohl aveva portato una serie di statistiche che confermavano la diretta connessione tra stress geopatici e tumori. Egli a Vilsbirburg, una città della Baviera, aveva controllato la posizione dei letti di 54 persone morte di cancro in un anno. Dopo aver segnato una mappa dei luoghi geopatici della città, confermò che tutti i 54 soggetti abitavano in zone ad alto rischio geopatico.

Molte altre di queste ricerche hanno confermato il rapporto diretto tra luoghi geopatici e malattie di tipo psichiatrico oltre ai tumori.

di Daniele Gullà – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 
 

Si definisce geobiologia ed effetti geopatici o geopatogeni, l’insieme di influssi naturali in grado di favorire l’insorgere di malattie nell’uomo.

Questi possono provenire da campi di forza naturali quali: falde, corsi d’acqua, giacimenti, radon, campi elettromagnetici terrestri o torsionali.

Oppure da campi elettromagnetici artificiali quali: telecomunicazioni radio e tv e militari, rete elettrica ad alta tensione, campi elettromagnetici casalinghi, trasformatori ed apparecchiature elettroniche domestiche.

La geobiologia è la scienza che studia gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul sistema biologico, sia esso umano, animale o delle piante. Nota dall’antichità e rispolverata negli ultimi decenni, ha portato a conoscenza molti dati ad utilizzo pratico e clinico.

Molti dati sono in fase di analisi ed i pareri scientifici sono controversi e contrastanti.

C’è chi propone studi scientifici che dimostrano la reale corrispondenza tra l’insorgere di patologie e le geopatie o danni da elettrosmog ( basta osservare la diatriba esistente sui supposti danni provenienti dai cellulari o dalle reti wifi) e le differenti leggi e limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, differenti in ogni paese) e chi propone l’uso di campi elettromagnetici e la radioattività naturale come terapia ( è noto infatti che l’esposizione controllata a campi elettromagnetici in bassa frequenza o ai raggi gamma e radon in intensità e tempo moderati, possono produrre risultati terapeutici, vedi radioterapia e magnetoterapia). Più difficile e controverso misurare gli effetti sugli esseri viventi da falde, corsi di acqua sotterranea e nodi geopatogeni (campi torsionali o nodi di Hartmann e Curry), i cui risultati e la loro reale esistenza è stata spesso messa in discussione.

La scuola tedesca-svizzera sulla geobiologia è la più avanzata al mondo. Secondo i geobiologi tedeschi alcuni punti, per fortuna molto rari, sarebbero assai pericolosi e potrebbero addirittura causare il cancro, infatti sono stati denominati punti “C”. Sarebbero dovuti alla somma di più interferenze coincidenti sullo stesso asse, ad esempio la presenza di un campo torsionale molto attivo in corrispondenza di un corso d’acqua ed una falda geologica sommati ad interferenze di campi elettromagnetici artificiali.

di Daniele Gullà – Capo Dipartimento di SIMEMIS – Swiss Insitute of Medical Engineering & Medical Integrated Sciences

 

 
 

Da  http://www.greenreport.it/news/energia/

[9 aprile 2015]

Oggi al  convegno La deep renovation in Italia: proposte per la riqualificazione energetica di edifici e quartieri, al Solar Expo – The innovation cloud di Milano, Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente e Gianni Silvestrini, presidente di Green building Council Italia, hanno presentato le tre proposte inviate al nuovo ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, per aprire finalmente i cantieri della riqualificazione energetica e antisismica degli edifici: «Semplificare gli interventi di retrofit energetico e adeguamento antisismico per migliorare anche la vivibilità delle abitazioni, spingere la riqualificazione energetica con nuovi strumenti, ridurre la spesa energetica negli edifici condominiali grazie al fotovoltaico».

Le proposte di Green building Council Italia e Legambiente puntano ad eliminare gli ostacoli che oggi bloccano gli interventi: «La complessità delle procedure, l’inefficacia degli incentivi (le detrazioni fiscali non funzionano nei condomini per le diverse condizioni economiche e disponibilità degli inquilini), i problemi delle amministrazioni nel realizzare investimenti e accedere al credito». Per le sue associazioni «Cambiare la situazione è possibile e permetterebbe di rilanciare il settore edilizio, di creare nuovo lavoro qualificato, di ridurre le bollette delle famiglie e di aiutare la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico. E c’è anche la spesa legata all’energia da parte delle amministrazioni pubbliche, stimata in oltre 6 miliardi di euro, la cui riduzione è strategica per rilanciare il Paese e gli investimenti».

Zanchini a spiegato che «In Italia questo tipo di interventi è bloccato dalla complessità delle procedure, inoltre gli incentivi non funzionano e i Comuni sono vincolati dal patto di stabilità. Nonostante questo, almeno 20 milioni di cittadini vivono in edifici condominiali dove la riqualificazione edilizia finora è andata avanti attraverso interventi nelle singole abitazioni. Sono rarissimi gli interventi di riqualificazione e retrofit come in altri Paesi europei».

Silvestrini ha sottolineato che «“Il cambio di approccio che proponiamo passa per politiche di incentivo che devono essere sempre vincolate a una riduzione certificata dei consumi energetici (in termini di salto di Classe energetica) e nel tenere assieme questi obiettivi con quelli di messa in sicurezza antisismica. Regole chiare, controlli indipendenti, sanzioni sono la strada che le direttive europee hanno tracciato e che permette anche di rendere più semplice il finanziamento degli interventi da parte di Cassa Depositi e Prestiti e attraverso il fondo per l’efficienza energetica previsto dal DL 102/2014».

Ecco in dettaglio le proposte presentate a Delrio da Legambiente e Green building Council:

Semplificare gli interventi di retrofit energetico. Negli edifici condominiali deve diventare semplice e vantaggioso realizzare interventi di retrofit energetico e adeguamento antisismico che consentano di migliorare anche la vivibilità delle abitazioni. Come si fa abitualmente in Germania, Francia, Olanda si devono mettere assieme i vantaggi energetici con quelli legati al miglioramento della vivibilità degli spazi privati e condominiali (creazione di terrazzi con obiettivi di schermatura solare e di ridefinizione delle disposizioni interne, installazione di ascensori e corpi scala a norma di Legge, interventi di re-impermeabilizzazione degli spazi liberi e di creazione di tetti verdi, consolidamento antisismico degli edifici, ecc.). Serve per questo un intervento normativo che individui queste categorie di intervento,  legando il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici – almeno il 50% di riduzione dei consumi o il raggiungimento della Classe B di certificazione – con interventi che riguardino le strutture perimetrali e gli ampliamenti consentiti. Condizione per gli interventi dovrà essere che si rispettino le distanze minime tra edifici previste dal codice civile e le altezze previste dai piani urbanistici.

Spingere la riqualificazione energetica con nuovi strumenti. Gli interventi di riqualificazione energetica di interi edifici sono oggi un eccezione in Italia, perché non esistono efficaci interventi di incentivo per l’edilizia condominiale e perché quelli pubblici sono bloccati dal patto di stabilità. E’ una priorità intervenire per sbloccare questa situazione e dobbiamo farlo proprio puntando sulla riduzione dei consumi energetici che si può realizzare e sulla certificazione di questi risparmi. Per l’edilizia pubblica si devono escludere dal patto di stabilità gli interventi che permettono di realizzare interventi certificati e verificati di riduzione dei consumi energetici degli edifici. Perché è proprio l’entità di questi risparmi nel tempo la garanzia più efficace per accordi con Esco e istituti di credito per il finanziamento e la gestione con vantaggio per la spesa pubblica. Questa richiesta è particolarmente importante vista l’incentivazione del 65% prevista dal nuovo “Conto termico” in via di emanazione per riqualificazioni di immobili pubblici “ad energia quasi zero”. Per l’edilizia condominiale occorre rendere finalmente funzionante lo strumento delle Esco per interventi di riqualificazione complessiva di edifici con più alloggi, superando i problemi di accesso alle detrazioni fiscali per le famiglie a basso reddito. La proposta di GBC e Legambiente è di intervenire sul sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE), introducendo immediatamente una nuova scheda che si basi sui valori derivanti dalla certificazione energetica delle abitazioni di prima e dopo l’intervento. Obiettivo minimo deve essere di riuscire a garantire una riduzione media del cinquanta per cento nei consumi delle abitazioni, certificata dal salto di classe energetica. A realizzare gli interventi sarebbero Esco, in accordo con imprese delle costruzioni, che si impegnano a garantire il raggiungimento dei risultati complessivi negli edifici di riduzione dei consumi energetici attraverso la certificazione energetica dei diversi alloggi coinvolti nell’operazione. La formula è quella di legare assieme costruzione e gestione degli impianti condominiali per il cofinanziamento degli interventi.

Il fotovoltaico per i condomini. Il solare fotovoltaico è oggi competitivo economicamente e può rappresentare una risposta efficace per ridurre la spesa energetica negli edifici condominiali. Queste soluzioni sono oggi efficaci anche senza incentivi diretti ma semplicemente prevedendo che l’energia prodotta possa essere utilizzata direttamente per gli usi negli spazi comuni o per una parte dei consumi dei singoli appartamenti del condominio. Per rendere possibile questa prospettiva, occorre modificare la normativa vigente in modo da consentire nei condomini lo scambio sul posto con l’esonero dall’obbligo di coincidenza tra punto di immissione e prelievo dell’energia scambiata con la rete e da quello di pagamento degli oneri di rete e di sistema. Una innovazione di questo tipo permetterebbe di far ripartire gli investimenti di solarizzazione dei tetti e di ridurre le bollette delle famiglie.

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Matteo Salvini, segretario Lega Nord: a chi ruba un solo euro gli deve essere impedito per tutta la vita di fare politica, anche di fare l’amministratore di condominio E il quasi omonimo sig. Savini di Faenza, amministratore di condominio, che fine ha fatto?

Intervista a Matteo Salvini:

Domanda: “Dunque immunità sì ma entro certi limiti”. 

Risposta: «Il principio è sacrosanto ma ho visto molti amministratori rovinati da magistrati che non rispondono mai dei loro errori. Per questo io sono favorevole alla responsabilità civile dei magistrati. Invece a chi ruba un solo euro gli deve essere impedito per tutta la vita di fare politica, anche di fare l’amministratore di condominio».

http://www.lastampa.it/2014/06/23/italia/politica/salvini-chi-prende-mazzette-deve-essere-arrestato-punto-e-basta-JVtOkR4EID9vvHi6WaRSxM/pagina.html

E l’amministratore di condominio quasi omonimo sig. Favini di Faenza che fine ha fatto?

Chi tutela i più o meno ignari Clienti del suddetto? Continua a fare l’amministratore di condominio?

«Ci siamo accorti nel novembre 2012 che avevamo costi di personale molto elevati interni rispetto alla redditività espressa – racconta Savini -. Eravamo arrivati a 18-19 unità, gestivamo circa 250 condomìni. Alla fine di quell’anno abbiamo licenziato l’allora responsabile della contabilità, avevamo infatti avuto alcune grosse divergenze sulla gestione dei conti aziendali». Oggi lo Studio Savini conta su 6 dipendenti, perché «abbiamo esternalizzato tutta la contabilità per essere più snelli – sottolinea ancora Savini –, ma purtroppo i risultati tardano ad arrivare ed anzi, abbiamo avuto un rallentamento notevole negli ultimi sei mesi degli incassi da parte della nuova società bolognese».

Cosa c’entrano i costi delle struttura della “Studio Savini srl” con i fondi e le disponibilità liquide, dei condomini?

Leggete cosa ne dicono i Clienti…………..

http://www.settesere.it/it/n7064-condomini-trema-lo-studio-savini-protestano-i-fornitori.php

…..ed ancora…..Imola, 25 gennaio 2015 - Guai in condominio, diffusi sì, ma forse troppo. E’ il caso degli immobili amministrati dallo Studio Savini di Faenza, Via Laghi 87 dove, nonostante la fama e il portfolio che conta oltre 200 stabili tra la città manfreda, Imola e la Riviera, negli ultimi mesi diversi condomini hanno iniziato a rivolgersi alle redazioni dei giornali romagnoli per segnalare disservizi e aspetti poco chiari nella gestione. Uno di questi immobili è anche sul Santerno e si tratta del condominio ‘Leonardo da Vinci’. Il grattacielo dove uno dei condomini, nei mesi scorsi, aveva già sporto querela al commissariato di polizia. L’immobile conta 30 unità tra uffici di professionisti (avvocati, ingegneri, commercialisti) e abitazioni, più i negozi al pian terreno e il rapporto con lo studio faentino inizia circa sei anni fa. I primi problemi però sono comparsi nel 2013, quando a detta di un condomino l’amministratore portava fatture pagate a nome del ‘Leonardo da Vinci’, «ma non utilizzando il conto del condominio – spiega –. Avevamo chiesto il perché di quella modalità e ci era stato risposto che lo studio aveva dovuto anticipare certi pagamenti perché alcuni condomini del nostro palazzo erano morosi».  La cosa appare strana ai condomini che ogni anno versano circa 100mila euro per le spese senza morosità.

http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/conti-in-disordine-il-grattacielo-si-affida-agli-avvocati-1.605913

 

 
 

Un condominio progettato male, e costruito peggio. Ora, però, i suoi inquilini sono stati rimborsati di circa 300 mila euro, somma con la quale potranno riparare le varie criticità dei loro appartamenti. Lo ha deciso il Tribunale di Treviso con sentenza dello scorso 6 marzo: quel condominio a Cison di Valmarino presenta una serie di difetti strutturali gravi, per i quali servono lavori urgenti. Il Tribunale è arrivato alla decisione a seguito di due perizie effettuate da due consulenti tecnici diversi, che hanno condannato tutti i convenuti al risarcimento del danno, oltre alle spese legali e di consulenza.

I periti hanno accertato una serie di vizi e difetti di costruzione strutturali e di mancati controlli da parte dei tecnici sull’intero condominio. La vertenza ha visto per protagonisti una decina di inquilini, rappresentati in giudizio dagli avvocati Sossio Vitale e Nicola Vitale. Il condominio, venduto nel 1995, presenta evidenti errori di progettazione e di costruzione: ci sono fessurazioni passanti che attraversano la muratura, materiali di qualità scadente, errori di calcolo nella disposizione di alcune parti strutturali, finestre che non si aprono nel modo corretto, un telaio in cemento armato senza giunti di espansione (che dovrebbero ammortizzare le connessioni tra le travi).

I consulenti del tribunale hanno registrato tutto. Il giudice ha ritenuto responsabili anche l’immobiliare venditrice («per aver esercitato importanti ingerenze nella realizzazione dell’opera», si legge nella sentenza), l’ingegnere progettista direttore dei lavori per la parte strutturale («evidente la sua responsabilità»), la società di costruzioni. Assolti il geometra (dal quale non dipese la scelta del materiale utilizzato), due architetti («i vizi riscontrati riguardano la progettazione strutturale, e non dipendono in alcun modo dall’opera dei progettisti architettonici»), l’operaio mero esecutore materiale dell’intonaco.

In totale la somma da risarcire agli inquilini è di 301 mila e 500 euro, calcolata dal tribunale in base alla spesa necessaria per la riparazione dei vizi costruttivi, comprese spese tecniche e Iva. Le responsabilità maggiori sono a carico dell’ingegnere direttore dei lavori e del costruttore (entrambi contribuiranno al risarcimento danni per il 40 per cento). Il 20 per cento della responsabilità è stata ascritta invece all’immobiliare committente, che ha sede nel Pievigino.

fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/03/29/news/palazzo-difettoso-maxi-rimborso-per-i-condomini-1.11143895

 

 
 

Il servizio, nato su un progetto finanziato con un bando da 1,2 milioni di euro della Fondazione Cariplo, sarà gratuito per i poveri e a prezzi calmierati per tutti gli altri che ne faranno richiesta.

Leggi tutto:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/02/26/news/milano_il_comune_lancia_il_welfare_di_condominio_baby_sitter_e_badanti_saranno_condivisi-108198356/

E se bastasse l’infermiere di condominio per risolvere molti dei problemi della sanità del terzo millennio? L’interrogativo è meno peregrino di quel che si potrebbe pensare. E forse in qualche modo aleggiava, inespresso, all'incontro con i media che giovedì 5 marzo a Roma ha preceduto l'apertura del XVII Congresso nazionale della Federazione dei Collegi Ipasvi, cioè la rappresentanza professionale degli infermieri, nel corso del quale sono stati presentati i dati di una ricerca del Censis su Infermieri e nuova sanità: opportunità occupazionali e di upgrading. Le prestazioni infermieristiche nella domanda di assistenza sul territorio.

Le cifre di un fenomeno

Il fatto è che, stando alla ricerca, sono 8.700.000 gli italiani che nel 2014 hanno usufruito di prestazioni di assistenza infermieristica erogate privatamente, pagando di tasca propria 2,7 miliardi di euro. Di questi, 6.900.000 hanno chiesto prestazioni una tantum, mentre 2.300.000 hanno avuto necessità di prestazioni continuative. Ad aver bisogno di un’assistenza che il Servizio sanitario nazionale non ha saputo o potuto garantire (e quindi a sottostare a una sorta di “imposta mascherata”) sono stati il 44,4% dei non autosufficienti (1.400.000 persone), il 30,7% dei malati cronici (2.800.000) e il 25,7% degli ultrasettantenni (2.300.000). Le prestazioni maggiormente richieste sono state le iniezioni (58,4%), le perfusioni, le infusioni o le flebo (33,1%), l’assistenza in generale (24,5%), le medicazioni e i bendaggi (24,4%), l’assistenza notturna (22,8%).

Il fatto è che, secondo la ricerca, la necessità per le famiglie di contenere le spese (giudicata sottostimata dagli autori dell’indagine per una fetta consistente di prestazioni che sicuramente, per colpa della crisi economica, sono richieste “in nero” dai cittadini agli stessi operatori) e la propensione a ricorrere a figure professionali non infermieristiche alimenta il fenomeno dell’inappropriatezza delle prestazioni. Oltre 4.200.000 italiani nei dodici mesi precedenti l’intervista del Censis si sono rivolti a figure non infermieristiche (badanti, familiari, conoscenti e così via) per prestazioni di tipo sanitario; lo hanno fatto per varie ragioni: la fiducia nella persona cui si fa ricorso (42%), il costo eccessivo di un infermiere (33,7%), la convinzione che per alcune prestazioni l’infermiere non sia indispensabile (31,5%). La maggioranza si dichiara tutto sommato soddisfatta delle prestazioni avute e giudica gli eventuali danni subiti “residuali”.

Badanti di condominio

Tra coloro a cui si è fatto ricorso, le badanti sono una figura emblematica. E se in alcune Regioni sono stati avviati progetti per affidare loro l'assistenza (non sanitaria) di interi condomini (dopo adeguata formazione), l'indagine Censis ha evidenziato che nelle case italiane in cui lavorano, le badanti gestiscono terapie farmacologiche (88,8%), fanno iniezioni (32,3%), si occupano di eventuali bendaggi e medicamenti (30,4%), intervengono in caso di esigenze sanitarie che di solito richiedono il ricorso a infermieri (20,5%) e gestiscono un catetere (6,2%). Più della metà (il 51,5%) delle persone che impiegano una badante ritengono che sia capace di svolgere prestazioni infermieristiche e il 30,6% la considera in grado di intervenire in caso di emergenze sanitarie. Il 51% degli italiani che ricorre alla badante per prestazioni sanitarie lo fa perché pagare un infermiere in modo continuativo è troppo costoso. Per il 50,9% degli italiani esistono prestazioni semplici (iniezioni o medicazioni) per cui l’infermiere non è indispensabile. Il dato è più elevato tra gli anziani (55,4%), che sono i principali consumatori di prestazioni infermieristiche.

Il fenomeno della “badante pseudoinfermiera” affonda le radici, oltre che nelle cause di tipo economico riscontrate, anche il quel «substrato culturale» descritto da Carla Collicelli, vicedirettore generale del Censis, per il quale da una parte la famiglia ha una «insufficiente consapevolezza dell'importanza della professionalità» che richiederebbero le prestazioni di tipo sanitario e, dall'altra parte, gli infermieri sono scarsamente propensi a operare e impegnarsi nel privato, considerato «un ripiego in attesa del posto fisso», meglio se pubblico.

Il paradosso infermieristico

In poche parole: ci sono meno infermieri di quelli che servirebbero, ma la domanda crescente di questa figura non riesce a incontrarsi con l'offerta, così creando disoccupazione e sottoccupazione. Per dirla in altro modo, dall’indagine Censis emerge che il numero di persone che hanno pagato direttamente di tasca propria è teoricamente ancora molto al di sotto del fabbisogno potenziale di prestazioni sul territorio e a domicilio; ma, nonostante ciò, sono evidenti situazioni di disoccupazione e sottoccupazione di infermieri, che per lavorare spesso si rivolgono a strutture private profit con la conseguenza di ottenere remunerazioni anche molto basse, ma a tariffe tutto sommato elevate per i cittadini. Non per niente il 25,4% degli italiani ha difficoltà a trovare un infermiere privato sul territorio in cui vive e molti ricorrono all’intermediazione di reti informali, parenti, amici e conoscenti.

La colpa di questa situazione è anche del blocco delle assunzioni nel pubblico, che, secondo la ricerca Censis, chiuderebbe molti sbocchi per gli infermieri. «La crisi economica ha danneggiato i cittadini, ma anche diversi settori come quello infermieristico, spingendo verso un blocco del turn-over» commenta Collicelli. Perciò, secondo il vicedirettore dell'istituto di ricerche «bisognerebbe rafforzare la cultura imprenditoriale» e se «da un lato le strutture sanitarie pubbliche per prime dovrebbero attivarsi al fine di favorire la continuità assistenziale post-ricovero, dall’altro gli infermieri devono iniziare a far propria l'idea dell'esercizio libero professionale sul territorio che può aprire importanti sbocchi lavorativi e soddisfare la grande domanda».

E, magari, cominciare tutti a riflettere che, oltre alla badante, potrebbe essere utile anche un “infermiere di condominio” capace di assumersi la responsabilità di quelle prestazioni oggi impropriamente affidate proprio alle badanti.

«Dovremmo intervenire nel settore – commenta dal canto suo Annalisa Silvestro, presidente della Federazione Ipasvi – per scongiurare quegli atteggiamenti a cui gli assistiti sono costretti per soddisfare il proprio bisogno di assistenza e per evitare che i nostri professionisti si trovino in situazioni di disagio e opacità lavorativa». D’altronde, osserva ancora Silvestro, «che l’assistenza sul territorio sia carente e inevasa appare chiaro anche dai dati sull’applicazione del nuovo Patto per la salute, così come è evidente al contrario la necessità dei cittadini che questa decolli. Credo sia nostro compito intervenire. Non solo per ridare appropriatezza e continuità alle prestazioni infermieristiche, ma anche per mettere in sicurezza il cittadino nei casi in cui ricorre a persone al di fuori della professione». Per Silvestro (che è anche senatrice Pd in forza alla Commissione Sanità di Palazzo Madama), «potremmo coinvolgere il Parlamento per una proposta di legge che defiscalizzi le prestazioni assistenziali sanitarie se effettuate da infermieri e le Aziende sanitarie perché inseriscano e mantengano strutturalmente nel territorio infermieri educatori per informare, educare e addestrare i familiari o i loro sostituti a un accudimento informato, corretto e sicuro dei loro cari. In questo modo – conclude - si potranno sostenere concretamente e rapidamente le tante famiglie italiane in difficoltà».

 

 
 

Da ansa.it

AOSTA, 28 FEB - Un amministratore di condominio operativo a Saint-Christophe, Marco Pagliarin, è indagato dalla procura di Aosta per appropriazione indebita. L'ipotesi su cui lavora il Gruppo Aosta della guardia di finanza è che il consulente abbia distratto una somma di poco inferiore ai 100.000 euro dagli importi che oltre 50 condomini (del capoluogo e dintorni) gli versavano per far fronte alle varie spese. Le indagini sono iniziate dopo la segnalazione di presunte anomalie da parte delle stesse famiglie.

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Stefano Lefevre, in Unicasa dal 2007, dopo i successi ottenuti nello sviluppo del Local Point avviato in Porta Romana, oggi gestito con Alessandro Fenzi, “torna a casa” ed apre il Local Point ISOLA.

Se chiedete a un milanese come definirebbe l’Isola oggi, la risposta probabilmente sarebbe “radical chic”. Zona di periferia urbana ma vicinissima al centro; orgogliosa della sua origine popolare e della sua indole sinistrorsa e nuova meta della movida milanese; attaccata alla sua solida tradizione artigiana che è sempre più relegata nell’angolo dalla demolizione dei vecchi opifici e dagli arrivi dei nuovi creativi; nostalgica delle “occupazioni” e degli “abusivi” ma sempre più affollata di negozi alla moda e appartamenti di lusso. L’Isola è ancora, come in passato, un quartiere che evolve per contraddizioni.

Ma soprattutto l’Isola è un luogo che vive una grande trasformazione, dal punto sociale, culturale, urbanistico. Il progetto di riqualificazione di Porta Nuova sta modificando in maniera definitiva la fisionomia della zona, affiancando alle vecchie case di ringhiera grattacieli di cemento di venti piani e più, con conseguenze ancora difficili da prevedere dal punto di vista sociale, culturale, della viabilità. Gli abitanti che da decenni lottano per una riqualificazione “umana”, che non la snaturi e tenga conto non solo dei metri cubi ma anche dei servizi che un quartiere deve avere per essere vivibile, continuano a creare reti di solidarietà e partecipazione passandosi il testimone da una generazione all’altra, dalle vecchie famiglie isolane ai nuovi arrivati.

C’è di certo che l’Isola è un luogo che seduce, chi ci ha vissuto la ricorda con nostalgia e chi ci viene ad abitare prima o poi rimane avvinto dal fascino discreto di questo paese nella città, vuole scoprirne il passato e occuparsi del suo futuro. Questo è quello che cerca di fare, nel suo piccolo, anche questo blog http://www.milanoisola.it

 

 
 

da http://milano.repubblica.it del 2 febbraio 2015

Il Bosco Verticale che svetta sul quartiere di Porta Nuova, progettato dallo studio di Stefano Boeri con l'obiettivo di arricchire Milano dal punto di vista della biodiversità vegetale e faunistica, tiene fede alla propria vocazione: su uno degli alberi ospitati dal complesso, che qualche mese fa ha vinto l'International Highrise Award, è spuntato un nido. La segnalazione è partita da Urbanfile, sito nel quale si discute di architettura e vengono postate analisi dei progetti in corso di realizzazione in Italia e nel mondo grazie al contributo degli utenti (Lucia Landoni)

 

 
 

30 Gennaio 2015   da www.lavorincasa.it  di Alessandro Gallucci

Il condominio negli edifici può essere oggetto di definizione sotto l'aspetto del diritto di proprietà e quale organizzazione deputata alla gestione dei beni comuni.

Il condominio negli edifici può essere definito secondo due angoli visuali:

a) guardando al contenuto del diritto;

b) con riferimento all’organizzazione necessaria per la gestione e conservazione dei beni comuni.

Partiamo dalla prima possibilità che presuppone il secondo aspetto.

Il condominio negli edifici è una particolare forma di comunione – detta forzosa – nella quale coesistono parti di proprietà esclusiva (le unità immobiliari) e parti di proprietà comune: prima di soffermarci su queste ultime (il cuore del concetto di condominio) è bene specificare alcuni aspetti.

Salvo alcuni casi particolari che consentono lo scioglimento del condominio (cfr. artt. 61 e 62 disp. att. c.c.), parliamo di comunione forzosa perché i condòmini, ossia i proprietari delle unità immobiliari, non possono rinunciare ai propri diritti sulle parti comuni.

Si badi: molto spesso si sente dire di condòmini (per lo più i costruttori) esonerati dal pagamento delle spese condominiali. Tale esonero non è equiparabile ad una rinuncia: una cosa sono le spese (sempre suscettibili di particolari forme di ripartizione ai sensi dell’art. 1123, primo comma, c.c.) altro la proprietà che è irrinunciabile.

Perfino chi non usa, per distacco, l’impianto di riscaldamento non perde la proprietà ma solo l’uso di quel bene (cfr. art. 1118, terzo comma, c.c.).

Operata questa doverosa precisazione, torniamo alla definizione di condominio: quali sono le parti comuni dell’edificio?

La legge ne individua alcune nell’art. 1117 c.c. Al riguardo è bene tenere a mente due aspetti:

a) la norma non contiene un’elencazione tassativa dei beni comuni, ma rappresenta un elenco aperto (cfr. Cass. 4 giugno 2014 n. 12572);

b) ancora oggi non è chiaro se si debba parlare di presunzione di condominialità o di condominialità (cfr. Cass. 16 gennaio 2014 n. 822).

Condominio negli edifici

Rispetto a quanto affermato al punto a), la giurisprudenza ha chiarito che la condominialità è data dalla relazione di accessorietà e funzionalità (ed anche dall’incorporazione) di un bene rispetto alle unità immobiliari, sicché anche uno dei beni elencato nell’art. 1117 c.c. può non essere condominiale se non serve a tutti o a un gruppo di condòmini, ma solamente ad uno di essi.

Per sapere, quindi, se un bene è condominiale o meno è necessario domandarsi: a che cosa serve?

Il titolo (leggasi atto d’acquisto o regolamento contrattuale) può sgombrare il campo da ogni dubbio, ossia stabilire con certezza se un bene debba o meno essere considerato condominiale.

È utile ricordare che il condominio negli edifici sorge senza necessità di particolari forme costitutive, ma per il semplice fatto che almeno due unità immobiliari appartengano a due persone diverse ed abbiano in comune beni strumentali al loro godimento (cfr. Cass. 21 dicembre 2007 n. 27145).

Condominio negli edifici, quale realtà giuridica?

Se osserviamo il condominio dal punto di vista dell’organizzazione, la legge non ci dice nulla in merito e la giurisprudenza aumenta solamente il caos.

Che cos’è il condominio?

Una persona giuridica? Sicuramente no!

Un ente di gestione? Fino alla sentenza n. 9148/08 lo si considerava tale, ma le Sezioni Unite con l’arresto appena citato hanno aspramente criticato questo accostamento.

Un centro d’imputazione d’interessi distinto da quelli dei suoi partecipanti? Forse (cfr. Cass. 19 marzo 2009, n. 6665).

La giurisprudenza di merito, nelle prime pronunce dopo l’entrata in vigore della riforma del condominio, ha rilanciato l’idea che il condominio debba essere considerato un’entità distinta da quella dei condòmini che lo compongono, con una novità: l’autonomia patrimoniale. Secondo i Tribunali (cfr su tutti Trib. Reggio Emilia 16 maggio 2014 e Trib. Milano 27 maggio 204), infatti, la presenza di un conto corrente e l’uso della locuzione patrimonio del condominio (art. 1129 c.c.) altro non sono che la conferma dell’esistenza del condominio quale entità giuridicamente distinguibile dai comproprietari che vi partecipano.

In attesa di un intervento legislativo che armonizzi la materia della personalità giuridica del condominio, quello che possiamo dire ad oggi è che il condominio è un organizzazione di persone fiscalmente differente dai condòmini che vi partecipano (il condominio ha un proprio codice fiscale) la cui gestione è curata dall’assemblea, che decide con il metodo maggioritario, la quale può ed in alcuni casi (condomini con più di otto partecipanti) deve demandare il compimento di alcuni atti ad un amministratore.

L’amministratore altro non è che un mandatario dei condòmini (si badi, non un organo del condominio), con compiti di gestione delle parti comuni nel rispetto della legge e delle deliberazioni assembleari.

 

 
 

Da www.ilgiorno.it
Sgomberato da casa sua dopo una telefonata alla polizia da parte degli abusivi che occupano il suo alloggio da un paio d’anni. Sì, avete letto bene. Ma non è finita. Dopo chele forze dell’ordine hanno allontanato e denunciato il legittimo proprietario dell’immobile, gli abusivi sono tornati tranquillamente nella casa da loro occupata illegalmente. Capita anche questo a Milano.La paradossale vicenda è riportata da il giorno

È capitato pochi giorni prima di Natale a Gianfranco Balzi, 60 anni, milanese. È lui stesso a raccontare questa storia dai contorni assurdi: «Sono proprietario di un appartamento in via Bellosio 15, una traversa di viale Forlanini: 270 metri quadrati. La mia casa è stata occupata abusivamente un paio d’anni fa da una coppia: lui italiano, lei marocchina. In quel momento l’alloggio era vuoto, io abitavo altrove con la mia compagna. Ho fatto la denuncia di occupazione abusiva al commissariato di Polizia “Mecenate’’ nel novembre del 2013. Ma è successo poco o nulla. Le forze dell’ordine si sono recate nell’appartamento per identificare gli occupanti abusivi. Ma niente sgombero. Gli abusivi sono restati lì».

Balzi, a quel punto, decide di fare tutto da solo. «Appena prima di Natale, ho approfittato di un momento in cui gli occupanti abusivi erano usciti, sono entrato nella mia casa, ho cambiato la serratura e mi sono chiuso dentro. Quando gli abusivi sono tornati e hanno visto la serratura cambiata, si sono infuriati, hanno preso a calci la porta. E hanno chiamato la polizia». Sì, gli abusivi hanno chiamato le forze dell’ordine. Sembra una barzelletta. «Sono arrivate due pattuglie, che mi hanno buttato fuori di casa, mi hanno perquisito, mi hanno denunciato e hanno consentito agli abusivi di tornare dentro casa mia. Mi hanno pure costretto a rimettere la vecchia serratura».

Gianfranco Balzi è stato denunciato per due reati: «Violazione di domicilio ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. È assurdo: sono stato denunciato per la violazione del mio domicilio. Gli abusivi hanno sventolato un falso contratto di affitto, ma non potevano dimostrare di aver mai versato un euro. E i poliziotti mi hanno detto: “Anche gli abusivi hanno i loro diritti’’».

È proprio il caso di dire: oltre il danno, la beffa. Ma non è ancora finita. L’amministratore di condominio di via Bellosio continua a mandare al signor Balzi i bollettini delle spese per il riscaldamento centralizzato. Sì, perché è lui il proprietario dell’appartamento: «Finché ho potuto ho continuato a pagare il riscaldamento, ma a un certo punto ho smesso. E ora rischio di beccarmi delle ingiuzioni di pagamento». Un altro paradosso: del riscaldamento godono gli abusivi, ma a pagarlo dovrebbe essere il proprietario che non riesce più a tornare in possesso della propria casa. Capita anche questo a Milano. Sgomberato dalla propria casa, denunciato e pure inseguito dai creditori.

 

 
 

PONTEDERA. Il cohousing sbarca a Pontedera. Lo fa con il progetto eco-housing, studiato dal gruppo Cohousing Pontedera, che verrà presentato venerdì 23 alle 21,15 all’interno del centro Poliedro in piazza Berlinguer. Si tratta di famiglie e singole persone con la voglia di sperimentare un nuovo modo di abitare, volto alla condivisione e gestione comune di determinati spazi e strutture all’interno di uno stesso agglomerato abitativo. Il modello del cohousing ha origini abbastanza recenti: è nato, infatti, nel nord Europa nella seconda metà del XX secolo. Sostenibilità e solidarietà sono i principi fondamentali attorno a cui ruota la filosofia del cohousing, come spiega Carola Cimmino, membro del gruppo Cohousing Pontedera. «Vorremmo creare una diversa socialità all’interno di un vicinato in continua sintonia. Faccio un esempio: se un condomino ha bisogno di un trapano per alcuni lavoretti può prendere quello a disposizione della collettività senza che ogni famiglia ne acquisti uno. E questo vale per molti altri oggetti e in diversi ambiti, come nel campo alimentare: attraverso una porzione di terra coltivabile potremmo produrre frutta e verdura da presentare sulle nostre tavole. Ma potremmo condividere anche sale per riunioni, conferenze, visione di film, mantenendo comunque la necessaria intimità di ogni nucleo familiare».

Il gruppo pontederese in particolare ha in progetto la realizzazione di abitazioni in bioedilizia, a basso impatto ambientale e con costi di manutenzione minimi, con acquisizione di quanto necessario secondo la metodologia del gruppo d’acquisto, in modo da ottenere significativi risparmi rispetto a chi si accosta individualmente al mercato. «In Italia il cohousing è diffuso soprattutto al nord, anche se a piccoli passi si sta espandendo ovunque», spiega ancora Cimmino, che in vista dell’incontro di venerdì aggiunge: «La conferenza è aperta a tutti gli interessati alla tematica del cohousing, ma è rivolto in particolare a coloro che potrebbero avere intenzione di unirsi al gruppo. Esporremo il progetto che abbiamo elaborato, sulla base delle idee e delle esigenze di ognuno». Sono già 15 le persone che hanno dato la loro disponibilità. E anche il terreno per la costruzione è stato individuato. «Solitamente si scelgono zone spaziose, circondate da ambienti naturali, non inserite nel centro urbano. Noi abbiamo individuato il nostro all’interno di un contesto rurale nel comune di Pontedera e venerdì ne illustreremo tutte le caratteristiche». Bioedilizia, autosufficienza energetica, locali comuni. Il condominio “di ultima generazione” è pronto a farsi conoscere in Valdera.

Per chi volesse saperne di più è visibile il sito internet www.cohousingpontedera.it

 

 
 

Ricchi pensionati e businessmen hanno scelto di vivere nel condominio galleggiante “The World”

La prossima primavera, nei porti di Venezia, Bari, Napoli e Livorno e davanti a Taormina e a Portofino, sosterà una enorme nave bianca con un nome impegnativo, «The World», il mondo. C’è chi penserà che si tratti di una delle tante unità da crociera che frequentano il Mediterraneo. E invece no: è l’unico condominio di lusso navigante, che va in giro per i mari di tutto il mondo, giustificando così il nome con cui è stato battezzato.

Con i suoi 200 metri di lunghezza e i 12 ponti potrebbe ospitare, come nave da crociera, fino a 1200 passeggeri in 700 cabine. E, invece, a bordo non ci sono mai più di 200 condomini e 260 membri d’equipaggio. Le sistemazioni interne prevedono infatti 165 appartamenti, oltre a quattro ristoranti, altrettanti bar, piscine, un attrezzatissimo centro benessere, un campo da tennis, due green per il golf, la biblioteca, il cinema e tutto ciò che può rendere la quotidianità un’esperienza più che piacevole. Per scendere a terra e per le escursioni, poi, non mancano i super-gommoni, i kayak (per gli avventurosi) e, quando serve, c’è anche l’elicottero. 

In questa particolare residenza abitano al momento 130 famiglie di 19 nazioni differenti. Il 49% sono statunitensi, il 36% europei e il restante 15% asiatici, australiani, sudamericani e sudafricani. L’età media è di 64 anni, ma un 35% ha meno di 50 anni. Quindi non vi abitano solo ricchi pensionati, ma anche uomini d’affari che a bordo seguono, grazie all’elettronica e ai satelliti, il loro business e partecipano a «conference-call», mentre dalle ampie finestre dei loro studi vedono sfilare i ghiacciai dell’Alaska o le spiagge dorate degli atolli polinesiani.

Perchè «The World» segue sempre itinerari ricchi di fascino, facendo il giro del mondo ogni due anni. Itinerari che vengono proposti dal comandante e approvati o modificati, dopo ampia discussione, dagli stessi residenti.

Francise Sherman, proprietaria di un appartamento, intervistata dalla rivista inglese «Superyacht World», ha dichiarato: «Sento dire che siamo un gruppo di ricchi egocentrici che vivono una vita sopra le righe. Ma non è così. La maggior parte di noi è gente che ha lavorato duro per potersi permettere, adesso, questa esperienza». Ma quali sono i costi di un’esistenza nomade da un oceano all’altro? Un appartamento di 120 metri quadrati viene venduto a 2 milioni di euro e le particolarissime spese condominiali, comprensive degli stipendi dell’equipaggio e di tutto quanto è legato all’uso di una nave, ammontano a circa 300 mila euro l’anno. E poi ci sono gli extra, a cominciare dai pasti serviti dai costosi ristoranti di bordo.

L’iniziativa ha avuto successo: la maggior parte degli appartamenti sono stati subito venduti e solo pochi sono al momento disponibili.

 

 
 

Da Il Sole 24 Ore del 6 gennaio 2015 di Saverio Fossati e Marco Zandonà

Cambiano ancora le regole per la detrazione dall'Irpef delle spese per recupero edilizio o risparmio energetico sostenute dal condominio. La legge di stabilità, entrata in vigore il 1° gennaio 2015, ha stabilito che le spese legate al settore dell'edilizia e del risparmio energetico ora vengano rese detraibili seguendo questo schema:

- detrazione Irpef del 50% per il recupero edilizio delle parti comuni condominiali, nel limite massimo di 96mila euro per unità immobiliare, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015; dal 1° gennaio 2016, l'agevolazione continuerà a operare nella misura ordinaria del 36% (articolo 16-bis del Dpr 917/1986);

- proroga, per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015, della detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici - compresi i grandi elettrodomestici dotati di etichetta energetica, di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) - destinati alle abitazioni ristrutturate (la portineria o altre parti comuni abitative), fino a un massimo di 10mila euro e indipendentemente dalle spese per opere di recupero o risparmio energetico;

- proroga della detrazione Irpef/Ires del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015, su parti comuni condominiali (o su tutte le unità che compongono il condominio). Inoltre, l'ambito applicativo del bonus viene esteso, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, a ulteriori tipologie di interventi agevolabili, quali: l'acquisto e la posa in opera di schermature solari, nel limite di detrazione di 60mila euro; l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di detrazione pari a 30mila euro

 

 
 

Da     www.cosedicasa.com del 7 gennaio 2015

Pagamento in contanti delle spese del condominio è possibile solo sotto i mille euro. Ma deve essere comunque sempre conservata una prova documentale chiara e univoca.

Le rate condominiali si possono pagare anche in contanti ma solo a specifiche condizioni. A fornire chiarimenti è stato il Ministero dell’economia e delle finanze, interpellato per dare una risposta chiara e univoca in riferimento ai casi in cui si può pagare la rata del condominio in contanti e quando invece è obbligatorio effettuare un bonifico. A generare dubbi sul pagamento delle spese del condominio è stata la norma della legge n. 20 del 2012, la riforma condominiale, in vigore dal 18 giugno 2013 la quale ha previsto che ogni somma che afferisce all’amministratore deve transitare dal conto corrente intestato al condominio stesso. In pratica dallo scorso anno vige l’obbligo per l’amministratore di aprire ed usare il conto corrente bancario o postale intestato al condominio per la tracciabilità di tutte le somme percepite dai condòmini. Se l’amministratore continua a ricevere denaro contante, in caso ad esempio di spese per la manutenzione dell’ascensore, e solo successivamente versa le somme sul conto corrente condominiale, non si garantisce la tracciabilità del pagamento.

Come fare? Il Ministero dell’economia richiama la circolare del 5 febbraio 2014 sulla tracciabilità dei canoni di locazione in cui ha stabilito che si può pagare in contanti sotto la soglia dei mille euro, fornendo una prova documentale, una traccia dell’avvenuta transazione. Stesso discorso vale per le rate del condominio. Sotto i 1.000 euro sono pagabili in contanti, fornendo però sempre una prova documentale, comunque formata, chiara, inequivoca e idonea che attesta il versamento di una certa somma di denaro contante al pagamento di una certa spesa condominiale. Per le rate condominiali pari o superiori ai 1.000 euro non è ammesso il pagamento in contanti, ma è, invece, obbligatorio pagare tramite bonifico.

 

 
 

Unicasa Italia spa, nata il 28 novembre 2005, segno zodiacale del Sagittario: il lavoro è un palcoscenico nel quale poter dimostrare le capacità, la grinta e il dinamismo, caratteristiche di spicco nella sua poliedrica personalità …. doti per ottenere quel ruolo di prestigio a cui il Sagittario ambisce in maniera particolare.

Come ogni anno, l’attesissimo appuntamento con le stelle non ha deluso i fan di Paolo Fox, uno tra gli astrologi italiani più apprezzati, che ha rivelato qualche dettaglio sul futuro dei 12 segni zodiacali durante il 2015 durante la puntata del programma di Rai Due ‘Mezzogiorno in famiglia’

Dall’amore alla famiglia, passando per il lavoro, ecco, allora, cosa riservano i pianeti per i prossimi mesi.

ARIETE. Il 2015 inizia subito molto bene tutti quelli che hanno un progetto in ballo potranno iniziare a riscuotere, gennaio-febbraio e marzo sono i mesi più eclatanti. Amore. Per le coppie forti: tra maggio e luglio qualcuno potrebbe sposarsi o andare a convivere. Non imponetevi, portate avanti solo le cose per cui ne valga la pena, inutile intestardirsi su amori impossibili. Lavoro. Per quanto riguarda i ragazzi tra maggio e giugno preparatevi, se avete una chance da giocare giocatevela. La seconda parte dell’anno è meno interessante, le occasioni migliori nascono da subito. Giornate importanti l’8 e il 9 aprile. 2015 in grande stile e con tanta forza.

TORO. Dopo un anno piatto, un 2015 interessante da agosto. Nella prima parte dell’anno occorre sistemare ancora alcune faccende che vi trascinate dal 2014 e chiudere alcuni conti tra aprile e maggio. Amore. Da luglio bene per chi vuole legalizzare un’unione sposarsi o avere un figlio. Un anno che inizia a scartamento ridotto e in modo un po’ conflittuale, ma poi vi darà molte garanzie. Prudenza con i soldi a marzo e aprile.

GEMELLI. Nel 2015 hanno saturno in opposizione, significa cambiamento. Le novità con saturno opposto potrebbero essere pericolose economicamente, vincono i gemelli che lavorano sul passato e su cose che conoscono bene. Un anno di contenimento insomma. Amore. La seconda metà dell’anno è critica solo per le coppie molto in crisi. Per le buone notizie occorrerà attendere la fine dell’anno sia nell’amore che nelle finanze.

CANCRO. Il 2015 sarà un anno tranquillo, un anno sereno finalmente. Un momento di forza soprattutto tra febbraio e marzo e poi tutta la seconda parte dell’anno. Privilegiato l’amore. La gente vi cerca perché siete unici nel vostro modo di esprimervi anche se lunatici. Lavoro. Meglio la seconda parte dell’anno: settembre-ottobre-novembre mesi di riscatto anche da un punto di vista contrattuale. Dal 14 al 16 luglio giornate importanti per rimettere in discussione degli accordi. Inoltre intorno al 19 febbraio belle notizie e magari qualche soldo in più.

LEONE. Il 2015 brillerà in modo sfolgorante. Marzo-giugno-luglio-agosto mesi di grande forza. Si apre il sipario e potrete far vedere a tutti quello che sapete fare. L’anno del ritorno in auge. Dopo due anni annebbiati, potrete esporvi. Marzo un mese in cui sarete molto forti. Anno importante per quelli che vogliono sposarsi. L’anno si conclude in bellezza anche per il denaro.

VERGINE. Tra gli eventi del 2015 l’ingresso di Giove nel segno dall’11 agosto. Fino ad agosto mettete in ordine le cose rimaste in sospeso. Dal 22 giugno al 15 luglio potrete imporre la vostra volontà nel lavoro. Saturno nervosetto porterà dei tagli benefici. Dovrete tagliare dei rapporti, lo state già facendo da novembre. Avete voglia di nuovo e lo otterrete tra giugno, luglio e agosto.

BILANCIA. Tra giugno e agosto sono i mesi più importanti per l’amore. Gli ultimi anni sono stati pesanti ma ora sapete chi vi vuole davvero bene, ora sapete da chi ricominciare. Quest’anno però si apre un biennio di fortuna. Due anni importanti anche per risolvere qualche problema fisico, da febbraio si riparte alla grande.

SCORPIONE. Si è chiuso un anno di forte stress, fatica fisica e pochi risultati a livello lavorativo. L’inizio anno è ancora pensieroso, appuntamento importante il 10 gennaio. Ad aprile ancora grandi pensieri nella vita sentimentale, ma grande cielo a partire da luglio, il periodo migliore per riscattarsi e mettersi in gioco. Il passato vi ha reso più forti, non buttatevi addosso i problemi. Ottobre-novembre-dicembre i mesi più lanciati del 2015 che parte al rallentatore ma finisce in grande stile.

SAGITTARIO. Un momento di grande forza, nessun pianeta contrario. Due tipi di sagittario: quelli che non possono muoversi perché devono portare a casa la pagnotta e non potendo viaggiare e muoversi saranno molto ribelli; e quelli invece liberi che decidono che se qualcosa non va bene la butteranno all’aria. Un anno così potente, forte e liberatorio non lo vivrete più per molto tempo. Esponetevi.

CAPRICORNO. Traguardi da tagliare da metà agosto, quindi nei primi mesi dovrete sistemare delle situazioni. La parte più bella sarà tra agosto e ottobre. Verrete chiamati a fare altro. Chi si sposta durante l’estate, come i ragazzi, avrà fortuna.

ACQUARIO. Ultimi mesi del 2014 forte stress che avrà ripercussioni anche nei primi mesi del 2015. Nuove collaborazioni ad aprile, meglio la forma fisica. Se ci sono ancora cose in sospeso, affrontatele durante l’estate. Nervosismo nei primi mesi. Dopo il 18 aprile nuovi amori duraturi. L’acquario deve ritrovare l’equilibrio perso nel 2014.

PESCI. Siete talmente sensibili che potrete ridefinire cose decise nel 2014. Chi ha un amore lontano lo metterà in discussione, qualcuno tra aprile e giungo potrà stancarsi. Tra dicembre 2014 e gennaio 2015 vi allontanerete da alcune persone anche nell’ambito lavorativo. Febbraio vi può dare di più. Per ridiscutere i contratti bene il periodo tra gennaio e giugno. Chi non riesce a risolvere le crisi entro giugno faticherà da luglio a metterle a posto.

 

 
 

GIARDINI di BABILONIA: Una Green Communty per la diffusione della cultura della sostenibilità.

http://greenhubblog.com/2014/06/26/una-green-communty-per-la-diffusione-della-cultura-della-sostenibilita/

I Giardini di Babilonia sono strutturati in un network indipendente di progettisti, aziende, università, istituzioni, associazioni e professionisti che si confrontano ciclicamente su progetti green da promuovere e da sviluppare anche attraverso il network e su eventuali proposte di legge da presentare.

E’ composto da un comitato scientifico, di esperti del mondo dei Professionisti, delle Istituzioni, delle Università, delle Aziende e delle Associazioni, con il compito di valutare e promuovere le iniziative sostenibili ed altamente efficienti, meritevoli di finanziamento, offrendo tutto il supporto della community per la realizzazione dei progetti prescelti.

Ilaria Renda intervista il presidente di Unicasa Italia spa:

http://greenhubblog.com/2014/12/16/la-nostra-video-intervista-a-michele-sacchetti-presidente-di-unicasa-ilaria-rega/

 

 
 

Il dott. Alessandro Mondaini, uno dei più noti professionisti amministratori di condominio a Sesto San Giovanni da dicembre 2014 fa parte del gruppo Unicasa.

 

Unicasa si arricchisce così di esperienza ed entusiasmo: benvenuto!

 

 
 

Buone notizie dal mercato immobiliare residenziale italiano dall’Osservatorio Immobiliare Italiano – Agenzia delle Entrate.

Nel I semestre del 2014 c’è stato un aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. A trainare il

mercato sono stati i comuni capoluogo dove c’è stato un aumento del 4,6%, mentre negli altri comuni c’è stato addirittura un calo, seppur limitato (-0,5%). Dati altalenanti nelle metropoli italiane.

A Milano ci sono state 8.078 transazioni che hanno portato a un aumento del 5,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato che ha permesso all’intera provincia milanese di ottenere un dato positivo (+2,5%) …….

Ancora più accentuato l’aumento registrato a Roma, dove c’è stato un aumento dell’11,7% grazie alle 13.561 transazioni registrate; numeri che hanno permesso all’intera provincia di registrare un aumento dell’8,5%, nonostante alcuni vistosi cali come quelli di Fiumicino (-26,7%) o delle macroaree Flaminia (-13,2%) e Salaria (-12,3%) …..

Resta negativo, infine, il mercato immobiliare a Napoli dove, con 2.710 transazioni, c’è stato un calo del 16% rispetto al I semestre del 2013. Un dato che risente comunque dell’aumento “anomalo” del semestre dello scorso anno quando la dismissione del patrimonio pubblico aveva provocato un incremento del numero delle transazioni …..

A Venezia il mercato immobiliare residenziale è in aumento (+1,1% e 1.106 transazioni) e il dato positivo si riflette sull’intera provincia che fa segnare un rialzo, seppur lievissimo (+0,4%) …..

Leggero aumento anche a Torino dove le 4.646 transazioni registrate hanno fatto aumentare il mercato residenzialedell’1,9% e, considerando che le transazioni registrate nel capoluogo rappresentano quasi la metà di quelle dell’intera provincia (10.602), il dato positivo ha influenzato anche quello provinciale (+1,7%) ….. Molto più consistente l’aumento delle transazioni registrato a Bologna dove ci sono stati 2.176 scambi con un aumento del 18,8% rispetto al I semestre del 2013; un rialzo che ha contribuito alla crescita del mercato nell’intera provincia bolognese (4.598 e +6,5%) …..

Sostanzioso anche l’aumento registrato a Genova dove, grazie alle 2.781 transazioni, c’è stato un aumento del 17,50% che ha portato verso l’alto anche il dato provinciale (+12,52%) e quello regionale (+5,85%) …..

Rialzi anche a Firenze (+11,21%) con le 1.886 transazioni che contribuiscono anche all’aumento registrato a livello provinciale (+10,7%) …..

In forte calo il mercato residenziale a Bari (1.072 transazioni e -11,4%), un dato che influisce negativamente sul risultato registrato a livello provinciale (5.228 transazioni e -0,5%) …..

Positivo il dato di Catania (+6,4%) anche se, a livello provinciale, poi, il dato diventa negativo (-3,3%) in una regione, la Sicilia, in cui s’è registrato un lieve rialzo del mercato nel I semestre (+1,1%) …..

Decisamente negativo il mercato a Catanzaro (-8,1% nel capoluogo e -9,4% nell’intera provincia) e Crotone (-4,85% nel capoluogo e -2,5% nell’intera provincia) …..

 

 
 

Da leggo.it   24 novembre 2014  di  Irene Soave

….. a Milano spuntano come funghi i “condomini collaborativi”, dove con i vicini, oltre all'ascensore, si condividono lavatrici, corsi di yoga e babysitter, ma soprattutto un senso di famiglia da casa di ringhiera anni Cinquanta.

Il primo è stato, nel 2011, un condominio di via Scarsellini 17, zona 9: le 100 famiglie che ci abitano condividono, fra l'altro, un gruppo di acquisto, la rete wifi, corsi condominiali di Pilates e un car sharing. E un clima da paesino in cui “ci si guarda i figli a vicenda e ci si conosce di più…….”

«Chi fa questa scelta vuole soprattutto una comunità, ma poi si risparmia anche»: fino a 1600 euro l'anno per una famiglia di 4 persone, che risparmia su tata, wifi, acquisti in gruppo e corsi…..

….. A settembre è partita la “convivenza creativa” di via Zoia, zona Bisceglie, 90 alloggi in mano a due coop di abitanti con lavanderie condominiali e un distributore di acqua alla spina, animazione per i bambini e teatro di quartiere; il palazzo di via Rembrandt 12 ha una biblioteca gestita dagli inquilini nell'ex portineria; e in via Crescenzago un gruppo di quattro famiglie ha trovato il terreno per far nascere Base Gaia, un nuovo edificio «con spazi comuni per fare corsi o riunioni aperti a tutti», laboratori per il fai da te e lavanderia collettiva……

….. se di fronte a tanto entusiasmo viene da ricordarsi che 2 milioni di italiani sono coinvolti in controversie condominiali,  «Si litiga perché ci si vede solo in assemblea, a fine giornata. Se si hanno rapporti più umani coi vicini si discute con rispetto, risparmiando energie, tempo e soldi in infinite beghe condominiali». E forse sta qui la convenienza maggiore.

 

 
 

Da Fisco e Tasse    di Flavia Provenzani | 18 Novembre 2014  

Ecco una rapida guida in 5 mosse per cambiare l'amministratore di condominio incompetente e sostituirlo con uno più valido. …………………..

Se il tuo amministratore di condominio non risponde mai al telefono, non ascolta quello che i condomini gli dicono e gli chiedono, non convoca le riunioni di condominio per mesi e mesi e ignora completamente tutti i problemi da risolvere, è arrivato il momento di cambiare amministratore.

……………       si può cambiare l’amministratore di condominio.

Scopri come cambiare il tuo amministratore in 5 mosse:

1) Chiedi cosa ne pensano gli altri condomini

………. Verifica il consenso o meno ……….

2) Cerca un valido sostituto per il tuo amministratore di condominio

………. Cerca dati oggettivi per scegliere ……….  E presentalo prima ai tuoi vicini …….....

3) Autoconvoca un’assemblea straordinaria

 ………. l’autoconvocazione di una assemblea straordinaria ………può "essere convocata da almeno due condomini che rappresentino almeno un sesto del valore dell’edificio".

4) Attendi dieci giorni e vai all’assemblea

…….. l’amministratore ha 10 giorni di tempo per convocare l’assemblea

5) Il nuovo amministratore prende contatti con il vecchio amministratore

Una copia del verbale dovrà essere inviata al nuovo amministratore di condominio che provvederà ad informare anche i condomini assenti (inviando il verbale), a prendere i contatti con il vecchio amministratore per il passaggio di consegne, cambio poteri di firma su eventuali conti correnti di condominio e domiciliazione utenze.

È quindi possibile cambiare amministratore di condominio autonomamente, grazie alla legge che lo permette.

Leggi tutto http://www.forexinfo.it/Cambiare-l-amministratore-di

 

 

 
 

 

lanuovasardegna.gelocal.it di Andrea Massidda

C’è Enrico, impiegato con due figli, che quando è in ferie coinvolge i gli altri inquilini per ritinteggiare le scale della palazzina e sistemare nell’androne alcuni specchi messi a disposizione da una signora del piano di sopra. Ci sono Rita e Stefania, che nel tempo libero cercano di trasformare in un piccolo giardino il campetto incolto davanti all’isolato, mentre la mattina chiamano a raccolta tutte le vicine di casa per fare ginnastica dolce e lunghe passeggiate. E poi c’è Veronica, che nei pomeriggi apre le porte del suo appartamento per offrire a tutti una tazza di the. Non siamo nella civilissima Svezia, ma a Sassari, precisamente al numero 6 di via Cima, dove ieri è nato ufficialmente - con tanto di targa svelata davanti al sindaco Nicola Sanna e di rinfresco con i palloncini - il primo condominio solidale della città. ………….

Tutto grazie a una curiosa e fortunata iniziativa che si chiama “Condominio solidale” e punta dichiaratamente a rendere i «vicini più vicini». Finanziato dalla “Fondazione con il Sud” e in piccola parte dal Comune, il progetto qui in città è portato avanti nella fase operativa dalla Uisp e in quella comunicativa da Data Symposium. ……………

«Investire sulla pianificazione sociale - spiega Cecilia Sechi, promotrice dell’idea - significa preparare le condizioni ambientali e culturali per permettere alla città di esprimere appieno il proprio potenziale di comunità.

In mesi di lavoro, i condomini di questo palazzo sono riusciti a costruire relazioni che ad avvio progetto erano ancora deboli, o inesistenti, a fare della propria abitazione un luogo di relazioni. «Pensare - conclude Cecilia Sechi - che all’inizio l’idea era stata bocciata perché considerata un’utopia».

Leggi tutto http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/11/16/news/in-via-cima-il-primo-condominio-solidale-1.10324108

 

 
 

da  libero.it  12 novembre 2014

Ci si era lentamente abituati a frotte di survivalisti pronti per sopravvivere alla prossima apocalisse atomica. Bunker in mezzo ai boschi, strategie di sopravvivenza in condizioni estreme, duri addestramenti in stile militare. Il tutto per poter resistere in condizioni estreme a un disastro naturale. Ma anche questo mondo sta lentamente abbandonando l'epica alla Walking Dead per aprirsi al lusso. All'interno di un ex silos per missili Atlas-F, sperduto tra le pianure del Kansas, nascerà il primo condominio sotterraneo per ricchi: costi compresi tra 1,5 e 4,5 milioni di dollari. E già secondo il costruttore Larry Hall, un ex ingegnere informatico, ci sarebbe la fila per avere uno spazio: medici, imprenditori e manager. Il condominio "Survival Condos" (il claim pubblicitario dice "la pace della mente arriva quando si è preparati a tutto"), che sorgerà vicino a Concordia, in Kansas, propone appartamenti con tutti i comfort di un grattacielo di Manhattan: piscina, un bar, un cinema e anche un orto con cultura idroponica per autoprodursi cibo. Ci sarà anche un luogo per far passeggiare i propri cani e un'area adibita a prigione qualora, durante la lunga permanenza, qualcuno degli ospiti milionari dovesse commettere un crimine. Per completare l'opera è previsto anche un poligono di tiro e una palestra di arrampicata. In caso di disastro nucleare il condominio sotterraneo potrà ospitare fino a 70 persone per cinque anni. E adesso (mentre molti degli appartenenti costruiti sono stati venduti) sarà costruito un nuovo palazzo di fianco a quello già allo studio e presto la stessa cosa potrebbe essere fatta anche in Texas, sempre secondo quanto si legge sul sito www.survivalcondo. com. Negli anni '60. nel pieno della Guerra fredda, l'esercito americano aveva costruito diversi silos per conservare missili balistici intercontinentali in caso di attacco nucleare della Russia, controllati da diverse basi americane. Furono dismessi nella primavera del 1965 e poi abbandonati. Per ora diversi milionari hanno prenotato la loro casa sotterranea. Tra questi, come racconta il Wall Street Journal, c'è Tyler Allen che ha investito 3 milioni di dollari per il suo appartamento. E ancora un importante manager del Connecticut che ha investito 12 milioni di dollari in denaro per un intero piano del condominio: "LO vedo come fosse una assicurazione sulla vita", ha detto.

 

 
 

Da        ilmessaggero.it        9 novembre 2014

Omicidio questa sera a Vigevano (Pavia), in via Belcreda, traversa di corso Pavia.

Un uomo di 42 anni, Luciano Pascale, è stato ucciso con un colpo di fucile alla gola. Sul posto si sono subito recati gli agenti del commissariato di Vigevano e della Questura di Pavia. Secondo i primi accertamenti, il delitto sarebbe stato commesso dopo una violenta lite tra vicini. Sul posto si sono recati anche i medici del 118, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Gli investigatori hanno trovato il corpo lungo la strada.

Sembra che la lite sia stata provocata da una discussione per il mancato pagamento di una bolletta dell'acqua. Pascale, da quanto è emerso dalle prime indagini, era il proprietario di un'abitazione in via Belcreda: si sarebbe recato a casa del vicino moroso per staccargli appunto l'acqua.

Si è consegnato alla polizia poche decine di minuti dopo il delitto l'autore dell'omicidio. Si chiama Graziano Girotto, ha 58 anni e molti precedenti con la giustizia, come per altro la vittima, Luciano Pascale, suo vicino di casa. Quando gli agenti del commissariato sono arrivati sul posto il killer si era già allontanato, ma c'era la sua convivente. La donna ha accettato di contattarlo e l'ha convinto a consegnarsi. Poco dopo Girotto è tornato sul posto e si è presentato ai poliziotti, che l'hanno condotto in commissariato.

 L'omicidio si è consumato nel cortile dell'abitazione in cui entrambi risiedevano, in via Bercleda 67/13. Pascale, che aveva 41 anni e numerosi precedenti alle spalle, anche per rapina, è stato raggiunto alla gola da un colpo sparato con un fucile a canne mozze ed è morto sul colpo. Da quanto si è appreso, all'origine del dissidio c'erano problemi di bollette dell'acqua non pagate. Entrambe le abitazioni sono servite da un unico contatore intestato a Pascale, che saldava le spese. Girotto avrebbe dovuto dargli la sua quota ma sembra che non lo facesse da tempo.

 

 
 

Da   laleggepertutti.it    

Addio dittatura di pochi condomini, forti tuttavia con i millesimi. La delibera dell’assemblea condominiale, anche se è stata raggiunta la maggioranza, non può mai decidere a favore di pochi proprietari e in modo contrastante all’interesse comune. Diversamente scatta l’eccesso di potere e la votazione può essere annullata dal giudice.

A dare questa importante interpretazione è il tribunale di Lecco.

Il voto espresso dall’assemblea deve sempre essere nell’interesse sociale e mai solo di un gruppo di sparuti proprietari. È ciò che accade, per esempio, se si cerca di imporre come amministratore un soggetto in precedenza ritenuto colpevole dal tribunale di cattiva gestione, in contrasto con l’interesse delle casse del condominio.

Non esiste alcuna norma che esprima, in modo esplicito, il principio per cui una delibera, seppur formalmente valida perché presa con regolare maggioranza, può comunque essere annullata dal giudice in difetto di interesse per il condominio. Tuttavia, secondo la sentenza in commento (che segue un precedente orientamento della Cassazione) si può sempre ricorrere alla figura dell’eccesso di potere per superare i limiti di un controllo di mera “legittimità formale” sulle espressioni di volontà degli enti collettivi, come le società o i condomini.

Insomma, il principio è: mai lasciare prive di tutela situazioni di predominio della maggioranza nei confronti del singolo.

Ma affinché l’eccesso di potere si configuri è necessaria la sussistenza di un interesse del condominio in sé considerato, che sarebbe leso insieme all’interesse del singolo che ricorre in tribunale per ottenere l’annullamento della delibera.

 

 
 

Da   diritto.it    del    4.11.2014

La sentenza che si annota è degna di nota, in quanto rappresenta una prima applicazione pratica dei principi affermati dalla riforma del condominio in materia di responsabilità per le obbligazioni condominiali.

 Come noto, la riforma del condominio ha ripristinato, in parte, il principio della solidarietà passiva dei condomini disatteso dalla più recente giurisprudenza, ed in particolare dalla decisione n. 9148/2008 delle Sezioni Unite della Cassazione, con cui si era stabilito che la responsabilità dei condomini era retta dal criterio della parziarietà, per cui le obbligazioni assunte nell’interesse del condominio si imputavano ai singoli componenti soltanto in proporzione delle rispettive quote, secondo criteri simili a quelli dettati dagli articoli 752 e 1295 del c.c. per le obbligazioni ereditarie.

 La nuova formulazione dell’art. 63 disp. att. c.c. prevede che l’amministratore sia tenuto a fornire i nominativi dei condomini morosi ai terzi creditori e questi ultimi possano agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti solo dopo avere inutilmente escusso gli altri condomini.

 Nonostante il preciso dettato della norma, secondo il Tribunale di Milano il pignoramento del conto corrente condominiale da parte del terzo creditore non interferisce con il meccanismo del beneficio di escussione previsto dall’art. 63 dosp. Att. c.c., il quale è posto a presidio unicamente dei distinti obblighi pro quota spettanti ai singoli.

 Secondo il Giudice monocratico di Milano, occorre rilevare che la recente riforma del condominio  con l’art. 1129, comma 7°, c.c. obbliga  a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio.

 Sempre nel medesimo articolo è specificato al comma 12, n.4,  che costituisce grave irregolarità dell’amministratore la gestione del conto corrente secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell'amministratore o di altri condomini.

 Da ciò deriva l’obbligatorietà dell’apertura di un conto corrente condominiale le  cui somme che sullo stesso confluiscono costituiscono patrimonio autonomo del condominio,  ove tutti i contributi versati si confondono con le altre somme già ivi esistenti andando perciò a costituire quel saldo che si pone ad immediata disposizione del correntista condominio, ex art. 1852 c.c.

 Contabilizzate sul conto corrente condominiale, rimangono, perciò, prive di significato le ragioni per le quali le singole rimesse siano state effettuate, come la provenienza delle medesime.

 Il pignoramento del saldo di conto corrente condominiale da parte del creditore è allora volto a soddisfare in via esecutiva la sola obbligazione per l'intero gravante sull'amministratore.

 In altri termini, il pignoramento del conto corrente condominiale da parte del terzo creditore  non è in contrasto con quanto previsto dall’art. 63 disp. att. c.c., perché le cifre versate in quel conto corrente non fanno più parte del patrimonio dei condomini non morosi, bensì dell’ente di gestione condominio.

 

 
 

Mattinata convulsa quella dei residenti del condominio al civico 369 di via Galileo Galilei, che insiste sulla piazza del quartiere Borgo a Sanremo. Questa mattina, infatti, si sono ritrovati senza la corrente elettrica condominiale e, quindi, senza la possibilità di utilizzare gli ascensori e la luce delle scale.

Si sono così resi conto che la corrente era stata ‘tagliata’ per morosità da parte del condominio dalla ‘Edison’, società di fornitura del servizio che, di fatto, si appoggia alla Amaie. Il Condominio, una casa ‘popolare’ costruita dall’ex Iacp, vede 29 appartamenti, di cui 15 ancora di proprietà dell’Arte e gli altri 14 comprati dai residenti. Il problema della corrente elettrica è particolarmente importante, visto che nel condominio vivono alcuni diversamente abili ed anche un dializzato e, quindi, è fondamentale l’utilizzo dell’ascensore. Questa mattina si sono vissuti momenti di grande tensione, tra i condomini e l’Amministratore, Giancarlo Di Malta. …………………………………………………

Stamani sono volate anche parole grosse tra i condomini e l'Amministratore e non è escluso che quanto successo possa anche finire in tribunale. Rimane comunque il fatto che la corrente al momento non c'è e che , nei mesi scorsi, i condomini si sono ritrovati anche senza l'acqua, poi tornata in poche ore. Anche in quel caso il 'taglio' venne fatto per morosità.

Sul fatto è intervenuto lo studio 'Di Malta' che evidenzia: al momento (ore 12.30) la corrente è tornata nel condominio. La corrente è stata tolta impropriamente ed arbitrariamente da Edison ed il condominio vanta un credito nei confronti di Edison stessa. La corrente è stata ripristinata grazie alla assunzione di responsabilità dell'Azienda Amaie e dell'amministratore Di Malta, sollecitati dalle forze dell'ordine".

Leggi tutto    http://www.sanremonews.it/2014/11/03/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/sanremo-corrente-tagliata-per-morosita-al-condominio-esplode-la-polemica-tra-residenti-ed-ammin.html

 

 
 

Diversi inquilini non pagano regolarmente le spese comuni: i 110 appartamenti e uffici restano anche senza acqua calda

Dal 15 ottobre, ossia da quando è stato possibile accendere i termosifoni in base alle normative vigenti, i 110, tra appartamenti ed uffici del grattacielo Belvedere, che si trova davanti alla stazione, sono senza riscaldamento e senz’acqua calda. Tutto questo perché la maggioranza degli inquilini, che ha preso in affitto gli alloggi da una serie di società immobiliari, non paga regolarmente le spese di condominio e, quindi, l’amministratore condominiale non può più garantire, per ovvi motivi, l’erogazione del gas metano in tutte le abitazioni del palazzo costruito negli anni ’60, già di proprietà della Cattolica Assicurazioni, di Milano.

E così sono costretti a restare al freddo anche tutti i bambini delle numerose famiglie cinesi, che abitano da anni all’interno del grattacielo. Gli effetti si stanno facendo sentire anche su un Bed & Breakfast, che si trova ai piani alti del palazzo di 17 piani che, da quando il clima è diventato più rigido, non ha, ovviamente, più clienti. Ma quelli che stanno scontando gli effetti nefasti della mancata erogazione del gas nel condominio Belvedere sono i titolari della scuola di formazione professionale Primia…………………………………

Il grattacielo Belvedere è lo stesso condominio, dove, tre settimane fa, su disposizione della Procura della Repubblica, sono intervenuti polizia e carabinieri e hanno identificato una ventina di cinesi, tra cui numerose donne, accusati di aver aperto una serie di alberghetti abusivi all’interno del palazzo. Stando a quanto riferiscono alcuni residenti, dal giorno del blitz delle forze di polizia ad oggi non è cambiato niente. «Le donne cinesi continuano ad andare, ogni giorno, in stazione a cercare nuovi clienti tra i loro connazionali, offrendo un posto letto a soli 10 euro e ad utilizzare i garage del palazzo anche come deposito bagagli».

Leggi tutto     http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/11/04/news/grattacielo-belvedere-condomini-morosi-stop-al-riscaldamento-1.10243481

 

 

 
 

Da  www3.varesenews.it   del  29.10.2014

L’uomo, 75 anni, è accusato di aver abusato sessualmente di alcune ragazzine fra i 10 e i 14 anni. La polizia: “Approfittava della fiducia delle famiglie”.

Un anziano dai modi dolci e affabili, un uomo a cui affidare i figli per qualche ora. Ma che chiusa la porta di casa, apriva quella dell’orrore. Queste le ipotesi della polizia che con l’accusa di abusi sessuali su minori ha condotto in carcere ieri mattina, 28 ottobre, un uomo di 75 anni residente in città.

 Gli agenti del commissariato cittadino della Polizia di Stato di Busto Arsizio hanno bussato alla porta dell’anziano con in mano l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Limongelli dove si ipotizzano reati gravissimi: abusi sessuali commessi nell’arco di 5 anni, dal 2008 al 2013, nei confronti di tre ragazzine che all’epoca dei fatti contestati avevano età comprese tra i 10 e i 14 anni.

 Le indagini che hanno portato all’adozione della misura hanno preso le mosse dalla querela presentata in commissariato dalla madre di una delle minori in seguito a una crisi emotiva accusata dalla figlia: dopo essersi chiusa nella sua stanza piangendo la ragazza aveva confessato ai genitori di aver patito le attenzioni dell’uomo consistite in toccamenti delle parti intime; in un caso aveva anche dovuto assistere alla masturbazione praticata dall’uomo su se stesso.

 Gli accertamenti poi sviluppati dalla polizia di stato col pubblico ministero Cristina Ria, hanno permesso di individuare altre due minori vittime di analoghi abusi dello stesso uomo.

 Dalle indagini è sostanzialmente emerso un modus operandi dell’indagato particolarmente insidioso e pericoloso: l’uomo, abusando della fiducia accordatagli dalle famiglie delle vittime - tutte abitanti nel suo stesso condominio - tanto da essere chiamato “nonno” anche per il suo atteggiamento particolarmente bonario e disponibile, quando le giovani gli venivano affidate poneva in essere gli atti sessuali, riuscendo poi con velate minacce o comportamenti suggestivi a ottenere il silenzio delle bambine.

 

 
 

Da  comune.milano.it

Novità principali del nuovo Regolamento Edilizio:

Sportello Unico per l’Edilizia

Si rafforza il ruolo dello Sportello Unico: i procedimenti edilizi saranno gestiti in modo unitario verso l’obiettivo della semplificazione delle procedure e dell’accelerazione dei tempi.

Premialità per riqualificazione energetica

Come già previsto nel PGT, gli stabili che vengono riqualificati energeticamente acquistano un premio di edificabilità che corrisponde al 15% della superficie del patrimonio edilizio esistente (limite massimo consentito dalla legge regionale), senza possibilità di decadere. Precedentemente il premio era del 5% e scadeva dopo 5 anni. Una particolare attenzione viene posta agli immobili di interesse storico-artistico che, nell’ambito di un processo di recupero, migliorano anche le loro prestazioni energetiche.

Aree ed edifici abbandonati, dismessi, in disuso

L’Amministrazione comunale considera abbandonati gli edifici che non sono utilizzati per almeno il 90% della superficie e di cui non è stata curata la manutenzione da più di 5 anni. Accertato lo stato di abbandono e di dismissione delle aree e/o degli edifici, il Comune può diffidare le proprietà ad eseguire interventi di ripristino e messa in sicurezza delle aree, nonché di recupero degli edifici.  Qualora il proprietario non intervenga, l’Amministrazione provvederà in via sostitutiva, addebitandone il costo e applicando una sanzione, e potrà attribuire a tali beni un uso pubblico o recuperare le aree (ai sensi dell’art. 97 bis della LR 12/2005). Inoltre, se un richiedente di nuovi interventi su aree libere fosse titolare di beni immobili in disuso e/o abbandonati, l’avvio degli interventi sull’area libera sarà condizionato alla presentazione di una proposta di intervento dell’immobile in disuso e/o abbandonato e all’avvio dei lavori relativi.

Sale pubbliche da gioco

Non è autorizzata l’apertura di sale pubbliche da gioco o il trasferimento di una già esistente in edifici che si trovano a meno di 200 metri da scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, locali di aggregazione giovanile, aree verdi frequentate da bambini e ragazzi, caserme, chiese e luoghi di culto, ospedali, cliniche, RSA, luoghi di cura o di particolare valore civico e culturale quali musei e sedi di associazioni e di volontariato che si dedicano alla pubblica assistenza. Inoltre, non saranno ammesse in edifici o lotti funzionali che ospitano funzioni residenziali e in edifici (o parte di essi), notificati o vincolati ai sensi del D. Leg. 42/2004.

Manutenzione e revisione periodica delle costruzioni

Tutti i fabbricati, entro 30 anni dalla data di collaudo delle strutture e successivamente ogni 15 anni, devono essere sottoposti ad una verifica dell’idoneità statica di ogni loro parte secondo la normativa vigente alla data del collaudo, da allegare al fascicolo del fabbricato. Entro 5 anni, tutti i fabbricati con data di collaudo delle strutture superiore a 30 anni dovranno essere sottoposti a tale verifica e certificazione.

Conformazione e superficie degli alloggi e degli ambienti

Diventano sufficienti 28 mq per definire un alloggio, 8 mq per le camere ad un posto letto e 12 mq per quelle a due posti letto. I bagni non sono vincolati ad una superficie minima, l’importante è che possano contenere la dotazione degli apparecchi sanitari previsti.

Biciclette e giochi nei cortili

Nei cortili degli edifici deve essere consentito il parcheggio delle biciclette di chi abita o lavora. Inoltre, deve essere favorito il gioco dei bambini, fatte salve le fasce orarie di tutela della quiete e del riposo stabilite dai regolamenti condominiali.

Residenzialità ai locali seminterrati 

Possono essere adibiti a residenza o destinazioni assimilabili alla residenza i locali seminterrati che abbiano il pavimento ad una quota non inferiore ad un 1 metro sotto il piano di spiccato, che garantiscano tutti gli altri requisiti igienico-sanitari e che abbiano acquisito un parere preventivo favorevole da parte della ASL.

Contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa in difesa della qualità e della tutela del lavoro e del cantiere

La sicurezza del lavoro e la legalità del cantiere sono garantite anche mediante il recepimento dei protocolli firmati dal Comune insieme alle associazioni delle imprese edili e alle organizzazioni sindacali.

 

 
 

A Bresso analisi dell’Asl nei rubinetti delle case e nelle fontane. Agli abitanti è stato chiesto di non farsi la doccia e di non irrigare i giardini con le pompe

Quello che colpisce nel caso di Bresso è la simultaneità delle infezioni e la vicinanza delle abitazioni. La malattia non si trasmette da persona a persona, ma respirando goccioline d’acqua infetta.

I sei ammalati, allora, sono stati tutti in uno stesso locale pubblico con impianti di condizionamento difettosi? Oppure hanno inalato vapore acqueo infetto, magari proveniente dalle torri di evaporazione dei grandi impianti di climatizzazione sui tetti? O si sono contagiati proprio con l’acqua di casa, per problemi dell’acquedotto? Per il momento, non ci sono risposte. Così gli abitanti sono stati invitati dall’amministrazione comunale a non farsi la doccia, ad adottare precauzioni nell’uso dell’acqua calda dei rubinetti di casa e a non irrigare i giardini con pompe a spruzzo.

Il sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli, ha pubblicato sul sito internet del Comune un decalogo anti-legionella. «Non intendiamo sottovalutare quanto è avvenuto e vogliamo proseguire nell’opera di prevenzione e informazione - dice -. La legionella può colonizzare gli impianti idrici in alcune parti in cui l’acqua ristagna a lungo e nei punti terminali quando non si fa adeguata manutenzione, ad esempio nei soffioni delle docce incrostate da calcare».

Oscar Di Marino, uno dei maggiori esperti italiani di legionella, sottolinea: «L’habitat ideale del batterio è l’acqua calda, in particolare se la temperatura è compresa fra i 25 e i 55 gradi. La legionella si trasmette attraverso le particelle d’acqua nebulizzate da un impianto di condizionamento, dall’attrezzatura di un dentista, persino da certe fontane ornamentali. Tutti gli ospedali lombardi sono attrezzati bene per curarla».

 

 
 

Da      laprovinciadivarese.it      di  Matteo Borgini

Con una recente sentenza la Suprema Corte è tornata ad occuparsi di una tematica spinosa in materia di condominio, inerente la contrapposizione di diritti opposti tra le necessità dei singoli proprietari e la preservazione delle parti comuni condominiali.

In particolare, per quanto concerne le facciate, la fattispecie si rende ancora più complessa, dato che il decoro dell’immobile, che a volte può avere anche rilievi pubblicistici, può ostacolare esigenze anche non velleitarie, ma supportate da reali necessità. È il caso in particolare dei condizionatori posizionati sulla facciata condominiale. Al riguardo l’art. 1120 c.c. prevede un generale divieto per quelle innovazioni che “alterino il decoro architettonico”, e la giurisprudenza maggioritaria ha precisato che sussiste tale pregiudiziale quando si possa individuare nel fabbricato una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia tanto da trasformare l’impatto visivo dell’immobile in una sorta di bene comune, il cui mantenimento è tutelato ai sensi dell’art. 1117 cc..

Nel caso in esame i condomini che avevano installato il condizionatore in contestazione avevano sostenuto che, poiché per quell’intervento era stato ottenuto l’assenso da parte dell’amministrazione pubblica sotto i profili paesaggistici ed urbanistici, il condominio non avrebbe potuto vietarlo.

La Corte di Cassazione si è però pronunciata in senso contrario, affermando invece che “costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull’aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

La relativa valutazione spetta al giudice di merito”. Dunque l’assenso della pubblica autorità non può interferire con i diritti soggettivi attribuiti a ciascun condomino. Va detto infine che Il decoro architettonico può sussistere anche per i fabbricati che non abbiano particolare pregio artistico, e può derivare anche dalla modifica dell’originario aspetto di singoli elementi o di singole parti dell’edificio che abbiano sostanziale formale autonomia.

 

 
 

Da  ilgiornale.it    di     Pedro Armocida      21/10/2014

Chi meglio di lui per interpretare Francesco, un single dalla vita sessuale piuttosto vivace, ancora innamorato di Anna (Cristiana Capotondi), la sua ex ora incinta. Chi meglio di Fabio De Luigi, con la sua comicità sospesa tra gesto e parola, poteva tenere le redini di Soap Opera , commedia insolita e personale di Alessandro Genovesi da dopodomani nelle sale, con l'allegra combriccola formata da Ale e Franz, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Diego Abatantuono, ad animare un anonimo piccolo condominio che lo spettatore vede senza la parete frontale come teatro. A De Luigi tocca convivere con Paolo (Ricky Memphis), l'amico del cuore che gli si piazza in casa in crisi d'identità sessuale nelle ore in cui la moglie sta partorendo: «Trovavo divertente - spiega De Luigi - che, in una coppia di amici che si conoscono da una vita, a uno dei due nascesse un dubbio del genere».

Qui però passate ai fatti………….

Leggi tutto http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/questo-condominio-vi-far-proprio-divertire-1061240.html

 

 

 
 

Solo in via Ronchese, in 5 stabili, passivi per 100 mila euro. Centinaia di inquilini in ansia San Zeno e Chiesa Votiva, si apre il fronte degli stabili privati: imprese e fornitori non pagati.

È una voragine che si allarga ogni giorno, quella dei conti dei condomini gestiti dalle amministrazioni «Restera»…….  i primi accertamenti parlano di un «buco» complessivo di 100 mila euro, per i 5 condomini della via amministrati da Roberto Artuso e dalla consorte, Cristina Caodaglio. E a tremare ci sono altre centinaia di inquilini in città: quelli che abitano in altri 20 condomini in diversi quartieri, sempre gestiti, o amministrati fino a pochissimo tempo fa, dalla società di Artuso, che ha sede in vicolo IV Novembre a Fiera, a pochi passi dal Sile……. in decine e decine di abitazioni, nei diversi punti delle città, si è in ansia e si spulciano febbrilmente conti e bollette, ricevute e rendiconti contabili ……. In zona chiesa Votiva, ad esempio, gli inquilini dello stabile di via Ospedale 7/C hanno scoperto che ci sono 45 mila, forse 50 mila euro di fatture e bollette non pagate. «E i conti non sono ancora terminati» dice un inquilino, «temiamo di scoprire altre fatture non saldate».

Non un caso isolato, perché moltissimi condomini sin qui gestiti dalla «Restera» hanno cambiato o stanno cambiando amministratore. È verosimile che da qui alle prossime settimane possano emergere altre incongruenze oppure altri ammanchi……

…… ma com’è possibile che questa società di amministrazione abbia potuto continuare a operare in questi anni, dopo che erano emersi? Possibile che nessuno, in questi anni, non abbia lanciato l’allarme? ……

Sono le domande che adesso si rincorrono negli stabili gestiti sino a pochi mesi fa ……

 «Non dormo più da settimane«, rivela una signora disperata, «come farò a pagare?» In più di qualche casa non sono giorni sereni.

Leggi tutto http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/09/30/news/restera-la-voragine-raddoppia-ammanchi-per-300-mila-euro-1.10027355

Oggi sul sito dell’associazione di amministratori FNA leggiamo:

“La società AMMINISTRAZIONI RESTERA SRL (comune di Treviso) ed i suoi soci CAODAGLIO CRISTINA, ARTUSO ROBERTO NON è iscritta a FNA Federamministratori.”

TROPPO TARDI PER I CONDOMINI TRUFFATI………

Vedi      http://www.fna-confappitreviso.it/amministratoridicondominio/amministratoriFNATreviso.aspx

 

 
 

Fonte     condominioweb.com     di Avv. Mauro Blonda

L'amministratore di condominio deve possedere i requisiti indicati dalla legge sia prima della sua nomina che durante l'incarico ed il venir meno di uno di essi ne determina la cessazione.

Decaduto dalla carica l'amministratore condannato. Il Tribunale di Sciacca, con provvedimento del 16/06/2014 ed accogliendo il ricorso presentato in via d'urgenza dal nuovo amministratore di un condominio, ha confermato la decadenza dalla carica del vecchio amministratore poiché condannato con sentenza definitiva per il reato di omesso versamento delle trattenute previdenziali.

Ciò poiché tale reato, come correttamente rilevato dal Tribunale, costituisce "un'ipotesi speciale di appropriazione indebita", che a sua volta, in quanto classico caso di reato contro il patrimonio, rende impossibile per colui che ne venga condannato essere nominato amministratore di condominio.

Infatti, secondo quanto previsto dall'art. 71 bis delle disp. att. cod. civ. (introdotto dall'art. 25 della L. n. 220 dell'11/12/2012, cd. Riforma del condominio), uno dei motivi ostativi all'assunzione o la conservazione della carica di amministratore è l'aver riportato una condanna per uno tra i reati ivi elencati, tra cui vi sono appunto i reati contro il patrimonio.

Oltre a questo vi sono poi altri requisiti (cui corrispondono, ove non posseduti, altrettanti motivi di incompatibilità con la carica di amministratore) concernenti la persona chiamata a svolgere le funzioni di amministratore: questa, ad esempio, deve avere il godimento dei diritti civili (lett. A), non dev'essere stata interdetta né inabilitata (lett. D) , deve possedere per lo meno il diploma di scuola media superiore, non dev'essere stata protestata.

Leggi tutto http://www.condominioweb.com/se-non-si-possiedono-i-requesiti-non-si-svolge-lattivita.11224#ixzz3FkVnjs00

MA CHI CONTROLLA CHE IL TUO AMMINISTRATORE O L’AMMINISTRATORE CHE SI STA PROPONENDO ABBIANO  I  REQUISITI DI LEGGE?

Unicasa CONTROLLA E CERTIFICA GLI AMMINISTRATORI DEL GRUPPO.

 

 
 

Da    condominioweb.it    09/10/2014   di Ivan Meo

Condannato il professore che, senza autorizzazione, svolgeva contestualmente l'attività di ingegnere e di amministratore di condominio. Il docente dovrà risarcire il danno, per tutti i compensi guadagnati senza il consenso dell'Amministrazione.

La Procura erariale, in seguito ad una segnalazione effettuata dall'Ufficio Scolastico Regionale, avvia le indagini su un docente di costruzioni, tecnologia delle costruzioni e Disegno Tecnico che prestava il proprio insegnamento presso un istituto superiore. Nel caso di specie il professore, oltre a svolgere l'attività di insegnante, si occupava di altre due distinte attività:

· quella di amministratore per conto di numerosi condomini situati nella Provincia di Pisa;

· quella di libera professione (ingegnere).

…… Le attività venivano svolte contestualmente senza una preventiva autorizzazione da parte dell'Amministrazione, trasgredendo così ai suoi doveri d'ufficio, in quanto ai sensi dell'art. 508 del D.lgs. n. 297/1994 “ è consentito, previa autorizzazione del direttore didattico o del preside, l'esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all'assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l'orario di insegnamento e di servizio.

La Corte dei conti, con sentenza deposita l'8 settembre 2014 n. 159 ha stabilito che gli insegnanti non possono svolgere attività di amministratore condominiale, se iscritti ad un ordine professionale, stabilendo in nesso causale tra la condotta del docente e l'evento dannoso. I Giudici hanno quindi condannato il docente-amministratore a rifondere 59.200 euro di danno erariale in quanto il docente svolgeva attività di amministratore condominiale e di ingegnere, senza neppure averlo comunicato al preside che può autorizzare una attività "extra" solo se si arrechi pregiudizio a quella di docente (articolo 508 del Dlgs 297/1994). ……

…… la giurisprudenza afferma che “per professione deve intendersi, secondo la comune accezione del termine, un'attività esercitata in modo continuativo a scopo di guadagno – potendosi solo distinguere tra professioni regolamentate dalla legge e non – non appare possibile sostenere che un'abituale e continuativa attività di amministratore di condomini non costituisca appunto una professione”.

“L'attività retribuita di amministratore di condomini costituisce esercizio di libera professione consentita al personale docente delle scuole statali, a norma del comma 15 dell'art. 508 d.lg. n. 297 del 1994, soltanto dietro autorizzazione del direttore didattico o del preside; pertanto, lo svolgimento di essa senza tale autorizzazione configura violazione degli obblighi d'ufficio produttiva di danno erariale”.

 

 
 

da   aduc.it     del   9 ottobre 2014    di  Alessandro Gallucci

….. decreto del Ministero della Giustizia recante regolamento sulla formazione degli amministratori di condominio (d.m. n. 140 del 13 agosto 2014, pubblicato in G.U. serie ordinaria n. 222 del 24 settembre 2014) …. ha come obiettivo quello di disciplinare il contenuto dei corsi di formazione iniziale e di aggiornamento nonché quello di stabilire i requisiti per i soggetti che si impegneranno a tenere tali corsi, ossia i formatori ed i responsabili scientifici.

Vedi anche nostra news   http://unicasaitalia.it/news-id-255.htm#255

 Diciamolo subito con chiarezza: chi si aspettava che questo decreto ponesse dei correttivi efficaci per arginare l’enorme mole di corsi di formazione più o meno validi presenti sul mercato deve ritenersi deluso. Il regolamento per certi aspetti chiarisce definitivamente durata e contenuti dei corsi ….. per il resto nel determinare i requisiti dei responsabili e dei formatori, al di là dei titoli fa riferimento a requisiti assai vaghi e senza prevedere un adeguato sistema di controlli, lascia alla responsabilità degli operatori la scelta di tali figure. E se molti operatori del settore fino ad oggi non si sono comportati nel modo migliore, non c’è da ben sperare per il futuro.

La sensazione è che anche questa volta più che dell’interesse dell’utente del servizio (chi deve andare a formarsi) s’è tenuto conto dell’interesse del formatore-medio, cioè lucrare sulle altrui necessità e aspettative.

Durata dei corsi di formazione iniziale. 72 ore minime delle quali almeno un terzo di esercitazioni pratiche ….. con un corso full immersion sarà sufficiente poco più di una settimana. Basta questo per capire la reale (in)utilità di questi corsi ….. Teoricamente superato il corso una persona può trovarsi a gestire un condominio con un rendiconto da migliaia di euro l’anno. Bastano 72 ore per saperlo fare?

….. Formatori e responsabili scientifici: è qui, se così si può dire, che arriva il bello.

Chi può assumere l’incarico di formatore? Secondo il d.m. n. 140/2014, una persona che possa provare con idonea documentazione al responsabile scientifico:

 a) di avere determinati requisiti di onorabilità (Es. assenza condanne penali, interdizione, ecc.);

 b) di essere laureato (basta laurea triennale) o abilitato all’esercizio della libera professione (definizione vaga che sembrerebbe rimandare alle professioni ordinistiche) o ancora un docente in materie giuridiche, tecniche ed economiche presso università, istituti e scuole pubbliche o private riconosciute;

 c) di aver maturato una specifica competenza in materia di amministrazione condominiale o di sicurezza degli edifici. ……………………

Il responsabile scientifico, a sua volta dev’essere:

 a) un docente in materie giuridiche, tecniche o economiche (ricercatore universitario a tempo determinato o a tempo indeterminato, professore di prima o di seconda fascia, docente di scuole secondarie di secondo grado),

 b) un avvocato o un magistrato;

 c) un professionista dell’area tecnica.

Il responsabile scientifico a chi deve dimostrare di possedere questi requisiti? Il regolamento del ministero non dice nulla, ma pare evidente che tale potere di controllo spetti all’organizzatore del corso. E se è il responsabile scientifico ad organizzarlo?.

Tutte queste informazioni (nominativo del responsabile scientifico, durata del corso, inizio del medesimo, ecc.) devono essere comunicate a mezzo pec al Ministero della Giustizia.

E chi vigila su tutto ciò? Teoricamente il ministero, ma in pratica si teme nessuno perché come ha detto il Consiglio di Stato nel parere sullo schema di decreto, rientra nell’esercizio legittimo della discrezionalità del dicastero la mancata previsione di un sistema di controllo ad hoc dell’intero sistema dei requisiti di formatori e responsabili scientifici? Una manna per chi opera “zerbinizzando” quotidianamente il concetto di legalità e Stato di diritto.

Ed allora? Che cosa può accadere se un qualunque ente tiene un corso senza che formatori o responsabili scientifici abbiano le reali competenze a farlo? Si potrebbe avere questo risultato: “Amministratore lei ha buttato i soldi dalla finestra!” Va ricordato, infatti, che seguire un corso che non ha i requisiti richiesti dal regolamento ministeriale equivale a non averne seguito alcuno.

È evidente che trasparenza e correttezza nell’organizzazione dei corsi debbano essere il minimo requisito imprescindibile per tutti coloro i quali vogliano organizzare seriamente percorsi formativi iniziali e di aggiornamento. Chi li organizza dovrebbe dare massimo risalto alle figure che si occupano dei corsi di formazione iniziale e periodica. Se ha un sito web, attraverso questo canale, ed in ogni caso al momento della pubblicizzazione di questi corsi.

Se ciò non accadesse? Meglio, siccome ciò già non accade (basta visitare il sito di molte associazioni di categoria per rendersene conto), che cosa deve fare chi intende iniziare quest’attività o chi, comunque, deve aggiornarsi?  …………………..

UNICASA ITALIA CONCORDA CON LE OSSERVAZIONI E LE VALUTAZIONI DI ADUC – Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori – ED HA DECISO CHE SI RESPONSABILIZZA NEI CONFRONTI DEGLI UTENTI FINALI (i Condomini) PER LA FORMAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI DEL GRUPPO, ORGANIZZANDO IN TRASPARENZA E CON CORRETTEZZA I CORSI DI AGGIORNAMENTO  PREVISTI DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA.

 

 
 

Da    tgcom24.mediaset.it      7 ottobre 2014

A sei anni dall'ultimo progetto discografico torna John De Leo con "Il Grande Abarasse". E' un concept album ambientato in un ipotetico condominio dove ogni brano corrisponde ad uno dei suoi appartamenti. L'album vede la partecipazione in alcuni pezzi dell'Orchestra Filarmonica di Bologna e di Uri Caine al pianoforte in "The Other Side of a Shadow". "Faccio canzone, jazz e altro - dice De Leo - perché mischiare i generi non è reato".

"La cosa certa in ogni brano de Il grande Abarasse - spiega De Leo - è un'esplosione improvvisa. A seconda del brano è rappresentata in modi diversi. L’accadimento viene tradotto da differenti soggettive culturali o personali contingenti situazioni emotive. Volevo che l’esplosione corrispondesse alla materializzazione di una deflagrazione interiore la cui miccia, in ognuno dei condomini, era in realtà già accesa".

wikipedia.org  John_De_LeoJohn De Leo, all'anagrafe Massimo De Leonardis (Lugo, 27 maggio 1970), è un cantante e compositore italiano

Artista trasversale, dotato di una personalità vocale duttile e dall’attitudine sperimentale, John de Leo è tra i nomi più interessanti del panorama musicale italiano.

La sua voce-strumento s’innesta in un’articolata concezione compositiva che attinge ai folklori popolari, al jazz, passando dal rock alla contemporanea, fino al reading e al radiodramma.

Nel suo universo sonoro convivono particolari combinazioni strumentali: la voce dialoga con un ensemble di archi, con chitarre e una sezione fiati di legni, in formazione bandistica, in duo con un trombone. Originale anche la ricerca del suono: spesso gli strumenti o la voce stessa vengono filtrati, manipolati per esempio attraverso strumentazioni analogiche, dispositivi per chitarra, campionati impiegando live looping sampler, modificati attraverso un ventilatore emulando l’effetto Leslie e con distorsori giocattolo.

La ricerca di possibili rapporti tra suono e parola si esprime nei versi dei brani, scritti dallo stesso De Leo. I testi sono densi d’invenzioni grammaticali in un continuo gioco semantico di allitterazioni, assonanze e dissonanze, che sconfinano nel neologismo fino alla negazione del testo stesso attraverso l’onomatopea; immaginifici, spesso ironici, altri dal taglio lirico, esplorano a sfera umana.

 

 
 

GENOVA - Dieci mila euro in dieci anni, poco più di mille euro all'anno sottratti al condominio che amministrava. Per questo Gianfranco Grimaldi, amministratore condominiale, è stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per appropriazione indebita.

L'uomo è accusato di avere effettuato sistematici prelievi dai conti utilizzati per amministrare un condominio in via Brigata Salerno, a Sturla, fino a quando i diretti interessati lo hanno scoperto e lo hanno denunciato. L'amministratore, che esercita ancora, ha impugnato la sentenza.

 

 
 

FILM - DATA USCITA: 16 ottobre 2014 - GENERE: Commedia, Drammatico - ANNO: 2014 - REGIA: Pierre Salvadori - SCENEGGIATURA: Pierre Salvadori - ATTORI: Catherine Deneuve, Gustave de Kervern, Féodor Atkine, Michèle Moretti, Pio Marmaï, Nicolas Bouchaud, Garance Clavel, Carole Franck, Olivier Charasson - FOTOGRAFIA: Gilles Henry - MONTAGGIO: Isabelle Devinck - MUSICHE: Grégoire Hetzel, Stephin Merritt - PRODUZIONE: Les Films Pelléas, France 2 Cinéma, Delta Cinéma - DISTRIBUZIONE: Good Films - PAESE: Francia - DURATA: 97 Min

Antoine ha passato i quaranta quando decide bruscamente di porre fine alla sua carriera di musicista. Dopo aver vagabondato per qualche tempo, trova lavoro come portiere nel palazzo dove abita Mathilde, una donna in pensione, generosa e impegnata nel sociale. Una sera, Mathilde scopre una crepa nel muro del suo salotto e inizia a temere che il palazzo possa crollare. Gradualmente la sua paura si trasforma in un vero e proprio panico e Antoine, che si sente molto vicino a questa donna, teme che possa scivolare nella follia.

 

 
 

Da studiotecnic.altervista.org  Fonte: Agenzia delle Enatrate

Il decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014 (in vigore dal 13 settembre e attualmente in fas e di conversione in legge) ha introdotto, in favore delle persone fisiche che non esercitino attività commerciali, una deduzione dal reddito complessivo per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, destinate alla successiva locazione.

Deve trattarsi di immobili di nuova costruzione o sui quali sono stati effettuati interventi di

ristrutturazione edilizia (art. 3, comma 1, lettere d, del Dpr 380/2001), ceduti da imprese di

costruzione, cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato gli stessi interventi di ristrutturazione. Gli acquisti agevolati sono quelli effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017.

La deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di

compravendita e spetta nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro.

Essa va ripartita in otto quote annuali di pari importo (a partire dall’anno in cui viene stipulato il contratto di locazione) e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le stesse spese.

Fermo restando il limite massimo complessivo di 300.000 euro, l’agevolazione spetta anche per la costruzione di un’abitazione su un’area edificabile già posseduta. In sostanza, si potranno portare in deduzione anche le spese sostenute dal contribuente persona fisica, non esercente attività commerciale, per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti di appalto, per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale.

Le principali condizioni necessarie per poter usufruire dell’agevolazioni sono le seguenti:

l’unità immobiliare acquistata o costruita non deve essere classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, l’immobile deve essere concesso in locazione, per almeno otto anni continuativi, a canone non superiore a quello concordato (legge 431/1998), o a quello convenzionale (art. 18 del Dpr 380/2001), o a quello stabilito dalla legge che ha istituito i canoni speciali (legge n. 350/2003). La deduzione, comunque, non viene meno se, per motivi non attribuibili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del tempo previsto e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data di risoluzione;

tra locatore e locatario non devono esserci rapporti di parentela entro il primo grado;

l’unità immobiliare deve essere a destinazione residenziale e non deve trovarsi nelle zone territoriali omogenee classificate E (Decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444), vale a dire, in parti del territorio destinate ad usi agricoli;

l’immobile deve conseguire prestazioni energetiche certificate in classe A o B (allegato 4 delle Linee Guida nazionali per la classificazione energetica degli edifici di cui al Decreto Ministeriale 26 giugno 2009 o normativa regionale, laddove vigente).

Le modalità attuative per richiedere l’agevolazione saranno stabilite con un apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell’economia e delle finanze.

 

 
 

Da  edilportale.com   di  Paola Mammarella

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 31 luglio 2014 che regola il Fondo di garanzia per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa.

Fondo di garanzia prima casa, in arrivo mutui fino a 15 miliardi 

Il Fondo di garanzia, lo ricordiamo, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità per il 2014 con uno stanziamento di 600 milioni di euro, 200 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

Le risorse sono destinate a garantire il 50% della quota capitale dei finanziamenti concessi per l’acquisto, la ristrutturazione e l’accrescimento dell’efficienza energetica degli immobili destinati a prima casa di abitazione del soggetto che richiede il mutuo.  Gli interventi del Fondo di garanzia per la prima casa sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima istanza.

Per poter accedere alla garanzia del Fondo, l’importo dei mutui ipotecari non può superare i 250 mila euro. Allo stesso tempo, l’abitazione da acquistare o riqualificare non deve appartenere alle categorie catastali A1 (Abitazioni di tipo signorile), A8 (Abitazioni in ville) e A9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) né deve avere caratteristiche che la possano ricondurre agli immobili di lusso.

 Hanno priorità di accesso ai mutui le giovani coppie, i nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori e i giovani con età inferiore a 35 anni inquadrati con un contratto di lavoro atipico. Alla data di presentazione della domanda, il mutuatario non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli acquisiti per successione a causa di morte, in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

 L'ammissione alla garanzia del Fondo avviene esclusivamente per via telematica. Il soggetto finanziatore (banche o intermediari finanziari) verifica la completezza della domanda e la trasmette al Gestore (Consap SpA), che le assegna un numero di posizione progressivo in base all’arrivo. L'efficacia della garanzia del Fondo decorre in via automatica dalla data di erogazione del mutuo.

Nel caso di inadempimento del mutuatario, il soggetto finanziatore informa il Gestore dopo 90 giorni dalla scadenza della prima rata rimasta anche parzialmente insoluta. Entro dodici mesi dalla comunicazione, il  soggetto  finanziatore invia al mutuatario l'intimazione  al pagamento. Se il mutuatario non provvede al pagamento entro sei mesi, il soggetto finanziatore  può chiedere al Gestore l'intervento della garanzia del Fondo.

L’operazione fa sorgere, a carico del mutuatario, l’obbligo di restituire le somme pagate dal Fondo, gli interessi maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso e le spese sostenute per il recupero.

 

 
 

Milano, 29 settembre 2014

Oggetto: annullamento manifestazione EIRE – Expo Italia Real Estate 2015

Gentile Michele Sacchetti

in questi 10 anni di EIRE, abbiamo lavorato con grande impegno e serietà per fornire a tutto il sistema del Real Estate italiano una piattaforma di incontro per conoscersi, conoscere e confrontarsi.

Non senza fatica abbiamo cercato di coinvolgere soggetti imprenditoriali, manager, la pubblica amministrazione e il sistema finanziario del Paese. Abbiamo, infatti, ritenuto che fosse indispensabile realizzare un luogo di incontro che, in qualche modo, potesse fare emergere le esigenze del settore e contribuisse ad indicare una prospettiva.

In quest’ottica, EIRE ha tentato di aiutare il settore a rappresentarsi nei confronti della opinione pubblica e del Governo. Nell’ambito della rassegna, abbiamo anche lavorato per coinvolgere operatori e investitori internazionali, con l’obiettivo di centrare l’interesse sul nostro grande Paese. In effetti, in tanti hanno accolto il nostro invito allo scopo di approfondire le grandi opportunità illustrate nel corso della kermesse.

Con umiltà ma, allo stesso tempo, con certezza possiamo, in tal senso, affermare che il tentativo messo in campo da EIRE s’è rivelato positivo, poiché ha posto alla ribalta della comunità internazionale del RE fatti, giudizi, esperienze e modelli.

Sin dall’inizio, e in particolare in questi ultimi anni, continuiamo a interrogarci sul futuro del settore e dell’evento.

Nonostante la significativa perdita economica che nelle edizioni più recenti ha comportato l’organizzazione della manifestazione, abbiamo sostenuto grandi investimenti per garantire un appuntamento adeguato alle sfide del settore.

Da imprenditore sono, infatti, convinto che non sia il guadagno la ragione prima di una attività ma occorre che ciò che si fa e le energie che si spendono abbiano un senso, una prospettiva. Occorre che siano utili ad un “soggetto”, ad un comparto e che questa utilità sia riconosciuta.

Devo dire, con grande sincerità e dopo una lunga riflessione, che faccio fatica ad identificare una vera “community” del settore, che voglia nei fatti - al di là delle intenzioni o del pregevolissimo personale tentativo di qualche manager o imprenditore - giocare una partita reale per la trasformazione del Paese, generando credibilità e autorevolezza.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno voluto investire nell’evento, soprattutto negli ultimi anni, ma la quantità dei soggetti disposti a giocare un ruolo da protagonisti non costituisce, al momento, una “massa critica” sufficiente alla realizzazione dell’evento stesso.

Per queste ragioni, riteniamo che non vi siano più le condizioni per il suo ripetersi. Come ho già avuto modo di sostenere appena terminata la scorsa edizione, la vita è una e va spesa bene, dandole un senso.

Le auguriamo buon lavoro auspicando che l’intero sistema immobiliare, strategico per il nostro Paese, voglia e possa trovare una reale prospettiva, certi di avervi in qualche modo contribuito in questi 10 anni di storia.

Antonio Intiglietta, Presidente Ge.Fi. - Gestione Fiere S.p.A.

 

 
 

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA  -  DECRETO  13 agosto 2014, n. 140 -   Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.222 del 24-9-2014  http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-09-24&atto.codiceRedazionale=14G00151&elenco30giorni=false

 

Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità' per la formazione degli amministratori di condominio nonché' dei corsi di formazione per gli amministratori condominiali.

note:  Entrata in vigore del provvedimento: 09/10/2014

ART. 1  (Oggetto e definizioni)

1. Il presente decreto disciplina:

a) i criteri, le modalità e i contenuti dei corsi di formazione e di aggiornamento obbligatori per gli

amministratori condominiali;

b) i requisiti del formatore e del responsabile scientifico.

ART. 2  (Finalità della formazione e dell’aggiornamento)

1. Le attività di formazione ed aggiornamento devono perseguire i seguenti obiettivi:

a) migliorare e perfezionare la competenza tecnica, scientifica e giuridica in materia di

amministrazione condominiale e di sicurezza degli edifici;

b) promuovere il più possibile l’aggiornamento delle competenze appena indicate in ragione

dell’evoluzione normativa, giurisprudenziale, scientifica e dell’innovazione tecnologica;

c) accrescere lo studio e l’approfondimento individuale quali presupposti per un esercizio

professionale di qualità.

ART. 3  (Requisiti dei formatori)

1. I formatori devono provare al responsabile scientifico, con apposita documentazione, il

possesso dei seguenti requisiti di onorabilità e professionalità:

a) il godimento dei diritti civili;

b) di non essere stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione,

l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo

per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni, e, nel

massimo, a cinque anni;

c) di non essere stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia

intervenuta la riabilitazione;

d) di non essere interdetti o inabilitati;

e) di aver maturato una specifica competenza in materia di amministrazione condominiale o di

sicurezza degli edifici e di aver conseguito alternativamente uno dei seguenti titoli: laurea anche

triennale; abilitazione alla libera professione; docenza in materie giuridiche, tecniche ed

economiche presso università, istituti e scuole pubbliche o private riconosciute. Possono svolgere

attività di formazione ed aggiornamento anche: i docenti che abbiano elaborato almeno due

pubblicazioni in materia di diritto condominiale o di sicurezza degli edifici, dotate di codice

identificativo internazionale (ISBN) ai sensi dell’articolo 1, lettera t), del decreto ministeriale 7

giugno 2012, n. 76; coloro che hanno già svolto attività di formazione in materia di diritto

condominiale o di sicurezza degli edifici in corsi della durata di almeno 40 ore ciascuno, per almeno

sei anni consecutivi prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.

ART. 4  (Responsabile scientifico)

1. La funzione di responsabile scientifico può essere svolta da un docente in materie giuridiche,

tecniche o economiche (ricercatore universitario a tempo determinato o a tempo indeterminato,

professore di prima o di seconda fascia, docente di scuole secondarie di secondo grado), un

avvocato o un magistrato, un professionista dell’area tecnica. I soggetti appena individuati, che

possono anche essere in trattamento di quiescenza, devono essere in possesso dei requisiti di

onorabilità e professionalità di cui all’articolo 3 del presente regolamento.

2. Il responsabile scientifico verifica il possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità dei

formatori tramite riscontro documentale, e verifica il rispetto dei contenuti di cui al successivo

articolo 5, comma 3, del presente regolamento, le modalità di partecipazione degli iscritti e di

rilevamento delle presenze, anche in caso di svolgimento dei corsi in via telematica. Il responsabile

scientifico attesta il superamento con profitto di un esame finale sui contenuti del corso di

formazione e di aggiornamento seguito dai partecipanti.

ART. 5  (Svolgimento e contenuti dell’attività di formazione e di aggiornamento)

1. Il corso di formazione iniziale si svolge secondo un programma didattico predisposto dal

responsabile scientifico in base a quanto specificato al comma 3 del presente articolo. Il corso di

formazione iniziale ha una durata di almeno 72 ore e si articola, nella misura di un terzo della sua

durata effettiva, secondo moduli che prevedono esercitazioni pratiche.

2. Gli obblighi formativi di aggiornamento hanno una cadenza annuale. Il corso di

aggiornamento ha una durata di almeno 15 ore e riguarda elementi in materia di amministrazione

condominiale, in relazione all’evoluzione normativa, giurisprudenziale e alla risoluzione di casi

teorico-pratici.

3. I corsi di formazione e di aggiornamento contengono moduli didattici attinenti le materie di

interesse dell’amministratore, quali:

a) l’amministrazione condominiale, con particolare riguardo ai compiti ed ai poteri

dell’amministratore;

b) la sicurezza degli edifici, con particolare riguardo ai requisiti di staticità e di risparmio

energetico, ai sistemi di riscaldamento e di condizionamento, agli impianti idrici, elettrici ed agli

ascensori e montacarichi, alla verifica della manutenzione delle parti comuni degli edifici ed alla

prevenzione incendi;

c) le problematiche in tema di spazi comuni, regolamenti condominiali, ripartizione dei costi in

relazione alle tabelle millesimali;

d) i diritti reali, con particolare riguardo al condominio degli edifici ed alla proprietà edilizia;

e) la normativa urbanistica, con particolare riguardo ai regolamenti edilizi, alla legislazione

speciale delle zone territoriali di interesse per l’esercizio della professione ed alle disposizioni sulle

barriere architettoniche;

f) i contratti, in particolare quello d’appalto ed il contratto di lavoro subordinato;

g) le tecniche di risoluzione dei conflitti;

h) l’utilizzo degli strumenti informatici;

i) la contabilità.

4. L’inizio di ciascun corso, le modalità di svolgimento, i nominativi dei formatori e dei

responsabili scientifici sono comunicati al Ministero della giustizia non oltre la data di inizio del

corso, tramite posta certificata, all’indirizzo di posta elettronica che verrà tempestivamente indicato

sul sito del Ministero della Giustizia.

5. Il corso di formazione e di aggiornamento può essere svolto anche in via telematica, salvo

l’esame finale, che si svolge nella sede individuata dal responsabile scientifico.

CHI CONTROLLERA’ LA FORMAZIONE? CHI CONTROLLA CHE L’AMMINISTRATORE ABBIA I REQUISITI NECESSARI PER POTER SVOLGERE L’ATTIVITA’?

Unicasa controlla, forma e certifica gli amministratori del gruppo affiliati.

 

 
 

Da leggo.it     sabato 13 Settembre 2014 di Oliviero Franceschi

Entro fine mese gli amministratori devono inviare il "quadro AC" 

Come ogni anno gli amministratori di stabili condominiali devono cimentarsi nella compilazione del quadro AC, da spedire rigorosamente per via telematica, unitamente alla dichiarazione dei redditi: in questi casi perciò un po’ di ripasso fa sempre bene..

Quadro AC

Da svariati anni il quadro AC è utilizzato dagli amministratori di condominio per comunicare all'Anagrafe tributaria i dati relativi agli acquisti di beni e servizi effettuati dal condominio amministrato, nonché i dati dei relativi fornitori. Da qualche tempo, inoltre, il quadro AC si è arricchito di una nuova sezione destinata ai lavori condominiali con detrazione del 50%. Il quadro AC va presentato in allegato al modello Unico 2014 dell’amministratore di condominio, indicando il codice fiscale dello stesso amministratore. L’amministratore che ha presentato la propria denuncia dei redditi con il modello 730/2014, oppure sia esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, deve comunque presentare il quadro AC unitamente al frontespizio del modello Unico Persone Fisiche, entro il 30 settembre 2014 in via telematica. Infine, chi ha presentato il modello Unico in forma cartacea lo scorso 30 giugno, avrebbe dovuto già allegare il quadro: ma per le dimenticanze è sempre possibile presentare entro il 30 settembre un’altra dichiarazione per via telematica. In ogni caso, è necessario barrare l’apposita casella “AC” presente sul frontespizio della dichiarazione unificata.

Soggetti obbligati

 Sono tenuti a presentare il quadro AC gli amministratori di condominio che erano in carica alla data del 31 dicembre 2013, anche se nel corso di tale anno si sono succeduti più amministratori o se nel corso dei primi mesi del 2014 l’amministrazione è stata affidata ad un altro soggetto. Negli stabili con meno di quattro condomini, per i quali non vi è l’obbligo di nominare un amministratore, il quadro AC va presentato solo se tale nomina è stata conferita. Gli amministratori che gestiscono più condomini, dovranno presentare distinte comunicazioni per ciascun condominio amministrato.

Cosa si racconta al fisco

I beni e servizi da considerare sono soltanto quelli di importo superiore a 258,23 euro (compresa l’Iva), in riferimento a ciascun fornitore. Ciò vuol dire che tutte le forniture effettuate nel corso del 2013 dallo stesso soggetto vanno sommate. Di conseguenza l’amministratore deve “rintracciare” tutte le fatture e le ricevute emesse da ciascun fornitore e sommare i relativi importi verificando se l’ammontare complessivo supera il suddetto limite di 258,23 euro. In tal caso, appunto, è necessario riportare nel quadro AC, sezione III, i dati relativi al fornitore, precisando l’importo complessivamente corrisposto nell’anno.

Eccezioni

Non devono essere comunicati, invece, i dati relativi a: 1) forniture di acqua, energia elettrica e gas; 2) forniture di servizi che hanno comportato da parte del condominio, il pagamento di somme soggette a ritenuta alla fonte (ad esempio, gli onorari dell’avvocato che ha seguito una causa, lo stipendio del portiere, ecc.): è bene ricordare, infatti, che questi compensi devono essere indicati nella dichiarazione dei sostituti d’imposta – modello 770/2014 semplificato – da inviare per conto del condominio.

Sezione I e III

Nella sezione I del quadro AC vanno indicati i dati identificativi del condominio amministrato: codice fiscale, l’eventuale denominazione e l’indirizzo completo (comune, sigla della provincia, via e numero civico). I dati relativi ai fornitori e agli acquisti effettuati vanno riportati, invece, nella sezione terza del modello. Questa, è divisa in 5 riquadri che consentono all’amministratore di scrivere i dati relativi a 5 diversi soggetti. È necessario indicare il codice fiscale o la partita Iva del fornitore, i dati anagrafici (cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita se il fornitore è persona fisica, oppure la denominazione o ragione sociale se si tratta di un ente o di una società), il domicilio fiscale del fornitore, il codice dello Stato estero se non risiede in Italia, ed infine, l’importo complessivo dei beni e servizi che il condominio ha acquistato nel 2013 dallo stesso soggetto.

Sezione II

 Nella sezione II vanno indicati invece i dati catastali identificativi del condominio oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Infatti, non essendo più obbligatorio inviare la comunicazione al Centro Operativo di Pescara, i dati catastali dell’immobile vanno comunicati al fisco nella dichiarazione dei redditi: quando i lavori riguardano il condominio sarà quindi l’amministratore a dover rispettare il recente obbligo comunicativo. Per la compilazione della sezione, che non dovrebbe presentare particolari problemi, rimandiamo alle istruzioni ministeriali. Dato che molti lettori si sono lamentati di non essere riusciti a rintracciare le istruzioni se non dopo lunghe ricerche, ricordiamo che quelle del quadro “AC” si trovano nel modello Unico persone fisiche 2014 fascicolo 2, mentre le istruzioni dei quadri base dell’Unico, con cui la maggior parte dei contribuenti ha più “dimestichezza”, sono contenute nel modello Unico persone fisiche 2014 fascicolo 1.

Hanno collaborato Daniele Cuppone e Alberto Martinelli

 

 
 

da italiaoggi.it  di  Antonio Ranalli   19 settembre 2014

La riforma del condominio? Solo un restyling ad una legge degli anni ’30. E’ quanto ha affermato il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, in occasione della presentazione della Festa nazionale del condominio, in programma sabato 27 settembre e che vedrà Bologna come sede nazionale, con un programma di appuntamenti lungo tre giorni. “Ci aspettavamo qualcosa in più”, ha detto Corrado Sforza Fogliani, “ma la voglia di chiudere tutto prima della fine della scorsa legislatura, ha prodotto soprattutto una rivisitazione delle norme. Ci si è mossi dal solco fissato a suo tempo dalle legge degli anni ‘30 che normava a livello nazionale il condominio. Quello che manca è il riconoscimento della capacità giuridica del condominio che sarebbe importante sia nei rapporti tra condomini e sia con i terzi”. Il 27 settembre numerose città saranno animate dalla Festa del condominio, che vedrà in prima linea le organizzazioni territoriali della Confedilizia. Un momento di aggregazione e un'occasione “per consultare professionisti e consulenti nelle sedi locali dell'associazione e per ricevere delucidazioni, chiarimenti o rivolgere quesiti sulle disposizioni che disciplinano il condominio”. A Bologna, inoltre, sono previsti convegni e seminari che spazieranno dalla riforma del condominio e del catasto al risparmio energetico, con la partecipazione, tra gli altri, del Ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, e del presidente della commissione finanze della Camera dei deputati, Daniele Capezzone. Tra le novità lo “stressometro”, un questionario per misurare i livelli di stress indotti dalle relazioni condominiali e da quelle con gli amministratori, che portano a contenziosi pari a circa 17 mila euro, mentre la media relativa ai soli problemi di condominio è di circa 5 mila euro. Il presidente Corrado Sforza Fogliani ha poi auspicato che nello “Slocca Italia” non ci siano intoppi per il riconoscimento del principio di sussidiarietà in capo al condominio. “I proprietari dei condomini di stabili che, ad esempio, si affacciano su una piazza con giardino, possono contribuire a loro spese al mantenimento dell'area in cambio di sgravi fiscali sui tributi locali, attraverso accordi ad hoc a seconda della tipologia dell'intervento”.

 

 
 

Da  leggo.it   8 Settembre 2014 di Giuseppe Spoto

L’approfondimento di questa settimana è dedicato alla discussione sull’obbligatorietà o meno per l’amministratore condominiale di fornirsi di strumenti idonei per consentire i pagamenti condominiali attraverso bancomat.

Limitazioni all’utilizzo di contante

Per rendere più facile la tracciabilità dei pagamenti, il decreto legge 30 dicembre 2013, n. 150 che è stato convertito con modifiche dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, ha disposto in generale che coloro che svolgono vendita di prodotti o che prestano servizi professionali sono obbligati ad accettare pagamenti effettuati tramite le cosiddette carte di debito (es. il bancomat). Il legislatore ha introdotto l’obbligo di accettare pagamenti non in contanti nelle ipotesi di importo superiore a 30 euro previsti a favore di una impresa o di un professionista. Rimane da capire se tale obbligo sussista anche in capo all’amministratore di un condominio, fermo restando che non è stata prevista però nessuna sanzione nel caso in cui la modalità di pagamento POS non sia stata attivata.

Debiti condominiali

 L’amministratore deve essere considerato destinatario della norma che impone ai professionisti di dotarsi di un meccanismo POS per accettare pagamenti non in contanti? Per rispondere a questa domanda occorre ricordare che l’attività di amministrazione condominiale rientra tra le attività professionali non regolamentate e quindi l’amministratore dovrebbe a pieno titolo entrare nel novero dei soggetti obbligati. Del resto l’attività di amministratore condominiale può essere svolta anche sotto la forma societaria ed in questo caso è ovvio ritenere applicabile l’obbligo di dotarsi di un meccanismo POS.

CARO GIORNALISTA, LA CONFUSIONE E’ PROPRIO QUESTA:

L’AMMINISTRATORE INCASSA LE QUOTE CONDOMINIALI PER CONTO DEL CONDOMINIO SUL CONTO CORRENTE INTESTATO AL CONDOMINIO, NON INCASSA DAL SINGOLO CONDOMINO/PROPRIETARIO PER I SUOI SERVIZI PROFESSIONALI; I SUOI SERVIZI GLI VENGONO PAGATI DAL CONDOMINIO, NON DAL SINGOLO CONDOMINO.

Potrebbe essere interessante incassare le quote condominiali pagate con bancomat o con carta di credito; ma in questo caso esiste una grande limitazione: il POS (la “macchinetta” che “legge” la carta bancomat/carta di credito) può ACCREDITARE UN SOLO CONTO CORRENTE, ed i conti correnti  devono essere intestati al Condominio non solo, ora, per la corretta gestione bensì per obbligo di legge! E quindi l’amministratore che gestisce 30 condomini dovrebbe avere nel suo ufficio 30 POS………!

Potere del sistema bancario…….!

 

 
 

Da corriereadriatico.it  del 3 settembre 2014

PORTO RECANATI - “Tu, l’amministratore e suo padre dovete sparire sennò vi facciamo fuori". In un italiano stentato ma dal significato assolutamente chiaro, nove condomini hanno minacciato di morte un idraulico andato per effettuare dei lavori nel palazzo, l'amministratore di condominio e il padre di quest'ultimo. L'avvertimento, però, era rivolto in particolar modo all'amministratore che in altre occasioni era stato oggetto di intimidazioni. Ora i nove condomini finiranno sotto processo con le accuse di violenza privata (tentata e non) e minacce. Il condominio dove si sarebbero consumati i fatti è il palazzone multietnico Hotel House. Gli autori delle violenze e delle minacce sono nove residenti (tre senegalesi, un egiziano, un tunisino e quattro bengalesi) e i fatti risalgono al periodo a cavallo tra il 2011 e il 2012 quando avrebbero minacciato anche di morte l'amministratore Simone Cotronè. Secondo quanto ricostruito dalla Procura infatti, i nove in più occasioni sia “de visu” sia attraverso terze persone, avrebbero detto a Cotronè che da quel momento “comandavano loro”, che “non si doveva preoccupare” e che per qualunque questione doveva “chiamare loro”. Intromettendosi così nella gestione del condominio e nei rapporti con operai, impiantisti e manutentori che di volta in volta andavano all’Hotel House. I fatti risalgono al 18, 19 e 20 dicembre del 2011. E fu proprio quel 20 dicembre che si tenne un'assemblea condominiale così “agitata” che dovettero intervenire i carabinieri. I nove condomini sarebbero poi arrivati a minacciare sia Cotronè, sia altri condomini, per far convocare un'assemblea straordinaria per la nomina del nuovo amministratore, senza però riuscire nell'intento. Infine le minacce di morte. L'episodio risale a tre mesi dopo. Era marzo quando i nove minacciarono l'idraulico del condominio dicendogli di "dovere sparire sennò vi facciamo fuori" (a lui, a Cotronè e al padre), mentre un mese prima a Cotronè e ai suoi familiari avevano detto di “non farsi più vedere perché erano guai”. Il 22 settembre per i nove condomini si aprirà il processo.

 

 
 

Da     qn.quotidiano.net

Mentre il Italia l’art. 1138 del Codice Civile – Regolamento di Condominio -  entrato in vigore a giugno del 2013 recita  “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”, a New York …………..

Nuove regole in uno dei complessi più di lusso di New York generano molte polemiche e prese di posizione. Vietato anche appoggiare una pianta

No a cani "a piedi" nella lobby del palazzo: i proprietari devono prenderli in braccio per poterla attraversare e andare verso gli ascensori di servizio, gli unici che Fido può usare. Le nuove regole stringenti del super lussuoso condominio dell'Upper West Side di Manhattan dividono i residenti e creano polemiche fra gli amanti degli animali, che descrivono l'editto come una norma che solo a New York si poteva stabilire.

''Ho poggiato per terra una pianta per due minuti e sono stato ripreso. Mi è stato detto che stavo ostruendo il passaggio'' riferisce uno dei residenti, ridendo e ironizzando sulle nuove regole stringenti imposte per il 'buon vicinato'. Il condominio di 54 piani situato sulla 62ma strada nel West Side, e chiamato Hawthorn Park, ha nel suo regolamento anche norme più comuni a New York nei palazzi di lusso, quali il divieto per cani di oltre 6,8 chilogrammi.

Ma le nuove norme di Hawthorn Park si spingono più in là, anche per tutelare il prestigioso marmo bianco della lobby. ''Temono che i cani facciano i loro bisogni nella lobby, è questa ritengo la loro scusa'' afferma Joe Ventel, uno degli affittuari del palazzo, dove la casa più economica in affitto parte da 5.000 dollari per una sola stanza da letto.

''E' una norma curiosa. I cani piccoli sono solitamente ben addestrati'' aggiunge Ventel con in braccio la sua Shih Tzu, Bianca. Ma a fronte delle critiche di molti degli inquilini con cani, altri proprietari di Fido difendono le norme, che evitano litigi fra cani nella lobby, aumentando così la sicurezza per gli animali. Gli scontri fra condomini e residenti a New York per cani non sono una novità. Nel 2012 in un palazzo dell'Upper West Side l'attore di soap opera, Nick Santino, ha prima ucciso il suo cane e poi si è tolto la vita dopo una lunga battaglia con il consiglio di amministrazione del suo palazzo per il suo pitbull.

 

 
 

Tratto da ilsole24ore.com  del 2 settembre 2014   di Enrico Morello

Alla carica di amministratore di condominio sono legate tutta una serie di possibili conseguenze, sia in ambito di responsabilità civile (verso terzi o verso gli stessi condomini) che in ambito di responsabilità penale. Tali possibili conseguenze sono via via cresciute nel tempo, ….. come chiarito dalla Corte di cassazione con due successive decisioni: la prima (22840/2006) che ….. si è basata sulla constatazione che «da qualche tempo l'incarico viene conferito a professionisti esperti in materia di condominio e in grado di assolvere alle numerose e gravi responsabilità ascritte all'amministratore dalle leggi speciali», e la seconda (25251/2008) ….. : «A tale figura il codice civile e le leggi speciali imputano doveri ed obblighi finalizzati ad impedire che il modo di essere dei beni condominiali provochi danni a terzi. In relazione a tali beni l'amministratore, in quanto ha poteri e doveri di controllo e poteri di influire sul loro modo di essere, si trova nella posizione di custode (...). Questi allora deve curare che i beni comuni non arrechino danni agli stessi condomini o a terzi, come del resto riconosciuto dalla giurisprudenza allorchè ha considerato l'amministratore del condominio responsabile dei danni cagionati dalla sua negligenza, dal cattivo uso dei suoi poteri e, in genere, di qualsiasi inadempimento dei suoi obblighi legali o regolamentari».

(Cassazione, sentenza 7103/2013) ….. qualora anche senza colpa grave ….. l'amministratore, nel venir meno ai propri obblighi contrattuali, causi un danno ai condòmini, ne dovrà rispondere personalmente. Per esempio, quando non abbia eseguito una delibera assembleare, se da tale omissione sia derivato un danno ai condòmini, oppure per aver eseguito una delibera che non andava eseguita in quanto contraria alla legge.

Per "salvarsi" da azioni personali di responsabilità che i condòmini gli possono rivolgere, in sostanza, l'amministratore deve esercitare il proprio mandato nel pieno rispetto delle norme di legge. ….. rimuovere prontamente le situazioni pericolose, relative alle parti comuni dell'edificio, dalle quali potrebbe derivare un danno a terzi …..

….. ed è quindi civilmente responsabile ….

(Cassazione, sentenza 24804/2008) ….. domanda proposta dai genitori di un minore direttamente nei confronti dell'amministratore per la presenza nel cortile condominiale «all'altezza di un metro dal piano di calpestio, di vetri con la superficie tagliente che costituivano una pericolosissima insidia»

(Cassazione, sentenza 25251/2008) danni ….. «dalla negligente omissione delle necessarie riparazioni al lastrico solare decise in delibera assembleare e non attuate dall'amministratore».

…… e penalmente responsabile …..

(Cassazione, sentenza 34147/2012) per una condanna per lesioni colpose gravi causate a un cliente della farmacia posta nello stabile condominiale dall'omesso livellamento della pavimentazione.

(Cassazione 31192/2014) ….. l'amministratore di condominio che a incarico finito, nonostante l'ordine in tal senso del Tribunale, non aveva consegnato al nuovo amministratore i conti e le carte condominiali.

Leggi tutto   http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-09-02/l-amministratore-paga-danni--085535.shtml

 

 
 

Da   lastampa.it   del 22 agosto 2014   di Alessandra Comazzi

«Quelli della notte» rivoluzionò la tv italiana e durò due mesi, esattamente dal 29 aprile al 14 giugno 1985. In tutto, 35 puntate, trasmesse su Raidue, quando capostruttura era Giovanni Minoli.

Ma come venne l’idea? Il modo è naturalmente bizzarro, connaturale al personaggio Renzo Arbore. L’inventore racconta che quello era un periodo difficile per lui, la madre malata, «io mi fermai parecchio a Foggia per starle accanto. Dovevo occuparmi anche della sua casa, delle vicende pratiche. Una bella sera, andai a una riunione di condominio. Che tutti detestano, sì. Eppure, fu proprio dopo una di quelle riunioni, vivaci e animate nella loro dialettica, che mi venne l’idea del programma». In effetti, lo studio della trasmissione si ispirava al salotto di casa Arbore, parole in libertà e talento sopraffino. «La filosofia della trasmissione? Ridere per ridere. Però con amore».

La Rai aveva bisogno di rinforzarsi sulla seconda serata dove scorrazzavano indisturbati i canali concorrenti: e così, mentre Enzo Biagi conduceva «Linea diretta» su Raiuno, Renzo Arbore irruppe nelle case con la forza dell’improvvisazione. Chi non è nativo digitale, e quindi già c’era, ricorda quella tarda primavera come un momento magico, destinato a prolungarsi, a dilatarsi, a regalare al tempo un’altra dimensione. Ascolti da fantascienza, per i giorni nostri: 800 mila spettatori di media la prima settimana, un milione e 700 mila la seconda, poi 2 milioni, e nelle ultime due settimane, 3 milioni a puntata, share fino al 51 per cento. E a proposito di ascolti, Arbore disse: «Io non condanno l'Auditel, e sono anche convinto che il campione sia significativo. E' che la Rai dovrebbe accettare che un programma vada in onda senza ascolti stratosferici. "Quelli della notte" non ebbe ascolti mirabolanti, ma ebbe una risonanza tale…». In effetti. La cara patria fu invasa dai tormentoni: «I premi in paglia», «Non capisco ma mi adeguo», «Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello», l’«edonismo reaganiano» «il brodo primordiale», il «fidanzato Scrapizza». Un effetto dirompente, una valanga, parlavamo tutti così, citavamo. Quanti, a bruciapelo, direbbero che il programma non durò nemmeno due mesi? Però, davvero, segnò la storia della televisione. Già terremotata, nel 1974, dall’arrivo del telecomando. L’oggetto cambiò le abitudini, divenne un totem, uno strumento di potere familiare. Tanto che proprio lo squisito showman, in «La vita è tutto un quiz», il brano-sigla di «Indietro tutta», altro programma-cardine, dicembre 1987-marzo 1988, cantava: «Il padre al figlio dice: senti un po’, solo un consiglio è quello che ti dò. Tu nella vita conti fino a quando, hai stretto in pugno il tuo telecomando».

Arbore fu grande innovatore inventando per il video il cosiddetto «cazzeggio». Soltanto che, senza il suo ferreo e colto controllo, senza i maestri dell’improvvisazione da lui coinvolti, il cazzeggio si trasformò in urlata chiacchiera. Dopo «Quelli della notte» e «Indietro tutta», ha sempre resistito alle sirene della tv. Tranne che, nel 2005, per una trasmissione notturna, «Speciale per me», sottotitolo «Meno siamo meglio stiamo», visibile proprio troppo tardi, anche intorno alle 3 del mattino. E non fece più programmi per non ripetersi, per non emularsi, per non citarsi, per non smentirsi. Nato a Foggia, a Napoli si laurea in giurisprudenza e comincia a suonare in una band dixieland. Nel 1964 partecipa a un concorso Rai che vince e che gli vale la nomina a «maestro programmatore di musica leggera». La notte è una costante nella sua poetica. La notte, le goliardate, le scene surreali sostenute da una ferrea determinazione a scoprire talenti. E dunque quei temerari della banda Arbore occupavano lo schermo senza prove e senza copione. Ma sorretti dalla solidità della conoscenza artistica, letteraria, dalla cultura musicale, dall’improntitudine. C’erano, in ordine sparso, Nino Frassica, Maurizio Ferrini, Andy Luotto, Riccardo Pazzaglia, Marisa Laurito, Simona Marchini, Roberto D’Agostino, Giorgio Bracardi, Massimo Catalano, e poi i musicisti, Gegè Telesforo, Sal Genovese, Stefano Palatresi, Gianni Mazza, Antonio (Maiello) e Marcello (Cirillo). Tutti personaggi scelti frequentando locali, set, gallerie d’arte, case di amici. «Dovevano avere la battuta pronta, essere in grado di realizzare una sorta di jam session parlata. Oggi non lo sa fare più nessuno».

L’obbligo alla cattiveria che sarebbe venuto dopo, certo lui, signore meridionale d’antico stampo, aduso alle buone maniere, proprio non l’avrebbe tollerato. Una volta subì pure uno scherzo, in onda. Ideato da Minoli e realizzato da Paolo Guzzanti: una falsa telefonata dell’allora presidente della Repubblica Sandro Petrini. Doveva essere una battuta, invece lo scherzo si prolungò. I burloni della notte.

 

 
 

Da     milano.corriere.it    di Andrea Galli   sabato 23  agosto 2014

La denuncia di Teobaldo e Michele: «Istituzioni fantasma, darsi da fare è un dovere. Siamo stanchi di degrado e criminali»

Ultime notizie dal fronte, le 15 di sabato 23 agosto 2014, Milano, case popolari dell’Aler di via degli Etruschi al civico 4. Teobaldo Rocca, inquilino di uno dei 75 appartamenti, moglie e quattro figli, ha appena riparato a proprie spese il faro dell’androne e sempre a proprie spese ha saldato una sbarra della ringhiera di cinta in cortile. La luce e le barriere ostacolano lo spaccio di droga. Nei giorni scorsi Rocca, 57 anni, ex ispettore delle case popolari e oggi impiegato della Regione, aveva sventato un’occupazione abusiva, e così aveva fatto la settimana prima, e la settimana prima ancora. Su 75 appartamenti, 10 sono liberi e non assegnati da un’eternità di tempo. Parecchi aspiranti invasori, sia italiani che stranieri, vengono in esplorazione, prendono informazioni, progettano l’occupazione. Poi non ci riescono perché trovano l’opposizione di Rocca (originario della provincia di Catanzaro, a Milano dagli anni Ottanta), e allora ripiegano sui palazzi confinanti col cortile di via degli Etruschi 4.

……… viene naturale domandare a Rocca chi glielo faccia fare di difendere il fortino e rovinarsi il fegato, di ricevere com’è successo minacce e vendette. Risposta: «È un mio dovere. Sembra quasi che ci sia una volontà delle istituzioni e degli enti di mandare in rovina il patrimonio delle case popolari. Non è mai colpa di nessuno: Regione, Comune o Aler... Tutti scaricano le responsabilità sugli altri. C’è come un vuoto di potere, di decisioni, di azioni. Prendiamo il mio caseggiato: la maggioranza è gente perbene ……. Ci si dà una mano. Gli interventi delle forze dell’ordine ci sono ma non sono risolutivi, anche e soprattutto nei casi di occupazione abusiva …... I residenti regolari sono stanchi che i quartieri dell’Aler siano in mano agli abusivi e ai malavitosi. È una quotidianità faticosa, estenuante: mancano le manutenzioni più essenziali ……

Leggi tutto http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_24/noi-custodi-vedette-antiabusivi-vite-trincea-inquilini-aler-6a509dda-2b66-11e4-9f19-fba1b3d7cb6f.shtml

 

 
 

Te ne accorgi solo dopo. Sei un tipo regolare e, quando esci, dai sempre le quattro mandate standard? Bene. Quando torni, inserita nella toppa la chiave d’acciaio lunga e con tutti i suoi «denti» nella parte finale, più corti o no, distanziati un tot l’uno dall’altro, sentirai il suono metallico rassicurante dei cilindri della blindata che si ritirano uno dopo l’altro. Apri e resti sotto choc: la casa è a soqquadro, i ladri hanno lavorato con calma. Ti hanno preso i computer, i gioielli, i contanti («Salvo le poche banconote nascoste in un libro, quelle non le hanno trovate», sospira una delle ultime vittime torinesi); i piccoli elettrodomestici, il phon, il forno a micro-onde, persino un vecchio cellulare dimenticato in un cassetto. 

Gli esperti di sicurezza spiegano che l’unica strada è dotarsi di serrature di ultima generazione, dotate di chiavi piatte e tracciate in modo che - ma solo per ora - i ladri non riescano a replicarle senza avere l’originale in mano. Stanno studiando come fare e c’è da scommettere che ci riusciranno molto presto. Ma le vecchie chiavi a doppia mandata proteggono ancora (si fa per dire) almeno il 70% delle case italiane, dove i sistemi di sicurezza attiva, allarmi e videocamere, sono percentualmente pochi o antiquati.

Cos’è la chiave bulgara? C’è gente che ha aperto siti web dedicati per descriverla in ogni minimo dettaglio, in tutte le varianti, creando un dibattito acceso sulle varie tecniche usate dai ladri per realizzarle. Proviamo a semplificare. Una volta individuato il target, la serratura viene esaminata. Bastano pochi minuti e una valigetta-kit con una serie di grimaldelli-chiavistelli di varie misure. All’interno viene inserita la cosiddetta «chiave morbida» in grado di leggere i codici della serratura, da sovrapporre poi a un secondo attrezzo, ruotandola lentamente da destra a sinistra. Il gioco è fatto. Basta tornare alla base e, con un piccolo tornio, si crea la chiave-master, perfetta quasi al millimetro. Dicono che ne esisterebbe anche una versione elettronica per le porte blindate di dimensioni più grandi, con i «pistoncini-spia» azionati da un telecomando. In questo modo la mappatura della blindata da violare sarà identica al tracciato originale.

 

 
 

Da    obiettivonews.it     15 agosto 2014

TORINO – Un’esplosione in un condominio di 5 piani in via Stradella a Torino, ha provocato il ferimento di quattro persone, due adulti e due bambini.

Al momento dello scoppio, la famiglia che risiedeva nell’appartamento adiacente a dove è avvenuto lo scoppio, stavano dormendo. Trasportati dalle ambulanze del 118 negli ospedali Giovanni Bosco e Maria Vittoria, non sono in pericolo di vita. L’alloggio dove è avvenuta l’esplosione era vuoto, in quanto i proprietari si trovavano in vacanza. I vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’edificio e la polizia stanno indagando sulle cause dell’incidente.

 

 
 

August 12, 2014 by David C. Swedelson - Senior Partner, SwedelsonGottlieb, Community Association Attorneys

Many HOA Owners Could Learn from Robin Williams and the “No Asshole Rule” (libro di Robert Sutton del 2007, pubblicato in Italia con il titolo “ Il metodo anti stronzi” da Elliot Edizioni)

Robin Williams is dead. We lost a great talent, a very funny man.  As one commentator wrote, the world is a lot less funny today.

I read an interesting article about Robin Williams and the No Asshole Rule. Not surprising, it is reported that Robin Williams was NOT an asshole. Apparently he treated others with warmth and respect. If only homeowners at community associations followed the No Asshole Rule. Just saying...

Robin Williams, rest in peace. You will continue to make us laugh with all the movies and other entertainment that you have left behind.

David Swedelson is a fan of Robin Williams. He is also a condo lawyer and HOA attorney and has had to deal with many owners who do not follow the No Asshole Rule.

 

 
 

da tribunatreviso.it

Vodafone Omnitel vince la battaglia ed il Comune, che ha sostenuto i cittadini, dovrà pagare seimila euro di spese.

MONTEBELLUNA. Cattive notizie per i residenti di Posmon: presto potrebbe arrivare una nuova antenna della telefonia mobile nel quartiere. La battaglia dei cittadini che già ad ottobre del 2011 si erano riuniti per dire “no” all’antenna Vodafone Omnitel è stata persa. A nulla è valsa la concreta solidarietà del comune di Montebelluna che per scongiurare l’istallazione di una nuova antenna nello storico quartiere, di fronte all’Ipsia e poco lontano dall’ospedale cittadino e di alcune scuole dell’infanzia e primarie, si era appellato al Tar. Di questi giorni la notizia della sentenza che non solo dà ragione a Vodafone Omnitel, ma condanna anche la municipalità al pagamento di circa 6 mila euro di spese processuali. «Sapevamo di aver poche possibilità», spiega il sindaco Marzio Favero, chiarendo le ragioni dello scarso ottimismo,«Avendo sentito il Comitato di quartiere e i cittadini in un incontro pubblico, abbiamo deciso di sostenerli, opponendoci all’istallazione dell’antenna sul condominio più alto di Posmon anche se aravamo consapevoli che il nostro regolamento comunale deve sottostare alle leggi superiori. Va infatti detto che il regolamento da ragione ai cittadini ma la legge dello Stato considera le antenne della telefonia come opere infrastrutturali primarie e pertanto non possono essere fermate, con un semplice regolamento comunale».

L’argomento è stato in parte affrontato all’ultimo consiglio con il riconoscimento del debito fuori bilancio, per le spese processuali e in quella circostanza il primo cittadino ha spiegato che non ricorrerà al Consiglio di Stato, contro la decisione del Tar, poiché i legali del comune hanno sconsigliato questa ipotesi, per la mancanza di appigli legali in favore di Posmon. Marzio Favero aggiunge poi un’informazione ulteriore.

«Ad onor del vero non ci preoccupa tanto il condominio interessato dall’istallazione dell’antenna, ma piuttosto le aree circostanti, visto che le radiazioni hanno una morfologia a fungo e ricadono dopo qualche centinaio di metri dalla fonte (quindi anche nell’area residenziale di Contea).

 

 
 

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Calabria: Litiga con vicina casa per motivi condominiali e le spara.

Da    il lametino.it

Reggio Calabria - Gli agenti delle volanti della polizia di Stato di Reggio Calabria hanno arrestato Cristian Pennestrì, 21 anni, per tentato omicidio nei confronti di una vicina di casa. Nel corso di un litigio per motivi condominiali, Pennestrì ha sparato cinque colpi di pistola contro la vicina di casa. I poliziotti sono intervenuti sul posto ed hanno trovato una grossa macchia di sangue all'interno dell'abitazione di proprietà della vittima che, poco prima del ferimento, era stata minacciata con un coltello dalla madre dell'arrestato. Successivamente il giovane ha raggiunto la vittima per strada e le ha sparato contro i colpi di pistola ferendola alla gamba destra. Il giovane prima è scappato e successivamente, accompagnato dal suo legale, si è presentato negli uffici della questura dove è stato arrestato. La madre di Pennestrì, secondo quanto reso noto dagli investigatori, è stata denunciata per il reato di minacce

 

 
 

Da  casaeclima.com

Somiglia a un elegante transatlantico bianco la Cité Régionale de l’Environnement, il nuovo edificio regionale ambientale ubicato al numero 90 dell’avenue du Général Leclerc a Pantin. Fra gli interventi realizzati, la combinazione di una facciata in DuPontTM Corian® Glacier White con la membrana traspirante DuPontTM Tyvek® applicata al di sotto di essa, per un totale di 2200 mq.

Permeabile al vapore  ma ermetica ad aria e acqua, facile da installare e resistente ai raggi UV, la membrana DuPontTM Tyvek® garantisce all'edificio una protezione, sia durante la fase di costruzione che nel lungo termine. Il colore bianco della membrana rende inoltre la barriera alla pioggia completamente invisibile dietro i giunti aperti tra i pannelli della facciata in DuPontTM Corian®, nei battenti e nei telai delle finestre.

Le proprietà versatili e tecnologiche di DuPontTM Corian® hanno consentito di rispettare le precise tolleranze e le complesse specifiche tecniche richieste per questo progetto, tra cui la termoformatura in cinque diverse angolazioni. In totale, sono stati realizzati 584 pannelli di 3 diverse dimensioni (fino a 4.10 metri di lunghezza) e dello spessore di 12 mm, lavorati in laboratorio per ridurre al minimo gli sprechi.

Leggi tutto   http://www.casaeclima.com/ar_19037__In-cantiere...-Case-History-involucro-du-pont-facciata-Tecno-superficie-e-membrana-traspirante-per-la-facciata-di-un-edificio-istituzionale-francese.html

 

 
 

Da ilgiorno.it di Andrea Morleo

Addio alla città e alle sue regole. Da quasi due anni Leone Silva - 38 anni, originario di Besana Brianza - ha scelto come nuova casa le pendici del San Martino. «Una scelta libera e non dettata da ragioni di necessità», ci aveva raccontato Leo.  Leo è uno dei tanti homeless che ha scelto di vivere in questa zona. «Nella mia vita ho fatto mille lavori ma da nessuna parte sono resistito molto. Non è tanto la voglia di lavorare che mi mancava, quanto il sopportare le regole e tutti i rompiscatole che ti stanno intorno». Leo ha resistito finché ha potuto, «perché mica si può vivere di aria». Ma poi un bel giorno ha detto basta: «Ho fatto il barbone in città per un po’ e poi mi sono stabilito qui». La sua casa è una grotta ricavata da un masso staccatosi chissà quanti millenni fa dal San Martino. Davanti all’ingresso un lembo di terra che si affaccia a strapiombo sul bosco sottostante. Di fronte una vista mozzafiato: il lago, incastrato tra la città, il Monte Barro e, in fondo, la Brianza.

La sua giornata parte a metà mattina quando Leo scende verso Lecco, raggiunge la Caritas per una doccia e un pasto caldo. «Poi faccio un salto in biblioteca dove prendo in prestito dei libri e poi risalgo». Il pomeriggio è dedicato alla sua vera passione, la scrittura, che poi è la ragione di una scelta così controcorrente. «Ho la presunzione di vedermi come un artista e il sogno di vivere con la scrittura», ci aveva raccontato. Oggi Leo debutta con «Il sasso e altri racconti», una raccolta di scritti nati durante la sua esperienza nella grotta. Nove scritti difficili, tra l’umoristico e il surreale, pubblicati in una raffinata e selezionata collana dall’Associazione Culturale Brianze di Briosco, che da anni insegue particolarità ed eccellenze del territorio.

Leggi tutto http://www.ilgiorno.it/lecco/cadavere-grotta-1.108734#1

 

 
 

Applausi. Commozione per la consegna delle case nuove. Emozione per le parole di Stefano Cipriani (Gaia

Costruzioni che ha realizzato il palazzo  http://www.impresacipriani.it/ ) che poco si è soffermato a descrivere i lavori fatti, per concentrasi sui ringraziamenti alle maestranze: scroscio di applausi. Evidentemente hanno lavorato bene. E si vede: appartamenti belli quanto efficienti, tutto classe A, acqua piovana per i water, pannelli solari collegabili alle batterie per essere energicamente autosufficienti, finiture a scelta con capitolati a prezzo base e il resto di gusto e portata economica personali di ciascun condomino. Il risultato? Locali bellissimi, come ognuno li ha voluti.

Un esempio di buone prassi di cui L’Aquila ha bisogno perché, a quanto pare, per la cronaca c’è sempre spazio mentre per i casi di eccellenza o di successo è scontato il silenzio. Non è facile agire laddove si muovono miliardi, soprattutto se quei miliardi girano sul movimento terra, un ambito nel quale la storia ci mostra quanto sia facile cadere nelle trappole di chi maneggia grande liquidità. …………….

“E’ solo l’innovazione che ci ha guidato nel progetto e nella realizzazione, la stessa che ci ha portato ad acquisire l’esclusiva per il territorio aquilano della Stanza Antisismica: la stanza a prova di terremoto, installabile in qualunque casa per proteggere la vita propria e dei familiari: un brevetto internazionale del quale andiamo fieri, anche perché è di un nostro corregionale, Antonio D’Intino, nonché partner dell’aquilana Rete d’Impresa come Madis Costruzioni”. http://www.madiscostruzioni.it/cellula-antisismica.php

Ringrazio i condòmini – ha detto Pechi Mantini, direttore dei lavori e progettista – perché purtroppo a rallentare i lavori sono spesso i litigi tra i proprietari degli immobili: qui abbiamo remato tutti nella stessa direzione, ed è questo che ci ha consentito di restituire alla Città e alla sua gente questo condominio. Solo per chiudere – ha concluso con le lacrime agli occhi – voglio ricordare la targa che abbiamo apposto all’interno dell’edificio: è dedicata a quelli che non ci sono più e che non hanno potuto rivedere la propria casa rimessa in piedi. Tra questi c’è mio padre”.   ………….

Leggi tutto  http://www.ageabruzzo.it/2014/08/laquila-condominio-astro-quando-vincono-le-buone-pratiche-25205

 

 

 
 

La biblioteca condominiale di via Rembrandt 12 a Milano è un luogo di ritrovo molto frequentato dagli abitanti del quartiere (e non solo) che non vanno in vacanza. E' la prima biblioteca di condominio della città nata da un'idea di Roberto Chiapella che l'ha aperta da un anno e mezzo con grande successo sfruttando una portineria in disuso e dandosi il cambio, per mantenerla aperta, con gli inquilini degli otto piani di appartamenti. Oggi negli scaffali ci sono cinquemila titoli, frutto di donazioni, senza contributi da parte delle istituzioni cittadine. In estate il locale è particolarmente frequentato: il pubblico, soprattutto in agosto, è fatto di persone di età medio-alta e con una gran voglia di leggere e di stare insieme. La biblioteca di via Rembrandt è aperta tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e sabato) dalle 16 alle 18

 

 
 

Gli architetti di tutto il mondo stanno cercando di contrastare la carenza di verde nelle nostre “giungle di cemento” con proposte tanto ambiziose quanto tecnologiche, sicuri che la sfida del fabbisogno alimentare e dell’agricoltura biologica si possa vincere proprio nell’ambiente urbano. Si tratta delle Vertical Farm, le fattorie verticali, i cui progetti continuano a proliferare in modo vertiginoso.

E se lo stesso principio fosse applicato anche per creare dei polmoni verdi come i boschi o le foreste?  È proprio questa l’idea del nuovo Bosco Verticale, un italianissimo progetto di riforestazione urbana che si sviluppa in altezza, ideato da Stefano Boeri Architetti, talmente innovativo e originale da aver catturato l'attenzione anche del prestigioso Financial Times, che lo descrive come “la nuova torre più eccitante al mondo”. E ne ha ben d’onde visto che, per la prima volta, un grattacielo ospiterà querce, cedri e pini pronti a far da filtro antismog e a offrire ombra d’estate e luce d’inverno, quando i rami si spoglieranno dalle loro foglie. Nonché a dar manforte ai pochi esemplari “cittadini” già presenti, che combattono strenuamente contro il grigio del cemento.

Concepito per essere realizzato a Porta Nuova, il nuovo quartiere milanese che viene su al ritmo di un piano ogni quindici giorni, Bosco Verticale, che nasce per contribuire a rigenerare l’ambiente e la biodiversità urbana senza implicare un’espansione del territorio delle città, è un complesso composto da due torri residenziali di 110 e 76 metri. La sua particolarità è che ospiterà circa 900 alberi alti dai 3 ai 9 metri, diverse piante floreali e arbusti, distribuiti in relazione all’esposizione al sole di ogni facciata delle torri. In termini di quantità di alberature il Bosco Verticale di Milano equivale a una superficie boschiva di circa 10.000 mq, mentre, se “sparsa” sul territorio in “orizzontale”, l’intera costruzione equivarrebbe a 50.000 mq di villette unifamiliari.

“Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia”, spiegano dallo studio di Stefano Boeri. E, in effetti, i vantaggi ricavati dalla realizzazione di questa innovativa soluzione architettonica sono davvero tanti: la costituzione di un microclima, l’assorbimento di CO2 e polveri sottili, la produzione di umidità e di ossigeno, la riduzione dell’inquinamento acustico e il riparo dal vento. Un sistema di energia fotovoltaica (500 mq di pannelli), eolica e geotermica garantirà, poi, l’autosufficienza delle due torri, mentre l’irrigazione delle piante avverrà per larga parte attraverso un impianto centralizzato di filtrazione dell’acque grigie.

Inoltre, la gestione del verde nel Bosco Verticale sarà centralizzata e affidata a una agenzia che avrà uno sportello aperto al pubblico, in modo che ogni “cellula” di manutenzione del verde verticale potrà essere utilizzata per la raccolta di dati utili a valutare nel tempo la funzionalità ecologica del sistema, “un know-how tramandabile e divulgabile, che cresce ed evolve insieme con il Bosco Verticale”.

Sarà questo il futuro sostenibile delle nostre città? Di certo questa nuova architettura “vivente” potrebbe indicarci la giusta strada per migliorare il panorama e l’ambiente urbano e portare in città tutto il bello della naturalezza.

 

 
 

Da   http://milano.repubblica.it

La rabbia dei residente negli appartamenti dell'Aler in viale Mar Jonio 7 al quartiere San Siro. "Loro, gli Al primo impatto il casermone di viale Mar Jonio numero 7, a Milano, sembra crivellato dai colpi di un mitra, poi ti avvicini bene ed è solo l’intonaco grigio che si sgretola. Nessuna guerra in corso o forse sì, fra questi caseggiati popolari: il politicamente corretto vorrebbe si dicesse tra chi rispetta le regole e chi no, ma qui la pazienza è finita da un pezzo e a certe sottigliezze non ci si pensa più. Guerra è quindi, ma «tra noi e loro». “Noi”, gli italiani. “Loro”, marocchini, romeni, tunisini, indiani e tutto il resto, decine di etnie diverse e un’integrazione che non esiste.

Nella sede del comitato di quartiere San Siro ci sono ritagli di articoli di giornale, una foto di Giuliano Pisapia sorridente, il gagliardetto dell’Anpi, un carrello della spesa con le confezioni di aranciata rimaste dalla festa organizzata insieme con il Sunia Cgil. Siamo al pian terreno, al terzo piano (l’ultimo) sta venendo giù il soffitto o poco ci manca: una volta lì in cima ci stava proprio l’associazione dei partigiani, poi l’ufficio è diventato inagibile. Una quindicina di sciure imbufalite si sono date appuntamento per prendere il tram, direzione Palazzo Marino. Andranno dai consiglieri comunali, dagli assessori, dal sindaco, a dire che loro hanno paura finanche di andare in vacanza.

«Quelli ti sfondano la porta, prendono le tue cose, le buttano dalla finestra, cambiano la serratura e tu resti a spasso», racconta la signora Carla. «È successo anche a una signora che era stata ricoverata all’ospedale, stessa faccenda», le fa eco Leda. È razzismo o cosa? Sembra tutto molto più complicato, in realtà. «Questo era un quartiere popolare e operaio bellissimo, forse il migliore della città — ricorda Lucia Guerri, una vita qui — abbiamo assistito all’emigrazione dal sud, fu massiccia, ma era diverso: condividevamo la lingua e la religione. Ma con loro, no, con loro è impossibile...». Loro fanno (o pare facciano) questo: «occupano le case»; raccolta differenziata «nemmeno a parlarne, uno schifo»; cura nel vivere collettivo, «ma figuriamoci!, sono prepotenti».

Magari cose piccole, sgarbi piccoli, ma dai oggi e dai domani «qui è il degrado totale, siamo alla mancanza di civiltà, non c’è più solidarietà, non c’è più coscienza», spiega Giulia, nipote di Lucia. Il corto circuito sociologico è di quelli belli impegnativi, soprattutto per la sinistra. Basta evocare l’ultimo scontro di qualche giorno fa. «Qui abbiamo un monumento dedicato ai partigiani del quartiere, i martiri della nostra Resistenza — riprende la Guerri — e loro cosa facevano? Giocavano con la corona di alloro, ce l’avevano tra i piedi, si rende conto? I nostri morti, la nostra storia. Non hanno rispetto di nulla».

Di sfondo più che le occupazioni abusive in sé c’è il racket, delle occupazioni abusive. Con “agenti immobiliari” che alla modica cifra di qualche migliaio di euro ti individuano l’appartamento giusto, te lo aprono e te lo consegnano. Tra gli immigrati si sparge la voce, hai un parente che arriva dalla Tunisia e cerca un tetto? Ecco, basta chiedere. L’altro comitato distante poche centinaia di metri, invece, è quello del Cantiere, legato ai centri sociali: combattono gli sgomberi e promuovono le occupazioni. Il solo nominarli scalda ulteriormente l’atmosfera. «Non si rendono conto che fanno il gioco degli speculatori. E intanto noi onesti siamo abbandonati, la situazione è esplosiva — ragiona Silvia — le istituzioni ci devono dire cosa vogliono farne di questo quartiere».

Difficile individuare di chi siano di preciso le colpe, ma è soprattutto l’Aler a finire sulla graticola. «Gestita in modo fallimentare, manutenzione scadente, controlli inesistenti, se paghi l’affitto ti senti quasi uno scemo». Quanto al Comune, invece, «non capisce: l’assessore Marco Granelli ha mandato due pattuglie che stanno fisse ad un angolo della strada — dice Giulia — ma a cosa serve?

 A nulla. Serve un presidio mobile, non le statuine». Più tardi in consiglio comunale sempre Granelli proverà a rassicurare: «Abbiamo posto il problema al prefetto. C’è un piano di intervento per contrastare le occupazioni abusive, anche in agosto». stranieri, sfondano la porta, cambiano la serratura e ci lasciano a spasso. Qui c'è il racket"

 

 
 

VOGHERA. Da oltre un anno le bollette di gas e luce del condominio San Rocco di largo Toscanini non venivano pagate ad Asm, fino a creare un «buco» di circa 40mila euro. Quei soldi, per stessa ammissione dell’ex amministratore, Amedeo Para, sono stati prestati a persone di sua fiducia che però non glieli hanno mai restituiti. E ora il professionista, oltre a rischiare una denuncia penale, è nel mirino degli inquilini che hanno promosso una causa civile nei suoi confronti (con il patrocinio dell’avvocato Laura Muggiati), sperando di recuperare almeno parte della somma dovuta alla ex municipalizzata. Ma si tratterebbe solo della punta dell’iceberg di una vicenda - e di una somma finita indebitamente in tasche altrui - dalle dimensioni ben più consistenti. I residenti di altri due condomini nel portafoglio incarichi di Para, la cui situazione sarebbe analoga a quella del San Rocco (già sede, ironia della sorte, degli sportelli Asm al pubblico), si sono rivolti a un legale, che sta esaminando i conti in attesa di un’eventuale iniziativa di tutela in tribunale.

I loro sfortunati colleghi di largo Toscanini, intanto, sono infuriati. Ce l’hanno sia con l’ex amministratore, sia con Asm……  

Leggi tutto  su    http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2014/07/22/news/ha-prestato-i-soldi-dei-suoi-condomini-1.9642100

 

Unicasa garantisce il denaro gestito dagli amministratori del gruppo: la sicurezza per tutti i Clienti

 

 
 

Amministratori di condominio in vacanza?

Secondo la Cassazione (sentenza numero 9148/08), l'amministratore non è un dipendente del condominio ma un mandatario che agisce in nome e per conto dei condomini, garantendo la gestione delle parti comuni. Tuttavia egli non è dispensato da alcuni doveri. Ecco tutto quello che dovete aspettarvi dal vostro amministratore prima delle ferie e per non avere brutte sorprese al  rientro.

Con l'arrivo dell'estate, anche all'amministratore spettano le sacrosante ferie, anche se queste non sono previste nel contratto di mandato: l'accordo sancito con la nomina assembleare contempla la gestione annuale e continuativa del condominio.

Dal web riportiamo alcuni accorgimenti che possono lasciare i condòmini tranquilli e garantire all'amministratore un giusto periodo di relax: “Saldare le utenze ………, Manutenzione degli impianti …….. basta una telefonata all'amministratore ……. e quindi la reperibilità …… La particolarità della professione, prevede tuttavia che l'amministratore lasci sempre dei recapiti in cui essere reperibile anche solo un paio di ore al giorno ……..

Cosa fa Unicasa?

La sede centrale non chiude mai……..

Il numero verde è attivo 24/24 ore 7/7 giorni…….

Ogni chiamata viene inoltrata in tempo reale via mail anche al vostro amministratore, oltre che al fornitore che garantisce il presidio e al supervisore della sede centrale………..

 

 
 

Salvatore Giordano, il 14enne colpito dai calcinacci caduti dalla Galleria Umberto I di Napoli, è morto sabato 12 luglio dopo 5 giorni d’agonia.

La Procura della Repubblica di Napoli ha emesso 45 avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta.  I reati ipotizzati sono omicidio colposo e crollo colposo.

I provvedimenti, che portano la firma del procuratore aggiunto Luigi Frunzio e dei pm Stefania Di Dona e Lucio Giugliano, sono stati notificati agli indagati dai carabinieri della compagnia Napoli Centro. Tra i destinatari figurano tre funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Napoli nonché l’amministratore ed i 39  proprietari del condominio di Piazzetta Matilde Serao n. 7.

Gli avvisi – come sottolineano fonti giudiziarie - sono atti dovuti, in attesa che si chiariscano le responsabilità, per consentire alle persone potenzialmente chiamate in causa di nominare propri consulenti per l’autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo. Gli inquirenti stanno lavorando su due fronti: da un lato l’accertamento delle responsabilità relative alla manutenzione della facciata dove si è verificato il crollo, dall’altro si valuta l’ipotesi di eventuali omissioni in considerazione del fatto che nei mesi scorsi si era verificata la caduta di calcinacci dagli stucchi decorativi, che non avevano provocato danni ai passanti ma avevano determinato per alcuni giorni il transennamento dell’area sottostante. A tale proposito i carabinieri hanno acquisito una serie di documenti, fotografie e filmati, anche presso le redazioni di organi di informazione.

La morte del ragazzo ha provocato sgomento e commozione in città. Sul tratto di marciapiede di via Toledo, dietro le transenne, molti passanti hanno deposto mazzi di fiori e biglietti con messaggi dedicati alla giovane vittima. Per l’intera notte nell’obitorio del Policlinico, i genitori hanno vegliato la salma. La famiglia Giordano ha nominato un proprio perito, l’ingegnere Alessandro Lima, per sopralluoghi e rilievi fotografici nella galleria. Con loro gli zii e gli amici di Salvatore. Il sottosegretario Graziano Delrio ha peraltro chiamato  i familiari del quattordicenne esprimendo la vicinanza della presidenza del Consiglio al padre che ha ribadito la sua richiesta di giustizia.

Uno degli esercenti ha chiuso le serrande dei suoi negozi in Galleria, ed ha esposto cartelli listati di nero con la scritta “Addio Salvatore, mi sento indignato”, senza aspettare il giorno del lutto cittadino disposto dall’amministrazione comunale. “Provo rabbia e indignazione per quanto è accaduto a Salvatore e per questa mia città – ha detto Antonio Esposito proprietario di negozi di prodotti tipici, meta di decine di turisti – e oggi non mi andava proprio di alzare le serrande come se nulla fosse successo”. Esposito è da tempo promotore di numerose iniziative per il recupero e il decoro della galleria Umberto. “Molte persone come me si prodigano ogni giorno per proporre ai visitatori il meglio di questa città e della sua cultura – ha commentato il negoziante – ma queste cose, quello che è successo a quel ragazzo, ci riportano con i piedi a terra ricordandoci che oltre all’aspetto esteriore c’è ancora molto, molto da lavorare su tutto il resto.

Per la Procura di Napoli, il Comune partenopeo è parte offesa nel procedimento penale. In serata, all’Avvocatura del Comune di Napoli, è stato notificato un “avviso di accertamento tecnico non ripetibile per la persona offesa da reato” che individua il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, “quale legale rappresentante del Comune, come persona offesa”. Intanto il sindaco ha firmato un’ordinanza per la verifica di eventuali pericoli e la messa in sicurezza di cornicioni, aggetti ed elementi decorativi della Galleria Umberto.  L’ordinanza fa seguito al provvedimento emesso ieri dalla Procura della Repubblica con il quale si dispone di garantire condizioni di sicurezza all’interno della galleria. In base all’ordinanza i lavori all’interno della galleria potrebbero cominciare già venerdì mattina.

Leggi tutti i nomi degli avvisi di garanzia su http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/07/13/news/galleria_umberto_ecco_gli_indagati_quattro_drigenti_comunali_pi_gli_inqu-91410939/

 

 

 
 

Da http://www.estense.com

Poteva essere una tragedia, se non fosse stato per un passante che questa mattina, poco prima delle 8, ha sentito un forte odore di gas e, dopo aver notato uno strano allacciamento alla condotta del gas, ha dato l’allarme. Nel corso della notte, infatti, qualcuno aveva tagliato il tubo del gas che corre lungo il muro esterno tra i numeri civici 1 e 3 di via Calcagnini, inserendo un innesto nella parte mozzata e infilando su questo un tubo corrugato bianco lungo 17-18 metri. Il tubo era stato quindi infilato all’interno di una finestra, risultata forzata, al piano terra, con il gas che aveva cominciato a diffondersi nel condominio.

Un atto criminale che poteva provocare una tragedia alla minima scintilla. Una volta dato l’allarme, sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco, la polizia di Stato e la polizia municipale, oltre ai tecnici del gas di Hera. Sono quindi state avvisate le famiglie del condominio, quattro in tutto, e fatte evacuare per poter intervenire e rimettere in sicurezza la situazione, areando poi gli ambienti prima di far rientrare gli occupanti nei rispettivi alloggi.

Sull’episodio, che è inequivocabilmente di natura dolosa, ora sta indagando la squadra mobile della questura. Fra le piste che si stanno seguendo anche quella di una sorta di “regolamento di conti” fra una persona esterna, che con il suo gesto avrebbe potuto provocare una strage, e uno degli inquilini del condominio.

 

 
 

Da www.asca.it

Roma, 16 lug 2014 - L'autorita' garante della privacy ha dichiarato illecito il trattamento di dati personali effettuato da un amministratore che aveva inviato un sollecito di pagamento al datore di lavoro di un condomino in ritardo con il saldo di alcune rate anziche' a lui personalmente. Il sollecito, inviato su richiesta del proprietario dell'appartamento affittato al condomino moroso, era stato spedito - spiega una nota - ad un indirizzo email accessibile da chiunque sul posto di lavoro e riportava anche l'ammontare del debito. L'Autorita', intervenuta su reclamo dell'interessato, ha accertato che l'amministratore e' incorso in un trattamento di dati non conforme alla legge, perche' lesivo della dignita' della persona ed effettuato senza consenso del condomino, che non aveva autorizzato quel tipo di comunicazione. Il Garante, inoltre, ha prescritto all'amministratore di adottare le misure necessarie in grado di assicurare effettivamente il rispetto delle regole poste dal Codice privacy a tutela della comunicazione di dati personali a terzi e di impartire adeguate istruzioni in merito al personale in servizio presso il proprio studio. La circostanza che l'amministratore non fosse presente nello studio, di cui e' titolare, quando e' stata inviata la mail non lo esonera dalla condotta tenuta dai propri dipendenti ne' fa venir meno la sua qualita' di ''titolare del trattamento'' e quindi la sua responsabilita' per l'illecita comunicazione. Con un autonomo procedimento il Garante si riserva di applicare un'eventuale sanzione amministrativa per l'illecito commesso.

 

 
 

Da www.ilsecoloxix.it  di  Guido Lombardi, regista e scrittore

……un miracolo come la Festa del Condominio 22, di via Ippolito Pindemonte, nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma.  Chi ha partecipato di persona alle assemblee di condominio, o ne ha sentito raccontare, sa che sono situazioni dove è facile dare fuori di testa, nutrire odi eterni verso i vicini di casa, spesso per ripicca o futili motivi. Veri psicodrammi vissuti, conflitti incarogniti senza fine. Quando aggiungi che il Condominio 22 è formato da sei palazzine e gli abitanti sono quasi un centinaio e, che si mangia, si beve, tutti insieme, si fa musica, la meraviglia è massima. Invece la festa si ripete ormai da alcuni anni, proprio intorno ai giorni glorificati dal sole del solstizio d’estate. Come ogni anno negli androni delle palazzine è stata affissa la locandina della festa. Nell’ampia varietà delle feste, l’evento è così insolito che devo proprio raccontarlo, anche perché è il mio condominio.

Inizia sempre così, in modo discreto, al centro dell’ampio cortile dove si affacciano le palazzine, nel pomeriggio l’intraprendente gruppo dei promotori, che hanno portato al successo la festa, ….  e con la collaborazione di altri volonterosi residenti, ha allestito un lungo tavolo e un banco di mescita, addobbato con serti floreali, dove vengono serviti il mojito e gli alcolici. Altri tavoli, tavolini con sedie, poltrone, sono stati portati fuori dalle varie abitazioni per essere sistemati qui e là nel cortile. Alcuni festoni colorati, dei punti luce, (si va avanti fino a notte inoltrata), ed ecco che il cortile si è colorato da festa popolare, con semplicità, alla buona. Spazio piuttosto anonimo di passaggio, il cortile per una notte era pronto a diventare la piazza sociale degli abitanti, e non solo loro, del condominio di via Pindemonte 22.

Verso le otto di sera sono cominciati ad arrivare i primi partecipanti, residenti, amici, conoscenti che abitano nella via, o nel quartiere e anche più lontano. La festa riscuote ormai un grande successo, ha una sua risonanza, attira tante persone che non abitano nel condominio …. Nel cortile si è formata come al solito una gran folla. Via, via sul lungo tavolo si sono accumulati cibi caldi e freddi. ….  Quasi fosse una gara, cuoche e cuochi si sono sbizzarriti nel preparare piatti tradizionali ma anche sfiziosi, speciali, dai sapori esotici, elaborati per l’occasione. Tanti i dolci, a cominciare da ogni tipo di torta. E tanta frutta, intera o in macedonia. Vini, birre, bibite, acque minerali occupavano un tavolo a parte. …. Offrire cibo è un ancestrale gesto rituale di amicizia, mette in comunicazione le persone, noi e l’altro.

…. Tante le facce conosciute, altrettante quelle nuove. Insieme intorno al cibo, a conversare, scambiare battute in allegria. …. La festa è la pancia sociale del Condominio 22. Un collante della comunità. Al culmine delle libagioni credo che le persone presenti siano state oltre il triplo dei condomini residenti.

Altri cibi sono arrivati fino a notte. Una abbondante varietà di prelibatezze …. Verso le tre di notte ogni casseruola, teglia, piatto era stato ripulito a lucido.

…. A ogni festa non è mai mancato l’intrattenimento musicale. Canzoni in romanesco, romanze, quest’anno si è esibita una street band di fiati e percussioni. …. Un proverbio popolare recitava: “Per ogni corna di lumaca mangiata la notte di San Giovanni una sventura è scongiurata”. Noi abbiamo la nostra festa di Condominio, senza le lumache, ma con tanta gente che mangia, beve e conversa, con un’aria euforica, di gioia, di piacere.

…. fare festa tra condomini fa diventare piccole, piccole le liti tra vicini di casa. E scopri quanto sia importante l’amicizia. Infine per tutti quelli che non ci credono, e dicono, scuotendo la testa con un sorriso sarcastico, ah! penso alle assemblee del mio condominio, è una guerra continua. Non è mai troppo tardi, diciamo noi, ….

Leggi tutto  http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2014/07/16/ARyikVEB-festa_chiavari_condominio.shtml

 

 
 

La denuncia arriva da un amministratore di condominio che ha chiesto aiuto alle forze dell'ordine locali.

“E' una situazione gravissima e alla fine come amministratore di Condominio mi sono rivolto a Polizia e Carabinieri affinché intervengano un po' più assiduamente". A lanciare questo grido d'allarme è l’amministratore del condominio sito in corso Mazzini 501. Le famiglie dei cinque appartamenti che compongono questo edificio che sorge a ridosso dell'Hotel Montecarlo, da diversi anni hanno a che fare con una situazione di disagio molto grave.

"Si tratta di vagabondi, nullatenenti, nullafacenti, mendicanti, il più delle volte ubriachi e molesti che con il loro comportamento provocano disturbi di vario genere, oltre a danneggiare il decoro del palazzo dove insistono attività commerciali molto frequentate.  Queste persone fanno schiamazzi notturni, hanno danneggiato alcuni cancelli, abbandonano la sporcizia nelle aiuole, usano l'area come un gabinetto, hanno fatto molestie sessualmente esplicite alle donne e minacce agli uomini".

Una situazione che ha dell'increscioso e che sta provocando non poca preoccupazione nei residenti di questa palazzina. In più di un'occasione sembra che questo gruppetto sia stato pizzicato mentre si introduceva nel cortile per dormire in qualche anfratto o usarlo anche come gabinetto.

Leggi tutto  http://www.sanremonews.it/2014/07/09/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/sanremo-condominio-tenuto-sotto-scacco-da-un-gruppo-di-occupanti-stranieri-pericolosi.html

 

 
 

da infooggi.it di avv. Raffaele Basile  del 10 luglio 2014

Le “relazioni affettive” tra uomini e animali domestici riguardano un crescente numero di persone. Ciò crea talvolta l’insorgere di problematiche tra chi ama avere con sé una bestiola “da compagnia” e chi invece ha un’altra “filosofia” di vita e magari non sopporta di dover  incrociare ( o “sentire”) animali nel proprio habitat di residenza. Habitat che per molti è costituito dai moderni condomini dove la carenza di spazi è di per sé capace di creare potenziali conflitti.

Prima della riforma della legislazione in materia condominiale del 2012, era possibile l’approvazione di regolamenti condominiali che ponessero dei “veti” ai condomini riguardo al tenere animali “domestici” nella propria abitazione privata, ora non più. La normativa prevede infatti che un tale genere di divieto non sia legittimo. Questo per quanto riguarda le singole abitazioni. La disciplina delle aree comuni condominiali, invece, non si è occupata direttamente di questo aspetto.

Tuttavia, appare naturale che una conseguenza della libertà assoluta del condomino di avere animali nella propria abitazione sia quella che neppure si potrà impedire al condomino di usufruire della parti comuni insieme al suo animale. Ovviamente, ciò andrà fatto senza ledere i diritti degli altri condomini. Secondo un’interpretazione prevalente della normativa, sarebbero quindi nulli anche i regolamenti in vigore da prima del 2012, che contenessero divieti in tal senso In realtà le cose non sono tanto semplici per tutti gli animali che si volessero tenere con sé. Una cosa è tenersi in casa un cagnetto, altra un galletto starnazzante o un asinello.

La legge non definisce la nozione di animale domestico e questa è sicuramente una lacuna di rilievo. In mancanza di una definizione normativa, per animale domestico è allora verosimile intendere l’animale da compagnia, cioè quello che è consuetudine avere con sé per ragioni affettive. Un discorso a parte va poi fatto per la rumorosità dell’animale, che rientra nella disciplina dei rumori molesti che è dovere del condomino non creare. Vada allora per il cane in casa, ma il can che abbaia…troppo…potrebbe invece dar vita a legittime contestazioni da parte dei condomini con l’udito più sensibile.

 

 
 

Per poter procedere all'installazione delle valvole termostatiche occorre essere in possesso di un progetto. L'opera, infatti, deve essere progettata e messa in opera in modo tale da contenere al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica. Sulla base dell'elaborato, sarà possibile richiedere i preventivi alle imprese. Il tecnico dovrà essere incaricato anche per calcolare come la spesa del riscaldamento dovrà essere ripartita. In questo caso è obbligatorio il ricorso alla norma tecnica Uni Cti 10200 che, ad oggi, è quella del 2013.

L'attività del tecnico, però, non è limitata a queste due prestazioni. Infatti, il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in Comune, in doppia copia, oltre al progetto anche la denuncia dell'inizio dei lavori e la relazione tecnica, sottoscritta dal progettista, che attesti la rispondenza del l'opera alle prescrizioni di legge. L'inosservanza dell'obbligo è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a euro 516,46 e non superiore a euro 2.582,28.Questi costi dovrebbero essere ripartiti sulla base della tabella millesimale generale ai sensi dell'articolo 1123 comma 1 Codice Civile. Con la medesima tabella dovranno essere ripartite le spese delle opere effettuate in centrale termica conseguenti all'adozione delle valvole termostatiche.     

Diverso, invece, il criterio di riparto per quanto attiene ai costi delle valvole termostatiche e dei ripartitori necessari per la contabilizzazione. Benché il riscaldamento sia un bene comune, trova applicazione l'articolo 1117 Codice civile in base al quale la proprietà privata inizia nel punto di distacco dalla colonna montante della distribuzione. In questo caso, tutte le spese successive a tale punto sono di competenza del singolo condomino il quale pagherà in funzione del numero delle valvole e dei ripartitori installati nella sua unità immobiliare. L'incarico al tecnico, le opere e il conseguente nuovo criterio di ripartizione della spesa dovranno essere approvati con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà dei millesimi dei soli condomini serviti dall'impianto di riscaldamento (compresi coloro che si sono distaccati).

Il lavoro di installazione dei contabilizzatori di calore, poi, beneficia della detrazione Irpef del 65% delle spese sostenute. Il condominio ha un trattamento speciale: per pagare le spese, ai fini del super bonus, c'è tempo non sino al 31 dicembre 2014 (come accade per tutti gli altri lavori qualificati), ma fino al 30 giugno 2015. Dal primo gennaio al 30 giugno 2016, la detrazione per le spese sostenute da quel momento sarà del 50 per cento.

La procedura non è semplicissima, e molti optano per la detrazione del 50%: occorre l'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell'intervento ai requisiti richiesti (articoli 6-9 del Dm 19 febbraio 2007 e allegato A al Dm 11 marzo 2008) e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati elencati nello schema di cui all'allegato E del decreto 19 febbraio 2007, che va inviata telematicamente all'Enea entro 90 giorni dal collaudo dell'intervento.

Tutti i pagamenti vanno fatti con «bonifico parlante» , che deve indicare anche il codice fiscale dell'amministratore o del condomino che ha effettuato il pagamento, oltre che la causale del versamento (articolo 16-bis, Dpr 917/1986) e il «numero di partita Iva» o «codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato».

La detrazione del 65%, ripartita in dieci anni, spetta dall'anno di effettuazione del bonifico da parte dell'amministratore e nel limite delle rispettive quote imputate ai singoli condomini e da questi ultimi effettivamente versate al condominio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/MlZDuL

 

 
 

Fonte      condominioweb.com

Sempre meno condomini si possono permettere il dipendente Custode; sempre meno condomini concedono l’uso dell’abitazione al Custode dipendente (l’attuale normativa non da i “vantaggi” che si avevano un tempo con le maggiori ore lavorate dal “Custode con Abitazione”).

Cosa fare dell’alloggio (locali comuni) non più utilizzato dal dipendente?

L’accordo sulla vendita è sempre difficile ed in molti condomini si opta per la locazione: se ne  ricava una piccola rendita utile per coprire le spese condominiali (o comunque una loro parte) ed evitare anche che “si rovini” stando chiuso.

Cosa fare per arrivare a questo risultato?

Poteri dell'assemblea

Innanzitutto va detto che la decisione di locare l'alloggio del portiere dev'essere assunta dall'assemblea condominiale; le maggioranze necessarie non sono quelle previste per le innovazioni (cfr. Cass. 21 ottobre 1998 n. 10446) ma quelle ordinarie previste per le deliberazioni concernenti il miglior uso e rendimento delle cose comuni. Solo per i casi di locazione di durata superiore a nove anni è necessario il consenso di tutti i condomini (cfr. art. 1108 c.c.).

La decisione sulla locazione può essere assunta in due modi:

a) deliberazione di locare a seguito di specifica richiesta giunta in tal senso (es. Tizio chiede all'amministratore di poter prendere il locazione l'unità immobiliare del portiere);

b) deliberazione di mettere sul mercato locatizio l'immobile.

In tale ultimo caso è sempre bene che sia fissato un prezzo minimo, nonché la durata del contratto; ciò per far si che la discrezionalità d'azione dell'amministratore sia comunque esercitata entro ben precisi margini. Deliberata la locazione, spetta all'amministratore compiere tutti quegli atti necessari a porla in essere: si tratta di una semplice esecuzione di delibera ai sensi dell'art. 1130 n. 1c.c.

In questi casi egli avrà potere di firma del contratto, di riscossione dei canoni ed in generale di compimento di tutti quelle attività che solitamente sono poste in capo al locatore (cfr. artt. 1575 e ss. c.c.).

Se l'amministratore non ha richiesto uno specifico compenso per questa attività, per l'esecuzione degli adempimenti richiestigli in relazione ad essa non può richiedere alcun ulteriore compenso rispetto a quello indicato al momento dell'assunzione dell'incarico (cfr. art. 1129, quattordicesimo comma, c.c.).

Contratto prescelto e adempimenti connessi

Un'unità immobiliare destinata ad uso abitativo può essere locata in vari modi;

a) per periodi inferiori a trenta giorni senza particolari formalità (leggasi contratto scritto ma nessun obbligo di registrazione, cfr. d.p.r. n. 131/86);

b) per periodi transitori (minimo un mese massimo diciotto mesi) se sussistono ragioni tali (es. distaccamento del lavoratore dalla sede originaria e simili) da giustificare il ricorso a questa tipologia contrattuale;

c) utilizzando il contratto così detto 3+2 (a canone concordato);

d) facendo ricorso al contratto 4+4 anche detto contratto a canone libero.

Le norme cui fare riferimento per la regolamentazione connessa alle specifiche tipoligie contrattuali succitate sono le seguenti:

1) codice civile;

2) legge n. 392/78;

3) legge n. 431/98

4) d.m. 30 dicembre 2002.

Salvo il caso dei contratti di durata inferiore a trenta giorni, per tutte le altre tipologie contrattuali ricorre l'obbligo di registrazione del contratto di locazione.

Alloggio del portiere e spese condominiali

In che misura il conduttore dell'alloggio del portiere deve partecipare alle spese condominiali?

Non è semplice dare una risposta univoca alla domanda: molto dipende dall'appartenenza dell'alloggio.

Se si tratta di bene comune, evidentemente censito in catasto come unità immobiliare di proprietà dei condomini, sarà difficile poter dire che il conduttore parteciperà alle spese in ragione dei millesimi di riferimento, sempre nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 9 legge n. 392/78 (la norma che individua le spese a carico del conduttore).

A meno che svanito il vincolo di destinazione ad alloggio del portiere non lo si voglia considerare un bene in comunione tra tutti e quindi inserirlo nelle tabelle millesimali, la misura della partecipazione alle spese dovrà essere individuata al momento della stipula del contratto.

 

 

 
 

Da leggo.it  26 giugno 2014  

Un settantenne è stato denunciato per minaccia a pubblico ufficiale, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone ed atti contrari alla pubblica decenza. Aveva dato in affitto un appartamento per poi affidarlo in comodato d'uso a due romene di 20 e 23 anni in cambio di prestazioni sessuali. Accade a Caltanissetta, dove la Polizia ha scoperto un casa d'appuntamenti in un condominio di via Rosso di San Secondo.

A fare scattare le indagini sono state le lamentele dei condomini, stanchi del continuo via vai di uomini dall'abitazione. Durante i servizi di osservazione gli agenti hanno notato come le due donne erano solite stazionare nei pressi della stazione ferroviaria e spostarsi poi nell'appartamento. Quando hanno fatto irruzione nella casa, i poliziotti hanno sorpreso le due romene, che hanno confermato loro di utilizzare l'appartamento per prostituirsi e di ripagare il comodato d'uso al settantenne con qualche prestazione sessuale.

L'uomo, interrogato in questura, ha raccontato agli investigatori di ospitare le giovani romene per un atto di carità. Una versione che non ha convinto i poliziotti, mandando su tutte le furie il pensionato, che ha iniziato ad insultare gli investigatori. Per lui è così scattata la denuncia, mentre sono in corso indagini per identificare eventuali altri sfruttatori delle due donne.

 

 
 

da leggo.it     30 Giugno 2014    di Giuseppe Spoto

Oltre alle norme che regolano in generale le parti condominiali occorre fare riferimento anche alle disposizioni in materia sanitaria. I controlli sono affidati alle ASL che è competente per il rilascio del nulla osta dopo l’analisi chimica e batteriologica dell’acqua. Le spese relative devono essere corrisposte dal condominio. Ogni piscina condominiale, che è destinata esclusivamente agli abitanti del condominio ed ai loro ospiti, deve possedere i requisiti igienici e ambientali previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003.

Regolamento

 È sempre consigliabile l’approvazione di un regolamento interno che disciplini il funzionamento della piscina, fissando gli orari in cui è possibile usufruire del servizio, nonché altre regole per la corretta e civile convivenza. Il regolamento deve essere posizionato in una bacheca accessibile a tutti in modo che possa facilmente essere portato a conoscenza di ciascun utente. Va segnalata la differenza di profondità, nonché il divieto di tuffarsi nell’ipotesi in cui non vi siano appositi trampolini. Le norme igieniche prevedono l’obbligo della doccia e comunque il pediluvio prima del bagno. La fruizione della piscina condominiale può essere aperta anche ad eventuali ospiti, ma deve avvenire in modo da non ostacolare o intralciare l’utilizzo da parte degli altri proprietari, così è consigliabile nel regolamento inserire un limite massimo di ospiti che ciascuno può invitare, in base alle dimensioni della piscina.

Manutenzione

 Le spese di manutenzione vanno divise in proporzione ai millesimi di proprietà, salvo diverso accordo. Ai fini di una corretta manutenzione e fruizione dell’impianto deve essere garantito il ricambio dell’acqua e deve essere curata e controllata la percentuale di cloro. È obbligatorio lo svuotamento della piscina almeno una volta l’anno con il completo rinnovo dell’acqua. L’amministratore è responsabile della corretta manutenzione. La presenza di servizi igienici e di docce rende completo e funzionale l’impianto.

Bagnino

 È sempre consigliabile assumere un bagnino, anche se la figura dell’assistente dei bagnanti non è obbligatoria per le piscine condominiali, salvo che sia espressamente disposta dalla normativa regionale. La giurisprudenza in caso di incidenti in piscina applica l’art. 2051 c.c. (danno cagionato da cosa in custodia).

Classificazione delle piscine

 Le piscine private vanno distinte dalle pubbliche. Più esattamente le piscine vengono divise in 4 tipologie. Vi sono le piscine di tipo A che sono quelle aperte al pubblico o ad un’utenza identificabile con o senza il pagamento del biglietto di ingresso (a sua volta distinte in tre categorie A1: piscine pubbliche, come quelle comunali; A2: piscine ad uso collettivo, inserite in strutture adibite principalmente ad altre attività ricettive o al servizio della collettività come alberghi, palestre, agriturismi e simili; A3: piscine per il gioco acquatico; le piscine di tipo B che sono quelle condominiali, destinate all’uso esclusivo degli abitanti del condominio e dei loro ospiti, esclusi i condomini fino a 4 unità abitative; le piscine di tipo C le quali sono ad uso riabilitative e curativo, collocate all’interno di strutture propedeutiche; le piscine di tipo D al servizio di unità abitative monofamiliare, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari.

 

 
 

da genova24.it   del 30 giugno 2014

Mignanego. Denunciato per “minacce aggravate”. E’ l’accusa cui dovrà rispondere un pensionato residente a Mignanego per aver quasi preso a bastonate una donna.

Il 70enne, infatti, dopo una serie di vecchi dissapori condominiali, ha impugnato un bastone e ha minacciato la sua vicina, una donna di 42 anni, residente nella stessa palazzina.

Fortunatamente l’arrivo dei carabinieri del Nucleo Radiomobile ha evitato il peggio. L’anziano è stato denunciato e il bastone sequestrato.

 

 
 

Da  lastampa.it   del 26.06.2014  rubrica    simonetta.conti@mailbox.lastampa.it

Difficile la vita nel condominio se non ci sono buon senso ed educazione da parte di ogni condomino. Spesso, infatti, l’arroganza fa scattare liti inutili e spesso inconcludenti.

Il caso

«I bambini dei miei vicini - probabilmente poco seguiti e scarsamente educati - si producono in continui schiamazzi, urla e sproloqui che, oltre a offendere il buon gusto, rendono difficile la vita agli altri condomini (le più semplici attività anche soltanto ludiche, se non lavorative, diventano infatti impossibili, dal guardare un film a leggere un libro, a invitare ospiti).  Inoltre ogni giorno il pallone arriva nel mio giardinetto rovinando i fiori. Le lamentele ai genitori hanno avuto come unica risposta “Se non le sta bene, chiami i carabinieri”. Come posso tutelarmi?».

L’avvocato

«Il Regolamento di Polizia urbana di  ________  riconosce “il diritto dei bambini al gioco e alle attività ricreative proprie della loro età”, pur prevedendo che i singoli regolamenti di condominio possano introdurre limitazioni a tale diritto, in particolare entro determinate fasce orarie.

«Nel caso di specie non è dato sapere se una tale limitazione sia prevista; in ogni caso anche in assenza o fuori da tali fasce orarie, qualora gli schiamazzi superino la normale tollerabilità (il che deve essere valutato da un tecnico, nella specie dall’Arpa - Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente), trova applicazione l’art. 844 del codice civile che impone l’immediata cessazione delle immissioni acustiche intollerabili. «Infine, in un caso analogo, la Cassazione penale n.23862/ 2010 ha addirittura condannato i genitori di alcuni bambini troppo rumorosi al pagamento di un’ammenda per il reato di cui all’articolo 659, I comma, c.p., per non aver impedito ai figli di arrecare disturbo ai vicini».

Unicasa ITALIA vede nello sviluppo naturale delle civiltà democratiche, e quindi nella  crescente sensibilità sociale, l’aumento della domanda di tutela dei diritti:

- diritti a “fare”               esasperati sino a scordare il dovere del    Rispetto

- diritti ad “avere”         esasperati sino a scordare il dovere della Tolleranza  

Unicasa ITALIA da 2008 affronta il tema sociale con  ironia, con l’uso di fumetti, uno strumento agevole e anche divertente che consente, esasperando paradossalmente le situazioni e le conclusioni,  di prendere coscienza che le problematiche  in molti casi hanno la necessità di essere valutate con il  loro giusto peso.

I primi  sette episodi del progetto “Rispetto e Tolleranza” sono stati pubblicati nel 2008 in un simpatico opuscolo a colori distribuito in tutti i Local Point Unicasa ITALIA.

I protagonisti sono tre personaggi che vivono nel Condominio dove la mancanza di rispetto, con comportamenti portati fino all’eccesso, trova quale risposta l’assoluta mancanza di tolleranza che genera reazioni paradossali.

 

 
 

26 giugno 2014   da    diregiovani.it

Laboratori di artigiani, stalle, merci e case private con soprammobili e ceramiche per cucinare.

Nel Medioevo ecco il Colosseo in versione condominio, con tanto di sottoscala e corridoi, ingressi privati, sub-locatari che firmavano veri e propri contratti d'affitto e l'arena dei gladiatori come spazio comune.

La fase abitativa dell'Anfiteatro risale al Medioevo ed è venuta alla luce grazie agli scavi condotti dalla Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma in collaborazione con l'Università Roma Tre. Gli studenti, diretti da Riccardo Santangeli  Valenzani, professore di Archeologia medievale, e coordinati da Giulia Facchin, hanno scoperto uno degli accessi privati al Colosseo usati durante il Medioevo proprio all'interno di uno dei cunei, il numero 9. Si tratta di un ingresso con un cancello posto su una strada battuta che portava fino all'arena centrale, considerata nel condominio medievale "lo spazio comune, un disimpegno che non è mai stato occupato". Durante una delle scuole di scavo che vanno avanti dal 2011, lo scorso anno la squadra di aspiranti archeologi aveva trovato un muretto del XII secolo, traccia delle delimitazioni di proprietà private. Si', perché il Colosseo ha smesso di essere l'arena dei gladiatori "già nel VI secolo, ma dopo è sempre rimasto un segno fondamentale di Roma. Nel Medioevo- ha spiegato Santangeli Valenzani- è diventato un luogo di attività' commerciali, con magazzini e stalle. I cunei venivano anche trasformati in abitazioni". Segni tangibili della funzione abitativa, moltissime ceramiche rinvenute durante gli scavi che raccontano come cucinavano i medievali. Ma non solo: tra gli oggetti ritrovati, anche una piccola scimmietta in avorio, "probabilmente usata come pedina per giocare a scacchi o come soprammobile". La riconversione del Colosseo a uso abitativo "risale alla fine del IX secolo e dura fino al XIV, fermandosi con il terremoto del 1849. E' un'occupazione intensiva- ha detto il direttore del monumento, Rossella Rea- l'Anfiteatro era lottizzato e in gran parte affittato. Il denaro lo riceveva il convento dei frati di Santa Maria Nova, che si trova ancora qui vicino. Ci sono anche gli atti notarili di affitto e compravendita. Nel Settecento- ha detto ancora Rea illustrando gli scavi- qui ci vivevano anche degli eremiti, nella cappella ci sono le lapidi sepolcrali". Sotto al muro del XII secolo, gli archeologi e gli studenti, che stavolta hanno lavorato insieme a 9 colleghi dell'American university of Rome, hanno scoperto anche un condotto fognario Flavio perfettamente integro.

 

 
 

Perugia, aggredisce e spintona un inquilino: amministratore di condominio denunciato

Il fatto è accaduto nei pressi di parco S. Anna. Il giovane ha riportato una prognosi di 21 giorni

Perugia, aggredisce e spintona un inquilino: amministratore di condominio denunciato

E’ uscito dal proprio appartamento che si trova nei pressi di parco Sant’Anna, ha iniziato a scendere le scale e subito si è imbattuto nell’amministratore di condominio.

 Questi, che già nelle scorse settimane aveva avuto forti dissapori con quel condomino, appena lo ha visto lo ha aggredito verbalmente.

Minacce e spinte Gli ha rivolto pesanti insulti e lo ha minacciato di gravi conseguenze se non se ne fosse andato via dal palazzo, trovando un’altra sistemazione; lo ha anche spintonato facendogli sbattere la spalla contro il muro. L’ inquilino ha quindi chiamato la volante che, raggiunto l’edificio segnalato, ha separato i contendenti e ha riportato alla calma l’amministratore furioso.

Denunciato Alla richiesta di spiegazioni, costui ha affermato che l’aggredito non è benvoluto dagli altri condomini, per la sua abitudine di rincasare tardi e per il disturbo notturno che spesso procura. Nel pomeriggio l’inquilino, dopo essere stato in ospedale dove gli è stata refertata una lesione alla spalla giudicata guaribile in 21 giorni, si è recato in questura e ha denunciato l’amministratore di condominio per ingiurie, minacce e lesioni personali.

 

 
 

da lastampa.it  del  25 giugno 2014

Ricorre responsabilità solidale anche quando in una obbligazione gli obblighi di più parti derivino da cose e fatti diversi tra loro e si traducano in attività non identiche. Questo è quanto emerge dalla sentenza 3604/14 della Cassazione, in merito ai danni subiti da un immobile a causa della mancata attuazione di opere manutentive e di coibentazione a carico di una società edilizia proprietaria del lastricato che sovrastava l’immobile e del condominio di cui lo stesso faceva parte.

Il caso

Due proprietari di un immobile citano in giudizio la società edilizia proprietaria del lastrico sovrastante il loro appartamento ed il condominio, chiedendo la condanna in solido al risarcimento danni derivati da infiltrazioni d’acqua. In giudizio è stato evidenziato che le infiltrazioni erano dovute ad «ammaloramento della copertura della terrazza» per cui responsabile era la società edilizia, invece la condensa di umidità diffusa nell’appartamento danneggiato era dovuta ad un vizio di costruzione, per la mancata coibentazione ascrivibile al condominio proprietario delle parti comuni. Conseguentemente il Tribunale condanna i convenuti al risarcimento dei danni per metà. In appello la sentenza viene confermata, pertanto la società edilizia ricorre per cassazione lamentando una non corretta determinazione dei danni a suo carico.

La Cassazione sulla questione ammettono in primo luogo la responsabilità della società edilizia perché i danni da infiltrazione derivano da una condotta illecita e negligente della stessa. In secondo luogo il fatto dannoso è per i giudici di legittimità unitario e consistente nel deterioramento dell’immobile dei proprietari sottostanti il lastrico, sia per la negligenza della società che ne aveva l’uso esclusivo con i conseguenti obblighi di manutenzione e vigilanza anche nell’interesse comune, sia per il fenomeno della condensa in ordine al quale il condominio assumeva l’obbligo di provvedere. Concludendo, la Corte spiega come la pretesa dei proprietari danneggiati al risarcimento in solido del fatto dannoso si giustifichi secondo la disciplina ex art. 2055 cc., ove tutti i danneggianti sono obbligati in solido per la concorrenza delle cause produttive del danno.

 

 
 

Inserito  su  bolognatoday.it/eventi/   da Agata    il   20 giugno 2014

Teatro e arti performative in luoghi insoliti: musica-teatro-letture-performance-laboratori-feste sociali a kilometro zero.

Anche quest'anno il Festival In & Out - La Cultura in Condominio giunto alla quarta edizione, porta la cultura sotto casa delle persone, a "kilometri zero".

Nelle 23 giornate della manifestazione corti, terrazzi, giardini, teatri di paglia, chiostri settecenteschi , vecchi e nuovi condomini ospiteranno laboratori, spettacoli teatrali, concerti, banchetti e feste sociali.

Ad accompagnare di condominio in condominio gli abitanti e gli spettatori ci sarà un "invincibile" Don Chisciotte, sempre pronto a rimettersi in gioco e combattere per le proprie idee malgrado le sconfitte, così come nell'interpretazione di Erri De Luca.

In un viaggio alla scoperta di storie di persone comuni e straordinarie al tempo stesso, "Invincibili" appunto, passando per una Metropoli immaginaria e riflettendo sui delicati temi dei gruppi dei Teatri Solidali.

Il festival è realizzato grazie al contributo di Fondazione del Monte, Comune di Bologna-Cittadinanza Attiva (in sinergia con i sei quartieri Navile, Porto, San Vitale, San Donato, Savena e Borgo Panigale), la compartecipazione della Provincia di Bologna e dell' Istituzione Gianfranco Minguzzi, il coinvolgimento delle tante associazioni culturali e di volontariato della rete del festival.

 

 
 

da  forexinfo.it   di Manuela Margilio    20 Giugno 2014

La realizzazione di un sistema di isolamento diretto al contenimento dei consumi energetici costituisce, conformemente a quanto indicato nell’art. 1120 del codice civile, una innovazione diretta al miglioramento e al maggior rendimento del bene comune.

Maggioranza richiesta per la delibera assembleare

Per le innovazioni finalizzate al risparmio energetico l’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea entro 30 giorni dalla richiesta fatta anche da un solo condomino interessato ai lavori. La richiesta deve contenere l’indicazione del contenuto specifico dei lavori nonché delle modalità di esecuzione degli interventi.

Per l’approvazione dei lavori di innovazione e della relativa spesa sono richieste delle maggioranze particolari, quelle previste dal secondo comma dell’art. 1136 c.c.

La riforma del condominio è intervenuta inserendo nel codice civile le maggioranze necessarie a deliberare particolari tipologie d’innovazione (che si possono definire di interesse sociale e di adeguamento normativo e tecnologico) in passato previste da varie leggi speciali.

Pertanto la realizzazione di un intervento finalizzato al risparmio energetico, successiva alla costruzione dell’edificio, rappresenta un’innovazione che deve essere approvata dal voto favorevole della metà degli intervenuti in assemblea, che rappresenti i 2/3 del valore millesimale. Le maggioranze necessarie per deliberare un’innovazione sono dunque particolarmente alte.

La delibera assembleare adottata dalla maggioranza vincola anche la minoranza dissenziente?

Nel caso si tratti di innovazioni gravose (perché comportano un esborso considerevole, anche in relazione alle condizioni e all’importanza dell’edificio) o voluttuarie, si dovrà distinguere due fattispecie:

l’innovazione consiste in un’opera suscettibile di utilizzazione separata, dall’utilizzo della quale i condomini contrari possano essere estromessi. In questo caso i condomini che non intendono trarre vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

l’innovazione consista in un’opera non suscettibile di utilizzazione separata; in tal caso l’innovazione in questione non è consentita se ci sono condomini che non intendono effettuare la spesa per i lavori. I lavori potranno essere ugualmente effettuati qualora la maggioranza dei condomini che l’hanno deliberata intenda sopportare integralmente la spesa.

Leggi tutto  http://www.forexinfo.it/Condiminio-interventi-contenimento-consumi-chi-paga

 

 
 

Un ragazzo 22enne ha la peggio trasportato in codice giallo al "Bonomo"

Poteva finire nel peggiore dei modi, una lite condominiale verificatasi ieri sera attorno alle 20,45 in viale Virgilio ad Andria.

Un uomo ha ferito, in diverse parti del corpo, un ragazzo 22enne con una bottiglia di vetro. Una donna 49enne, mamma del ragazzo, intervenuta per difendere suo figlio, è rimasta lievemente ferita.

Entrambi sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell'Ospedale "Bonomo" di Andria rispettivamente in codice giallo e codice verde grazie all'intervento dei soccorritori dell'equipe "Mike 8" del 118 della postazione di Andria 1.

Sul posto anche l'intervento di agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza per ricostruire la dinamica dei fatti ed individuare l'uomo allontanatosi dopo il ferimento.

 

 
 

  da   inchieste.repubblica.it       di MONICA D'AMBROSIO e ANNA DI RUSSO

FIDENZA - A prima vista sembra uno dei tanti palazzi di Fidenza, ma avvicinandoti ti rendi conto che le finestre sono tutte diverse, andando oltre le regole e gli schemi dell'architettura convenzionale. Dall'altra parte del condominio, invece, un unico ballatoio centrale fa da ingresso comune ai diversi appartamenti, che condividono un salone polivalente, un'area verde, dispensa, lavanderia e un appartamento a uso sociale, destinato all'accoglienza di persone bisognose di un luogo protetto, attento alla loro situazione di disagio, fragilità o disabilità.

Condominio Ecosol di Fidenza, uno dei primi casi di cohousing a emissioni zero, dove la sostenibilità sociale, ambientale ed economica viene raggiunta attraverso l'attenzione all'altro, l'uso di fonti energetiche rinnovabili e l'utilizzo più razionale dell'acqua. Dodici appartamenti (dai 50 ai 130 mq), in cui famiglie, coppie, ma anche single, da circa un anno stanno sperimentando una forma alternativa di abitare, dove ognuno oltre ad avere immaginato e disegnato la propria casa, l'ha anche progettata pensando a un maggior numero di aree in comune per approfondire i rapporti con il vicinato e creare una comunità di persone che non produce Co2.

Ogni decisione viene anche soppesata, misurata e discussa durante la riunione di condominio, che ogni volta si svolge in maniera diversa. Si può partire da un gioco in comune, per risvegliare i sensi e creare un po' di buonumore, oppure si inizia discutendo un problema che qualche condomino ha riscontrato nelle ultime settimane. È qui che entra in gioco il ruolo del "facilitatore", un coordinatore delle relazioni interne che attraverso la comunicazione attiva porta le persone a esprimere i propri bisogni, desideri e difficoltà e poi a cercare le possibili soluzioni di avvicinamento al gruppo. Quando c'è da prendere una decisione, applicano "il metodo del consenso", che non prevede la maggioranza assoluta, ma la possibilità di mettere o meno il veto sulle possibili soluzioni decise dalla comunità.

 "La scelta del ballatoio", spiega Luca Rigoni, architetto e tra i promotori del progetto "non è stata vista come una violazione alla privacy ma come un elemento per migliorare i rapporti di buon vicinato: tutti gli ingressi si affacciano su un unico corridoio, creando così un luogo dove poter incontrare gente e favorire il mutuo soccorso".

"Siamo riusciti a evitare l'impianto del gas e abbiamo ridotto al minimo il fabbisogno energetico", racconta con una certa soddisfazione Mauro Serventi, ingegnere e cohouser, "grazie alla progettazione bioclimatica che sfrutta l'orientamento dell'edificio e l'utilizzo di pannelli solari. Ogni appartamento inoltre è dotato di sensori che ci dicono quando possiamo consumare a costo zero".

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 da   inchieste.repubblica.it      di   LUIGI DELL'OLIO  

Riduzione delle controversie, contrasto alla morosità e maggior rapidità nelle decisioni assembleari. A un anno dall'entrata in vigore della riforma del condominio (la legge n.220 era stata approvata a dicembre  2012, che ha innovato la disciplina risalente al Codice Civile del 1942), gli obiettivi prefissi sono rimasti in buona parte sulla carta.

Secondo Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia (Associazione che comprende tutte le realtà territoriali dei proprietari di casa), la riforma ha adeguato la disciplina all'evoluzione della società, ma è stata poco coraggiosa nella misura in cui non ha attribuito "al condominio la capacità giuridica, come previsto in altri paesi europei. Una soluzione che avrebbe facilitato i rapporti fra i condòmini e la relazione tra questi e l'amministratore.

Francesco D'Agata, portavoce dello Sportello dei Diritti, vede il bicchiere mezzo pieno: "Trattandosi di una riforma attesa per 70 anni, era normale mettere in conto un periodo di assestamento", commenta. "Sta di fatto che la nuova legge ha portato alcune conseguenze significative, tra cui: un'indicazione più completa, anche se non tassativa, delle parti comuni dell'edificio; le condizioni che giustificano il distacco del singolo appartamento dall'impianto di riscaldamento centralizzato; la possibilità di introdurre particolari innovazioni con una maggioranza meno elevata di quella prevista in precedenza dal codice, ad esempio per il miglioramento della salubrità delle cose comuni, l'eliminazione delle barriere architettoniche e l'installazione di impianti per la produzione di energia eolica".

La legge 220 ha indicato la necessità di qualificazione professionale per svolgere la professione, senza tuttavia indicare i requisiti per l'accreditamento dei corsi di formazione. Una situazione che ha prestato il fianco al fiorire di decine di corsi in tutta Italia, che hanno attratto decine di migliaia di persone in cerca di occupazione alla luce della crisi economica. "Si è creata una situazione di confusione, che è l'esatto opposto dell'obiettivo indicato dalla riforma", sottolinea Pietro Membri, presidente dell'Anaci (Associazione nazionale degli amministratori di condominio).

Confabitare (associazione dei proprietari immobiliari) è molto critica sulla definizione delle competenze e dei poteri dell'amministratore: "La mancanza di un organo di controllo ha delegato di fatto la questione alla sola autotutela dei condomini, che tuttavia spesso non hanno informazioni adeguate per una valutazione in merito", lamenta il presidente Alberto Zanni.

"La riforma non ha chiarito diverse questioni legate alla gestione delle parti comuni, prestando così il fianco a una serie di controversie", lamenta Alessandro Gallucci, avvocato dell'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori). "Non è del tutto definito nemmeno il ruolo da attribuire all'anagrafe condominiale, uno dei punti qualificanti della riforma ".

La reintroduzione della mediazione obbligatoria sul finire dello scorso anno dovrebbe ridurre il ricorso ai tribunali sulla questione, anche se per avere risultati tangibili occorrerà attendere qualche tempo. Secondo Stefano La Porta, partner dello Studio Legale La Scala di Milano, "se il legislatore fosse stato più deciso e incisivo, avrebbe potuto ridurre il numero delle nuove cause in materia". Anche se il suo giudizio complessivo è positivo perché sono stati chiariti alcuni punti spesso causa di contrasti, "a cominciare dall'articolo 6, secondo il quale le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici e l'obbligo per l'amministratore di aprire un conto corrente intestato esclusivamente al condominio". La Porta sottolinea, invece, il ritardo nella "digitalizzazione del rapporto tra condòmini e condominio: poche realtà dispongono di un sito Internet e rarissimi sono i casi in cui i condòmini possono accedere direttamente, con funzioni di mera consultazione, all'home banking del conto corrente condominiale, cosa che permetterebbe maggiore trasparenza e maggiore partecipazione alla vita del condominio".

Aldo Rossi, segretario nazionale e responsabile Ufficio legislativo del Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari), pone piuttosto l'accento sulla scarsa chiarezza in merito ai casi in cui "tocca all'inquilino pagare e alla sua scarsa rappresentatività in ambito decisionale, nonostante un contributo non certo trascurabile alle spese".

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Nuovavenezia.it   di Matteo Marcon 20 giugno 2014

MOGLIANO. Ieri è stato il ventitreesimo giorno senz'acqua al condominio San Fior di Mogliano. La situazione è sempre più grave per le famiglie rimaste nel maxi palazzone di via Ragusa.

Questa emergenza è una delle prime priorità affrontate dal neo eletto sindaco di Mogliano.

Carola Arena ha avviato i contatti con tutti i soggetti coinvolti al fine di convocare già nei prossimi giorni un tavolo per la soluzione delle problematiche igienico-sanitarie e sociali.

«È fondamentale che tutti affrontino assieme il problema anche da un punto di vista di tempi e aspetti economici» ha dichiarato in una nota «Le urgenze sociali vanno valutate cercando delle soluzioni che risolvano repentinamente situazioni non ulteriormente procrastinabili, anche perché coinvolgono minori».

L'incontro è fissato per lunedì mattina e secondo Luciano Bellotto del Sunia, sindacato inquilini che da quasi un mese si batte per il ritorno alla normalità, si tratta di un impegno tardivo.

«Non c'è tempo da perdere» ammonisce «è da più di una settimana che chiedo l'intervento del sindaco» e torna ad attaccare la proprietà del palazzone, la famiglia Spagnol «anche dopo il ripristino del servizio idrico da parte di Veritas su richiesta della prefettura» commenta «persiste un guasto elettrico che impedisce il funzionamento delle pompe. Si sta giocando sulla pelle delle persone, è una situazione davvero al limite della civiltà».

 

 
 

La legge che ha cambiato molte regole ha già un anno di vita, eppure tanti sono i chiarimenti ancora in sospeso.

I requisiti e la durata in carica dell’amministratore

Sono necessari appositi corsi di formazione e aggiornamenti periodici; l’apposito regolamento del Ministro della Giustizia è in arrivo ma ancora non stato pubblicato sulla GU.

Chi controllerà le ore di formazione del singolo amministratore?

Sempre poco chiaro  è cosa accade alla scadenza annuale dell’incarico.

Creditori del condominio: prima i condomini morosi

Coloro che vantano crediti nei confronti di un condominio devono rivolgersi prima ai condomini morosi, e solo successivamente a quelli in regola con i pagamenti.

Tuttavia, non è stato ancora chiarito in che misura i condomini rispondano per i debiti del condominio.

Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

E’ possibile il distacco, purché non comporti malfunzionamenti o aggravi di spesa per gli altri condomini.

Se gli altri condomini non ne hanno beneficio (praticamente sempre) si trovano un aggravio di spesa.

Spesso  la legislazione regionale vieta questo tipo di operazione.

L’esecuzione non sempre appare tecnicamente possibile.

L’abbattimento delle barriere architettoniche: dubbi sulla maggioranza assembleare

Prima dell’entrata in vigore della riforma, per eliminare le barriere architettoniche bastava una votazione a maggioranza di un terzo dei partecipanti al condominio (e almeno un terzo del valore dell’edificio).

Con le nuove norme il riferimento ai partecipanti è sparito ed è necessario il voto della maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

Un mero errore del legislatore, secondo gli esperti, che tuttavia non è stato ancora risolto.

 

 
 

Da   tribunatreviso.it   di Fedrico Cipolla   19.06.2014

Rifiutano i bidoncini e sono pronti a bruciare i rifiuti in strada. La guerra alla raccolta porta a porta è innescata dai condòmini di via Borgo Mestre. Al civico 13 le otto famiglie non accettano i contenitori «perché non c’è spazio» e lasciano i sacchetti di rifiuti in strada. Il risultato? Una montagna di spazzatura sul marciapiede, altri cittadini che scaricano i loro sacchetti, e i topi che banchettano.

«Se Contarina (servizio raccolta rifiuti) non viene a prendersi i rifiuti, li bruceremo, come a Napoli», è la provocazione di Nevio Maini.

«Qui non ci stanno i contenitori», aggiunge Aldo Manzoni, un altro condòmino, «gli appartamento sono piccoli: camera, bagno e cucina. Ma il Comune dice che la responsabilità è di Contarina, e l’azienda dice che è del Comune».

La situazione poi è andata peggiorando, visto che i residenti, senza isola ecologiche, scaricano la spazzatura sul marciapiede. Si tratta di abbandono di rifiuti, per cui sono a rischio sanzione. Contarina non è arrivata a tanto ma, spiega, non può permettersi di fare eccezioni. È poi tra il vicinato si è sparsa la voce che i condomini scaricano al spazzatura sul marciapiede e qualcuno ne approfitta, gettando anche i propri rifiuti. La scorsa settimana qualcuno ha abbandonato un lavandino. Contarina passa una volta a settimana a raccogliere i rifiuti.

 

 
 

Il collega MASSIMILIANO PREBINI avvia l'attività con il gruppo Unicasa in Campania, con l'apertura del

LOCAL POINT STRIANO

 Via Cesare Battisti 25 - 80040- Striano (NA)

Tel. 348 8469494  -   E-mail : striano@unicasaitalia.it

Auguri di raggiungere presto il successo a Massimiliano e un grande grazie ai soci di Unicasa Servizi Campania srl, Vincenzo De Franco e Domenico Nittolo!

 

 
 

da riviera24.it  di Fabrizio Tenerelli

Hacker in azione anche a Ospedaletti, dove è stato preso di mira un noto amministratore di condomini, E.G... Ignoti sarebbero riusciti a entrare in possesso del suo indirizzo mail spedendo decine di lettere contenenti richieste di denaro, a tutta la sua mailing list, che naturalmente comprende i condomini e i clienti.

Sorpreso e indignato per l’accaduto, il noto professionista ha subito contattato la polizia postale, per aprire un fascicolo di indagine e scoprire chi sono i colpevoli. Un’impresa molto difficile quest’ultima. Non è la prima volta che viene attaccato l’indirizzo mail di molti imperiesi, dal quale partono lettere di richiesta di denaro, del tipo: “Mi trovo all’estero e mi hanno rubato tutti i soldi…”.

La missiva si conclude con la richiesta (truffa) di un piccolo contributo per le spese vive, quelle di prima necessità e per tornare a casa. Gli hacker fanno leva sul fatto che la richiesta parte dall’intestatario della mail, in modo da essere più convincente. La speranza dei pirati della rete è che qualcuno risponda e faccia un bonifico o invii dei soldi tramite money-gram, ma questi vanno a finire chissà dove e comunque nelle tasche dei truffatori.

 

 
 

“Ho la passione per la fotografia, vorrei parlarne con altri che la condividono, cerco di organizzare un incontro che sia un momento di confronto”. Così è nato, a gennaio dall’idea di tre dei suoi membri, il Condominio Fotografico, un circolo fotografico, definizione che in realtà i ‘condomini’ non apprezzano affatto. Questi fotografi, con età e storie molto diverse tra loro, non fanno infatti che ribadire che l’invito a partecipare ai loro dibattiti e iniziative non è affatto chiuso, come una forma circolare potrebbe evocare, ma al contrario aperto a tutti. Due obiettivi generali: confronto interno e divulgazione esterna, partendo proprio dal quartiere che li ospita. Il Condominio Fotografico è nato infatti all’interno del Borgo degli Artisti, contenitore di laboratori culturali che ha sede nei locali comunali, un tempo scolastici, di un quartiere che ultimamente sta vivendo una sorta di meritata rivalutazione e rinascita, Modica Alta, meno turistica e più popolare del ‘salotto’ di Modica Bassa, ma con una storia altrettanto lunga e prestigiosa. Non a caso, il Condominio fotografico ha partecipato all’ultimo evento qui svoltosi, Altarte, con un’idea promozionale tante semplice, quanto ironica (si veda il progetto ‘Sostieni Modica Alta’).

Il condominio nasce dall’idea di tre fotografi e, nel giro di pochi mesi, arriva ad avere una quindicina di membri fissi, desiderosi di vedersi in continua crescita. Nessun amministratore né le classiche riunioni litigiose in questo atipico condominio , dove ciascuno mantiene appunto la propria individualità, il proprio spazio e stile, alla pari e senza protagonismi (divieto assoluto di pubblicizzare le proprie opere). Un appuntamento, ogni mercoledì alle 21, aperto a tutti, per discutere di fotografia. Tutto qua. Eppure non è solo questo: potremmo dire che ‘se l’interessato non va a trovare il condominio, è il condominio che fa visita all’interessato’! Le idee e gli spunti che nascono in queste riunioni, vengono infatti prontamente trasformati in stimoli verso l’esterno, in proposte culturali, sempre ovviamente legate alla fotografia, aperte alla comunità, come incontri-dibattiti con fotografi (ovviamente esterni al gruppo) o la diffusione di documentari, come quello su Vivian Maier, proiettato al Cinema Aurora, vicino di casa del condominio, o i vari workshop in programma.

Passione per la fotografia, fiumi di entusiasmo, grande spontaneità, sana voglia di confronto ma anche voglia di leggerezza e di gioco perché, come ribadiscono i condomini “è fondamentale non prendersi troppo sul serio”: i loro non sono incontri tecnici, in cui confrontarsi ad esempio sull’ultimo ritrovato della tecnologia in campo di obiettivi ma più teorici, più legati al gusto personale di uno di loro che vuole condividere una particolare scoperta con gli altri, condomini e non. Nessuna velleità artistica quindi ma anzi forse anche una nota critica verso la categoria, se vogliono evitare proprio ciò che, a sentir loro, è la prassi, ovvero che “normalmente il fotografo vive in isolamento”. Quasi tutti hanno vissuto fuori, hanno toccato con mano realtà più grandi, centri propulsori dell’arte fotografica e non solo, dove regna però questa sorta di individualismo-protagonismo, logica conseguenza della bassa competizione fatta di invidie e colpi bassi. Qui invece, ognuno fedele al  proprio lavoro, sembra fermamente convinto di potersi e poterlo arricchire con nuove idee e stimoli e, nel farlo, magari far conoscere l’arte della fotografia all’esterno perché, come ognuno di loro ribadisce, “se dai gli stimoli giusti, la gente risponde positivamente”. Riscontro positivo (come le iniziative già fatte dimostrano) del pubblico, che premia, gratifica e arricchisce questi fotografi, ricaricandoli di nuovo entusiasmo e incoraggiandoli a fare nuove ricerche e organizzare nuovi eventi. Forse qui il cerchio si chiude.

 

 
 

L’attore gallese Luke Evans noto per i suoi ruoli in Scontro tra titani, I tre moschettieri, Fast and Furious 6 e nella saga di Lo Hobbit entra nel cast di High-Rise, ossia la traduzione per il grande schermo dell’omonimo libro fantascientifico scritto James G. Ballard nel 1975 ed edito anche in Italia come Il Condominio. Film che vede già confermato nella squadra attoriale Tom Hiddleston, aka l’acclamato Loki dei cinecomic Marvel, e poi Jeremy Irons, Sienna Miller e James Purefoy.

L’intera storia di High-Rise si svolge all’interno di un elegante condomino a Londra, dotato di tutti i lussi e le necessità, e che consente ai suoi abitanti di vivere completamente lì dentro. Il bel palazzo di vetro e cemento è alto 40 piani e contiene una migliaio di appartamenti che sono rigidamente suddivisi: ai piani bassi i più poveri e poi, man mano a salire, le classi sociali più elevate. Un improvviso black-out innesca però una rivoluzione e una serie di lotte interne… Il film sarà diretto da Ben Wheatley (regista di Doctor Who e dell’acclamata pellicola indie Sightseers) e le riprese inizieranno a breve in Nord Irlanda.

Di seguito la trama del libro Il condominio, edito in Italia da Feltrinelli:

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. “Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”

 

 
 

Da ilcambiamento.it  11 giugno 2014

A partire dal 30 giugno i cittadini del capoluogo lombardo avranno la possibilità di partecipare ad una serie di incontri pubblici gratuiti sui temi della riforma del condominio e dell’efficienza energetica. Obiettivo: spendere meno e vivere meglio.

Una campagna di riqualificazione dei condomini di Milano. Questa è Habitami, un progetto che vuole comunicare e rendere accessibile al privato il mercato dell’efficienza energetica, in particolare creando e attivando un network per la riqualificazione tra i principali attori per lo sviluppo di un mercato efficiente e trasparente dal punto di vista ambientale, energetico, economico e occupazionale. Ideata e organizzata da Habitalia di Giovanni Pivetta, Habitami è costituita dalla campagna di comunicazione sulla riforma del Condominio e sull’efficientamento energetico degli edifici da effettuarsi nella città di Milano (zona per zona) che si svolgerà dal 30/06/2014 al 30/05/2015 denominata “Habitami milano Tour 2014/15”, con l’obiettivo, dunque, di informare tutti i cittadini di Milano sulle riduzioni delle spese condominiali attraverso l’efficienza energetica. Minori costi e un incremento del valore dello stabile. Una ristrutturazione vera e propria, che non graverà di molto sulle tasche dei condòmini. Gli unici costi infatti che sosterranno, saranno quelli dei lavori di riqualificazione. L'audit energetico di partenza è gratuito e la parcella del professionista verrà ripagata, genericamente, da altri soggetti del pool di riqualificazione nel caso si proceda con la realizzazione dei lavori. Un esempio che potrà essere esportato nel resto delle regioni italiane.

Sostenuta da Legambiente, WWF, Confabitare e Arpa Lombardia, la campagna recepisce i contenuti della Direttiva dell’Unione Europea 2012/27/UE, secondo la quale riqualificare il patrimonio edilizio è una delle priorità per raggiungere l’obiettivo di un risparmio dei consumi di energia dell’Unione del 20% entro il 2020. Non solo. Habitami muove in armonia con il Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) e va nella direzione del Programma Energetico Ambientale Regionale (Pear) e del Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’aria (Pria) della Regione Lombardia, per orientare i comportamenti di consumo, per migliorare l’efficienza energetica con l’uso di fonti rinnovabili e per ridurre le emissioni degli impianti di produzione di calore domestico (favorendo la diffusione di termoregolatori e contabilizzatori di calore), promuovendo la sostenibilità ambientale.

Dopo gli ultimi spiacevoli fatti di cronaca, il check up del condominio diventa così fondamentale. Sia per una questione di sicurezza, sia appunto per quella energetica. Per il 90% delle persone acquistare casa è una scelta che impegna una vita (il posto in cui si sceglie di abitare, il mutuo, i vicini, ecc.), ma spesso la si fa senza valutare attentamente tutti i particolari. Persino per l’acquisto di un telefonino o di un frigorifero ci si documenta, si chiedono informazioni agli amici esperti, si consultano i forum su internet, si fanno valutazioni comparative per capire qual è la scelta migliore. Sulla “tecnologia elettronica” tutti vogliono avere il prodotto migliore, più efficiente, più performante. Per la casa no. Si bada a pochi aspetti che di solito sono sempre inessenziali. È un dato di fatto, purtroppo. In questo contesto, I dati statistici dell’Autorità Nazionale per l’Energia ed il Gas sull’andamento dei prezzi del gas naturale negli ultimi tre anni e mezzo segnano un complessivo aumento del 35.8%, con un incremento medio annuale intorno al 10 %. Tale incremento è fortemente legato all’aumento del costo della materia prima, quindi difficilmente influenzabile dal mercato interno italiano. Cosa fare dunque? Bisogna partire dall’audit energetico, ovvero l’elaborato tecnico effettuato su un edificio esistente che documenta lo stato di salute del sistema edificio-impianti. Esso costituisce il fulcro del processo decisionale alla fine del quale è possibile stabilire se sia economicamente conveniente effettuare un intervento di efficientamento energetico sull’edificio e sugli impianti. Alla fine viene redatto un documento in cui si ipotizzano i possibili interventi che riguardano la riqualificazione del fabbricato e si effettuano simulazioni per valutare a priori i rapporti tra costi e benefici di ciascun intervento, con una graduatoria di priorità. E da lì si può partire.

per saperne di più   http://www.habitami.it/

 

 
 

da ilterreno.it  del 13 giugno 2014

Firenze, ha fatto un foro nel muro del suo appartamento e si è collegato al contatore generale del condominio, dopo che il gestore gli aveva sospeso l’erogazione per via delle bollette non pagate

FIRENZE. Troppo caldo per rischiare che i cibi surgelati non potessero conservarsi. Così, rimasto senza corrente elettrica per non aver pagato le bollette, ha praticato un foro nel muro del suo appartamento e si è allacciato al contatore condominiale.

Interrogato dalla polizia, avvisata dai condomini, l'uomo, 43 anni, ha giustificato il suo gesto dicendo che aveva bisogno di usare il frigorifero poiché aveva acquistato numerosi cibi surgelati. Per l'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è scattato l'arresto per furto. L'episodio è accaduto in un condominio di via Liguria, a Sesto Fiorentino (Firenze).

 

 
 

A dare le risposte in caso di pagamento Tasi per coniugi separati e condominio il Ministero delle Finanze con una serie di FAQ pubblicate sul sito

Chi deve pagare la Tasi se i coniugi sono separati sia nel caso di immobile di proprietà che in caso di locazione? E chi la paga nel condominio? Ecco le risposte date dal Ministero delle finanze nelle FAQ pubblicate on line.

Tasi coniugi separati: coniuge assegnatario

Se sull’immobile  assegnato dal giudice della separazione, il coniuge assegnatario è considerato ai fini IMU come titolare di un diritto di abitazione e pertanto, in quanto titolare di un diritto reale, è soggetto passivo IMU, stessa  conclusione vale anche per la TASI. In tal caso, il coniuge è titolare del diritto di abitazione e, indipendentemente dalla quota di possesso dell’immobile, è il solo che paga la TASI con l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista, per l’abitazione principale.

Tasi coniugi separati: immobile in affitto

Se, invece, la casa assegnata fosse in locazione (esempio casa in locazione abitata dai coniugi prima della separazione, poi assegnata dal Giudice della separazione ad uno di essi), la TASI deve essere calcolata dal proprietario con l’aliquota prevista dal Comune per gli immobili diversi dall’abitazione principale e l’importo ottenuto verrà pagato in parte dal proprietario e in parte dal locatario, in base alle quote deliberate dal Comune.

 

 
 

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto che rinvia il pagamento della prima rata dal 16 giugno al 16 ottobre nei comuni in ritardo con le delibere di maggio.

Arriva l’ok definitivo al decreto sulla proroga del pagamento dell’acconto della Tasi in scadenza il 16 giugno al 16 ottobre 2014 per i comuni in ritardo con le delibere.

Arriva il via libera da parte del Consiglio dei ministri al decreto che fa slittare il pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre solo nei Comuni “ritardatari”, che non hanno cioè deliberato entro il 23 maggio e poi pubblicato sul sito del Dipartimento delle finanze entro il 31, le delibere con le aliquote sulla prima e sulla seconda casa le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno.

Decreto proroga Tasi in Gazzetta Ufficiale

Il decreto legge del 9 giugno 2014 n. 88, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di versamento della prima rata TASI per l’anno 2014″ è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 132 del 10 giugno 2014.

Ecco il testo del decreto Tasi.

http://www.investireoggi.it/fisco/files/2014/06/decreto-tasi.pdf

Tasi proroga si, proroga no: ecco per chi

Nel decreto si prevede, solo per il 2014, che l’appuntamento con la Tasi è fissato al 16 giugno solo per i comuni che hanno approvato e pubblicato le delibere entro il 31 maggio.

Ecco l’elenco dei Comuni dove si paga entro il 16 giugno

http://www.investireoggi.it/fisco/files/2014/05/elenco-comuni-pagamento-tasi-a-giugno.pdf

Per tutti gli altri c’è tempo fino al 10 settembre e per delibere le aliquote e le detrazioni per poi chiedere il pagamento entro il 16 ottobre 2014. Se manca la delibera, l’imposta sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e sarà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre 2014.

 

 
 

Da lastampa.it   dell’11 giugno 2014    di  Tonia Mastrobuoni

A Berlino, nel quartiere di Kreuzberg,  all’interno di un cortile sono stati installati due grandi frigoriferi dove si può andare a prendere cibo gratis. L’obiettivo è quello di limare un po’ la montagna di alimenti che vengono buttati ogni anno

Forse può succedere solo a Berlino che su un quotidiano appaia l’indirizzo preciso di un condominio - nel quartiere di Kreuzberg - che ha installato due grandi frigoriferi in cortile dove si può andare a prendere cibo gratis.

Gli organizzatori raccontano che per ora sono una ventina le persone che ogni giorno vengono a prendere frutta e verdura, anche qualche vicino ovviamente, ma non sembrano temere assalti. 

L’unica cosa che li preoccupa è che il cibo vada a male; il principio che fanno valere nel loro cortile è “non lasciare nel frigo cose che non mangeresti”. E ogni giorno una manciata di volontari parte alla ricerca di alimenti gratis che supermercati o aziende non potrebbero più vendere, ad esempio perché troppo vicini alle scadenze.

L’iniziativa, che mira ovviamente a fare proseliti, fa parte di un progetto più ampio, nazionale, quello dei “foodsaver”, dei “salvatori di cibo” che si organizzano da due anni attraverso il sito “lebensmittelretten.de”. L’obiettivo è quello di limare un po’ la montagna di cibo che viene buttata ogni anno in Germania. Da febbraio del 2012, quando è partita l’iniziativa a Colonia, sono riusciti a reclutare 4.625 volontari che vengono coordinati da una settantina di “ambasciatori” che li aiutano a individuare supermercati, aziende o cooperative che regalano alimenti. 

Finora sono 750 le imprese che collaborano con l’organizzazione - conviene anche a loro risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti - e il cibo finito nei piatti invece che nelle pattumiere supera le 180 tonnellate. Sul sito c’è anche una classifica degli eroi: Jörg Ring è il superman del salvataggio, con oltre 25 tonnellate consegnate; e la palma della città più generosa va a Berlino, con 72 tonnellate messe a riparo in due anni dal secchio dell’immondizia.

 

 
 

LA CRONACA

Pesarese: finto carabiniere truffava anziani: arrestato nel pesarese

In manette un pluri-pregiudicato per reati contro il patrimonio accusato di essere il responsabile di tutta una serie di truffe ad anziani, compresa quella avvenuta in via Fondazza a Bologna nell'ottobre 2013. L'arresto è stato effettuato in provincia di Pesaro, a Monte Porzio: l'uomo infatti si trovava nel suo territorio di residenza quando gli agenti lo hanno ammanettato per vari reati, fra cui quello di furto con destrezza, furto in abitazione, falsa qualifica di pubblico ufficiale. L'uomo esibiva infatti un finto tesserino delle forze dell'ordine per accedere agli appartamenti, sempre accompagnato da un complice e poi con la scusa di controllare che fra i beni custoditi in casa non ci fossero banconote false, fuggiva con denaro e i valori.

E' attribuita proprio a V.B, classe 1965, la truffa ai danni di un'anziana del '29; il modus operandi, una tecnica già (purtroppo) ben conosciuta: spacciandosi per un Carabiniere si fa aprire la porta di casa, poi insieme al complice (anche lui presentato come un agente), chiede alla proprietaria di mostrare loro tutte le banconote che ha in casa, per controllare che non ci siano dei falsi. Dopo poco riesce a fuggire con in tasca 1.100 euro in contanti e un beauty pieno di gioielli (per il valore di qualche migliaio di euro). Alcuni elementi confermerebbero che le vittime non venivano scelte a caso, ma osservate e pedinate prima del colpo.

Bologna: già lo scorso 14 maggio la Polizia di Bologna aveva arrestato tre individui che tentavano di introdursi negli appartamenti di due stabili (via Zampieri a Casalecchio di Reno e via Nino Bixio Scota) con l'obiettivo di truffare i condomini anziani con la scusa di controllare eventuali fughe di gas. Un copione già noto alle forze dell'ordine dopo tutti i casi degli ultimi mesi: via Calzolari e via Todaro, via dell'Arcoveggio, tre colpi in via Vicenza, via Pasquali e via Crocioni, ma solo per ricordarne alcuni avvenuti negli ultimi tempi. I casi, purtroppo, sono moltissimi“ e, come sottolinea dalla Questura Pietro Morelli (capo della Squadra Mobile) le indagini non si fermano e "La caccia al complice è aperta".

TRENTO. Se abitate in un condominio, suona il campanello e vi invitano a scendere per ritirare un pacco, non fatelo. Potreste non trovare nessuno all’ingresso e, soprattutto, non trovare più i gioielli che tenevate in casa. Con questo trucco un pensionato residente in via Matteotti, la settimana scorsa, si è visto portare via preziosi per oltre 4 mila euro.

LE PRECAUZIONI

I ladri hanno messo a punto strategie sempre più raffinate per ingannare le proprie vittime. É bene, quindi, fare la massima attenzione, soprattutto quando si ha a che fare con persone sconosciute.

Ecco alcuni consigli forniti dalle forze dell’ordine.

Quando si esce di casa, verificare sempre di avere chiuso a chiave. Date tutte le mandate a disposizione. Questo renderà impossibile ai malviventi aprire (se la porta ha una maniglia all’esterno) inserendo una schedina telefonica.

La porta  va chiusa anche se siete a casa. I ladri, infatti, sono sempre più intraprendenti: tendono ad agire di giorno dopo avere assunto informazioni sulle abitudini delle proprie vittime mediante sopralluoghi. Ma spesso entrano anche senza curarsi se vi siano delle persone in casa. Se state passando l'aspirapolvere, o ascoltando musica ad alto volume, potreste persino non accorgervene. Pochi giorni fa, una nomade si è introdotta in un appartamento e ha acciuffato la chiave di un motorino. Il padrone di casa l’ha inseguita ma non ha fatto a tempo a fermarla, mentre fuggiva a tutto gas.

Non lasciate cose di valore vicino all’ingresso.

In estate si tende a tenere le finestre aperte: anche quello è un invito ad agire per i topi di appartamento. Sono numerosi i casi di ladri acrobati che si arrampicano su grondaie e tubi del gas. Meglio quindi chiudere le imposte. Può essere utile anche lasciare una luce o la tv accesa, oppure ricorrere a sistemi domotici che simulano la presenza di persone con luci che si accendono e spengono automaticamente.

Nel caso della consegna di pacchi, non agite mai di istinto. Il corriere solitamente ve li consegna alla porta di casa. Se, inoltre, non aspettate nessuna consegna, chiedete a chi ha suonato dei chiarimenti.

É sempre meglio, inoltre, se si hanno le disponibilità, installare un sistema di allarme. Quello sonoro più classico darà fastidio al vicinato, ma metterà sicuramente in fuga i malviventi. Alcune ditte e privati chiedono di essere collegati ai centralini delle forze dell’ordine: bisogna tenere conto, però, dei tempi di intervento. Per rapidi che siano le pattuglie, i ladri hanno quasi sempre tempo di allontanarsi.

Fate molta attenzione anche a chi si presenta con divise sconosciute o esibisce tesserini, magari mostrandoveli rapidamente. Se dicono di appartenere alle forze dell’ordine chiedete conferma al 112 o 113.

Se siete anziani, non date retta a persone che si presentano come amici dei vostri figli, chiedendo presunti denari dovuti. In alcuni casi vi passeranno persone al telefono che si fingeranno i vostri congiunti

Attenzione al trucco dell’acqua contaminata, che “danneggia i gioielli”. Un finto vigile consiglia di metterli in frigo e invita il padrone di casa a recarsi in bagno ad aprire i rubinetti. Nel frattempo scompare con il bottino.

Attenzione anche al mercato. Qui i ladri agiscono con destrezza, strattonandovi o semplicemente allungando le mani per svuotare la borsa. In alcuni casi usano dei taglierini per aprirne il fondo. Sacche e borse vanno chiuse e tenute davanti al petto.

 

 
 

da  cosedicasa.com  del 10 giugno 2014  

I mini ascensori domestici hanno ingombri ridotti e abbattono le barriere architettoniche: una soluzione ideale, sicura e comoda, sia per le case unifamiliari sia per il condominio.

Ideali per chi deve salire e scendere le scale più volte al giorno portando pesi o per le persone anziane o non in perfetta salute, i mini ascensori trovano uso in ambiente domestico, per esempio nelle abitazioni unifamiliari disposte su più piani, ma anche in condominio. Sia per l’acquisto, sia per la manutenzione e i consumi rappresentano una soluzione meno costosa di un vero e proprio ascensore che invece deve essere preferito in tutte le situazioni in cui vi sia un uso molto intensivo. Consumano quanto un normale elettrodomestico e non necessitano di un potenziamento dell’impianto elettrico, poiché per il loro collegamento è sufficiente un punto luce con un’alimentazione a 230 V. Anche l’illuminazione della cabina a LED ha consumi energetici molto ridotti. Hanno una velocità limitata rispetto ai grandi ascensori, in ogni caso non superiore a 0,15 metri al secondo. Tutti i modelli sono dotati di dispositivo automatico di sicurezza che in caso di blackout riporta la cabina al piano e consente ai passeggeri di uscire. Hanno un ingombro molto ridotto e si può scegliere tra una vasta gamma di finiture e colori che permettono di coordinare l’arredo interno a quello dell’abitazione. Le strutture possono essere in metallo per una protezione totale dalla luce oppure in vetro se si preferisce una forma più leggera. Possono essere installati all’interno di un vano scala realizzato in cemento armato o mattoni, all’interno in una struttura portante metallica, senza dover effettuare per questo opere murarie, oppure all’esterno dell’edificio – sempre da tecnici abilitati. Per i mini ascensori vi è per legge l’obbligo di manutenzione: la verifica deve essere effettuata semestralmente da parte di personale specializzato; ogni due anni invece l’apparecchio va sottoposto a controllo da parte di un ente preposto, certificato e autorizzato.

 

 
 

da   forexinfo.it       di Manuela Margilio | 7 Giugno 2014

Quando l’impresa non riceve il pagamento della prestazione al termine dei lavori, scatta il principio della solidarietà sussidiaria tra condomini: questo significa che i creditori devono agire in esecuzione forzata, in primo luogo nei confronti del condomino moroso, ossia nei confronti di colui che non è in regola con il versamento delle spese condominiali. E’ dunque necessario effettuare un primo tentativo di escussione nei confronti dei condomini non adempienti, prima di rivolgersi a quelli in regola.

Possono i creditori, una volta ottenuto un decreto ingiuntivo o una sentenza esecutiva pignorare il conto corrente del condominio?

Affinché il creditore possa pignorare il conto corrente del condominio è necessario che sullo stesso vi siano somme dei condomini morosi; diversamente l’amministratore del condominio potrà opporsi all’esecuzione. Dovrà essere fornita prova delle presenza di somme appartenenti ai condomini non in regola tramite i registri di contabilità condominiale nonché gli estratti conto della banca dove è stato aperto il conto corrente.

Il pignoramento del conto non può ad ogni modo superare le somme di denaro appartenenti ai condomini inadempienti.

Leggi tutto   http://www.forexinfo.it/Condominio-i-creditori-possono

 

 
 

Da          targatocn.it   firmato da  Giovanni Ferrero (un condomino

Forte coi deboli e debole coi forti" è un vecchio detto per indicare una qualità che caritatevolmente non esplicito. Qualche giorno fa mi sono recato a trovare una famiglia in via Madonna del Colletto e, con mio stupore, ho trovato una delle due porte di accesso pedonale chiusa con catena e senza possibilità di entrata o, meglio, di uscita.

Infatti, il Comune, costruendo un marciapiede, ha pensato bene di farlo 50 cm. più alto del livello di uscita, "murando praticamente vivi i condomini", come da fotografia. Chi ha sbagliato? Il costruttore, che ha costruito senza rispettare il progetto? Mi pare impossibile. La Cooperativa che ha venduto gli alloggi, che non ha chiesto la licenza per costruire quell'uscita? Mi pare altrettanto impossibile.

Il Comune, che ha dato la licenza senza badare più che tanto al fatto che, da quella porta, colla costruzione del marciapiede, i condomini non sarebbero potuti uscire? Non oso spingermi oltre, ma qualche dubbio ce l'ho, tanto più che rappresentanti del Comune, parafrasando Ponzio PIlato, mi riferiscono abbiano detto: "ciò che è fatto è fatto, noi dovevamo costruire un marciapiede ed è quello che abbiamo fatto". Ovviamente, il Comune vince sempre.   

Commento: voglio, posso, comando! (da un racconto di mia nonna).   

I condomini, poverini, non sanno che fare, dal momento che il prode Federico che lì vive non solo non vuole fare un avvallamento del marciapiede, ma nemmeno vuole contribuire a che i reclusi si facciano uno scivolo interno. Il che, fra l'altro, se fatto all'interno del camminamento privato, impedirebbe a passeggini ed invalidi in carrozzella di percorrere in piano il tratto verso l'uscita. Commento: sarebbe un contributo comunale all'eliminazione delle barriere architettoniche?   

Noi siamo Cuneesi possenti e pazienti, avrebbe detto il Carducci, e sopportiamo, sopportiamo...    

Con viva cordialità.  Giovanni Ferrero

 

 
 

da  ilsole24ore.it   del   6 giugno 2014

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che rinvia il pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre nei Comuni "ritardatari", che  non hanno deliberato le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno. Si tratta di un "decreto-ponte", fotocopia dell'emendamento già inserito nel dl Irpef, in attesa che il Parlamento lo converta.  La riunione del Governo è durata un'ora.

Le deroghe per  il 2014

Il testo approvato stabilisce che a decorrere dall'anno 2015 i Comuni assicurino la massima semplificazione degli adempimenti per i contribuenti, rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati. Allo stesso tempo è previsto  un regime derogatorio per il 2014: per i Comuni che hanno già assunto la deliberazione Tasi entro il 23 maggio 2014, viene confermato  l'obbligo di pagamento entro il 16 giugno 2014 sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso; per i Comuni che non hanno assunto le deliberazioni entro il 23 maggio, il versamento della prima rata Tasi viene posticipata al 16 ottobre 2014 (i Comuni devono deliberare entro il 10 settembre le aliquote e le detrazioni).  Infine, nel caso in cui per il 10 settembre il Comune non avesse ancora deliberato le aliquote e le detrazioni Tasi, l'imposta sarà dovuta applicando l'aliquota di base pari all'1 per mille e sarà versata in un'unica soluzione il 16 dicembre 2014. Sempre nel caso della mancata determinazione, la Tasi dovuta dall'occupante sarà nella misura del 10 per cento dell'ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale.

Il perché del decreto

Il decreto serve perchè il decreto Irpef, approvato  dal Senato e passato all'esame della Camera, potrebbe non essere convertito prima della scadenza del 16 giugno. Di fatto, poi, il provvedimento d'urgenza che il governo ha approvato oggi Cdm andrà a morire in quanto non sarà più necessaria la conversione in legge quando le analoghe disposizioni del  decreto Irpef  saranno legge dello Stato.

 

 
 

In condominio è sempre possibile distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza 9526/2014.

 Per il distacco non è previsto il consenso degli altri condòmini che continuano ad usufruire dell’impianto centralizzato, ma, aggiunge la Cassazione, è necessario che l’impianto non perda efficienza.

Nel caso in cui il distacco avvenga senza che l’impianto subisca una perdita di efficienza, il condomino continua comunque a sostenere le spese per la manutenzione dell’impianto centralizzato dal momento che ne è comproprietario.

Se, invece, il distacco non fa registrare nessun risparmio sul consumo di energia, il condomino deve anche continuare a contribuire al pagamento delle spese di gestione.

Nel caso esaminato, la Cassazione ha respinto il ricorso di due condòmini che, dopo il distacco, si erano visti addebitare la loro quota di spese del gasolio per il funzionamento dell'impianto. A detta dei giudici, le spese per il gasolio erano rimaste le stesse anche dopo il distacco dei due condòmini e gli altri erano stati obbligati a pagare di più.

La Corte ha ritenuto quindi di addebitare le spese per il riscaldamento anche ai due soggetti che si erano distaccati.

 

 
 

Fonte repubblica.it   di MARIA GRAZIA FRISALDI    3 giugno 2014

La deflagrazione ha sventrato i piani bassi di un edificio del centro storico. All'origine una fuga di gas. Le vittime sono i genitori di un bambino di quattro anni che ha riportato alcune fratture.

La rabbia dei sopravvissuti: ieri sul posto c'erano i tecnici del gas. "Avevamo dato l'allarme ieri. Intorno alle 19.30 ho telefonato all'Amgas dicendo che si sentiva un forte odore di gas - racconta Salvatore Morese, uno degli inquilini della palazzina (abita al quinto piano) - quando sono venuti i tecnici hanno fatto alcuni controlli e hanno detto di stare tranquilli che non c'era nessuna fuga di gas". "Ieri si sentiva un fortissimo odore di gas e noi - dice ancora il signor Morese - eravamo tutti allarmati. Ho chiamato l' Amgas e mi hanno detto che sarebbero arrivati di lì a poco, ho aspettato ma non venivano, allora ho richiamato. I tecnici sono arrivati, erano circa le otto di sera, e hanno fatto dei controlli. Mi hanno detto: 'vedi non suona nulla, saranno i fumi di scarico della caldaia', invece....". Telefonate e segnalazioni che si sarebbero susseguite (gli organi inquirenti verificheranno nelle prossime ore) fino alle 18.30 di ieri e partite da varie abitazioni di via De Amicis. Fino al drammatico epilogo……………

Leggi tutto    http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/06/03/news/esplosione_palazzina_foggia-87920762/

 

 
 

Fonte ilmattino.it   31 maggio 2014

Pistola al volto dell'amministratore, e via in fuga con le quote di un intero condominio. È quanto accaduto ieri mattina nel centro della città di Casalnuovo, in un complesso residenziale di via Napoli, il cui amministratore è finito vittima di una efferata rapina.

 Due giovani, volto travisato ed armati di pistola, gli hanno puntato contro l'arma facendosi consegnare il denaro contante, circa 2.500 euro, l'ammontare complessivo delle quote condominiali appena riscosse.

Poi, si sono dileguati a bordo di uno scooter, facendo perdere le proprie tracce. Un colpo consumato rapidamente tanto da far pensare che probabilmente, i due rapinatori, seguissero l'amministratore già da un po'. Ma questa resta una ipotesi su cui bisognerà fare chiarezza.

Sulla vicenda intanto indagano i militari della locale Tenenza (al comando del luogotenente Fernando de Solda), che hanno provveduto ad effettuare i primi rilievi di routine ascoltando possibili testimoni. Al vaglio degli investigatori anche le telecamere di videosorveglianza che sono allocate in più punti della città.

L’assalto alla diligenza……cose del passato? Per i Clienti di Unicasa la sicurezza della carta Unicasa in collaborazione con il Gruppo UBI Banca.

 

 
 

Fonte lastampa.it    di   giulia mattioli (nexta)    del 29 maggio 2014

Esiste un dibattito aperto in campo medico sul considerare un’effettiva patologia la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ovvero una condizione che impedisce di tollerare la presenza di sostanze chimiche in un ambiente. Una sorta di iper-sensibilità, di allergia a ciò che non è naturale, e, sebbene tra allergologi non vi sia una posizione comune, in diverse zone d’Europa si stanno sviluppando centri di studio e intervento, oltre che campagne per il riconoscimento ufficiale della MCS come patologia, trattandosi di una malattia che colpisce un numero considerevole di persone. I sintomi sono diversi, e in generale corrispondono alle più comuni reazioni allergiche: irritazione della pelle, affaticamento respiratorio, emicrania, ma anche effetti come nausea, dolori muscolari.

Tuttavia la popolazione moderna, salvo rari casi, vive immersa nelle sostanze chimiche, basta pensare a tutti i solventi, le vernici, i composti, derivati del petrolio che si utilizzano nell’edilizia. Ebbene, in Svizzera, appena fuori Zurigo (Leimbach), è stato completato il primo condominio completamente chemical-free, a prova di MCS. L’associazione Healthy Life and Living Foundation, che si occupa di tutti coloro che sono affetti da questa patologia, ha richiesto e ottenuto dalle autorità di Zurigo che venisse concesso un terreno per costruire l’edificio, progetto pionieristico che, possibilmente, aprirà la strada all’edilizia priva di sostanze chimiche.

Il condominio ospiterà 15 unità abitative, e per erigerlo e rifinirlo non sono state usate sostanze inquinanti di alcun tipo: niente vernici chimiche, profumi, solventi, nessun derivato del petrolio, colle. Inoltre le unità abitative sono rivestite di una membrana, una barriera che blocca le onde provenienti dai cellulari e dai ripetitori, per consentire anche a coloro la cui sensibilità è estrema di abitare nell’edificio in totale sicurezza.

Citazione da wikipedia.org

La sensibilità chimica multipla, o Multiple Chemical Sensitivity (MCS) in inglese, sarebbe, secondo la definizione che ne dà il National Institute of Environmental Health Sciences statunitense, un'ipotetica malattia caratterizzata dalla impossibilità di una persona a tollerare un certo ambiente chimico o una classe di sostanze.

La diagnosi di MCS, e l'esistenza stessa della patologia, sono fortemente dubbie e controverse: alcune delle principali società medico-scientifiche statunitensi hanno escluso la sua natura organica, ed è stato rilevato che si tratta frequentemente di sintomatologie psicosomatiche e psicologiche di tipo somatoforme, con forti componenti di stress ed autosuggestione.

Per l'Organizzazione mondiale della sanità si tratta di una condizione patologia assimilabile all'elettrosensibilità cioè priva di evidenti basi tossicologiche o fisiologiche e di verifiche indipendenti.

Per saperne di più http://www.siass.org/attivita/pregresse/2010/2010_09_20_Firenze/Magnavita.pdf

 

 

 
 

All’indomani del crollo di una palazzina in via Roma nel Comune di Barletta, avvenuto il 3 ottobre del 2011, durante il quale persero la vita cinque lavoratrici, in Regione Puglia si tornò a parlare del fascicolo del fabbricato. Argomento già discusso all’indomani del crollo di uno stabile, vecchio di soli trent’anni, in via Giotto a Foggia l’11 novembre 1999, che provocò 67 morti. La Giunta Vendola predispose subito un disegno di legge per la prevenzione e la sicurezza delle costruzioni. A distanza di qualche anno il Consiglio ha approvato all’ unanimità la nuova legge regionale n. 27 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni ] Istituzione del fascicolo del fabbricato”, pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale n.66 del 26 maggio 2014. L’argomento è diventato nuovamente di attualità dopo il crollo di Ginosa nel gennaio del 2014, crollo che non ha causato vittime ma che ha scosso la cittadinanza di Ginosa, solo pochi mesi prima interessata da una devastante alluvione.

E prima? Una legge inattuata - Sono passati molti anni dal crollo di Castellaneta del febbraio 1985. Subito dopo il crollo di Castellaneta, che causò 34 morti, la Regione Puglia emanò la legge regionale n. 38 del 1985 “Norme per il controllo statico dei fabbricati nei Comuni pugliesi e interventi in caso di crollo degli edifici”. Norme emanate 29 anni fa, nei fatti disattese per mancanza di fondi.

Altri fascicoli di fabbricato nell’Italia delle tragedie

Roma 16 dicembre 1998 , almeno una ventina di morti nel palazzo sbriciolato

Quartiere Portuense di Roma, dove alle tre della notte  un palazzo di cinque piani si è letteralmente sbriciolato seppellendo 16 persone. Il bilancio è ancora provvisorio, ma già drammatico: i soccorritori a tarda sera erano riusciti a estrarre dalle macerie i cadaveri di 19 persone e tra di loro ci sono tre bambini. Ma altri potrebbero essere ancora sotto i detriti, visto che in quell'edificio risultavano residenti 38 persone.

Il crollo del palazzo di via Vigna Jacobini si è subito presentato, agli occhi degli esperti, come un crollo anomalo: è stata immediatamente esclusa l'ipotesi di  un'esplosione, mentre si è progressivamente affermata quella del cedimento strutturale, le cui cause tuttavia sono ancora da accertare.

La Delibera del Consiglio comunale di Roma n. 27/2004 che ha introdotto il “Fascicolo di fabbricato”, fa riferimento alla legge regionale 31/2002, che dà ai comuni della Regione la facoltà di istituire un fascicolo per ogni fabbricato esistente o di nuova costruzione, in considerazione delle necessità di conoscerne lo stato conservativo, di individuare le situazioni a rischio e di programmare eventuali interventi di ristrutturazione e di manutenzione, onde prevenire rischi di eventi calamitosi.

10/04/2008 - Con la sentenza n. 1305 del 28 marzo 2008, il Consiglio di Stato ha bocciato il “Fascicolo di fabbricato” istituito dal Comune di Roma.

Sisma in Emilia: Fascicolo del Fabbricato, per riqualificare e migliorare la sicurezza

I recenti eventi sismici hanno riportato sotto i riflettori un tema che ciclicamente torna nel dibattito tecnico e politico: l’utilità o meno dell’istituzione obbligatoria del Fascicolo del Fabbricato. L’argomento ha in realtà una lontana origine e sempre collegata, a causa forse dell’approccio emergenziale che spesso contraddistingue il modus operandi nazionale, ad eventi catastrofici: solo crolli di edifici, terremoti, alluvioni, ecc. sembrano in grado di risvegliare dal torpore che avviluppa le norme tecniche ed urbanistiche, e così è avvenuto anche per il tema del fascicolo del fabbricato riemerso più volte in concomitanza di svariati eventi drammatici che nel corso degli ultimi quindici anni hanno colpito il patrimonio edilizio e coinvolto emotivamente l’opinione pubblica.

Crollo palazzo Napoli 5 marzo 2013: geologi, istituire fascicolo fabbricato

"Istituire il Fascicolo del fabbricato e una nuova anagrafe immobiliare. C'è la necessità in Italia di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio, soprattutto quello di valore strategico, come scuole e ospedali, e storico". Lo ha affermato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. I geologi rilanciano con forza l'esigenza di istituire il Fascicolo del fabbricato, un "libretto sanitario" dell'edificio, ha proseguito Graziano, che permetterebbe di valutare le reali condizioni sismiche, statiche, strutturali, geologiche, impiantistiche e sanitarie dell'immenso patrimonio immobiliare italiano. O aspettiamo di vederlo crollare a poco a poco?". Un patrimonio immobiliare, quello nazionale, "che racchiude edifici di grandissimo pregio storico ed architettonico - ha concluso Graziano - che non possiamo permetterci di veder crollare. Il Fascicolo del fabbricato è fondamentale per salvaguardare gli edifici, ma soprattutto le vite umane. Eppure dopo tanti anni in Italia ancora non esiste".

Fascicolo del fabbricato, non è un semplice archivio di documenti Non si tratta di archiviare documenti già reperibili in un fascicolo del fabbricato, bensì di ideare e pianificare modalità di indagine, approfondimenti, ricerche e valutazioni che possano fornire un quanto più chiaro quadro conoscitivo del costruito: per alcuni immobili che, per età e fattura, non hanno un proprio pregresso certo potrebbe essere, inizialmente, più oneroso, mentre per quelli più moderni l’incidenza di tali aspetti potrebbe divenire minore o perfino trascurabile; in ogni caso, così come avvenuto nel campo ad esempio delle classi energetiche, potrebbero essere previsti incentivi all’acquisizione di conoscenze ed informazioni tramite meccanismi premianti o compensativi in termini fiscali, economici…

Paese che vai, fascicolo del fabbricato che trovi

Gli stessi problemi ed interrogativi in altri Paesi hanno trovato risposte ben diverse: in Francia è stato istituito già dal 1977 il Libretto per la gestione manutentiva, in Germania il Diario edilizio, in Spagna il Libro per il controllo della qualità dell’opera. Insomma gran parte dei Paesi europei, seppur con diverse caratteristiche e peculiarità, si è mossa in questa direzione, quando accentuando più la valenza economica e manutentiva del “registro”, quando puntando più sulla sua utilità come archivio di informazioni: riconoscendo sempre però l’indubbia validità della prevenzione e della manutenzione; in Italia invece si è solo optato… per non utilizzarlo. Un primo passo a fine anni Novanta, a seguito di due eventi tragici: il crollo di una palazzina a Foggia, nel 1999, con 67 vittime ed il crollo di un’altra palazzina, a Roma, nel 2001 con 8 vittime; più recentemente il dibattito sull’argomento si è riacceso, necessariamente, a seguito del terremoto de L’Aquila e di quello che ha colpito l’Emilia. In questi oltre dieci anni di gestazione in realtà molti sono i segnali sfavorevoli piuttosto che incoraggianti verso la possibile istituzione obbligatoria del Fascicolo del Fabbricato come strumento per razionalizzare e formalizzare il processo conoscitivo e manutentivo dell’edificato: il tema affrontato a livello nazionale e via via a caduta, regionale,  provinciale e comunale, non ha mai incontrato grande condivisione di intenti a causa della presunta onerosità della sua redazione per i proprietari e addirittura, fatto abbastanza sconcertante, per una temuta possibile perdita di valore degli immobili. Così, a fronte di alcuni tentativi anche recenti, ad esempio di regioni come Emilia e Lazio, e comuni come Roma e Napoli, di fatto il massimo risultato prodotto, in ambito nazionale, rimane ad oggi un disegno di legge (n.4339/1999) che è stato più volte ripreso ed abbandonato nei cassetti delle varie commissioni parlamentari incaricate.

 

 
 

Fonte   cosedicasa.com  

1- Il mio balcone è esposto a nord e c’è poca luce: non so che cosa coltivare

In molte case il balcone esposto verso nord è lasciato vuoto, utilizzato come una sorta di “magazzino” all’aperto per scope, vasi, materiale vario. È l’esposizione più fredda e meno illuminata ma proprio per questo in estate questo spazio può dare ristoro e frescura. Scegliamo allora piante da ombra che non abbiano bisogno di luce diretta per vegetare con forza e per fiorire.

Hosta: sono poco utilizzate come piante da vaso ma nella pratica se poste in contenitori capienti possono resistere per molti anni, specie se si sceglie una sola varietà o varietà di taglia simile perché le piccole finiscono con facilità per essere “mangiate” da quelle più grandi. Hanno bisogno di essere bagnate con regolarità e fertilizzate solo una volta il mese ma regalano una vegetazione ricca ed un fioritura spesso profumata.

Ortensie: sono il secondo grande classico per i balconi a nord, unico difetto iniziano a vegetare tardi e fioriranno dalla seconda metà dell’estate ma resteranno decorative fino all’arrivo del gelo. Bagnatele sempre con acqua dolce o acidulata, rinnovate ogni anno la porzione superficiale del terriccio, predisponete una ricca pacciamatura di corteccia e non abbiate timore a potarle come quelle poste in piena terra perché mostreranno, se poste in contenitori adeguati e in terriccio fertile e acido, una grande capacità di ricaccio.

Rododendri e azalee: anche queste acidofile sono indicate per il balcone a nord perché soffrono il sole diretto e le temperature troppo alte. Bagnarle poco con acqua acidulata.

Fiori: fra le piante da fiore scegliete viole e impatiens del tipo “fiori di vetro”, per avere un mélange di colori, magari insieme a begonie da foglia e una fantasia di heuchere.

2- C’è troppo sole e si bruciano le foglie

Il balcone rivolto verso sud è esposto al pieno sole per gran parte della giornata. Può dare grandi soddisfazioni ma bisogna tenere sempre presente che non può essere paragonato a un’aiuola di giardino: mentre una pianta da fiore in piena terra può espandere liberamente le radici quelle in vaso hanno a disposizione un volume limitato, per di più in condivisione forzata con molte altre piante. Le piante in piena terra possono contare su fenomeni come la risalita capillare dell’acqua nel terreno dagli strati profondi e avere accesso continuo a nuovi nutrienti; mentre quelle in vaso dipendono esclusivamente dall’acqua di bagnatura e hanno l’apparato radicale confinato. Quindi apporti costanti e regolari di acqua, nutrienti e manutenzione sono vincolanti per ottenere buoni risultati su un balcone fiorito posto a sud.

Come rimediare:

  • bagnate tutti i giorni,

  • fertilizzate tutte le settimane a metà del dosaggio indicato,

  • ripulite le piante dal secco e dai fiori rovinati una volta la settimana,

  • rimuovete i detriti di vegetazione,

  • lavorate in superficie il terriccio e, se serve, aggiungetene altro una volta al mese,

  • sostituite subito una pianta che si secchi.

Che cosa coltivare

Surfinie, ibischi erbacei, gerani parigini, plumbago, gazanie, nepeta, tagete, begonie da fiore, bidens e verbena, mandevillea e dipladenia, bacopa, lantana.

3- Quando annaffio l’acqua tracima e cade dal balcone

Capita a tutti di bagnare il balcone la sera, quando si è stanchi e si cerca di accelerare i tempi, spesso sbagliando. Quando questo spiacevole inconveniente si verifica, tre possono essere le ragioni:

a) errata modalità di irrigazione: le piante devono sempre essere bagnate al piede, direttamente sul terreno; nella fretta, sbagliamo e incliniamo l’annaffiatoio prima di aver correttamente posizionato il beccuccio, così l’acqua bagna la vegetazione: le piante con foglie grandi, decombenti verso l’esterno o poste una sopra l’altra fanno scorrere via l’acqua lasciandola cadere all’esterno dei contenitori. Una volta sul balcone, per la sua leggera inclinazione, scorrerà verso l’esterno. La soluzione: in questo caso basta solo maggiore attenzione.

b) piantumazione errata: se il terriccio arriva a livello del bordo del vaso o poco sotto, l’acqua distribuita può tracimare facilmente.

c) eccesso d’acqua distribuita per contenitore: se si commette un errore di valutazione, si somministra in pochi secondi un grande volume d’acqua rispetto alla capacità d’assorbimento del terreno. Poi questa scola rapidamente nel sottovaso, lo colma e tracima. Come rimediare: Per ovviare al problema basta bagnare i vasi in due o tre tornate successive, e non in una volta solo, così da osservare quanta acqua si è accumulata nel sottovaso: nel primo passaggio bagnate poco ma rapidamente colmando lo spazio esistente fra il bordo del vaso e il livello del terriccio così che il terreno in superficie si bagni in modo uniforme, nel secondo aggiungete lo stesso quantitativo se l’acqua non è arrivata ancora nel sottovaso o la metà se già è presente. Il terzo si renderà necessario per i contenitori grandi se una parte non è stata raggiunta. E ricordate sempre che sottovasi grandi e alti possono ovviare a questo problema.

4 – Nascondere il parapetto in muratura

Spesso si desidera nascondere la struttura muraria che fa da parapetto al balcone o la ringhiera in metallo. Le specie sempreverdi a vegetazione ricadente sono la scelta migliore ma non sono molte e solo alcune si mostrano resistenti a condizioni climatiche caratterizzate da forti escursioni termiche e da una concentrazione di inquinanti elevata come si trova nelle città. Per questa ragione dovremo averne molta cura: apportare nutrienti in modo mirato ma senza eccedere per non elevare troppo la salinità del substrato, bagnare con regolarità, rinnovare ogni anno il primo strato di terriccio con materiale fresco e fertile.

Edera: con la sua versatilità e resistenza è la pianta principe per questo impiego. A foglia grande o piccola, verde o variegata, a forma piena o spigolosa, si rivela affidabile e decorativa specie quando con gli anni diventa folta e vaporosa con più strati di foglie sovrapposti, una fioritura capace di attirare insetti, specie farfalle, a fine stagione, ed eleganti bacche nere appetite dagli uccelli stanziali. Facilmente governabile richiede di essere manotenuta una volta l’anno per eliminare le foglie secche.

Altri rampicanti: Chi ha vasche grandi può scegliere anche il cotoneaster o il gelsomino ma sono piante che crescono più lentamente e “sporcano” di più. La bignonia, Campis radicans, capace di una fioritura colorata e copiosa, è spogliante.

5 - Vasi appesi

Non esiste un articolo di legge che normi la presenza o il divieto di vasi sui balconi, se non  regolamenti comunali molto lacunosi e generici. In questo caso il regolamento del condominio è sovrano ed è a questo che si deve fare riferimento. In mancanza di precise indicazioni si può richiedere una precisazione in sede di assemblea fra gli inquilini e i proprietari. Per evitare problemi controllate sempre che i vasi siano ben collocati in apposite fioriere fissate al balcone, mai sbilanciati o troppo pesanti. In ogni caso, appendendo i vasi verso l’interno della ringhiera si evita ogni problema legato alle cadute.

per approfondire     http://www.cosedicasa.com/balcone-risolvere-altri-4-problemi-comuni-35335/

 

 
 

Quando si cercano esempi dell’imperfezione della democrazia, nel senso di agire secondo il volere di una maggioranza di individui, spesso si ricorre al “condominio”

Da      italians.corriere.it   26 maggio 2014    di    Paolo Galli, p.galli.italians@virgilio.it    

Cari Italians: il matrimonio gay. Possiamo immaginare la società come la facciata di un condominio e la vita di ogni individuo come un appartamento. Ognuno arreda il proprio appartamento secondo i suoi gusti ma a nessun condomino è consentito di dipingere la sua parte di facciata col colore preferito. La facciata è di tutti e nessuno può tramutarla nel vestito di Arlecchino inalberando il proprio diritto all’autodeterminazione con la scusa che analogo diritto spetterebbe anche a tutti gli altri. La facciata di un palazzo è una sola e deve piacere a tutti i condomini. Essendo difficile che a tutti piaccia lo stesso colore, o si decide a maggioranza o si cerca qualcosa che non dispiaccia troppo a nessuno. Nel primo caso qualcuno rimarrà scontento e dovrà abitare in un palazzo che non gli piace per niente: resterà del rancore pronto ad esplodere ad ogni occasione. Nel secondo caso ognuno, pur non essendone entusiasta, troverà in quella facciata un tono complessivo accettabile e così essa sarà la facciata di tutti. Il matrimonio gay rende la facciata comune in un modo che piace solo ad alcuni, come solo ad altri – pur non dando giudizi su quel che accade nei singoli appartamenti privati – piacerebbe una facciata senza quel colore. I diritti individuali, quando escono dall’appartamento e si affacciano sulla pubblica via, connotano la società non solo per i singoli, ma per tutti. E “matrimonio” è parola che dà voce ad un contenuto così pregno di significato da incidere fortemente sul colore della società. Evitando prepotenze da una parte o dall’altra, bisogna trovare un colore che sia tollerabile per tutti.

 

 
 

Per quanto riguarda i lavori di recupero effettuati su parti comuni di edifici residenziali, anche in presenza del c.d “condominio minimo” trovano applicazione le disposizioni civilistiche sul condominio, di conseguenza al fine di accedere alla detrazione di cui all’art. 16-bis DPR 917/1986 è necessario che:

  • il condominio chieda l’attribuzione del codice fiscale;
  • i pagamenti siano eseguiti mediante bonifico bancario, con l’indicazione del codice fiscale del condominio e del condomino che effettua il pagamento;
  • i documenti di spesa siano intestati al condominio, secondo quanto già indicato con la C.M. 57/E/1998.

Invece, per la ripartizione delle spese relative alla parti comuni alle unitaÌ immobiliari i condomini dovranno concorrere alle stesse in ragione dei millesimi di proprietaÌ o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile.

Per quanto concerne gli adempimenti necessari per la detrazione delle spese di recupero del patrimonio edilizio, l’Agenzia ricorda che nell’ipotesi in cui la causale del bonifico riporti i riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e tale “errata indicazione” sia dovuta a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, è comunque ammesso il beneficio della detrazione, naturalmente nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma agevolativa.

In materia di “bonus mobili” l’Agenzia conferma quanto già affermato con la C.M. n. 29/E/2013, secondo cui:

  • gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono il presupposto per l’ulteriore detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono quelli ai commi 1, lettere a), b) e c), e 3 dell’art. 16- bis D.P.R. 917/1986, escludendo da tale elencazione, quindi, i c.d. “interventi minori”, tra cui rientra anche l’acquisto o la costruzione del box auto, di cui alla lettera d) della citata disposizione normativa.
  • gli acquisti di mobili, arredi e grandi elettrodomestici, effettuati dal 6.6.2013, nel limite massimo di spesa pari ad € 10.000, e pagati con bonifico bancario sono assoggettati a ritenuta d’acconto del 4%, in quanto gli stessi devono riportare la causale prevista per il recupero del patrimonio edilizio;
  • gli acquisti pagati con carta di credito o bancomat sono detraibili a condizione che il contribuente conservi la documentazione attestante l’effettivo pagamento e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualitaÌ e quantitaÌ dei beni e servizi acquisiti. Nel caso in cui l’acquisto sia documentato da scontrino fiscale la detrazione è ammessa a prescindere che lo stesso riporti o meno il codice fiscale del contribuente, a condizione che lo stesso contenga l’indicazione della natura, qualitaÌ e quantitaÌ dei beni acquistati e sia riconducibile al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora).

 

 

 
 

Fonte    gazzettadimantova.it     di Francesco Abiuso    23 maggio 2014

Amministratore denunciato dai condomini per appropriazione indebita. «Ha approfittato dello stop a mutui e bollette per il sisma e si è preso i nostri soldi».

MANTOVA. L’accusa è di quelle pesanti: truffa e appropriazione indebita. Il costo delle presunte violazioni sarebbe un buco da circa 75mila euro. Siamo a Roncoferraro, al civico 9 di via Leonardo Da Vinci. Qui c’è un condominio, il Primula, abitato da una decina di famiglie. La battaglia a suon di carte bollate vede contrapposti gli abitanti della palazzina all’ex amministratore di condominio: Romeo Graziano Frignani, con studio in largo Martiri a Gonzaga e a Suzzara.

Nei confronti di Frignani i condomini hanno presentato un esposto denuncia segnalando una situazione che, se verrà accertata dalla magistratura, è davvero grave. In sostanza, Frignani viene accusato di essersi intascato ben 63mila euro, ovvero l’insieme delle somme che ciascuno degli abitanti avrebbe versato all’amministratore come rate di un mutuo acceso per la ristrutturazione di facciata e balconi e come pagamenti delle utenze di luce e gas e altri servizi di manutenzione.

Ma ciò che incuriosisce è la modalità che, secondo le accuse, sarebbe stata usata da Frignani per sottrarre i soldi: l’ex amministratore avrebbe approfittato della moratoria su bollette e mutui disposta dopo il terremoto del 2012 per le popolazioni colpite. Pur beneficiando della sospensione dei pagamenti fino a fine 2012, il condominio di Roncoferraro sarebbe stato tenuto all’oscuro di questa agevolazione. L’allora amministratore avrebbe continuato a riscuotere i vari pagamenti e usato per sé i soldi. Queste almeno le accuse che ora sarà compito della procura, e del tribunale, verificare. Ma continuiamo con il racconto dei condomini, assistiti in questa battaglia dai legali Maurizio Peverada, nominato nuovo amministratore, e Martino Del Sozzo, scelto come difensore. Un giorno del settembre 2013 si vedono recapitare una comunicazione dalla Popolare di Mantova, filiale di Bagnolo: si tratta della messa in mora per un debito di quasi ventimila euro relativo a un mutuo acceso nel febbraio 2011 per lavori di ristrutturazione. «Com’è possibile? Abbiamo sempre pagato» si domandano. E chiedono lumi all’amministratore. Di lì a poco si tiene una riunione urgente, e qui sarebbe avvenuta la confessione di Frignani e l’ammissione del comportamento fraudolento. Avrebbe confessato di essersi tenuto 65mila euro (poi la cifra sarebbe scesa a 63mila, ma il buco complessivo sarebbe di 75mila). Non sarebbero state pagate né la ditta che ha eseguito i lavori, né gas e luce, né la manutenzione di ascensore e estintori, né la polizza assicurativa. L’appropriazione indebita di alcune somme, talvolta chieste con la scusa di coprire i buchi di altri condomini, sarebbe iniziata già nel 2010. I condomini, molti dei quali anziani, hanno raccontato di essersi sempre fidati di Frignani.

PENSARCI PRIMA: scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 
 

Il mezzo di trasporto più usato al mondo è in media anche il meno ammodernato. Ci facciamo forse poco caso perché abbiamo l'abitudine di impiegarlo di fretta, dimenticando quasi sia una struttura che richiede cura, manutenzione, sicurezza. Su quasi un milione di ascensori in servizio in Italia, circa il 40% (400mila) ha più di 30 anni e almeno il 60% non è dotato delle più recenti tecnologie in materia, garanzia di un miglior livello di affidabilità.

La denuncia arriva da AssoAscensori, associazione dell'industria italiana di settore aderente ad Anie Confidustria, e porta anche le cifre degli infortuni dovuti al crescente invecchiamento dei mezzi in funzione: lo scorso anno gli incidenti a utenti e addetti ai lavori di ascensori e scale mobili sono stati oltre 1.300, alcuni con conseguenze gravi o addirittura mortali. Il 73% degli incidenti riguarda in particolare gli ascensori. Quali le cause? Un terzo degli infortuni denunciati in Europa ogni anno sono originati dalla presenza di dislivello, dall'imprecisione di arresto al piano; segue l'urto con le porte, che colpisce soprattutto le persone anziane; e l'intrappolamento in cabina, che comporta gravi conseguenze a cardiopatici o claustrofobici.

Il livello effettivo di sicurezza degli impianti, pur con adeguata manutenzione, è commisurato alla data della loro prima installazione. In Italia l'adeguamento del parco esistente è lasciato a discrezione e responsabilità del proprietario; e a differenza della maggior parte degli stati Ue, il nostro paese non ha recepito la Raccomandazione 95/216/CE per l'adeguamento della sicurezza degli ascensori installati prima del luglio 1999. «Se il rinnovamento del parco mezzi diventasse norma, infortuni e incidenti diminuirebbero sensibilmente e tutti gli utenti potrebbero viaggiare su questi mezzi, fondamentali nella vita quotidiana, in totale comfort e sicurezza», afferma il presidente di AssoAscensori, Vincenzo de Martino. «Il recepimento della raccomandazione comunitaria è sicuramente un obiettivo che si può e si deve raggiungere anche in Italia, e verso il quale la nostra associazione si è sempre dimostrata particolarmente sensibile. Con il graduale adeguamento della sicurezza si avrebbero inoltre indubbi vantaggi dal punto di vista dell'accessibilità e dell'efficienza energetica».

AssoAscensori ha stilato una guida che illustra le più frequenti situazioni di rischio, e lanciato una campagna di sensibilizzazione ("Sali o scendi? Sali consapevolmente, fai scendere gli infortuni"): VEDI IL FILMATO “10 REGOLE PER UN USO SICURO"

http://www.youtube.com/user/salioscendi/videos

. Miniatura

…Sali o Scendi? 10 regole per un uso sicuro

 

 
 

di Maria Chiara Voci  da casa24.ilsole24ore.com

L'ultimo nato è della multinazionale Otis. Modello Gen2 Switch. Ma sono più di una le case produttrici che si stanno affacciando su questa tipologia di prodotto. L'ascensore, come un qualsiasi elettrodomestico di casa, non ha più bisogno di una linea elettrica dedicata, da 380 Volt trifase, ma può attaccarsi a una comune presa da 230/220 Volt monofase. «Il risultato – spiegano dalla Otis – è che si abbattono al minimo i consumi di energia. Per funzionare, infatti, il sistema che abbiamo appena lanciato richiede una potenza di appena 500 Watt. In più la macchina può essere allacciata con apparati di produzione di energia rinnovabile e quando staziona al piano, si posiziona in stand-by, spegne le luci di cabina e i circuiti non necessari, fino alla successiva chiamata. Anche in caso di black-out, l'apparecchio funziona, garantendo fino a un massimo di 100 corse».

Come la Otis, anche altri produttori si stanno testando sugli ascensori alimentati dalla corrente "casalinga". Ad esempio, fra le ditte produttrici c'è la Sele, che nella serie "Tree", propone un sistema di controllo che consente all'impianto elettrico di funzionare con il semplice allacciamento 220 Volt monofase con contratto per le utenze condominiali (3 kW) e con l'ausilio di fonti energetiche gratuite e pulite come quella fotovoltaica. Così anche la Bremi ascensori, che presenta il prodotto 2GLift.

Si tratta di evoluzioni importanti di mercato. Che tuttavia, prima di essere scelte, devono essere ben soppesate. Infatti, come mette in luce la Anacam, l'Associazione nazionale imprese di costruzione e manutenzione ascensori, all'interno di un fabbricato abitativo «l'incidenza di un ascensore sui consumi elettrici generali è relativa». Discorso diverso, invece, se l'impianto è installato in un immobile - come una palazzina per uffici, un ospedale o anche un grande condominio - dove effettivamente la media delle corse supera (a volte anche di gran lunga) quello delle 100 giornaliere. In questo caso, allora, scommettere su un impianto a basso consumo, affrontando gli eventuali extra-costi sul prezzo, significa davvero risparmiare in bolletta.

Non solo. Come spiega Giuseppe Iotti, esperto tecnico di Anacam, per ciò che riguarda gli ascensori alimentati a 220 Volt è necessario anche valutare bene altri aspetti, come costi e durata delle batterie: «Può infatti accadere – specifica Iotti – che la trasformazione da corrente alternata in continua e l'uso di batterie, che consumano anche quando l'ascensore è fermo, facciano sì che l'effettivo consumo energetico alla fine risulti superiori a quelli di un impianto con tecnologia tradizionale. Al di là della classificazione energetica, che viene assegnata al prodotto». Certo meccanismi come lo stand-by o la possibilità di integrare l'alimentazione prodotta da fonti rinnovabili costituiscono punti aggiuntivi non indifferenti. «Tuttavia – conclude Iotti – è fisiologico che dopo un certo tempo di funzionamento le batterie debbano essere sostituite. Il che costituisce un costo, oltre che un impatto ambientale di cui tenere conto».

 

 
 

da    qn.quotidiano.net  maggio 2014

Da diversi anni AIDAA, Associazione italiana animali ambiente, si occupa della convivenza in condominio delle famiglie con animali domestici con quelle che non ne hanno. In Italia sono oltre 12 milioni le famiglie che possiedono animali domestici. Per questo motivo è stata incaricato l'avvocato Paola Duval, del tribunale degli animali di Roma, di stilare un decalogo aggiornato delle normative e dei comportamenti per chi detiene un animale in condominio.

La L.220/2012 di riforma del condominio ha novellato l’art. 1138 cc. disponendo che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici affermando la piena libertà di possedere o detenere per conto di altri, animali quali i gatti, i cani, i criceti, i conigli, ecc. Ciò posto, detta libertà incontra il limite del rispetto dei diritti degli altri condomini alla quiete ed alla salute, nonché dei doveri di controllo e custodia nelle parti comuni. Qui di seguito il decalogo delle regole che il ‘buon proprietario’ è tenuto comunque ad osservare nel pieno esercizio del suo riconosciuto diritto di vivere con un animale domestico, in particolare il cane.

1. Portare sempre il cane al guinzaglio corto (mt. 1,50) e con la museruola al seguito quando si attraversano o si sosta negli spazi comuni e nel giardino condominiale.

2. Il cane deve essere tenuto al guinzaglio corto e con museruola al seguito quando si usa l'ascensore condominiale, ricordarsi di portare sempre con sè un deodorante per togliere gli odori di Fido e del materiale per l'eventuale pulizia degli ascensori qualora Fido perda pelo.

3. Mai lasciare libero il cane per le scale condominiali o negli spazi condominiali chiusi e nei giardini condominiali (tranne diverse disposizioni del regolamento).

4. Raccogliere sempre e con gli appositi sacchettini le deiezioni dei propri cani e pulire con appositi prodotti non nocivi né per cani né per i bambini qualora il cane faccia pipì in spazi condominiali o nel giardino comune.

5. Se si possiede un giardino di proprietà utilizzato dal cane, deve essere sempre tenuto pulito dalle deiezioni in modo da evitare sgradevoli odori ai vicini. Il giardino, il box o lo spazio privato dove vive il cane deve essere pulito almeno una volta al giorno.

6. Mai lasciare in giro negli spazi comuni ciotole contenenti cibo o acqua per il proprio cane, se lo stesso mangia in spazi comuni o nel giardino privato o comunque all'aperto, occorre lasciare la zona utilizzata così come era precedentemente, raccogliendo i rifiuti e spostando le ciotole.

7. Se il cane abbaia in casa negli orari del riposo provvedere ad insonorizzare la zona dove vive il cane e predisporre gli spazi a lui riservati nella zona più lontana possibile rispetto alle case ed alle finestre dei vicini.

8. Mai lasciare il cane libero in ascensore, potrebbe disturbare o importunare gli altri condomini

9. Portare il cane a passeggio almeno due volte al giorno, lasciandolo correre per almeno mezz'ora in una apposita area cani, questo lo aiuterà a stancarsi e distrarsi.

10. Evitare di lasciare solo in appartamento il proprio cane per più di sei-sette ore al giorno, il cane si sentirebbe trascurato e ovviamente si lamenterebbe. Mai lasciare il cane solo chiuso fuori casa sul balcone anche se per poche ore, occorre sempre lasciare aperta una porta in modo che l'animale possa andare e venire dall’appartamento.

In caso di violazione delle suddette regole il proprietario detentore potrà incorrere in sanzioni di natura civile, per violazione del divieto di immissioni o penale per maltrattamento .

 

 
 

da ilmattino.it  di Luca Gigli

Un palazzo dove ci sono troppi tumori e troppe persone ne muoiono. Forse solo una coincidenza, ma davanti a 23 tumori in dieci anni tra condominio dell’Ater in piazza della Repubblica, e quelli adiacenti, non si poteva restare con il dubbio.

L’ultimo caso è quello di Francesca Mazzolaio che lavorava proprio all’Ater, deceduta nei giorni scorsi, in una serie che ha colpito i dipendenti dell’azienda per l’edilizia pubblica (alcuni dei quali erano anche andati in pensione) con patologie tumorali di vario tipo. La frequenza eccessiva ha spinto i dipendenti Ater, trovando d'accordo i vertici, a fare una denuncia e da circa un anno lo Spisal sta lavorando.

Tutti gli esami svolti hanno finora dato esisto negativo, ma non sono terminati. Svolti anche studi epidemiologici dalla facoltà di Medicina dell’università di Padova. L’Arpav classifica ad alto inquinamento quella zona della città.    

 

 
 

da    lanazione.it      di Valeria Caldelli

Tutti ai nastri di partenza per le nuove tasse varate alla fine del 2013 e ai banchi di prova a partire dal prossimo mese di giugno. La cosiddetta Iuc, Imposta unica comunale, incombe sulle nostre teste, nella speranza che, se anche non risparmieremo nemmeno un euro, almeno tutto possa diventare più semplice. Il problema è che invece ancora una volta ci troveremo in mezzo a un dedalo di scadenze, con bollettini e regolamenti per niente semplificati e in più con gli uffici comunali  impreparati ad affrontare le novità e 'intasati' dalle domande dei contribuenti. La nuova imposta, dunque,  è unica soltanto di nome perché nei fatti si divide in tre. Da una parte l'Imu, la tassa sulla casa che  tutti conosciamo, dall'altra la  Tari, imposta sui rifiuti che prende il posto della Tares, e infine la Tasi, il tributo appena introdotto, detto per i 'servizi indivisibili', che ancora una volta si applica alla casa.

Ma cosa succederà, dunque, con la Iuc? Chi deve pagare? E quanto? Ecco come saranno ripartite le tasse nei vari soggetti. Chi è proprietario di un'abitazione non di lusso e vi risiede sarà esente dall'Imu, ma pagherà interamente Tasi e Tari. Chi abita in una residenza di lusso (A/1, A/8 e A/9) e ne è proprietario pagherà interamente Imu, Tasi e Tari. Lo stesso avviene per qualsiasi seconda o terza casa non affittata. Se invece l'appartamento è affittato il proprietario pagherà interamente la quota Imu, ma solo parzialmente la Tasi (tra il 70 e il 90 per cento a seconda di quanto stabilito dal Comune). L'inquilino, e questa è una delle novità della nuova legge, oltre a pagare la tassa dei rifiuti, è chiamato a contribuire alla Tasi nella misura compresa tra il 10 e il 30 per cento del tributo, a seconda, appunto, della decisione dell'amministrazione comunale.

"Se è vero che l'Imu è stata eliminata per le abitazioni non di lusso, è però altrettanto vero che è stata introdotta una nuova tassa, la Tasi, la quale  si applica indistintamente a tutti gli immobili e rischia di essere pagata anche da chi in precedenza non pagava l'Imu", commenta Cesare Cava. "Vi sono infatti 5 milioni di famiglie che avendo  immobili con una rendita modesta non pagavano Imu perché la detrazione compensava interamente l'imposta. Adesso che la detrazione è stata eliminata saranno obbligati a pagare la Tasi. Ogni Comune potrà decidere entro il 31 luglio esenzioni, riduzioni e agevolazioni, ma considerando le carenze di risorse degli enti locali, è assai probabile che molti contribuenti avranno sorprese negative".

La Tasi sarà ugualmente calcolata sui valori catastali, esattamente come l'lmu, e si presenta quindi né più, né meno, come un'addizionale Imu. L'aliquota massima applicabile è il 2,5 per mille, con possibilità di arrivare al 3,3 per mille soltanto in presenza di detrazioni stabilite dal Comune, finanziate con lo 0,8 per mille aggiuntivo”. Per quanto riguarda la Tari, o tassa dei rifiuti, non cambiano i contenuti rispetto alla Tares. Le tariffe sono calcolate in base ai metri quadrati delle abitazioni e al numero degli occupanti, mentre per gli operatori economici c'è una suddivisione in 30 categorie diverse. Le somme da pagare non dovrebbero variare rispetto al 2013.

Facendo l'esempio di una abitazione principale di categoria A/2  con rendita catastale 590,10 e grande 80 metri quadrati, l' aumento tra il 2013  e il 2014 è quasi il doppio. Se l'Imu sarà uguale a 0, la Tasi calcolata al 2,5 per mille porterà il proprietario a pagare 247,84 euro. In tutto, compresa la tassa sui rifiuti, l'anno scorso il costo era 264 euro e a giugno sarà 487.

Per una abitazione di lusso di 180 metri quadrati dove abita una famiglia con due figli sotto i 26 anni e una aliquota Imu prima casa al 4 per mille nel 2013 la tassa era 1661 euro e quest'anno sale a 2391.

Ovviamente si tratta soltanto di esempi in attesa che i Comuni scelgano le tariffe da applicare entro la data del 31 luglio. L' ulteriore problema è che il pagamento dell'acconto scade il 16 giugno, con la conseguenza che i conteggi dovranno essere fatti sulla base delle aliquote dello scorso anno e poi ricalcolati al momento del versamento definitivo. "Il buon senso e la necessaria prudenza avrebbero suggerito di prevedere un adeguato periodo sperimentale su alcuni comuni, prima di dare avvio ad una riforma che non raggiunge gli obiettivi di semplificazione e di equità richiesti dai cittadini", sottolinea Cava.

 

 
 

18 maggio 2014   da  gazzettadi modena.it

Apre il “Condominio solidale”: sono stati inaugurati in via Gottardi 58-60, alla presenza dell’assessore Francesca Maletti, ventisei miniappartamenti con servizi destinati all’affitto a canone calmierato ad anziani, persone con problemi di autonomia e famiglie.

 “Dei 26 alloggi - spiega il Comune - 20 sono destinati a singoli o coppie di anziani e disabili adulti lievi o medio-lievi in possesso dei requisiti, che presentano problematiche correlate alla solitudine e alla fragilità delle reti parentali o difficoltà concrete legate alla gestione dell’abitazione e al disbrigo di attività esterne”.

I sei appartamenti rimanenti saranno assegnati a famiglie, preferibilmente con bambini, disponibili a stringere un “patto di solidarietà”, cioè a dedicare tempo per garantire agli anziani e disabili dello stesso pianerottolo alcuni interventi di aiuto. “In particolare, dovranno impegnarsi a svolgere attività di primo intervento attivando altri servizi e attività tra cui i servizi sanitari e, per fare ciò, almeno un componente delle famiglie solidali dello stabile dovrà essere sempre presente, in particolare nel fine settimana e nel periodo estivo. Con turnazioni programmate, le famiglie dovranno garantire l’apertura dei locali condominiali anche con la presenza e il coinvolgimento nelle attività gestite dai gruppi di volontariato e dalle associazioni. I nuclei saranno individuati attraverso gli elenchi dell’Agenzia Casa del Comune (andando quindi a dare risposta a un ulteriore bisogno abitativo) e saranno orientati attraverso colloqui e interventi formativi”.

Il progetto mira di fatto a sviluppare forme di solidarietà in un’ottica di rapporti di buon vicinato e di reciprocità, anche intergenerazionale, tra condomini. “Le stesse persone in situazione di fragilità potranno diventare una risorsa grazie al tempo disponibile da dedicare agli altri. La struttura ha infatti l’obiettivo di valorizzare e stimolare le capacità relazionali e le risorse individuali degli abitanti. Mira a sostenere la domiciliarità e la vita indipendente di anziani e disabili, e a evitare o ritardare la necessità di percorsi di istituzionalizzazione”.

 

 

 
 

18 maggio 2014 da liberoquotidiano.it

Ogni anno si registrano  due milioni di liti tra vicini di queste 350mila finiscono davanti al giudice di pace, 200 mila in tribunale alcune al camposanto: una decina di persone all'anno vengono uccise dalla rabbia dei vicini. Nelle case popolari del centro di Torino, i vigili urbani hanno tenuto una lezione sui rapporti di buon vicinato, loro che fanno da mediatori.  L'obiettivo della lezione è stato quello di prevenire in modo che le i conflitti non degenerino. Nella classifica dei motivi di lite più frequenti, al primo posto ci sono i rumori molesti e gli odori indesiderati. Purtroppo, hanno spiegato i vigili urbani durante la loro lezione, le regole sono poche e poco chiare. Il disturbo alla quiete pubblica, per esempio, si concretizza solo quando riguarda un numero alto di persone e non solo il vicino. Un altro problema è che da nessuna parte - sottolineano i vigili - c'è scritto che non si può camminare con i tacchi alti o fare rumore di notte. Il consiglio principale è di lavorare sulle relazioni tra vicini e di sottoporre un problema con gentilezza, dopo aver smaltito l'arrabbiatura. Prima di andare dal vicino molesto, sfogate la vostra rabbia, parlatene con amici e parenti e poi affrontate il diretto interessato. Se non si arriva a una soluzione, meglio rivolgersi all'amministratore di condominio o, nel caso di Torino, agli stessi vigili.

 

 
 

da    ilghirlandaio.com      di Raul Tran    15 maggio 2014

Tempo d'estate, tempo di passioni ma anche di rumori. Fare l'amore in modo rumoroso, a finestre aperte, può essere soggetto a sanzioni al pari dei rumori molesti che arrivano da un locale con i tavolini all'aperto o dell'alto volume di un televisore acceso fino a tarda notte. Lo prevede la legge anti stalking che si applica per alcune norme anche agli immobili residenziali. Anche il sesso un po’ troppo teatrale, infatti, è tra i “capi d’imputazione” per chi è particolarmente inviso ai vicini. Almeno, questa è stata una delle motivazioni che hanno costretto un inquilino di Padova a lasciare il condominio dove risiedeva, in seguito a un’ordinanza del Gip.

Per il 43enne veneto, infatti, erano state sporte ben otto denunce per rumori nelle ore di riposo, tra le cui motivazioni figuravano, appunto, anche delle performance un po’ troppo ardimentose tra le lenzuola. Ma non era solo questa la ragione della crociata dei vicini di casa: radio a massimo volume, lanci di oggetti contro le pareti e il tutto, beninteso, sempre nel cuore della notte. Per lui, ora, l’obbligo è quello di non avvicinarsi entro i 500 metri dalla struttura condominiale che ha disturbato per lungo tempo. Le legge di riferimento è l’articolo 612 bis del Codice penale, introdotto nel 2009 e che può essere applicata in tutti quei contesti – dunque, non solo quelli di coppia – in cui sia posta in essere un’attività insistita in grado di generare inquietudine in chi la subisce.

Oltre a questo caso particolare, il fenomeno dei rumori molesti è molto diffuso e su di esso si è espresso anche il regolamento del condominio. Cosa si può fare quando i rumori provocati da alcuni condomini disturbano la quiete di altri abitanti? Come si può stabilire se il volume della musica o della televisione, o delle voci è troppo alto? Ci sono limiti alle feste domestiche? I regolamenti di condominio prevedono in genere orari da rispettare negli appartamenti per tenere sotto controllo le rumorosità di qualunque genere. Non vi sono particolari limitazioni alle feste domestiche, fatto però salvo il rispetto della quiete altrui, e lo svolgimento di attività che non siano vietate da leggi nazionali e altre normative locali. I condomini disturbati possono chiamare direttamente le forze dell’ordine, per fare cessare immediatamente la confusione. In caso di disturbo continuato nel tempo, oltre a richiami scritti dell’Amministratore di condominio, è possibile citare in giudizio i trasgressori.

E’ possibile contattare ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per la misura dei decibel raggiunti dai rumori; il suo intervento può essere richiesto sia dal singolo cittadino che da un giudice. ARPA provvederà a effettuare i rilievi ed i controlli di merito; se risultano superati i limiti previsti dalla legge, verrà imposto di adeguarsi ai valori limite di rumore previsti dalla legge. Sempre i tecnici ARPA verificheranno in seguito se è avvenuto il risanamento e, nel caso in cui accertino la continuazione dell’attività rumorosa, è prevista una sanzione amministrativa fino a 10.329 € (art.10 L.Q. 447/95).

Può essere inoltrata informativa di reato all’Autorità Giudiziaria competente (giudice unico – art. 650 del Codice Penale) per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Il singolo cittadino può rivolgersi al Giudice di Pace (art.7 C.P.C.) per ottenere il rispetto dell’art.844 del Codice Civile che, regolando i rapporti di vicinato, vieta le immissioni, le esalazioni, i rumori e gli scuotimenti che superano la “normale tollerabilità”. Non è necessaria l’assistenza di un legale e per questa materia il Giudice di Pace è competente qualsiasi sia il valore della controversia; il Giudice potrà inibire immediatamente l’attività rumorosa, oppure imporre, se tecnicamente possibile, determinati accorgimenti tecnici che riducano il fastidio provocato. Il trasgressore potrà essere condannato al risarcimento dei danni nei confronti di coloro che hanno dovuto subire il fastidio provocato dal rumore.

Nei confronti di chi provoca rumore può anche essere intentata una causa penale sulla base dell’art.659 del Codice Penale. Il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone (ad esempio a causa di schiamazzi notturni provenienti dai frequentatori di un locale, o dall’abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche). L’art.659 C.P. è disposto a tutela della quiete pubblica e privata e colui che viene riconosciuto colpevole di reato è sottoposto ad una serie di “spiacevoli” conseguenze. L’azione penale inizia con un atto di denuncia-querela presentato alla Polizia Giudiziaria (ad es. Carabinieri, Polizia) che lo trasmette immediatamente alla Pretura (competente in base all’art.7 c.p.p.) perché proceda agli accertamenti volti a verificare la sussistenza del reato.

 

 
 

PENSATECI PRIMA scegliendo la struttura aziendale di Unicasa, che garantisce la corretta gestione del vostro denaro

Fonte ilvenerdiditribuna.it del 14 maggio 2014

Novara. Novità sul fronte del caso Albertaro (vedi nostra news del 4 febbraio  http://www.unicasaitalia.it/news-id-86.htm#86),  l’amministratore di condominio che a causa di ammanchi perpetrati negli anni aveva costretto al gelo, lo scorso inverno, diverse famiglie novaresi. Famiglie la cui unica colpa era quella di vivere negli stabili da lui amministrati e le cui quote regolarmente pagate non erano poi mai arrivate alle società fornitrici di servizi. Nella giornata di oggi, infatti, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare a domicilio per l’amministratore novarese. Il “bubbone” era esploso sul finire dell’inverno, quando diverse famiglie di ben diciassette stabili da lui amministrati si erano ritrovate di colpo senza riscaldamento. Le proteste dei condomini avevano portato all’approfondimento della situazione economica dei rispettivi condomini e di altri stabili sempre amministrati dall’Albertaro, approfondimento che aveva evidenziato vere e proprie “voragini” nei conti. Contestualmente, Stefano Albertaro era finito nel mirino della Procura della Repubblica che aveva avviato un’indagine che ha portato agli sviluppi odierni.


 

 
 

Fonte Comune di Pontedera     da  www.gonews.it    13 maggio 2014

Piccola cerimonia martedì 13 maggio nel condominio popolare di via  M.L.King a Pontedera dove sono state consegnate agli inquilini le chiavi dei cancelli delle cantine a completamento di un’opera di risanamento sull’intero edificio.

Marco Cecchi, assessore alle politiche abitative spiega: “Il condominio di M.l.King nel quale vivono 54 famiglie aveva nel 2009 tre grossi problemi: sovraffollamento (la scelta di assegnare una buona fetta di alloggi alle giovani coppie non era stata poi accompagnata dai necessari cambi mano a mano che i nuclei aumentavano con la prole); presenza di soggetti dediti ad attività illecite (traffico di droga e subaffitto); difetti strutturali. In cinque anni siamo riusciti a sgonfiare la pressione sull’edificio spostando in alloggi più grandi nove nuclei familiari che vivevano in 4 o 5 persone in 42 metri quadri. Abbiamo ”tagliato” l’edificio a piano terra, inserito una guaina per fermare la risalita dell’acqua, siamo intervenuti negli alloggi per ripristinare i pavimenti saltati ed è ora in corso il cantiere per la ritinteggiatura delle facciate. Abbiamo allontanato e tolto gli alloggi a soggetti che li usavano per attività criminali o che ospitavano indebitamente e lucrosamente terze persone. Abbiamo chiuso con

 cancelli i corridoi delle cantine che spesso venivano utilizzate da persone che non abitavano nel palazzo come nascondiglio o riparo. Abbiamo, con il contributo dei capo-scala, ricreato una piccola comunità che non si chiude dietro la porta del proprio appartamento ma cerca, nel dialogo, di superare tutte quelle emarginazioni che troviamo nei quartieri popolari. “

 

 
 

Condominio Eco, organizzato da Ecoarea, sarà ospitato a Rimini Fiera in occasione di Ecomondo, Key Energy, Key Wind, H2R e Cooperambiente, la più importante kermesse fieristica dedicata alla green economy, che nell'ultima edizione ha avuto 1.200 espositori e 93.000 visitatori.

Ecoarea ha scelto il grande appuntamento espositivo riminese poiché quest'anno il filone portante di Condominio Eco sarà proprio il Condominio Sostenibile. La questione ambientale, in senso lato, non è più eludibile e va affrontata oggi su larga scala, di pari passo con il tema del risparmio energetico. E il condominio, ovvero il luogo in cui vivono quasi tutti gli italiani, diventa il punto da cui deve partire il rinnovamento del patrimonio immobiliare che da qui a qualche anno cambierà il nostro Paese. Gli strumenti tecnici e legislativi sono ormai rodati, i risparmi che si possono ottenere sono sicuri, il miglioramento della qualità della vita all'interno di abitazioni più salubri e prive di inquinanti è un bene irrinunciabile.

Condominio Eco vuole essere la piattaforma dalla quale avviare un percorso, aggregando gli amministratori di condominio e le loro associazioni, le aziende del settore, gli artigiani, i progettisti e anche i condòmini,  i primi soggetti a trarre beneficio dalle ristrutturazioni degli edifici.

All'interno di Condominio Eco, un ruolo di primo piano sarà attribuito alle associazioni di amministratori, poiché da esse e dai professionisti che rappresentano arriverà un contributo di rilievo funzionale al rinnovamento degli immobili.

Leggi tutto  http://www.altarimini.it/News67019-il-condominio-eco-sostenibile-se-ne-parla-a-rimini-fiera-durante-ecomondo.php

 

 
 

da lastampa.it del  12.05.2014   di   sandra riccio

Le famiglie fanno sempre più fatica a pagare le spese del condominio.

Ma quant’è la quota per il condominio? Secondo i dati Anammi, in media, ogni famiglia italiana deve affrontare una spesa di almeno 1.000 euro l’anno. Abbassare questa cifra si può. Molte famiglie hanno già iniziato da tempo la “spending review” del condominio. Il taglio più classico è sui costi per le pulizie degli spazi comuni o per la portineria. In cima ai tagli che danno davvero “soddisfazione” ci sono altre voci come quelle per l’energia e quelle per l’amministratore di condominio. Sotto gli 8 condomini non è necessario avere un amministratore e molte palazzine hanno iniziato a praticare il fai-da-te. Attenzione però agli errori che rischiano di diventare molto salati.

In questi ultimi anni si sono poi fatte largo anche nuove formule di spending review condominiale: c’è per esempio chi sfrutta le tecnologie di ultima generazione per dividere con gli altri condomini il costo della connessione a Internet. Uno scenario che in alcuni edifici di ultima generazione è già realtà. In alternativa si tratta di cercare sul mercato quei provider che riescono a fornire più banda all’edificio. Il risparmio sulla bolletta è notevole e può arrivare anche al 40% della somma annuale da pagare per la rete o per la telefonia fissa. 

Il vero risparmio riguarda però l’immobile. L’efficientamento energetico attraverso giusti sistemi di isolamento o con sistemi di infissi più moderni può portare a un taglio dei costi del 30-35%. Anche riconsiderare il riscaldamento centralizzato per passare a una regolazione e una contabilizzazione autonoma porta a un taglio consistente di spesa che è superiore al 30% su una voce che rappresenta il 40% del bilancio annuo. 

 

 
 

Varese -  8 maggio 2014  - da  laprovinciadivarese.it

Due famiglie si coalizzano per perseguitare la vicina di casa: è stalking per cinque. A far scattare la denuncia i carabinieri della stazione di Varese che alla fine hanno bloccata la bizzarra quanto odiosa persecuzione. La vittima è una giovane varesina che vive sola. I cinque persecutori, incredibile da credere, sono i componenti di due diversi nuclei familiari: marito e moglie, da una parte, marito, moglie e figlia dall’altra.

Due famiglie che vivono nella stessa palazzina e che hanno deciso di coalizzarsi contro la malcapitata. Lei, la ragazza sola, si è ritrovata al centro di questa persecuzione condominiale in quanto ritenuta “rea” di inaccettabili scorrettezze. Come: il posteggio dell’auto in luoghi ritenuti inopportuni o comunque reputati anti regolamento dagli altri cinque, rumori ritenuti insopportabili, persino la gestione dei rifiuti pare non fosse conforme secondo l’opinione dei cinque fustigatori.

Che da quattro mesi erano passati al contrattacco: appostamenti, anche notturni, per vedere dove la donna posteggiava e intervenire. Messaggi ingiuriosi, anche scritti, lasciati nella cassetta delle lettere. Minacce di arrecare danni all’incolumità della donna se non si fosse conformata ai voleri dei vicini. E, naturalmente, gli insulti di ogni tipo. In questa situazione la ragazza viveva in un permanente stato d’ansia e paura ogni volta che tornava a casa sua. I cinque persecutori sono stati tutti denunciati. I militari hanno chiesto all’autorità giudiziaria una misura di divieto di avvicinamento alla vittima.

 

 
 

PENSARCI PRIMA …. OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE: scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.
Da
  messaggeroveneto.it  di Alessandra Ceschia    7 maggio 2014
UDINE. Per anni l’amministratore di un condominio in via Malborghetto ha incassato la rata dai 25 inquilini del palazzo a saldo delle spese condominiali. Eppure, molti di quei conti non sono mai stati saldati. Le famiglie residenti lo hanno appreso nel peggiore dei modi: attraverso una diffida di pagamento inviata dall’Amga che lamenta insoluti per 43 mila euro, stando a una prima, sommaria, ricognizione.

E non è tutto, perché l’amministratore in questione avrebbe “dimenticato” anche di pagare il giardiniere,  le fatture relative e lavori di pulizia, la manutenzione e collaudo dell’ascensore, la manutenzione della centrale termica e i lavori idraulici, e l’elettricità e le altre utenze, per un importo ancora non ben quantificato.  Nemmeno la compagnia assicuratrice era stata saldata.

È partita così l’azione di 25 famiglie che, una dopo l’altra, nei giorni scorsi, hanno cominciato a presentare denuncia querela alla stazione dei carabinieri di Udine Est.  Ad assisterli è Federconsumatori.

«Non abbiamo ancora il quadro completo della situazione – mette le mani avanti l’avvocato di Federconsumatori , ma stando ai dati che abbiamo in mano sembra che le condotte ascrivibili al geometra-amministratore di condominio siano state tenute come minimo a decorrere dal 2012 …..     invitiamo chiunque si trovasse nella stessa situazione a contattarci anche perché lo stesso professionista si è occupato della gestione di una ventina di altri condomini».

Leggi tutto   http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/05/07/news/buco-da-60-mila-euro-25-famiglie-nei-guai-1.9177641

 

 
 

Fonte Il Sole 24 Ore “Edilizia e Ambiente”

Le auto elettriche più avanzate raggiungono un livello di autonomia di circa 100-120 km con un pieno di elettricità (gran parte degli automobilisti percorre in media, ogni giorno, 50 km nel tragitto casa-lavoro). 

 Le modalità di ricarica dell'auto elettrica sono essenzialmente tre:

 - ricaricare l'auto dalla presa elettrica di casa o del garage (durata 6 ore);

- ricaricare l'auto dalle colonnine nei parcheggi pubblici o aziendali in modalità “quick recharge” (durata 30 minuti);

- sostituire la batteria elettrica a una stazione di servizio (durata 3 minuti).

- Il rendimento di un motore elettrico è nettamente superiore a quello di un motore termico. In altri termini, un'auto elettrica può raggiungere un rendimento elevato, pari anche al 90%, a differenza di un'auto a benzina o diesel che raggiunge soltanto il 25%. Ciò significa che quasi tutta l'energia potenziale è sfruttata in energia meccanica;

- la silenziosità e l'eliminazione delle emissioni CO2 del veicolo (unico neo, il riciclaggio delle batterie esauste).

 Questo fattore varia da gestore a gestore; per un contratto medio all'incirca di euro 2 per circa 150-200 km di autonomia.

Le maggioranze condominiali, al fine di agevolare l'installazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche negli edifici condominiali, si è previsto che, «fatto salvo il regime di cui all'art. 1102 cod. civ., le opere edilizie per l'installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli in edifici in condominio sono approvate dall'assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'art. 1136, comma 2, cod. civ.». Quindi, per l'installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli, in edifici in condominio, è prevista comunque una preliminare delibera assembleare, in prima o in seconda convocazione, sempre con la maggioranza semplice dei condomini purché titolari della metà dei millesimi di proprietà. Si è preferito utilizzare una maggioranza semplice, rendendo «valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio», al fine di rendere più agevole tali installazioni senza incorrere in meccanismi ostruzionistici che avrebbero solo la finalità di rendere irrealizzabile tale impianto. In caso di mancato assenso della collettività condominiale, il singolo condominio, entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, può comunque installare, a proprie spese, i dispositivi. In quest'ultimo caso l'unico limite posto è che con l'installazione non vengano danneggiate le parti comuni o alterati la sicurezza o il decoro dell'edificio oppure ostacolati altri comproprietari nell'uso delle parti comuni. Inoltre, se gli altri condomini vogliono avvalersi dell'impianto di ricarica pagato solo da uno, lo potranno fare contribuendo alle spese di esecuzione e di manutenzione.

 

 
 

06 Maggio 2014 - 13:03 –  Congresso di Rimini http://www.asca.it/news-Cgil__Camusso__sia_casa_e_non_condominio_litigioso-1385125-ECO.html

La Cgil deve essere una ''casa'' e non un ''condominio'' che ha di solito una ''assemblea litigiosa''. Lo ha detto il segretario generale Susanna Camusson aprendo i lavori. ''La casa comune - ha detto - ha spazi liberi, decisioni comuni, decide l'assemblea, il nostro direttivo, e' solidale perche' insieme si mantiene la casa, la si rende piu' bella e piu' partecipata. Ha un vincolo generale unico, quello delle regole e dei comportamenti ed alimenta idee e pluralita', perche' conosce il limite collettivo''. Al contrario ''il condominio ha porte chiuse, l'assemblea in genere litigiosa, discute per quote di proprieta', se qualcuno decide puo' mettere anche la porta blindata. Raramente ho visto in un condominio l'assemblea correre incontro ad un condomino in difficolta'. ……. Ogni appartamento ha la sua democrazia interna, piu' o meno verticalizzata e propone agli altri il cosi' ho deciso, ….. Nel tempo - ammonisce la Camusso - un'organizzazione cosi' si penalizza perche' somma e non sceglie, perche' prevalgono i forti e chi urla di piu' e si perdono di vista i piu' deboli''. …. ''non si e' confederali perche' ognuno di noi attribuisce questa caratteristica al declinare delle sue peculiarita', si e' confederali se quella e' l'identita' collettiva a cui ci si propone di concorrere. …. ''piu' democrazia e' necessaria e si fa mettendosi ognuno di noi un po' in discussione, sconfiggendo le solitudini, apprezzando la coralita'. Utilizzando l'unico principio democratico di decisione, quello che la maggioranza puo' decidere, assumendosi l'onere della ricerca della piu' ampia condivisione''.

DIFFICILE NON CONDIVIDERE L'ANALISI...........

 

 
 

Nudo nel cortile del condominio da  tusciaweb.eu  5 maggio 2014

Montalto di Castro - Passeggiava nudo nel cortile del condominio. I bagordi di Pasquetta devono aver fatto venire strane idee a I.P., denunciato per atti osceni in luogo pubblico. L’uomo, 47enne residente a Montalto di Castro, è stato sorpreso senza veli sotto casa dai suoi vicini. Era il lunedì dell’Angelo. Alcuni residenti lo hanno notato intorno alle 20. Uno spettacolo indecoroso per gli abitanti del palazzo, che hanno subito allertato i carabinieri. I.P. ha dovuto rivestirsi e, per lui, è scattata la denuncia penale. Non ha saputo dire cosa lo abbia spinto a liberarsi di tutti i suoi abiti per mostrare le sue grazie. Ma si trovava comunque in un luogo pubblico. Da qui, la segnalazione all’autorità giudiziaria.

Furto di rame nel condominio da  lanazione.it   4 maggio 2014

Livorno, 4 maggio 2014 - NELLA NOTTE tra venerdì e sabato alcuni sconosciuti si sono introdotti nel condominio ex Peroni (tra piazza XX Settembre e via De Larderel) e hanno messo a segno un furto di rame. Si sono impadroniti di almeno una decina di tubi in rame della grondaia. Sono state tagliate le tubature nella parte bassa perché più facilmente raggiungibili. Ne sono state asportate almeno una decina. I furti di rame sono ormai all'ordine del giorno in città. Pare sia entrata in azione una vera e propria banda specializzata.

Fuoco a una coccarda e a un passeggino da iltirreno.gelocal.it  3 maggio 2014

CARRARA. Paura e sconcerto al condominio Erp di via Roma 30 a Carrara: nella notte tra mercoledì e giovedì è stato appiccato il fuoco a una coccarda e a sole 24 ore di distanza è stata la volta di un passeggino, nell’androne del palazzo. E questa non è la prima volta che si registrano episodi simili. Non ha certo scalfito la gioia, immensa, per la nuova nascita ma ha sicuramente suscitato sdegno e preoccupazione il gesto crudele di chi, nella notte tra mercoledì e giovedì ha appiccato il fiocco a una coccarda, appesa qualche giorno prima dai nonni per festeggiare l’arrivo del nipotino. Il tutto, a due passi dalla sede dell’Ente per l’edilizia residenziale pubblica e della Pubblica Assistenza. Ovviamente la notizia si è subito diffusa tra i condomini, molti dei quali hanno voluto manifestare la propria solidarietà ai neo-nonni; alcuni hanno apposto un cartello, condannando l’accaduto e ringraziando “ironicamente” i malfattori. I due cartelli però hanno scatenato una nuova reazione: nella notte tra giovedì e venerdì, i vandali sono tornati in azione, dando alle fiamme il passeggino di una famiglia residente nel palazzo.

 

 
 

Durata dell'incarico di amministratore – Quanti amministratori non stanno mettendo all’ordine del giorno la “nomina”, benché nominati prima dell’entrata in vigore il 18.06.2013 della lg. 220/2012? Segnalateli ….. fanno i furbi!

02/05/2014 di Avv. Alessandro Gallucci   da   condominioweb.it

Prima dell'entrata in vigore della riforma del condominio la situazione era la seguente: l'amministratore durava in carica un anno. Al termine di questo periodo di tempo egli doveva essere considerato cessato dall'incarico per scadenza del termine e proseguiva nel suo incarico in prorogatio fino alla sua riconferma o revoca, salvo il diritto di ciascun condomino, nel caso di mancata conferma alla prima assemblea utile, di ricorrere all'Autorità Giudiziaria per la nomina giudiziale dell'amministratore.

Nessuna norma imponeva all'amministratore d'inserire la revoca tra gli argomenti in discussione. Ai sensi dell'art. 1135 c.c., infatti, bisognava discutere sulla sua “conferma ed eventuale retribuzione”. In mancanza di conferma, così come per il caso di mancata revoca, per carenza dei quorum a ciò necessari, l'amministratore, si ribadisce, proseguiva nel suo incarico in regime di prorogatio imperii.

Oggi, dopo l'entrata in vigore della riforma (data 18 giugno 2013), la situazione è leggermente diversa. La durata dell'incarico resta sempre annuale ma qualcosa è cambiato alla prima scadenza.

In questo caso, infatti, l'amministratore di condominio potrà semplicemente mettere in discussione un punto all'ordine del giorno del genere: “comunicazioni di legge in merito alla prosecuzione dell'incarico”, oppure ancora, non inserire nulla.

In effetti come per il passato anche nel presente non è assolutamente obbligatorio porre in discussione la revoca nell'assemblea ordinaria annuale.

L'amministratore, quindi, a maggior ragione nella vigenza della nuova legge avrà pieno titolo, il primo anno successivo alla “prima nomina” a non inserire all'ordine del giorno nessun riferimento in merito a quest'argomento. Se i condomini gli chiederanno di discutere della sua revoca in quell'occasione (chiaramente la richiesta dovrà essere precedente), l'amministratore dovrà inserire il punto all'o.d.g. Si tratta di una sorta di contratto di mandato 1+1, salvo revoca.

 

 
 

di Chiara Benotti da  messaggeroveneto.gelocal.it

Fontanafredda, da fine 2013 è irreperibile e a inizio anno la gestione è cambiata. È mistero sul pagamento di bollette e spese: «Da mesi non risponde ai solleciti»

«Impossibile contattare l’ex amministratore A.A.: siamo molto preoccupati». Caccia all’uomo e appello corale di decine di condomini a Fontanafredda, Pordenone e Fiume Veneto: «si faccia vivo». Almeno, per ricostruire i dati contabili del palazzo Ina casa, nell’omonima via di Fontanafredda.

Tutti i solleciti sono andati a vuoto. A.A. sembra sparito nel nulla: introvabile. Le raccomandate tornano al mittente

Contatti telefonici impossibili: il numero di Fiume Veneto che è indicato sulle pagine web è disconnesso. Quello dell’associazione Anammi non risponde. Da fine 2013 è irreperibile. «Stiamo cercando di capire i movimenti di entrate e uscite sui conti correnti – confermano alcuni piccoli proprietari che ci hanno provato quando erano ignari della situazione –. Quello che temiamo è di finire incastrati in una storia dal copione già visto, di infedeltà».

Leggi tutto   http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/04/30/news/sparito-l-amministratore-un-condominio-in-ansia-1.9137828

 

PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

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30 aprile 2014 da    casa24.ilsole24ore.com  di Marco Panzarella e Maria Chiara Voci

Quando un ascensore non funziona o si blocca, i condomini si trovano per la prima volta a fare i conti con i termini del contratto di manutenzione. Un documento fondamentale per l'edificio, che però a volte è stato sottoscritto senza la dovuta attenzione. E contiene una serie di condizioni sfavorevoli e onerose. Meglio dunque prevenire l'insorgenza di brutte sorprese, cautelandosi con contratti trasparenti, che non contengano clausole vessatorie, tra l'altro recentemente messe in luce dall'Antitrust.

Data una determinata marca e tipologia di impianto, occorre scegliere chi si incaricherà negli anni di effettuare la manutenzione e i controlli di sicurezza. Se cambiare fornitore è in teoria sempre possibile, nella pratica difficilmente avviene. Sia per le clausole contrattuali sia perché, per ciascuna marca d'impianto, è limitato il numero d'imprese disponibili su un territorio a fornire l'assistenza necessaria e garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio.

A dare man forte ai consumatori, è comunque intervenuta l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Che, nell'ambito delle competenze acquisite in materia di clausole vessatorie (articolo 37-bis, Codice del consumo), ha analizzato i contratti di manutenzione più diffusi e ha individuato e messo al bando una serie di condizioni considerate illegittime. «Il risultato – spiega Tiziana Sorriento, vicepresidente nazionale Codacons – è che oggi è possibile per un condominio, con un iter tutto sommato semplice, invocare e pretendere la nullità di condizioni che rientrino fra quelle messe in luce dalla stessa Agcm».

Fra i principali punti a cui prestare la massima attenzione c'è, innanzitutto, la questione dei tempi. Sono impugnabili i contratti che prevedono termini troppo lunghi per il recesso anticipato. In passato la comunicazione di interruzione del servizio era prevista con 180 giorni d'anticipo rispetto alla scadenza naturale dell'accordo. Dopo l'intervento dell'antitrust, il lasso di tempo si è notevolmente ridotto ed è di 45-30 giorni per i contratti annuali e di 60 giorni per i contratti pluriennali».

In genere l'accordo che si stipula con la ditta specializzata è pluriennale; considerate soprattutto le mutevoli condizioni di mercato, anche se la durata è libera e pattuita tra le parti, è comunque buona norma non superare la durata di tre anni. Facendo anche attenzione a evitare la previsione di "rinnovo automatico".

Altra condizione che l'Antitrust ha dichiarato "fuori legge" riguarda la penale eccessiva richiesta al condominio che decide di recedere anticipatamente il contratto di manutenzione. Nei vecchi accordi sovente si prevedeva il pagamento di tutti i canoni residui, fino alla scadenza del contratto. Tuttavia, molti giudici si sono pronunciati sulla materia e, anche se non è mai stato fissato un importo congruo universale, la consuetudine è far pagare il 40-50% di quanto inizialmente pattuito.

Aumenti "in corso d'opera": è in genere prevista, come è normale nei contratti di durata, anche una clausola di revisione del prezzo, per adeguare il canone all'andamento delle retribuzioni, dei beni e dei servizi connessi con la prestazione della manutenzione. «Ma eventuali inadempimenti dell'impresa o incrementi esagerati del canone pattuito sono due possibili ragioni per interrompere o ridiscutere il contratto – afferma Sorriento -. È anche utile ricordare che per i contratti di manutenzione pluriennali serve sempre la delibera dell'assemblea di condominio. Se la decisione è stata presa esclusivamente dall'amministratore, il contratto potrà essere oggetto di revisione».

Sono illegittime – come stabilito dal garante – anche le clausole che escludono o limitano i risarcimenti in caso di sinistri causati dal malfunzionamento dell'ascensore o dal ritardo nella consegna dei prodotti e nel loro montaggio o che riducono da due a un solo anno la garanzia legale di conformità.

Leggi tutto http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2014-04-30/clausole-vessatorie-bloccano-ascensore-153735.php?uuid=Ab6ZObgJ

 

 
 

MILANO. In controtendenza rispetto gli altri capoluoghi di provincia il dato del capoluogo lombardo dove s’è registrato un aumento del 12,8% nel IV trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. Un valore positivo confermato anche dal confronto tra il 2013 e il 2012 che evidenza un +3,4%. Diversi invece i dati relativi al resto della provincia meneghina. Nel confronto tra gli ultimi trimestri del 2012 e del 2013, infatti, si ha un aumento dello 0,9% delle transazioni, mentre dal confronto degli anni per intero viene fuori un calo dell’11,1%.

Fonte: OMI News Economia immobiliare - Trimestrale telematico del l ’Agenzia del le Entrate - Marzo 2014 - Numero 1 - Anno VII

 

 
 

IVREA. Con i soldi del condominio che amministrava avrebbe fatto acquisti in gioielleria, in un negozio di biciclette, pagato la manutenzione della propria auto e la tessera annuale del Vespa Club. Spese personali, e comunque senza mai fornire pezze giustificative, effettuate dal 2005 al 2009. Spese per un totale di 62 mila euro a cui avrebbe fatto fronte attraverso assegni e prelievi bancomat dal conto corrente di un condominio storico del centro di Ivrea.

Queste le accuse che la procura della Repubblica muove nei confronti di Daniele Adriano, 54 anni, geometra residente a Pavone, volto noto del Carnevale di Ivrea per la sua appartenenza al gruppo storico degli Alfieri. Lunedì prossimo l’uomo comparirà davanti al giudice Mariaclaudia Colangelo per rispondere dell’accusa di appropriazione indebita. Meno di due mesi fa il tribunale civile (giudice Ivana Peila) ha condannato in primo grado Adriano a risarcire il condominio (rappresentato dall’avvocato Valerio Donato) per oltre 66mila euro.

Questa storia comincia nel 2009 ……..

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PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 
 

Autore: Federica Lai il 25/04/2014  

Quindici gatti che vivono in un balcone al primo piano, e un intero condominio in rivolta a causa della puzza. Succede a Cagliari in un palazzo di via Mameli, dove diverse famiglie hanno chiesto l'intervento della Asl, ma dopo un sopralluogo tutto tace. "La puzza è diventata insopportabile - protestano i vicini di casa del proprietario dei gatti - e nessuno interviene per risolvere un caso limite che è diventato il problema di tanti condomini".

Tutti questi gatti migrano nella sottostante tettoia dove vanno a fare i bisogni: l'odore è insopportabile tanto da costringere tanti condomini a tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni che si affacciano alla tettoia.

Leggi tutto http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/14722/via-mameli-15-gatti-in-un-balcone-condominio-in-rivolta-per-la-puzza.html#sthash.oa3mWVUy.dpuf

 

 

 
 

di Dario Aquaro da   casa24.ilsole24ore

L'autonomia dell'abitazione privata combinata ai vantaggi di spazi, risorse e servizi collettivi: sale polifunzionali, lavanderie, guest house, biblioteche, ludoteche, laboratori, orti, cortili, solarium, fino alle attività di babysitteraggio, gruppi d'acquisto solidale, car sharing.

Il "coabitare" resta ancora un fenomeno di nicchia in Italia, pur se negli ultimi anni si è continuato a ideare progetti e formare gruppi che provano a organizzarsi mettendo l'accento sulla qualità sociale, economica, energetica o di sostenibilità.

«Non esiste un modello predefinito di cohousing, perché sono diversi i fattori in gioco: i desideri dei cohouser, la collocazione del complesso in un contesto rurale o urbano, la tipologia di intervento edilizio: nuova costruzione o ristrutturazione (che è da preferire)». Massimo Lepore e Simone Sfriso, dello studio di architettura Tamassociati di Venezia, sono autori di due progetti: a Villorba (Treviso) e San Lazzaro di Savena (Bologna).

……… Si va da Roma a Firenze a Torino dove ad esempio l'associazione CoAbitare ha dato vita a ottobre alla palazzina di Numero Zero, a Porta Palazzo, e ha altri due progetti in corso.

……… Una società che si muove in tal senso già dal 2007 è la Newcoh (http://www.cohouse.it/)  che ha sviluppato quattro progetti: Urban Village Bovisa e Cosycoh a Milano (quest'ultimo in formula di affitto con opzione riscatto), Terracielo a Rodano (Milano), Coholonia a Calambrone (Pisa). Adesso ha presentato il nuovo progetto «Cohousing Chiaravalle» che nasce dal recupero e trasformazione della Cascina Gerola, a Milano: una superficie di 4mila metri quadrati con residenze (2.950 euro/mq), spazi comuni coperti, strutture per coworking, accoglienza e servizi di pubblica utilità. Per la quarantina di alloggi disponibili sono arrivate 600 prenotazioni. La formula piace: se alla nascita dell'Urban Village nel 2009 gli iscritti alla rete di cohousing.it erano 2.500, ora sono arrivati a circa 18mila.

Leggi tutto  http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2014-04-23/nuovi-progetti-cohousing-passano-182127.php?uuid=Ab2MwheJ

 

 
 

http://news.supermoney.eu/casa/2014/03/mercato-immobiliare-2014-previsione-valore-monetario-possibilita-d-investimento-0073921.html

13-03-2014 - Ugo Cecchini  

Il mercato immobiliare per il 2014 prevede un flebile spiraglio di ottimismo.

La previsione per il mercato immobiliare del 2014 non è delle più incoraggianti ma lascia intravedere un flebile spiraglio di ottimismo.

Il valore degli immobili è destinato a calare ulteriormente per fronteggiare la paralisi di compravendite cui stiamo assistendo. La positiva conseguenza sarà rappresentata dall'aumento di domanda relativa all'acquisto.

I dati in circolazione, divulgati dalle più attendibili fonti del settore, parlano di un'ulteriore diminuzione del valore delle case tra il 2% e il 5%. A risentirne maggiormente risulteranno essere le province e le periferie dei grandi centri metropolitani, mentre non è prevista una significativa variazione per gli immobili dei centri delle grandi aree urbane.

Nel 2014 si potrà quindi parlare di ripresa andandola ad intendere come riduzione di negatività, un calo che tenderà ad essere numericamente meno negativo di quanto verificato nella passata annata. Quel che ci aspettiamo è dunque un numero di compravendite superiore alle 400.000 o poco più del 2013.

Le principali cause della crisi di settore sono attribuibili alla scarsità dell'offerta di lavoro. La popolazione, non avendo possibilità di guadagnare, risulta in difficoltà per poter spendere e di conseguenza anche i prestiti da parte delle banche risultano difficili e in alcuni casi impossibili.

Per chi dispone di liquidità, ed esprime interesse nel settore del mattone come fonte di investimento, l'anno in corso, soprattutto a partire dal secondo semestre, potrebbe rappresentare una vantaggiosa occasione per investire in immobili che, mantenendo un'ottica dilatata nel tempo, potrebbero permettere di conseguirne un rilevante profitto.

www.unicasaproposte.it

 

 
 

di Stefano Pasqui  18 aprile 2014

Per il secondo anno consecutivo si è aperta a Forlì la “Bottega dello Psicologo”: due mesi di iniziative e di attività gratuite aperte alla cittadinanza, due mesi di possibili riflessioni su temi di vita quotidiana, due mesi di opportunità per parlare con degli psicologi del loro possibile utilizzo nella vita di tutti i giorni …… una delle tante iniziative presentate nella Bottega: quella che vede riuniti assieme amministratori di condominio e psicologi di comunità.

I condomini sono considerabili come la forma più ridotta di una moderna “folla” cioè di un insieme di individui che, ritenendo di non condividere null'altro che delle beghe quotidiane, si spingono, si sopportano, si criticano o si azzuffano . Fare di questi individui una rete sociale di soggetti collaboranti è certamente il sogno di ogni amministratore di condominio e anche la speranza di ogni psicologo che sa quante risorse di benessere psichico si racchiudano in una rete sociale.

 

Partendo dalle osservazione degli amministratori si sono così evidenziati vari temi su cui il gruppo cercherà di costruire azioni concrete e aiuti esperienziali. Vediamone alcuni.

Il primo tema all’ordine del giorno è stato definito dal termine “litigiosità”. Secondo gli amministratori di condominio la litigiosità è in aumento. Il 60% degli iscritti all’Anaci dice che le liti sono abbastanza o molto frequenti e il 69% giudica il fenomeno in forte aumento. Su questo aspetto del problema il gruppo di lavoro misto (amministratori e psicologi) si propone di valutare strumenti e logiche che possano trasformare la litigiosità in conflittualità andando poi ad analizzare le tecniche e le modalità che portano quest’ultima, la conflittualità, ad essere anche e soprattutto costruttiva. Addestrarsi ad una conflittualità costruttiva è possibile una volta che se ne riconosce la possibilità e l’utilità.

Un secondo tema definito è quello “dell’Informare pienamente e correttamente”. Gli amministratori hanno fatto presente come parecchie situazioni conflittuali si generino sulla base di mancanza di informazioni corrette o sulla base di informazioni incomplete o incomprese. Si pone a questo punto come essenziale una riflessione sulle modalità della comunicazione sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi. Soprattutto noi specialisti di un settore (amministratori o psicologi) dobbiamo essere sicuri di comunicare le necessarie informazioni e di farlo con codici adeguati ai nostri riceventi.

Terzo tema che vorremmo porre al centro del nostro lavoro sono quelle che chiameremo “le buone prassi”. Gli stessi amministratori hanno riportato esperienze in cui a dominare erano azioni concrete, vissuti positivi, scelte condominiali che attivavano circuiti virtuosi. La raccolta e la riproposizione di specifici e concreti gesti di valenza positiva diventano elementi essenziali non solo da studiare, ma da analizzare per riproporli quali strumenti di creazione di quelle reti sociali di cui abbiamo parlato all’inizio.

Leggi anche  http://www.psicologiperilterritorio.it/node/830

 

 
 

da http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/loreto_botte_tinteggiatura_palazzo_condominio_feriti_ospedale/notizie/656336.shtml

Botte da orbi per la ritinteggiatura del palazzo. E' successo a Loreto. La difficile convivenza tra famiglie albanesi e romene sfocia in una rissa. È successo ieri verso le 17 nel Quartiere Nuovo. Sulla vicenda indagano i carabinieri, chiamati dai vicini di casa e arrivati sul posto mentre la rissa era in pieno corso. Sembra che una delle famiglie abbia deciso di ritinteggiare l'edificio, stabilendo regole di comportamento per la buona riuscita dei lavori.

 Regole che però l'altro gruppo non avrebbe rispettato. Di qui la nascita di una discussione diventata poi rissa con botte da orbi, bottiglie rotte impugnate come armi, sangue dappertutto. Risultato: quattro feriti, il più grave dei quali è un romeno portato all'ospedale di Osimo con il naso rotto e una mano probabilmente fratturata.

 

 
 

di Dario d'Elia, 28 aprile, 2014 

"Doveva essere una chiesa, ma ne abbiamo fatto un hotel di charme. Doveva essere un'autostrada, ma ne abbiamo fatto un caseggiato".

Lo studio di architettura Oxo Architecture (http://www.oxoarch.com/front/works) ha deciso di varcare questa soglia con il suo progetto di riqualificazione di un vecchio viadotto. "Il governo italiano chiedeva un modo sostenibile per preservare i ponti", ha spiegato l'architetto Manal Rachdi. "I ponti erano così belli, e la loro posizione così strategica, che volevamo trasformarli in case".

Ovviamente l'iniziativa italiana, non è un appalto vero e proprio bensì un concorso per capire come riutilizzare vecchi ruderi in cemento. Molti viadotti che corrono fra le colline sono stati interrotti perché dal 1964 a oggi l'intero progetto di autostrada è stato più volte ridisegnato. L'ultima volta risale a 4 anni fa quando ci si è resi conto che un vecchio tratto dell'autostrada non aveva davvero più senso.

Oxo Architecture,  quando ha partecipato al concorso, non sapeva probabilmente che non ne faremo mai nulla, però è bello sognare e riporre nel cassetto questo piccolo segno di amore per la nostra terra. L'idea è di convertire un viadotto in una struttura capace di ospitare appartamenti, uffici e negozi.

Che sia chiaro: l'intuizione è brillante ma se andate a Firenze c'è un gioiello che si chiama "Ponte Vecchio" davvero simile come concetto. Lo studio parigino ha realizzato una serie di tavole che mostrano un ponte costituito da moduli abitativi futuristici. La struttura del ponte si intuisce ancora, ma è come se fosse decorata da parallelepipedi di vetro.

"Lo chiamo condominio invertito", ha aggiunto Rachdi. "In un condominio tu vieni dal piano inferiore e sali in alto. In questo caso tu hai l'auto che ti aspetta al piano di sopra e magari scendi di 50 metri per giungere al tuo appartamento".

Leggi tutto  http://www.tomshw.it/cont/news/un-ponte-della-salerno-reggio-trasformato-in-condominio/55625/1.html

 

 
 

Ancora un caso di amministratore di condominio infedele a Brescia.

E’ accaduto in via Oberdan, dove un condominio si è trovato ad affrontare un ammanco di 12mila euro dalla cassa comune, spariti insieme al vecchio amministratore. Il debito con A2A, però, è più alto, si parla di circa 36mila euro. All’ammanco sparito, si aggiungono infatti 17mila euro di arretrati di gas e acqua di due famiglie, più circa 8mila euro lasciati in eredità da due società in fallimento.

Leggi tutto http://www.quibrescia.it/cms/2014/04/21/amministratore-via-con-la-cassa-del-condominio/

PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

scegliere la struttura aziendale dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 

 
 

Savona. Oggi un gruppo di studio dell’Università di Genova, Facoltà di Ingegneria, Thermochemical Power Group, ha visitato la centrale oceano-termica funzionante presso il condominio “Torre Orsero” a Savona, accompagnata dal progettista l’ingegner Gaminara e dall’amministratore.

La visita rientra in un progetto di ricerca su base europea in esito all’utilizzo ed ai riscontri offerti dalle energie alternative e progetti ad alta evoluzione tecnologica.

La centrale oceano-termica  è stata recentemente oggetto di un aggiornamento ed ammodernamento operato dall’amministrazione e dal condominio ed ora rappresenta uno dei tre siti perfettamente funzionanti in Italia basati sullo sfruttamento del gradiente termico marino.

Superati tutti i problemi iniziali, l’impianto ha ora iniziato a produrre energia in maniera soddisfacente con benefici che presto andranno ad avere riscontro sulla gestione dell’intero complesso.

Si può dire che il condominio “Torre Orsero” abbia superato i suoi problemi iniziali ed ora non solo funziona bene, ma funge anche da oggetto di studio a livello europeo per le peculiarità che esso presenta.

Leggi tutto   http://www.ivg.it/2014/04/savona-gli-studenti-di-ingegneria-visita-studio-al-condominio-torre-orsero/

 

 
 

Roma, 23 aprile 2014 da TMNews.it

Il condomino non deve fornire prove documentali delle informazioni rese all'amministratore per la tenuta del "registro di anagrafe condominiale". Può invece chiedere all'amministratore copia integrale, senza oscuramenti, degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale. Lo ha chiarito il Garante privacy in risposta ad alcuni quesiti rivolti da Confedilizia e da singoli cittadini sulle novità introdotte dalla legge numero 220 del 2012, che ha modificato la disciplina del condominio.

L'Autorità ha ribadito innanzitutto che, in base alla disciplina privacy, l'amministratore può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire. Può, dunque, acquisire le informazioni che consentono di identificare e contattare i singoli partecipanti al condominio - siano essi proprietari, usufruttuari, conduttori o comodatari - chiedendo le generalità comprensive di codice fiscale, residenza o domicilio. Può chiedere, inoltre, i dati catastali: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il Comune. Non può invece chiedere, perché risulterebbe eccedente, copia della documentazione: come, ad esempio, l'atto di compravendita in cui sono riportati i dati. Per quanto riguarda poi le informazioni relative alle "condizioni di sicurezza", con l'entrata in vigore del "Decreto Destinazione Italia" i condomini non dovranno più fornire alcuna informazione sulla propria unità immobiliare, perché i dati da raccogliere riguardano solo le parti comuni dell'edificio.

L'Autorità ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al cosiddetto "conto condominiale", che deve essere aperto e utilizzato dall'amministratore, e sul diritto di ciascun condomino di accedere alla relativa documentazione. In particolare, a seguito della riforma, il Garante ha chiarito che nonostante il conto sia intestato al condominio i singoli condomini sono ora titolari di una posizione giuridica che consente loro di verificare la destinazione dei propri esborsi e l'operato dell'amministratore mediante l'accesso in forma integrale, per il tramite dell'amministratore, ai relativi estratti conto bancari o postali. Tale principio, già sancito in linea generale dal Garante nelle linee guida in ambito bancario, riconosce infatti il diritto di ottenere "copia di atti o documenti bancari" senza alcuna limitazione, neanche nelle forme di un parziale oscuramento, anche se contengono dati personali di terzi.

 

 
 

Con la sentenza 9 aprile 2014, n. 15906 la Quinta Sezione della Corte di Cassazione interviene nello spinoso ambito delle misure cautelari recentemente introdotte per far fronte all’insidioso e terribile fenomeno delle condotte persecutorie, affermando che in presenza di conclamate e non altrimenti fronteggiabili esigenze di protezione della vittima recedono anche diritti pur astrattamente soppesabili nella commisurazione dello strumento cautelare.

È legittima la misura cautelare che impone allo stalker di allontanarsi dall'edificio in cui vive la vittima anche quando tale edificio coincide con il condominio dove lo stesso stalker abita assieme alla propria famiglia, in quanto è irrilevante che la misura cautelare influisca negativamente sull'esercizio del diritto alla genitorialità.

Leggi tutto  http://www.altalex.com/index.php?idnot=67323

 

 
 

da paviafree.it   di   Paola Montonati

Con quest’aria un po’ festosa per l’arrivo della Pasqua, questa primavera ormai giunta che invoglia ad aprire porte e finestre, il pericolo di essere derubati o quantomeno raggirati è in netto aumento.

Ci sono falsi tecnici del gas o dell’acqua che fingendo di controllare i contatori riescono a sottrarre agli anziani i risparmi di una vita, oppure arrivano dei finti poliziotti o finanzieri che mentre cercano di avvertire le loro vittime di questa minaccia in realtà se ne vanno dopo aver derubato intere famiglie dei loro averi.

Ma i raggiri dei truffatori non hanno limiti, come dimostra il fatto che, negli ultimi giorni, furti e truffe sono aumentate, grazie anche al fatto che, con la scusa di un bigliettino d’auguri pasquale, molti anziani sono stati derubati.

Tra i casi più recenti ci sono quelli di un truffatore che si è finto un agente della polizia locale, con un tesserino contraffatto e una falsa divisa, sostenendo alcune gravi violazione al codice della strada, mentre in un altro caso i criminali, con la scusa di alcuni furti commessi nella zona, hanno chiesto alle vittime di far vedere dove tenevano nascosti oro e gioielli.

Numerosi poi sono i casi di ladri che, fingendosi tecnici della Rai o operai incaricati dal condominio di dare una occhiata all’impianto elettrico, sono entrati nell’appartamento delle loro vittime e ne sono usciti con soldi, che avevano regolarmente chiesto ai truffati come compenso del lavoro svolto, senza che questi si rendessero conto dell’inganno subito.

E per i venditori a domicilio? Questo genere di attività presuppone una previa comunicazione al Comune e il venditore deve esibire un tesserino di riconoscimento, che deve essere numerato e contenere le generalità dell’incaricato.

In ogni caso non si deve far entrare nessuno e chiamare subito le forze dell’ordine.

PER LE URGENZE RICORDIAMO AI CLIENTI Unicasa CHE E’ ATTIVO TUTTI I GIORNI 24/24 ore IL NUMERO VERDE    UnicasaFlash   800.121.926

 

 
 

La struttura, finanziata dall'Itis accoglierà studenti, anziani e disabili ed è stata realizzata all'insegna dell'innovazione, con sistemi efficienti e domotici

Favorire l'integrazione sociale, rappresentando al contempo un esempio educativo per i giovani. Il condominio, denominato 'solidale' perché prevede la coabitazione di studenti, anziani e disabili sotto lo stesso tetto, è stato inaugurato nella giornata di ieri a Trieste.

Il progetto  L'edificio si sviluppa su cinque piani e comprende 18 appartamenti e diverse aree comuni, tra cui una grande sala, una terrazza e la lavanderia, per favorire, oltre la permanenza a domicilio di persone non completamente autonome, l'integrazione tra generazioni e lo sviluppo di nuovi modelli di gestione della quotidianità. Inoltre, per favorire l'integrazione con la cittadinanza del territorio, alcune aree comuni saranno accessibili a frequentatori esterni per attività ricreative e sociali.

Sistemi domotici  Grande attenzione è stata riservata anche al risparmio energetico e all'impatto sull'ambiente. La struttura è stata riqualificata dotandola di tecnologie innovative, fra cui sistemi domotici.

Per lo sviluppo del progetto  ha avuto un ruolo importante "Helps - Housing and home care for eldery and vulnerable people and local partnership strategies" progetto comunitario della durata di tre anni http://www.helps-project.eu/

Leggi tutto    http://www.casaeclima.com/ar_17897__BREVI-Enti-Locali-trieste-condominio-domotica-Trieste-inaugurato-il-primo-condominio-solidale-ed-energeticamente-sostenibile.html

 

 
 

L'uomo, dopo la condanna a 4 anni, si era reso irreperibile. Ma è stato intercettato e arrestato a Vigevano

Da       Ilgiorno.it    di Umberto Zanichelli

Vigevano (Pavia), 7 aprile 2014 - Nell’arco di poco più di 5 anni, tra il gennaio del 2001 e l’ottobre del 2006, in qualità di amministratore di diversi immobili di Milano, aveva trattenuto per sé il denaro che gli inquilini gli avevano versato per le competenze e le spese di manutenzione. Una somma enorme, circa 500 mila euro, che si era intascato, facendo poi perdere le sue tracce. A suo carico era scattata la denuncia per appropriazione indebita che era sfociata in una condanna a 4 anni di reclusione. Ma quando, lo scorso 25 marzo, avrebbe dovuto essere arrestato, G.O., 58 anni, ora agente di commercio residente a Milano, si era reso irreperibile. Tempo qualche giorno e i carabinieri di Vigevano lo hanno rintracciato in città e nel pomeriggio di ieri lo hanno arrestato in ossequio all’ordine di carcerazione emesso quel giorno stesso dalla Procura della Repubblica di Milano. Subito dopo l’uomo è stato condotto nel carcere dei Piccolini dove sconterà la sua pena.

 

 
 

“Urla e gemiti” durante il sesso, il condominio si ribella

Genova - Sesso troppo focoso e soprattutto troppo rumoroso. Che è costato per ora una condanna (in primo grado) a 6 mesi per un 42enne di Vigodarzere (Padova), colpito da una fattispecie della legge che punisce lo stalking.

L’uomo è stato denunciato dai vicini di casa, che l’hanno accusato di intrattenere rapporti troppo focosi con la propria fidanzata. Nella denuncia firmata dai dodici condomini, costituitisi parte civile nel processo, si parla di «urla e gemiti che disturbano la quiete dei condomini e il decoro del fabbricato stesso». L’avvocato dell’uomo ha già annunciato il ricorso in appello.

Da http://www.ilsecoloxix.it/

 

 
 

Venerdì  11 aprile 2014 presso i locali della Pubblica Assistenza di Siena  97, si è tenuto l’incontro “Sulla psicologia condominiale, la norma e la recente legge di riforma” organizzato dalla Pubblica Assistenza di Siena con il patrocinio del Comune di Siena e della Asl 7. L’incontro in oggetto è nato dalla constatazione che molto spesso le liti condominiali nascono a causa della mancata conoscenza dei propri diritti e doveri. Ciò poiché i condomini talvolta non conoscono o non comprendono la normativa che disciplina la materia condominiale e non prestano attenzione alle regole loro imposte dal regolamento di condominio. A tale fatto si deve aggiungere che molto spesso le persone tendono a considerare la propria abitazione come un prolungamento della propria persona ed a prendere quindi, come offesa personale un comportamento, magari anche legittimo, di un altro condomino.

Il fine ultimo di questo incontro è stato quindi quello di conoscere un po’ meglio i diritti e doveri che in generale ci assumiamo in qualità condomini e di comprendere i meccanismi psicologici che possono involontariamente indurci a tenere comportamenti aggressivi o a covare rancori ingiustificati per evitare che una errata valutazione del proprio o dell’altrui comportamento possa indurre ad uno scontro personale/legale che avrebbe potuto essere evitato. In particolare cercheremo di capire come uscire dai conflitti ed imparare ad esprimere il proprio pensiero in modo assertivo arrivando ad un compromesso o all’accordo.

il contributo di Unicasa progetto “Rispetto & Tolleranza” http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf

Oltre al tema legale è stato affrontato il tema relazionale e psicologico del condominio ovvero come mai non riusciamo ad andare d’accordo con il nostro vicino. La psicologa ha spiegato che significato ha per noi la casa (spazio di espressione personale, rifugio, sicurezza, radici) e perché a volte è difficile confrontarsi con “l’altro” per trovare una soluzione senza fermarsi alla mera accusa (è colpa tua!). Sono state spiegate le tre modalità di comunicazione verbale e non verbale (passivo, aggressivo e assertivo) che usiamo tutti i giorni, prestando attenzione al comportamento verbale assertivo. L’assertività (dal latino "asserere" che significa "asserire"), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore. Durante l’intervento è stata sottolineata l’importanza dell'autostima di sé stessi nella condotta assertiva, poiché chi si vuole bene si relaziona in maniera adeguata con gli altri ed ha una vita sociale più felice. La psicologa ha concluso il suo intervento sottolineato i sette punti fondamentali per affrontare i conflitti, ovvero: Uscire dalla logica “di chi è la colpa” e utilizzare quella del “perché è successo”; sviluppare la logica della negoziazione; ragionare sui fatti e non farsi guidare da opinioni personali e idee preconfezionate; lasciare che il conflitto si manifesti e gestirlo subito; mettere in luce le differenze e non appiattirle; creare punti di contatto tra le proposte espresse e infine non mettere le ipotesi in concorrenza tra loro, ma in rapporto all’obiettivo da raggiungere.

Leggi tutto   http://www.ilcittadinoonline.it/news/171311/Condominio__tra_legge_e_psicologia.html

 

 
 

 NON E' VERO CHE UN AMMINISTRATORE VALE UN ALTRO!

ROMA - E' una piccola tangente alla portata di tutti, di quelle che si possono anche pagare senza accorgersene: poche lire in più al mese per il portiere, una rata un po' più alta per il tetto, una bolletta di luce-scale da 60 mila lire invece che da 55. Chi va a controllare il bilancio dello stabile per vedere quanto consuma davvero l' ascensore? Pochi, e sbagliano. Perché gli amministratori di condominio, ci racconta un' inchiesta del mensile Gente Money, fanno la cresta sulla spesa. Si mettono in tasca ogni anno 12 mila miliardi, che non sono pochi. 12 mila miliardi su un giro d' affari complessivo di 65-70 mila: è quasi il 20% dei bilanci che finisce sui conti correnti privati del ragioniere. Possibile? Provato. Lo confermano le associazioni dei condòmini, che ne raccontano da ridere e da piangere, ma anche gli amministratori "professionisti", quelli riuniti in associazione, in regola con il fisco, quelli che tengono la partita Iva e che a casa in un cassetto hanno almeno la licenza di scuola media. Ai professionisti gli amministratori fai-da-te rovinano la piazza: "Evadono il fisco, spesso truffano e gettano discredito sulla categoria", si lamenta Vittorio Marchini, presidente della più grande federazione di amministratori (la Fiabs) con sede a Genova. E come fanno? In cosa consistono le truffe? Il caso più facile, quasi naif: si infila una voce anomala in bilancio (cancelleria, spese legali), o si inganna un po' sul contributo previdenziale del portiere. La versione avventurosa, genere James Bond: Marchini cita il caso delle autobotti con by-pass, un meccanismo di rifornimento del gasolio per cui al momento di scaricare nel serbatoio di casa il 30% del liquido torna indietro attraverso un tubicino che sta dentro il tubo grande. L' altro trucco è quello del sapone di Marsiglia, che si scioglie nel gasolio fa schiuma e prende lo stesso odore e colore del liquido, per cui se uno apre la botola per guardare scambia la schiuma per gasolio. Il metodo numero tre è rudimentale e più rischioso: noto come "prendi i soldi e scappa", un maestro del genere resta il ragionier Fioretti di Bergamo, con 120 immobili in gestione. E' latitante da agosto, si è portato via 6 miliardi di bollette, con la fastidiosa conseguenza che in tutti gli stabili che gestiva stanno staccando luce acqua e gas per morosità. E' il sistema più praticato: l' azienda del gas di Milano ha predisposto un telegramma-tipo prestampato da inviare agli amministratori morosi, che a giudicare dall' accorgimento non devono essere pochi. Infine, il metodo classico: la tangente sui lavori di manutenzione. La percentuale mediamente richiesta dall' amministratore disonesto alla ditta che imbianca la facciata è del 6%, ma si arriva al 10. Un esempio: due anni fa per ripristinare tetto e facciata e tingere un edificio di via Chiana, a Roma, il preventivo fu di un miliardo e 200 milioni. La tangente per l' amministratore di 120 milioni. "Tentano di corrompere tutti, ci hanno provato anche con me", racconta Rosalba Job, direttore della sede romana della Assocond, associazione di condòmini nata nell' 87 col principale scopo di tenere gli amministratori sotto controllo. "E' venuto il rappresentante di una ditta di costruzioni, mi ha promesso una quota per ogni condomino che convincevo a rivolgersi a loro". E' la prassi, assicura la signora, che di mestiere fa il consulente finanziario e si occupa di condomìni - dice - per passione. Gratis? "Sì, la consulenza in ufficio è gratis. Poi ci facciamo pagare la rappresentanza in assemblea: 150 mila lire le prime due ore, 30 mila le successive". Rappresentanza in assemblea vuol dire che il consulente fiscale si presenta attorno al tavolo al posto della signora del secondo piano (da cui è pagato) e fa presente all' amministratore che così non lo può fare e stia attento che se insiste finisce anche in galera. Funziona abbastanza. Va bene, ma come si arriva a 12 mila miliardi? Truffe, tangenti, mancati pagamenti e evasione fiscale, ripetono all' Assocond. La stima è attendibile. Gli amministratori in Italia sono circa 205 mila, di cui solo 5-6 mila sono iscritti ad associazioni. Gli altri sono "indipendenti": 120 mila circa amministrano il palazzo in cui vivono, gli altri 80 mila hanno in carico più di uno stabile. "Sono quelli che, per la maggior parte, non pagano le tasse e sfuggono ai controlli", dice Marchini. La sua federazione insieme alle associazioni di piccoli proprietari chiede che sia istituito un albo professionale. In Parlamento c' è un disegno di legge. Ma un albo basterebbe a garantire i condomini, a evitare i raggiri? "Forse no, i disonesti rimarrebbero. Ma metterebbe intanto qualche paletto. Per esempio, quello del titolo di studio. Lo sa quanti sono oggi gli amministratori che hanno fatto appena le elementari?". Quanti? "Moltissimi, non dico la maggior parte ma tanti, specialmente al Sud. E lo sa quanto guadagnano?". Quanto? "Io dico più di noi, che se lavoriamo dieci ore al giorno, magari in uno studio associato, pagando Iva e tutto il resto portiamo a casa al massimo 10 milioni al mese". Netti? "Certo, netti, perché?".

Da   La Repubblica   di  CONCITA DE GREGORIO   del   30 gennaio 1993  

 

 
 

A BREVE LA CAMPAGNA Unicasa "GALATEO DI CONDOMINIO"...........per ora gli ultimi aggiornamenti.....

Malmenati anche Carabinieri Calci, schiaffi e pugni. Furibonda rissa, scaturita da motivi riconducibili a rapporti di vicinato tra tre ragazze, di età compresa tra i 22 ed i 32 anni e residenti nel centro di Pratola Serra. Sul posto arrivavano i Carabinieri con l'intenzione di riportare la tranquillità ma i militari venivano aggrediti dalle stesse donne.

Ad avere la peggio erano due delle tre donne che, trasportate presso l’ospedale di Avellino, venivano refertate con prognosi di 10 e 7 giorni. Anche due dei militari intervenuti erano costretti a ricorrere alle cure dei sanitari. Al termine degli accertamenti le tre ragazze venivano tratte in arresto per i reati di rissa aggravata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, con rito direttissimo che si è celebrato questa mattina presso il Tribunale di Avellino dove, dopo la convalida degli arresti, sono state rimesse in libertà in attesa di sentenza che verrà pronunciata in altra data.

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Napoli, 9 apr. - (Adnkronos) - Sbaglia ad effettuare una citofonata e scoppia una rissa. I poliziotti del Commissariato 'Vasto-Arenaccia' hanno denunciato nove persone, uomini e donne di età compresa tra 68 e 20 anni, resisi protagonisti di una maxirissa nata da un litigio per una bussata di citofono effettuata a un condomino diverso dal reale destinatario della citofonata.

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Incredibile fatto quello accaduto all’interno di un condominio: assurdo ciò che è accaduto a Licata. Una rissa senza precedenti quella che si è scatenata in un condominio a causa del volume di uno stereo troppo elevato. Cinque individui sono arrivati alle mani con pugni, calci e bastonate. Anche una macchina distrutta.

Fortunatamente sul posto sono arrivati i militari che hanno evitato il peggio.

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Rissa in condominio per una panchina, pugni e schiaffi.

Assurda rissa a Capaccio Scalo: due famiglie hanno preso parte ad una violenta rissa a causa della posizione di una panchina utilizzata dai residenti del condominio come ritrovo pomeridiano. Da una parte chi voleva tenere la panchina nello stesso posto, dall’altra chi voleva spostarla in quanto troppo vicina alla finestra di casa, dove gli schiamazzi disturbavano la quiete. Le due famiglie si sono così presi a pugni costringendo i carabinieri ad intervenire per placare gli animi.

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È accaduto ieri in via Monte Grappa. L'uomo ha aggredito i Carabinieri, giunti per sedare gli animi.

Una lite condominiale finita in rissa. È accaduto ieri in via Monte Grappa, dove i Carabinieri hanno arrestato un uomo. I militari, intervenuti per sedare gli animi, sono stati aggrediti da un 41enne, che dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. E intanto è finito ai domiciliari.

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Da   habitat-italia.it      di Denise Barzaghi   21 dicembre 2013

Elettrosmog, è l’inquinamento da campi elettromagnetici non naturali.

LE ONDE ELETTROMAGNETICHE PER DECRETO SUL TETTO DEL CONDOMINIO

 Per i condomìni dissenzienti si prospettano tempi difficili: il ministro Passera nel mese di settembre 2012 ha inserito nella bozza del decreto Sviluppo 2, all’articolo 29, sezione digital divide, una norma salvantenne: “Il proprietario o il condominio non possono opporsi all’accesso dell’operatore di comunicazione al fine di installare, collegare o manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati”.

In poche parole, l’antenna s’ha da mettere perché opporsi è veramente impossibile. Un escamotage a cose fatte è dimostrare che  l’antenna abbia arrecato danni in termini di salute ad uno dei condomini. In questa specifica condizione, per la quale occorre presentare un quadro clinico che dichiari la diretta associazione antenna – infermità, la salute è prevalente rispetto al diritto di installazione.

Prima di partire alla bersagliera, combattendo contro le mostruose antenne, meglio valutare la possibilità di schermare la propria abitazione, e decidendo magari di non abusare degli elettrodomestici, cellulare e Pc in primis!

LE BASSE FREQUENZE DELLE ANTENNE INQUINANO L’UOMO

In un’epoca come questa, contrassegnata dalla presenza massiva di apparecchiature emittenti onde radio, la presenza di questo inquinante è davvero straordinaria. Elettrodomestici, cavi elettrici che scorrono tutto intorno a noi, computer, cellulari, reti telefoniche senza fili, ripetitori di cellulari, radio…. Siamo letteralmente bombardati! La cosa che desta preoccupazione è che le funzioni elettriche e chimiche del nostro organismo risultano “sotto attacco” con una perseveranza inquietante, e queste sono la base delle nostre comunicazioni metaboliche. L’attività cerebrale – che governa a livello volontario ed involontario ogni attività del nostro corpo – si basa sul sistema elettrico, così come l’interazione tra atomi e molecole che coinvolge l’aspetto chimico del nostro sistema endocrino.

 

 
 

Pubblicato il 7 aprile 2014 da salernonotizie.it   COMUNICATO UFFICIALE CARABINIERI BATTIPAGLIA

Battipaglia: era sembrato strano ai Carabinieri quell’ inconsueto via vai di uomini di tutte le età che si infilavano furtivamente nel portone di quella palazzina sita nei pressi dell’Ufficio Postale di Santa Lucia di Battipaglia per poi uscirne, dopo alcuni minuti, ed allontanarsi sempre con fare circospetto.

L’irruzione, fatta nella tarda serata di ieri dai Carabinieri della stazione di Battipaglia ha svelato il mistero.

Si trattava, infatti di una vera e propria palazzina a luci rosse. I sei mini appartamenti del palazzo erano stati trasformati in altrettante alcove all’interno delle quali “offrivano” le loro prestazioni sei giovani prostitute. Quattro di nazionalità rumena due dominicane.

E ne mancavano all’appello almeno altre sei, visto che i mini appartamenti erano predisposti con due camere da letto.

Condotte presso la caserma dei Carabinieri di Battipaglia le ragazze sono state identificate dai Carabinieri diretti dal Luogotenente MARI e munite di provvedimento di non ritorno per anni tre nel comune di Battipaglia.

Vorticoso il giro di affari della casa chiusa. Ogni prestazione costava circa cento euro ed i Carabinieri nel giro di un’ora hanno contato una ventina di clienti.

Indagini in corso per vagliare, con esattezza, il ruolo del proprietario della palazzina, mentre sono allo studio i tabulati telefonici dei cellulari in possesso delle ragazze per cercare di stabilire l’esistenza di uno sfruttatore del loro lavoro.

Non si esclude che nei prossimi giorni possano essere chiamati a deporre dai Carabinieri le centinaia di clienti già individuati grazie all’esplorazione dei tabulati telefonici.

http://www.salernonotizie.it/2014/04/07/battipaglia-condominio-a-luci-rosse-un-intero-palazzo-trasformato-in-alcova-blitz-dei-carabinieri/comment-page-1/

 

 

 
 

Prato, 4 aprile 2014 - Cinque appartamenti di 45 mq per padri separati e in condizioni economiche di disagio, con in più area giochi, giardini e centro civico aperto a tutti i residenti dell'area: gli assessorati all'Urbanistica e ai Servizi sociali ed Epp (Edilizia Pubblica Pratese) spiegano il condominio solidale per genitori separati di via Leopardi, che ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale.

Già dal 2010 era emersa la volontà del Comune di Prato di individuare una forma di aiuto ai genitori che vivevano il dramma della separazione e della perdita del reddito a causa della crisi economica ed occupazionale. Una situazione che a Prato vivono  molti padri, che non possono permettersi una casa in affitto ai prezzi di mercato e devono sistemarsi in alloggi di fortuna o anche in macchina. L'esigenza venne presentata  attraverso il Lode (Livello Ottimale di Esercizio) alla Regione Toscana, che rispose con un bando per l'assegnazione di risorse ai Comuni interessati alla realizzazione di condomini solidali per separati.

Su 23 richieste avanzate ne sono state accolte 5, tra cui Prato, con un finanziamento di 810mila euro. Il progetto presentato dal Comune di Prato e da Epp ha ottenuto un alto punteggio per la qualità dell'intervento e per l'impiego di bioedilizia e sistemi di risparmio energetico per realizzare un edificio di "classe A".

Leggi tutto   http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2014/04/04/1048559-condominio_padri_separati_leopardi.shtml

 

 

 
 

Fonte  iodonna.it  di  Anna Maria D'Alessandro - 01 aprile 2014

Rumori eccessivi, odori fastidiosi sulle scale. La convivenza condominiale non è sempre facile. Specie quando si tratta di immigrati. Così a Roma, si organizzano cicli di incontri per imparare a ridurre le tensioni. Rivolti ad amministratori ma anche semplici cittadini

Rumori - oppure odori - fastidiosi, abuso di spazi comuni: per questo si litiga nei condomini, ancora di più se i vicini non sono italiani. Perché anche un piacevole aroma di curry nella tromba delle scale, giorno dopo giorno, stufa...

Della cosa si è occupata la cooperativa Programma Integra, dal 2005 a fianco dei migranti a Roma, progettando corsi di formazione per ridurre le tensioni legate ad abitudini e provenienze geografiche diverse. “Gli stranieri arrivano in contesti problematici, in quartieri degradati dove gli affitti sono più economici, con immobili danneggiati o bisognosi di manutenzione”, premette Nicoletta Basili, coordinatrice del Progetto Amar (Agenzia di Mediazione Abitativa di Roma). Prezzi spesso più alti del valore di mercato spingono a riempire gli appartamenti per dividere le spese. Così si finisce per usare tutti gli spazi, balconi, pianerottoli e scale inclusi, e questo crea tensioni.

Eppure gli stranieri non sono “il problema” ma uno dei problemi, l’ultimo sopravvenuto. Questo e altro cercano di spiegare due tipi di corsi proposti da Amar: uno “tecnico”, per amministratori, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ANACI, l’altro più generale, su norme, funzioni e attività di un condominio con una lezione di “Suggerimenti per una migliore vita in comune”.

Dopo due edizioni molto affollate, in gennaio e febbraio, partono le ultime repliche, sempre gratuite: dal 2 al 16 aprile i tre incontri “per tutti”, al Municipio 2, via Goito 35 dalle 16 alle 18; dal 9 aprile al 7 maggio il corso per Amministratori, in via Assisi 41.

vedi anche Amar – Agenzia di Mediazione Abitativa di Roma - http://www.programmaintegra.it/modules/smartpage/item.php?itemid=69

il contributo di Unicasa – progetto Rispetto & Tolleranza - http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf

 

 
 

da     Il Sole 24 Ore   31 marzo 2014  di  Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci

Un unico libretto, composto da più schede modulabili a seconda delle caratteristiche dell'impianto. Quattro tipologie di rapporto di efficienza energetica, studiate per mettere a fuoco e mappare le prestazioni non solo delle tradizionali caldaie, ma anche dei sistemi di condizionamento, di teleriscaldamento e di cogenerazione. A partire dal 1° giugno "cambiano pelle" i documenti che certificano l'efficienza degli impianti installati in casa, in ufficio o in azienda.

E diventano obbligatori anche per i dispositivi di climatizzazione estiva.

I nuovi modelli di libretto e di rapporto sono introdotti dal decreto del 10 febbraio 2014 e sono il risultato di un approfondimento di un gruppo di lavoro coordinato dal Cti, il Comitato termotecnico italiano. In particolare, nel definire i documenti si è tenuto conto dei progressi tecnologici e della presenza sempre più diffusa, accanto alle caldaie e ai condizionatori "tradizionali", di nuovi sistemi, come le pompe di calore geotermiche, i cogeneratori, il teleriscaldamento o i dispositivi alimentati da fonte rinnovabile (solare, biomasse, etc).

I modelli di rapporto di controllo di efficienza energetica sono, invece, quattro: il principale è per gli impianti di riscaldamento con generatore a fiamma e combustione; poi per il condizionament, il teleriscaldamento e gli impianti di co-trigenerazione.

Con l'entrata in vigore, dal 1° giugno, del nuovo libretto, il responsabile (che nei piccoli impianti è l'utente stesso mentre in condominio può essere l'amministratore o la ditta abilitata da questi delegata) dovrà scaricare il nuovo modello di libretto dai modelli già disponibili sul sito del ministero Sviluppo economico e trascrivere sulla prima pagina di questo i dati identificativi dell'impianto così da consegnarlo, all'atto del controllo, al manutentore per l'aggiornamento. Il rapporto di efficienza, invece, viene compilato direttamente dal manutentore, che ha anche il compito di trasmetterlo, preferibilmente in via telematica, all'ente locale che tiene aggiornato il catasto.

Nel documento è indicato il risultato dei controlli, che devono essere conformi a quanto previsto dalle norme Uni o ai limiti indicati dal Dpr 74/2013. In caso contrario, il rapporto risulterà negativo e l'impianto sarà da sostituire. Incaricati dei controlli sono gli enti locali che ricevono il report delle verifiche e che, da parte loro, organizzano campagne ispettive a campione. Le sanzioni dipendono dal Dlgs 192/2005 o da eventuali disposizioni delle Regioni. Si va da 500 ai 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile. Da mille ai 6mila euro per l'operatore incaricato che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico.

leggi tutto http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-03-31/per-caldaie-nuovi-libretti-giugno-125916.shtml?uuid=AB0yl96

 

 

 
 

Fonte: La Stampa del 29 marzo 2014 di Franco Brizzo

 “Econdominio” prosegue la sua attività di informazione istituzionale in Piemonte con la “Campagna di Diagnosi Energetica Gratuita” dei condomìni con impianto centralizzato, offrendo agli amministratori condominiali un Carnet di 5 diagnosi gratuite per gli edifici più “energivori” da loro amministrati. 

I risultati ottenuti dall’avvio dell’attività ad oggi dimostrano quanto sia importante intervenire sull’efficienza energetica in condominio per garantire alle famiglie una migliore qualità di vita, grazie a importanti risparmi sulla bolletta energetica, contribuendo anche a migliorare sensibilmente la qualità dell’aria a beneficio di tutti i cittadini. 

In Piemonte la campagna di sensibilizzazione ha già coinvolto 118 condomini centralizzati sottoposti a diagnosi energetica gratuita. Le Amministrazioni locali mettono in atto politiche di contenimento dell’inquinamento. In questa direzione si inserisce dunque la Campagna condotta da “Econdominio” che è infatti sostenuta dalle Istituzioni locali: patrocinano l’attività le Province di Torino, Cuneo, Asti, Alessandria e Vercelli, il Comune di Asti e la Città di Cuneo. 

La Campagna di informazione intende portare al condominio soluzioni concrete di efficientamento autoliquidante attraverso la formula contrattuale del Contratto di Rendimento Energetico EPC (come da D.lgs. n. 115/2008) l’unico in grado di portare l’efficienza energetica in condominio senza alcun esborso di denaro, ossia a rata condominiale invariata, con garanzia decennale della prestazione e formule di finanziamento dedicate al condomìnio che non richiedono firma dei condòmini o garanzie fidejussorie. Sono già stati deliberati 23 interventi di efficientamento energetico che consentono di tagliare 363 tonnellate/anno di emissioni inquinanti, equivalenti all’inquinamento prodotto da 180 Auto di media cilindrata che percorrono 15.000 km/anno (circa 7000 euro di risparmio per ogni edificio coinvolto).

L’Efficienza Energetica dei condomini è un tema particolarmente attuale ed urgente per i cittadini e gli amministratori di Piemonte sia in considerazione della scadenza delle opportunità di detrazione fiscale per il condominio (il 65% scadrà a giugno 2015), sia in considerazione dell’imminente termine degli obblighi regionali per l’installazione delle valvole termostatiche e della contabilizzazione del calore, che, a loro volta, richiedono necessariamente la realizzazione di una diagnosi energetica preventiva che indichi esattamente come prevedere una corretta ed equa ripartizione delle spese tra condòmini.

La diagnosi energetica è dunque il solo strumento in grado di identificare le cause degli sprechi e le criticità del sistema edificio/impianto nonché di individuare le migliori soluzioni di efficientamento con il miglior rapporto costo/beneficio.

Leggi tutto    http://www.lastampa.it/2014/03/30/scienza/ambiente/focus/aria-sana-e-risparmi-in-bolletta-se-il-condominio-diventa-eco-vmAHshqor8SbIFFEholLNJ/pagina.html

 

 
 

Fonte: Gazzetta di Mantova 8 marzo 2014  - 1° Puntata:  Inquilini in tribunale per il mutuo del condominio

Dieci inquilini chiedono la testa dell’amministratore. Ma lui non si presenta. Nel mirino i mancati pagamenti a un’impresa edile.

L’udienza si è tenuta ieri mattina in tribunale. Ghidini doveva essere presente ma non si è fatto vedere, nonostante la promessa fatta nel corso dell’ultima assemblea condominiale, durante la quale si era detto disponibile a spiegare le proprie ragioni, con tanto di documentazione, ma solo davanti al giudice. Il magistrato si è comunque riservato di decidere.

L’avvocato Pierpaolo Papini, che abita nello stesso condominio, si sta occupando di tale contenzioso. Il titolare della ditta gli ha mostrato una serie di estratti conto dai quali si evince che alcuni pagamenti sono stati fatti con un conto corrente diverso da quello usato abitualmente.

Si scopre così che è stato acceso un mutuo di 300mila euro all’insaputa e contro il parere dei condomini.

Sandro Ghidini amministra oltre trenta condomini oltre che nel Mantovano anche a Mirandola e in altre località emiliane.

Fonte: Gazzetta di Mantova 23 marzo 2014  - 2° Puntata: Niente soldi per il restauro Amministratore sostituito

Il tribunale revoca l’incarico di Ghidini dopo una sola udienza. Ora si dovrà fare chiarezza sui fondi che non sarebbero stati versati dal “Condominio Gianluigi”.

Come raccontato nei giorni scorsi, a chiedere la revoca di Ghidini, che da anni amministra il palazzo in centro a Poggio così come decine di altri palazzi della Bassa, è stato un gruppo di condomini. Questi ultimi hanno preso la decisione dopo avere riscontrato presunte gravi irregolarità nella gestione finanziaria del Gianluigi, in particolare in riferimento al pagamento di un importante intervento di ristrutturazione. Lavori per centinaia di migliaia di euro, per i quali  la ditta lamenta mancati pagamenti. L’esame dei conti

 avrebbe evidenziato la sparizione di centinaia di migliaia di euro. Soldi versati dai condomini a Ghidini ma mai arrivati al costruttore. Questa l’accusa, corredata dalla scoperta di un mutuo da 300mila euro acceso sul conto del condominio all’insaputa di chi ne fa parte.

In un’infuocata assemblea di condominio, a fine febbraio, Ghidini ha ribadito il concetto e ha promesso di chiarire tutto, con relativa documentazione a sostegno delle proprie tesi, davanti al giudice. Ma all’udienza relativa alla sua revoca di amministratore non si è presentato in tribunale.

Fonte: Gazzetta di Mantova 27 marzo 2014  - 3° Puntata: Non solamente il “Condominio Gianluigi”.

Anche un altro condominio di Poggio Rusco, amministrato dallo stesso professionista, Sandro Ghidini, sta facendo in quei giorni i conti con l’ipotesi di un mancato pagamento di lavori.

Una conferma del problema arriva anche dagli stessi condomini: «Sì, in questi giorni ci stiamo attivando per verifiche – spiega al telefono uno dei proprietari di appartamento – e il problema è che non riusciamo a metterci in contatto con Ghidini. A turno abbiamo provato a chiamarlo, ad andare al suo studio, ma nulla. Di certo noi abbiamo pagato per i lavori compiuti, ma non sappiamo a questo punto se la ditta abbia o meno ricevuto i soldi. Dovremo decidere come intervenire. Forse contatteremo un legale...»

Sul mistero della presunta sparizione di Ghidini (mercoledì la Gazzetta ha provato a contattarlo, ma l’utenza risultava staccata) sono arrivate le parole rassicuranti del fratello …..

Sono in corso accertamenti da parte dell’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio.

AD OGGI SANDRO GHIDINI RISULTA NEGLI ELENCHI DEGLI ASSOCIATI ANACI-Mantova nel relativo sito web.

Leggi tutto http://gazzettadimantova.gelocal.it/ricerca?location=poggio+rusco

Anaci Mantova  http://mantova.anacilombardia.com/organigramma

 

 
 

Fonte:  http://www.ilghirlandaio.com/top-news/104021/confedilizia-arriva-il-rendiconto-per-una-gestione-pi-trasparente-del-condominio/

Roma, 26 marzo – Oggi arriva il “Rendiconto tipo per gli amministratori condominiali dopo la riforma”, strumento che ha lo scopo di aiutare gli amministratori nella redazione del rendiconto di condominio sulla base dei criteri della nuova legge.

È stato presentato stamattina dal Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, dal Presidente del Centro studi Coram (Coordinamento registri amministratori Confedilizia) Vincenzo Nasini, dal Presidente di Gesticond (Libera associazione nazionale di amministratori immobiliari) Diego Russello, dal Presidente dell’Agiai (Associazione geometri italiani amministratori immobiliari) Tommaso Mongiovì.

Quali sono le novità? Il rendiconto si presenta come un documento chiaro e dettagliato perché contiene:

- il modello di consuntivo della gestione ordinaria e del relativo riparto, con evidenziate le voci di entrata e di uscita;

- il modello di registro di contabilità, per l’annotamento in ordine cronologico, dei singoli movimenti in entrata e in uscita;

- il modello di riepilogo finanziario, con la situazione patrimoniale del condominio, i fondi disponibili e le eventuali riserve;

- il modello di nota sintetica esplicativa della gestione con i rapporti in corso e le questioni pendenti;

- il modello di preventivo della gestione ordinaria e del relativo riparto.

Le nostre perplessità: già il Legislatore utilizza termini avulsi ai tradizionali principi contabili (art. 1130  “registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita” – art. 1130bis “rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve”  - art. 1130bis  “registro di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni  pendenti”); ci aspettavamo che almeno gli esperti identificassero i “modelli” con termini ragionieristici (o forse anche gli esperti vedono nel “ragionieristico” l’espressione di pedanteria, eccesso di pignoleria, sinonimo di “mentalità da ragioniere” che si contrappone all’immensa creatività degli amministratori di condominio  quando predispongono il “bilancio”?)