AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO
 
 
 
 

PARTNERS NAZIONALI

Servizi di contabilizzazione dell’energia

Oltre cento anni d’esperienza nel mondo rendono accessibile a tutti il risparmio energetico

Due Energie Duferco Group

il partner per il gas naturale

800.333.800 - Pronto Intervento Manutenzione 24/24 per tutti

Cliente Unicasa? Chiedi al Tuo amministratore il coupon di sconto

EUROCERT: il partner nella SICUREZZA

Sicurezza per i fabbricati e per le famiglie

Cofely

Mettiamo tutta la nostra energia per risparmiare la vostra

Guarda tutti i partners nazionali

 
 
 

ACCESSO AFFILIATI

Login:
 
Password:
 

 
 
 
 

Ultime novità da Unicasa Italia

 
 

Da      laprovinciadivarese.it      di  Matteo Borgini

Con una recente sentenza la Suprema Corte è tornata ad occuparsi di una tematica spinosa in materia di condominio, inerente la contrapposizione di diritti opposti tra le necessità dei singoli proprietari e la preservazione delle parti comuni condominiali.

In particolare, per quanto concerne le facciate, la fattispecie si rende ancora più complessa, dato che il decoro dell’immobile, che a volte può avere anche rilievi pubblicistici, può ostacolare esigenze anche non velleitarie, ma supportate da reali necessità. È il caso in particolare dei condizionatori posizionati sulla facciata condominiale. Al riguardo l’art. 1120 c.c. prevede un generale divieto per quelle innovazioni che “alterino il decoro architettonico”, e la giurisprudenza maggioritaria ha precisato che sussiste tale pregiudiziale quando si possa individuare nel fabbricato una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia tanto da trasformare l’impatto visivo dell’immobile in una sorta di bene comune, il cui mantenimento è tutelato ai sensi dell’art. 1117 cc..

Nel caso in esame i condomini che avevano installato il condizionatore in contestazione avevano sostenuto che, poiché per quell’intervento era stato ottenuto l’assenso da parte dell’amministrazione pubblica sotto i profili paesaggistici ed urbanistici, il condominio non avrebbe potuto vietarlo.

La Corte di Cassazione si è però pronunciata in senso contrario, affermando invece che “costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull’aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

La relativa valutazione spetta al giudice di merito”. Dunque l’assenso della pubblica autorità non può interferire con i diritti soggettivi attribuiti a ciascun condomino. Va detto infine che Il decoro architettonico può sussistere anche per i fabbricati che non abbiano particolare pregio artistico, e può derivare anche dalla modifica dell’originario aspetto di singoli elementi o di singole parti dell’edificio che abbiano sostanziale formale autonomia.

 

 
 

Da  ilgiornale.it    di     Pedro Armocida      21/10/2014

Chi meglio di lui per interpretare Francesco, un single dalla vita sessuale piuttosto vivace, ancora innamorato di Anna (Cristiana Capotondi), la sua ex ora incinta. Chi meglio di Fabio De Luigi, con la sua comicità sospesa tra gesto e parola, poteva tenere le redini di Soap Opera , commedia insolita e personale di Alessandro Genovesi da dopodomani nelle sale, con l'allegra combriccola formata da Ale e Franz, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Diego Abatantuono, ad animare un anonimo piccolo condominio che lo spettatore vede senza la parete frontale come teatro. A De Luigi tocca convivere con Paolo (Ricky Memphis), l'amico del cuore che gli si piazza in casa in crisi d'identità sessuale nelle ore in cui la moglie sta partorendo: «Trovavo divertente - spiega De Luigi - che, in una coppia di amici che si conoscono da una vita, a uno dei due nascesse un dubbio del genere».

Qui però passate ai fatti………….

Leggi tutto http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/questo-condominio-vi-far-proprio-divertire-1061240.html

 

 

 
 

Solo in via Ronchese, in 5 stabili, passivi per 100 mila euro. Centinaia di inquilini in ansia San Zeno e Chiesa Votiva, si apre il fronte degli stabili privati: imprese e fornitori non pagati.

È una voragine che si allarga ogni giorno, quella dei conti dei condomini gestiti dalle amministrazioni «Restera»…….  i primi accertamenti parlano di un «buco» complessivo di 100 mila euro, per i 5 condomini della via amministrati da Roberto Artuso e dalla consorte, Cristina Caodaglio. E a tremare ci sono altre centinaia di inquilini in città: quelli che abitano in altri 20 condomini in diversi quartieri, sempre gestiti, o amministrati fino a pochissimo tempo fa, dalla società di Artuso, che ha sede in vicolo IV Novembre a Fiera, a pochi passi dal Sile……. in decine e decine di abitazioni, nei diversi punti delle città, si è in ansia e si spulciano febbrilmente conti e bollette, ricevute e rendiconti contabili ……. In zona chiesa Votiva, ad esempio, gli inquilini dello stabile di via Ospedale 7/C hanno scoperto che ci sono 45 mila, forse 50 mila euro di fatture e bollette non pagate. «E i conti non sono ancora terminati» dice un inquilino, «temiamo di scoprire altre fatture non saldate».

Non un caso isolato, perché moltissimi condomini sin qui gestiti dalla «Restera» hanno cambiato o stanno cambiando amministratore. È verosimile che da qui alle prossime settimane possano emergere altre incongruenze oppure altri ammanchi……

…… ma com’è possibile che questa società di amministrazione abbia potuto continuare a operare in questi anni, dopo che erano emersi? Possibile che nessuno, in questi anni, non abbia lanciato l’allarme? ……

Sono le domande che adesso si rincorrono negli stabili gestiti sino a pochi mesi fa ……

 «Non dormo più da settimane«, rivela una signora disperata, «come farò a pagare?» In più di qualche casa non sono giorni sereni.

Leggi tutto http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/09/30/news/restera-la-voragine-raddoppia-ammanchi-per-300-mila-euro-1.10027355

Oggi sul sito dell’associazione di amministratori FNA leggiamo:

“La società AMMINISTRAZIONI RESTERA SRL (comune di Treviso) ed i suoi soci CAODAGLIO CRISTINA, ARTUSO ROBERTO NON è iscritta a FNA Federamministratori.”

TROPPO TARDI PER I CONDOMINI TRUFFATI………

Vedi      http://www.fna-confappitreviso.it/amministratoridicondominio/amministratoriFNATreviso.aspx

 

 
 

Fonte     condominioweb.com     di Avv. Mauro Blonda

L'amministratore di condominio deve possedere i requisiti indicati dalla legge sia prima della sua nomina che durante l'incarico ed il venir meno di uno di essi ne determina la cessazione.

Decaduto dalla carica l'amministratore condannato. Il Tribunale di Sciacca, con provvedimento del 16/06/2014 ed accogliendo il ricorso presentato in via d'urgenza dal nuovo amministratore di un condominio, ha confermato la decadenza dalla carica del vecchio amministratore poiché condannato con sentenza definitiva per il reato di omesso versamento delle trattenute previdenziali.

Ciò poiché tale reato, come correttamente rilevato dal Tribunale, costituisce "un'ipotesi speciale di appropriazione indebita", che a sua volta, in quanto classico caso di reato contro il patrimonio, rende impossibile per colui che ne venga condannato essere nominato amministratore di condominio.

Infatti, secondo quanto previsto dall'art. 71 bis delle disp. att. cod. civ. (introdotto dall'art. 25 della L. n. 220 dell'11/12/2012, cd. Riforma del condominio), uno dei motivi ostativi all'assunzione o la conservazione della carica di amministratore è l'aver riportato una condanna per uno tra i reati ivi elencati, tra cui vi sono appunto i reati contro il patrimonio.

Oltre a questo vi sono poi altri requisiti (cui corrispondono, ove non posseduti, altrettanti motivi di incompatibilità con la carica di amministratore) concernenti la persona chiamata a svolgere le funzioni di amministratore: questa, ad esempio, deve avere il godimento dei diritti civili (lett. A), non dev'essere stata interdetta né inabilitata (lett. D) , deve possedere per lo meno il diploma di scuola media superiore, non dev'essere stata protestata.

Leggi tutto http://www.condominioweb.com/se-non-si-possiedono-i-requesiti-non-si-svolge-lattivita.11224#ixzz3FkVnjs00

MA CHI CONTROLLA CHE IL TUO AMMINISTRATORE O L’AMMINISTRATORE CHE SI STA PROPONENDO ABBIANO  I  REQUISITI DI LEGGE?

Unicasa CONTROLLA E CERTIFICA GLI AMMINISTRATORI DEL GRUPPO.

 

 
 

Da    condominioweb.it    09/10/2014   di Ivan Meo

Condannato il professore che, senza autorizzazione, svolgeva contestualmente l'attività di ingegnere e di amministratore di condominio. Il docente dovrà risarcire il danno, per tutti i compensi guadagnati senza il consenso dell'Amministrazione.

La Procura erariale, in seguito ad una segnalazione effettuata dall'Ufficio Scolastico Regionale, avvia le indagini su un docente di costruzioni, tecnologia delle costruzioni e Disegno Tecnico che prestava il proprio insegnamento presso un istituto superiore. Nel caso di specie il professore, oltre a svolgere l'attività di insegnante, si occupava di altre due distinte attività:

· quella di amministratore per conto di numerosi condomini situati nella Provincia di Pisa;

· quella di libera professione (ingegnere).

…… Le attività venivano svolte contestualmente senza una preventiva autorizzazione da parte dell'Amministrazione, trasgredendo così ai suoi doveri d'ufficio, in quanto ai sensi dell'art. 508 del D.lgs. n. 297/1994 “ è consentito, previa autorizzazione del direttore didattico o del preside, l'esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all'assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l'orario di insegnamento e di servizio.

La Corte dei conti, con sentenza deposita l'8 settembre 2014 n. 159 ha stabilito che gli insegnanti non possono svolgere attività di amministratore condominiale, se iscritti ad un ordine professionale, stabilendo in nesso causale tra la condotta del docente e l'evento dannoso. I Giudici hanno quindi condannato il docente-amministratore a rifondere 59.200 euro di danno erariale in quanto il docente svolgeva attività di amministratore condominiale e di ingegnere, senza neppure averlo comunicato al preside che può autorizzare una attività "extra" solo se si arrechi pregiudizio a quella di docente (articolo 508 del Dlgs 297/1994). ……

…… la giurisprudenza afferma che “per professione deve intendersi, secondo la comune accezione del termine, un'attività esercitata in modo continuativo a scopo di guadagno – potendosi solo distinguere tra professioni regolamentate dalla legge e non – non appare possibile sostenere che un'abituale e continuativa attività di amministratore di condomini non costituisca appunto una professione”.

“L'attività retribuita di amministratore di condomini costituisce esercizio di libera professione consentita al personale docente delle scuole statali, a norma del comma 15 dell'art. 508 d.lg. n. 297 del 1994, soltanto dietro autorizzazione del direttore didattico o del preside; pertanto, lo svolgimento di essa senza tale autorizzazione configura violazione degli obblighi d'ufficio produttiva di danno erariale”.

 

 
 

da   aduc.it     del   9 ottobre 2014    di  Alessandro Gallucci

….. decreto del Ministero della Giustizia recante regolamento sulla formazione degli amministratori di condominio (d.m. n. 140 del 13 agosto 2014, pubblicato in G.U. serie ordinaria n. 222 del 24 settembre 2014) …. ha come obiettivo quello di disciplinare il contenuto dei corsi di formazione iniziale e di aggiornamento nonché quello di stabilire i requisiti per i soggetti che si impegneranno a tenere tali corsi, ossia i formatori ed i responsabili scientifici.

Vedi anche nostra news   http://unicasaitalia.it/news-id-255.htm#255

 Diciamolo subito con chiarezza: chi si aspettava che questo decreto ponesse dei correttivi efficaci per arginare l’enorme mole di corsi di formazione più o meno validi presenti sul mercato deve ritenersi deluso. Il regolamento per certi aspetti chiarisce definitivamente durata e contenuti dei corsi ….. per il resto nel determinare i requisiti dei responsabili e dei formatori, al di là dei titoli fa riferimento a requisiti assai vaghi e senza prevedere un adeguato sistema di controlli, lascia alla responsabilità degli operatori la scelta di tali figure. E se molti operatori del settore fino ad oggi non si sono comportati nel modo migliore, non c’è da ben sperare per il futuro.

La sensazione è che anche questa volta più che dell’interesse dell’utente del servizio (chi deve andare a formarsi) s’è tenuto conto dell’interesse del formatore-medio, cioè lucrare sulle altrui necessità e aspettative.

Durata dei corsi di formazione iniziale. 72 ore minime delle quali almeno un terzo di esercitazioni pratiche ….. con un corso full immersion sarà sufficiente poco più di una settimana. Basta questo per capire la reale (in)utilità di questi corsi ….. Teoricamente superato il corso una persona può trovarsi a gestire un condominio con un rendiconto da migliaia di euro l’anno. Bastano 72 ore per saperlo fare?

….. Formatori e responsabili scientifici: è qui, se così si può dire, che arriva il bello.

Chi può assumere l’incarico di formatore? Secondo il d.m. n. 140/2014, una persona che possa provare con idonea documentazione al responsabile scientifico:

 a) di avere determinati requisiti di onorabilità (Es. assenza condanne penali, interdizione, ecc.);

 b) di essere laureato (basta laurea triennale) o abilitato all’esercizio della libera professione (definizione vaga che sembrerebbe rimandare alle professioni ordinistiche) o ancora un docente in materie giuridiche, tecniche ed economiche presso università, istituti e scuole pubbliche o private riconosciute;

 c) di aver maturato una specifica competenza in materia di amministrazione condominiale o di sicurezza degli edifici. ……………………

Il responsabile scientifico, a sua volta dev’essere:

 a) un docente in materie giuridiche, tecniche o economiche (ricercatore universitario a tempo determinato o a tempo indeterminato, professore di prima o di seconda fascia, docente di scuole secondarie di secondo grado),

 b) un avvocato o un magistrato;

 c) un professionista dell’area tecnica.

Il responsabile scientifico a chi deve dimostrare di possedere questi requisiti? Il regolamento del ministero non dice nulla, ma pare evidente che tale potere di controllo spetti all’organizzatore del corso. E se è il responsabile scientifico ad organizzarlo?.

Tutte queste informazioni (nominativo del responsabile scientifico, durata del corso, inizio del medesimo, ecc.) devono essere comunicate a mezzo pec al Ministero della Giustizia.

E chi vigila su tutto ciò? Teoricamente il ministero, ma in pratica si teme nessuno perché come ha detto il Consiglio di Stato nel parere sullo schema di decreto, rientra nell’esercizio legittimo della discrezionalità del dicastero la mancata previsione di un sistema di controllo ad hoc dell’intero sistema dei requisiti di formatori e responsabili scientifici? Una manna per chi opera “zerbinizzando” quotidianamente il concetto di legalità e Stato di diritto.

Ed allora? Che cosa può accadere se un qualunque ente tiene un corso senza che formatori o responsabili scientifici abbiano le reali competenze a farlo? Si potrebbe avere questo risultato: “Amministratore lei ha buttato i soldi dalla finestra!” Va ricordato, infatti, che seguire un corso che non ha i requisiti richiesti dal regolamento ministeriale equivale a non averne seguito alcuno.

È evidente che trasparenza e correttezza nell’organizzazione dei corsi debbano essere il minimo requisito imprescindibile per tutti coloro i quali vogliano organizzare seriamente percorsi formativi iniziali e di aggiornamento. Chi li organizza dovrebbe dare massimo risalto alle figure che si occupano dei corsi di formazione iniziale e periodica. Se ha un sito web, attraverso questo canale, ed in ogni caso al momento della pubblicizzazione di questi corsi.

Se ciò non accadesse? Meglio, siccome ciò già non accade (basta visitare il sito di molte associazioni di categoria per rendersene conto), che cosa deve fare chi intende iniziare quest’attività o chi, comunque, deve aggiornarsi?  …………………..

UNICASA ITALIA CONCORDA CON LE OSSERVAZIONI E LE VALUTAZIONI DI ADUC – Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori – ED HA DECISO CHE SI RESPONSABILIZZA NEI CONFRONTI DEGLI UTENTI FINALI (i Condomini) PER LA FORMAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI DEL GRUPPO, ORGANIZZANDO IN TRASPARENZA E CON CORRETTEZZA I CORSI DI AGGIORNAMENTO  PREVISTI DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA.

 

 
 

Da    tgcom24.mediaset.it      7 ottobre 2014

A sei anni dall'ultimo progetto discografico torna John De Leo con "Il Grande Abarasse". E' un concept album ambientato in un ipotetico condominio dove ogni brano corrisponde ad uno dei suoi appartamenti. L'album vede la partecipazione in alcuni pezzi dell'Orchestra Filarmonica di Bologna e di Uri Caine al pianoforte in "The Other Side of a Shadow". "Faccio canzone, jazz e altro - dice De Leo - perché mischiare i generi non è reato".

"La cosa certa in ogni brano de Il grande Abarasse - spiega De Leo - è un'esplosione improvvisa. A seconda del brano è rappresentata in modi diversi. L’accadimento viene tradotto da differenti soggettive culturali o personali contingenti situazioni emotive. Volevo che l’esplosione corrispondesse alla materializzazione di una deflagrazione interiore la cui miccia, in ognuno dei condomini, era in realtà già accesa".

wikipedia.org  John_De_LeoJohn De Leo, all'anagrafe Massimo De Leonardis (Lugo, 27 maggio 1970), è un cantante e compositore italiano

Artista trasversale, dotato di una personalità vocale duttile e dall’attitudine sperimentale, John de Leo è tra i nomi più interessanti del panorama musicale italiano.

La sua voce-strumento s’innesta in un’articolata concezione compositiva che attinge ai folklori popolari, al jazz, passando dal rock alla contemporanea, fino al reading e al radiodramma.

Nel suo universo sonoro convivono particolari combinazioni strumentali: la voce dialoga con un ensemble di archi, con chitarre e una sezione fiati di legni, in formazione bandistica, in duo con un trombone. Originale anche la ricerca del suono: spesso gli strumenti o la voce stessa vengono filtrati, manipolati per esempio attraverso strumentazioni analogiche, dispositivi per chitarra, campionati impiegando live looping sampler, modificati attraverso un ventilatore emulando l’effetto Leslie e con distorsori giocattolo.

La ricerca di possibili rapporti tra suono e parola si esprime nei versi dei brani, scritti dallo stesso De Leo. I testi sono densi d’invenzioni grammaticali in un continuo gioco semantico di allitterazioni, assonanze e dissonanze, che sconfinano nel neologismo fino alla negazione del testo stesso attraverso l’onomatopea; immaginifici, spesso ironici, altri dal taglio lirico, esplorano a sfera umana.

 

 
 

GENOVA - Dieci mila euro in dieci anni, poco più di mille euro all'anno sottratti al condominio che amministrava. Per questo Gianfranco Grimaldi, amministratore condominiale, è stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per appropriazione indebita.

L'uomo è accusato di avere effettuato sistematici prelievi dai conti utilizzati per amministrare un condominio in via Brigata Salerno, a Sturla, fino a quando i diretti interessati lo hanno scoperto e lo hanno denunciato. L'amministratore, che esercita ancora, ha impugnato la sentenza.

 

 
 

FILM - DATA USCITA: 16 ottobre 2014 - GENERE: Commedia, Drammatico - ANNO: 2014 - REGIA: Pierre Salvadori - SCENEGGIATURA: Pierre Salvadori - ATTORI: Catherine Deneuve, Gustave de Kervern, Féodor Atkine, Michèle Moretti, Pio Marmaï, Nicolas Bouchaud, Garance Clavel, Carole Franck, Olivier Charasson - FOTOGRAFIA: Gilles Henry - MONTAGGIO: Isabelle Devinck - MUSICHE: Grégoire Hetzel, Stephin Merritt - PRODUZIONE: Les Films Pelléas, France 2 Cinéma, Delta Cinéma - DISTRIBUZIONE: Good Films - PAESE: Francia - DURATA: 97 Min

Antoine ha passato i quaranta quando decide bruscamente di porre fine alla sua carriera di musicista. Dopo aver vagabondato per qualche tempo, trova lavoro come portiere nel palazzo dove abita Mathilde, una donna in pensione, generosa e impegnata nel sociale. Una sera, Mathilde scopre una crepa nel muro del suo salotto e inizia a temere che il palazzo possa crollare. Gradualmente la sua paura si trasforma in un vero e proprio panico e Antoine, che si sente molto vicino a questa donna, teme che possa scivolare nella follia.

 

 
 

Da studiotecnic.altervista.org  Fonte: Agenzia delle Enatrate

Il decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014 (in vigore dal 13 settembre e attualmente in fas e di conversione in legge) ha introdotto, in favore delle persone fisiche che non esercitino attività commerciali, una deduzione dal reddito complessivo per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, destinate alla successiva locazione.

Deve trattarsi di immobili di nuova costruzione o sui quali sono stati effettuati interventi di

ristrutturazione edilizia (art. 3, comma 1, lettere d, del Dpr 380/2001), ceduti da imprese di

costruzione, cooperative edilizie o da quelle che hanno effettuato gli stessi interventi di ristrutturazione. Gli acquisti agevolati sono quelli effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017.

La deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di

compravendita e spetta nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro.

Essa va ripartita in otto quote annuali di pari importo (a partire dall’anno in cui viene stipulato il contratto di locazione) e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le stesse spese.

Fermo restando il limite massimo complessivo di 300.000 euro, l’agevolazione spetta anche per la costruzione di un’abitazione su un’area edificabile già posseduta. In sostanza, si potranno portare in deduzione anche le spese sostenute dal contribuente persona fisica, non esercente attività commerciale, per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti di appalto, per la costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale.

Le principali condizioni necessarie per poter usufruire dell’agevolazioni sono le seguenti:

l’unità immobiliare acquistata o costruita non deve essere classificata o classificabile nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, l’immobile deve essere concesso in locazione, per almeno otto anni continuativi, a canone non superiore a quello concordato (legge 431/1998), o a quello convenzionale (art. 18 del Dpr 380/2001), o a quello stabilito dalla legge che ha istituito i canoni speciali (legge n. 350/2003). La deduzione, comunque, non viene meno se, per motivi non attribuibili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del tempo previsto e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data di risoluzione;

tra locatore e locatario non devono esserci rapporti di parentela entro il primo grado;

l’unità immobiliare deve essere a destinazione residenziale e non deve trovarsi nelle zone territoriali omogenee classificate E (Decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444), vale a dire, in parti del territorio destinate ad usi agricoli;

l’immobile deve conseguire prestazioni energetiche certificate in classe A o B (allegato 4 delle Linee Guida nazionali per la classificazione energetica degli edifici di cui al Decreto Ministeriale 26 giugno 2009 o normativa regionale, laddove vigente).

Le modalità attuative per richiedere l’agevolazione saranno stabilite con un apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell’economia e delle finanze.

 

 
 

Da  edilportale.com   di  Paola Mammarella

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 31 luglio 2014 che regola il Fondo di garanzia per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa.

Fondo di garanzia prima casa, in arrivo mutui fino a 15 miliardi 

Il Fondo di garanzia, lo ricordiamo, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità per il 2014 con uno stanziamento di 600 milioni di euro, 200 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

Le risorse sono destinate a garantire il 50% della quota capitale dei finanziamenti concessi per l’acquisto, la ristrutturazione e l’accrescimento dell’efficienza energetica degli immobili destinati a prima casa di abitazione del soggetto che richiede il mutuo.  Gli interventi del Fondo di garanzia per la prima casa sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima istanza.

Per poter accedere alla garanzia del Fondo, l’importo dei mutui ipotecari non può superare i 250 mila euro. Allo stesso tempo, l’abitazione da acquistare o riqualificare non deve appartenere alle categorie catastali A1 (Abitazioni di tipo signorile), A8 (Abitazioni in ville) e A9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) né deve avere caratteristiche che la possano ricondurre agli immobili di lusso.

 Hanno priorità di accesso ai mutui le giovani coppie, i nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori e i giovani con età inferiore a 35 anni inquadrati con un contratto di lavoro atipico. Alla data di presentazione della domanda, il mutuatario non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli acquisiti per successione a causa di morte, in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

 L'ammissione alla garanzia del Fondo avviene esclusivamente per via telematica. Il soggetto finanziatore (banche o intermediari finanziari) verifica la completezza della domanda e la trasmette al Gestore (Consap SpA), che le assegna un numero di posizione progressivo in base all’arrivo. L'efficacia della garanzia del Fondo decorre in via automatica dalla data di erogazione del mutuo.

Nel caso di inadempimento del mutuatario, il soggetto finanziatore informa il Gestore dopo 90 giorni dalla scadenza della prima rata rimasta anche parzialmente insoluta. Entro dodici mesi dalla comunicazione, il  soggetto  finanziatore invia al mutuatario l'intimazione  al pagamento. Se il mutuatario non provvede al pagamento entro sei mesi, il soggetto finanziatore  può chiedere al Gestore l'intervento della garanzia del Fondo.

L’operazione fa sorgere, a carico del mutuatario, l’obbligo di restituire le somme pagate dal Fondo, gli interessi maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso e le spese sostenute per il recupero.

 

 
 

Milano, 29 settembre 2014

Oggetto: annullamento manifestazione EIRE – Expo Italia Real Estate 2015

Gentile Michele Sacchetti

in questi 10 anni di EIRE, abbiamo lavorato con grande impegno e serietà per fornire a tutto il sistema del Real Estate italiano una piattaforma di incontro per conoscersi, conoscere e confrontarsi.

Non senza fatica abbiamo cercato di coinvolgere soggetti imprenditoriali, manager, la pubblica amministrazione e il sistema finanziario del Paese. Abbiamo, infatti, ritenuto che fosse indispensabile realizzare un luogo di incontro che, in qualche modo, potesse fare emergere le esigenze del settore e contribuisse ad indicare una prospettiva.

In quest’ottica, EIRE ha tentato di aiutare il settore a rappresentarsi nei confronti della opinione pubblica e del Governo. Nell’ambito della rassegna, abbiamo anche lavorato per coinvolgere operatori e investitori internazionali, con l’obiettivo di centrare l’interesse sul nostro grande Paese. In effetti, in tanti hanno accolto il nostro invito allo scopo di approfondire le grandi opportunità illustrate nel corso della kermesse.

Con umiltà ma, allo stesso tempo, con certezza possiamo, in tal senso, affermare che il tentativo messo in campo da EIRE s’è rivelato positivo, poiché ha posto alla ribalta della comunità internazionale del RE fatti, giudizi, esperienze e modelli.

Sin dall’inizio, e in particolare in questi ultimi anni, continuiamo a interrogarci sul futuro del settore e dell’evento.

Nonostante la significativa perdita economica che nelle edizioni più recenti ha comportato l’organizzazione della manifestazione, abbiamo sostenuto grandi investimenti per garantire un appuntamento adeguato alle sfide del settore.

Da imprenditore sono, infatti, convinto che non sia il guadagno la ragione prima di una attività ma occorre che ciò che si fa e le energie che si spendono abbiano un senso, una prospettiva. Occorre che siano utili ad un “soggetto”, ad un comparto e che questa utilità sia riconosciuta.

Devo dire, con grande sincerità e dopo una lunga riflessione, che faccio fatica ad identificare una vera “community” del settore, che voglia nei fatti - al di là delle intenzioni o del pregevolissimo personale tentativo di qualche manager o imprenditore - giocare una partita reale per la trasformazione del Paese, generando credibilità e autorevolezza.

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno voluto investire nell’evento, soprattutto negli ultimi anni, ma la quantità dei soggetti disposti a giocare un ruolo da protagonisti non costituisce, al momento, una “massa critica” sufficiente alla realizzazione dell’evento stesso.

Per queste ragioni, riteniamo che non vi siano più le condizioni per il suo ripetersi. Come ho già avuto modo di sostenere appena terminata la scorsa edizione, la vita è una e va spesa bene, dandole un senso.

Le auguriamo buon lavoro auspicando che l’intero sistema immobiliare, strategico per il nostro Paese, voglia e possa trovare una reale prospettiva, certi di avervi in qualche modo contribuito in questi 10 anni di storia.

Antonio Intiglietta, Presidente Ge.Fi. - Gestione Fiere S.p.A.

 

 
 

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA  -  DECRETO  13 agosto 2014, n. 140 -   Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.222 del 24-9-2014  http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-09-24&atto.codiceRedazionale=14G00151&elenco30giorni=false

 

Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità' per la formazione degli amministratori di condominio nonché' dei corsi di formazione per gli amministratori condominiali.

note:  Entrata in vigore del provvedimento: 09/10/2014

ART. 1  (Oggetto e definizioni)

1. Il presente decreto disciplina:

a) i criteri, le modalità e i contenuti dei corsi di formazione e di aggiornamento obbligatori per gli

amministratori condominiali;

b) i requisiti del formatore e del responsabile scientifico.

ART. 2  (Finalità della formazione e dell’aggiornamento)

1. Le attività di formazione ed aggiornamento devono perseguire i seguenti obiettivi:

a) migliorare e perfezionare la competenza tecnica, scientifica e giuridica in materia di

amministrazione condominiale e di sicurezza degli edifici;

b) promuovere il più possibile l’aggiornamento delle competenze appena indicate in ragione

dell’evoluzione normativa, giurisprudenziale, scientifica e dell’innovazione tecnologica;

c) accrescere lo studio e l’approfondimento individuale quali presupposti per un esercizio

professionale di qualità.

ART. 3  (Requisiti dei formatori)

1. I formatori devono provare al responsabile scientifico, con apposita documentazione, il

possesso dei seguenti requisiti di onorabilità e professionalità:

a) il godimento dei diritti civili;

b) di non essere stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione,

l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo

per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni, e, nel

massimo, a cinque anni;

c) di non essere stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia

intervenuta la riabilitazione;

d) di non essere interdetti o inabilitati;

e) di aver maturato una specifica competenza in materia di amministrazione condominiale o di

sicurezza degli edifici e di aver conseguito alternativamente uno dei seguenti titoli: laurea anche

triennale; abilitazione alla libera professione; docenza in materie giuridiche, tecniche ed

economiche presso università, istituti e scuole pubbliche o private riconosciute. Possono svolgere

attività di formazione ed aggiornamento anche: i docenti che abbiano elaborato almeno due

pubblicazioni in materia di diritto condominiale o di sicurezza degli edifici, dotate di codice

identificativo internazionale (ISBN) ai sensi dell’articolo 1, lettera t), del decreto ministeriale 7

giugno 2012, n. 76; coloro che hanno già svolto attività di formazione in materia di diritto

condominiale o di sicurezza degli edifici in corsi della durata di almeno 40 ore ciascuno, per almeno

sei anni consecutivi prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.

ART. 4  (Responsabile scientifico)

1. La funzione di responsabile scientifico può essere svolta da un docente in materie giuridiche,

tecniche o economiche (ricercatore universitario a tempo determinato o a tempo indeterminato,

professore di prima o di seconda fascia, docente di scuole secondarie di secondo grado), un

avvocato o un magistrato, un professionista dell’area tecnica. I soggetti appena individuati, che

possono anche essere in trattamento di quiescenza, devono essere in possesso dei requisiti di

onorabilità e professionalità di cui all’articolo 3 del presente regolamento.

2. Il responsabile scientifico verifica il possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità dei

formatori tramite riscontro documentale, e verifica il rispetto dei contenuti di cui al successivo

articolo 5, comma 3, del presente regolamento, le modalità di partecipazione degli iscritti e di

rilevamento delle presenze, anche in caso di svolgimento dei corsi in via telematica. Il responsabile

scientifico attesta il superamento con profitto di un esame finale sui contenuti del corso di

formazione e di aggiornamento seguito dai partecipanti.

ART. 5  (Svolgimento e contenuti dell’attività di formazione e di aggiornamento)

1. Il corso di formazione iniziale si svolge secondo un programma didattico predisposto dal

responsabile scientifico in base a quanto specificato al comma 3 del presente articolo. Il corso di

formazione iniziale ha una durata di almeno 72 ore e si articola, nella misura di un terzo della sua

durata effettiva, secondo moduli che prevedono esercitazioni pratiche.

2. Gli obblighi formativi di aggiornamento hanno una cadenza annuale. Il corso di

aggiornamento ha una durata di almeno 15 ore e riguarda elementi in materia di amministrazione

condominiale, in relazione all’evoluzione normativa, giurisprudenziale e alla risoluzione di casi

teorico-pratici.

3. I corsi di formazione e di aggiornamento contengono moduli didattici attinenti le materie di

interesse dell’amministratore, quali:

a) l’amministrazione condominiale, con particolare riguardo ai compiti ed ai poteri

dell’amministratore;

b) la sicurezza degli edifici, con particolare riguardo ai requisiti di staticità e di risparmio

energetico, ai sistemi di riscaldamento e di condizionamento, agli impianti idrici, elettrici ed agli

ascensori e montacarichi, alla verifica della manutenzione delle parti comuni degli edifici ed alla

prevenzione incendi;

c) le problematiche in tema di spazi comuni, regolamenti condominiali, ripartizione dei costi in

relazione alle tabelle millesimali;

d) i diritti reali, con particolare riguardo al condominio degli edifici ed alla proprietà edilizia;

e) la normativa urbanistica, con particolare riguardo ai regolamenti edilizi, alla legislazione

speciale delle zone territoriali di interesse per l’esercizio della professione ed alle disposizioni sulle

barriere architettoniche;

f) i contratti, in particolare quello d’appalto ed il contratto di lavoro subordinato;

g) le tecniche di risoluzione dei conflitti;

h) l’utilizzo degli strumenti informatici;

i) la contabilità.

4. L’inizio di ciascun corso, le modalità di svolgimento, i nominativi dei formatori e dei

responsabili scientifici sono comunicati al Ministero della giustizia non oltre la data di inizio del

corso, tramite posta certificata, all’indirizzo di posta elettronica che verrà tempestivamente indicato

sul sito del Ministero della Giustizia.

5. Il corso di formazione e di aggiornamento può essere svolto anche in via telematica, salvo

l’esame finale, che si svolge nella sede individuata dal responsabile scientifico.

CHI CONTROLLERA’ LA FORMAZIONE? CHI CONTROLLA CHE L’AMMINISTRATORE ABBIA I REQUISITI NECESSARI PER POTER SVOLGERE L’ATTIVITA’?

Unicasa controlla, forma e certifica gli amministratori del gruppo affiliati.

 

 
 

Da leggo.it     sabato 13 Settembre 2014 di Oliviero Franceschi

Entro fine mese gli amministratori devono inviare il "quadro AC" 

Come ogni anno gli amministratori di stabili condominiali devono cimentarsi nella compilazione del quadro AC, da spedire rigorosamente per via telematica, unitamente alla dichiarazione dei redditi: in questi casi perciò un po’ di ripasso fa sempre bene..

Quadro AC

Da svariati anni il quadro AC è utilizzato dagli amministratori di condominio per comunicare all'Anagrafe tributaria i dati relativi agli acquisti di beni e servizi effettuati dal condominio amministrato, nonché i dati dei relativi fornitori. Da qualche tempo, inoltre, il quadro AC si è arricchito di una nuova sezione destinata ai lavori condominiali con detrazione del 50%. Il quadro AC va presentato in allegato al modello Unico 2014 dell’amministratore di condominio, indicando il codice fiscale dello stesso amministratore. L’amministratore che ha presentato la propria denuncia dei redditi con il modello 730/2014, oppure sia esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, deve comunque presentare il quadro AC unitamente al frontespizio del modello Unico Persone Fisiche, entro il 30 settembre 2014 in via telematica. Infine, chi ha presentato il modello Unico in forma cartacea lo scorso 30 giugno, avrebbe dovuto già allegare il quadro: ma per le dimenticanze è sempre possibile presentare entro il 30 settembre un’altra dichiarazione per via telematica. In ogni caso, è necessario barrare l’apposita casella “AC” presente sul frontespizio della dichiarazione unificata.

Soggetti obbligati

 Sono tenuti a presentare il quadro AC gli amministratori di condominio che erano in carica alla data del 31 dicembre 2013, anche se nel corso di tale anno si sono succeduti più amministratori o se nel corso dei primi mesi del 2014 l’amministrazione è stata affidata ad un altro soggetto. Negli stabili con meno di quattro condomini, per i quali non vi è l’obbligo di nominare un amministratore, il quadro AC va presentato solo se tale nomina è stata conferita. Gli amministratori che gestiscono più condomini, dovranno presentare distinte comunicazioni per ciascun condominio amministrato.

Cosa si racconta al fisco

I beni e servizi da considerare sono soltanto quelli di importo superiore a 258,23 euro (compresa l’Iva), in riferimento a ciascun fornitore. Ciò vuol dire che tutte le forniture effettuate nel corso del 2013 dallo stesso soggetto vanno sommate. Di conseguenza l’amministratore deve “rintracciare” tutte le fatture e le ricevute emesse da ciascun fornitore e sommare i relativi importi verificando se l’ammontare complessivo supera il suddetto limite di 258,23 euro. In tal caso, appunto, è necessario riportare nel quadro AC, sezione III, i dati relativi al fornitore, precisando l’importo complessivamente corrisposto nell’anno.

Eccezioni

Non devono essere comunicati, invece, i dati relativi a: 1) forniture di acqua, energia elettrica e gas; 2) forniture di servizi che hanno comportato da parte del condominio, il pagamento di somme soggette a ritenuta alla fonte (ad esempio, gli onorari dell’avvocato che ha seguito una causa, lo stipendio del portiere, ecc.): è bene ricordare, infatti, che questi compensi devono essere indicati nella dichiarazione dei sostituti d’imposta – modello 770/2014 semplificato – da inviare per conto del condominio.

Sezione I e III

Nella sezione I del quadro AC vanno indicati i dati identificativi del condominio amministrato: codice fiscale, l’eventuale denominazione e l’indirizzo completo (comune, sigla della provincia, via e numero civico). I dati relativi ai fornitori e agli acquisti effettuati vanno riportati, invece, nella sezione terza del modello. Questa, è divisa in 5 riquadri che consentono all’amministratore di scrivere i dati relativi a 5 diversi soggetti. È necessario indicare il codice fiscale o la partita Iva del fornitore, i dati anagrafici (cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita se il fornitore è persona fisica, oppure la denominazione o ragione sociale se si tratta di un ente o di una società), il domicilio fiscale del fornitore, il codice dello Stato estero se non risiede in Italia, ed infine, l’importo complessivo dei beni e servizi che il condominio ha acquistato nel 2013 dallo stesso soggetto.

Sezione II

 Nella sezione II vanno indicati invece i dati catastali identificativi del condominio oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Infatti, non essendo più obbligatorio inviare la comunicazione al Centro Operativo di Pescara, i dati catastali dell’immobile vanno comunicati al fisco nella dichiarazione dei redditi: quando i lavori riguardano il condominio sarà quindi l’amministratore a dover rispettare il recente obbligo comunicativo. Per la compilazione della sezione, che non dovrebbe presentare particolari problemi, rimandiamo alle istruzioni ministeriali. Dato che molti lettori si sono lamentati di non essere riusciti a rintracciare le istruzioni se non dopo lunghe ricerche, ricordiamo che quelle del quadro “AC” si trovano nel modello Unico persone fisiche 2014 fascicolo 2, mentre le istruzioni dei quadri base dell’Unico, con cui la maggior parte dei contribuenti ha più “dimestichezza”, sono contenute nel modello Unico persone fisiche 2014 fascicolo 1.

Hanno collaborato Daniele Cuppone e Alberto Martinelli

 

 
 

da italiaoggi.it  di  Antonio Ranalli   19 settembre 2014

La riforma del condominio? Solo un restyling ad una legge degli anni ’30. E’ quanto ha affermato il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, in occasione della presentazione della Festa nazionale del condominio, in programma sabato 27 settembre e che vedrà Bologna come sede nazionale, con un programma di appuntamenti lungo tre giorni. “Ci aspettavamo qualcosa in più”, ha detto Corrado Sforza Fogliani, “ma la voglia di chiudere tutto prima della fine della scorsa legislatura, ha prodotto soprattutto una rivisitazione delle norme. Ci si è mossi dal solco fissato a suo tempo dalle legge degli anni ‘30 che normava a livello nazionale il condominio. Quello che manca è il riconoscimento della capacità giuridica del condominio che sarebbe importante sia nei rapporti tra condomini e sia con i terzi”. Il 27 settembre numerose città saranno animate dalla Festa del condominio, che vedrà in prima linea le organizzazioni territoriali della Confedilizia. Un momento di aggregazione e un'occasione “per consultare professionisti e consulenti nelle sedi locali dell'associazione e per ricevere delucidazioni, chiarimenti o rivolgere quesiti sulle disposizioni che disciplinano il condominio”. A Bologna, inoltre, sono previsti convegni e seminari che spazieranno dalla riforma del condominio e del catasto al risparmio energetico, con la partecipazione, tra gli altri, del Ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, e del presidente della commissione finanze della Camera dei deputati, Daniele Capezzone. Tra le novità lo “stressometro”, un questionario per misurare i livelli di stress indotti dalle relazioni condominiali e da quelle con gli amministratori, che portano a contenziosi pari a circa 17 mila euro, mentre la media relativa ai soli problemi di condominio è di circa 5 mila euro. Il presidente Corrado Sforza Fogliani ha poi auspicato che nello “Slocca Italia” non ci siano intoppi per il riconoscimento del principio di sussidiarietà in capo al condominio. “I proprietari dei condomini di stabili che, ad esempio, si affacciano su una piazza con giardino, possono contribuire a loro spese al mantenimento dell'area in cambio di sgravi fiscali sui tributi locali, attraverso accordi ad hoc a seconda della tipologia dell'intervento”.

 

 
 

Da  leggo.it   8 Settembre 2014 di Giuseppe Spoto

L’approfondimento di questa settimana è dedicato alla discussione sull’obbligatorietà o meno per l’amministratore condominiale di fornirsi di strumenti idonei per consentire i pagamenti condominiali attraverso bancomat.

Limitazioni all’utilizzo di contante

Per rendere più facile la tracciabilità dei pagamenti, il decreto legge 30 dicembre 2013, n. 150 che è stato convertito con modifiche dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, ha disposto in generale che coloro che svolgono vendita di prodotti o che prestano servizi professionali sono obbligati ad accettare pagamenti effettuati tramite le cosiddette carte di debito (es. il bancomat). Il legislatore ha introdotto l’obbligo di accettare pagamenti non in contanti nelle ipotesi di importo superiore a 30 euro previsti a favore di una impresa o di un professionista. Rimane da capire se tale obbligo sussista anche in capo all’amministratore di un condominio, fermo restando che non è stata prevista però nessuna sanzione nel caso in cui la modalità di pagamento POS non sia stata attivata.

Debiti condominiali

 L’amministratore deve essere considerato destinatario della norma che impone ai professionisti di dotarsi di un meccanismo POS per accettare pagamenti non in contanti? Per rispondere a questa domanda occorre ricordare che l’attività di amministrazione condominiale rientra tra le attività professionali non regolamentate e quindi l’amministratore dovrebbe a pieno titolo entrare nel novero dei soggetti obbligati. Del resto l’attività di amministratore condominiale può essere svolta anche sotto la forma societaria ed in questo caso è ovvio ritenere applicabile l’obbligo di dotarsi di un meccanismo POS.

CARO GIORNALISTA, LA CONFUSIONE E’ PROPRIO QUESTA:

L’AMMINISTRATORE INCASSA LE QUOTE CONDOMINIALI PER CONTO DEL CONDOMINIO SUL CONTO CORRENTE INTESTATO AL CONDOMINIO, NON INCASSA DAL SINGOLO CONDOMINO/PROPRIETARIO PER I SUOI SERVIZI PROFESSIONALI; I SUOI SERVIZI GLI VENGONO PAGATI DAL CONDOMINIO, NON DAL SINGOLO CONDOMINO.

Potrebbe essere interessante incassare le quote condominiali pagate con bancomat o con carta di credito; ma in questo caso esiste una grande limitazione: il POS (la “macchinetta” che “legge” la carta bancomat/carta di credito) può ACCREDITARE UN SOLO CONTO CORRENTE, ed i conti correnti  devono essere intestati al Condominio non solo, ora, per la corretta gestione bensì per obbligo di legge! E quindi l’amministratore che gestisce 30 condomini dovrebbe avere nel suo ufficio 30 POS………!

Potere del sistema bancario…….!

 

 
 

Da corriereadriatico.it  del 3 settembre 2014

PORTO RECANATI - “Tu, l’amministratore e suo padre dovete sparire sennò vi facciamo fuori". In un italiano stentato ma dal significato assolutamente chiaro, nove condomini hanno minacciato di morte un idraulico andato per effettuare dei lavori nel palazzo, l'amministratore di condominio e il padre di quest'ultimo. L'avvertimento, però, era rivolto in particolar modo all'amministratore che in altre occasioni era stato oggetto di intimidazioni. Ora i nove condomini finiranno sotto processo con le accuse di violenza privata (tentata e non) e minacce. Il condominio dove si sarebbero consumati i fatti è il palazzone multietnico Hotel House. Gli autori delle violenze e delle minacce sono nove residenti (tre senegalesi, un egiziano, un tunisino e quattro bengalesi) e i fatti risalgono al periodo a cavallo tra il 2011 e il 2012 quando avrebbero minacciato anche di morte l'amministratore Simone Cotronè. Secondo quanto ricostruito dalla Procura infatti, i nove in più occasioni sia “de visu” sia attraverso terze persone, avrebbero detto a Cotronè che da quel momento “comandavano loro”, che “non si doveva preoccupare” e che per qualunque questione doveva “chiamare loro”. Intromettendosi così nella gestione del condominio e nei rapporti con operai, impiantisti e manutentori che di volta in volta andavano all’Hotel House. I fatti risalgono al 18, 19 e 20 dicembre del 2011. E fu proprio quel 20 dicembre che si tenne un'assemblea condominiale così “agitata” che dovettero intervenire i carabinieri. I nove condomini sarebbero poi arrivati a minacciare sia Cotronè, sia altri condomini, per far convocare un'assemblea straordinaria per la nomina del nuovo amministratore, senza però riuscire nell'intento. Infine le minacce di morte. L'episodio risale a tre mesi dopo. Era marzo quando i nove minacciarono l'idraulico del condominio dicendogli di "dovere sparire sennò vi facciamo fuori" (a lui, a Cotronè e al padre), mentre un mese prima a Cotronè e ai suoi familiari avevano detto di “non farsi più vedere perché erano guai”. Il 22 settembre per i nove condomini si aprirà il processo.

 

 
 

Da     qn.quotidiano.net

Mentre il Italia l’art. 1138 del Codice Civile – Regolamento di Condominio -  entrato in vigore a giugno del 2013 recita  “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”, a New York …………..

Nuove regole in uno dei complessi più di lusso di New York generano molte polemiche e prese di posizione. Vietato anche appoggiare una pianta

No a cani "a piedi" nella lobby del palazzo: i proprietari devono prenderli in braccio per poterla attraversare e andare verso gli ascensori di servizio, gli unici che Fido può usare. Le nuove regole stringenti del super lussuoso condominio dell'Upper West Side di Manhattan dividono i residenti e creano polemiche fra gli amanti degli animali, che descrivono l'editto come una norma che solo a New York si poteva stabilire.

''Ho poggiato per terra una pianta per due minuti e sono stato ripreso. Mi è stato detto che stavo ostruendo il passaggio'' riferisce uno dei residenti, ridendo e ironizzando sulle nuove regole stringenti imposte per il 'buon vicinato'. Il condominio di 54 piani situato sulla 62ma strada nel West Side, e chiamato Hawthorn Park, ha nel suo regolamento anche norme più comuni a New York nei palazzi di lusso, quali il divieto per cani di oltre 6,8 chilogrammi.

Ma le nuove norme di Hawthorn Park si spingono più in là, anche per tutelare il prestigioso marmo bianco della lobby. ''Temono che i cani facciano i loro bisogni nella lobby, è questa ritengo la loro scusa'' afferma Joe Ventel, uno degli affittuari del palazzo, dove la casa più economica in affitto parte da 5.000 dollari per una sola stanza da letto.

''E' una norma curiosa. I cani piccoli sono solitamente ben addestrati'' aggiunge Ventel con in braccio la sua Shih Tzu, Bianca. Ma a fronte delle critiche di molti degli inquilini con cani, altri proprietari di Fido difendono le norme, che evitano litigi fra cani nella lobby, aumentando così la sicurezza per gli animali. Gli scontri fra condomini e residenti a New York per cani non sono una novità. Nel 2012 in un palazzo dell'Upper West Side l'attore di soap opera, Nick Santino, ha prima ucciso il suo cane e poi si è tolto la vita dopo una lunga battaglia con il consiglio di amministrazione del suo palazzo per il suo pitbull.

 

 
 

Tratto da ilsole24ore.com  del 2 settembre 2014   di Enrico Morello

Alla carica di amministratore di condominio sono legate tutta una serie di possibili conseguenze, sia in ambito di responsabilità civile (verso terzi o verso gli stessi condomini) che in ambito di responsabilità penale. Tali possibili conseguenze sono via via cresciute nel tempo, ….. come chiarito dalla Corte di cassazione con due successive decisioni: la prima (22840/2006) che ….. si è basata sulla constatazione che «da qualche tempo l'incarico viene conferito a professionisti esperti in materia di condominio e in grado di assolvere alle numerose e gravi responsabilità ascritte all'amministratore dalle leggi speciali», e la seconda (25251/2008) ….. : «A tale figura il codice civile e le leggi speciali imputano doveri ed obblighi finalizzati ad impedire che il modo di essere dei beni condominiali provochi danni a terzi. In relazione a tali beni l'amministratore, in quanto ha poteri e doveri di controllo e poteri di influire sul loro modo di essere, si trova nella posizione di custode (...). Questi allora deve curare che i beni comuni non arrechino danni agli stessi condomini o a terzi, come del resto riconosciuto dalla giurisprudenza allorchè ha considerato l'amministratore del condominio responsabile dei danni cagionati dalla sua negligenza, dal cattivo uso dei suoi poteri e, in genere, di qualsiasi inadempimento dei suoi obblighi legali o regolamentari».

(Cassazione, sentenza 7103/2013) ….. qualora anche senza colpa grave ….. l'amministratore, nel venir meno ai propri obblighi contrattuali, causi un danno ai condòmini, ne dovrà rispondere personalmente. Per esempio, quando non abbia eseguito una delibera assembleare, se da tale omissione sia derivato un danno ai condòmini, oppure per aver eseguito una delibera che non andava eseguita in quanto contraria alla legge.

Per "salvarsi" da azioni personali di responsabilità che i condòmini gli possono rivolgere, in sostanza, l'amministratore deve esercitare il proprio mandato nel pieno rispetto delle norme di legge. ….. rimuovere prontamente le situazioni pericolose, relative alle parti comuni dell'edificio, dalle quali potrebbe derivare un danno a terzi …..

….. ed è quindi civilmente responsabile ….

(Cassazione, sentenza 24804/2008) ….. domanda proposta dai genitori di un minore direttamente nei confronti dell'amministratore per la presenza nel cortile condominiale «all'altezza di un metro dal piano di calpestio, di vetri con la superficie tagliente che costituivano una pericolosissima insidia»

(Cassazione, sentenza 25251/2008) danni ….. «dalla negligente omissione delle necessarie riparazioni al lastrico solare decise in delibera assembleare e non attuate dall'amministratore».

…… e penalmente responsabile …..

(Cassazione, sentenza 34147/2012) per una condanna per lesioni colpose gravi causate a un cliente della farmacia posta nello stabile condominiale dall'omesso livellamento della pavimentazione.

(Cassazione 31192/2014) ….. l'amministratore di condominio che a incarico finito, nonostante l'ordine in tal senso del Tribunale, non aveva consegnato al nuovo amministratore i conti e le carte condominiali.

Leggi tutto   http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-09-02/l-amministratore-paga-danni--085535.shtml

 

 
 

Da   lastampa.it   del 22 agosto 2014   di Alessandra Comazzi

«Quelli della notte» rivoluzionò la tv italiana e durò due mesi, esattamente dal 29 aprile al 14 giugno 1985. In tutto, 35 puntate, trasmesse su Raidue, quando capostruttura era Giovanni Minoli.

Ma come venne l’idea? Il modo è naturalmente bizzarro, connaturale al personaggio Renzo Arbore. L’inventore racconta che quello era un periodo difficile per lui, la madre malata, «io mi fermai parecchio a Foggia per starle accanto. Dovevo occuparmi anche della sua casa, delle vicende pratiche. Una bella sera, andai a una riunione di condominio. Che tutti detestano, sì. Eppure, fu proprio dopo una di quelle riunioni, vivaci e animate nella loro dialettica, che mi venne l’idea del programma». In effetti, lo studio della trasmissione si ispirava al salotto di casa Arbore, parole in libertà e talento sopraffino. «La filosofia della trasmissione? Ridere per ridere. Però con amore».

La Rai aveva bisogno di rinforzarsi sulla seconda serata dove scorrazzavano indisturbati i canali concorrenti: e così, mentre Enzo Biagi conduceva «Linea diretta» su Raiuno, Renzo Arbore irruppe nelle case con la forza dell’improvvisazione. Chi non è nativo digitale, e quindi già c’era, ricorda quella tarda primavera come un momento magico, destinato a prolungarsi, a dilatarsi, a regalare al tempo un’altra dimensione. Ascolti da fantascienza, per i giorni nostri: 800 mila spettatori di media la prima settimana, un milione e 700 mila la seconda, poi 2 milioni, e nelle ultime due settimane, 3 milioni a puntata, share fino al 51 per cento. E a proposito di ascolti, Arbore disse: «Io non condanno l'Auditel, e sono anche convinto che il campione sia significativo. E' che la Rai dovrebbe accettare che un programma vada in onda senza ascolti stratosferici. "Quelli della notte" non ebbe ascolti mirabolanti, ma ebbe una risonanza tale…». In effetti. La cara patria fu invasa dai tormentoni: «I premi in paglia», «Non capisco ma mi adeguo», «Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello», l’«edonismo reaganiano» «il brodo primordiale», il «fidanzato Scrapizza». Un effetto dirompente, una valanga, parlavamo tutti così, citavamo. Quanti, a bruciapelo, direbbero che il programma non durò nemmeno due mesi? Però, davvero, segnò la storia della televisione. Già terremotata, nel 1974, dall’arrivo del telecomando. L’oggetto cambiò le abitudini, divenne un totem, uno strumento di potere familiare. Tanto che proprio lo squisito showman, in «La vita è tutto un quiz», il brano-sigla di «Indietro tutta», altro programma-cardine, dicembre 1987-marzo 1988, cantava: «Il padre al figlio dice: senti un po’, solo un consiglio è quello che ti dò. Tu nella vita conti fino a quando, hai stretto in pugno il tuo telecomando».

Arbore fu grande innovatore inventando per il video il cosiddetto «cazzeggio». Soltanto che, senza il suo ferreo e colto controllo, senza i maestri dell’improvvisazione da lui coinvolti, il cazzeggio si trasformò in urlata chiacchiera. Dopo «Quelli della notte» e «Indietro tutta», ha sempre resistito alle sirene della tv. Tranne che, nel 2005, per una trasmissione notturna, «Speciale per me», sottotitolo «Meno siamo meglio stiamo», visibile proprio troppo tardi, anche intorno alle 3 del mattino. E non fece più programmi per non ripetersi, per non emularsi, per non citarsi, per non smentirsi. Nato a Foggia, a Napoli si laurea in giurisprudenza e comincia a suonare in una band dixieland. Nel 1964 partecipa a un concorso Rai che vince e che gli vale la nomina a «maestro programmatore di musica leggera». La notte è una costante nella sua poetica. La notte, le goliardate, le scene surreali sostenute da una ferrea determinazione a scoprire talenti. E dunque quei temerari della banda Arbore occupavano lo schermo senza prove e senza copione. Ma sorretti dalla solidità della conoscenza artistica, letteraria, dalla cultura musicale, dall’improntitudine. C’erano, in ordine sparso, Nino Frassica, Maurizio Ferrini, Andy Luotto, Riccardo Pazzaglia, Marisa Laurito, Simona Marchini, Roberto D’Agostino, Giorgio Bracardi, Massimo Catalano, e poi i musicisti, Gegè Telesforo, Sal Genovese, Stefano Palatresi, Gianni Mazza, Antonio (Maiello) e Marcello (Cirillo). Tutti personaggi scelti frequentando locali, set, gallerie d’arte, case di amici. «Dovevano avere la battuta pronta, essere in grado di realizzare una sorta di jam session parlata. Oggi non lo sa fare più nessuno».

L’obbligo alla cattiveria che sarebbe venuto dopo, certo lui, signore meridionale d’antico stampo, aduso alle buone maniere, proprio non l’avrebbe tollerato. Una volta subì pure uno scherzo, in onda. Ideato da Minoli e realizzato da Paolo Guzzanti: una falsa telefonata dell’allora presidente della Repubblica Sandro Petrini. Doveva essere una battuta, invece lo scherzo si prolungò. I burloni della notte.

 

 
 

Da     milano.corriere.it    di Andrea Galli   sabato 23  agosto 2014

La denuncia di Teobaldo e Michele: «Istituzioni fantasma, darsi da fare è un dovere. Siamo stanchi di degrado e criminali»

Ultime notizie dal fronte, le 15 di sabato 23 agosto 2014, Milano, case popolari dell’Aler di via degli Etruschi al civico 4. Teobaldo Rocca, inquilino di uno dei 75 appartamenti, moglie e quattro figli, ha appena riparato a proprie spese il faro dell’androne e sempre a proprie spese ha saldato una sbarra della ringhiera di cinta in cortile. La luce e le barriere ostacolano lo spaccio di droga. Nei giorni scorsi Rocca, 57 anni, ex ispettore delle case popolari e oggi impiegato della Regione, aveva sventato un’occupazione abusiva, e così aveva fatto la settimana prima, e la settimana prima ancora. Su 75 appartamenti, 10 sono liberi e non assegnati da un’eternità di tempo. Parecchi aspiranti invasori, sia italiani che stranieri, vengono in esplorazione, prendono informazioni, progettano l’occupazione. Poi non ci riescono perché trovano l’opposizione di Rocca (originario della provincia di Catanzaro, a Milano dagli anni Ottanta), e allora ripiegano sui palazzi confinanti col cortile di via degli Etruschi 4.

……… viene naturale domandare a Rocca chi glielo faccia fare di difendere il fortino e rovinarsi il fegato, di ricevere com’è successo minacce e vendette. Risposta: «È un mio dovere. Sembra quasi che ci sia una volontà delle istituzioni e degli enti di mandare in rovina il patrimonio delle case popolari. Non è mai colpa di nessuno: Regione, Comune o Aler... Tutti scaricano le responsabilità sugli altri. C’è come un vuoto di potere, di decisioni, di azioni. Prendiamo il mio caseggiato: la maggioranza è gente perbene ……. Ci si dà una mano. Gli interventi delle forze dell’ordine ci sono ma non sono risolutivi, anche e soprattutto nei casi di occupazione abusiva …... I residenti regolari sono stanchi che i quartieri dell’Aler siano in mano agli abusivi e ai malavitosi. È una quotidianità faticosa, estenuante: mancano le manutenzioni più essenziali ……

Leggi tutto http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_24/noi-custodi-vedette-antiabusivi-vite-trincea-inquilini-aler-6a509dda-2b66-11e4-9f19-fba1b3d7cb6f.shtml

 

 
 

Te ne accorgi solo dopo. Sei un tipo regolare e, quando esci, dai sempre le quattro mandate standard? Bene. Quando torni, inserita nella toppa la chiave d’acciaio lunga e con tutti i suoi «denti» nella parte finale, più corti o no, distanziati un tot l’uno dall’altro, sentirai il suono metallico rassicurante dei cilindri della blindata che si ritirano uno dopo l’altro. Apri e resti sotto choc: la casa è a soqquadro, i ladri hanno lavorato con calma. Ti hanno preso i computer, i gioielli, i contanti («Salvo le poche banconote nascoste in un libro, quelle non le hanno trovate», sospira una delle ultime vittime torinesi); i piccoli elettrodomestici, il phon, il forno a micro-onde, persino un vecchio cellulare dimenticato in un cassetto. 

Gli esperti di sicurezza spiegano che l’unica strada è dotarsi di serrature di ultima generazione, dotate di chiavi piatte e tracciate in modo che - ma solo per ora - i ladri non riescano a replicarle senza avere l’originale in mano. Stanno studiando come fare e c’è da scommettere che ci riusciranno molto presto. Ma le vecchie chiavi a doppia mandata proteggono ancora (si fa per dire) almeno il 70% delle case italiane, dove i sistemi di sicurezza attiva, allarmi e videocamere, sono percentualmente pochi o antiquati.

Cos’è la chiave bulgara? C’è gente che ha aperto siti web dedicati per descriverla in ogni minimo dettaglio, in tutte le varianti, creando un dibattito acceso sulle varie tecniche usate dai ladri per realizzarle. Proviamo a semplificare. Una volta individuato il target, la serratura viene esaminata. Bastano pochi minuti e una valigetta-kit con una serie di grimaldelli-chiavistelli di varie misure. All’interno viene inserita la cosiddetta «chiave morbida» in grado di leggere i codici della serratura, da sovrapporre poi a un secondo attrezzo, ruotandola lentamente da destra a sinistra. Il gioco è fatto. Basta tornare alla base e, con un piccolo tornio, si crea la chiave-master, perfetta quasi al millimetro. Dicono che ne esisterebbe anche una versione elettronica per le porte blindate di dimensioni più grandi, con i «pistoncini-spia» azionati da un telecomando. In questo modo la mappatura della blindata da violare sarà identica al tracciato originale.

 

 
 

Da    obiettivonews.it     15 agosto 2014

TORINO – Un’esplosione in un condominio di 5 piani in via Stradella a Torino, ha provocato il ferimento di quattro persone, due adulti e due bambini.

Al momento dello scoppio, la famiglia che risiedeva nell’appartamento adiacente a dove è avvenuto lo scoppio, stavano dormendo. Trasportati dalle ambulanze del 118 negli ospedali Giovanni Bosco e Maria Vittoria, non sono in pericolo di vita. L’alloggio dove è avvenuta l’esplosione era vuoto, in quanto i proprietari si trovavano in vacanza. I vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’edificio e la polizia stanno indagando sulle cause dell’incidente.

 

 
 

August 12, 2014 by David C. Swedelson - Senior Partner, SwedelsonGottlieb, Community Association Attorneys

Many HOA Owners Could Learn from Robin Williams and the “No Asshole Rule” (libro di Robert Sutton del 2007, pubblicato in Italia con il titolo “ Il metodo anti stronzi” da Elliot Edizioni)

Robin Williams is dead. We lost a great talent, a very funny man.  As one commentator wrote, the world is a lot less funny today.

I read an interesting article about Robin Williams and the No Asshole Rule. Not surprising, it is reported that Robin Williams was NOT an asshole. Apparently he treated others with warmth and respect. If only homeowners at community associations followed the No Asshole Rule. Just saying...

Robin Williams, rest in peace. You will continue to make us laugh with all the movies and other entertainment that you have left behind.

David Swedelson is a fan of Robin Williams. He is also a condo lawyer and HOA attorney and has had to deal with many owners who do not follow the No Asshole Rule.

 

 
 

da tribunatreviso.it

Vodafone Omnitel vince la battaglia ed il Comune, che ha sostenuto i cittadini, dovrà pagare seimila euro di spese.

MONTEBELLUNA. Cattive notizie per i residenti di Posmon: presto potrebbe arrivare una nuova antenna della telefonia mobile nel quartiere. La battaglia dei cittadini che già ad ottobre del 2011 si erano riuniti per dire “no” all’antenna Vodafone Omnitel è stata persa. A nulla è valsa la concreta solidarietà del comune di Montebelluna che per scongiurare l’istallazione di una nuova antenna nello storico quartiere, di fronte all’Ipsia e poco lontano dall’ospedale cittadino e di alcune scuole dell’infanzia e primarie, si era appellato al Tar. Di questi giorni la notizia della sentenza che non solo dà ragione a Vodafone Omnitel, ma condanna anche la municipalità al pagamento di circa 6 mila euro di spese processuali. «Sapevamo di aver poche possibilità», spiega il sindaco Marzio Favero, chiarendo le ragioni dello scarso ottimismo,«Avendo sentito il Comitato di quartiere e i cittadini in un incontro pubblico, abbiamo deciso di sostenerli, opponendoci all’istallazione dell’antenna sul condominio più alto di Posmon anche se aravamo consapevoli che il nostro regolamento comunale deve sottostare alle leggi superiori. Va infatti detto che il regolamento da ragione ai cittadini ma la legge dello Stato considera le antenne della telefonia come opere infrastrutturali primarie e pertanto non possono essere fermate, con un semplice regolamento comunale».

L’argomento è stato in parte affrontato all’ultimo consiglio con il riconoscimento del debito fuori bilancio, per le spese processuali e in quella circostanza il primo cittadino ha spiegato che non ricorrerà al Consiglio di Stato, contro la decisione del Tar, poiché i legali del comune hanno sconsigliato questa ipotesi, per la mancanza di appigli legali in favore di Posmon. Marzio Favero aggiunge poi un’informazione ulteriore.

«Ad onor del vero non ci preoccupa tanto il condominio interessato dall’istallazione dell’antenna, ma piuttosto le aree circostanti, visto che le radiazioni hanno una morfologia a fungo e ricadono dopo qualche centinaio di metri dalla fonte (quindi anche nell’area residenziale di Contea).

 

 
 

Anche a Ferragosto è attivo il servizio UnicasaFLASH al numero verde 800.121.926

I Partner Fornitori del gruppo Unicasa garantiscono il presidio 24/24 ore 7/7 giorni

Il servizio avvisa in automatico il Tuo amministratore delle Tue richieste d’intervento, via mail ovunque si trovi.

Hai la sicurezza dell’intervento di Partner Fornitori selezionati, la sicurezza di costi certi e contenuti per il Tuo Condominio, la sicurezza che il Tuo amministratore ed il back office di Unicasa stanno monitorando lo svolgimento della Tua richiesta.

 

 
 

Calabria: Litiga con vicina casa per motivi condominiali e le spara.

Da    il lametino.it

Reggio Calabria - Gli agenti delle volanti della polizia di Stato di Reggio Calabria hanno arrestato Cristian Pennestrì, 21 anni, per tentato omicidio nei confronti di una vicina di casa. Nel corso di un litigio per motivi condominiali, Pennestrì ha sparato cinque colpi di pistola contro la vicina di casa. I poliziotti sono intervenuti sul posto ed hanno trovato una grossa macchia di sangue all'interno dell'abitazione di proprietà della vittima che, poco prima del ferimento, era stata minacciata con un coltello dalla madre dell'arrestato. Successivamente il giovane ha raggiunto la vittima per strada e le ha sparato contro i colpi di pistola ferendola alla gamba destra. Il giovane prima è scappato e successivamente, accompagnato dal suo legale, si è presentato negli uffici della questura dove è stato arrestato. La madre di Pennestrì, secondo quanto reso noto dagli investigatori, è stata denunciata per il reato di minacce

 

 
 

Da  casaeclima.com

Somiglia a un elegante transatlantico bianco la Cité Régionale de l’Environnement, il nuovo edificio regionale ambientale ubicato al numero 90 dell’avenue du Général Leclerc a Pantin. Fra gli interventi realizzati, la combinazione di una facciata in DuPontTM Corian® Glacier White con la membrana traspirante DuPontTM Tyvek® applicata al di sotto di essa, per un totale di 2200 mq.

Permeabile al vapore  ma ermetica ad aria e acqua, facile da installare e resistente ai raggi UV, la membrana DuPontTM Tyvek® garantisce all'edificio una protezione, sia durante la fase di costruzione che nel lungo termine. Il colore bianco della membrana rende inoltre la barriera alla pioggia completamente invisibile dietro i giunti aperti tra i pannelli della facciata in DuPontTM Corian®, nei battenti e nei telai delle finestre.

Le proprietà versatili e tecnologiche di DuPontTM Corian® hanno consentito di rispettare le precise tolleranze e le complesse specifiche tecniche richieste per questo progetto, tra cui la termoformatura in cinque diverse angolazioni. In totale, sono stati realizzati 584 pannelli di 3 diverse dimensioni (fino a 4.10 metri di lunghezza) e dello spessore di 12 mm, lavorati in laboratorio per ridurre al minimo gli sprechi.

Leggi tutto   http://www.casaeclima.com/ar_19037__In-cantiere...-Case-History-involucro-du-pont-facciata-Tecno-superficie-e-membrana-traspirante-per-la-facciata-di-un-edificio-istituzionale-francese.html

 

 
 

Da ilgiorno.it di Andrea Morleo

Addio alla città e alle sue regole. Da quasi due anni Leone Silva - 38 anni, originario di Besana Brianza - ha scelto come nuova casa le pendici del San Martino. «Una scelta libera e non dettata da ragioni di necessità», ci aveva raccontato Leo.  Leo è uno dei tanti homeless che ha scelto di vivere in questa zona. «Nella mia vita ho fatto mille lavori ma da nessuna parte sono resistito molto. Non è tanto la voglia di lavorare che mi mancava, quanto il sopportare le regole e tutti i rompiscatole che ti stanno intorno». Leo ha resistito finché ha potuto, «perché mica si può vivere di aria». Ma poi un bel giorno ha detto basta: «Ho fatto il barbone in città per un po’ e poi mi sono stabilito qui». La sua casa è una grotta ricavata da un masso staccatosi chissà quanti millenni fa dal San Martino. Davanti all’ingresso un lembo di terra che si affaccia a strapiombo sul bosco sottostante. Di fronte una vista mozzafiato: il lago, incastrato tra la città, il Monte Barro e, in fondo, la Brianza.

La sua giornata parte a metà mattina quando Leo scende verso Lecco, raggiunge la Caritas per una doccia e un pasto caldo. «Poi faccio un salto in biblioteca dove prendo in prestito dei libri e poi risalgo». Il pomeriggio è dedicato alla sua vera passione, la scrittura, che poi è la ragione di una scelta così controcorrente. «Ho la presunzione di vedermi come un artista e il sogno di vivere con la scrittura», ci aveva raccontato. Oggi Leo debutta con «Il sasso e altri racconti», una raccolta di scritti nati durante la sua esperienza nella grotta. Nove scritti difficili, tra l’umoristico e il surreale, pubblicati in una raffinata e selezionata collana dall’Associazione Culturale Brianze di Briosco, che da anni insegue particolarità ed eccellenze del territorio.

Leggi tutto http://www.ilgiorno.it/lecco/cadavere-grotta-1.108734#1

 

 
 

Applausi. Commozione per la consegna delle case nuove. Emozione per le parole di Stefano Cipriani (Gaia

Costruzioni che ha realizzato il palazzo  http://www.impresacipriani.it/ ) che poco si è soffermato a descrivere i lavori fatti, per concentrasi sui ringraziamenti alle maestranze: scroscio di applausi. Evidentemente hanno lavorato bene. E si vede: appartamenti belli quanto efficienti, tutto classe A, acqua piovana per i water, pannelli solari collegabili alle batterie per essere energicamente autosufficienti, finiture a scelta con capitolati a prezzo base e il resto di gusto e portata economica personali di ciascun condomino. Il risultato? Locali bellissimi, come ognuno li ha voluti.

Un esempio di buone prassi di cui L’Aquila ha bisogno perché, a quanto pare, per la cronaca c’è sempre spazio mentre per i casi di eccellenza o di successo è scontato il silenzio. Non è facile agire laddove si muovono miliardi, soprattutto se quei miliardi girano sul movimento terra, un ambito nel quale la storia ci mostra quanto sia facile cadere nelle trappole di chi maneggia grande liquidità. …………….

“E’ solo l’innovazione che ci ha guidato nel progetto e nella realizzazione, la stessa che ci ha portato ad acquisire l’esclusiva per il territorio aquilano della Stanza Antisismica: la stanza a prova di terremoto, installabile in qualunque casa per proteggere la vita propria e dei familiari: un brevetto internazionale del quale andiamo fieri, anche perché è di un nostro corregionale, Antonio D’Intino, nonché partner dell’aquilana Rete d’Impresa come Madis Costruzioni”. http://www.madiscostruzioni.it/cellula-antisismica.php

Ringrazio i condòmini – ha detto Pechi Mantini, direttore dei lavori e progettista – perché purtroppo a rallentare i lavori sono spesso i litigi tra i proprietari degli immobili: qui abbiamo remato tutti nella stessa direzione, ed è questo che ci ha consentito di restituire alla Città e alla sua gente questo condominio. Solo per chiudere – ha concluso con le lacrime agli occhi – voglio ricordare la targa che abbiamo apposto all’interno dell’edificio: è dedicata a quelli che non ci sono più e che non hanno potuto rivedere la propria casa rimessa in piedi. Tra questi c’è mio padre”.   ………….

Leggi tutto  http://www.ageabruzzo.it/2014/08/laquila-condominio-astro-quando-vincono-le-buone-pratiche-25205

 

 

 
 

La biblioteca condominiale di via Rembrandt 12 a Milano è un luogo di ritrovo molto frequentato dagli abitanti del quartiere (e non solo) che non vanno in vacanza. E' la prima biblioteca di condominio della città nata da un'idea di Roberto Chiapella che l'ha aperta da un anno e mezzo con grande successo sfruttando una portineria in disuso e dandosi il cambio, per mantenerla aperta, con gli inquilini degli otto piani di appartamenti. Oggi negli scaffali ci sono cinquemila titoli, frutto di donazioni, senza contributi da parte delle istituzioni cittadine. In estate il locale è particolarmente frequentato: il pubblico, soprattutto in agosto, è fatto di persone di età medio-alta e con una gran voglia di leggere e di stare insieme. La biblioteca di via Rembrandt è aperta tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e sabato) dalle 16 alle 18

 

 
 

Gli architetti di tutto il mondo stanno cercando di contrastare la carenza di verde nelle nostre “giungle di cemento” con proposte tanto ambiziose quanto tecnologiche, sicuri che la sfida del fabbisogno alimentare e dell’agricoltura biologica si possa vincere proprio nell’ambiente urbano. Si tratta delle Vertical Farm, le fattorie verticali, i cui progetti continuano a proliferare in modo vertiginoso.

E se lo stesso principio fosse applicato anche per creare dei polmoni verdi come i boschi o le foreste?  È proprio questa l’idea del nuovo Bosco Verticale, un italianissimo progetto di riforestazione urbana che si sviluppa in altezza, ideato da Stefano Boeri Architetti, talmente innovativo e originale da aver catturato l'attenzione anche del prestigioso Financial Times, che lo descrive come “la nuova torre più eccitante al mondo”. E ne ha ben d’onde visto che, per la prima volta, un grattacielo ospiterà querce, cedri e pini pronti a far da filtro antismog e a offrire ombra d’estate e luce d’inverno, quando i rami si spoglieranno dalle loro foglie. Nonché a dar manforte ai pochi esemplari “cittadini” già presenti, che combattono strenuamente contro il grigio del cemento.

Concepito per essere realizzato a Porta Nuova, il nuovo quartiere milanese che viene su al ritmo di un piano ogni quindici giorni, Bosco Verticale, che nasce per contribuire a rigenerare l’ambiente e la biodiversità urbana senza implicare un’espansione del territorio delle città, è un complesso composto da due torri residenziali di 110 e 76 metri. La sua particolarità è che ospiterà circa 900 alberi alti dai 3 ai 9 metri, diverse piante floreali e arbusti, distribuiti in relazione all’esposizione al sole di ogni facciata delle torri. In termini di quantità di alberature il Bosco Verticale di Milano equivale a una superficie boschiva di circa 10.000 mq, mentre, se “sparsa” sul territorio in “orizzontale”, l’intera costruzione equivarrebbe a 50.000 mq di villette unifamiliari.

“Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia”, spiegano dallo studio di Stefano Boeri. E, in effetti, i vantaggi ricavati dalla realizzazione di questa innovativa soluzione architettonica sono davvero tanti: la costituzione di un microclima, l’assorbimento di CO2 e polveri sottili, la produzione di umidità e di ossigeno, la riduzione dell’inquinamento acustico e il riparo dal vento. Un sistema di energia fotovoltaica (500 mq di pannelli), eolica e geotermica garantirà, poi, l’autosufficienza delle due torri, mentre l’irrigazione delle piante avverrà per larga parte attraverso un impianto centralizzato di filtrazione dell’acque grigie.

Inoltre, la gestione del verde nel Bosco Verticale sarà centralizzata e affidata a una agenzia che avrà uno sportello aperto al pubblico, in modo che ogni “cellula” di manutenzione del verde verticale potrà essere utilizzata per la raccolta di dati utili a valutare nel tempo la funzionalità ecologica del sistema, “un know-how tramandabile e divulgabile, che cresce ed evolve insieme con il Bosco Verticale”.

Sarà questo il futuro sostenibile delle nostre città? Di certo questa nuova architettura “vivente” potrebbe indicarci la giusta strada per migliorare il panorama e l’ambiente urbano e portare in città tutto il bello della naturalezza.

 

 
 

Da   http://milano.repubblica.it

La rabbia dei residente negli appartamenti dell'Aler in viale Mar Jonio 7 al quartiere San Siro. "Loro, gli Al primo impatto il casermone di viale Mar Jonio numero 7, a Milano, sembra crivellato dai colpi di un mitra, poi ti avvicini bene ed è solo l’intonaco grigio che si sgretola. Nessuna guerra in corso o forse sì, fra questi caseggiati popolari: il politicamente corretto vorrebbe si dicesse tra chi rispetta le regole e chi no, ma qui la pazienza è finita da un pezzo e a certe sottigliezze non ci si pensa più. Guerra è quindi, ma «tra noi e loro». “Noi”, gli italiani. “Loro”, marocchini, romeni, tunisini, indiani e tutto il resto, decine di etnie diverse e un’integrazione che non esiste.

Nella sede del comitato di quartiere San Siro ci sono ritagli di articoli di giornale, una foto di Giuliano Pisapia sorridente, il gagliardetto dell’Anpi, un carrello della spesa con le confezioni di aranciata rimaste dalla festa organizzata insieme con il Sunia Cgil. Siamo al pian terreno, al terzo piano (l’ultimo) sta venendo giù il soffitto o poco ci manca: una volta lì in cima ci stava proprio l’associazione dei partigiani, poi l’ufficio è diventato inagibile. Una quindicina di sciure imbufalite si sono date appuntamento per prendere il tram, direzione Palazzo Marino. Andranno dai consiglieri comunali, dagli assessori, dal sindaco, a dire che loro hanno paura finanche di andare in vacanza.

«Quelli ti sfondano la porta, prendono le tue cose, le buttano dalla finestra, cambiano la serratura e tu resti a spasso», racconta la signora Carla. «È successo anche a una signora che era stata ricoverata all’ospedale, stessa faccenda», le fa eco Leda. È razzismo o cosa? Sembra tutto molto più complicato, in realtà. «Questo era un quartiere popolare e operaio bellissimo, forse il migliore della città — ricorda Lucia Guerri, una vita qui — abbiamo assistito all’emigrazione dal sud, fu massiccia, ma era diverso: condividevamo la lingua e la religione. Ma con loro, no, con loro è impossibile...». Loro fanno (o pare facciano) questo: «occupano le case»; raccolta differenziata «nemmeno a parlarne, uno schifo»; cura nel vivere collettivo, «ma figuriamoci!, sono prepotenti».

Magari cose piccole, sgarbi piccoli, ma dai oggi e dai domani «qui è il degrado totale, siamo alla mancanza di civiltà, non c’è più solidarietà, non c’è più coscienza», spiega Giulia, nipote di Lucia. Il corto circuito sociologico è di quelli belli impegnativi, soprattutto per la sinistra. Basta evocare l’ultimo scontro di qualche giorno fa. «Qui abbiamo un monumento dedicato ai partigiani del quartiere, i martiri della nostra Resistenza — riprende la Guerri — e loro cosa facevano? Giocavano con la corona di alloro, ce l’avevano tra i piedi, si rende conto? I nostri morti, la nostra storia. Non hanno rispetto di nulla».

Di sfondo più che le occupazioni abusive in sé c’è il racket, delle occupazioni abusive. Con “agenti immobiliari” che alla modica cifra di qualche migliaio di euro ti individuano l’appartamento giusto, te lo aprono e te lo consegnano. Tra gli immigrati si sparge la voce, hai un parente che arriva dalla Tunisia e cerca un tetto? Ecco, basta chiedere. L’altro comitato distante poche centinaia di metri, invece, è quello del Cantiere, legato ai centri sociali: combattono gli sgomberi e promuovono le occupazioni. Il solo nominarli scalda ulteriormente l’atmosfera. «Non si rendono conto che fanno il gioco degli speculatori. E intanto noi onesti siamo abbandonati, la situazione è esplosiva — ragiona Silvia — le istituzioni ci devono dire cosa vogliono farne di questo quartiere».

Difficile individuare di chi siano di preciso le colpe, ma è soprattutto l’Aler a finire sulla graticola. «Gestita in modo fallimentare, manutenzione scadente, controlli inesistenti, se paghi l’affitto ti senti quasi uno scemo». Quanto al Comune, invece, «non capisce: l’assessore Marco Granelli ha mandato due pattuglie che stanno fisse ad un angolo della strada — dice Giulia — ma a cosa serve?

 A nulla. Serve un presidio mobile, non le statuine». Più tardi in consiglio comunale sempre Granelli proverà a rassicurare: «Abbiamo posto il problema al prefetto. C’è un piano di intervento per contrastare le occupazioni abusive, anche in agosto». stranieri, sfondano la porta, cambiano la serratura e ci lasciano a spasso. Qui c'è il racket"

 

 
 

VOGHERA. Da oltre un anno le bollette di gas e luce del condominio San Rocco di largo Toscanini non venivano pagate ad Asm, fino a creare un «buco» di circa 40mila euro. Quei soldi, per stessa ammissione dell’ex amministratore, Amedeo Para, sono stati prestati a persone di sua fiducia che però non glieli hanno mai restituiti. E ora il professionista, oltre a rischiare una denuncia penale, è nel mirino degli inquilini che hanno promosso una causa civile nei suoi confronti (con il patrocinio dell’avvocato Laura Muggiati), sperando di recuperare almeno parte della somma dovuta alla ex municipalizzata. Ma si tratterebbe solo della punta dell’iceberg di una vicenda - e di una somma finita indebitamente in tasche altrui - dalle dimensioni ben più consistenti. I residenti di altri due condomini nel portafoglio incarichi di Para, la cui situazione sarebbe analoga a quella del San Rocco (già sede, ironia della sorte, degli sportelli Asm al pubblico), si sono rivolti a un legale, che sta esaminando i conti in attesa di un’eventuale iniziativa di tutela in tribunale.

I loro sfortunati colleghi di largo Toscanini, intanto, sono infuriati. Ce l’hanno sia con l’ex amministratore, sia con Asm……  

Leggi tutto  su    http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2014/07/22/news/ha-prestato-i-soldi-dei-suoi-condomini-1.9642100

 

Unicasa garantisce il denaro gestito dagli amministratori del gruppo: la sicurezza per tutti i Clienti

 

 
 

Amministratori di condominio in vacanza?

Secondo la Cassazione (sentenza numero 9148/08), l'amministratore non è un dipendente del condominio ma un mandatario che agisce in nome e per conto dei condomini, garantendo la gestione delle parti comuni. Tuttavia egli non è dispensato da alcuni doveri. Ecco tutto quello che dovete aspettarvi dal vostro amministratore prima delle ferie e per non avere brutte sorprese al  rientro.

Con l'arrivo dell'estate, anche all'amministratore spettano le sacrosante ferie, anche se queste non sono previste nel contratto di mandato: l'accordo sancito con la nomina assembleare contempla la gestione annuale e continuativa del condominio.

Dal web riportiamo alcuni accorgimenti che possono lasciare i condòmini tranquilli e garantire all'amministratore un giusto periodo di relax: “Saldare le utenze ………, Manutenzione degli impianti …….. basta una telefonata all'amministratore ……. e quindi la reperibilità …… La particolarità della professione, prevede tuttavia che l'amministratore lasci sempre dei recapiti in cui essere reperibile anche solo un paio di ore al giorno ……..

Cosa fa Unicasa?

La sede centrale non chiude mai……..

Il numero verde è attivo 24/24 ore 7/7 giorni…….

Ogni chiamata viene inoltrata in tempo reale via mail anche al vostro amministratore, oltre che al fornitore che garantisce il presidio e al supervisore della sede centrale………..

 

 
 

Salvatore Giordano, il 14enne colpito dai calcinacci caduti dalla Galleria Umberto I di Napoli, è morto sabato 12 luglio dopo 5 giorni d’agonia.

La Procura della Repubblica di Napoli ha emesso 45 avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta.  I reati ipotizzati sono omicidio colposo e crollo colposo.

I provvedimenti, che portano la firma del procuratore aggiunto Luigi Frunzio e dei pm Stefania Di Dona e Lucio Giugliano, sono stati notificati agli indagati dai carabinieri della compagnia Napoli Centro. Tra i destinatari figurano tre funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Napoli nonché l’amministratore ed i 39  proprietari del condominio di Piazzetta Matilde Serao n. 7.

Gli avvisi – come sottolineano fonti giudiziarie - sono atti dovuti, in attesa che si chiariscano le responsabilità, per consentire alle persone potenzialmente chiamate in causa di nominare propri consulenti per l’autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo. Gli inquirenti stanno lavorando su due fronti: da un lato l’accertamento delle responsabilità relative alla manutenzione della facciata dove si è verificato il crollo, dall’altro si valuta l’ipotesi di eventuali omissioni in considerazione del fatto che nei mesi scorsi si era verificata la caduta di calcinacci dagli stucchi decorativi, che non avevano provocato danni ai passanti ma avevano determinato per alcuni giorni il transennamento dell’area sottostante. A tale proposito i carabinieri hanno acquisito una serie di documenti, fotografie e filmati, anche presso le redazioni di organi di informazione.

La morte del ragazzo ha provocato sgomento e commozione in città. Sul tratto di marciapiede di via Toledo, dietro le transenne, molti passanti hanno deposto mazzi di fiori e biglietti con messaggi dedicati alla giovane vittima. Per l’intera notte nell’obitorio del Policlinico, i genitori hanno vegliato la salma. La famiglia Giordano ha nominato un proprio perito, l’ingegnere Alessandro Lima, per sopralluoghi e rilievi fotografici nella galleria. Con loro gli zii e gli amici di Salvatore. Il sottosegretario Graziano Delrio ha peraltro chiamato  i familiari del quattordicenne esprimendo la vicinanza della presidenza del Consiglio al padre che ha ribadito la sua richiesta di giustizia.

Uno degli esercenti ha chiuso le serrande dei suoi negozi in Galleria, ed ha esposto cartelli listati di nero con la scritta “Addio Salvatore, mi sento indignato”, senza aspettare il giorno del lutto cittadino disposto dall’amministrazione comunale. “Provo rabbia e indignazione per quanto è accaduto a Salvatore e per questa mia città – ha detto Antonio Esposito proprietario di negozi di prodotti tipici, meta di decine di turisti – e oggi non mi andava proprio di alzare le serrande come se nulla fosse successo”. Esposito è da tempo promotore di numerose iniziative per il recupero e il decoro della galleria Umberto. “Molte persone come me si prodigano ogni giorno per proporre ai visitatori il meglio di questa città e della sua cultura – ha commentato il negoziante – ma queste cose, quello che è successo a quel ragazzo, ci riportano con i piedi a terra ricordandoci che oltre all’aspetto esteriore c’è ancora molto, molto da lavorare su tutto il resto.

Per la Procura di Napoli, il Comune partenopeo è parte offesa nel procedimento penale. In serata, all’Avvocatura del Comune di Napoli, è stato notificato un “avviso di accertamento tecnico non ripetibile per la persona offesa da reato” che individua il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, “quale legale rappresentante del Comune, come persona offesa”. Intanto il sindaco ha firmato un’ordinanza per la verifica di eventuali pericoli e la messa in sicurezza di cornicioni, aggetti ed elementi decorativi della Galleria Umberto.  L’ordinanza fa seguito al provvedimento emesso ieri dalla Procura della Repubblica con il quale si dispone di garantire condizioni di sicurezza all’interno della galleria. In base all’ordinanza i lavori all’interno della galleria potrebbero cominciare già venerdì mattina.

Leggi tutti i nomi degli avvisi di garanzia su http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/07/13/news/galleria_umberto_ecco_gli_indagati_quattro_drigenti_comunali_pi_gli_inqu-91410939/

 

 

 
 

Da http://www.estense.com

Poteva essere una tragedia, se non fosse stato per un passante che questa mattina, poco prima delle 8, ha sentito un forte odore di gas e, dopo aver notato uno strano allacciamento alla condotta del gas, ha dato l’allarme. Nel corso della notte, infatti, qualcuno aveva tagliato il tubo del gas che corre lungo il muro esterno tra i numeri civici 1 e 3 di via Calcagnini, inserendo un innesto nella parte mozzata e infilando su questo un tubo corrugato bianco lungo 17-18 metri. Il tubo era stato quindi infilato all’interno di una finestra, risultata forzata, al piano terra, con il gas che aveva cominciato a diffondersi nel condominio.

Un atto criminale che poteva provocare una tragedia alla minima scintilla. Una volta dato l’allarme, sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco, la polizia di Stato e la polizia municipale, oltre ai tecnici del gas di Hera. Sono quindi state avvisate le famiglie del condominio, quattro in tutto, e fatte evacuare per poter intervenire e rimettere in sicurezza la situazione, areando poi gli ambienti prima di far rientrare gli occupanti nei rispettivi alloggi.

Sull’episodio, che è inequivocabilmente di natura dolosa, ora sta indagando la squadra mobile della questura. Fra le piste che si stanno seguendo anche quella di una sorta di “regolamento di conti” fra una persona esterna, che con il suo gesto avrebbe potuto provocare una strage, e uno degli inquilini del condominio.

 

 
 

Da www.asca.it

Roma, 16 lug 2014 - L'autorita' garante della privacy ha dichiarato illecito il trattamento di dati personali effettuato da un amministratore che aveva inviato un sollecito di pagamento al datore di lavoro di un condomino in ritardo con il saldo di alcune rate anziche' a lui personalmente. Il sollecito, inviato su richiesta del proprietario dell'appartamento affittato al condomino moroso, era stato spedito - spiega una nota - ad un indirizzo email accessibile da chiunque sul posto di lavoro e riportava anche l'ammontare del debito. L'Autorita', intervenuta su reclamo dell'interessato, ha accertato che l'amministratore e' incorso in un trattamento di dati non conforme alla legge, perche' lesivo della dignita' della persona ed effettuato senza consenso del condomino, che non aveva autorizzato quel tipo di comunicazione. Il Garante, inoltre, ha prescritto all'amministratore di adottare le misure necessarie in grado di assicurare effettivamente il rispetto delle regole poste dal Codice privacy a tutela della comunicazione di dati personali a terzi e di impartire adeguate istruzioni in merito al personale in servizio presso il proprio studio. La circostanza che l'amministratore non fosse presente nello studio, di cui e' titolare, quando e' stata inviata la mail non lo esonera dalla condotta tenuta dai propri dipendenti ne' fa venir meno la sua qualita' di ''titolare del trattamento'' e quindi la sua responsabilita' per l'illecita comunicazione. Con un autonomo procedimento il Garante si riserva di applicare un'eventuale sanzione amministrativa per l'illecito commesso.

 

 
 

Da www.ilsecoloxix.it  di  Guido Lombardi, regista e scrittore

……un miracolo come la Festa del Condominio 22, di via Ippolito Pindemonte, nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma.  Chi ha partecipato di persona alle assemblee di condominio, o ne ha sentito raccontare, sa che sono situazioni dove è facile dare fuori di testa, nutrire odi eterni verso i vicini di casa, spesso per ripicca o futili motivi. Veri psicodrammi vissuti, conflitti incarogniti senza fine. Quando aggiungi che il Condominio 22 è formato da sei palazzine e gli abitanti sono quasi un centinaio e, che si mangia, si beve, tutti insieme, si fa musica, la meraviglia è massima. Invece la festa si ripete ormai da alcuni anni, proprio intorno ai giorni glorificati dal sole del solstizio d’estate. Come ogni anno negli androni delle palazzine è stata affissa la locandina della festa. Nell’ampia varietà delle feste, l’evento è così insolito che devo proprio raccontarlo, anche perché è il mio condominio.

Inizia sempre così, in modo discreto, al centro dell’ampio cortile dove si affacciano le palazzine, nel pomeriggio l’intraprendente gruppo dei promotori, che hanno portato al successo la festa, ….  e con la collaborazione di altri volonterosi residenti, ha allestito un lungo tavolo e un banco di mescita, addobbato con serti floreali, dove vengono serviti il mojito e gli alcolici. Altri tavoli, tavolini con sedie, poltrone, sono stati portati fuori dalle varie abitazioni per essere sistemati qui e là nel cortile. Alcuni festoni colorati, dei punti luce, (si va avanti fino a notte inoltrata), ed ecco che il cortile si è colorato da festa popolare, con semplicità, alla buona. Spazio piuttosto anonimo di passaggio, il cortile per una notte era pronto a diventare la piazza sociale degli abitanti, e non solo loro, del condominio di via Pindemonte 22.

Verso le otto di sera sono cominciati ad arrivare i primi partecipanti, residenti, amici, conoscenti che abitano nella via, o nel quartiere e anche più lontano. La festa riscuote ormai un grande successo, ha una sua risonanza, attira tante persone che non abitano nel condominio …. Nel cortile si è formata come al solito una gran folla. Via, via sul lungo tavolo si sono accumulati cibi caldi e freddi. ….  Quasi fosse una gara, cuoche e cuochi si sono sbizzarriti nel preparare piatti tradizionali ma anche sfiziosi, speciali, dai sapori esotici, elaborati per l’occasione. Tanti i dolci, a cominciare da ogni tipo di torta. E tanta frutta, intera o in macedonia. Vini, birre, bibite, acque minerali occupavano un tavolo a parte. …. Offrire cibo è un ancestrale gesto rituale di amicizia, mette in comunicazione le persone, noi e l’altro.

…. Tante le facce conosciute, altrettante quelle nuove. Insieme intorno al cibo, a conversare, scambiare battute in allegria. …. La festa è la pancia sociale del Condominio 22. Un collante della comunità. Al culmine delle libagioni credo che le persone presenti siano state oltre il triplo dei condomini residenti.

Altri cibi sono arrivati fino a notte. Una abbondante varietà di prelibatezze …. Verso le tre di notte ogni casseruola, teglia, piatto era stato ripulito a lucido.

…. A ogni festa non è mai mancato l’intrattenimento musicale. Canzoni in romanesco, romanze, quest’anno si è esibita una street band di fiati e percussioni. …. Un proverbio popolare recitava: “Per ogni corna di lumaca mangiata la notte di San Giovanni una sventura è scongiurata”. Noi abbiamo la nostra festa di Condominio, senza le lumache, ma con tanta gente che mangia, beve e conversa, con un’aria euforica, di gioia, di piacere.

…. fare festa tra condomini fa diventare piccole, piccole le liti tra vicini di casa. E scopri quanto sia importante l’amicizia. Infine per tutti quelli che non ci credono, e dicono, scuotendo la testa con un sorriso sarcastico, ah! penso alle assemblee del mio condominio, è una guerra continua. Non è mai troppo tardi, diciamo noi, ….

Leggi tutto  http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2014/07/16/ARyikVEB-festa_chiavari_condominio.shtml

 

 
 

La denuncia arriva da un amministratore di condominio che ha chiesto aiuto alle forze dell'ordine locali.

“E' una situazione gravissima e alla fine come amministratore di Condominio mi sono rivolto a Polizia e Carabinieri affinché intervengano un po' più assiduamente". A lanciare questo grido d'allarme è l’amministratore del condominio sito in corso Mazzini 501. Le famiglie dei cinque appartamenti che compongono questo edificio che sorge a ridosso dell'Hotel Montecarlo, da diversi anni hanno a che fare con una situazione di disagio molto grave.

"Si tratta di vagabondi, nullatenenti, nullafacenti, mendicanti, il più delle volte ubriachi e molesti che con il loro comportamento provocano disturbi di vario genere, oltre a danneggiare il decoro del palazzo dove insistono attività commerciali molto frequentate.  Queste persone fanno schiamazzi notturni, hanno danneggiato alcuni cancelli, abbandonano la sporcizia nelle aiuole, usano l'area come un gabinetto, hanno fatto molestie sessualmente esplicite alle donne e minacce agli uomini".

Una situazione che ha dell'increscioso e che sta provocando non poca preoccupazione nei residenti di questa palazzina. In più di un'occasione sembra che questo gruppetto sia stato pizzicato mentre si introduceva nel cortile per dormire in qualche anfratto o usarlo anche come gabinetto.

Leggi tutto  http://www.sanremonews.it/2014/07/09/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/sanremo-condominio-tenuto-sotto-scacco-da-un-gruppo-di-occupanti-stranieri-pericolosi.html

 

 
 

da infooggi.it di avv. Raffaele Basile  del 10 luglio 2014

Le “relazioni affettive” tra uomini e animali domestici riguardano un crescente numero di persone. Ciò crea talvolta l’insorgere di problematiche tra chi ama avere con sé una bestiola “da compagnia” e chi invece ha un’altra “filosofia” di vita e magari non sopporta di dover  incrociare ( o “sentire”) animali nel proprio habitat di residenza. Habitat che per molti è costituito dai moderni condomini dove la carenza di spazi è di per sé capace di creare potenziali conflitti.

Prima della riforma della legislazione in materia condominiale del 2012, era possibile l’approvazione di regolamenti condominiali che ponessero dei “veti” ai condomini riguardo al tenere animali “domestici” nella propria abitazione privata, ora non più. La normativa prevede infatti che un tale genere di divieto non sia legittimo. Questo per quanto riguarda le singole abitazioni. La disciplina delle aree comuni condominiali, invece, non si è occupata direttamente di questo aspetto.

Tuttavia, appare naturale che una conseguenza della libertà assoluta del condomino di avere animali nella propria abitazione sia quella che neppure si potrà impedire al condomino di usufruire della parti comuni insieme al suo animale. Ovviamente, ciò andrà fatto senza ledere i diritti degli altri condomini. Secondo un’interpretazione prevalente della normativa, sarebbero quindi nulli anche i regolamenti in vigore da prima del 2012, che contenessero divieti in tal senso In realtà le cose non sono tanto semplici per tutti gli animali che si volessero tenere con sé. Una cosa è tenersi in casa un cagnetto, altra un galletto starnazzante o un asinello.

La legge non definisce la nozione di animale domestico e questa è sicuramente una lacuna di rilievo. In mancanza di una definizione normativa, per animale domestico è allora verosimile intendere l’animale da compagnia, cioè quello che è consuetudine avere con sé per ragioni affettive. Un discorso a parte va poi fatto per la rumorosità dell’animale, che rientra nella disciplina dei rumori molesti che è dovere del condomino non creare. Vada allora per il cane in casa, ma il can che abbaia…troppo…potrebbe invece dar vita a legittime contestazioni da parte dei condomini con l’udito più sensibile.

 

 
 

Per poter procedere all'installazione delle valvole termostatiche occorre essere in possesso di un progetto. L'opera, infatti, deve essere progettata e messa in opera in modo tale da contenere al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica. Sulla base dell'elaborato, sarà possibile richiedere i preventivi alle imprese. Il tecnico dovrà essere incaricato anche per calcolare come la spesa del riscaldamento dovrà essere ripartita. In questo caso è obbligatorio il ricorso alla norma tecnica Uni Cti 10200 che, ad oggi, è quella del 2013.

L'attività del tecnico, però, non è limitata a queste due prestazioni. Infatti, il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in Comune, in doppia copia, oltre al progetto anche la denuncia dell'inizio dei lavori e la relazione tecnica, sottoscritta dal progettista, che attesti la rispondenza del l'opera alle prescrizioni di legge. L'inosservanza dell'obbligo è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a euro 516,46 e non superiore a euro 2.582,28.Questi costi dovrebbero essere ripartiti sulla base della tabella millesimale generale ai sensi dell'articolo 1123 comma 1 Codice Civile. Con la medesima tabella dovranno essere ripartite le spese delle opere effettuate in centrale termica conseguenti all'adozione delle valvole termostatiche.     

Diverso, invece, il criterio di riparto per quanto attiene ai costi delle valvole termostatiche e dei ripartitori necessari per la contabilizzazione. Benché il riscaldamento sia un bene comune, trova applicazione l'articolo 1117 Codice civile in base al quale la proprietà privata inizia nel punto di distacco dalla colonna montante della distribuzione. In questo caso, tutte le spese successive a tale punto sono di competenza del singolo condomino il quale pagherà in funzione del numero delle valvole e dei ripartitori installati nella sua unità immobiliare. L'incarico al tecnico, le opere e il conseguente nuovo criterio di ripartizione della spesa dovranno essere approvati con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà dei millesimi dei soli condomini serviti dall'impianto di riscaldamento (compresi coloro che si sono distaccati).

Il lavoro di installazione dei contabilizzatori di calore, poi, beneficia della detrazione Irpef del 65% delle spese sostenute. Il condominio ha un trattamento speciale: per pagare le spese, ai fini del super bonus, c'è tempo non sino al 31 dicembre 2014 (come accade per tutti gli altri lavori qualificati), ma fino al 30 giugno 2015. Dal primo gennaio al 30 giugno 2016, la detrazione per le spese sostenute da quel momento sarà del 50 per cento.

La procedura non è semplicissima, e molti optano per la detrazione del 50%: occorre l'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell'intervento ai requisiti richiesti (articoli 6-9 del Dm 19 febbraio 2007 e allegato A al Dm 11 marzo 2008) e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati elencati nello schema di cui all'allegato E del decreto 19 febbraio 2007, che va inviata telematicamente all'Enea entro 90 giorni dal collaudo dell'intervento.

Tutti i pagamenti vanno fatti con «bonifico parlante» , che deve indicare anche il codice fiscale dell'amministratore o del condomino che ha effettuato il pagamento, oltre che la causale del versamento (articolo 16-bis, Dpr 917/1986) e il «numero di partita Iva» o «codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato».

La detrazione del 65%, ripartita in dieci anni, spetta dall'anno di effettuazione del bonifico da parte dell'amministratore e nel limite delle rispettive quote imputate ai singoli condomini e da questi ultimi effettivamente versate al condominio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/MlZDuL

 

 
 

Fonte      condominioweb.com

Sempre meno condomini si possono permettere il dipendente Custode; sempre meno condomini concedono l’uso dell’abitazione al Custode dipendente (l’attuale normativa non da i “vantaggi” che si avevano un tempo con le maggiori ore lavorate dal “Custode con Abitazione”).

Cosa fare dell’alloggio (locali comuni) non più utilizzato dal dipendente?

L’accordo sulla vendita è sempre difficile ed in molti condomini si opta per la locazione: se ne  ricava una piccola rendita utile per coprire le spese condominiali (o comunque una loro parte) ed evitare anche che “si rovini” stando chiuso.

Cosa fare per arrivare a questo risultato?

Poteri dell'assemblea

Innanzitutto va detto che la decisione di locare l'alloggio del portiere dev'essere assunta dall'assemblea condominiale; le maggioranze necessarie non sono quelle previste per le innovazioni (cfr. Cass. 21 ottobre 1998 n. 10446) ma quelle ordinarie previste per le deliberazioni concernenti il miglior uso e rendimento delle cose comuni. Solo per i casi di locazione di durata superiore a nove anni è necessario il consenso di tutti i condomini (cfr. art. 1108 c.c.).

La decisione sulla locazione può essere assunta in due modi:

a) deliberazione di locare a seguito di specifica richiesta giunta in tal senso (es. Tizio chiede all'amministratore di poter prendere il locazione l'unità immobiliare del portiere);

b) deliberazione di mettere sul mercato locatizio l'immobile.

In tale ultimo caso è sempre bene che sia fissato un prezzo minimo, nonché la durata del contratto; ciò per far si che la discrezionalità d'azione dell'amministratore sia comunque esercitata entro ben precisi margini. Deliberata la locazione, spetta all'amministratore compiere tutti quegli atti necessari a porla in essere: si tratta di una semplice esecuzione di delibera ai sensi dell'art. 1130 n. 1c.c.

In questi casi egli avrà potere di firma del contratto, di riscossione dei canoni ed in generale di compimento di tutti quelle attività che solitamente sono poste in capo al locatore (cfr. artt. 1575 e ss. c.c.).

Se l'amministratore non ha richiesto uno specifico compenso per questa attività, per l'esecuzione degli adempimenti richiestigli in relazione ad essa non può richiedere alcun ulteriore compenso rispetto a quello indicato al momento dell'assunzione dell'incarico (cfr. art. 1129, quattordicesimo comma, c.c.).

Contratto prescelto e adempimenti connessi

Un'unità immobiliare destinata ad uso abitativo può essere locata in vari modi;

a) per periodi inferiori a trenta giorni senza particolari formalità (leggasi contratto scritto ma nessun obbligo di registrazione, cfr. d.p.r. n. 131/86);

b) per periodi transitori (minimo un mese massimo diciotto mesi) se sussistono ragioni tali (es. distaccamento del lavoratore dalla sede originaria e simili) da giustificare il ricorso a questa tipologia contrattuale;

c) utilizzando il contratto così detto 3+2 (a canone concordato);

d) facendo ricorso al contratto 4+4 anche detto contratto a canone libero.

Le norme cui fare riferimento per la regolamentazione connessa alle specifiche tipoligie contrattuali succitate sono le seguenti:

1) codice civile;

2) legge n. 392/78;

3) legge n. 431/98

4) d.m. 30 dicembre 2002.

Salvo il caso dei contratti di durata inferiore a trenta giorni, per tutte le altre tipologie contrattuali ricorre l'obbligo di registrazione del contratto di locazione.

Alloggio del portiere e spese condominiali

In che misura il conduttore dell'alloggio del portiere deve partecipare alle spese condominiali?

Non è semplice dare una risposta univoca alla domanda: molto dipende dall'appartenenza dell'alloggio.

Se si tratta di bene comune, evidentemente censito in catasto come unità immobiliare di proprietà dei condomini, sarà difficile poter dire che il conduttore parteciperà alle spese in ragione dei millesimi di riferimento, sempre nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 9 legge n. 392/78 (la norma che individua le spese a carico del conduttore).

A meno che svanito il vincolo di destinazione ad alloggio del portiere non lo si voglia considerare un bene in comunione tra tutti e quindi inserirlo nelle tabelle millesimali, la misura della partecipazione alle spese dovrà essere individuata al momento della stipula del contratto.

 

 

 
 

Da leggo.it  26 giugno 2014  

Un settantenne è stato denunciato per minaccia a pubblico ufficiale, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone ed atti contrari alla pubblica decenza. Aveva dato in affitto un appartamento per poi affidarlo in comodato d'uso a due romene di 20 e 23 anni in cambio di prestazioni sessuali. Accade a Caltanissetta, dove la Polizia ha scoperto un casa d'appuntamenti in un condominio di via Rosso di San Secondo.

A fare scattare le indagini sono state le lamentele dei condomini, stanchi del continuo via vai di uomini dall'abitazione. Durante i servizi di osservazione gli agenti hanno notato come le due donne erano solite stazionare nei pressi della stazione ferroviaria e spostarsi poi nell'appartamento. Quando hanno fatto irruzione nella casa, i poliziotti hanno sorpreso le due romene, che hanno confermato loro di utilizzare l'appartamento per prostituirsi e di ripagare il comodato d'uso al settantenne con qualche prestazione sessuale.

L'uomo, interrogato in questura, ha raccontato agli investigatori di ospitare le giovani romene per un atto di carità. Una versione che non ha convinto i poliziotti, mandando su tutte le furie il pensionato, che ha iniziato ad insultare gli investigatori. Per lui è così scattata la denuncia, mentre sono in corso indagini per identificare eventuali altri sfruttatori delle due donne.

 

 
 

da leggo.it     30 Giugno 2014    di Giuseppe Spoto

Oltre alle norme che regolano in generale le parti condominiali occorre fare riferimento anche alle disposizioni in materia sanitaria. I controlli sono affidati alle ASL che è competente per il rilascio del nulla osta dopo l’analisi chimica e batteriologica dell’acqua. Le spese relative devono essere corrisposte dal condominio. Ogni piscina condominiale, che è destinata esclusivamente agli abitanti del condominio ed ai loro ospiti, deve possedere i requisiti igienici e ambientali previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003.

Regolamento

 È sempre consigliabile l’approvazione di un regolamento interno che disciplini il funzionamento della piscina, fissando gli orari in cui è possibile usufruire del servizio, nonché altre regole per la corretta e civile convivenza. Il regolamento deve essere posizionato in una bacheca accessibile a tutti in modo che possa facilmente essere portato a conoscenza di ciascun utente. Va segnalata la differenza di profondità, nonché il divieto di tuffarsi nell’ipotesi in cui non vi siano appositi trampolini. Le norme igieniche prevedono l’obbligo della doccia e comunque il pediluvio prima del bagno. La fruizione della piscina condominiale può essere aperta anche ad eventuali ospiti, ma deve avvenire in modo da non ostacolare o intralciare l’utilizzo da parte degli altri proprietari, così è consigliabile nel regolamento inserire un limite massimo di ospiti che ciascuno può invitare, in base alle dimensioni della piscina.

Manutenzione

 Le spese di manutenzione vanno divise in proporzione ai millesimi di proprietà, salvo diverso accordo. Ai fini di una corretta manutenzione e fruizione dell’impianto deve essere garantito il ricambio dell’acqua e deve essere curata e controllata la percentuale di cloro. È obbligatorio lo svuotamento della piscina almeno una volta l’anno con il completo rinnovo dell’acqua. L’amministratore è responsabile della corretta manutenzione. La presenza di servizi igienici e di docce rende completo e funzionale l’impianto.

Bagnino

 È sempre consigliabile assumere un bagnino, anche se la figura dell’assistente dei bagnanti non è obbligatoria per le piscine condominiali, salvo che sia espressamente disposta dalla normativa regionale. La giurisprudenza in caso di incidenti in piscina applica l’art. 2051 c.c. (danno cagionato da cosa in custodia).

Classificazione delle piscine

 Le piscine private vanno distinte dalle pubbliche. Più esattamente le piscine vengono divise in 4 tipologie. Vi sono le piscine di tipo A che sono quelle aperte al pubblico o ad un’utenza identificabile con o senza il pagamento del biglietto di ingresso (a sua volta distinte in tre categorie A1: piscine pubbliche, come quelle comunali; A2: piscine ad uso collettivo, inserite in strutture adibite principalmente ad altre attività ricettive o al servizio della collettività come alberghi, palestre, agriturismi e simili; A3: piscine per il gioco acquatico; le piscine di tipo B che sono quelle condominiali, destinate all’uso esclusivo degli abitanti del condominio e dei loro ospiti, esclusi i condomini fino a 4 unità abitative; le piscine di tipo C le quali sono ad uso riabilitative e curativo, collocate all’interno di strutture propedeutiche; le piscine di tipo D al servizio di unità abitative monofamiliare, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari.

 

 
 

da genova24.it   del 30 giugno 2014

Mignanego. Denunciato per “minacce aggravate”. E’ l’accusa cui dovrà rispondere un pensionato residente a Mignanego per aver quasi preso a bastonate una donna.

Il 70enne, infatti, dopo una serie di vecchi dissapori condominiali, ha impugnato un bastone e ha minacciato la sua vicina, una donna di 42 anni, residente nella stessa palazzina.

Fortunatamente l’arrivo dei carabinieri del Nucleo Radiomobile ha evitato il peggio. L’anziano è stato denunciato e il bastone sequestrato.

 

 
 

Da  lastampa.it   del 26.06.2014  rubrica    simonetta.conti@mailbox.lastampa.it

Difficile la vita nel condominio se non ci sono buon senso ed educazione da parte di ogni condomino. Spesso, infatti, l’arroganza fa scattare liti inutili e spesso inconcludenti.

Il caso

«I bambini dei miei vicini - probabilmente poco seguiti e scarsamente educati - si producono in continui schiamazzi, urla e sproloqui che, oltre a offendere il buon gusto, rendono difficile la vita agli altri condomini (le più semplici attività anche soltanto ludiche, se non lavorative, diventano infatti impossibili, dal guardare un film a leggere un libro, a invitare ospiti).  Inoltre ogni giorno il pallone arriva nel mio giardinetto rovinando i fiori. Le lamentele ai genitori hanno avuto come unica risposta “Se non le sta bene, chiami i carabinieri”. Come posso tutelarmi?».

L’avvocato

«Il Regolamento di Polizia urbana di  ________  riconosce “il diritto dei bambini al gioco e alle attività ricreative proprie della loro età”, pur prevedendo che i singoli regolamenti di condominio possano introdurre limitazioni a tale diritto, in particolare entro determinate fasce orarie.

«Nel caso di specie non è dato sapere se una tale limitazione sia prevista; in ogni caso anche in assenza o fuori da tali fasce orarie, qualora gli schiamazzi superino la normale tollerabilità (il che deve essere valutato da un tecnico, nella specie dall’Arpa - Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente), trova applicazione l’art. 844 del codice civile che impone l’immediata cessazione delle immissioni acustiche intollerabili. «Infine, in un caso analogo, la Cassazione penale n.23862/ 2010 ha addirittura condannato i genitori di alcuni bambini troppo rumorosi al pagamento di un’ammenda per il reato di cui all’articolo 659, I comma, c.p., per non aver impedito ai figli di arrecare disturbo ai vicini».

Unicasa ITALIA vede nello sviluppo naturale delle civiltà democratiche, e quindi nella  crescente sensibilità sociale, l’aumento della domanda di tutela dei diritti:

- diritti a “fare”               esasperati sino a scordare il dovere del    Rispetto

- diritti ad “avere”         esasperati sino a scordare il dovere della Tolleranza  

Unicasa ITALIA da 2008 affronta il tema sociale con  ironia, con l’uso di fumetti, uno strumento agevole e anche divertente che consente, esasperando paradossalmente le situazioni e le conclusioni,  di prendere coscienza che le problematiche  in molti casi hanno la necessità di essere valutate con il  loro giusto peso.

I primi  sette episodi del progetto “Rispetto e Tolleranza” sono stati pubblicati nel 2008 in un simpatico opuscolo a colori distribuito in tutti i Local Point Unicasa ITALIA.

I protagonisti sono tre personaggi che vivono nel Condominio dove la mancanza di rispetto, con comportamenti portati fino all’eccesso, trova quale risposta l’assoluta mancanza di tolleranza che genera reazioni paradossali.

 

 
 

26 giugno 2014   da    diregiovani.it

Laboratori di artigiani, stalle, merci e case private con soprammobili e ceramiche per cucinare.

Nel Medioevo ecco il Colosseo in versione condominio, con tanto di sottoscala e corridoi, ingressi privati, sub-locatari che firmavano veri e propri contratti d'affitto e l'arena dei gladiatori come spazio comune.

La fase abitativa dell'Anfiteatro risale al Medioevo ed è venuta alla luce grazie agli scavi condotti dalla Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma in collaborazione con l'Università Roma Tre. Gli studenti, diretti da Riccardo Santangeli  Valenzani, professore di Archeologia medievale, e coordinati da Giulia Facchin, hanno scoperto uno degli accessi privati al Colosseo usati durante il Medioevo proprio all'interno di uno dei cunei, il numero 9. Si tratta di un ingresso con un cancello posto su una strada battuta che portava fino all'arena centrale, considerata nel condominio medievale "lo spazio comune, un disimpegno che non è mai stato occupato". Durante una delle scuole di scavo che vanno avanti dal 2011, lo scorso anno la squadra di aspiranti archeologi aveva trovato un muretto del XII secolo, traccia delle delimitazioni di proprietà private. Si', perché il Colosseo ha smesso di essere l'arena dei gladiatori "già nel VI secolo, ma dopo è sempre rimasto un segno fondamentale di Roma. Nel Medioevo- ha spiegato Santangeli Valenzani- è diventato un luogo di attività' commerciali, con magazzini e stalle. I cunei venivano anche trasformati in abitazioni". Segni tangibili della funzione abitativa, moltissime ceramiche rinvenute durante gli scavi che raccontano come cucinavano i medievali. Ma non solo: tra gli oggetti ritrovati, anche una piccola scimmietta in avorio, "probabilmente usata come pedina per giocare a scacchi o come soprammobile". La riconversione del Colosseo a uso abitativo "risale alla fine del IX secolo e dura fino al XIV, fermandosi con il terremoto del 1849. E' un'occupazione intensiva- ha detto il direttore del monumento, Rossella Rea- l'Anfiteatro era lottizzato e in gran parte affittato. Il denaro lo riceveva il convento dei frati di Santa Maria Nova, che si trova ancora qui vicino. Ci sono anche gli atti notarili di affitto e compravendita. Nel Settecento- ha detto ancora Rea illustrando gli scavi- qui ci vivevano anche degli eremiti, nella cappella ci sono le lapidi sepolcrali". Sotto al muro del XII secolo, gli archeologi e gli studenti, che stavolta hanno lavorato insieme a 9 colleghi dell'American university of Rome, hanno scoperto anche un condotto fognario Flavio perfettamente integro.

 

 
 

Perugia, aggredisce e spintona un inquilino: amministratore di condominio denunciato

Il fatto è accaduto nei pressi di parco S. Anna. Il giovane ha riportato una prognosi di 21 giorni

Perugia, aggredisce e spintona un inquilino: amministratore di condominio denunciato

E’ uscito dal proprio appartamento che si trova nei pressi di parco Sant’Anna, ha iniziato a scendere le scale e subito si è imbattuto nell’amministratore di condominio.

 Questi, che già nelle scorse settimane aveva avuto forti dissapori con quel condomino, appena lo ha visto lo ha aggredito verbalmente.

Minacce e spinte Gli ha rivolto pesanti insulti e lo ha minacciato di gravi conseguenze se non se ne fosse andato via dal palazzo, trovando un’altra sistemazione; lo ha anche spintonato facendogli sbattere la spalla contro il muro. L’ inquilino ha quindi chiamato la volante che, raggiunto l’edificio segnalato, ha separato i contendenti e ha riportato alla calma l’amministratore furioso.

Denunciato Alla richiesta di spiegazioni, costui ha affermato che l’aggredito non è benvoluto dagli altri condomini, per la sua abitudine di rincasare tardi e per il disturbo notturno che spesso procura. Nel pomeriggio l’inquilino, dopo essere stato in ospedale dove gli è stata refertata una lesione alla spalla giudicata guaribile in 21 giorni, si è recato in questura e ha denunciato l’amministratore di condominio per ingiurie, minacce e lesioni personali.

 

 
 

da lastampa.it  del  25 giugno 2014

Ricorre responsabilità solidale anche quando in una obbligazione gli obblighi di più parti derivino da cose e fatti diversi tra loro e si traducano in attività non identiche. Questo è quanto emerge dalla sentenza 3604/14 della Cassazione, in merito ai danni subiti da un immobile a causa della mancata attuazione di opere manutentive e di coibentazione a carico di una società edilizia proprietaria del lastricato che sovrastava l’immobile e del condominio di cui lo stesso faceva parte.

Il caso

Due proprietari di un immobile citano in giudizio la società edilizia proprietaria del lastrico sovrastante il loro appartamento ed il condominio, chiedendo la condanna in solido al risarcimento danni derivati da infiltrazioni d’acqua. In giudizio è stato evidenziato che le infiltrazioni erano dovute ad «ammaloramento della copertura della terrazza» per cui responsabile era la società edilizia, invece la condensa di umidità diffusa nell’appartamento danneggiato era dovuta ad un vizio di costruzione, per la mancata coibentazione ascrivibile al condominio proprietario delle parti comuni. Conseguentemente il Tribunale condanna i convenuti al risarcimento dei danni per metà. In appello la sentenza viene confermata, pertanto la società edilizia ricorre per cassazione lamentando una non corretta determinazione dei danni a suo carico.

La Cassazione sulla questione ammettono in primo luogo la responsabilità della società edilizia perché i danni da infiltrazione derivano da una condotta illecita e negligente della stessa. In secondo luogo il fatto dannoso è per i giudici di legittimità unitario e consistente nel deterioramento dell’immobile dei proprietari sottostanti il lastrico, sia per la negligenza della società che ne aveva l’uso esclusivo con i conseguenti obblighi di manutenzione e vigilanza anche nell’interesse comune, sia per il fenomeno della condensa in ordine al quale il condominio assumeva l’obbligo di provvedere. Concludendo, la Corte spiega come la pretesa dei proprietari danneggiati al risarcimento in solido del fatto dannoso si giustifichi secondo la disciplina ex art. 2055 cc., ove tutti i danneggianti sono obbligati in solido per la concorrenza delle cause produttive del danno.

 

 
 

Inserito  su  bolognatoday.it/eventi/   da Agata    il   20 giugno 2014

Teatro e arti performative in luoghi insoliti: musica-teatro-letture-performance-laboratori-feste sociali a kilometro zero.

Anche quest'anno il Festival In & Out - La Cultura in Condominio giunto alla quarta edizione, porta la cultura sotto casa delle persone, a "kilometri zero".

Nelle 23 giornate della manifestazione corti, terrazzi, giardini, teatri di paglia, chiostri settecenteschi , vecchi e nuovi condomini ospiteranno laboratori, spettacoli teatrali, concerti, banchetti e feste sociali.

Ad accompagnare di condominio in condominio gli abitanti e gli spettatori ci sarà un "invincibile" Don Chisciotte, sempre pronto a rimettersi in gioco e combattere per le proprie idee malgrado le sconfitte, così come nell'interpretazione di Erri De Luca.

In un viaggio alla scoperta di storie di persone comuni e straordinarie al tempo stesso, "Invincibili" appunto, passando per una Metropoli immaginaria e riflettendo sui delicati temi dei gruppi dei Teatri Solidali.

Il festival è realizzato grazie al contributo di Fondazione del Monte, Comune di Bologna-Cittadinanza Attiva (in sinergia con i sei quartieri Navile, Porto, San Vitale, San Donato, Savena e Borgo Panigale), la compartecipazione della Provincia di Bologna e dell' Istituzione Gianfranco Minguzzi, il coinvolgimento delle tante associazioni culturali e di volontariato della rete del festival.

 

 
 

da  forexinfo.it   di Manuela Margilio    20 Giugno 2014

La realizzazione di un sistema di isolamento diretto al contenimento dei consumi energetici costituisce, conformemente a quanto indicato nell’art. 1120 del codice civile, una innovazione diretta al miglioramento e al maggior rendimento del bene comune.

Maggioranza richiesta per la delibera assembleare

Per le innovazioni finalizzate al risparmio energetico l’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea entro 30 giorni dalla richiesta fatta anche da un solo condomino interessato ai lavori. La richiesta deve contenere l’indicazione del contenuto specifico dei lavori nonché delle modalità di esecuzione degli interventi.

Per l’approvazione dei lavori di innovazione e della relativa spesa sono richieste delle maggioranze particolari, quelle previste dal secondo comma dell’art. 1136 c.c.

La riforma del condominio è intervenuta inserendo nel codice civile le maggioranze necessarie a deliberare particolari tipologie d’innovazione (che si possono definire di interesse sociale e di adeguamento normativo e tecnologico) in passato previste da varie leggi speciali.

Pertanto la realizzazione di un intervento finalizzato al risparmio energetico, successiva alla costruzione dell’edificio, rappresenta un’innovazione che deve essere approvata dal voto favorevole della metà degli intervenuti in assemblea, che rappresenti i 2/3 del valore millesimale. Le maggioranze necessarie per deliberare un’innovazione sono dunque particolarmente alte.

La delibera assembleare adottata dalla maggioranza vincola anche la minoranza dissenziente?

Nel caso si tratti di innovazioni gravose (perché comportano un esborso considerevole, anche in relazione alle condizioni e all’importanza dell’edificio) o voluttuarie, si dovrà distinguere due fattispecie:

l’innovazione consiste in un’opera suscettibile di utilizzazione separata, dall’utilizzo della quale i condomini contrari possano essere estromessi. In questo caso i condomini che non intendono trarre vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.

l’innovazione consista in un’opera non suscettibile di utilizzazione separata; in tal caso l’innovazione in questione non è consentita se ci sono condomini che non intendono effettuare la spesa per i lavori. I lavori potranno essere ugualmente effettuati qualora la maggioranza dei condomini che l’hanno deliberata intenda sopportare integralmente la spesa.

Leggi tutto  http://www.forexinfo.it/Condiminio-interventi-contenimento-consumi-chi-paga

 

 
 

Un ragazzo 22enne ha la peggio trasportato in codice giallo al "Bonomo"

Poteva finire nel peggiore dei modi, una lite condominiale verificatasi ieri sera attorno alle 20,45 in viale Virgilio ad Andria.

Un uomo ha ferito, in diverse parti del corpo, un ragazzo 22enne con una bottiglia di vetro. Una donna 49enne, mamma del ragazzo, intervenuta per difendere suo figlio, è rimasta lievemente ferita.

Entrambi sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell'Ospedale "Bonomo" di Andria rispettivamente in codice giallo e codice verde grazie all'intervento dei soccorritori dell'equipe "Mike 8" del 118 della postazione di Andria 1.

Sul posto anche l'intervento di agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza per ricostruire la dinamica dei fatti ed individuare l'uomo allontanatosi dopo il ferimento.

 

 
 

  da   inchieste.repubblica.it       di MONICA D'AMBROSIO e ANNA DI RUSSO

FIDENZA - A prima vista sembra uno dei tanti palazzi di Fidenza, ma avvicinandoti ti rendi conto che le finestre sono tutte diverse, andando oltre le regole e gli schemi dell'architettura convenzionale. Dall'altra parte del condominio, invece, un unico ballatoio centrale fa da ingresso comune ai diversi appartamenti, che condividono un salone polivalente, un'area verde, dispensa, lavanderia e un appartamento a uso sociale, destinato all'accoglienza di persone bisognose di un luogo protetto, attento alla loro situazione di disagio, fragilità o disabilità.

Condominio Ecosol di Fidenza, uno dei primi casi di cohousing a emissioni zero, dove la sostenibilità sociale, ambientale ed economica viene raggiunta attraverso l'attenzione all'altro, l'uso di fonti energetiche rinnovabili e l'utilizzo più razionale dell'acqua. Dodici appartamenti (dai 50 ai 130 mq), in cui famiglie, coppie, ma anche single, da circa un anno stanno sperimentando una forma alternativa di abitare, dove ognuno oltre ad avere immaginato e disegnato la propria casa, l'ha anche progettata pensando a un maggior numero di aree in comune per approfondire i rapporti con il vicinato e creare una comunità di persone che non produce Co2.

Ogni decisione viene anche soppesata, misurata e discussa durante la riunione di condominio, che ogni volta si svolge in maniera diversa. Si può partire da un gioco in comune, per risvegliare i sensi e creare un po' di buonumore, oppure si inizia discutendo un problema che qualche condomino ha riscontrato nelle ultime settimane. È qui che entra in gioco il ruolo del "facilitatore", un coordinatore delle relazioni interne che attraverso la comunicazione attiva porta le persone a esprimere i propri bisogni, desideri e difficoltà e poi a cercare le possibili soluzioni di avvicinamento al gruppo. Quando c'è da prendere una decisione, applicano "il metodo del consenso", che non prevede la maggioranza assoluta, ma la possibilità di mettere o meno il veto sulle possibili soluzioni decise dalla comunità.

 "La scelta del ballatoio", spiega Luca Rigoni, architetto e tra i promotori del progetto "non è stata vista come una violazione alla privacy ma come un elemento per migliorare i rapporti di buon vicinato: tutti gli ingressi si affacciano su un unico corridoio, creando così un luogo dove poter incontrare gente e favorire il mutuo soccorso".

"Siamo riusciti a evitare l'impianto del gas e abbiamo ridotto al minimo il fabbisogno energetico", racconta con una certa soddisfazione Mauro Serventi, ingegnere e cohouser, "grazie alla progettazione bioclimatica che sfrutta l'orientamento dell'edificio e l'utilizzo di pannelli solari. Ogni appartamento inoltre è dotato di sensori che ci dicono quando possiamo consumare a costo zero".

Leggi tutto    http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/05/19/news/riforma_condomini-86590742/#Orti

 

 

 
 

 da   inchieste.repubblica.it      di   LUIGI DELL'OLIO  

Riduzione delle controversie, contrasto alla morosità e maggior rapidità nelle decisioni assembleari. A un anno dall'entrata in vigore della riforma del condominio (la legge n.220 era stata approvata a dicembre  2012, che ha innovato la disciplina risalente al Codice Civile del 1942), gli obiettivi prefissi sono rimasti in buona parte sulla carta.

Secondo Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia (Associazione che comprende tutte le realtà territoriali dei proprietari di casa), la riforma ha adeguato la disciplina all'evoluzione della società, ma è stata poco coraggiosa nella misura in cui non ha attribuito "al condominio la capacità giuridica, come previsto in altri paesi europei. Una soluzione che avrebbe facilitato i rapporti fra i condòmini e la relazione tra questi e l'amministratore.

Francesco D'Agata, portavoce dello Sportello dei Diritti, vede il bicchiere mezzo pieno: "Trattandosi di una riforma attesa per 70 anni, era normale mettere in conto un periodo di assestamento", commenta. "Sta di fatto che la nuova legge ha portato alcune conseguenze significative, tra cui: un'indicazione più completa, anche se non tassativa, delle parti comuni dell'edificio; le condizioni che giustificano il distacco del singolo appartamento dall'impianto di riscaldamento centralizzato; la possibilità di introdurre particolari innovazioni con una maggioranza meno elevata di quella prevista in precedenza dal codice, ad esempio per il miglioramento della salubrità delle cose comuni, l'eliminazione delle barriere architettoniche e l'installazione di impianti per la produzione di energia eolica".

La legge 220 ha indicato la necessità di qualificazione professionale per svolgere la professione, senza tuttavia indicare i requisiti per l'accreditamento dei corsi di formazione. Una situazione che ha prestato il fianco al fiorire di decine di corsi in tutta Italia, che hanno attratto decine di migliaia di persone in cerca di occupazione alla luce della crisi economica. "Si è creata una situazione di confusione, che è l'esatto opposto dell'obiettivo indicato dalla riforma", sottolinea Pietro Membri, presidente dell'Anaci (Associazione nazionale degli amministratori di condominio).

Confabitare (associazione dei proprietari immobiliari) è molto critica sulla definizione delle competenze e dei poteri dell'amministratore: "La mancanza di un organo di controllo ha delegato di fatto la questione alla sola autotutela dei condomini, che tuttavia spesso non hanno informazioni adeguate per una valutazione in merito", lamenta il presidente Alberto Zanni.

"La riforma non ha chiarito diverse questioni legate alla gestione delle parti comuni, prestando così il fianco a una serie di controversie", lamenta Alessandro Gallucci, avvocato dell'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori). "Non è del tutto definito nemmeno il ruolo da attribuire all'anagrafe condominiale, uno dei punti qualificanti della riforma ".

La reintroduzione della mediazione obbligatoria sul finire dello scorso anno dovrebbe ridurre il ricorso ai tribunali sulla questione, anche se per avere risultati tangibili occorrerà attendere qualche tempo. Secondo Stefano La Porta, partner dello Studio Legale La Scala di Milano, "se il legislatore fosse stato più deciso e incisivo, avrebbe potuto ridurre il numero delle nuove cause in materia". Anche se il suo giudizio complessivo è positivo perché sono stati chiariti alcuni punti spesso causa di contrasti, "a cominciare dall'articolo 6, secondo il quale le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici e l'obbligo per l'amministratore di aprire un conto corrente intestato esclusivamente al condominio". La Porta sottolinea, invece, il ritardo nella "digitalizzazione del rapporto tra condòmini e condominio: poche realtà dispongono di un sito Internet e rarissimi sono i casi in cui i condòmini possono accedere direttamente, con funzioni di mera consultazione, all'home banking del conto corrente condominiale, cosa che permetterebbe maggiore trasparenza e maggiore partecipazione alla vita del condominio".

Aldo Rossi, segretario nazionale e responsabile Ufficio legislativo del Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari), pone piuttosto l'accento sulla scarsa chiarezza in merito ai casi in cui "tocca all'inquilino pagare e alla sua scarsa rappresentatività in ambito decisionale, nonostante un contributo non certo trascurabile alle spese".

Leggi tutto    http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/05/19/news/riforma_condomini-86590742/

 

 
 

Nuovavenezia.it   di Matteo Marcon 20 giugno 2014

MOGLIANO. Ieri è stato il ventitreesimo giorno senz'acqua al condominio San Fior di Mogliano. La situazione è sempre più grave per le famiglie rimaste nel maxi palazzone di via Ragusa.

Questa emergenza è una delle prime priorità affrontate dal neo eletto sindaco di Mogliano.

Carola Arena ha avviato i contatti con tutti i soggetti coinvolti al fine di convocare già nei prossimi giorni un tavolo per la soluzione delle problematiche igienico-sanitarie e sociali.

«È fondamentale che tutti affrontino assieme il problema anche da un punto di vista di tempi e aspetti economici» ha dichiarato in una nota «Le urgenze sociali vanno valutate cercando delle soluzioni che risolvano repentinamente situazioni non ulteriormente procrastinabili, anche perché coinvolgono minori».

L'incontro è fissato per lunedì mattina e secondo Luciano Bellotto del Sunia, sindacato inquilini che da quasi un mese si batte per il ritorno alla normalità, si tratta di un impegno tardivo.

«Non c'è tempo da perdere» ammonisce «è da più di una settimana che chiedo l'intervento del sindaco» e torna ad attaccare la proprietà del palazzone, la famiglia Spagnol «anche dopo il ripristino del servizio idrico da parte di Veritas su richiesta della prefettura» commenta «persiste un guasto elettrico che impedisce il funzionamento delle pompe. Si sta giocando sulla pelle delle persone, è una situazione davvero al limite della civiltà».

 

 
 

La legge che ha cambiato molte regole ha già un anno di vita, eppure tanti sono i chiarimenti ancora in sospeso.

I requisiti e la durata in carica dell’amministratore

Sono necessari appositi corsi di formazione e aggiornamenti periodici; l’apposito regolamento del Ministro della Giustizia è in arrivo ma ancora non stato pubblicato sulla GU.

Chi controllerà le ore di formazione del singolo amministratore?

Sempre poco chiaro  è cosa accade alla scadenza annuale dell’incarico.

Creditori del condominio: prima i condomini morosi

Coloro che vantano crediti nei confronti di un condominio devono rivolgersi prima ai condomini morosi, e solo successivamente a quelli in regola con i pagamenti.

Tuttavia, non è stato ancora chiarito in che misura i condomini rispondano per i debiti del condominio.

Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

E’ possibile il distacco, purché non comporti malfunzionamenti o aggravi di spesa per gli altri condomini.

Se gli altri condomini non ne hanno beneficio (praticamente sempre) si trovano un aggravio di spesa.

Spesso  la legislazione regionale vieta questo tipo di operazione.

L’esecuzione non sempre appare tecnicamente possibile.

L’abbattimento delle barriere architettoniche: dubbi sulla maggioranza assembleare

Prima dell’entrata in vigore della riforma, per eliminare le barriere architettoniche bastava una votazione a maggioranza di un terzo dei partecipanti al condominio (e almeno un terzo del valore dell’edificio).

Con le nuove norme il riferimento ai partecipanti è sparito ed è necessario il voto della maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

Un mero errore del legislatore, secondo gli esperti, che tuttavia non è stato ancora risolto.

 

 
 

Da   tribunatreviso.it   di Fedrico Cipolla   19.06.2014

Rifiutano i bidoncini e sono pronti a bruciare i rifiuti in strada. La guerra alla raccolta porta a porta è innescata dai condòmini di via Borgo Mestre. Al civico 13 le otto famiglie non accettano i contenitori «perché non c’è spazio» e lasciano i sacchetti di rifiuti in strada. Il risultato? Una montagna di spazzatura sul marciapiede, altri cittadini che scaricano i loro sacchetti, e i topi che banchettano.

«Se Contarina (servizio raccolta rifiuti) non viene a prendersi i rifiuti, li bruceremo, come a Napoli», è la provocazione di Nevio Maini.

«Qui non ci stanno i contenitori», aggiunge Aldo Manzoni, un altro condòmino, «gli appartamento sono piccoli: camera, bagno e cucina. Ma il Comune dice che la responsabilità è di Contarina, e l’azienda dice che è del Comune».

La situazione poi è andata peggiorando, visto che i residenti, senza isola ecologiche, scaricano la spazzatura sul marciapiede. Si tratta di abbandono di rifiuti, per cui sono a rischio sanzione. Contarina non è arrivata a tanto ma, spiega, non può permettersi di fare eccezioni. È poi tra il vicinato si è sparsa la voce che i condomini scaricano al spazzatura sul marciapiede e qualcuno ne approfitta, gettando anche i propri rifiuti. La scorsa settimana qualcuno ha abbandonato un lavandino. Contarina passa una volta a settimana a raccogliere i rifiuti.

 

 
 

Il collega MASSIMILIANO PREBINI avvia l'attività con il gruppo Unicasa in Campania, con l'apertura del

LOCAL POINT STRIANO

 Via Cesare Battisti 25 - 80040- Striano (NA)

Tel. 348 8469494  -   E-mail : striano@unicasaitalia.it

Auguri di raggiungere presto il successo a Massimiliano e un grande grazie ai soci di Unicasa Servizi Campania srl, Vincenzo De Franco e Domenico Nittolo!

 

 
 

da riviera24.it  di Fabrizio Tenerelli

Hacker in azione anche a Ospedaletti, dove è stato preso di mira un noto amministratore di condomini, E.G... Ignoti sarebbero riusciti a entrare in possesso del suo indirizzo mail spedendo decine di lettere contenenti richieste di denaro, a tutta la sua mailing list, che naturalmente comprende i condomini e i clienti.

Sorpreso e indignato per l’accaduto, il noto professionista ha subito contattato la polizia postale, per aprire un fascicolo di indagine e scoprire chi sono i colpevoli. Un’impresa molto difficile quest’ultima. Non è la prima volta che viene attaccato l’indirizzo mail di molti imperiesi, dal quale partono lettere di richiesta di denaro, del tipo: “Mi trovo all’estero e mi hanno rubato tutti i soldi…”.

La missiva si conclude con la richiesta (truffa) di un piccolo contributo per le spese vive, quelle di prima necessità e per tornare a casa. Gli hacker fanno leva sul fatto che la richiesta parte dall’intestatario della mail, in modo da essere più convincente. La speranza dei pirati della rete è che qualcuno risponda e faccia un bonifico o invii dei soldi tramite money-gram, ma questi vanno a finire chissà dove e comunque nelle tasche dei truffatori.

 

 
 

“Ho la passione per la fotografia, vorrei parlarne con altri che la condividono, cerco di organizzare un incontro che sia un momento di confronto”. Così è nato, a gennaio dall’idea di tre dei suoi membri, il Condominio Fotografico, un circolo fotografico, definizione che in realtà i ‘condomini’ non apprezzano affatto. Questi fotografi, con età e storie molto diverse tra loro, non fanno infatti che ribadire che l’invito a partecipare ai loro dibattiti e iniziative non è affatto chiuso, come una forma circolare potrebbe evocare, ma al contrario aperto a tutti. Due obiettivi generali: confronto interno e divulgazione esterna, partendo proprio dal quartiere che li ospita. Il Condominio Fotografico è nato infatti all’interno del Borgo degli Artisti, contenitore di laboratori culturali che ha sede nei locali comunali, un tempo scolastici, di un quartiere che ultimamente sta vivendo una sorta di meritata rivalutazione e rinascita, Modica Alta, meno turistica e più popolare del ‘salotto’ di Modica Bassa, ma con una storia altrettanto lunga e prestigiosa. Non a caso, il Condominio fotografico ha partecipato all’ultimo evento qui svoltosi, Altarte, con un’idea promozionale tante semplice, quanto ironica (si veda il progetto ‘Sostieni Modica Alta’).

Il condominio nasce dall’idea di tre fotografi e, nel giro di pochi mesi, arriva ad avere una quindicina di membri fissi, desiderosi di vedersi in continua crescita. Nessun amministratore né le classiche riunioni litigiose in questo atipico condominio , dove ciascuno mantiene appunto la propria individualità, il proprio spazio e stile, alla pari e senza protagonismi (divieto assoluto di pubblicizzare le proprie opere). Un appuntamento, ogni mercoledì alle 21, aperto a tutti, per discutere di fotografia. Tutto qua. Eppure non è solo questo: potremmo dire che ‘se l’interessato non va a trovare il condominio, è il condominio che fa visita all’interessato’! Le idee e gli spunti che nascono in queste riunioni, vengono infatti prontamente trasformati in stimoli verso l’esterno, in proposte culturali, sempre ovviamente legate alla fotografia, aperte alla comunità, come incontri-dibattiti con fotografi (ovviamente esterni al gruppo) o la diffusione di documentari, come quello su Vivian Maier, proiettato al Cinema Aurora, vicino di casa del condominio, o i vari workshop in programma.

Passione per la fotografia, fiumi di entusiasmo, grande spontaneità, sana voglia di confronto ma anche voglia di leggerezza e di gioco perché, come ribadiscono i condomini “è fondamentale non prendersi troppo sul serio”: i loro non sono incontri tecnici, in cui confrontarsi ad esempio sull’ultimo ritrovato della tecnologia in campo di obiettivi ma più teorici, più legati al gusto personale di uno di loro che vuole condividere una particolare scoperta con gli altri, condomini e non. Nessuna velleità artistica quindi ma anzi forse anche una nota critica verso la categoria, se vogliono evitare proprio ciò che, a sentir loro, è la prassi, ovvero che “normalmente il fotografo vive in isolamento”. Quasi tutti hanno vissuto fuori, hanno toccato con mano realtà più grandi, centri propulsori dell’arte fotografica e non solo, dove regna però questa sorta di individualismo-protagonismo, logica conseguenza della bassa competizione fatta di invidie e colpi bassi. Qui invece, ognuno fedele al  proprio lavoro, sembra fermamente convinto di potersi e poterlo arricchire con nuove idee e stimoli e, nel farlo, magari far conoscere l’arte della fotografia all’esterno perché, come ognuno di loro ribadisce, “se dai gli stimoli giusti, la gente risponde positivamente”. Riscontro positivo (come le iniziative già fatte dimostrano) del pubblico, che premia, gratifica e arricchisce questi fotografi, ricaricandoli di nuovo entusiasmo e incoraggiandoli a fare nuove ricerche e organizzare nuovi eventi. Forse qui il cerchio si chiude.

 

 
 

L’attore gallese Luke Evans noto per i suoi ruoli in Scontro tra titani, I tre moschettieri, Fast and Furious 6 e nella saga di Lo Hobbit entra nel cast di High-Rise, ossia la traduzione per il grande schermo dell’omonimo libro fantascientifico scritto James G. Ballard nel 1975 ed edito anche in Italia come Il Condominio. Film che vede già confermato nella squadra attoriale Tom Hiddleston, aka l’acclamato Loki dei cinecomic Marvel, e poi Jeremy Irons, Sienna Miller e James Purefoy.

L’intera storia di High-Rise si svolge all’interno di un elegante condomino a Londra, dotato di tutti i lussi e le necessità, e che consente ai suoi abitanti di vivere completamente lì dentro. Il bel palazzo di vetro e cemento è alto 40 piani e contiene una migliaio di appartamenti che sono rigidamente suddivisi: ai piani bassi i più poveri e poi, man mano a salire, le classi sociali più elevate. Un improvviso black-out innesca però una rivoluzione e una serie di lotte interne… Il film sarà diretto da Ben Wheatley (regista di Doctor Who e dell’acclamata pellicola indie Sightseers) e le riprese inizieranno a breve in Nord Irlanda.

Di seguito la trama del libro Il condominio, edito in Italia da Feltrinelli:

Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. “Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”

 

 
 

Da ilcambiamento.it  11 giugno 2014

A partire dal 30 giugno i cittadini del capoluogo lombardo avranno la possibilità di partecipare ad una serie di incontri pubblici gratuiti sui temi della riforma del condominio e dell’efficienza energetica. Obiettivo: spendere meno e vivere meglio.

Una campagna di riqualificazione dei condomini di Milano. Questa è Habitami, un progetto che vuole comunicare e rendere accessibile al privato il mercato dell’efficienza energetica, in particolare creando e attivando un network per la riqualificazione tra i principali attori per lo sviluppo di un mercato efficiente e trasparente dal punto di vista ambientale, energetico, economico e occupazionale. Ideata e organizzata da Habitalia di Giovanni Pivetta, Habitami è costituita dalla campagna di comunicazione sulla riforma del Condominio e sull’efficientamento energetico degli edifici da effettuarsi nella città di Milano (zona per zona) che si svolgerà dal 30/06/2014 al 30/05/2015 denominata “Habitami milano Tour 2014/15”, con l’obiettivo, dunque, di informare tutti i cittadini di Milano sulle riduzioni delle spese condominiali attraverso l’efficienza energetica. Minori costi e un incremento del valore dello stabile. Una ristrutturazione vera e propria, che non graverà di molto sulle tasche dei condòmini. Gli unici costi infatti che sosterranno, saranno quelli dei lavori di riqualificazione. L'audit energetico di partenza è gratuito e la parcella del professionista verrà ripagata, genericamente, da altri soggetti del pool di riqualificazione nel caso si proceda con la realizzazione dei lavori. Un esempio che potrà essere esportato nel resto delle regioni italiane.

Sostenuta da Legambiente, WWF, Confabitare e Arpa Lombardia, la campagna recepisce i contenuti della Direttiva dell’Unione Europea 2012/27/UE, secondo la quale riqualificare il patrimonio edilizio è una delle priorità per raggiungere l’obiettivo di un risparmio dei consumi di energia dell’Unione del 20% entro il 2020. Non solo. Habitami muove in armonia con il Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) e va nella direzione del Programma Energetico Ambientale Regionale (Pear) e del Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’aria (Pria) della Regione Lombardia, per orientare i comportamenti di consumo, per migliorare l’efficienza energetica con l’uso di fonti rinnovabili e per ridurre le emissioni degli impianti di produzione di calore domestico (favorendo la diffusione di termoregolatori e contabilizzatori di calore), promuovendo la sostenibilità ambientale.

Dopo gli ultimi spiacevoli fatti di cronaca, il check up del condominio diventa così fondamentale. Sia per una questione di sicurezza, sia appunto per quella energetica. Per il 90% delle persone acquistare casa è una scelta che impegna una vita (il posto in cui si sceglie di abitare, il mutuo, i vicini, ecc.), ma spesso la si fa senza valutare attentamente tutti i particolari. Persino per l’acquisto di un telefonino o di un frigorifero ci si documenta, si chiedono informazioni agli amici esperti, si consultano i forum su internet, si fanno valutazioni comparative per capire qual è la scelta migliore. Sulla “tecnologia elettronica” tutti vogliono avere il prodotto migliore, più efficiente, più performante. Per la casa no. Si bada a pochi aspetti che di solito sono sempre inessenziali. È un dato di fatto, purtroppo. In questo contesto, I dati statistici dell’Autorità Nazionale per l’Energia ed il Gas sull’andamento dei prezzi del gas naturale negli ultimi tre anni e mezzo segnano un complessivo aumento del 35.8%, con un incremento medio annuale intorno al 10 %. Tale incremento è fortemente legato all’aumento del costo della materia prima, quindi difficilmente influenzabile dal mercato interno italiano. Cosa fare dunque? Bisogna partire dall’audit energetico, ovvero l’elaborato tecnico effettuato su un edificio esistente che documenta lo stato di salute del sistema edificio-impianti. Esso costituisce il fulcro del processo decisionale alla fine del quale è possibile stabilire se sia economicamente conveniente effettuare un intervento di efficientamento energetico sull’edificio e sugli impianti. Alla fine viene redatto un documento in cui si ipotizzano i possibili interventi che riguardano la riqualificazione del fabbricato e si effettuano simulazioni per valutare a priori i rapporti tra costi e benefici di ciascun intervento, con una graduatoria di priorità. E da lì si può partire.

per saperne di più   http://www.habitami.it/

 

 
 

da ilterreno.it  del 13 giugno 2014

Firenze, ha fatto un foro nel muro del suo appartamento e si è collegato al contatore generale del condominio, dopo che il gestore gli aveva sospeso l’erogazione per via delle bollette non pagate

FIRENZE. Troppo caldo per rischiare che i cibi surgelati non potessero conservarsi. Così, rimasto senza corrente elettrica per non aver pagato le bollette, ha praticato un foro nel muro del suo appartamento e si è allacciato al contatore condominiale.

Interrogato dalla polizia, avvisata dai condomini, l'uomo, 43 anni, ha giustificato il suo gesto dicendo che aveva bisogno di usare il frigorifero poiché aveva acquistato numerosi cibi surgelati. Per l'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è scattato l'arresto per furto. L'episodio è accaduto in un condominio di via Liguria, a Sesto Fiorentino (Firenze).

 

 
 

A dare le risposte in caso di pagamento Tasi per coniugi separati e condominio il Ministero delle Finanze con una serie di FAQ pubblicate sul sito

Chi deve pagare la Tasi se i coniugi sono separati sia nel caso di immobile di proprietà che in caso di locazione? E chi la paga nel condominio? Ecco le risposte date dal Ministero delle finanze nelle FAQ pubblicate on line.

Tasi coniugi separati: coniuge assegnatario

Se sull’immobile  assegnato dal giudice della separazione, il coniuge assegnatario è considerato ai fini IMU come titolare di un diritto di abitazione e pertanto, in quanto titolare di un diritto reale, è soggetto passivo IMU, stessa  conclusione vale anche per la TASI. In tal caso, il coniuge è titolare del diritto di abitazione e, indipendentemente dalla quota di possesso dell’immobile, è il solo che paga la TASI con l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista, per l’abitazione principale.

Tasi coniugi separati: immobile in affitto

Se, invece, la casa assegnata fosse in locazione (esempio casa in locazione abitata dai coniugi prima della separazione, poi assegnata dal Giudice della separazione ad uno di essi), la TASI deve essere calcolata dal proprietario con l’aliquota prevista dal Comune per gli immobili diversi dall’abitazione principale e l’importo ottenuto verrà pagato in parte dal proprietario e in parte dal locatario, in base alle quote deliberate dal Comune.

 

 
 

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto che rinvia il pagamento della prima rata dal 16 giugno al 16 ottobre nei comuni in ritardo con le delibere di maggio.

Arriva l’ok definitivo al decreto sulla proroga del pagamento dell’acconto della Tasi in scadenza il 16 giugno al 16 ottobre 2014 per i comuni in ritardo con le delibere.

Arriva il via libera da parte del Consiglio dei ministri al decreto che fa slittare il pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre solo nei Comuni “ritardatari”, che non hanno cioè deliberato entro il 23 maggio e poi pubblicato sul sito del Dipartimento delle finanze entro il 31, le delibere con le aliquote sulla prima e sulla seconda casa le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno.

Decreto proroga Tasi in Gazzetta Ufficiale

Il decreto legge del 9 giugno 2014 n. 88, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di versamento della prima rata TASI per l’anno 2014″ è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 132 del 10 giugno 2014.

Ecco il testo del decreto Tasi.

http://www.investireoggi.it/fisco/files/2014/06/decreto-tasi.pdf

Tasi proroga si, proroga no: ecco per chi

Nel decreto si prevede, solo per il 2014, che l’appuntamento con la Tasi è fissato al 16 giugno solo per i comuni che hanno approvato e pubblicato le delibere entro il 31 maggio.

Ecco l’elenco dei Comuni dove si paga entro il 16 giugno

http://www.investireoggi.it/fisco/files/2014/05/elenco-comuni-pagamento-tasi-a-giugno.pdf

Per tutti gli altri c’è tempo fino al 10 settembre e per delibere le aliquote e le detrazioni per poi chiedere il pagamento entro il 16 ottobre 2014. Se manca la delibera, l’imposta sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e sarà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre 2014.

 

 
 

Da lastampa.it   dell’11 giugno 2014    di  Tonia Mastrobuoni

A Berlino, nel quartiere di Kreuzberg,  all’interno di un cortile sono stati installati due grandi frigoriferi dove si può andare a prendere cibo gratis. L’obiettivo è quello di limare un po’ la montagna di alimenti che vengono buttati ogni anno

Forse può succedere solo a Berlino che su un quotidiano appaia l’indirizzo preciso di un condominio - nel quartiere di Kreuzberg - che ha installato due grandi frigoriferi in cortile dove si può andare a prendere cibo gratis.

Gli organizzatori raccontano che per ora sono una ventina le persone che ogni giorno vengono a prendere frutta e verdura, anche qualche vicino ovviamente, ma non sembrano temere assalti. 

L’unica cosa che li preoccupa è che il cibo vada a male; il principio che fanno valere nel loro cortile è “non lasciare nel frigo cose che non mangeresti”. E ogni giorno una manciata di volontari parte alla ricerca di alimenti gratis che supermercati o aziende non potrebbero più vendere, ad esempio perché troppo vicini alle scadenze.

L’iniziativa, che mira ovviamente a fare proseliti, fa parte di un progetto più ampio, nazionale, quello dei “foodsaver”, dei “salvatori di cibo” che si organizzano da due anni attraverso il sito “lebensmittelretten.de”. L’obiettivo è quello di limare un po’ la montagna di cibo che viene buttata ogni anno in Germania. Da febbraio del 2012, quando è partita l’iniziativa a Colonia, sono riusciti a reclutare 4.625 volontari che vengono coordinati da una settantina di “ambasciatori” che li aiutano a individuare supermercati, aziende o cooperative che regalano alimenti. 

Finora sono 750 le imprese che collaborano con l’organizzazione - conviene anche a loro risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti - e il cibo finito nei piatti invece che nelle pattumiere supera le 180 tonnellate. Sul sito c’è anche una classifica degli eroi: Jörg Ring è il superman del salvataggio, con oltre 25 tonnellate consegnate; e la palma della città più generosa va a Berlino, con 72 tonnellate messe a riparo in due anni dal secchio dell’immondizia.

 

 
 

LA CRONACA

Pesarese: finto carabiniere truffava anziani: arrestato nel pesarese

In manette un pluri-pregiudicato per reati contro il patrimonio accusato di essere il responsabile di tutta una serie di truffe ad anziani, compresa quella avvenuta in via Fondazza a Bologna nell'ottobre 2013. L'arresto è stato effettuato in provincia di Pesaro, a Monte Porzio: l'uomo infatti si trovava nel suo territorio di residenza quando gli agenti lo hanno ammanettato per vari reati, fra cui quello di furto con destrezza, furto in abitazione, falsa qualifica di pubblico ufficiale. L'uomo esibiva infatti un finto tesserino delle forze dell'ordine per accedere agli appartamenti, sempre accompagnato da un complice e poi con la scusa di controllare che fra i beni custoditi in casa non ci fossero banconote false, fuggiva con denaro e i valori.

E' attribuita proprio a V.B, classe 1965, la truffa ai danni di un'anziana del '29; il modus operandi, una tecnica già (purtroppo) ben conosciuta: spacciandosi per un Carabiniere si fa aprire la porta di casa, poi insieme al complice (anche lui presentato come un agente), chiede alla proprietaria di mostrare loro tutte le banconote che ha in casa, per controllare che non ci siano dei falsi. Dopo poco riesce a fuggire con in tasca 1.100 euro in contanti e un beauty pieno di gioielli (per il valore di qualche migliaio di euro). Alcuni elementi confermerebbero che le vittime non venivano scelte a caso, ma osservate e pedinate prima del colpo.

Bologna: già lo scorso 14 maggio la Polizia di Bologna aveva arrestato tre individui che tentavano di introdursi negli appartamenti di due stabili (via Zampieri a Casalecchio di Reno e via Nino Bixio Scota) con l'obiettivo di truffare i condomini anziani con la scusa di controllare eventuali fughe di gas. Un copione già noto alle forze dell'ordine dopo tutti i casi degli ultimi mesi: via Calzolari e via Todaro, via dell'Arcoveggio, tre colpi in via Vicenza, via Pasquali e via Crocioni, ma solo per ricordarne alcuni avvenuti negli ultimi tempi. I casi, purtroppo, sono moltissimi“ e, come sottolinea dalla Questura Pietro Morelli (capo della Squadra Mobile) le indagini non si fermano e "La caccia al complice è aperta".

TRENTO. Se abitate in un condominio, suona il campanello e vi invitano a scendere per ritirare un pacco, non fatelo. Potreste non trovare nessuno all’ingresso e, soprattutto, non trovare più i gioielli che tenevate in casa. Con questo trucco un pensionato residente in via Matteotti, la settimana scorsa, si è visto portare via preziosi per oltre 4 mila euro.

LE PRECAUZIONI

I ladri hanno messo a punto strategie sempre più raffinate per ingannare le proprie vittime. É bene, quindi, fare la massima attenzione, soprattutto quando si ha a che fare con persone sconosciute.

Ecco alcuni consigli forniti dalle forze dell’ordine.

Quando si esce di casa, verificare sempre di avere chiuso a chiave. Date tutte le mandate a disposizione. Questo renderà impossibile ai malviventi aprire (se la porta ha una maniglia all’esterno) inserendo una schedina telefonica.

La porta  va chiusa anche se siete a casa. I ladri, infatti, sono sempre più intraprendenti: tendono ad agire di giorno dopo avere assunto informazioni sulle abitudini delle proprie vittime mediante sopralluoghi. Ma spesso entrano anche senza curarsi se vi siano delle persone in casa. Se state passando l'aspirapolvere, o ascoltando musica ad alto volume, potreste persino non accorgervene. Pochi giorni fa, una nomade si è introdotta in un appartamento e ha acciuffato la chiave di un motorino. Il padrone di casa l’ha inseguita ma non ha fatto a tempo a fermarla, mentre fuggiva a tutto gas.

Non lasciate cose di valore vicino all’ingresso.

In estate si tende a tenere le finestre aperte: anche quello è un invito ad agire per i topi di appartamento. Sono numerosi i casi di ladri acrobati che si arrampicano su grondaie e tubi del gas. Meglio quindi chiudere le imposte. Può essere utile anche lasciare una luce o la tv accesa, oppure ricorrere a sistemi domotici che simulano la presenza di persone con luci che si accendono e spengono automaticamente.

Nel caso della consegna di pacchi, non agite mai di istinto. Il corriere solitamente ve li consegna alla porta di casa. Se, inoltre, non aspettate nessuna consegna, chiedete a chi ha suonato dei chiarimenti.

É sempre meglio, inoltre, se si hanno le disponibilità, installare un sistema di allarme. Quello sonoro più classico darà fastidio al vicinato, ma metterà sicuramente in fuga i malviventi. Alcune ditte e privati chiedono di essere collegati ai centralini delle forze dell’ordine: bisogna tenere conto, però, dei tempi di intervento. Per rapidi che siano le pattuglie, i ladri hanno quasi sempre tempo di allontanarsi.

Fate molta attenzione anche a chi si presenta con divise sconosciute o esibisce tesserini, magari mostrandoveli rapidamente. Se dicono di appartenere alle forze dell’ordine chiedete conferma al 112 o 113.

Se siete anziani, non date retta a persone che si presentano come amici dei vostri figli, chiedendo presunti denari dovuti. In alcuni casi vi passeranno persone al telefono che si fingeranno i vostri congiunti

Attenzione al trucco dell’acqua contaminata, che “danneggia i gioielli”. Un finto vigile consiglia di metterli in frigo e invita il padrone di casa a recarsi in bagno ad aprire i rubinetti. Nel frattempo scompare con il bottino.

Attenzione anche al mercato. Qui i ladri agiscono con destrezza, strattonandovi o semplicemente allungando le mani per svuotare la borsa. In alcuni casi usano dei taglierini per aprirne il fondo. Sacche e borse vanno chiuse e tenute davanti al petto.

 

 
 

da  cosedicasa.com  del 10 giugno 2014  

I mini ascensori domestici hanno ingombri ridotti e abbattono le barriere architettoniche: una soluzione ideale, sicura e comoda, sia per le case unifamiliari sia per il condominio.

Ideali per chi deve salire e scendere le scale più volte al giorno portando pesi o per le persone anziane o non in perfetta salute, i mini ascensori trovano uso in ambiente domestico, per esempio nelle abitazioni unifamiliari disposte su più piani, ma anche in condominio. Sia per l’acquisto, sia per la manutenzione e i consumi rappresentano una soluzione meno costosa di un vero e proprio ascensore che invece deve essere preferito in tutte le situazioni in cui vi sia un uso molto intensivo. Consumano quanto un normale elettrodomestico e non necessitano di un potenziamento dell’impianto elettrico, poiché per il loro collegamento è sufficiente un punto luce con un’alimentazione a 230 V. Anche l’illuminazione della cabina a LED ha consumi energetici molto ridotti. Hanno una velocità limitata rispetto ai grandi ascensori, in ogni caso non superiore a 0,15 metri al secondo. Tutti i modelli sono dotati di dispositivo automatico di sicurezza che in caso di blackout riporta la cabina al piano e consente ai passeggeri di uscire. Hanno un ingombro molto ridotto e si può scegliere tra una vasta gamma di finiture e colori che permettono di coordinare l’arredo interno a quello dell’abitazione. Le strutture possono essere in metallo per una protezione totale dalla luce oppure in vetro se si preferisce una forma più leggera. Possono essere installati all’interno di un vano scala realizzato in cemento armato o mattoni, all’interno in una struttura portante metallica, senza dover effettuare per questo opere murarie, oppure all’esterno dell’edificio – sempre da tecnici abilitati. Per i mini ascensori vi è per legge l’obbligo di manutenzione: la verifica deve essere effettuata semestralmente da parte di personale specializzato; ogni due anni invece l’apparecchio va sottoposto a controllo da parte di un ente preposto, certificato e autorizzato.

 

 
 

da   forexinfo.it       di Manuela Margilio | 7 Giugno 2014

Quando l’impresa non riceve il pagamento della prestazione al termine dei lavori, scatta il principio della solidarietà sussidiaria tra condomini: questo significa che i creditori devono agire in esecuzione forzata, in primo luogo nei confronti del condomino moroso, ossia nei confronti di colui che non è in regola con il versamento delle spese condominiali. E’ dunque necessario effettuare un primo tentativo di escussione nei confronti dei condomini non adempienti, prima di rivolgersi a quelli in regola.

Possono i creditori, una volta ottenuto un decreto ingiuntivo o una sentenza esecutiva pignorare il conto corrente del condominio?

Affinché il creditore possa pignorare il conto corrente del condominio è necessario che sullo stesso vi siano somme dei condomini morosi; diversamente l’amministratore del condominio potrà opporsi all’esecuzione. Dovrà essere fornita prova delle presenza di somme appartenenti ai condomini non in regola tramite i registri di contabilità condominiale nonché gli estratti conto della banca dove è stato aperto il conto corrente.

Il pignoramento del conto non può ad ogni modo superare le somme di denaro appartenenti ai condomini inadempienti.

Leggi tutto   http://www.forexinfo.it/Condominio-i-creditori-possono

 

 
 

Da          targatocn.it   firmato da  Giovanni Ferrero (un condomino

Forte coi deboli e debole coi forti" è un vecchio detto per indicare una qualità che caritatevolmente non esplicito. Qualche giorno fa mi sono recato a trovare una famiglia in via Madonna del Colletto e, con mio stupore, ho trovato una delle due porte di accesso pedonale chiusa con catena e senza possibilità di entrata o, meglio, di uscita.

Infatti, il Comune, costruendo un marciapiede, ha pensato bene di farlo 50 cm. più alto del livello di uscita, "murando praticamente vivi i condomini", come da fotografia. Chi ha sbagliato? Il costruttore, che ha costruito senza rispettare il progetto? Mi pare impossibile. La Cooperativa che ha venduto gli alloggi, che non ha chiesto la licenza per costruire quell'uscita? Mi pare altrettanto impossibile.

Il Comune, che ha dato la licenza senza badare più che tanto al fatto che, da quella porta, colla costruzione del marciapiede, i condomini non sarebbero potuti uscire? Non oso spingermi oltre, ma qualche dubbio ce l'ho, tanto più che rappresentanti del Comune, parafrasando Ponzio PIlato, mi riferiscono abbiano detto: "ciò che è fatto è fatto, noi dovevamo costruire un marciapiede ed è quello che abbiamo fatto". Ovviamente, il Comune vince sempre.   

Commento: voglio, posso, comando! (da un racconto di mia nonna).   

I condomini, poverini, non sanno che fare, dal momento che il prode Federico che lì vive non solo non vuole fare un avvallamento del marciapiede, ma nemmeno vuole contribuire a che i reclusi si facciano uno scivolo interno. Il che, fra l'altro, se fatto all'interno del camminamento privato, impedirebbe a passeggini ed invalidi in carrozzella di percorrere in piano il tratto verso l'uscita. Commento: sarebbe un contributo comunale all'eliminazione delle barriere architettoniche?   

Noi siamo Cuneesi possenti e pazienti, avrebbe detto il Carducci, e sopportiamo, sopportiamo...    

Con viva cordialità.  Giovanni Ferrero

 

 
 

da  ilsole24ore.it   del   6 giugno 2014

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che rinvia il pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre nei Comuni "ritardatari", che  non hanno deliberato le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno. Si tratta di un "decreto-ponte", fotocopia dell'emendamento già inserito nel dl Irpef, in attesa che il Parlamento lo converta.  La riunione del Governo è durata un'ora.

Le deroghe per  il 2014

Il testo approvato stabilisce che a decorrere dall'anno 2015 i Comuni assicurino la massima semplificazione degli adempimenti per i contribuenti, rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati. Allo stesso tempo è previsto  un regime derogatorio per il 2014: per i Comuni che hanno già assunto la deliberazione Tasi entro il 23 maggio 2014, viene confermato  l'obbligo di pagamento entro il 16 giugno 2014 sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso; per i Comuni che non hanno assunto le deliberazioni entro il 23 maggio, il versamento della prima rata Tasi viene posticipata al 16 ottobre 2014 (i Comuni devono deliberare entro il 10 settembre le aliquote e le detrazioni).  Infine, nel caso in cui per il 10 settembre il Comune non avesse ancora deliberato le aliquote e le detrazioni Tasi, l'imposta sarà dovuta applicando l'aliquota di base pari all'1 per mille e sarà versata in un'unica soluzione il 16 dicembre 2014. Sempre nel caso della mancata determinazione, la Tasi dovuta dall'occupante sarà nella misura del 10 per cento dell'ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale.

Il perché del decreto

Il decreto serve perchè il decreto Irpef, approvato  dal Senato e passato all'esame della Camera, potrebbe non essere convertito prima della scadenza del 16 giugno. Di fatto, poi, il provvedimento d'urgenza che il governo ha approvato oggi Cdm andrà a morire in quanto non sarà più necessaria la conversione in legge quando le analoghe disposizioni del  decreto Irpef  saranno legge dello Stato.

 

 
 

In condominio è sempre possibile distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza 9526/2014.

 Per il distacco non è previsto il consenso degli altri condòmini che continuano ad usufruire dell’impianto centralizzato, ma, aggiunge la Cassazione, è necessario che l’impianto non perda efficienza.

Nel caso in cui il distacco avvenga senza che l’impianto subisca una perdita di efficienza, il condomino continua comunque a sostenere le spese per la manutenzione dell’impianto centralizzato dal momento che ne è comproprietario.

Se, invece, il distacco non fa registrare nessun risparmio sul consumo di energia, il condomino deve anche continuare a contribuire al pagamento delle spese di gestione.

Nel caso esaminato, la Cassazione ha respinto il ricorso di due condòmini che, dopo il distacco, si erano visti addebitare la loro quota di spese del gasolio per il funzionamento dell'impianto. A detta dei giudici, le spese per il gasolio erano rimaste le stesse anche dopo il distacco dei due condòmini e gli altri erano stati obbligati a pagare di più.

La Corte ha ritenuto quindi di addebitare le spese per il riscaldamento anche ai due soggetti che si erano distaccati.

 

 
 

Fonte repubblica.it   di MARIA GRAZIA FRISALDI    3 giugno 2014

La deflagrazione ha sventrato i piani bassi di un edificio del centro storico. All'origine una fuga di gas. Le vittime sono i genitori di un bambino di quattro anni che ha riportato alcune fratture.

La rabbia dei sopravvissuti: ieri sul posto c'erano i tecnici del gas. "Avevamo dato l'allarme ieri. Intorno alle 19.30 ho telefonato all'Amgas dicendo che si sentiva un forte odore di gas - racconta Salvatore Morese, uno degli inquilini della palazzina (abita al quinto piano) - quando sono venuti i tecnici hanno fatto alcuni controlli e hanno detto di stare tranquilli che non c'era nessuna fuga di gas". "Ieri si sentiva un fortissimo odore di gas e noi - dice ancora il signor Morese - eravamo tutti allarmati. Ho chiamato l' Amgas e mi hanno detto che sarebbero arrivati di lì a poco, ho aspettato ma non venivano, allora ho richiamato. I tecnici sono arrivati, erano circa le otto di sera, e hanno fatto dei controlli. Mi hanno detto: 'vedi non suona nulla, saranno i fumi di scarico della caldaia', invece....". Telefonate e segnalazioni che si sarebbero susseguite (gli organi inquirenti verificheranno nelle prossime ore) fino alle 18.30 di ieri e partite da varie abitazioni di via De Amicis. Fino al drammatico epilogo……………

Leggi tutto    http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/06/03/news/esplosione_palazzina_foggia-87920762/

 

 
 

Fonte ilmattino.it   31 maggio 2014

Pistola al volto dell'amministratore, e via in fuga con le quote di un intero condominio. È quanto accaduto ieri mattina nel centro della città di Casalnuovo, in un complesso residenziale di via Napoli, il cui amministratore è finito vittima di una efferata rapina.

 Due giovani, volto travisato ed armati di pistola, gli hanno puntato contro l'arma facendosi consegnare il denaro contante, circa 2.500 euro, l'ammontare complessivo delle quote condominiali appena riscosse.

Poi, si sono dileguati a bordo di uno scooter, facendo perdere le proprie tracce. Un colpo consumato rapidamente tanto da far pensare che probabilmente, i due rapinatori, seguissero l'amministratore già da un po'. Ma questa resta una ipotesi su cui bisognerà fare chiarezza.

Sulla vicenda intanto indagano i militari della locale Tenenza (al comando del luogotenente Fernando de Solda), che hanno provveduto ad effettuare i primi rilievi di routine ascoltando possibili testimoni. Al vaglio degli investigatori anche le telecamere di videosorveglianza che sono allocate in più punti della città.

L’assalto alla diligenza……cose del passato? Per i Clienti di Unicasa la sicurezza della carta Unicasa in collaborazione con il Gruppo UBI Banca.

 

 
 

Fonte lastampa.it    di   giulia mattioli (nexta)    del 29 maggio 2014

Esiste un dibattito aperto in campo medico sul considerare un’effettiva patologia la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ovvero una condizione che impedisce di tollerare la presenza di sostanze chimiche in un ambiente. Una sorta di iper-sensibilità, di allergia a ciò che non è naturale, e, sebbene tra allergologi non vi sia una posizione comune, in diverse zone d’Europa si stanno sviluppando centri di studio e intervento, oltre che campagne per il riconoscimento ufficiale della MCS come patologia, trattandosi di una malattia che colpisce un numero considerevole di persone. I sintomi sono diversi, e in generale corrispondono alle più comuni reazioni allergiche: irritazione della pelle, affaticamento respiratorio, emicrania, ma anche effetti come nausea, dolori muscolari.

Tuttavia la popolazione moderna, salvo rari casi, vive immersa nelle sostanze chimiche, basta pensare a tutti i solventi, le vernici, i composti, derivati del petrolio che si utilizzano nell’edilizia. Ebbene, in Svizzera, appena fuori Zurigo (Leimbach), è stato completato il primo condominio completamente chemical-free, a prova di MCS. L’associazione Healthy Life and Living Foundation, che si occupa di tutti coloro che sono affetti da questa patologia, ha richiesto e ottenuto dalle autorità di Zurigo che venisse concesso un terreno per costruire l’edificio, progetto pionieristico che, possibilmente, aprirà la strada all’edilizia priva di sostanze chimiche.

Il condominio ospiterà 15 unità abitative, e per erigerlo e rifinirlo non sono state usate sostanze inquinanti di alcun tipo: niente vernici chimiche, profumi, solventi, nessun derivato del petrolio, colle. Inoltre le unità abitative sono rivestite di una membrana, una barriera che blocca le onde provenienti dai cellulari e dai ripetitori, per consentire anche a coloro la cui sensibilità è estrema di abitare nell’edificio in totale sicurezza.

Citazione da wikipedia.org

La sensibilità chimica multipla, o Multiple Chemical Sensitivity (MCS) in inglese, sarebbe, secondo la definizione che ne dà il National Institute of Environmental Health Sciences statunitense, un'ipotetica malattia caratterizzata dalla impossibilità di una persona a tollerare un certo ambiente chimico o una classe di sostanze.

La diagnosi di MCS, e l'esistenza stessa della patologia, sono fortemente dubbie e controverse: alcune delle principali società medico-scientifiche statunitensi hanno escluso la sua natura organica, ed è stato rilevato che si tratta frequentemente di sintomatologie psicosomatiche e psicologiche di tipo somatoforme, con forti componenti di stress ed autosuggestione.

Per l'Organizzazione mondiale della sanità si tratta di una condizione patologia assimilabile all'elettrosensibilità cioè priva di evidenti basi tossicologiche o fisiologiche e di verifiche indipendenti.

Per saperne di più http://www.siass.org/attivita/pregresse/2010/2010_09_20_Firenze/Magnavita.pdf

 

 

 
 

All’indomani del crollo di una palazzina in via Roma nel Comune di Barletta, avvenuto il 3 ottobre del 2011, durante il quale persero la vita cinque lavoratrici, in Regione Puglia si tornò a parlare del fascicolo del fabbricato. Argomento già discusso all’indomani del crollo di uno stabile, vecchio di soli trent’anni, in via Giotto a Foggia l’11 novembre 1999, che provocò 67 morti. La Giunta Vendola predispose subito un disegno di legge per la prevenzione e la sicurezza delle costruzioni. A distanza di qualche anno il Consiglio ha approvato all’ unanimità la nuova legge regionale n. 27 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni ] Istituzione del fascicolo del fabbricato”, pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale n.66 del 26 maggio 2014. L’argomento è diventato nuovamente di attualità dopo il crollo di Ginosa nel gennaio del 2014, crollo che non ha causato vittime ma che ha scosso la cittadinanza di Ginosa, solo pochi mesi prima interessata da una devastante alluvione.

E prima? Una legge inattuata - Sono passati molti anni dal crollo di Castellaneta del febbraio 1985. Subito dopo il crollo di Castellaneta, che causò 34 morti, la Regione Puglia emanò la legge regionale n. 38 del 1985 “Norme per il controllo statico dei fabbricati nei Comuni pugliesi e interventi in caso di crollo degli edifici”. Norme emanate 29 anni fa, nei fatti disattese per mancanza di fondi.

Altri fascicoli di fabbricato nell’Italia delle tragedie

Roma 16 dicembre 1998 , almeno una ventina di morti nel palazzo sbriciolato

Quartiere Portuense di Roma, dove alle tre della notte  un palazzo di cinque piani si è letteralmente sbriciolato seppellendo 16 persone. Il bilancio è ancora provvisorio, ma già drammatico: i soccorritori a tarda sera erano riusciti a estrarre dalle macerie i cadaveri di 19 persone e tra di loro ci sono tre bambini. Ma altri potrebbero essere ancora sotto i detriti, visto che in quell'edificio risultavano residenti 38 persone.

Il crollo del palazzo di via Vigna Jacobini si è subito presentato, agli occhi degli esperti, come un crollo anomalo: è stata immediatamente esclusa l'ipotesi di  un'esplosione, mentre si è progressivamente affermata quella del cedimento strutturale, le cui cause tuttavia sono ancora da accertare.

La Delibera del Consiglio comunale di Roma n. 27/2004 che ha introdotto il “Fascicolo di fabbricato”, fa riferimento alla legge regionale 31/2002, che dà ai comuni della Regione la facoltà di istituire un fascicolo per ogni fabbricato esistente o di nuova costruzione, in considerazione delle necessità di conoscerne lo stato conservativo, di individuare le situazioni a rischio e di programmare eventuali interventi di ristrutturazione e di manutenzione, onde prevenire rischi di eventi calamitosi.

10/04/2008 - Con la sentenza n. 1305 del 28 marzo 2008, il Consiglio di Stato ha bocciato il “Fascicolo di fabbricato” istituito dal Comune di Roma.

Sisma in Emilia: Fascicolo del Fabbricato, per riqualificare e migliorare la sicurezza

I recenti eventi sismici hanno riportato sotto i riflettori un tema che ciclicamente torna nel dibattito tecnico e politico: l’utilità o meno dell’istituzione obbligatoria del Fascicolo del Fabbricato. L’argomento ha in realtà una lontana origine e sempre collegata, a causa forse dell’approccio emergenziale che spesso contraddistingue il modus operandi nazionale, ad eventi catastrofici: solo crolli di edifici, terremoti, alluvioni, ecc. sembrano in grado di risvegliare dal torpore che avviluppa le norme tecniche ed urbanistiche, e così è avvenuto anche per il tema del fascicolo del fabbricato riemerso più volte in concomitanza di svariati eventi drammatici che nel corso degli ultimi quindici anni hanno colpito il patrimonio edilizio e coinvolto emotivamente l’opinione pubblica.

Crollo palazzo Napoli 5 marzo 2013: geologi, istituire fascicolo fabbricato

"Istituire il Fascicolo del fabbricato e una nuova anagrafe immobiliare. C'è la necessità in Italia di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio, soprattutto quello di valore strategico, come scuole e ospedali, e storico". Lo ha affermato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. I geologi rilanciano con forza l'esigenza di istituire il Fascicolo del fabbricato, un "libretto sanitario" dell'edificio, ha proseguito Graziano, che permetterebbe di valutare le reali condizioni sismiche, statiche, strutturali, geologiche, impiantistiche e sanitarie dell'immenso patrimonio immobiliare italiano. O aspettiamo di vederlo crollare a poco a poco?". Un patrimonio immobiliare, quello nazionale, "che racchiude edifici di grandissimo pregio storico ed architettonico - ha concluso Graziano - che non possiamo permetterci di veder crollare. Il Fascicolo del fabbricato è fondamentale per salvaguardare gli edifici, ma soprattutto le vite umane. Eppure dopo tanti anni in Italia ancora non esiste".

Fascicolo del fabbricato, non è un semplice archivio di documenti Non si tratta di archiviare documenti già reperibili in un fascicolo del fabbricato, bensì di ideare e pianificare modalità di indagine, approfondimenti, ricerche e valutazioni che possano fornire un quanto più chiaro quadro conoscitivo del costruito: per alcuni immobili che, per età e fattura, non hanno un proprio pregresso certo potrebbe essere, inizialmente, più oneroso, mentre per quelli più moderni l’incidenza di tali aspetti potrebbe divenire minore o perfino trascurabile; in ogni caso, così come avvenuto nel campo ad esempio delle classi energetiche, potrebbero essere previsti incentivi all’acquisizione di conoscenze ed informazioni tramite meccanismi premianti o compensativi in termini fiscali, economici…

Paese che vai, fascicolo del fabbricato che trovi

Gli stessi problemi ed interrogativi in altri Paesi hanno trovato risposte ben diverse: in Francia è stato istituito già dal 1977 il Libretto per la gestione manutentiva, in Germania il Diario edilizio, in Spagna il Libro per il controllo della qualità dell’opera. Insomma gran parte dei Paesi europei, seppur con diverse caratteristiche e peculiarità, si è mossa in questa direzione, quando accentuando più la valenza economica e manutentiva del “registro”, quando puntando più sulla sua utilità come archivio di informazioni: riconoscendo sempre però l’indubbia validità della prevenzione e della manutenzione; in Italia invece si è solo optato… per non utilizzarlo. Un primo passo a fine anni Novanta, a seguito di due eventi tragici: il crollo di una palazzina a Foggia, nel 1999, con 67 vittime ed il crollo di un’altra palazzina, a Roma, nel 2001 con 8 vittime; più recentemente il dibattito sull’argomento si è riacceso, necessariamente, a seguito del terremoto de L’Aquila e di quello che ha colpito l’Emilia. In questi oltre dieci anni di gestazione in realtà molti sono i segnali sfavorevoli piuttosto che incoraggianti verso la possibile istituzione obbligatoria del Fascicolo del Fabbricato come strumento per razionalizzare e formalizzare il processo conoscitivo e manutentivo dell’edificato: il tema affrontato a livello nazionale e via via a caduta, regionale,  provinciale e comunale, non ha mai incontrato grande condivisione di intenti a causa della presunta onerosità della sua redazione per i proprietari e addirittura, fatto abbastanza sconcertante, per una temuta possibile perdita di valore degli immobili. Così, a fronte di alcuni tentativi anche recenti, ad esempio di regioni come Emilia e Lazio, e comuni come Roma e Napoli, di fatto il massimo risultato prodotto, in ambito nazionale, rimane ad oggi un disegno di legge (n.4339/1999) che è stato più volte ripreso ed abbandonato nei cassetti delle varie commissioni parlamentari incaricate.

 

 
 

Fonte   cosedicasa.com  

1- Il mio balcone è esposto a nord e c’è poca luce: non so che cosa coltivare

In molte case il balcone esposto verso nord è lasciato vuoto, utilizzato come una sorta di “magazzino” all’aperto per scope, vasi, materiale vario. È l’esposizione più fredda e meno illuminata ma proprio per questo in estate questo spazio può dare ristoro e frescura. Scegliamo allora piante da ombra che non abbiano bisogno di luce diretta per vegetare con forza e per fiorire.

Hosta: sono poco utilizzate come piante da vaso ma nella pratica se poste in contenitori capienti possono resistere per molti anni, specie se si sceglie una sola varietà o varietà di taglia simile perché le piccole finiscono con facilità per essere “mangiate” da quelle più grandi. Hanno bisogno di essere bagnate con regolarità e fertilizzate solo una volta il mese ma regalano una vegetazione ricca ed un fioritura spesso profumata.

Ortensie: sono il secondo grande classico per i balconi a nord, unico difetto iniziano a vegetare tardi e fioriranno dalla seconda metà dell’estate ma resteranno decorative fino all’arrivo del gelo. Bagnatele sempre con acqua dolce o acidulata, rinnovate ogni anno la porzione superficiale del terriccio, predisponete una ricca pacciamatura di corteccia e non abbiate timore a potarle come quelle poste in piena terra perché mostreranno, se poste in contenitori adeguati e in terriccio fertile e acido, una grande capacità di ricaccio.

Rododendri e azalee: anche queste acidofile sono indicate per il balcone a nord perché soffrono il sole diretto e le temperature troppo alte. Bagnarle poco con acqua acidulata.

Fiori: fra le piante da fiore scegliete viole e impatiens del tipo “fiori di vetro”, per avere un mélange di colori, magari insieme a begonie da foglia e una fantasia di heuchere.

2- C’è troppo sole e si bruciano le foglie

Il balcone rivolto verso sud è esposto al pieno sole per gran parte della giornata. Può dare grandi soddisfazioni ma bisogna tenere sempre presente che non può essere paragonato a un’aiuola di giardino: mentre una pianta da fiore in piena terra può espandere liberamente le radici quelle in vaso hanno a disposizione un volume limitato, per di più in condivisione forzata con molte altre piante. Le piante in piena terra possono contare su fenomeni come la risalita capillare dell’acqua nel terreno dagli strati profondi e avere accesso continuo a nuovi nutrienti; mentre quelle in vaso dipendono esclusivamente dall’acqua di bagnatura e hanno l’apparato radicale confinato. Quindi apporti costanti e regolari di acqua, nutrienti e manutenzione sono vincolanti per ottenere buoni risultati su un balcone fiorito posto a sud.

Come rimediare:

  • bagnate tutti i giorni,

  • fertilizzate tutte le settimane a metà del dosaggio indicato,

  • ripulite le piante dal secco e dai fiori rovinati una volta la settimana,

  • rimuovete i detriti di vegetazione,

  • lavorate in superficie il terriccio e, se serve, aggiungetene altro una volta al mese,

  • sostituite subito una pianta che si secchi.

Che cosa coltivare

Surfinie, ibischi erbacei, gerani parigini, plumbago, gazanie, nepeta, tagete, begonie da fiore, bidens e verbena, mandevillea e dipladenia, bacopa, lantana.

3- Quando annaffio l’acqua tracima e cade dal balcone

Capita a tutti di bagnare il balcone la sera, quando si è stanchi e si cerca di accelerare i tempi, spesso sbagliando. Quando questo spiacevole inconveniente si verifica, tre possono essere le ragioni:

a) errata modalità di irrigazione: le piante devono sempre essere bagnate al piede, direttamente sul terreno; nella fretta, sbagliamo e incliniamo l’annaffiatoio prima di aver correttamente posizionato il beccuccio, così l’acqua bagna la vegetazione: le piante con foglie grandi, decombenti verso l’esterno o poste una sopra l’altra fanno scorrere via l’acqua lasciandola cadere all’esterno dei contenitori. Una volta sul balcone, per la sua leggera inclinazione, scorrerà verso l’esterno. La soluzione: in questo caso basta solo maggiore attenzione.

b) piantumazione errata: se il terriccio arriva a livello del bordo del vaso o poco sotto, l’acqua distribuita può tracimare facilmente.

c) eccesso d’acqua distribuita per contenitore: se si commette un errore di valutazione, si somministra in pochi secondi un grande volume d’acqua rispetto alla capacità d’assorbimento del terreno. Poi questa scola rapidamente nel sottovaso, lo colma e tracima. Come rimediare: Per ovviare al problema basta bagnare i vasi in due o tre tornate successive, e non in una volta solo, così da osservare quanta acqua si è accumulata nel sottovaso: nel primo passaggio bagnate poco ma rapidamente colmando lo spazio esistente fra il bordo del vaso e il livello del terriccio così che il terreno in superficie si bagni in modo uniforme, nel secondo aggiungete lo stesso quantitativo se l’acqua non è arrivata ancora nel sottovaso o la metà se già è presente. Il terzo si renderà necessario per i contenitori grandi se una parte non è stata raggiunta. E ricordate sempre che sottovasi grandi e alti possono ovviare a questo problema.

4 – Nascondere il parapetto in muratura

Spesso si desidera nascondere la struttura muraria che fa da parapetto al balcone o la ringhiera in metallo. Le specie sempreverdi a vegetazione ricadente sono la scelta migliore ma non sono molte e solo alcune si mostrano resistenti a condizioni climatiche caratterizzate da forti escursioni termiche e da una concentrazione di inquinanti elevata come si trova nelle città. Per questa ragione dovremo averne molta cura: apportare nutrienti in modo mirato ma senza eccedere per non elevare troppo la salinità del substrato, bagnare con regolarità, rinnovare ogni anno il primo strato di terriccio con materiale fresco e fertile.

Edera: con la sua versatilità e resistenza è la pianta principe per questo impiego. A foglia grande o piccola, verde o variegata, a forma piena o spigolosa, si rivela affidabile e decorativa specie quando con gli anni diventa folta e vaporosa con più strati di foglie sovrapposti, una fioritura capace di attirare insetti, specie farfalle, a fine stagione, ed eleganti bacche nere appetite dagli uccelli stanziali. Facilmente governabile richiede di essere manotenuta una volta l’anno per eliminare le foglie secche.

Altri rampicanti: Chi ha vasche grandi può scegliere anche il cotoneaster o il gelsomino ma sono piante che crescono più lentamente e “sporcano” di più. La bignonia, Campis radicans, capace di una fioritura colorata e copiosa, è spogliante.

5 - Vasi appesi

Non esiste un articolo di legge che normi la presenza o il divieto di vasi sui balconi, se non  regolamenti comunali molto lacunosi e generici. In questo caso il regolamento del condominio è sovrano ed è a questo che si deve fare riferimento. In mancanza di precise indicazioni si può richiedere una precisazione in sede di assemblea fra gli inquilini e i proprietari. Per evitare problemi controllate sempre che i vasi siano ben collocati in apposite fioriere fissate al balcone, mai sbilanciati o troppo pesanti. In ogni caso, appendendo i vasi verso l’interno della ringhiera si evita ogni problema legato alle cadute.

per approfondire     http://www.cosedicasa.com/balcone-risolvere-altri-4-problemi-comuni-35335/

 

 
 

Quando si cercano esempi dell’imperfezione della democrazia, nel senso di agire secondo il volere di una maggioranza di individui, spesso si ricorre al “condominio”

Da      italians.corriere.it   26 maggio 2014    di    Paolo Galli, p.galli.italians@virgilio.it    

Cari Italians: il matrimonio gay. Possiamo immaginare la società come la facciata di un condominio e la vita di ogni individuo come un appartamento. Ognuno arreda il proprio appartamento secondo i suoi gusti ma a nessun condomino è consentito di dipingere la sua parte di facciata col colore preferito. La facciata è di tutti e nessuno può tramutarla nel vestito di Arlecchino inalberando il proprio diritto all’autodeterminazione con la scusa che analogo diritto spetterebbe anche a tutti gli altri. La facciata di un palazzo è una sola e deve piacere a tutti i condomini. Essendo difficile che a tutti piaccia lo stesso colore, o si decide a maggioranza o si cerca qualcosa che non dispiaccia troppo a nessuno. Nel primo caso qualcuno rimarrà scontento e dovrà abitare in un palazzo che non gli piace per niente: resterà del rancore pronto ad esplodere ad ogni occasione. Nel secondo caso ognuno, pur non essendone entusiasta, troverà in quella facciata un tono complessivo accettabile e così essa sarà la facciata di tutti. Il matrimonio gay rende la facciata comune in un modo che piace solo ad alcuni, come solo ad altri – pur non dando giudizi su quel che accade nei singoli appartamenti privati – piacerebbe una facciata senza quel colore. I diritti individuali, quando escono dall’appartamento e si affacciano sulla pubblica via, connotano la società non solo per i singoli, ma per tutti. E “matrimonio” è parola che dà voce ad un contenuto così pregno di significato da incidere fortemente sul colore della società. Evitando prepotenze da una parte o dall’altra, bisogna trovare un colore che sia tollerabile per tutti.

 

 
 

Per quanto riguarda i lavori di recupero effettuati su parti comuni di edifici residenziali, anche in presenza del c.d “condominio minimo” trovano applicazione le disposizioni civilistiche sul condominio, di conseguenza al fine di accedere alla detrazione di cui all’art. 16-bis DPR 917/1986 è necessario che:

  • il condominio chieda l’attribuzione del codice fiscale;
  • i pagamenti siano eseguiti mediante bonifico bancario, con l’indicazione del codice fiscale del condominio e del condomino che effettua il pagamento;
  • i documenti di spesa siano intestati al condominio, secondo quanto già indicato con la C.M. 57/E/1998.

Invece, per la ripartizione delle spese relative alla parti comuni alle unitaÌ immobiliari i condomini dovranno concorrere alle stesse in ragione dei millesimi di proprietaÌ o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile.

Per quanto concerne gli adempimenti necessari per la detrazione delle spese di recupero del patrimonio edilizio, l’Agenzia ricorda che nell’ipotesi in cui la causale del bonifico riporti i riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e tale “errata indicazione” sia dovuta a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%, è comunque ammesso il beneficio della detrazione, naturalmente nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma agevolativa.

In materia di “bonus mobili” l’Agenzia conferma quanto già affermato con la C.M. n. 29/E/2013, secondo cui:

  • gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono il presupposto per l’ulteriore detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono quelli ai commi 1, lettere a), b) e c), e 3 dell’art. 16- bis D.P.R. 917/1986, escludendo da tale elencazione, quindi, i c.d. “interventi minori”, tra cui rientra anche l’acquisto o la costruzione del box auto, di cui alla lettera d) della citata disposizione normativa.
  • gli acquisti di mobili, arredi e grandi elettrodomestici, effettuati dal 6.6.2013, nel limite massimo di spesa pari ad € 10.000, e pagati con bonifico bancario sono assoggettati a ritenuta d’acconto del 4%, in quanto gli stessi devono riportare la causale prevista per il recupero del patrimonio edilizio;
  • gli acquisti pagati con carta di credito o bancomat sono detraibili a condizione che il contribuente conservi la documentazione attestante l’effettivo pagamento e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualitaÌ e quantitaÌ dei beni e servizi acquisiti. Nel caso in cui l’acquisto sia documentato da scontrino fiscale la detrazione è ammessa a prescindere che lo stesso riporti o meno il codice fiscale del contribuente, a condizione che lo stesso contenga l’indicazione della natura, qualitaÌ e quantitaÌ dei beni acquistati e sia riconducibile al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora).

 

 

 
 

Fonte    gazzettadimantova.it     di Francesco Abiuso    23 maggio 2014

Amministratore denunciato dai condomini per appropriazione indebita. «Ha approfittato dello stop a mutui e bollette per il sisma e si è preso i nostri soldi».

MANTOVA. L’accusa è di quelle pesanti: truffa e appropriazione indebita. Il costo delle presunte violazioni sarebbe un buco da circa 75mila euro. Siamo a Roncoferraro, al civico 9 di via Leonardo Da Vinci. Qui c’è un condominio, il Primula, abitato da una decina di famiglie. La battaglia a suon di carte bollate vede contrapposti gli abitanti della palazzina all’ex amministratore di condominio: Romeo Graziano Frignani, con studio in largo Martiri a Gonzaga e a Suzzara.

Nei confronti di Frignani i condomini hanno presentato un esposto denuncia segnalando una situazione che, se verrà accertata dalla magistratura, è davvero grave. In sostanza, Frignani viene accusato di essersi intascato ben 63mila euro, ovvero l’insieme delle somme che ciascuno degli abitanti avrebbe versato all’amministratore come rate di un mutuo acceso per la ristrutturazione di facciata e balconi e come pagamenti delle utenze di luce e gas e altri servizi di manutenzione.

Ma ciò che incuriosisce è la modalità che, secondo le accuse, sarebbe stata usata da Frignani per sottrarre i soldi: l’ex amministratore avrebbe approfittato della moratoria su bollette e mutui disposta dopo il terremoto del 2012 per le popolazioni colpite. Pur beneficiando della sospensione dei pagamenti fino a fine 2012, il condominio di Roncoferraro sarebbe stato tenuto all’oscuro di questa agevolazione. L’allora amministratore avrebbe continuato a riscuotere i vari pagamenti e usato per sé i soldi. Queste almeno le accuse che ora sarà compito della procura, e del tribunale, verificare. Ma continuiamo con il racconto dei condomini, assistiti in questa battaglia dai legali Maurizio Peverada, nominato nuovo amministratore, e Martino Del Sozzo, scelto come difensore. Un giorno del settembre 2013 si vedono recapitare una comunicazione dalla Popolare di Mantova, filiale di Bagnolo: si tratta della messa in mora per un debito di quasi ventimila euro relativo a un mutuo acceso nel febbraio 2011 per lavori di ristrutturazione. «Com’è possibile? Abbiamo sempre pagato» si domandano. E chiedono lumi all’amministratore. Di lì a poco si tiene una riunione urgente, e qui sarebbe avvenuta la confessione di Frignani e l’ammissione del comportamento fraudolento. Avrebbe confessato di essersi tenuto 65mila euro (poi la cifra sarebbe scesa a 63mila, ma il buco complessivo sarebbe di 75mila). Non sarebbero state pagate né la ditta che ha eseguito i lavori, né gas e luce, né la manutenzione di ascensore e estintori, né la polizza assicurativa. L’appropriazione indebita di alcune somme, talvolta chieste con la scusa di coprire i buchi di altri condomini, sarebbe iniziata già nel 2010. I condomini, molti dei quali anziani, hanno raccontato di essersi sempre fidati di Frignani.

PENSARCI PRIMA: scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 
 

Il mezzo di trasporto più usato al mondo è in media anche il meno ammodernato. Ci facciamo forse poco caso perché abbiamo l'abitudine di impiegarlo di fretta, dimenticando quasi sia una struttura che richiede cura, manutenzione, sicurezza. Su quasi un milione di ascensori in servizio in Italia, circa il 40% (400mila) ha più di 30 anni e almeno il 60% non è dotato delle più recenti tecnologie in materia, garanzia di un miglior livello di affidabilità.

La denuncia arriva da AssoAscensori, associazione dell'industria italiana di settore aderente ad Anie Confidustria, e porta anche le cifre degli infortuni dovuti al crescente invecchiamento dei mezzi in funzione: lo scorso anno gli incidenti a utenti e addetti ai lavori di ascensori e scale mobili sono stati oltre 1.300, alcuni con conseguenze gravi o addirittura mortali. Il 73% degli incidenti riguarda in particolare gli ascensori. Quali le cause? Un terzo degli infortuni denunciati in Europa ogni anno sono originati dalla presenza di dislivello, dall'imprecisione di arresto al piano; segue l'urto con le porte, che colpisce soprattutto le persone anziane; e l'intrappolamento in cabina, che comporta gravi conseguenze a cardiopatici o claustrofobici.

Il livello effettivo di sicurezza degli impianti, pur con adeguata manutenzione, è commisurato alla data della loro prima installazione. In Italia l'adeguamento del parco esistente è lasciato a discrezione e responsabilità del proprietario; e a differenza della maggior parte degli stati Ue, il nostro paese non ha recepito la Raccomandazione 95/216/CE per l'adeguamento della sicurezza degli ascensori installati prima del luglio 1999. «Se il rinnovamento del parco mezzi diventasse norma, infortuni e incidenti diminuirebbero sensibilmente e tutti gli utenti potrebbero viaggiare su questi mezzi, fondamentali nella vita quotidiana, in totale comfort e sicurezza», afferma il presidente di AssoAscensori, Vincenzo de Martino. «Il recepimento della raccomandazione comunitaria è sicuramente un obiettivo che si può e si deve raggiungere anche in Italia, e verso il quale la nostra associazione si è sempre dimostrata particolarmente sensibile. Con il graduale adeguamento della sicurezza si avrebbero inoltre indubbi vantaggi dal punto di vista dell'accessibilità e dell'efficienza energetica».

AssoAscensori ha stilato una guida che illustra le più frequenti situazioni di rischio, e lanciato una campagna di sensibilizzazione ("Sali o scendi? Sali consapevolmente, fai scendere gli infortuni"): VEDI IL FILMATO “10 REGOLE PER UN USO SICURO"

http://www.youtube.com/user/salioscendi/videos

. Miniatura

…Sali o Scendi? 10 regole per un uso sicuro

 

 
 

di Maria Chiara Voci  da casa24.ilsole24ore.com

L'ultimo nato è della multinazionale Otis. Modello Gen2 Switch. Ma sono più di una le case produttrici che si stanno affacciando su questa tipologia di prodotto. L'ascensore, come un qualsiasi elettrodomestico di casa, non ha più bisogno di una linea elettrica dedicata, da 380 Volt trifase, ma può attaccarsi a una comune presa da 230/220 Volt monofase. «Il risultato – spiegano dalla Otis – è che si abbattono al minimo i consumi di energia. Per funzionare, infatti, il sistema che abbiamo appena lanciato richiede una potenza di appena 500 Watt. In più la macchina può essere allacciata con apparati di produzione di energia rinnovabile e quando staziona al piano, si posiziona in stand-by, spegne le luci di cabina e i circuiti non necessari, fino alla successiva chiamata. Anche in caso di black-out, l'apparecchio funziona, garantendo fino a un massimo di 100 corse».

Come la Otis, anche altri produttori si stanno testando sugli ascensori alimentati dalla corrente "casalinga". Ad esempio, fra le ditte produttrici c'è la Sele, che nella serie "Tree", propone un sistema di controllo che consente all'impianto elettrico di funzionare con il semplice allacciamento 220 Volt monofase con contratto per le utenze condominiali (3 kW) e con l'ausilio di fonti energetiche gratuite e pulite come quella fotovoltaica. Così anche la Bremi ascensori, che presenta il prodotto 2GLift.

Si tratta di evoluzioni importanti di mercato. Che tuttavia, prima di essere scelte, devono essere ben soppesate. Infatti, come mette in luce la Anacam, l'Associazione nazionale imprese di costruzione e manutenzione ascensori, all'interno di un fabbricato abitativo «l'incidenza di un ascensore sui consumi elettrici generali è relativa». Discorso diverso, invece, se l'impianto è installato in un immobile - come una palazzina per uffici, un ospedale o anche un grande condominio - dove effettivamente la media delle corse supera (a volte anche di gran lunga) quello delle 100 giornaliere. In questo caso, allora, scommettere su un impianto a basso consumo, affrontando gli eventuali extra-costi sul prezzo, significa davvero risparmiare in bolletta.

Non solo. Come spiega Giuseppe Iotti, esperto tecnico di Anacam, per ciò che riguarda gli ascensori alimentati a 220 Volt è necessario anche valutare bene altri aspetti, come costi e durata delle batterie: «Può infatti accadere – specifica Iotti – che la trasformazione da corrente alternata in continua e l'uso di batterie, che consumano anche quando l'ascensore è fermo, facciano sì che l'effettivo consumo energetico alla fine risulti superiori a quelli di un impianto con tecnologia tradizionale. Al di là della classificazione energetica, che viene assegnata al prodotto». Certo meccanismi come lo stand-by o la possibilità di integrare l'alimentazione prodotta da fonti rinnovabili costituiscono punti aggiuntivi non indifferenti. «Tuttavia – conclude Iotti – è fisiologico che dopo un certo tempo di funzionamento le batterie debbano essere sostituite. Il che costituisce un costo, oltre che un impatto ambientale di cui tenere conto».

 

 
 

da    qn.quotidiano.net  maggio 2014

Da diversi anni AIDAA, Associazione italiana animali ambiente, si occupa della convivenza in condominio delle famiglie con animali domestici con quelle che non ne hanno. In Italia sono oltre 12 milioni le famiglie che possiedono animali domestici. Per questo motivo è stata incaricato l'avvocato Paola Duval, del tribunale degli animali di Roma, di stilare un decalogo aggiornato delle normative e dei comportamenti per chi detiene un animale in condominio.

La L.220/2012 di riforma del condominio ha novellato l’art. 1138 cc. disponendo che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici affermando la piena libertà di possedere o detenere per conto di altri, animali quali i gatti, i cani, i criceti, i conigli, ecc. Ciò posto, detta libertà incontra il limite del rispetto dei diritti degli altri condomini alla quiete ed alla salute, nonché dei doveri di controllo e custodia nelle parti comuni. Qui di seguito il decalogo delle regole che il ‘buon proprietario’ è tenuto comunque ad osservare nel pieno esercizio del suo riconosciuto diritto di vivere con un animale domestico, in particolare il cane.

1. Portare sempre il cane al guinzaglio corto (mt. 1,50) e con la museruola al seguito quando si attraversano o si sosta negli spazi comuni e nel giardino condominiale.

2. Il cane deve essere tenuto al guinzaglio corto e con museruola al seguito quando si usa l'ascensore condominiale, ricordarsi di portare sempre con sè un deodorante per togliere gli odori di Fido e del materiale per l'eventuale pulizia degli ascensori qualora Fido perda pelo.

3. Mai lasciare libero il cane per le scale condominiali o negli spazi condominiali chiusi e nei giardini condominiali (tranne diverse disposizioni del regolamento).

4. Raccogliere sempre e con gli appositi sacchettini le deiezioni dei propri cani e pulire con appositi prodotti non nocivi né per cani né per i bambini qualora il cane faccia pipì in spazi condominiali o nel giardino comune.

5. Se si possiede un giardino di proprietà utilizzato dal cane, deve essere sempre tenuto pulito dalle deiezioni in modo da evitare sgradevoli odori ai vicini. Il giardino, il box o lo spazio privato dove vive il cane deve essere pulito almeno una volta al giorno.

6. Mai lasciare in giro negli spazi comuni ciotole contenenti cibo o acqua per il proprio cane, se lo stesso mangia in spazi comuni o nel giardino privato o comunque all'aperto, occorre lasciare la zona utilizzata così come era precedentemente, raccogliendo i rifiuti e spostando le ciotole.

7. Se il cane abbaia in casa negli orari del riposo provvedere ad insonorizzare la zona dove vive il cane e predisporre gli spazi a lui riservati nella zona più lontana possibile rispetto alle case ed alle finestre dei vicini.

8. Mai lasciare il cane libero in ascensore, potrebbe disturbare o importunare gli altri condomini

9. Portare il cane a passeggio almeno due volte al giorno, lasciandolo correre per almeno mezz'ora in una apposita area cani, questo lo aiuterà a stancarsi e distrarsi.

10. Evitare di lasciare solo in appartamento il proprio cane per più di sei-sette ore al giorno, il cane si sentirebbe trascurato e ovviamente si lamenterebbe. Mai lasciare il cane solo chiuso fuori casa sul balcone anche se per poche ore, occorre sempre lasciare aperta una porta in modo che l'animale possa andare e venire dall’appartamento.

In caso di violazione delle suddette regole il proprietario detentore potrà incorrere in sanzioni di natura civile, per violazione del divieto di immissioni o penale per maltrattamento .

 

 
 

da ilmattino.it  di Luca Gigli

Un palazzo dove ci sono troppi tumori e troppe persone ne muoiono. Forse solo una coincidenza, ma davanti a 23 tumori in dieci anni tra condominio dell’Ater in piazza della Repubblica, e quelli adiacenti, non si poteva restare con il dubbio.

L’ultimo caso è quello di Francesca Mazzolaio che lavorava proprio all’Ater, deceduta nei giorni scorsi, in una serie che ha colpito i dipendenti dell’azienda per l’edilizia pubblica (alcuni dei quali erano anche andati in pensione) con patologie tumorali di vario tipo. La frequenza eccessiva ha spinto i dipendenti Ater, trovando d'accordo i vertici, a fare una denuncia e da circa un anno lo Spisal sta lavorando.

Tutti gli esami svolti hanno finora dato esisto negativo, ma non sono terminati. Svolti anche studi epidemiologici dalla facoltà di Medicina dell’università di Padova. L’Arpav classifica ad alto inquinamento quella zona della città.    

 

 
 

da    lanazione.it      di Valeria Caldelli

Tutti ai nastri di partenza per le nuove tasse varate alla fine del 2013 e ai banchi di prova a partire dal prossimo mese di giugno. La cosiddetta Iuc, Imposta unica comunale, incombe sulle nostre teste, nella speranza che, se anche non risparmieremo nemmeno un euro, almeno tutto possa diventare più semplice. Il problema è che invece ancora una volta ci troveremo in mezzo a un dedalo di scadenze, con bollettini e regolamenti per niente semplificati e in più con gli uffici comunali  impreparati ad affrontare le novità e 'intasati' dalle domande dei contribuenti. La nuova imposta, dunque,  è unica soltanto di nome perché nei fatti si divide in tre. Da una parte l'Imu, la tassa sulla casa che  tutti conosciamo, dall'altra la  Tari, imposta sui rifiuti che prende il posto della Tares, e infine la Tasi, il tributo appena introdotto, detto per i 'servizi indivisibili', che ancora una volta si applica alla casa.

Ma cosa succederà, dunque, con la Iuc? Chi deve pagare? E quanto? Ecco come saranno ripartite le tasse nei vari soggetti. Chi è proprietario di un'abitazione non di lusso e vi risiede sarà esente dall'Imu, ma pagherà interamente Tasi e Tari. Chi abita in una residenza di lusso (A/1, A/8 e A/9) e ne è proprietario pagherà interamente Imu, Tasi e Tari. Lo stesso avviene per qualsiasi seconda o terza casa non affittata. Se invece l'appartamento è affittato il proprietario pagherà interamente la quota Imu, ma solo parzialmente la Tasi (tra il 70 e il 90 per cento a seconda di quanto stabilito dal Comune). L'inquilino, e questa è una delle novità della nuova legge, oltre a pagare la tassa dei rifiuti, è chiamato a contribuire alla Tasi nella misura compresa tra il 10 e il 30 per cento del tributo, a seconda, appunto, della decisione dell'amministrazione comunale.

"Se è vero che l'Imu è stata eliminata per le abitazioni non di lusso, è però altrettanto vero che è stata introdotta una nuova tassa, la Tasi, la quale  si applica indistintamente a tutti gli immobili e rischia di essere pagata anche da chi in precedenza non pagava l'Imu", commenta Cesare Cava. "Vi sono infatti 5 milioni di famiglie che avendo  immobili con una rendita modesta non pagavano Imu perché la detrazione compensava interamente l'imposta. Adesso che la detrazione è stata eliminata saranno obbligati a pagare la Tasi. Ogni Comune potrà decidere entro il 31 luglio esenzioni, riduzioni e agevolazioni, ma considerando le carenze di risorse degli enti locali, è assai probabile che molti contribuenti avranno sorprese negative".

La Tasi sarà ugualmente calcolata sui valori catastali, esattamente come l'lmu, e si presenta quindi né più, né meno, come un'addizionale Imu. L'aliquota massima applicabile è il 2,5 per mille, con possibilità di arrivare al 3,3 per mille soltanto in presenza di detrazioni stabilite dal Comune, finanziate con lo 0,8 per mille aggiuntivo”. Per quanto riguarda la Tari, o tassa dei rifiuti, non cambiano i contenuti rispetto alla Tares. Le tariffe sono calcolate in base ai metri quadrati delle abitazioni e al numero degli occupanti, mentre per gli operatori economici c'è una suddivisione in 30 categorie diverse. Le somme da pagare non dovrebbero variare rispetto al 2013.

Facendo l'esempio di una abitazione principale di categoria A/2  con rendita catastale 590,10 e grande 80 metri quadrati, l' aumento tra il 2013  e il 2014 è quasi il doppio. Se l'Imu sarà uguale a 0, la Tasi calcolata al 2,5 per mille porterà il proprietario a pagare 247,84 euro. In tutto, compresa la tassa sui rifiuti, l'anno scorso il costo era 264 euro e a giugno sarà 487.

Per una abitazione di lusso di 180 metri quadrati dove abita una famiglia con due figli sotto i 26 anni e una aliquota Imu prima casa al 4 per mille nel 2013 la tassa era 1661 euro e quest'anno sale a 2391.

Ovviamente si tratta soltanto di esempi in attesa che i Comuni scelgano le tariffe da applicare entro la data del 31 luglio. L' ulteriore problema è che il pagamento dell'acconto scade il 16 giugno, con la conseguenza che i conteggi dovranno essere fatti sulla base delle aliquote dello scorso anno e poi ricalcolati al momento del versamento definitivo. "Il buon senso e la necessaria prudenza avrebbero suggerito di prevedere un adeguato periodo sperimentale su alcuni comuni, prima di dare avvio ad una riforma che non raggiunge gli obiettivi di semplificazione e di equità richiesti dai cittadini", sottolinea Cava.

 

 
 

18 maggio 2014   da  gazzettadi modena.it

Apre il “Condominio solidale”: sono stati inaugurati in via Gottardi 58-60, alla presenza dell’assessore Francesca Maletti, ventisei miniappartamenti con servizi destinati all’affitto a canone calmierato ad anziani, persone con problemi di autonomia e famiglie.

 “Dei 26 alloggi - spiega il Comune - 20 sono destinati a singoli o coppie di anziani e disabili adulti lievi o medio-lievi in possesso dei requisiti, che presentano problematiche correlate alla solitudine e alla fragilità delle reti parentali o difficoltà concrete legate alla gestione dell’abitazione e al disbrigo di attività esterne”.

I sei appartamenti rimanenti saranno assegnati a famiglie, preferibilmente con bambini, disponibili a stringere un “patto di solidarietà”, cioè a dedicare tempo per garantire agli anziani e disabili dello stesso pianerottolo alcuni interventi di aiuto. “In particolare, dovranno impegnarsi a svolgere attività di primo intervento attivando altri servizi e attività tra cui i servizi sanitari e, per fare ciò, almeno un componente delle famiglie solidali dello stabile dovrà essere sempre presente, in particolare nel fine settimana e nel periodo estivo. Con turnazioni programmate, le famiglie dovranno garantire l’apertura dei locali condominiali anche con la presenza e il coinvolgimento nelle attività gestite dai gruppi di volontariato e dalle associazioni. I nuclei saranno individuati attraverso gli elenchi dell’Agenzia Casa del Comune (andando quindi a dare risposta a un ulteriore bisogno abitativo) e saranno orientati attraverso colloqui e interventi formativi”.

Il progetto mira di fatto a sviluppare forme di solidarietà in un’ottica di rapporti di buon vicinato e di reciprocità, anche intergenerazionale, tra condomini. “Le stesse persone in situazione di fragilità potranno diventare una risorsa grazie al tempo disponibile da dedicare agli altri. La struttura ha infatti l’obiettivo di valorizzare e stimolare le capacità relazionali e le risorse individuali degli abitanti. Mira a sostenere la domiciliarità e la vita indipendente di anziani e disabili, e a evitare o ritardare la necessità di percorsi di istituzionalizzazione”.

 

 

 
 

18 maggio 2014 da liberoquotidiano.it

Ogni anno si registrano  due milioni di liti tra vicini di queste 350mila finiscono davanti al giudice di pace, 200 mila in tribunale alcune al camposanto: una decina di persone all'anno vengono uccise dalla rabbia dei vicini. Nelle case popolari del centro di Torino, i vigili urbani hanno tenuto una lezione sui rapporti di buon vicinato, loro che fanno da mediatori.  L'obiettivo della lezione è stato quello di prevenire in modo che le i conflitti non degenerino. Nella classifica dei motivi di lite più frequenti, al primo posto ci sono i rumori molesti e gli odori indesiderati. Purtroppo, hanno spiegato i vigili urbani durante la loro lezione, le regole sono poche e poco chiare. Il disturbo alla quiete pubblica, per esempio, si concretizza solo quando riguarda un numero alto di persone e non solo il vicino. Un altro problema è che da nessuna parte - sottolineano i vigili - c'è scritto che non si può camminare con i tacchi alti o fare rumore di notte. Il consiglio principale è di lavorare sulle relazioni tra vicini e di sottoporre un problema con gentilezza, dopo aver smaltito l'arrabbiatura. Prima di andare dal vicino molesto, sfogate la vostra rabbia, parlatene con amici e parenti e poi affrontate il diretto interessato. Se non si arriva a una soluzione, meglio rivolgersi all'amministratore di condominio o, nel caso di Torino, agli stessi vigili.

 

 
 

da    ilghirlandaio.com      di Raul Tran    15 maggio 2014

Tempo d'estate, tempo di passioni ma anche di rumori. Fare l'amore in modo rumoroso, a finestre aperte, può essere soggetto a sanzioni al pari dei rumori molesti che arrivano da un locale con i tavolini all'aperto o dell'alto volume di un televisore acceso fino a tarda notte. Lo prevede la legge anti stalking che si applica per alcune norme anche agli immobili residenziali. Anche il sesso un po’ troppo teatrale, infatti, è tra i “capi d’imputazione” per chi è particolarmente inviso ai vicini. Almeno, questa è stata una delle motivazioni che hanno costretto un inquilino di Padova a lasciare il condominio dove risiedeva, in seguito a un’ordinanza del Gip.

Per il 43enne veneto, infatti, erano state sporte ben otto denunce per rumori nelle ore di riposo, tra le cui motivazioni figuravano, appunto, anche delle performance un po’ troppo ardimentose tra le lenzuola. Ma non era solo questa la ragione della crociata dei vicini di casa: radio a massimo volume, lanci di oggetti contro le pareti e il tutto, beninteso, sempre nel cuore della notte. Per lui, ora, l’obbligo è quello di non avvicinarsi entro i 500 metri dalla struttura condominiale che ha disturbato per lungo tempo. Le legge di riferimento è l’articolo 612 bis del Codice penale, introdotto nel 2009 e che può essere applicata in tutti quei contesti – dunque, non solo quelli di coppia – in cui sia posta in essere un’attività insistita in grado di generare inquietudine in chi la subisce.

Oltre a questo caso particolare, il fenomeno dei rumori molesti è molto diffuso e su di esso si è espresso anche il regolamento del condominio. Cosa si può fare quando i rumori provocati da alcuni condomini disturbano la quiete di altri abitanti? Come si può stabilire se il volume della musica o della televisione, o delle voci è troppo alto? Ci sono limiti alle feste domestiche? I regolamenti di condominio prevedono in genere orari da rispettare negli appartamenti per tenere sotto controllo le rumorosità di qualunque genere. Non vi sono particolari limitazioni alle feste domestiche, fatto però salvo il rispetto della quiete altrui, e lo svolgimento di attività che non siano vietate da leggi nazionali e altre normative locali. I condomini disturbati possono chiamare direttamente le forze dell’ordine, per fare cessare immediatamente la confusione. In caso di disturbo continuato nel tempo, oltre a richiami scritti dell’Amministratore di condominio, è possibile citare in giudizio i trasgressori.

E’ possibile contattare ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per la misura dei decibel raggiunti dai rumori; il suo intervento può essere richiesto sia dal singolo cittadino che da un giudice. ARPA provvederà a effettuare i rilievi ed i controlli di merito; se risultano superati i limiti previsti dalla legge, verrà imposto di adeguarsi ai valori limite di rumore previsti dalla legge. Sempre i tecnici ARPA verificheranno in seguito se è avvenuto il risanamento e, nel caso in cui accertino la continuazione dell’attività rumorosa, è prevista una sanzione amministrativa fino a 10.329 € (art.10 L.Q. 447/95).

Può essere inoltrata informativa di reato all’Autorità Giudiziaria competente (giudice unico – art. 650 del Codice Penale) per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Il singolo cittadino può rivolgersi al Giudice di Pace (art.7 C.P.C.) per ottenere il rispetto dell’art.844 del Codice Civile che, regolando i rapporti di vicinato, vieta le immissioni, le esalazioni, i rumori e gli scuotimenti che superano la “normale tollerabilità”. Non è necessaria l’assistenza di un legale e per questa materia il Giudice di Pace è competente qualsiasi sia il valore della controversia; il Giudice potrà inibire immediatamente l’attività rumorosa, oppure imporre, se tecnicamente possibile, determinati accorgimenti tecnici che riducano il fastidio provocato. Il trasgressore potrà essere condannato al risarcimento dei danni nei confronti di coloro che hanno dovuto subire il fastidio provocato dal rumore.

Nei confronti di chi provoca rumore può anche essere intentata una causa penale sulla base dell’art.659 del Codice Penale. Il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone (ad esempio a causa di schiamazzi notturni provenienti dai frequentatori di un locale, o dall’abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche). L’art.659 C.P. è disposto a tutela della quiete pubblica e privata e colui che viene riconosciuto colpevole di reato è sottoposto ad una serie di “spiacevoli” conseguenze. L’azione penale inizia con un atto di denuncia-querela presentato alla Polizia Giudiziaria (ad es. Carabinieri, Polizia) che lo trasmette immediatamente alla Pretura (competente in base all’art.7 c.p.p.) perché proceda agli accertamenti volti a verificare la sussistenza del reato.

 

 
 

PENSATECI PRIMA scegliendo la struttura aziendale di Unicasa, che garantisce la corretta gestione del vostro denaro

Fonte ilvenerdiditribuna.it del 14 maggio 2014

Novara. Novità sul fronte del caso Albertaro (vedi nostra news del 4 febbraio  http://www.unicasaitalia.it/news-id-86.htm#86),  l’amministratore di condominio che a causa di ammanchi perpetrati negli anni aveva costretto al gelo, lo scorso inverno, diverse famiglie novaresi. Famiglie la cui unica colpa era quella di vivere negli stabili da lui amministrati e le cui quote regolarmente pagate non erano poi mai arrivate alle società fornitrici di servizi. Nella giornata di oggi, infatti, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare a domicilio per l’amministratore novarese. Il “bubbone” era esploso sul finire dell’inverno, quando diverse famiglie di ben diciassette stabili da lui amministrati si erano ritrovate di colpo senza riscaldamento. Le proteste dei condomini avevano portato all’approfondimento della situazione economica dei rispettivi condomini e di altri stabili sempre amministrati dall’Albertaro, approfondimento che aveva evidenziato vere e proprie “voragini” nei conti. Contestualmente, Stefano Albertaro era finito nel mirino della Procura della Repubblica che aveva avviato un’indagine che ha portato agli sviluppi odierni.


 

 
 

Fonte Comune di Pontedera     da  www.gonews.it    13 maggio 2014

Piccola cerimonia martedì 13 maggio nel condominio popolare di via  M.L.King a Pontedera dove sono state consegnate agli inquilini le chiavi dei cancelli delle cantine a completamento di un’opera di risanamento sull’intero edificio.

Marco Cecchi, assessore alle politiche abitative spiega: “Il condominio di M.l.King nel quale vivono 54 famiglie aveva nel 2009 tre grossi problemi: sovraffollamento (la scelta di assegnare una buona fetta di alloggi alle giovani coppie non era stata poi accompagnata dai necessari cambi mano a mano che i nuclei aumentavano con la prole); presenza di soggetti dediti ad attività illecite (traffico di droga e subaffitto); difetti strutturali. In cinque anni siamo riusciti a sgonfiare la pressione sull’edificio spostando in alloggi più grandi nove nuclei familiari che vivevano in 4 o 5 persone in 42 metri quadri. Abbiamo ”tagliato” l’edificio a piano terra, inserito una guaina per fermare la risalita dell’acqua, siamo intervenuti negli alloggi per ripristinare i pavimenti saltati ed è ora in corso il cantiere per la ritinteggiatura delle facciate. Abbiamo allontanato e tolto gli alloggi a soggetti che li usavano per attività criminali o che ospitavano indebitamente e lucrosamente terze persone. Abbiamo chiuso con

 cancelli i corridoi delle cantine che spesso venivano utilizzate da persone che non abitavano nel palazzo come nascondiglio o riparo. Abbiamo, con il contributo dei capo-scala, ricreato una piccola comunità che non si chiude dietro la porta del proprio appartamento ma cerca, nel dialogo, di superare tutte quelle emarginazioni che troviamo nei quartieri popolari. “

 

 
 

Condominio Eco, organizzato da Ecoarea, sarà ospitato a Rimini Fiera in occasione di Ecomondo, Key Energy, Key Wind, H2R e Cooperambiente, la più importante kermesse fieristica dedicata alla green economy, che nell'ultima edizione ha avuto 1.200 espositori e 93.000 visitatori.

Ecoarea ha scelto il grande appuntamento espositivo riminese poiché quest'anno il filone portante di Condominio Eco sarà proprio il Condominio Sostenibile. La questione ambientale, in senso lato, non è più eludibile e va affrontata oggi su larga scala, di pari passo con il tema del risparmio energetico. E il condominio, ovvero il luogo in cui vivono quasi tutti gli italiani, diventa il punto da cui deve partire il rinnovamento del patrimonio immobiliare che da qui a qualche anno cambierà il nostro Paese. Gli strumenti tecnici e legislativi sono ormai rodati, i risparmi che si possono ottenere sono sicuri, il miglioramento della qualità della vita all'interno di abitazioni più salubri e prive di inquinanti è un bene irrinunciabile.

Condominio Eco vuole essere la piattaforma dalla quale avviare un percorso, aggregando gli amministratori di condominio e le loro associazioni, le aziende del settore, gli artigiani, i progettisti e anche i condòmini,  i primi soggetti a trarre beneficio dalle ristrutturazioni degli edifici.

All'interno di Condominio Eco, un ruolo di primo piano sarà attribuito alle associazioni di amministratori, poiché da esse e dai professionisti che rappresentano arriverà un contributo di rilievo funzionale al rinnovamento degli immobili.

Leggi tutto  http://www.altarimini.it/News67019-il-condominio-eco-sostenibile-se-ne-parla-a-rimini-fiera-durante-ecomondo.php

 

 
 

da lastampa.it del  12.05.2014   di   sandra riccio

Le famiglie fanno sempre più fatica a pagare le spese del condominio.

Ma quant’è la quota per il condominio? Secondo i dati Anammi, in media, ogni famiglia italiana deve affrontare una spesa di almeno 1.000 euro l’anno. Abbassare questa cifra si può. Molte famiglie hanno già iniziato da tempo la “spending review” del condominio. Il taglio più classico è sui costi per le pulizie degli spazi comuni o per la portineria. In cima ai tagli che danno davvero “soddisfazione” ci sono altre voci come quelle per l’energia e quelle per l’amministratore di condominio. Sotto gli 8 condomini non è necessario avere un amministratore e molte palazzine hanno iniziato a praticare il fai-da-te. Attenzione però agli errori che rischiano di diventare molto salati.

In questi ultimi anni si sono poi fatte largo anche nuove formule di spending review condominiale: c’è per esempio chi sfrutta le tecnologie di ultima generazione per dividere con gli altri condomini il costo della connessione a Internet. Uno scenario che in alcuni edifici di ultima generazione è già realtà. In alternativa si tratta di cercare sul mercato quei provider che riescono a fornire più banda all’edificio. Il risparmio sulla bolletta è notevole e può arrivare anche al 40% della somma annuale da pagare per la rete o per la telefonia fissa. 

Il vero risparmio riguarda però l’immobile. L’efficientamento energetico attraverso giusti sistemi di isolamento o con sistemi di infissi più moderni può portare a un taglio dei costi del 30-35%. Anche riconsiderare il riscaldamento centralizzato per passare a una regolazione e una contabilizzazione autonoma porta a un taglio consistente di spesa che è superiore al 30% su una voce che rappresenta il 40% del bilancio annuo. 

 

 
 

Varese -  8 maggio 2014  - da  laprovinciadivarese.it

Due famiglie si coalizzano per perseguitare la vicina di casa: è stalking per cinque. A far scattare la denuncia i carabinieri della stazione di Varese che alla fine hanno bloccata la bizzarra quanto odiosa persecuzione. La vittima è una giovane varesina che vive sola. I cinque persecutori, incredibile da credere, sono i componenti di due diversi nuclei familiari: marito e moglie, da una parte, marito, moglie e figlia dall’altra.

Due famiglie che vivono nella stessa palazzina e che hanno deciso di coalizzarsi contro la malcapitata. Lei, la ragazza sola, si è ritrovata al centro di questa persecuzione condominiale in quanto ritenuta “rea” di inaccettabili scorrettezze. Come: il posteggio dell’auto in luoghi ritenuti inopportuni o comunque reputati anti regolamento dagli altri cinque, rumori ritenuti insopportabili, persino la gestione dei rifiuti pare non fosse conforme secondo l’opinione dei cinque fustigatori.

Che da quattro mesi erano passati al contrattacco: appostamenti, anche notturni, per vedere dove la donna posteggiava e intervenire. Messaggi ingiuriosi, anche scritti, lasciati nella cassetta delle lettere. Minacce di arrecare danni all’incolumità della donna se non si fosse conformata ai voleri dei vicini. E, naturalmente, gli insulti di ogni tipo. In questa situazione la ragazza viveva in un permanente stato d’ansia e paura ogni volta che tornava a casa sua. I cinque persecutori sono stati tutti denunciati. I militari hanno chiesto all’autorità giudiziaria una misura di divieto di avvicinamento alla vittima.

 

 
 

PENSARCI PRIMA …. OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE: scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.
Da
  messaggeroveneto.it  di Alessandra Ceschia    7 maggio 2014
UDINE. Per anni l’amministratore di un condominio in via Malborghetto ha incassato la rata dai 25 inquilini del palazzo a saldo delle spese condominiali. Eppure, molti di quei conti non sono mai stati saldati. Le famiglie residenti lo hanno appreso nel peggiore dei modi: attraverso una diffida di pagamento inviata dall’Amga che lamenta insoluti per 43 mila euro, stando a una prima, sommaria, ricognizione.

E non è tutto, perché l’amministratore in questione avrebbe “dimenticato” anche di pagare il giardiniere,  le fatture relative e lavori di pulizia, la manutenzione e collaudo dell’ascensore, la manutenzione della centrale termica e i lavori idraulici, e l’elettricità e le altre utenze, per un importo ancora non ben quantificato.  Nemmeno la compagnia assicuratrice era stata saldata.

È partita così l’azione di 25 famiglie che, una dopo l’altra, nei giorni scorsi, hanno cominciato a presentare denuncia querela alla stazione dei carabinieri di Udine Est.  Ad assisterli è Federconsumatori.

«Non abbiamo ancora il quadro completo della situazione – mette le mani avanti l’avvocato di Federconsumatori , ma stando ai dati che abbiamo in mano sembra che le condotte ascrivibili al geometra-amministratore di condominio siano state tenute come minimo a decorrere dal 2012 …..     invitiamo chiunque si trovasse nella stessa situazione a contattarci anche perché lo stesso professionista si è occupato della gestione di una ventina di altri condomini».

Leggi tutto   http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/05/07/news/buco-da-60-mila-euro-25-famiglie-nei-guai-1.9177641

 

 
 

Fonte Il Sole 24 Ore “Edilizia e Ambiente”

Le auto elettriche più avanzate raggiungono un livello di autonomia di circa 100-120 km con un pieno di elettricità (gran parte degli automobilisti percorre in media, ogni giorno, 50 km nel tragitto casa-lavoro). 

 Le modalità di ricarica dell'auto elettrica sono essenzialmente tre:

 - ricaricare l'auto dalla presa elettrica di casa o del garage (durata 6 ore);

- ricaricare l'auto dalle colonnine nei parcheggi pubblici o aziendali in modalità “quick recharge” (durata 30 minuti);

- sostituire la batteria elettrica a una stazione di servizio (durata 3 minuti).

- Il rendimento di un motore elettrico è nettamente superiore a quello di un motore termico. In altri termini, un'auto elettrica può raggiungere un rendimento elevato, pari anche al 90%, a differenza di un'auto a benzina o diesel che raggiunge soltanto il 25%. Ciò significa che quasi tutta l'energia potenziale è sfruttata in energia meccanica;

- la silenziosità e l'eliminazione delle emissioni CO2 del veicolo (unico neo, il riciclaggio delle batterie esauste).

 Questo fattore varia da gestore a gestore; per un contratto medio all'incirca di euro 2 per circa 150-200 km di autonomia.

Le maggioranze condominiali, al fine di agevolare l'installazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche negli edifici condominiali, si è previsto che, «fatto salvo il regime di cui all'art. 1102 cod. civ., le opere edilizie per l'installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli in edifici in condominio sono approvate dall'assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'art. 1136, comma 2, cod. civ.». Quindi, per l'installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli, in edifici in condominio, è prevista comunque una preliminare delibera assembleare, in prima o in seconda convocazione, sempre con la maggioranza semplice dei condomini purché titolari della metà dei millesimi di proprietà. Si è preferito utilizzare una maggioranza semplice, rendendo «valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio», al fine di rendere più agevole tali installazioni senza incorrere in meccanismi ostruzionistici che avrebbero solo la finalità di rendere irrealizzabile tale impianto. In caso di mancato assenso della collettività condominiale, il singolo condominio, entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, può comunque installare, a proprie spese, i dispositivi. In quest'ultimo caso l'unico limite posto è che con l'installazione non vengano danneggiate le parti comuni o alterati la sicurezza o il decoro dell'edificio oppure ostacolati altri comproprietari nell'uso delle parti comuni. Inoltre, se gli altri condomini vogliono avvalersi dell'impianto di ricarica pagato solo da uno, lo potranno fare contribuendo alle spese di esecuzione e di manutenzione.

 

 
 

06 Maggio 2014 - 13:03 –  Congresso di Rimini http://www.asca.it/news-Cgil__Camusso__sia_casa_e_non_condominio_litigioso-1385125-ECO.html

La Cgil deve essere una ''casa'' e non un ''condominio'' che ha di solito una ''assemblea litigiosa''. Lo ha detto il segretario generale Susanna Camusson aprendo i lavori. ''La casa comune - ha detto - ha spazi liberi, decisioni comuni, decide l'assemblea, il nostro direttivo, e' solidale perche' insieme si mantiene la casa, la si rende piu' bella e piu' partecipata. Ha un vincolo generale unico, quello delle regole e dei comportamenti ed alimenta idee e pluralita', perche' conosce il limite collettivo''. Al contrario ''il condominio ha porte chiuse, l'assemblea in genere litigiosa, discute per quote di proprieta', se qualcuno decide puo' mettere anche la porta blindata. Raramente ho visto in un condominio l'assemblea correre incontro ad un condomino in difficolta'. ……. Ogni appartamento ha la sua democrazia interna, piu' o meno verticalizzata e propone agli altri il cosi' ho deciso, ….. Nel tempo - ammonisce la Camusso - un'organizzazione cosi' si penalizza perche' somma e non sceglie, perche' prevalgono i forti e chi urla di piu' e si perdono di vista i piu' deboli''. …. ''non si e' confederali perche' ognuno di noi attribuisce questa caratteristica al declinare delle sue peculiarita', si e' confederali se quella e' l'identita' collettiva a cui ci si propone di concorrere. …. ''piu' democrazia e' necessaria e si fa mettendosi ognuno di noi un po' in discussione, sconfiggendo le solitudini, apprezzando la coralita'. Utilizzando l'unico principio democratico di decisione, quello che la maggioranza puo' decidere, assumendosi l'onere della ricerca della piu' ampia condivisione''.

DIFFICILE NON CONDIVIDERE L'ANALISI...........

 

 
 

Nudo nel cortile del condominio da  tusciaweb.eu  5 maggio 2014

Montalto di Castro - Passeggiava nudo nel cortile del condominio. I bagordi di Pasquetta devono aver fatto venire strane idee a I.P., denunciato per atti osceni in luogo pubblico. L’uomo, 47enne residente a Montalto di Castro, è stato sorpreso senza veli sotto casa dai suoi vicini. Era il lunedì dell’Angelo. Alcuni residenti lo hanno notato intorno alle 20. Uno spettacolo indecoroso per gli abitanti del palazzo, che hanno subito allertato i carabinieri. I.P. ha dovuto rivestirsi e, per lui, è scattata la denuncia penale. Non ha saputo dire cosa lo abbia spinto a liberarsi di tutti i suoi abiti per mostrare le sue grazie. Ma si trovava comunque in un luogo pubblico. Da qui, la segnalazione all’autorità giudiziaria.

Furto di rame nel condominio da  lanazione.it   4 maggio 2014

Livorno, 4 maggio 2014 - NELLA NOTTE tra venerdì e sabato alcuni sconosciuti si sono introdotti nel condominio ex Peroni (tra piazza XX Settembre e via De Larderel) e hanno messo a segno un furto di rame. Si sono impadroniti di almeno una decina di tubi in rame della grondaia. Sono state tagliate le tubature nella parte bassa perché più facilmente raggiungibili. Ne sono state asportate almeno una decina. I furti di rame sono ormai all'ordine del giorno in città. Pare sia entrata in azione una vera e propria banda specializzata.

Fuoco a una coccarda e a un passeggino da iltirreno.gelocal.it  3 maggio 2014

CARRARA. Paura e sconcerto al condominio Erp di via Roma 30 a Carrara: nella notte tra mercoledì e giovedì è stato appiccato il fuoco a una coccarda e a sole 24 ore di distanza è stata la volta di un passeggino, nell’androne del palazzo. E questa non è la prima volta che si registrano episodi simili. Non ha certo scalfito la gioia, immensa, per la nuova nascita ma ha sicuramente suscitato sdegno e preoccupazione il gesto crudele di chi, nella notte tra mercoledì e giovedì ha appiccato il fiocco a una coccarda, appesa qualche giorno prima dai nonni per festeggiare l’arrivo del nipotino. Il tutto, a due passi dalla sede dell’Ente per l’edilizia residenziale pubblica e della Pubblica Assistenza. Ovviamente la notizia si è subito diffusa tra i condomini, molti dei quali hanno voluto manifestare la propria solidarietà ai neo-nonni; alcuni hanno apposto un cartello, condannando l’accaduto e ringraziando “ironicamente” i malfattori. I due cartelli però hanno scatenato una nuova reazione: nella notte tra giovedì e venerdì, i vandali sono tornati in azione, dando alle fiamme il passeggino di una famiglia residente nel palazzo.

 

 
 

Durata dell'incarico di amministratore – Quanti amministratori non stanno mettendo all’ordine del giorno la “nomina”, benché nominati prima dell’entrata in vigore il 18.06.2013 della lg. 220/2012? Segnalateli ….. fanno i furbi!

02/05/2014 di Avv. Alessandro Gallucci   da   condominioweb.it

Prima dell'entrata in vigore della riforma del condominio la situazione era la seguente: l'amministratore durava in carica un anno. Al termine di questo periodo di tempo egli doveva essere considerato cessato dall'incarico per scadenza del termine e proseguiva nel suo incarico in prorogatio fino alla sua riconferma o revoca, salvo il diritto di ciascun condomino, nel caso di mancata conferma alla prima assemblea utile, di ricorrere all'Autorità Giudiziaria per la nomina giudiziale dell'amministratore.

Nessuna norma imponeva all'amministratore d'inserire la revoca tra gli argomenti in discussione. Ai sensi dell'art. 1135 c.c., infatti, bisognava discutere sulla sua “conferma ed eventuale retribuzione”. In mancanza di conferma, così come per il caso di mancata revoca, per carenza dei quorum a ciò necessari, l'amministratore, si ribadisce, proseguiva nel suo incarico in regime di prorogatio imperii.

Oggi, dopo l'entrata in vigore della riforma (data 18 giugno 2013), la situazione è leggermente diversa. La durata dell'incarico resta sempre annuale ma qualcosa è cambiato alla prima scadenza.

In questo caso, infatti, l'amministratore di condominio potrà semplicemente mettere in discussione un punto all'ordine del giorno del genere: “comunicazioni di legge in merito alla prosecuzione dell'incarico”, oppure ancora, non inserire nulla.

In effetti come per il passato anche nel presente non è assolutamente obbligatorio porre in discussione la revoca nell'assemblea ordinaria annuale.

L'amministratore, quindi, a maggior ragione nella vigenza della nuova legge avrà pieno titolo, il primo anno successivo alla “prima nomina” a non inserire all'ordine del giorno nessun riferimento in merito a quest'argomento. Se i condomini gli chiederanno di discutere della sua revoca in quell'occasione (chiaramente la richiesta dovrà essere precedente), l'amministratore dovrà inserire il punto all'o.d.g. Si tratta di una sorta di contratto di mandato 1+1, salvo revoca.

 

 
 

di Chiara Benotti da  messaggeroveneto.gelocal.it

Fontanafredda, da fine 2013 è irreperibile e a inizio anno la gestione è cambiata. È mistero sul pagamento di bollette e spese: «Da mesi non risponde ai solleciti»

«Impossibile contattare l’ex amministratore A.A.: siamo molto preoccupati». Caccia all’uomo e appello corale di decine di condomini a Fontanafredda, Pordenone e Fiume Veneto: «si faccia vivo». Almeno, per ricostruire i dati contabili del palazzo Ina casa, nell’omonima via di Fontanafredda.

Tutti i solleciti sono andati a vuoto. A.A. sembra sparito nel nulla: introvabile. Le raccomandate tornano al mittente

Contatti telefonici impossibili: il numero di Fiume Veneto che è indicato sulle pagine web è disconnesso. Quello dell’associazione Anammi non risponde. Da fine 2013 è irreperibile. «Stiamo cercando di capire i movimenti di entrate e uscite sui conti correnti – confermano alcuni piccoli proprietari che ci hanno provato quando erano ignari della situazione –. Quello che temiamo è di finire incastrati in una storia dal copione già visto, di infedeltà».

Leggi tutto   http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/04/30/news/sparito-l-amministratore-un-condominio-in-ansia-1.9137828

 

PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove

le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 

 
 

30 aprile 2014 da    casa24.ilsole24ore.com  di Marco Panzarella e Maria Chiara Voci

Quando un ascensore non funziona o si blocca, i condomini si trovano per la prima volta a fare i conti con i termini del contratto di manutenzione. Un documento fondamentale per l'edificio, che però a volte è stato sottoscritto senza la dovuta attenzione. E contiene una serie di condizioni sfavorevoli e onerose. Meglio dunque prevenire l'insorgenza di brutte sorprese, cautelandosi con contratti trasparenti, che non contengano clausole vessatorie, tra l'altro recentemente messe in luce dall'Antitrust.

Data una determinata marca e tipologia di impianto, occorre scegliere chi si incaricherà negli anni di effettuare la manutenzione e i controlli di sicurezza. Se cambiare fornitore è in teoria sempre possibile, nella pratica difficilmente avviene. Sia per le clausole contrattuali sia perché, per ciascuna marca d'impianto, è limitato il numero d'imprese disponibili su un territorio a fornire l'assistenza necessaria e garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio.

A dare man forte ai consumatori, è comunque intervenuta l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Che, nell'ambito delle competenze acquisite in materia di clausole vessatorie (articolo 37-bis, Codice del consumo), ha analizzato i contratti di manutenzione più diffusi e ha individuato e messo al bando una serie di condizioni considerate illegittime. «Il risultato – spiega Tiziana Sorriento, vicepresidente nazionale Codacons – è che oggi è possibile per un condominio, con un iter tutto sommato semplice, invocare e pretendere la nullità di condizioni che rientrino fra quelle messe in luce dalla stessa Agcm».

Fra i principali punti a cui prestare la massima attenzione c'è, innanzitutto, la questione dei tempi. Sono impugnabili i contratti che prevedono termini troppo lunghi per il recesso anticipato. In passato la comunicazione di interruzione del servizio era prevista con 180 giorni d'anticipo rispetto alla scadenza naturale dell'accordo. Dopo l'intervento dell'antitrust, il lasso di tempo si è notevolmente ridotto ed è di 45-30 giorni per i contratti annuali e di 60 giorni per i contratti pluriennali».

In genere l'accordo che si stipula con la ditta specializzata è pluriennale; considerate soprattutto le mutevoli condizioni di mercato, anche se la durata è libera e pattuita tra le parti, è comunque buona norma non superare la durata di tre anni. Facendo anche attenzione a evitare la previsione di "rinnovo automatico".

Altra condizione che l'Antitrust ha dichiarato "fuori legge" riguarda la penale eccessiva richiesta al condominio che decide di recedere anticipatamente il contratto di manutenzione. Nei vecchi accordi sovente si prevedeva il pagamento di tutti i canoni residui, fino alla scadenza del contratto. Tuttavia, molti giudici si sono pronunciati sulla materia e, anche se non è mai stato fissato un importo congruo universale, la consuetudine è far pagare il 40-50% di quanto inizialmente pattuito.

Aumenti "in corso d'opera": è in genere prevista, come è normale nei contratti di durata, anche una clausola di revisione del prezzo, per adeguare il canone all'andamento delle retribuzioni, dei beni e dei servizi connessi con la prestazione della manutenzione. «Ma eventuali inadempimenti dell'impresa o incrementi esagerati del canone pattuito sono due possibili ragioni per interrompere o ridiscutere il contratto – afferma Sorriento -. È anche utile ricordare che per i contratti di manutenzione pluriennali serve sempre la delibera dell'assemblea di condominio. Se la decisione è stata presa esclusivamente dall'amministratore, il contratto potrà essere oggetto di revisione».

Sono illegittime – come stabilito dal garante – anche le clausole che escludono o limitano i risarcimenti in caso di sinistri causati dal malfunzionamento dell'ascensore o dal ritardo nella consegna dei prodotti e nel loro montaggio o che riducono da due a un solo anno la garanzia legale di conformità.

Leggi tutto http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2014-04-30/clausole-vessatorie-bloccano-ascensore-153735.php?uuid=Ab6ZObgJ

 

 
 

MILANO. In controtendenza rispetto gli altri capoluoghi di provincia il dato del capoluogo lombardo dove s’è registrato un aumento del 12,8% nel IV trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. Un valore positivo confermato anche dal confronto tra il 2013 e il 2012 che evidenza un +3,4%. Diversi invece i dati relativi al resto della provincia meneghina. Nel confronto tra gli ultimi trimestri del 2012 e del 2013, infatti, si ha un aumento dello 0,9% delle transazioni, mentre dal confronto degli anni per intero viene fuori un calo dell’11,1%.

Fonte: OMI News Economia immobiliare - Trimestrale telematico del l ’Agenzia del le Entrate - Marzo 2014 - Numero 1 - Anno VII

 

 
 

IVREA. Con i soldi del condominio che amministrava avrebbe fatto acquisti in gioielleria, in un negozio di biciclette, pagato la manutenzione della propria auto e la tessera annuale del Vespa Club. Spese personali, e comunque senza mai fornire pezze giustificative, effettuate dal 2005 al 2009. Spese per un totale di 62 mila euro a cui avrebbe fatto fronte attraverso assegni e prelievi bancomat dal conto corrente di un condominio storico del centro di Ivrea.

Queste le accuse che la procura della Repubblica muove nei confronti di Daniele Adriano, 54 anni, geometra residente a Pavone, volto noto del Carnevale di Ivrea per la sua appartenenza al gruppo storico degli Alfieri. Lunedì prossimo l’uomo comparirà davanti al giudice Mariaclaudia Colangelo per rispondere dell’accusa di appropriazione indebita. Meno di due mesi fa il tribunale civile (giudice Ivana Peila) ha condannato in primo grado Adriano a risarcire il condominio (rappresentato dall’avvocato Valerio Donato) per oltre 66mila euro.

Questa storia comincia nel 2009 ……..

Leggi tutto    http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2014/04/29/news/in-gioielleria-con-i-soldi-del-condominio-1.9133193

PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

scegliere la struttura aziendale di Unicasa, dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 
 

Autore: Federica Lai il 25/04/2014  

Quindici gatti che vivono in un balcone al primo piano, e un intero condominio in rivolta a causa della puzza. Succede a Cagliari in un palazzo di via Mameli, dove diverse famiglie hanno chiesto l'intervento della Asl, ma dopo un sopralluogo tutto tace. "La puzza è diventata insopportabile - protestano i vicini di casa del proprietario dei gatti - e nessuno interviene per risolvere un caso limite che è diventato il problema di tanti condomini".

Tutti questi gatti migrano nella sottostante tettoia dove vanno a fare i bisogni: l'odore è insopportabile tanto da costringere tanti condomini a tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni che si affacciano alla tettoia.

Leggi tutto http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/14722/via-mameli-15-gatti-in-un-balcone-condominio-in-rivolta-per-la-puzza.html#sthash.oa3mWVUy.dpuf

 

 

 
 

di Dario Aquaro da   casa24.ilsole24ore

L'autonomia dell'abitazione privata combinata ai vantaggi di spazi, risorse e servizi collettivi: sale polifunzionali, lavanderie, guest house, biblioteche, ludoteche, laboratori, orti, cortili, solarium, fino alle attività di babysitteraggio, gruppi d'acquisto solidale, car sharing.

Il "coabitare" resta ancora un fenomeno di nicchia in Italia, pur se negli ultimi anni si è continuato a ideare progetti e formare gruppi che provano a organizzarsi mettendo l'accento sulla qualità sociale, economica, energetica o di sostenibilità.

«Non esiste un modello predefinito di cohousing, perché sono diversi i fattori in gioco: i desideri dei cohouser, la collocazione del complesso in un contesto rurale o urbano, la tipologia di intervento edilizio: nuova costruzione o ristrutturazione (che è da preferire)». Massimo Lepore e Simone Sfriso, dello studio di architettura Tamassociati di Venezia, sono autori di due progetti: a Villorba (Treviso) e San Lazzaro di Savena (Bologna).

……… Si va da Roma a Firenze a Torino dove ad esempio l'associazione CoAbitare ha dato vita a ottobre alla palazzina di Numero Zero, a Porta Palazzo, e ha altri due progetti in corso.

……… Una società che si muove in tal senso già dal 2007 è la Newcoh (http://www.cohouse.it/)  che ha sviluppato quattro progetti: Urban Village Bovisa e Cosycoh a Milano (quest'ultimo in formula di affitto con opzione riscatto), Terracielo a Rodano (Milano), Coholonia a Calambrone (Pisa). Adesso ha presentato il nuovo progetto «Cohousing Chiaravalle» che nasce dal recupero e trasformazione della Cascina Gerola, a Milano: una superficie di 4mila metri quadrati con residenze (2.950 euro/mq), spazi comuni coperti, strutture per coworking, accoglienza e servizi di pubblica utilità. Per la quarantina di alloggi disponibili sono arrivate 600 prenotazioni. La formula piace: se alla nascita dell'Urban Village nel 2009 gli iscritti alla rete di cohousing.it erano 2.500, ora sono arrivati a circa 18mila.

Leggi tutto  http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2014-04-23/nuovi-progetti-cohousing-passano-182127.php?uuid=Ab2MwheJ

 

 
 

http://news.supermoney.eu/casa/2014/03/mercato-immobiliare-2014-previsione-valore-monetario-possibilita-d-investimento-0073921.html

13-03-2014 - Ugo Cecchini  

Il mercato immobiliare per il 2014 prevede un flebile spiraglio di ottimismo.

La previsione per il mercato immobiliare del 2014 non è delle più incoraggianti ma lascia intravedere un flebile spiraglio di ottimismo.

Il valore degli immobili è destinato a calare ulteriormente per fronteggiare la paralisi di compravendite cui stiamo assistendo. La positiva conseguenza sarà rappresentata dall'aumento di domanda relativa all'acquisto.

I dati in circolazione, divulgati dalle più attendibili fonti del settore, parlano di un'ulteriore diminuzione del valore delle case tra il 2% e il 5%. A risentirne maggiormente risulteranno essere le province e le periferie dei grandi centri metropolitani, mentre non è prevista una significativa variazione per gli immobili dei centri delle grandi aree urbane.

Nel 2014 si potrà quindi parlare di ripresa andandola ad intendere come riduzione di negatività, un calo che tenderà ad essere numericamente meno negativo di quanto verificato nella passata annata. Quel che ci aspettiamo è dunque un numero di compravendite superiore alle 400.000 o poco più del 2013.

Le principali cause della crisi di settore sono attribuibili alla scarsità dell'offerta di lavoro. La popolazione, non avendo possibilità di guadagnare, risulta in difficoltà per poter spendere e di conseguenza anche i prestiti da parte delle banche risultano difficili e in alcuni casi impossibili.

Per chi dispone di liquidità, ed esprime interesse nel settore del mattone come fonte di investimento, l'anno in corso, soprattutto a partire dal secondo semestre, potrebbe rappresentare una vantaggiosa occasione per investire in immobili che, mantenendo un'ottica dilatata nel tempo, potrebbero permettere di conseguirne un rilevante profitto.

www.unicasaproposte.it

 

 
 

di Stefano Pasqui  18 aprile 2014

Per il secondo anno consecutivo si è aperta a Forlì la “Bottega dello Psicologo”: due mesi di iniziative e di attività gratuite aperte alla cittadinanza, due mesi di possibili riflessioni su temi di vita quotidiana, due mesi di opportunità per parlare con degli psicologi del loro possibile utilizzo nella vita di tutti i giorni …… una delle tante iniziative presentate nella Bottega: quella che vede riuniti assieme amministratori di condominio e psicologi di comunità.

I condomini sono considerabili come la forma più ridotta di una moderna “folla” cioè di un insieme di individui che, ritenendo di non condividere null'altro che delle beghe quotidiane, si spingono, si sopportano, si criticano o si azzuffano . Fare di questi individui una rete sociale di soggetti collaboranti è certamente il sogno di ogni amministratore di condominio e anche la speranza di ogni psicologo che sa quante risorse di benessere psichico si racchiudano in una rete sociale.

 

Partendo dalle osservazione degli amministratori si sono così evidenziati vari temi su cui il gruppo cercherà di costruire azioni concrete e aiuti esperienziali. Vediamone alcuni.

Il primo tema all’ordine del giorno è stato definito dal termine “litigiosità”. Secondo gli amministratori di condominio la litigiosità è in aumento. Il 60% degli iscritti all’Anaci dice che le liti sono abbastanza o molto frequenti e il 69% giudica il fenomeno in forte aumento. Su questo aspetto del problema il gruppo di lavoro misto (amministratori e psicologi) si propone di valutare strumenti e logiche che possano trasformare la litigiosità in conflittualità andando poi ad analizzare le tecniche e le modalità che portano quest’ultima, la conflittualità, ad essere anche e soprattutto costruttiva. Addestrarsi ad una conflittualità costruttiva è possibile una volta che se ne riconosce la possibilità e l’utilità.

Un secondo tema definito è quello “dell’Informare pienamente e correttamente”. Gli amministratori hanno fatto presente come parecchie situazioni conflittuali si generino sulla base di mancanza di informazioni corrette o sulla base di informazioni incomplete o incomprese. Si pone a questo punto come essenziale una riflessione sulle modalità della comunicazione sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi. Soprattutto noi specialisti di un settore (amministratori o psicologi) dobbiamo essere sicuri di comunicare le necessarie informazioni e di farlo con codici adeguati ai nostri riceventi.

Terzo tema che vorremmo porre al centro del nostro lavoro sono quelle che chiameremo “le buone prassi”. Gli stessi amministratori hanno riportato esperienze in cui a dominare erano azioni concrete, vissuti positivi, scelte condominiali che attivavano circuiti virtuosi. La raccolta e la riproposizione di specifici e concreti gesti di valenza positiva diventano elementi essenziali non solo da studiare, ma da analizzare per riproporli quali strumenti di creazione di quelle reti sociali di cui abbiamo parlato all’inizio.

Leggi anche  http://www.psicologiperilterritorio.it/node/830

 

 
 

da http://www.ilmessaggero.it/MARCHE/loreto_botte_tinteggiatura_palazzo_condominio_feriti_ospedale/notizie/656336.shtml

Botte da orbi per la ritinteggiatura del palazzo. E' successo a Loreto. La difficile convivenza tra famiglie albanesi e romene sfocia in una rissa. È successo ieri verso le 17 nel Quartiere Nuovo. Sulla vicenda indagano i carabinieri, chiamati dai vicini di casa e arrivati sul posto mentre la rissa era in pieno corso. Sembra che una delle famiglie abbia deciso di ritinteggiare l'edificio, stabilendo regole di comportamento per la buona riuscita dei lavori.

 Regole che però l'altro gruppo non avrebbe rispettato. Di qui la nascita di una discussione diventata poi rissa con botte da orbi, bottiglie rotte impugnate come armi, sangue dappertutto. Risultato: quattro feriti, il più grave dei quali è un romeno portato all'ospedale di Osimo con il naso rotto e una mano probabilmente fratturata.

 

 
 

di Dario d'Elia, 28 aprile, 2014 

"Doveva essere una chiesa, ma ne abbiamo fatto un hotel di charme. Doveva essere un'autostrada, ma ne abbiamo fatto un caseggiato".

Lo studio di architettura Oxo Architecture (http://www.oxoarch.com/front/works) ha deciso di varcare questa soglia con il suo progetto di riqualificazione di un vecchio viadotto. "Il governo italiano chiedeva un modo sostenibile per preservare i ponti", ha spiegato l'architetto Manal Rachdi. "I ponti erano così belli, e la loro posizione così strategica, che volevamo trasformarli in case".

Ovviamente l'iniziativa italiana, non è un appalto vero e proprio bensì un concorso per capire come riutilizzare vecchi ruderi in cemento. Molti viadotti che corrono fra le colline sono stati interrotti perché dal 1964 a oggi l'intero progetto di autostrada è stato più volte ridisegnato. L'ultima volta risale a 4 anni fa quando ci si è resi conto che un vecchio tratto dell'autostrada non aveva davvero più senso.

Oxo Architecture,  quando ha partecipato al concorso, non sapeva probabilmente che non ne faremo mai nulla, però è bello sognare e riporre nel cassetto questo piccolo segno di amore per la nostra terra. L'idea è di convertire un viadotto in una struttura capace di ospitare appartamenti, uffici e negozi.

Che sia chiaro: l'intuizione è brillante ma se andate a Firenze c'è un gioiello che si chiama "Ponte Vecchio" davvero simile come concetto. Lo studio parigino ha realizzato una serie di tavole che mostrano un ponte costituito da moduli abitativi futuristici. La struttura del ponte si intuisce ancora, ma è come se fosse decorata da parallelepipedi di vetro.

"Lo chiamo condominio invertito", ha aggiunto Rachdi. "In un condominio tu vieni dal piano inferiore e sali in alto. In questo caso tu hai l'auto che ti aspetta al piano di sopra e magari scendi di 50 metri per giungere al tuo appartamento".

Leggi tutto  http://www.tomshw.it/cont/news/un-ponte-della-salerno-reggio-trasformato-in-condominio/55625/1.html

 

 
 

Ancora un caso di amministratore di condominio infedele a Brescia.

E’ accaduto in via Oberdan, dove un condominio si è trovato ad affrontare un ammanco di 12mila euro dalla cassa comune, spariti insieme al vecchio amministratore. Il debito con A2A, però, è più alto, si parla di circa 36mila euro. All’ammanco sparito, si aggiungono infatti 17mila euro di arretrati di gas e acqua di due famiglie, più circa 8mila euro lasciati in eredità da due società in fallimento.

Leggi tutto http://www.quibrescia.it/cms/2014/04/21/amministratore-via-con-la-cassa-del-condominio/

PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

scegliere la struttura aziendale dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 

 
 

Savona. Oggi un gruppo di studio dell’Università di Genova, Facoltà di Ingegneria, Thermochemical Power Group, ha visitato la centrale oceano-termica funzionante presso il condominio “Torre Orsero” a Savona, accompagnata dal progettista l’ingegner Gaminara e dall’amministratore.

La visita rientra in un progetto di ricerca su base europea in esito all’utilizzo ed ai riscontri offerti dalle energie alternative e progetti ad alta evoluzione tecnologica.

La centrale oceano-termica  è stata recentemente oggetto di un aggiornamento ed ammodernamento operato dall’amministrazione e dal condominio ed ora rappresenta uno dei tre siti perfettamente funzionanti in Italia basati sullo sfruttamento del gradiente termico marino.

Superati tutti i problemi iniziali, l’impianto ha ora iniziato a produrre energia in maniera soddisfacente con benefici che presto andranno ad avere riscontro sulla gestione dell’intero complesso.

Si può dire che il condominio “Torre Orsero” abbia superato i suoi problemi iniziali ed ora non solo funziona bene, ma funge anche da oggetto di studio a livello europeo per le peculiarità che esso presenta.

Leggi tutto   http://www.ivg.it/2014/04/savona-gli-studenti-di-ingegneria-visita-studio-al-condominio-torre-orsero/

 

 
 

Roma, 23 aprile 2014 da TMNews.it

Il condomino non deve fornire prove documentali delle informazioni rese all'amministratore per la tenuta del "registro di anagrafe condominiale". Può invece chiedere all'amministratore copia integrale, senza oscuramenti, degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale. Lo ha chiarito il Garante privacy in risposta ad alcuni quesiti rivolti da Confedilizia e da singoli cittadini sulle novità introdotte dalla legge numero 220 del 2012, che ha modificato la disciplina del condominio.

L'Autorità ha ribadito innanzitutto che, in base alla disciplina privacy, l'amministratore può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire. Può, dunque, acquisire le informazioni che consentono di identificare e contattare i singoli partecipanti al condominio - siano essi proprietari, usufruttuari, conduttori o comodatari - chiedendo le generalità comprensive di codice fiscale, residenza o domicilio. Può chiedere, inoltre, i dati catastali: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il Comune. Non può invece chiedere, perché risulterebbe eccedente, copia della documentazione: come, ad esempio, l'atto di compravendita in cui sono riportati i dati. Per quanto riguarda poi le informazioni relative alle "condizioni di sicurezza", con l'entrata in vigore del "Decreto Destinazione Italia" i condomini non dovranno più fornire alcuna informazione sulla propria unità immobiliare, perché i dati da raccogliere riguardano solo le parti comuni dell'edificio.

L'Autorità ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al cosiddetto "conto condominiale", che deve essere aperto e utilizzato dall'amministratore, e sul diritto di ciascun condomino di accedere alla relativa documentazione. In particolare, a seguito della riforma, il Garante ha chiarito che nonostante il conto sia intestato al condominio i singoli condomini sono ora titolari di una posizione giuridica che consente loro di verificare la destinazione dei propri esborsi e l'operato dell'amministratore mediante l'accesso in forma integrale, per il tramite dell'amministratore, ai relativi estratti conto bancari o postali. Tale principio, già sancito in linea generale dal Garante nelle linee guida in ambito bancario, riconosce infatti il diritto di ottenere "copia di atti o documenti bancari" senza alcuna limitazione, neanche nelle forme di un parziale oscuramento, anche se contengono dati personali di terzi.

 

 
 

Con la sentenza 9 aprile 2014, n. 15906 la Quinta Sezione della Corte di Cassazione interviene nello spinoso ambito delle misure cautelari recentemente introdotte per far fronte all’insidioso e terribile fenomeno delle condotte persecutorie, affermando che in presenza di conclamate e non altrimenti fronteggiabili esigenze di protezione della vittima recedono anche diritti pur astrattamente soppesabili nella commisurazione dello strumento cautelare.

È legittima la misura cautelare che impone allo stalker di allontanarsi dall'edificio in cui vive la vittima anche quando tale edificio coincide con il condominio dove lo stesso stalker abita assieme alla propria famiglia, in quanto è irrilevante che la misura cautelare influisca negativamente sull'esercizio del diritto alla genitorialità.

Leggi tutto  http://www.altalex.com/index.php?idnot=67323

 

 
 

da paviafree.it   di   Paola Montonati

Con quest’aria un po’ festosa per l’arrivo della Pasqua, questa primavera ormai giunta che invoglia ad aprire porte e finestre, il pericolo di essere derubati o quantomeno raggirati è in netto aumento.

Ci sono falsi tecnici del gas o dell’acqua che fingendo di controllare i contatori riescono a sottrarre agli anziani i risparmi di una vita, oppure arrivano dei finti poliziotti o finanzieri che mentre cercano di avvertire le loro vittime di questa minaccia in realtà se ne vanno dopo aver derubato intere famiglie dei loro averi.

Ma i raggiri dei truffatori non hanno limiti, come dimostra il fatto che, negli ultimi giorni, furti e truffe sono aumentate, grazie anche al fatto che, con la scusa di un bigliettino d’auguri pasquale, molti anziani sono stati derubati.

Tra i casi più recenti ci sono quelli di un truffatore che si è finto un agente della polizia locale, con un tesserino contraffatto e una falsa divisa, sostenendo alcune gravi violazione al codice della strada, mentre in un altro caso i criminali, con la scusa di alcuni furti commessi nella zona, hanno chiesto alle vittime di far vedere dove tenevano nascosti oro e gioielli.

Numerosi poi sono i casi di ladri che, fingendosi tecnici della Rai o operai incaricati dal condominio di dare una occhiata all’impianto elettrico, sono entrati nell’appartamento delle loro vittime e ne sono usciti con soldi, che avevano regolarmente chiesto ai truffati come compenso del lavoro svolto, senza che questi si rendessero conto dell’inganno subito.

E per i venditori a domicilio? Questo genere di attività presuppone una previa comunicazione al Comune e il venditore deve esibire un tesserino di riconoscimento, che deve essere numerato e contenere le generalità dell’incaricato.

In ogni caso non si deve far entrare nessuno e chiamare subito le forze dell’ordine.

PER LE URGENZE RICORDIAMO AI CLIENTI Unicasa CHE E’ ATTIVO TUTTI I GIORNI 24/24 ore IL NUMERO VERDE    UnicasaFlash   800.121.926

 

 
 

La struttura, finanziata dall'Itis accoglierà studenti, anziani e disabili ed è stata realizzata all'insegna dell'innovazione, con sistemi efficienti e domotici

Favorire l'integrazione sociale, rappresentando al contempo un esempio educativo per i giovani. Il condominio, denominato 'solidale' perché prevede la coabitazione di studenti, anziani e disabili sotto lo stesso tetto, è stato inaugurato nella giornata di ieri a Trieste.

Il progetto  L'edificio si sviluppa su cinque piani e comprende 18 appartamenti e diverse aree comuni, tra cui una grande sala, una terrazza e la lavanderia, per favorire, oltre la permanenza a domicilio di persone non completamente autonome, l'integrazione tra generazioni e lo sviluppo di nuovi modelli di gestione della quotidianità. Inoltre, per favorire l'integrazione con la cittadinanza del territorio, alcune aree comuni saranno accessibili a frequentatori esterni per attività ricreative e sociali.

Sistemi domotici  Grande attenzione è stata riservata anche al risparmio energetico e all'impatto sull'ambiente. La struttura è stata riqualificata dotandola di tecnologie innovative, fra cui sistemi domotici.

Per lo sviluppo del progetto  ha avuto un ruolo importante "Helps - Housing and home care for eldery and vulnerable people and local partnership strategies" progetto comunitario della durata di tre anni http://www.helps-project.eu/

Leggi tutto    http://www.casaeclima.com/ar_17897__BREVI-Enti-Locali-trieste-condominio-domotica-Trieste-inaugurato-il-primo-condominio-solidale-ed-energeticamente-sostenibile.html

 

 
 

L'uomo, dopo la condanna a 4 anni, si era reso irreperibile. Ma è stato intercettato e arrestato a Vigevano

Da       Ilgiorno.it    di Umberto Zanichelli

Vigevano (Pavia), 7 aprile 2014 - Nell’arco di poco più di 5 anni, tra il gennaio del 2001 e l’ottobre del 2006, in qualità di amministratore di diversi immobili di Milano, aveva trattenuto per sé il denaro che gli inquilini gli avevano versato per le competenze e le spese di manutenzione. Una somma enorme, circa 500 mila euro, che si era intascato, facendo poi perdere le sue tracce. A suo carico era scattata la denuncia per appropriazione indebita che era sfociata in una condanna a 4 anni di reclusione. Ma quando, lo scorso 25 marzo, avrebbe dovuto essere arrestato, G.O., 58 anni, ora agente di commercio residente a Milano, si era reso irreperibile. Tempo qualche giorno e i carabinieri di Vigevano lo hanno rintracciato in città e nel pomeriggio di ieri lo hanno arrestato in ossequio all’ordine di carcerazione emesso quel giorno stesso dalla Procura della Repubblica di Milano. Subito dopo l’uomo è stato condotto nel carcere dei Piccolini dove sconterà la sua pena.

 

 
 

“Urla e gemiti” durante il sesso, il condominio si ribella

Genova - Sesso troppo focoso e soprattutto troppo rumoroso. Che è costato per ora una condanna (in primo grado) a 6 mesi per un 42enne di Vigodarzere (Padova), colpito da una fattispecie della legge che punisce lo stalking.

L’uomo è stato denunciato dai vicini di casa, che l’hanno accusato di intrattenere rapporti troppo focosi con la propria fidanzata. Nella denuncia firmata dai dodici condomini, costituitisi parte civile nel processo, si parla di «urla e gemiti che disturbano la quiete dei condomini e il decoro del fabbricato stesso». L’avvocato dell’uomo ha già annunciato il ricorso in appello.

Da http://www.ilsecoloxix.it/

 

 
 

Venerdì  11 aprile 2014 presso i locali della Pubblica Assistenza di Siena  97, si è tenuto l’incontro “Sulla psicologia condominiale, la norma e la recente legge di riforma” organizzato dalla Pubblica Assistenza di Siena con il patrocinio del Comune di Siena e della Asl 7. L’incontro in oggetto è nato dalla constatazione che molto spesso le liti condominiali nascono a causa della mancata conoscenza dei propri diritti e doveri. Ciò poiché i condomini talvolta non conoscono o non comprendono la normativa che disciplina la materia condominiale e non prestano attenzione alle regole loro imposte dal regolamento di condominio. A tale fatto si deve aggiungere che molto spesso le persone tendono a considerare la propria abitazione come un prolungamento della propria persona ed a prendere quindi, come offesa personale un comportamento, magari anche legittimo, di un altro condomino.

Il fine ultimo di questo incontro è stato quindi quello di conoscere un po’ meglio i diritti e doveri che in generale ci assumiamo in qualità condomini e di comprendere i meccanismi psicologici che possono involontariamente indurci a tenere comportamenti aggressivi o a covare rancori ingiustificati per evitare che una errata valutazione del proprio o dell’altrui comportamento possa indurre ad uno scontro personale/legale che avrebbe potuto essere evitato. In particolare cercheremo di capire come uscire dai conflitti ed imparare ad esprimere il proprio pensiero in modo assertivo arrivando ad un compromesso o all’accordo.

il contributo di Unicasa progetto “Rispetto & Tolleranza” http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf

Oltre al tema legale è stato affrontato il tema relazionale e psicologico del condominio ovvero come mai non riusciamo ad andare d’accordo con il nostro vicino. La psicologa ha spiegato che significato ha per noi la casa (spazio di espressione personale, rifugio, sicurezza, radici) e perché a volte è difficile confrontarsi con “l’altro” per trovare una soluzione senza fermarsi alla mera accusa (è colpa tua!). Sono state spiegate le tre modalità di comunicazione verbale e non verbale (passivo, aggressivo e assertivo) che usiamo tutti i giorni, prestando attenzione al comportamento verbale assertivo. L’assertività (dal latino "asserere" che significa "asserire"), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore. Durante l’intervento è stata sottolineata l’importanza dell'autostima di sé stessi nella condotta assertiva, poiché chi si vuole bene si relaziona in maniera adeguata con gli altri ed ha una vita sociale più felice. La psicologa ha concluso il suo intervento sottolineato i sette punti fondamentali per affrontare i conflitti, ovvero: Uscire dalla logica “di chi è la colpa” e utilizzare quella del “perché è successo”; sviluppare la logica della negoziazione; ragionare sui fatti e non farsi guidare da opinioni personali e idee preconfezionate; lasciare che il conflitto si manifesti e gestirlo subito; mettere in luce le differenze e non appiattirle; creare punti di contatto tra le proposte espresse e infine non mettere le ipotesi in concorrenza tra loro, ma in rapporto all’obiettivo da raggiungere.

Leggi tutto   http://www.ilcittadinoonline.it/news/171311/Condominio__tra_legge_e_psicologia.html

 

 
 

 NON E' VERO CHE UN AMMINISTRATORE VALE UN ALTRO!

ROMA - E' una piccola tangente alla portata di tutti, di quelle che si possono anche pagare senza accorgersene: poche lire in più al mese per il portiere, una rata un po' più alta per il tetto, una bolletta di luce-scale da 60 mila lire invece che da 55. Chi va a controllare il bilancio dello stabile per vedere quanto consuma davvero l' ascensore? Pochi, e sbagliano. Perché gli amministratori di condominio, ci racconta un' inchiesta del mensile Gente Money, fanno la cresta sulla spesa. Si mettono in tasca ogni anno 12 mila miliardi, che non sono pochi. 12 mila miliardi su un giro d' affari complessivo di 65-70 mila: è quasi il 20% dei bilanci che finisce sui conti correnti privati del ragioniere. Possibile? Provato. Lo confermano le associazioni dei condòmini, che ne raccontano da ridere e da piangere, ma anche gli amministratori "professionisti", quelli riuniti in associazione, in regola con il fisco, quelli che tengono la partita Iva e che a casa in un cassetto hanno almeno la licenza di scuola media. Ai professionisti gli amministratori fai-da-te rovinano la piazza: "Evadono il fisco, spesso truffano e gettano discredito sulla categoria", si lamenta Vittorio Marchini, presidente della più grande federazione di amministratori (la Fiabs) con sede a Genova. E come fanno? In cosa consistono le truffe? Il caso più facile, quasi naif: si infila una voce anomala in bilancio (cancelleria, spese legali), o si inganna un po' sul contributo previdenziale del portiere. La versione avventurosa, genere James Bond: Marchini cita il caso delle autobotti con by-pass, un meccanismo di rifornimento del gasolio per cui al momento di scaricare nel serbatoio di casa il 30% del liquido torna indietro attraverso un tubicino che sta dentro il tubo grande. L' altro trucco è quello del sapone di Marsiglia, che si scioglie nel gasolio fa schiuma e prende lo stesso odore e colore del liquido, per cui se uno apre la botola per guardare scambia la schiuma per gasolio. Il metodo numero tre è rudimentale e più rischioso: noto come "prendi i soldi e scappa", un maestro del genere resta il ragionier Fioretti di Bergamo, con 120 immobili in gestione. E' latitante da agosto, si è portato via 6 miliardi di bollette, con la fastidiosa conseguenza che in tutti gli stabili che gestiva stanno staccando luce acqua e gas per morosità. E' il sistema più praticato: l' azienda del gas di Milano ha predisposto un telegramma-tipo prestampato da inviare agli amministratori morosi, che a giudicare dall' accorgimento non devono essere pochi. Infine, il metodo classico: la tangente sui lavori di manutenzione. La percentuale mediamente richiesta dall' amministratore disonesto alla ditta che imbianca la facciata è del 6%, ma si arriva al 10. Un esempio: due anni fa per ripristinare tetto e facciata e tingere un edificio di via Chiana, a Roma, il preventivo fu di un miliardo e 200 milioni. La tangente per l' amministratore di 120 milioni. "Tentano di corrompere tutti, ci hanno provato anche con me", racconta Rosalba Job, direttore della sede romana della Assocond, associazione di condòmini nata nell' 87 col principale scopo di tenere gli amministratori sotto controllo. "E' venuto il rappresentante di una ditta di costruzioni, mi ha promesso una quota per ogni condomino che convincevo a rivolgersi a loro". E' la prassi, assicura la signora, che di mestiere fa il consulente finanziario e si occupa di condomìni - dice - per passione. Gratis? "Sì, la consulenza in ufficio è gratis. Poi ci facciamo pagare la rappresentanza in assemblea: 150 mila lire le prime due ore, 30 mila le successive". Rappresentanza in assemblea vuol dire che il consulente fiscale si presenta attorno al tavolo al posto della signora del secondo piano (da cui è pagato) e fa presente all' amministratore che così non lo può fare e stia attento che se insiste finisce anche in galera. Funziona abbastanza. Va bene, ma come si arriva a 12 mila miliardi? Truffe, tangenti, mancati pagamenti e evasione fiscale, ripetono all' Assocond. La stima è attendibile. Gli amministratori in Italia sono circa 205 mila, di cui solo 5-6 mila sono iscritti ad associazioni. Gli altri sono "indipendenti": 120 mila circa amministrano il palazzo in cui vivono, gli altri 80 mila hanno in carico più di uno stabile. "Sono quelli che, per la maggior parte, non pagano le tasse e sfuggono ai controlli", dice Marchini. La sua federazione insieme alle associazioni di piccoli proprietari chiede che sia istituito un albo professionale. In Parlamento c' è un disegno di legge. Ma un albo basterebbe a garantire i condomini, a evitare i raggiri? "Forse no, i disonesti rimarrebbero. Ma metterebbe intanto qualche paletto. Per esempio, quello del titolo di studio. Lo sa quanti sono oggi gli amministratori che hanno fatto appena le elementari?". Quanti? "Moltissimi, non dico la maggior parte ma tanti, specialmente al Sud. E lo sa quanto guadagnano?". Quanto? "Io dico più di noi, che se lavoriamo dieci ore al giorno, magari in uno studio associato, pagando Iva e tutto il resto portiamo a casa al massimo 10 milioni al mese". Netti? "Certo, netti, perché?".

Da   La Repubblica   di  CONCITA DE GREGORIO   del   30 gennaio 1993  

 

 
 

A BREVE LA CAMPAGNA Unicasa "GALATEO DI CONDOMINIO"...........per ora gli ultimi aggiornamenti.....

Malmenati anche Carabinieri Calci, schiaffi e pugni. Furibonda rissa, scaturita da motivi riconducibili a rapporti di vicinato tra tre ragazze, di età compresa tra i 22 ed i 32 anni e residenti nel centro di Pratola Serra. Sul posto arrivavano i Carabinieri con l'intenzione di riportare la tranquillità ma i militari venivano aggrediti dalle stesse donne.

Ad avere la peggio erano due delle tre donne che, trasportate presso l’ospedale di Avellino, venivano refertate con prognosi di 10 e 7 giorni. Anche due dei militari intervenuti erano costretti a ricorrere alle cure dei sanitari. Al termine degli accertamenti le tre ragazze venivano tratte in arresto per i reati di rissa aggravata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, con rito direttissimo che si è celebrato questa mattina presso il Tribunale di Avellino dove, dopo la convalida degli arresti, sono state rimesse in libertà in attesa di sentenza che verrà pronunciata in altra data.

Leggi tutto http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=136677#sthash.Wf2pcDKl.dpuf

Napoli, 9 apr. - (Adnkronos) - Sbaglia ad effettuare una citofonata e scoppia una rissa. I poliziotti del Commissariato 'Vasto-Arenaccia' hanno denunciato nove persone, uomini e donne di età compresa tra 68 e 20 anni, resisi protagonisti di una maxirissa nata da un litigio per una bussata di citofono effettuata a un condomino diverso dal reale destinatario della citofonata.

Leggi tutto  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Napoli-citofona-al-condominio-sbagliato-e-scoppia-rissa-9-denunciati_321422647472.html

Incredibile fatto quello accaduto all’interno di un condominio: assurdo ciò che è accaduto a Licata. Una rissa senza precedenti quella che si è scatenata in un condominio a causa del volume di uno stereo troppo elevato. Cinque individui sono arrivati alle mani con pugni, calci e bastonate. Anche una macchina distrutta.

Fortunatamente sul posto sono arrivati i militari che hanno evitato il peggio.

Leggi tutto http://www.trinacrianews24.it/2014/03/20/licata-volume-stereo-troppo-alto-maxi-rissa-in-condominio/

Rissa in condominio per una panchina, pugni e schiaffi.

Assurda rissa a Capaccio Scalo: due famiglie hanno preso parte ad una violenta rissa a causa della posizione di una panchina utilizzata dai residenti del condominio come ritrovo pomeridiano. Da una parte chi voleva tenere la panchina nello stesso posto, dall’altra chi voleva spostarla in quanto troppo vicina alla finestra di casa, dove gli schiamazzi disturbavano la quiete. Le due famiglie si sono così presi a pugni costringendo i carabinieri ad intervenire per placare gli animi.

Leggi tutto   http://noisalerno.it/rissa-in-condominio-per-una-panchina-pugni-e-schiaffi-a-capaccio-paura-per-una-donna-incinta.html

È accaduto ieri in via Monte Grappa. L'uomo ha aggredito i Carabinieri, giunti per sedare gli animi.

Una lite condominiale finita in rissa. È accaduto ieri in via Monte Grappa, dove i Carabinieri hanno arrestato un uomo. I militari, intervenuti per sedare gli animi, sono stati aggrediti da un 41enne, che dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. E intanto è finito ai domiciliari.

Leggi tutto   http://www.barilive.it/news/Cronaca/279645/news.aspx

 

 
 

Da   habitat-italia.it      di Denise Barzaghi   21 dicembre 2013

Elettrosmog, è l’inquinamento da campi elettromagnetici non naturali.

LE ONDE ELETTROMAGNETICHE PER DECRETO SUL TETTO DEL CONDOMINIO

 Per i condomìni dissenzienti si prospettano tempi difficili: il ministro Passera nel mese di settembre 2012 ha inserito nella bozza del decreto Sviluppo 2, all’articolo 29, sezione digital divide, una norma salvantenne: “Il proprietario o il condominio non possono opporsi all’accesso dell’operatore di comunicazione al fine di installare, collegare o manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati”.

In poche parole, l’antenna s’ha da mettere perché opporsi è veramente impossibile. Un escamotage a cose fatte è dimostrare che  l’antenna abbia arrecato danni in termini di salute ad uno dei condomini. In questa specifica condizione, per la quale occorre presentare un quadro clinico che dichiari la diretta associazione antenna – infermità, la salute è prevalente rispetto al diritto di installazione.

Prima di partire alla bersagliera, combattendo contro le mostruose antenne, meglio valutare la possibilità di schermare la propria abitazione, e decidendo magari di non abusare degli elettrodomestici, cellulare e Pc in primis!

LE BASSE FREQUENZE DELLE ANTENNE INQUINANO L’UOMO

In un’epoca come questa, contrassegnata dalla presenza massiva di apparecchiature emittenti onde radio, la presenza di questo inquinante è davvero straordinaria. Elettrodomestici, cavi elettrici che scorrono tutto intorno a noi, computer, cellulari, reti telefoniche senza fili, ripetitori di cellulari, radio…. Siamo letteralmente bombardati! La cosa che desta preoccupazione è che le funzioni elettriche e chimiche del nostro organismo risultano “sotto attacco” con una perseveranza inquietante, e queste sono la base delle nostre comunicazioni metaboliche. L’attività cerebrale – che governa a livello volontario ed involontario ogni attività del nostro corpo – si basa sul sistema elettrico, così come l’interazione tra atomi e molecole che coinvolge l’aspetto chimico del nostro sistema endocrino.

 

 
 

Pubblicato il 7 aprile 2014 da salernonotizie.it   COMUNICATO UFFICIALE CARABINIERI BATTIPAGLIA

Battipaglia: era sembrato strano ai Carabinieri quell’ inconsueto via vai di uomini di tutte le età che si infilavano furtivamente nel portone di quella palazzina sita nei pressi dell’Ufficio Postale di Santa Lucia di Battipaglia per poi uscirne, dopo alcuni minuti, ed allontanarsi sempre con fare circospetto.

L’irruzione, fatta nella tarda serata di ieri dai Carabinieri della stazione di Battipaglia ha svelato il mistero.

Si trattava, infatti di una vera e propria palazzina a luci rosse. I sei mini appartamenti del palazzo erano stati trasformati in altrettante alcove all’interno delle quali “offrivano” le loro prestazioni sei giovani prostitute. Quattro di nazionalità rumena due dominicane.

E ne mancavano all’appello almeno altre sei, visto che i mini appartamenti erano predisposti con due camere da letto.

Condotte presso la caserma dei Carabinieri di Battipaglia le ragazze sono state identificate dai Carabinieri diretti dal Luogotenente MARI e munite di provvedimento di non ritorno per anni tre nel comune di Battipaglia.

Vorticoso il giro di affari della casa chiusa. Ogni prestazione costava circa cento euro ed i Carabinieri nel giro di un’ora hanno contato una ventina di clienti.

Indagini in corso per vagliare, con esattezza, il ruolo del proprietario della palazzina, mentre sono allo studio i tabulati telefonici dei cellulari in possesso delle ragazze per cercare di stabilire l’esistenza di uno sfruttatore del loro lavoro.

Non si esclude che nei prossimi giorni possano essere chiamati a deporre dai Carabinieri le centinaia di clienti già individuati grazie all’esplorazione dei tabulati telefonici.

http://www.salernonotizie.it/2014/04/07/battipaglia-condominio-a-luci-rosse-un-intero-palazzo-trasformato-in-alcova-blitz-dei-carabinieri/comment-page-1/

 

 

 
 

Prato, 4 aprile 2014 - Cinque appartamenti di 45 mq per padri separati e in condizioni economiche di disagio, con in più area giochi, giardini e centro civico aperto a tutti i residenti dell'area: gli assessorati all'Urbanistica e ai Servizi sociali ed Epp (Edilizia Pubblica Pratese) spiegano il condominio solidale per genitori separati di via Leopardi, che ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale.

Già dal 2010 era emersa la volontà del Comune di Prato di individuare una forma di aiuto ai genitori che vivevano il dramma della separazione e della perdita del reddito a causa della crisi economica ed occupazionale. Una situazione che a Prato vivono  molti padri, che non possono permettersi una casa in affitto ai prezzi di mercato e devono sistemarsi in alloggi di fortuna o anche in macchina. L'esigenza venne presentata  attraverso il Lode (Livello Ottimale di Esercizio) alla Regione Toscana, che rispose con un bando per l'assegnazione di risorse ai Comuni interessati alla realizzazione di condomini solidali per separati.

Su 23 richieste avanzate ne sono state accolte 5, tra cui Prato, con un finanziamento di 810mila euro. Il progetto presentato dal Comune di Prato e da Epp ha ottenuto un alto punteggio per la qualità dell'intervento e per l'impiego di bioedilizia e sistemi di risparmio energetico per realizzare un edificio di "classe A".

Leggi tutto   http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2014/04/04/1048559-condominio_padri_separati_leopardi.shtml

 

 

 
 

Fonte  iodonna.it  di  Anna Maria D'Alessandro - 01 aprile 2014

Rumori eccessivi, odori fastidiosi sulle scale. La convivenza condominiale non è sempre facile. Specie quando si tratta di immigrati. Così a Roma, si organizzano cicli di incontri per imparare a ridurre le tensioni. Rivolti ad amministratori ma anche semplici cittadini

Rumori - oppure odori - fastidiosi, abuso di spazi comuni: per questo si litiga nei condomini, ancora di più se i vicini non sono italiani. Perché anche un piacevole aroma di curry nella tromba delle scale, giorno dopo giorno, stufa...

Della cosa si è occupata la cooperativa Programma Integra, dal 2005 a fianco dei migranti a Roma, progettando corsi di formazione per ridurre le tensioni legate ad abitudini e provenienze geografiche diverse. “Gli stranieri arrivano in contesti problematici, in quartieri degradati dove gli affitti sono più economici, con immobili danneggiati o bisognosi di manutenzione”, premette Nicoletta Basili, coordinatrice del Progetto Amar (Agenzia di Mediazione Abitativa di Roma). Prezzi spesso più alti del valore di mercato spingono a riempire gli appartamenti per dividere le spese. Così si finisce per usare tutti gli spazi, balconi, pianerottoli e scale inclusi, e questo crea tensioni.

Eppure gli stranieri non sono “il problema” ma uno dei problemi, l’ultimo sopravvenuto. Questo e altro cercano di spiegare due tipi di corsi proposti da Amar: uno “tecnico”, per amministratori, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ANACI, l’altro più generale, su norme, funzioni e attività di un condominio con una lezione di “Suggerimenti per una migliore vita in comune”.

Dopo due edizioni molto affollate, in gennaio e febbraio, partono le ultime repliche, sempre gratuite: dal 2 al 16 aprile i tre incontri “per tutti”, al Municipio 2, via Goito 35 dalle 16 alle 18; dal 9 aprile al 7 maggio il corso per Amministratori, in via Assisi 41.

vedi anche Amar – Agenzia di Mediazione Abitativa di Roma - http://www.programmaintegra.it/modules/smartpage/item.php?itemid=69

il contributo di Unicasa – progetto Rispetto & Tolleranza - http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf

 

 
 

da     Il Sole 24 Ore   31 marzo 2014  di  Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci

Un unico libretto, composto da più schede modulabili a seconda delle caratteristiche dell'impianto. Quattro tipologie di rapporto di efficienza energetica, studiate per mettere a fuoco e mappare le prestazioni non solo delle tradizionali caldaie, ma anche dei sistemi di condizionamento, di teleriscaldamento e di cogenerazione. A partire dal 1° giugno "cambiano pelle" i documenti che certificano l'efficienza degli impianti installati in casa, in ufficio o in azienda.

E diventano obbligatori anche per i dispositivi di climatizzazione estiva.

I nuovi modelli di libretto e di rapporto sono introdotti dal decreto del 10 febbraio 2014 e sono il risultato di un approfondimento di un gruppo di lavoro coordinato dal Cti, il Comitato termotecnico italiano. In particolare, nel definire i documenti si è tenuto conto dei progressi tecnologici e della presenza sempre più diffusa, accanto alle caldaie e ai condizionatori "tradizionali", di nuovi sistemi, come le pompe di calore geotermiche, i cogeneratori, il teleriscaldamento o i dispositivi alimentati da fonte rinnovabile (solare, biomasse, etc).

I modelli di rapporto di controllo di efficienza energetica sono, invece, quattro: il principale è per gli impianti di riscaldamento con generatore a fiamma e combustione; poi per il condizionament, il teleriscaldamento e gli impianti di co-trigenerazione.

Con l'entrata in vigore, dal 1° giugno, del nuovo libretto, il responsabile (che nei piccoli impianti è l'utente stesso mentre in condominio può essere l'amministratore o la ditta abilitata da questi delegata) dovrà scaricare il nuovo modello di libretto dai modelli già disponibili sul sito del ministero Sviluppo economico e trascrivere sulla prima pagina di questo i dati identificativi dell'impianto così da consegnarlo, all'atto del controllo, al manutentore per l'aggiornamento. Il rapporto di efficienza, invece, viene compilato direttamente dal manutentore, che ha anche il compito di trasmetterlo, preferibilmente in via telematica, all'ente locale che tiene aggiornato il catasto.

Nel documento è indicato il risultato dei controlli, che devono essere conformi a quanto previsto dalle norme Uni o ai limiti indicati dal Dpr 74/2013. In caso contrario, il rapporto risulterà negativo e l'impianto sarà da sostituire. Incaricati dei controlli sono gli enti locali che ricevono il report delle verifiche e che, da parte loro, organizzano campagne ispettive a campione. Le sanzioni dipendono dal Dlgs 192/2005 o da eventuali disposizioni delle Regioni. Si va da 500 ai 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile. Da mille ai 6mila euro per l'operatore incaricato che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico.

leggi tutto http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-03-31/per-caldaie-nuovi-libretti-giugno-125916.shtml?uuid=AB0yl96

 

 

 
 

Fonte: La Stampa del 29 marzo 2014 di Franco Brizzo

 “Econdominio” prosegue la sua attività di informazione istituzionale in Piemonte con la “Campagna di Diagnosi Energetica Gratuita” dei condomìni con impianto centralizzato, offrendo agli amministratori condominiali un Carnet di 5 diagnosi gratuite per gli edifici più “energivori” da loro amministrati. 

I risultati ottenuti dall’avvio dell’attività ad oggi dimostrano quanto sia importante intervenire sull’efficienza energetica in condominio per garantire alle famiglie una migliore qualità di vita, grazie a importanti risparmi sulla bolletta energetica, contribuendo anche a migliorare sensibilmente la qualità dell’aria a beneficio di tutti i cittadini. 

In Piemonte la campagna di sensibilizzazione ha già coinvolto 118 condomini centralizzati sottoposti a diagnosi energetica gratuita. Le Amministrazioni locali mettono in atto politiche di contenimento dell’inquinamento. In questa direzione si inserisce dunque la Campagna condotta da “Econdominio” che è infatti sostenuta dalle Istituzioni locali: patrocinano l’attività le Province di Torino, Cuneo, Asti, Alessandria e Vercelli, il Comune di Asti e la Città di Cuneo. 

La Campagna di informazione intende portare al condominio soluzioni concrete di efficientamento autoliquidante attraverso la formula contrattuale del Contratto di Rendimento Energetico EPC (come da D.lgs. n. 115/2008) l’unico in grado di portare l’efficienza energetica in condominio senza alcun esborso di denaro, ossia a rata condominiale invariata, con garanzia decennale della prestazione e formule di finanziamento dedicate al condomìnio che non richiedono firma dei condòmini o garanzie fidejussorie. Sono già stati deliberati 23 interventi di efficientamento energetico che consentono di tagliare 363 tonnellate/anno di emissioni inquinanti, equivalenti all’inquinamento prodotto da 180 Auto di media cilindrata che percorrono 15.000 km/anno (circa 7000 euro di risparmio per ogni edificio coinvolto).

L’Efficienza Energetica dei condomini è un tema particolarmente attuale ed urgente per i cittadini e gli amministratori di Piemonte sia in considerazione della scadenza delle opportunità di detrazione fiscale per il condominio (il 65% scadrà a giugno 2015), sia in considerazione dell’imminente termine degli obblighi regionali per l’installazione delle valvole termostatiche e della contabilizzazione del calore, che, a loro volta, richiedono necessariamente la realizzazione di una diagnosi energetica preventiva che indichi esattamente come prevedere una corretta ed equa ripartizione delle spese tra condòmini.

La diagnosi energetica è dunque il solo strumento in grado di identificare le cause degli sprechi e le criticità del sistema edificio/impianto nonché di individuare le migliori soluzioni di efficientamento con il miglior rapporto costo/beneficio.

Leggi tutto    http://www.lastampa.it/2014/03/30/scienza/ambiente/focus/aria-sana-e-risparmi-in-bolletta-se-il-condominio-diventa-eco-vmAHshqor8SbIFFEholLNJ/pagina.html

 

 
 

Fonte: Gazzetta di Mantova 8 marzo 2014  - 1° Puntata:  Inquilini in tribunale per il mutuo del condominio

Dieci inquilini chiedono la testa dell’amministratore. Ma lui non si presenta. Nel mirino i mancati pagamenti a un’impresa edile.

L’udienza si è tenuta ieri mattina in tribunale. Ghidini doveva essere presente ma non si è fatto vedere, nonostante la promessa fatta nel corso dell’ultima assemblea condominiale, durante la quale si era detto disponibile a spiegare le proprie ragioni, con tanto di documentazione, ma solo davanti al giudice. Il magistrato si è comunque riservato di decidere.

L’avvocato Pierpaolo Papini, che abita nello stesso condominio, si sta occupando di tale contenzioso. Il titolare della ditta gli ha mostrato una serie di estratti conto dai quali si evince che alcuni pagamenti sono stati fatti con un conto corrente diverso da quello usato abitualmente.

Si scopre così che è stato acceso un mutuo di 300mila euro all’insaputa e contro il parere dei condomini.

Sandro Ghidini amministra oltre trenta condomini oltre che nel Mantovano anche a Mirandola e in altre località emiliane.

Fonte: Gazzetta di Mantova 23 marzo 2014  - 2° Puntata: Niente soldi per il restauro Amministratore sostituito

Il tribunale revoca l’incarico di Ghidini dopo una sola udienza. Ora si dovrà fare chiarezza sui fondi che non sarebbero stati versati dal “Condominio Gianluigi”.

Come raccontato nei giorni scorsi, a chiedere la revoca di Ghidini, che da anni amministra il palazzo in centro a Poggio così come decine di altri palazzi della Bassa, è stato un gruppo di condomini. Questi ultimi hanno preso la decisione dopo avere riscontrato presunte gravi irregolarità nella gestione finanziaria del Gianluigi, in particolare in riferimento al pagamento di un importante intervento di ristrutturazione. Lavori per centinaia di migliaia di euro, per i quali  la ditta lamenta mancati pagamenti. L’esame dei conti

 avrebbe evidenziato la sparizione di centinaia di migliaia di euro. Soldi versati dai condomini a Ghidini ma mai arrivati al costruttore. Questa l’accusa, corredata dalla scoperta di un mutuo da 300mila euro acceso sul conto del condominio all’insaputa di chi ne fa parte.

In un’infuocata assemblea di condominio, a fine febbraio, Ghidini ha ribadito il concetto e ha promesso di chiarire tutto, con relativa documentazione a sostegno delle proprie tesi, davanti al giudice. Ma all’udienza relativa alla sua revoca di amministratore non si è presentato in tribunale.

Fonte: Gazzetta di Mantova 27 marzo 2014  - 3° Puntata: Non solamente il “Condominio Gianluigi”.

Anche un altro condominio di Poggio Rusco, amministrato dallo stesso professionista, Sandro Ghidini, sta facendo in quei giorni i conti con l’ipotesi di un mancato pagamento di lavori.

Una conferma del problema arriva anche dagli stessi condomini: «Sì, in questi giorni ci stiamo attivando per verifiche – spiega al telefono uno dei proprietari di appartamento – e il problema è che non riusciamo a metterci in contatto con Ghidini. A turno abbiamo provato a chiamarlo, ad andare al suo studio, ma nulla. Di certo noi abbiamo pagato per i lavori compiuti, ma non sappiamo a questo punto se la ditta abbia o meno ricevuto i soldi. Dovremo decidere come intervenire. Forse contatteremo un legale...»

Sul mistero della presunta sparizione di Ghidini (mercoledì la Gazzetta ha provato a contattarlo, ma l’utenza risultava staccata) sono arrivate le parole rassicuranti del fratello …..

Sono in corso accertamenti da parte dell’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio.

AD OGGI SANDRO GHIDINI RISULTA NEGLI ELENCHI DEGLI ASSOCIATI ANACI-Mantova nel relativo sito web.

Leggi tutto http://gazzettadimantova.gelocal.it/ricerca?location=poggio+rusco

Anaci Mantova  http://mantova.anacilombardia.com/organigramma

 

 
 

Fonte:  http://www.ilghirlandaio.com/top-news/104021/confedilizia-arriva-il-rendiconto-per-una-gestione-pi-trasparente-del-condominio/

Roma, 26 marzo – Oggi arriva il “Rendiconto tipo per gli amministratori condominiali dopo la riforma”, strumento che ha lo scopo di aiutare gli amministratori nella redazione del rendiconto di condominio sulla base dei criteri della nuova legge.

È stato presentato stamattina dal Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, dal Presidente del Centro studi Coram (Coordinamento registri amministratori Confedilizia) Vincenzo Nasini, dal Presidente di Gesticond (Libera associazione nazionale di amministratori immobiliari) Diego Russello, dal Presidente dell’Agiai (Associazione geometri italiani amministratori immobiliari) Tommaso Mongiovì.

Quali sono le novità? Il rendiconto si presenta come un documento chiaro e dettagliato perché contiene:

- il modello di consuntivo della gestione ordinaria e del relativo riparto, con evidenziate le voci di entrata e di uscita;

- il modello di registro di contabilità, per l’annotamento in ordine cronologico, dei singoli movimenti in entrata e in uscita;

- il modello di riepilogo finanziario, con la situazione patrimoniale del condominio, i fondi disponibili e le eventuali riserve;

- il modello di nota sintetica esplicativa della gestione con i rapporti in corso e le questioni pendenti;

- il modello di preventivo della gestione ordinaria e del relativo riparto.

Le nostre perplessità: già il Legislatore utilizza termini avulsi ai tradizionali principi contabili (art. 1130  “registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita” – art. 1130bis “rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve”  - art. 1130bis  “registro di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni  pendenti”); ci aspettavamo che almeno gli esperti identificassero i “modelli” con termini ragionieristici (o forse anche gli esperti vedono nel “ragionieristico” l’espressione di pedanteria, eccesso di pignoleria, sinonimo di “mentalità da ragioniere” che si contrappone all’immensa creatività degli amministratori di condominio  quando predispongono il “bilancio”?)

 

 

 
 

Fonte: www.ivg.it

Anche in provincia di Savona, nella sede di Finale Ligure, Laic (Lega Amministratori Immobiliari Condominiali) diventa la nuova “casa” degli amministratori di condominio. Corsi di formazione, seminari di aggiornamento e assistenza professionale grazie ad uno “Sportello Antitruffa”.

Sotto la guida della Responsabile territoriale Laic Savona Monica Garzena, amministratrice di condominio con un’ampia esperienza nel settore. Con il supporto dei professionisti e consulenti, lo Sportello potrà sostenere in modo solerte condòmini vittime di truffe ed appropriazioni indebite, aiutando a riportare serenità ed evitare ulteriori possibili danni.

Siamo sicuri che la coincidenza di SPORTELLO ANTITRUFFA   /   FATTO DA UNA ASSOCIAZIONE DI AMMINISTRATORI   /   GESTITO DA UNA AMMINISTATRICE   sia  garanzia  della trasparenza e dell’obiettività dell’operato di questo “sportello” ?  E non una intelligente operazione di marketing per “avvicinare” i Clienti potenziali?

Segnaliamo che:

“L'Assocond-Conafi, Associazione Italiana Condomini, è l'unica Associazione che dal 1987, tutela i diritti del condomini, intesi quali consumatori-utenti del bene casa.”

http://www.assocond.it

 

 

 
 

da lagazzettadelmezzogiorno.it  del 22 marzo 2014

LECCE - Una lite condominiale che dura da tempo sarebbe alla base del tentativo di omicidio da parte di Mariantonietta De Matteis, 55 anni, casalinga di Matino, in provincia di Lecce, ai danni di un coinquilino, A.V., muratore di 63 anni. Nel pomeriggio i carabinieri hanno arrestato la donna. Da tempo i loro rapporti si sono deteriorati. Già in altre circostanze, i carabinieri sono dovuti intervenire per sedare le loro liti. Oggi, al culmine dell’ennesima lite, la donna si è appostata nell’androne del condominio ed ha aspettato il suo rivale che stava rincasando.

La donna era armata di martello e seghetto. Non appena l’uomo è entrato, lo ha aggredito , inveendo contro di lui e cercando più volte di colpirlo. E’ riuscito anche a ferirlo con il seghetto, al mento ed alla mano, in maniera non grave. La vittima, nonostante i colpi subiti, è scappata e si è rifugiata nel suo appartamento, costringendo la donna a desistere. I carabinieri ed i sanitari del 118, allertati da alcuni testimoni richiamati dalle urla e dai familiari della vittima, sono intervenuti e hanno medicato l’uomo sul posto per ferite multiple alla mano ed al mento. I carabinieri hanno recuperato e sequestrato, nel frattempo, le armi improprie. Dopo le dichiarazioni della vittima e dei testimoni, l’hanno arrestata. La donna, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lecce, è stata sottoposta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

 

 
 

Fonte: http://www.altroconsumo.it/info/scopri-altroconsumo

Le polizze condominio (tecnicamente dette "polizze globale fabbricati") sono contratti di assicurazione che coprono i danni alle parti comuni, sia provocati all'interno del condominio (come ad esempio incendi, perdite all'impianto idrico oppure rottura dei vetri) sia causati dal fabbricato a terzi, come nel caso della caduta di un cornicione dal palazzo.

Chiedere una copia all'amministratore

 È importante essere assicurati su eventi di questo genere, ma altrettanto fondamentale è esserlo in maniera adeguata. Il nostro consiglio è quindi quello di chiedere all'amministratore condominiale una copia della polizza, innanzitutto per capire in relazione a che tipologia di danni si è coperti, ma anche per valutare i massimali, le franchigie e gli indennizzi stabiliti nel contratto. Se infatti il contratto è stato sottoscritto molti anni fa, potrebbe avere una franchigia bassa, ma purtroppo prevedere come indennizzo massimo una cifra oggi totalmente inadeguata a coprire eventuali spese molto costose.

Polizze globale fabbricati: i nostri consigli

1.Le garanzie delle polizze di assicurazione condominiale su cui stare più attenti sono, oltre alla responsabilità civile, quelle che coprono i danni da incendio, da eventi atmosferici, da acqua domestica e da neve, nel caso abitiate in una zona con frequenti precipitazioni nevose.

2.Inoltre, nel caso vogliate stipulare una polizza individuale multirischi, state attenti a quali sono le coperture dalla polizza condominio per evitare inutili sovrapposizioni.

3.Per quanto riguarda il furto non c'è alcun problema di doppie coperture, dato che la polizza condominio, a parte eccezioni, non lo copre. Se quindi volete tutelare i vostri beni dovrete assicurarvi individualmente.

4.Sulla responsabilità civile, l'Rc individuale ha solitamente una portata più ampia rispetto a quella condominiale.

5.Per non rischiare di vedersi negare l'indennizzo, infine, occorre leggere attentamente le norme che descrivono la procedura e attenersi ai termini indicati.

vedi la 1° Parte del Tema della settimana .... L'ASSICURAZIONE DEL CONDOMINIO: COS'E'?  http://www.unicasaitalia.it/news-id-117.htm#117

 

 
 

CondominioWeb.com  - 18/03/2014  -  Avv. Leonarda Colucci
Nessuna responsabilità può essere addebitata al proprietario dell'immobile dell'appartamento dove si è verificata la dispersione di energia elettrica, poiché il fatto in questione si è verificato prima dell'avvento della legge n. 46 del 1990.

 Nell'estate del 1983 un bambino, dopo aver appoggiato la mano sulla condotta idrica, cadeva al suolo privo di sensi a causa di una folgorazione. A fronte di tale orribile evento, seguito dal coma del bambino, i genitori chiamavano in giudizio:    a) i conduttori dell'appartamento dello stesso stabile lamentando che il fatto si era verificato a causa del prelievo abusivo di energia elettrica avvenuto nei propri locali e della cattiva manutenzione dell'impianto    b) l'Enel     c) ed il proprietario-locatore, chiedendo il risarcimento dei danni subiti in occasione dell'evento in questione.

In primo grado il Tribunale condannava l'Enel al risarcimento dei danni subiti in favore del fratello del bimbo deceduto, divenuto nel frattempo maggiorenne ed intervenuto nel giudizio di primo grado facendo proprie tutte le richieste avanzate dai propri genitori.

La compagnia elettrica condannata in primo grado, impugna la sentenza resa in primo grado dal tribunale e la Corte d'appello partenopea nel 2007, rigetta la richiesta di risarcimento del danno avanzata nei confronti della compagnia elettrica e condanna, invece, i conduttori di un appartamento nello stesso stabile dove era avvenuto il fatto in questione ritenendo che costoro erano gli unici responsabili dell'accaduto in quanto la dispersione di energia elettrica nella tubazione idrica, che aveva determinato la morte del bambino, era stata causata  “o dal difetto di isolamento di una apparecchio elettrico o dall’anomalo prelievo di energia”.

Contro la sentenza della Corte d'appello di Roma propongono ricorso i conduttori dell'immobile responsabile della dispersione di energia elettrica nelle tubature .

La decisione. Non è responsabile il proprietario locatore dell'immobile. I giudici hanno rilevato  che nel caso in esame nessuna responsabilità è addebitabile al proprietario dell'appartamento dove si è verificata la dispersione di energia elettrica, poiché il fatto in questione si è verificato prima dell'avvento della legge n. 46 del 1990.  I conduttori dell'appartamento sono gli unici responsabili.

leggi tutto     http://www.condominioweb.com/appartamento-in-affitto-cosa-succede-se-un-bambino-rimane-folgorato.2109

 

 
 

Bambini e ragazzi del condominio di via Pertini 32 sono i più entusiasti sostenitori del progetto “Facciamo condominio”, promosso dall’assessorato alle politiche sociali nell’ambito dell’housing sociale, finanziato per 15 mila euro dalla Compagnia di San Paolo e realizzato con un partenariato costituito tra Comune, Fondazione Ruffini, In.Rete e Atc. Vedi notizia che abbiamo pubblicato nelle news http://unicasaitalia.it/news-id-115.htm#115

Domenica il progetto si è concluso con una festa che li vedrà protagonisti tra laboratori, ballo in maschera, e spettacolo di burattini. Un entusiasmo che speriamo contagi i più grandi. Eh sì, perché l’interessante e innovativa iniziativa, in realtà, nonostante l’impegno degli operatori, non ha registrato una grande partecipazione da parte delle 21 famiglie residenti nel palazzo di edilizia popolare.

L’idea del fare condominio per condividere gli spazi comuni, creare momenti di aggregazione, sentirsi una vera e proprie comunità di persone proattive, risolvendo insieme quelle problematiche tipiche di ogni condominio, è piaciuta solo a quattro famiglie. «Per carità – racconta Rosalba Mazzola, che al progetto ha partecipato fin dall’inizio – questo è un condominio tranquillo. Non ci sono stati problemi di integrazione. Ma è un peccato che i miei vicini non abbiano colto lo spirito positivo del progetto. Io ho anche dato una mano agli operatori cercando di coinvolgere le altre famiglie. Ma tra le scuse mi dicevano di “non avere tempo”, “che poteva funzionare solo per i bambini”. E in effetti tutti i bambini che vivono qui hanno partecipato alla parte del progetto a loro dedicata. Invece agli incontri per fare rete tra noi adulti eravamo presenti solo in tre o quattro famiglie. Un peccato».

leggi tutto http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2014/03/14/news/condominio-protagonisti-i-bimbi-1.8852939

 

 

 
 

Con il contratto di assicurazione ci  garantiamo contro il verificarsi di un evento futuro e incerto (rischio), generalmente dannoso per la salute e per il patrimonio, nostri e di terzi.

Per valutare l’applicazione di un contratto di assicurazione in un condominio vediamo  quali sono le responsabilità del condominio.

Le responsabilità del condominio si riferiscono alla gestione delle parti comuni, nei confronti delle persone o enti estranei al condominio stesso (sono “terzi” anche gli stessi condòmini, singolarmente e nel loro insieme).

La disciplina condominiale dell’assicurazione: chiariamo subito che le leggi italiane non prevedono l’obbligo dell’assicurazione; se non prevista dal regolamento di condominio, l’opportunità della stipula di un contratto assicurativo è oggetto di delibera assembleare. I costi dell’assicurazione vanno ripartite tra tutti i condòmini in proporzione alle quote millesimali di comproprietà.

Le garanzie: le assicurazioni offrono per il condominio una copertura “globale fabbricato” che, in un unico contratto, può prevedere tutte le garanzie; risulta essere particolarmente vantaggioso per l’aspetto normativo e competitivo per il costo. Il contratto contiene garanzie che possono essere definite “di base” alle quali incorporare garanzie “aggiuntive”.

Le garanzie “di base” – la Responsabilità Civile verso Terzi (r.c.t.) – l’assicuratore tiene indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare a titolo di risarcimento di danni (morte, lesioni personali,  danneggiamenti a cose)  involontariamente cagionati a terzi (esclusi i danni da spargimento d’acqua). La polizza, pur stipulata dal condominio, garantisce per tutte le parti del condominio, comprese quelle private. Inoltre evidenziamo che anche i singoli condomini sono considerati terzi, sia tra loro che nei confronti della proprietà comune (compresi i locatari).

Le garanzie “di base” – il Rischio Incendio – vengono indennizzati i danni materiali direttamente causati al fabbricato, per il valore nella polizza (generalmente molto inferiore al valore commerciale poiché esclude il valore dell’area su cui sorge il fabbricato). La garanzia, che salvaguarda il patrimonio, si riferisce a incendio, fulmine, implosione, scoppio.

Nella prossima puntata: le garanzie “aggiuntive. Vogliamo iniziare a presentare quella che riteniamo la “primaria”, l’estensione della r.c.t.  ai danni prodotti da spargimento d’acqua. Tale garanzia indennizza i danni direttamente causati al fabbricato (parti comuni e di proprietà esclusiva) dallo spargimento di acqua a seguito di rottura accidentale di pluviali, impianti idrici e igienici, di riscaldamento (conduttore e impianti fissi,  comuni e derivazioni private)……..

 

 
 

Fonte:     CondominioWeb.com     13/03/2014     Avv. Leonarda Colucci

Se il continuo abbaiare di un cane, custodito nell'appartamento condominiale, supera la normale soglia di tollerabilità, ed il condomino non si attiva per risolvere tale situazione, lo stesso è obbligato al risarcimento dei danni patiti da uno dei condomini

La proprietaria di un immobile aveva citato la condomina del piano sottostante, chiedendo al giudice di pace una sentenza di condanna per la cessazione delle immissioni rumorose provocate dal continuo abbaiare di un cane di proprietà della convenuta. Il Giudice di pace,  dopo aver rilevato che l'abbaiare del cane superava la normale soglia di tollerabilità, aveva ordinato alla convenuta di adottare accorgimenti che avrebbero potuto risolvere la questione.

La condanna  non ha prodotto gli effetti sperati  e l'incessante abbaiare del cane durante tutte le ore del giorno e della notte aveva determinato nell'attrice un disturbo psichico post-traumatico accertato da consulenza tecnica di parte che aveva provocato l'insorgenza di ansia, depressione che costituivano danno biologico causato da disturbi di natura psichica

Gli attori decidono di chiamare in giudizio la proprietaria dell'appartamento condominiale affinché il Tribunale accerti l'esistenza del danno patito dagli attori ed ottenere una sentenza di condanna nei confronti della convenuta

Il Giudice constata  che la sentenza del Giudice di Pace aveva già accertato che le immissioni rumorose determinate dal continuo abbaiare del cane superavano la normale soglia di tollerabilità; considerando che tale sentenza era divenuta irrevocabile, la stessa non poteva più essere posta in discussione.

Per quanto riguarda la domanda di risarcimento del danno, il Giudice del Tribunale di Lucca ha ritenuto la stessa fondata considerando che gli attori avevano riportato danni alla loro integrità psico-fisica risarcibili ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione e dell'articolo 2059 del codice civile.

La sentenza, quindi, ha rilevato che nel caso di specie “si rientra nello schema generale di risarcimento del danno ex art. 2043 e, trattandosi di danno che incide su un diritto inviolabile della persona, il superamento dei limiti di tollerabilità può essere apprezzato quale danno ingiusto ….”. (Cass.civ. sez. III, 13 marzo 2007, n. 5844).

Per quanto riguarda la valutazione dell'esistenza degli elementi previsti dall'articolo 2043 del codice civile, che obbliga chiunque cagioni un danno ingiusto ad altri a risarcirlo, il persistere della condotta colposa di parte convenuta si ricava anche dal fatto che passato la sentenza del Giudice di pace aveva già accertato che l'abbaiare continuo del suo cane superava la soglia di tollerabilità e che tale situazione era la conseguenza di un comportamento negligente ed imprudente della stessa. Occorreva valutare, a tal punto, l'esistenza di un nesso causale fra tali immissioni rumorose ed i danni patiti per giustificare l'adozione di una sentenza di condanna al risarcimento dei danni.

La consulenza tecnica d'ufficio ha evidenziato che la continua esposizione degli attori ad un evento stressante, come quello del continuo ed incessante abbaiare di un cane anche durante le ore notturne, “ha determinato lo sviluppo di un episodio di malattia con caratteristiche sintomatologiche” causando un danno biologico di natura psichica.

Il Giudice Unico del Tribunale di Lucca ha condannato la convenuta  al risarcimento del danno biologico sopportato dagli attori, mentre ha ritenuto non riconoscibile l'esistenza di un danno morale in capo agli attori “trattandosi di una duplicazione dell'unica ed unitaria categoria del danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 c.c.”.

Le immissioni e le novità introdotte dalla riforma del condominio in materia di animali domestici.

L'articolo 844 del codice civile disciplina tre tipi di immissioni: le immissioni tollerabili e lecite, le immissioni intollerabili ma giustificate da esigenze economico-sociali, le immissioni intollerabili illecite e dannose. Proprio per far fronte alle problematiche che in ambito condominiale possono verificarsi in merito ad immissioni intollerabili ed illecite (rumori molesti) i regolamenti possono contenere norme di godimento ed utilizzo delle proprietà esclusive idonee a porre limitazioni ai diritti dei relativi proprietari (come ad esempio il divieto di custodire animali domestici). La riforma del condominio, invece, ha introdotto un nuovo comma al testo dell'articolo 1138 del codice civile stabilendo che il regolamento non può vietare il possesso di animali domestici.

Ciononostante se uno dei condomini subisce le immissioni rumorose, causate magari dal continuo ed incessante abbaiare di un cane custodito nell'appartamento di un altro condomino, lo stesso potrà agire in giudizio:

ex art.844 c.c. per ottenere una sentenza che ordini la cessazione delle immissioni;

oppure ex art. 2043 c.c. per ottenere il risarcimento del danno subito a condizione che dimostri di aver subito un pregiudizio all'integrità psico-fisica a causa delle immissioni moleste.

Leggi tutto   http://www.condominioweb.com/attenzione-se-il-cana-abbaia-giorno-e-notte-il-proprietario-si-becca-una-condanna-esemplare.2098

 

 
 

di Marco Campagnolo  da   localport.it

Giunge a termine questo mese, con una “festa di quartiere” e un incontro in Sala Santa Marta, “Facciamo Condominio”, il progetto di “housing sociale” che ha avuto come protagonista il condominio di recentissima costruzione di via Pertini 32, rientrante nel patrimonio di edilizia sociale del territorio di Ivrea. Ieri in Comune si è tenuto un incontro con la stampa per illustrare le attività svolte.

Finanziato dal Programma Housing della Compagnia di San Paolo, “Facciamo Condominio” è stato realizzato grazie al partenariato costituito tra il Comune di Ivrea (soggetto capofila), la Fondazione Ruffini e il Consorzio In.Re.Te., con la collaborazione di Atc e di alcune associazioni attive sul quartiere.

La realizzazione della palazzina di edilizia sociale (quella che una volta veniva chiamata “casa popolare”) in quello specifico contesto urbanistico, aveva fatto sollevare qualche malumore da parte dei residenti. Da qui l’idea del Comune di “accompagnare” i nuovi residenti, per cercare di risolvere gli eventuali problemi, prima che divenissero gravi.

«Investimenti quali questo progetto – ha spiegato Isabella Brossa della Compagnia San Paolo – in prospettiva servono a far risparmiare le amministrazioni, perché tendono a disinnescare situazioni potenzialmente esplosive. Dal punto di vista psicologico, spesso, gli assegnatari di “edilizia popolare” si sentono un po’ cittadini di “serie B” e finiscono per mettere in atto azioni che rendono difficile la loro vita, per poi lamentarsene. Un “classico” è il non rispetto delle aree comuni, per poi lamentarsi dell’incuria ...».

Ecco quindi che l’obbiettivo del progetto del Comune non è stato solo il cercare di integrare i nuovi residenti con chi già abitava il quartiere (ad esempio sono stati coinvolti i bambini nei gruppi scout), ma anche cercare di dare chiare indicazioni ai nuovi assegnatari su come risolvere i problemi, come ottenere informazioni, e come “sviluppare la comunità”.

 “Facciamo Condominio” è stato finanziato con 15mila euro, il massimo disponibile per iniziativa, dalla Compagnia di San Paolo, mentre i partner del progetto hanno partecipato con ore lavoro dei propri addetti.

Giovedì 27, alle 16.30, in Sala Santa Marta a Ivrea il momento conclusivo, più ufficiale, del progetto, con un incontro nel quale verrà illustrato il lavoro fatto e i risultati raggiunti.

Leggi tutto     http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=107078

 

 
 

I FATTI:

Alba di terrore al confine con San Mauro Torinese. E' esploso un alloggio al primo piano di una palazzina di nove piani in strada della Verna 20, nel quartiere Barca,  di proprietà del Consorzio intercomunale torinese che fa riferimento all'Agenzia Territoriale della Casa (Atc). Lo scoppio ha causato anche un incendio che si è esteso al palazzo accanto sempre di nove piani. Si è temuto per la sorte di un bambino disperso sotto le macerie; i vigili del fuoco lo hanno ritrovato salvo poco dopo le sette del mattino anche se ferito. Il bambino, infatti, è precipitato dopo lo scoppio e ha riportato un trauma cranico. Altre quattro persone, due adulti e due bambini sono rimasti intossicati, mentre altri due adulti si sono ustionati lievemente. In totale sono 13 le persone portate in ospedale e 12 invece quelle medicate sul posto. Nessuno dei feriti e intossicati è in gravi condizioni. Sono oltre un centinaio gli sfollati: sono gli inquilini oltre che della casa esplosa dei due edifici vicini che poco dopo le sei sono stati fatti uscire di casa e ora stanno assistendo in strada alle operazioni di spegnimento dell'incendio. E 48 sono gli alloggi evacuati. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco l'esplosione potrebbe essere stato causato dallo scoppio di una bombola di gas, nell'appartamento dove vive una persona anziana. La protezione civile si sta attrezzando per fornire agli sfollati coperte e i generi di prima necessità. Sono intervenuti anche i carabinieri, la polizia e la polizia municipale.

IL SINDACO FASSINO DICHIARA:

"Il nostro impegno  è di trovare immediatamente una sistemazione, già entro oggi, per tutte le famiglie sfollate. Faremo del nostro meglio  affinché il ripristino degli appartamenti danneggiati avvenga nel più breve tempo possibile. Sulle cause dell'esplosione aspettiamo la relazione dei tecnici".

IL PRESIDENTE ELVI ROSSI DELL’ATC DICHIARA:

"La caldaietta dell'appartamento da cui è partita l'esplosione sembra essere intatta. Questo stabile è sicuro: i controlli ci sono e per qualsiasi problema è possibile contattare il nostro numero verde.

MA 5 GIORNI FA IN ASSEMBLEA ALL’ORDINE DEL GIORNO C’ERA ED E’ STATO DISCUSSO IL SEGUENTE PUNTO:   «bombole di gas utilizzate per riscaldamento, un rischio per la sicurezza di tutti»

Era la sera del 5 marzo, riunione di condominio negli scantinati della palazzina al civico 20 di Strada della Verna, interni 7 e 9, quelli colpiti dall’esplosione. Gli appartamenti sono 48: 38 di proprietà del Consorzio intercomunale torinese (Cit), agli altri dieci acquistati dagli inquilini.  

«Ci sono molti problemi, per questo hanno chiesto a noi di rappresentarli nella riunione di condominio» dicono la segretaria provinciale di Assocasa-Ugl, Desirée Mensa, e l’avvocato Simona Beccaria. Erano state loro a insistere per inserire all’ordine del giorno anche il problema delle «bombole di gas utilizzate per riscaldamento, un rischio per la sicurezza di tutti», sostengono. Un effetto della crisi, che ha spinto molti a tagliare le spese. Anche a rischio dell’incolumità. «Abbiamo insistito per mettere a verbale queste preoccupazioni» aggiunge l’avvocato Beccaria.

«Capiamo che la crisi economica abbia colpito molte famiglie, ma non possiamo accettare comportamenti che mettano a rischio la sicurezza» aggiunge Mensa. Negli ultimi anni, le vendite di stufette a gas (ma anche a pellet) sono aumentate in modo vertiginoso. I soldi a disposizione delle famiglie sono sempre meno, la gente «taglia» dove può. E le spese di riscaldamento non fanno eccezione. Complice anche la normativa del giugno 2013 che consente a qualsiasi inquilino di staccarsi dall’impianto di riscaldamento comune. Fatte salve le norme di sicurezza. E pure l’equilibrio termico dell’edificio. Ma in tempi di magra, ciascuno tende a pensare alle proprie tasche. Con buona pace di chi si ritrova al gelo perché i vicini hanno deciso di scaldare quando e quanto pare a loro per risparmiare. Così, la scelta della stufetta diventa «contagiosa». Di più, quasi obbligata. Certo, la legge stabilisce limiti (dai 15 ai 40 chili) per le bombole di gas tenute in casa, ma nessuno controlla.

«Per questo abbiamo chiesto un sopralluogo urgente» aggiunge Mensa. Ma c’è di più. Nella stessa riunione, le due rappresentanti dei proprietari avevano evidenziato altri problemi. Come il caos nel parcheggio davanti alle palazzine, che può anche ostacolare l’intervento di ambulanze e vigili del fuoco in caso di emergenze. Oppure l’allacciamento abusivo di alcuni inquilini alle linee elettriche condominiali, causa la difficoltà a pagare le bollette. «Anche questo è un pericolo per la sicurezza, sono tutte situazioni che possono diventare elementi di rischio per tutti gli inquilini, anche se non se ne rendono conto» aggiunge Mensa. C’è, poi, il capitolo assicurativo. «La polizza stipulata da Atc garantisce fino a un certo punto - spiegano la sindacalista e l’avvocato -. Abbiamo ottenuto di fare un’integrazione, proprio per avere un minimo di garanzie». Ieri mattina, molti residenti nelle palazzine colpite dall’esplosione hanno chiesto informazioni ai funzionari Atc intervenuti per valutare la situazione. «Siamo assicurati, fate una denuncia e sarete rimborsati» era la risposta.

Resta oggi la disperazione e la paura di aver perso tutto.

Fonti: http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/03/10/news/alba_di_paura_a_torino_esplode_un_alloggio_disperso_un_bambino_altri_due_in_ospedale-80627191/

http://www.lastampa.it/2014/03/11/cronaca/le-paure-del-condominio-ci-sono-troppe-bombole-meVkwdt9FXKqQDneuRS3WI/pagina.html

 

 
 

Uno scenario che in alcuni edifici di ultima generazione - magari cablati in fibra ottica - è già realtà. Nella maggioranza dei condomìni, però, raggiunti da vecchi cavi di rame, spesso si naviga a fatica attraverso i "classici" abbonamenti Adsl privati. Cambiare è però possibile: soprattutto dove il collegamento è assente o molto lento si può verificare se la propria zona sia coperta dal servizio di un provider che riesca a fornire più "banda" all'edificio. Possibilmente a minor prezzo, grazie anche alla condivisione del traffico dati con i vicini di casa.

Per portare connessioni veloci nelle zone non raggiunte da una buona Adsl o dalla fibra, il sistema più diffuso è  attraverso un'antenna radio installata sul tetto ….. Se non ci sono problemi di segnale, dal relativo "access point" viene poi derivata una rete fino agli appartamenti o agli hotspot situati nelle parti comuni. Ogni condomino che utilizza il servizio (non tutti sono obbligati a partecipare) avrà la sua linea flat criptata al pari di un collegamento "tradizionale". E in genere anche la possibilità di scegliere la "taglia" di banda che desidera. In questi casi al condominio o a un gruppo di condomini spettano solo le spese di installazione dell'impianto comune, poi le bollette arriveranno ai singoli. Le offerte più vantaggiose in genere prevedono che più condòmini aderiscono all'offerta, più aumentano gli sconti rispetto alla tariffa piena …..

….. In media  si può stimare un risparmio sulla bolletta del 25-30%, che in alcuni casi può arrivare al 50. Il risparmio maggiore è possibile però dove i provider hanno già a disposizione linee cablate in fibra e quindi la possibilità di smistare molto traffico. La convenienza può anche non essere legata al prezzo, ma alla quantità di banda: a parità di esborso, soprattutto nelle zone poco coperte, ci si può assicurare linee – almeno a stare a quanto dichiarato dagli operatori – molto più performanti; oppure ci si può accontentare di un traffico limitato a pochi mega ma a un prezzo decisamente basso.

….. Uno degli ostacoli maggiori alla diffusione degli impianti condominiali sono i picchi di traffico che si possono riscontrare nelle ore di punta e rallentare quindi il servizio, generando anche un certo grado di litigiosità tra i condòmini. ….. il gestore deve garantire una velocità minima individuale che non sia troppo bassa ….. o è possibile limitare il peer to peer (attraverso cui ad esempio si scaricano pesanti film) nelle ore di punta, quando la rete è sfruttata per altri utilizzi come la tv on demand (tipicamente la sera tra le 19 e le 23).

leggi tutto    http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2014-03-05/costi-consumi-internet-possono-193039.php?uuid=AbhzF6RJ

 

 
 

L’Avvocato Patrizia Comite (che ancora non conosciamo ma che ci interessa senz’altro conoscere) http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/p/chi-sono.html

Ha scritto: POCHE SEMPLICI PRECAUZIONI PER EVITARE SCELTE “CATASTROFICHE” . Quando si vuole scegliere un nuovo amministratore ci sono piccoli accorgimenti da seguire che sebbene non siano da soli risolutivi se non altro aiutano a non incorrere in scelte che si possono rivelare “catastrofiche”. Se invece con il nostro amministratore si è instaurato un rapporto che ormai dura da diverso tempo, è bene adottare altre preziose precauzioni.

PRECAUZIONI:

Le referenze. La prima regola da seguire è quella delle referenze. L’amministratore di condominio è una professione che si basa sull’intuitu personae, cioè una scelta che deve essere fondata sulla fiducia e sulle qualità morali e professionali della persona che si candida a gestire e amministrare il nostro stabile. Sapere “chi è” quell’amministratore è, a mio avviso, requisito indefettibile Un accorgimento utile è quello di chiedere al candidato quali altri condomini amministra e quindi verificare di persona recandosi in loco, chiedendo informazioni alla custode o ai proprietari di questi immobili, quale reputazione ha quell’amministratore cercando di capire (e carpire) quale grado di stima gode presso di loro.

CONTROLLI SUGGERITI:

  1. I fornitori. Come è  possibile che per oltre due anni le ditte fornitrici abbiano potuto continuare a erogare servizi al condominio (ormai divenuto gravemente moroso) quali metano, acqua, energia elettrica, opere di manutenzione etc., per decine di migliaia di euro, senza comunicare la mancata soddisfazione dei loro crediti ai diretti interessati ovvero ai condomini?

  2. L’esame delle pezze giustificative. Una buona abitudine, anch’essa utile a scongiurare prelievi illeciti dell’amministratore dalle casse del condominio, è il controllo programmato (almeno una volta l’anno) delle scritture contabili, fiscali e bancarie conservate presso lo studio dell’amministratore. Solitamente questo adempimento viene svolto dai consiglieri ma il diritto di esaminare questi documenti spetta a tutti.

LA NOSTRA VALUTAZIONE:

Sono senz’altro validi i suggerimenti dell’Avvocato Patrizia Comite.

Purtroppo solo uno nel capitolo PRECAUZIONI. Suggeriamo che in questo capitolo il Cliente possa e debba valutare anche l’organizzazione e la serietà dell’azienda che si propone per l’amministrazione e la gestione del denaro, e NON SOLO la INTUITU PERSONAE (la fiducia alla persona): le procedure, la suddivisione dei compiti, la suddivisione delle responsabilità sono la prima garanzia (in qualsiasi azienda) della corretta gestione del denaro.

NON E’ VERO CHE “UN AMMINISTRATORE VALE L’ALTRO”!

 leggi tutto     http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/2014/03/condominio-lamministratore-scappa-con.html

 

 
 

da lastampa.it  del 7 marzo 2014     Fonte: www.dirittoegiustizia.it

I gravi difetti dell’opera, oggetto della garanzia di cui all’art. 1669 c.c., consistono in qualsiasi alterazione conseguente ad un insoddisfacente realizzazione dell’opera la quale, pur non riguardando le sue parti essenziali, ne compromette la conservazione, limitandone sensibilmente il godimento o diminuendone in maniera rilevante il valore. Lo stabilisce la Cassazione nella sentenza 27433/13.

Oggetto della controversia è l’intonaco esterno di un condominio. La Corte d’Appello di Catanzaro conferma la sentenza di primo grado che sulla base delle risultanze della CTU esperita, condannava una società edile al risarcimento del danno nei confronti di un condominio che chiedeva il rifacimento dell’intonaco delle pareti esterne dell’edificio, in quanto i lavori non erano stati eseguiti a regola d’arte.  

Propone ricorso la società: secondo la ricorrente, il giudice di secondo grado non aveva valutato l’estensione della superficie interessata dal fenomeno e l’incidenza concreta sull’isolamento termico che era minima data la composizione a più strati di una parete perimetrale.

La doglianza in questione non merita accoglimento: la Corte di merito aveva chiarito che l’inadeguatezza strutturale dell’intonaco era tale da incidere sulla sua utilizzabilità con riferimento all’impermeabilizzazione e all’isolamento termico. Dunque, si trattava di difetti, come il consulente tecnico aveva accertato, che non interessavano un elemento accessorio e secondario dell’edificio: obbligato è il richiamo ai gravi difetti dell’opera, oggetto della garanzia dell’art. 1669 c.c., che ricorrono anche se non si producono fenomeni tali da influire sulla stabilità della costruzione e consistono in qualsiasi alterazione, conseguente a un’insoddisfacente realizzazione dell’opera che, pur non riguardando le sue parti essenziali, ne compromette la conservazione, limitandone sensibilmente il godimento o diminuendone in maniera rilevante il valore.  

Secondo la ricorrente la scoperta del difetto non può coincidere con la data di redazione della relazione tecnica senza aver valutato la specificità del caso concreto.

Anche questo motivo è infondato: «il termine di una anno per la denuncia del pericolo di rovina o di gravi difetti della costruzione di un immobile, previsto dall’art. 1669 c.c. a pena di decadenza dell’azione di responsabilità contro l’appaltatore, decorre dal giorno in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall’imperfetta esecuzione dell’opera, non essendo sufficienti, viceversa, manifestazioni di scarsa rilevanza e semplici sospetti».

leggi tutto                  http://www.lastampa.it/2014/03/07/italia/i-tuoi-diritti/casa-e-condominio/si-stacca-lintonaco-del-condominio-compromesso-lintero-edificio-deve-essere-rifatto-NiuUCy9cQPTN5Apc5FdEUK/pagina.html


 

 
 

da ilgiorno.it      6 marzo 2014       di Veronica Todaro

I Condomini  avevano affidato lavori ad una ditta per 213mila euro più iva. Loro hanno pagato l'intera somma, ma l'amministratore è fuggito

La vicenda risale al 2009 quando il condominio decide di affidare a un’impresa edile di Cusano Milanino lavori ingenti tra i quali il rifacimento della facciata e dell’androne d’ingresso per una spesa totale di 213mila euro più Iva. Mentre le famiglie hanno sempre pagato le rate delle spese, a un certo punto i pagamenti all’impresa che ha concluso i lavori si interrompono. È la stessa ditta a reclamare il mancato versamento di 88.941mila euro. Le famiglie sono certe del fatto loro: le rate sono state tutte versate all’amministratore condominiale dell’epoca, che sarebbe però sparito con i soldi, lasciando scoperto il debito con l’impresa edile.

Da più di tre anni la vicenda prosegue a colpi di carte bollate, tra decreti ingiuntivi, opposizioni al decreto, nuove ingiunzioni e cause varie fino a pochi giorni fa quando il Tribunale di Monza, dopo alcune tentativi di transazione falliti, ha deciso di pignorare i conti correnti di tutti i proprietari degli appartamenti. I condomini sono imbufaliti. «La cosa scandalosa – ha commentato I.L. – è che il giudice ha deciso che siamo noi i fuorilegge, invece chi è scappato con il malloppo lavora tranquillo e beato truffando altra gente. Questa è la giustizia italiana».

leggi tutto  http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2014/03/06/1034874-Amministratore-Condominio.shtml

 

 
 

Fonte: suonoevita.it  da ing.rizzi

Il piano di zonizzazione acustica (acronimo PdZ) di un comune divide il suo territorio in zone corrispondenti ai limiti assoluti di livello sonoro equivalente previsti dal DPCM 14/11/1997 (che ha sostituito il precedente DPCM 1/3/1991). Definisce i limiti di livello sonoro anche per il rumore generato da strade, ferrovie, aeroporti in base ai decreti che le regolamentano (il decreto più recente risale al 2005). Definisce le regole e gli iter burocratici per l’inizio di nuove attività rumorose, la costruzione di nuove case e permette di gestire eventi rumorosi nel territorio (feste, campane, concerti, eventi sportivi, etc.).

Serve come riferimento da rispettare per tutte le sorgenti sonore: di fatto è uno strumento per proteggere le zone poco rumorose, per promuovere il risanamento di zone molto rumorose, per regolamentare la vita civile della popolazione e per pianificare lo sviluppo urbanistico del territorio.

Deve essere redatto da un tecnico competente in acustica ambientale e si integra con il piano di gestione del territorio comunale.

Esistono ancora comuni senza zonizzazione acustica o con piani obsoleti perché non rispondenti alle ultime normative (quelli precedenti al 1997 e precedenti al 2004 hanno grosse limitazioni), ciò va a discapito dei cittadini che purtroppo nei centri abitati vivono immersi in livelli sonori sempre troppo elevati e accanto a numerose fonti di disturbo.

L’Europa insegna che esistono molti metodi integrati per migliorare la qualità della vita delle persone anche riguardo al clima acustico in cui vivono. Il PdZ si deve integrare con il Piano di Governo del Territorio comunale per ridurre l'inquinamento acustico e promuovere una migliore gestione del territorio, semplici decisioni urbanistiche e di regolamentazione possono migliorare drasticamente l'impatto delle più grosse fonti di disturbo sui cittadini (p.e. le strade, i locali pubblici, le fabbriche e le attività artigianali).

Scarica la Classificazione Acustica di Milano

 

 
 

da edilportale.com  del 5 marzo 2014 di Paola Mammarella

Cassazione: l’opera non è classificabile come costruzione ed è illegittima solo se viola il decoro architettonico o compromette la salubrità

Per la realizzazione di una canna fumaria in condominio non devono essere rispettate le distanze minime. Lo ha spiegato la Corte di Cassazione nei giorni scorsi con la sentenza 4936/2014.

Secondo la Cassazione, le canne fumarie non sono costruzioni e non sono quindi soggette ai vincoli sulle distanze minime dalle vedute, ma solo alle disposizioni del regolamento condominiale.

 Allo stesso tempo, la Corte ha chiarito che l’installazione della canna fumaria su un muro perimetrale condominiale è ammessa a condizione che non si alteri la destinazione comune del muro e che non se ne impedisca l’uso da parte degli altri condomini.

 L’installazione di una canna fumaria deve invece essere considerata illegittima solo se viola il decoro architettonico o se compromette la salubrità dell’aria a causa delle sue emissioni.

Nel caso preso in esame dalla Corte di Cassazione, un soggetto, proprietario di un immobile situato al piano terra di un edificio condominiale, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’assemblea e successivamente dal Comune, aveva realizzato una canna fumaria lungo il muro perimetrale dello stabile.

 Dopo l’installazione, un altro condomino aveva però intentato causa perché sosteneva che la canna fumaria pregiudicasse il suo diritto di veduta.

In seguito ad una serie di pronunce, la Corte d’Appello aveva deciso per la demolizione della canna fumaria. Una posizione che è stata poi annullata dalla Cassazione in considerazione del fatto che la canna fumaria non rientra nel raggio d’azione delle norme sulle costruzioni.

 

 
 

da Condominioweb.com  04/03/2014 di Angelo Pesce
Il Senato ha approvato definitivamente il decreto Milleproroghe n. 150/2013, in scadenza il 28 febbraio, convertendolo in legge senza nessun ulteriore emendamento. Il testo, infatti, non ha subito modificazioni rispetto alla versione approvata dalla Camera il 17 febbraio u.s. che aveva già respinto l'emendamento che vedeva un rinvio al 2015 per l'obbligo delle energie rinnovabili negli edifici di nuova costruzione. È stato quindi mantenuto quanto già previsto dal Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 che prevedeva l'obbligo per gli immobili in via di costruzione o di ristrutturazione, di prevedere l'uso di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, elettricità e raffreddamento, al fine di ottenere margini di risparmio molto elevati, nel rispetto dell'ambiente e con l'impiego di tecnologie di ultima generazione.

Contenuti e novità: il mancato rispetto delle percentuali causa il diniego del titolo edilizio / produzione di acqua calda: dal 2014 il 30% dell'acqua usata per lavarsi, cucinare e fare le pulizie, dovrà essere riscaldata usando energia pulita, pena la mancata accettazione del progetto di costruzione dell'edificio.
leggi tutto   
http://www.condominioweb.com/energie-rinnovabili-lacqua-usata-per-lavarsi-cucinare-dovr%E0-essere-riscaldata-usando-energia-pulita.2075

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Inquinamento acustico - Milano, Monza e altri comuni

Ottobre 2013: Adottati e approvati i piani di zonizzazione acustica dei comuni di: Albairate, Bernareggio, Corte Palasio, Lainate, Milano, Monza, Morimondo, Parabiago, San Colombano al Lambro, Sesto San Giovanni.

Albairate Il comune di Albairate (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (1).

Bernareggio Il comune di Bernareggio (Mb) ha adottato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (2).

Corte Palasio Il comune di Palasio (Lo) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (3).

Lainate Il comune di Lainate (Mi) ha adottato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (4).

Milano Il comune di Milano (Mi) ha approvato la classificazione acustica del territorio comunale (5). (Prossima News: i dettagli delle Classificazioni)

Monza Il comune di Monza (Mb) ha adottato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (6).

Morimondo Il comune di Morimondo (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (7).

Parabiago Il comune di Parabiago (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (8).

San Colombano al Lambro Il comune di San Colombano al Lambro (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (9).

Sesto San Giovanni Il comune di Sesto San Giovanni (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (10).

Note: 1. D.c.c. n. 19 del 29 luglio 2013 (BURL A.C. n. 36 del 4 settembre 2013, p. 147).  2. D.c.c. n. 39 del 5 settembre 2013 (BURL A.C. n. 42 del 16 ottobre 2013, p. 413). 3. D.c.c. n. 10 del 2 maggio 2013 (BURL A.C. n. 27 del 3 luglio 2013, p. 93).  4. D.c.c. n. 71 del 22 luglio 2013 (BURL A.C. n. 32 del 7 agosto 2013, p. 85). 5. D.c.c. n. 32 del 9 settembre 2013 (BURL A.C. n. 40 del 2 ottobre 2013, p. 132). 6. D.c.c. n. 43 del 20 maggio 2013 (BURL A.C. n. 30 del 24 luglio 2013, p. 65).  7. D.c.c. n. 21 del 23 luglio 2013 (BURL A.C. n. 31 del 31 luglio 2013, p. 89).  8. D.c.c. n. 26 del 25 giugno 2013 (BURL A.C. n. 30 del 24 luglio 2013, p. 63).  9. D.c.c. n. 37 del 27 luglio 2013 (BURL A.C. n. 35 del 28 agosto 2013, p. 60). 10. D.c.c. n. 53 del 30 settembre 2013 (BURL A.C. n. 43 del 23 ottobre 2013, p. 152).

 

 
 

In alcune situazioni quotidiane ci appaiono più facilmente dannose per la nostra salute e per quella dell’ambiente circostante rispetto ad altre, ma non tutte le forme di inquinamento producono effetti “immediatamente” rilevabili, anche se il fattore tempo in tali problematiche è una variabile difficile da “quantificare”. Una delle forme di inquinamento di cui poco si discute è l’inquinamento acustico per il quale l’ordinamento giuridico nazionale garantisce la salvaguardia delle persone mediante l’applicazione dell’art. 844 del Codice Civile e di limiti di rumorosità.

IL QUADRO NORMATIVO

L’art 844 del codice civile è il punto di riferimento per la valutazione della protezione individuale della persona e della sua proprietà nei confronti dell’esposizione a sorgenti rumorose e fa riferimento alla soglia della “normale tollerabilità”, L’apparato normativo è costituito dalla L 447/95 e dai seguenti decreti attuativi che invece fissa nel “criterio dell’accettabilità” il  principale punto di riferimento nella valutazione dell’inquinamento acustico.

COS’E’ L’INQUINAMENTO ACUSTICO

art.2 della L 447/95, si definisce inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi”.

VALUTAZIONE DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO IN BASE ALLA LEGGE QUADRO

La legge quadro 447/95 costituisce il riferimento normativo di base per la valutazione dell’inquinamento acustico ambientale stabilendo: i principi fondamentali con riferimento alla protezione dal rumore degli individui e dell’ambiente esterno / i livelli di competenza dello Stato, delle Regioni, delle Provincie e degli Enti Locali in materia di regolamentazione, pianificazione e controllo del rumore.

LIMITI DI ACCETTABILITA’ DEL RUMORE AMBIENTALE ESTERNO

La tutela dell’ambiente esterno dagli effetti nocivi derivanti dall’esposizione al rumore deve essere realizzata, secondo la normativa vigente indicata, attraverso le seguenti azioni: previsione di specifici limiti di accettabilità di rumore, in termini di valori assoluti di emissione e di immissione di eventi rumorosi nel territorio;  stesura di piani di zonizzazione acustica;  stesura di piani di risanamento acustico qualora i livelli di rumorosità ambientale superino i suddetti valori limite di immissione e/o di emissione;  stesura di piani di azione a breve, medio e lungo termine finalizzati a ricondurre i livelli di rumorosità ambientale a determinati valori ottimali, i cosiddetti valori di qualità.

La normativa individua dunque 6 classi acustiche in funzione della destinazione d’uso prevalente e per ciascuna classe acustica fissa i limiti assoluti in termini di livelli di immissione, emissione e qualità a loro volta individuati in funzione del periodo di riferimento - diurno (06:00 - 22.00)  o notturno (22:00 - 06:00).

I limiti di accettabilità del rumore sono subordinati all’adozione da parte dei Comuni dei Piani di Zonizzazione Acustica del territorio al fine di suddividere l’ambito comunale nelle sei diverse zone ed ottenere, quindi, i valori limite con cui confrontare il livello equivalente della rumorosità ambientale.

VALORE LIMITE DIFFERENZIALE ALL’INTERNO DELLE ABITAZIONI

Secondo il limite differenziale, un evento rumoroso è considerato non accettabile se la differenza tra il livello equivalente del rumore ambientale ed il livello sonoro residuo è superiore rispettivamente a 5 dB e 3 dB in relazione ai periodi di riferimento diurno e notturno.

QUANDO NON SI APPLICA IL VALORE LIMITE DIFFERENZIALE

Il limite differenziale non si applica:  per impianti industriali a ciclo produttivo continuo purché rispettosi dei limiti assoluti;  quando sono verificate entrambe queste condizioni: il rumore misurato a finestre aperte è inferiore a 50 dBA o 40 dBA rispettivamente durante i periodi di riferimento diurno e notturno e il rumore misurato a finestre chiuse è inferiore a 35 dBA o 25 dBA rispettivamente durante i periodi di riferimento diurno e notturno.

Tratto da architetturaecosostenibile.it

Leggi tutto http://www.architetturaecosostenibile.it/normative/leggi-e-decreti/inquinamento-acustico-limiti-rumorosita-interna-esterna-542.html

 

 
 

da Il Secolo XIX   di Marco Grasso 

Genova - C’è chi è scappato all’estero e chi invece era nella casa in campagna, chi continua a lavorare come se nulla fosse e chi è ricomparso in un’altra città, dove gestisce una nuova attività (con che soldi sia stata aperta, naturalmente, è oggetto di diffusa maldicenza). Il fenomeno, negli ultimi mesi, si è diffuso a macchia d’olio, come dimostrano le inchieste. Tanto da diventare il peggior incubo del condomino in tempo di crisi. La domanda che serpeggia è sempre la stessa: il mio amministratore avrà pagato tutti i conti?

Ben tre nuove indagini della Procura hanno sollevato il coperchio su amministratori condominiali infedeli……….

Leggi tutto   http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/02/23/AQXPictB-inchiesta_sugli_amministratori.shtml

PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:

scegliere la struttura aziendale dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.

 

 
 

1° Parte: DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA – SISTEMI DI SOLLEVAMENTO (AUTOCLAVE) 

http://www.unicasaitalia.it/news-id-101.htm#101

SISTEMI DI SOLLEVAMENTO (AUTOCLAVE) - INSTALLAZIONE

L’autoclave idraulica è un impianto condominiale essenziale per il miglioramento della qualità della vita: la garanzia della disponibilità d’acqua.

Come sapere se l’impianto esistente, o quello che si andrà ad installare, è idoneo, è in regola con le normative vigenti, o è la migliore soluzione esistente sul mercato?

Senza pretendere di esaminare tutte le soluzioni tecniche esistenti sul mercato e naturalmente con l’ottica del condominio e non del tecnico installatore, forniamo di seguito alcune informazioni base per l’installazione di un impianto in un fabbricato esistente.

Le caratteristiche dell’impianto di autoclave idraulica sono determinate dai seguenti fattori:

1.Consumi presunti in relazione al numero e tipologia delle utenze (nel caso di abitazioni, il numero di appartamenti e di potenziali abitanti/utenti)

2.La pressione d'esercizio in modo da soddisfare le esigenze dell'utenza più sfavorita

3.Il punto di prelievo: da acquedotto, da cisterna o da pozzo

4.La dimensione delle tubazioni provenienti dalla fonte di approvvigionamento e quelle dell'anello di distribuzione

5.Negli stabili ad uso abitativo, il punto d'installazione rispetto alle utenze più vicine

6.Gli spazi a disposizione per l'installazione dell'impianto

Ribadiamo che “il calcolo” non può, in ogni caso, sostituire la professionalità e l'esperienza del progettista.

1.Consumi - Risulta difficile quantificare le contemporaneità di utilizzo delle apparecchiature idrauliche all'interno dei singoli appartamenti, variando esse da stabile a stabile a seconda, ad esempio, della composizione sociale ed anagrafica degli utenti e della tipologia di impianti privati installati. Tuttavia, a fronte di tale incertezza, possiamo individuare alcuni elementi certi: la misura della tubazione che arriva dalla strada, la grandezza del contatore, la misura della tubazione che dal contatore diparte verso le utenze e forma l'anello di cantina. Agli elementi certi si affianca un elemento presunto derivato dall'esperienza sul campo, che deve comunque considerare la presenza, o meno, di apparecchiature idrovore tipo “passi rapidi” (da anni vietati nelle nuove costruzioni).

2.Pressione - Nel determinare la prevalenza (o pressione d'esercizio), si devono considerare alcuni elementi: Tipologia di prelievo: da acquedotto, da pozzo o da cisterna. / Altezza dell'edificio dal piano contatore acqua (piano strada) fino al piano dell'utenza più sfavorita. È indifferente ai fini del calcolo dell'altezza l'eventuale posizionamento dell'impianto in piani interrati. / Pressione minima per il funzionamento corretto dell'apparecchiatura più sensibile (scaldabagno, passo rapido). / Perdite di carico generate nel circuito di distribuzione in relazione alla dimensione delle tubature, al numero di gomiti...

3.Punto di prelievo - Se il prelievo avviene da acquedotto si deve conoscere quale pressione minima fornisce la rete. Tale pressione dovrà essere sommata alla pressione resa dalla pompa in modo da determinare il punto di funzionamento del sistema che dovrà corrispondere il più possibile alla parte centrale della curva caratteristica della pompa scelta. Se il prelievo avviene da “battente nullo o negativo” (cisterna, serbatoio d’accumulo, pozzo) dovrà essere il sistema a fornire l'intera pressione.

4.Dimensione tubazioni - Negli stabili esistenti il dimensionamento dell'impianto dovrà tenere conto del diametro della tubazione di aspirazione e di quello della tubazione di distribuzione fino ai singoli montanti. Da una tubazione di dimensione data non è possibile ottenere molto più acqua di quanta ne può passare (non comprimibilità dell'acqua).

5.Posizionamento - La silenziosità di funzionamento dell'impianto è un elemento da tenere in considerazione per non arrecare eccessivo disturbo alle utenze che insistono nelle vicinanze dell'impianto e per evitare liti all'interno del condominio. La silenziosità si ottiene attraverso l'utilizzo di pompe con potenza motore più piccola possibile, con il dimensionamento adeguato del serbatoio e con l'utilizzo di idonei sistemi di abbattimento delle vibrazioni residue.

6.Spazi esistenti - In stabili già esistenti saranno determinanti gli spazi a disposizione (grandezza e tipologia del locale) e i passaggi (diametro delle porte di accesso ai locali degli angoli di eventuali curve), dal piano di scarico al sito d'installazione.

 

 
 

La testimonianza di Tiziana, una delle primi badanti condominiali di Milano

«A volte un rimedio non c'è: la solitudine arriva tra una malattia e un telefono che squilla poco. Non ce ne accorgiamo, smettiamo persino di cucinare. Poi un giorno qualcuno arriva da fuori, bussa, prepara un pranzetto, se ne va ma poi torna. Diventa una di famiglia. Mi è successo con Ugo, un signore di 80 anni, vedovo. Vive nel condominio dove da tre anni faccio la babysitter.

Accompagno i bimbi all'asilo, mi occupo della casa e poi alle 16,30 li vado a prendere. Intorno alle 12 vado a casa di  Ugo. Lo saluto, parliamo un po'. Poi gli chiedo cosa ha voglia di mangiare. Nel pomeriggio in genere faccio un po' di spesa e così chiedo se a lui serve qualcosa magari. Quando metto il piede fuori dalla sua porta, dopo il caffè, ne sento un'altra che si apre. «Tiziana ciao!».

Mi chiama Anna, la signora del terzo piano. Mi chiede come sto. Mi chiede se devo per caso passare dal supermercato. Io salgo da lei. La saluto, prendo il suo foglietto con una piccola lista. Poi lei mi racconta che sua nuora, insomma, ha deciso che non vuol portarle più la bambina. E' arrabbiata e mi chiede cosa le conviene fare. Parlare con il figlio? Attendere che ci ripensi? Intanto la nipotina cresce e quella sì, dai, è una mamma pazza.

Io la guardo, le dico che lei deve chiamare e chiedere sempre della bimba, non riprendere vecchie storie. Poi scappo, lei lo sa. Ho una tabella di marcia fitta e strada facendo, in quel condominio, può accadere di tutto. Saluti, richieste, informazioni. Regalini. Due mattine alla settimana poi in realtà vado al quinto piano dove vive una coppia, non ha figli ma ha bisogno di qualcuno che si prenda cura della loro casa.

Le giornate di una badante condominiale sono imprevedibili, non conoscono la noia. A volte qualcuno mi chiede se ho ore extra, così si inserisce qualche altra famiglia per una pulizia dei vetri o una cena da preparare. Un modo per risparmiare, certo. Poi io faccio il conteggio delle ore a fine mese e le consegno a Spaziocuore, la cooperativa sociale per cui lavoro. I familiari mi pagano e si sentono più sereni così.

Ma c'è qualcosa che in quei conti sfuggirà per sempre. Si chiama «condivisione». Parola assai di moda, già. Per noi, quelli del condominio di una via del centro di Milano, significa questo: «Ugo ma perché non vieni da noi, i due bimbi giocano e tu puoi stare un po' con noi, vedi la tv in compagnia, che dici?». Ma anche questo: «Anna ma perché non facciamo una festa all'ora del tè con Ugo, i bambini, la coppia del primo piano e invitiamo qualche vostro amico?». A volte, le proposte le lancio per provocarli. Altre volte, li guardo, li vedo soli e chiusi nei cubi delle loro stanze e colgo al volo la loro richiesta di compagnia stampata negli occhi.

La verità è che mi sento una mamma particolare. Un punto di riferimento. Io non ho figli, ho 43 anni e un marito, la vita è andata così ma sono felice lo stesso. Quando vado a lavorare però mi sento strana: cresce qualcosa attorno a me, cresce la sensazione che qualcuno conta su di me. Non sono i panni da stirare a fare la differenza, sarà il tempo dedicato, la cura con una pensiero, un saluto sorridente: accade tutto questo nel mio posto di lavoro.

Al parco spesso le badanti stanno insieme e le persone sono isolate. Qui invece non c'è alcun motivo per dividersi. Il portiere, i genitori degli altri bambini, il negozio sotto casa. Si diventa famiglia, e in fondo che male c'è. Ecco a volte esiste anche un rimedio: mentre la gente si allontana, pensa a divorziare, nascono altri gruppi. Chiamatele famiglie, chiamatele rimedi felici (e condivisi)».

Leggi tutto   http://www.vanityfair.it/news/societ%C3%A0/14/02/20/badante-condominiale

 

 

 
 

Analizziamo un servizio importantissimo per la collettività condominiale: la distribuzione dell’acqua. Questa importante funzione viene svolta dall’impianto idrico con annessa autoclave. Ma come funziona l’autoclave e quali sono i problemi che comunemente questa comporta in un condominio?

STRUTTURA:

L’impianto idrico solitamente è formato da:

1.Approvvigionamento: la conduttura che si collega alla linea dell’ente gestore (acquedotto), a monte di eventuali serbatoi di accumulo ed a valle del contatore.

2.Serbatoi di accumulo. Di solito in acciaio zincato, consigliati quelli in acciaio inox o resina per alimenti; sono utilizzati in aree d’Italia dove la somministrazione d’acqua da parte dell’acquedotto non è regolare. Da eliminare immediatamente e senza perder tempo quelli in eternit con amianto. I serbatoi in eternit sono da tempo vietati ma purtroppo si trovano ancora oggi in esercizio, inutile soffermarsi sull’elevata pericolosità degli stessi. I serbatoi di accumulo devono sempre trovarsi quanto più in basso possibile rispetto al piano stradale. in posizione tale che il tubo di approvvigionamento non superi in posizione di altezza massima il piano stradale o ancor meglio il piano dove è posizionata la tubazione di portata dell’ente erogatore (in occasione di riduzione della portata idrica la pressione potrebbe non essere sufficiente a riempire i serbatoi).

3.Serbatoio pressurizzato, può essere

- con membrana: si utilizza per piccoli impianti di sollevamento ha un bassissimo costo ed una semplicissima installazione per contro è poco capiente, ha una portata limitata ed una altezza di sollevamento bassa. Si montano appena dopo l’uscita dell’acqua dalla pompa e di solito hanno la forma di sfere rosse.

- senza membrana sono i più utilizzati e possono avere capacità anche notevoli, anche se solo in parte contengono acqua; per il restante contengono il “polmone d’aria” pressurizzata. Devono essere sempre certificati,  con una targhetta applicata allo stesso che riporta i limiti della pressione di esercizio, il numero di matricola, la capacità ed altro. Il serbatoio pressurizzato è fornito di valvola di sfogo per sovra pressione tarata all’origine e punzonata; tale valvola garantisce l’assenza di danni da guasto dei pressostati delle pompe ed evita lo scoppio del serbatoio stesso.  Al serbatoio è montata una valvola compensatrice d’aria (il "polmone") che  ha la funzione di integrare l’aria presente nel serbatoio la cui quantità è determinante per il buon funzionamento dello stesso; il “polmone” è ripristinato e mantenuto efficiente con un compressore esterno. La mancanza o insufficienza del "polmone d’aria" determina l’esaurirsi dell’elasticità che permette il perfetto funzionamento del serbatoio, e conseguentemente si avrà il continuo ricorso alle pompe per il mantenimento della pressione d’esercizio, con considerevole consumo di energia elettrica ed usura delle pompe nonché danneggiamento dei pressostati con deterioramento complessivo dell’intero impianto elettromeccanico.

4.Gruppo pompe. si dividono genericamente in due tipi:

- pompe monofase generalmente mono pompa a tensione 220v utilizzata di solito utilizzate in combinazione con serbatoi pressurizzati a membrana per piccoli impianti di sollevamento.

- pompe trifase, solitamente due alimentate a corrente 380v. La soluzione della doppia pompa è utilizzata per impianti di medie / grandi dimensioni e  garantisce una maggiore sicurezza di funzionamento in caso di guasto di una pompa. Le pompe devono funzionare spesso alternativamente affinché non subiscano danni per ossidazione o depositi di calcare; si installa quindi di solito una centralina elettronica con dispositivo di alternatore di utilizzo.

5.Quadro elettrico di controllo, costituito, oltre che dagli interruttori delle pompe, anche da una centralina elettronica o elettromeccanica di alternanza dell’uso delle pompe stesse e da una centralina che controlla la partenza del compressore per il rispristino del “polmone d’aria” nei serbatoi. Nel Quadro elettrico trovano posto anche le “protezioni” delle parti meccaniche/elettriche e quindi le “protezioni” da sovratensioni della rete elettrica e da eccessivo riscaldamento (accensione continua).

6.Filtri. di solito si installano in ingresso ai serbatoi di accumulo ma è consigliabile il loro uso anche in uscita dal serbatoio pressurizzato. In commercio si trovano di diversi tipi: a corda, a carboni attivi, a resina, a vaglio decrescente etc. ogni tipo ha caratteristiche differenti e perdita di portata differente il modello a vaglio (retina) ha una perdita bassa e relativa efficacia bassa ma è da consigliabile montarlo in uscita dal serbatoio pressurizzato in quanto evita che particelle metalliche o agglomerati di calcare che a volte si formano nei serbatoi raggiungano gli impianti dei singoli condomini danneggiandoli (le schegge metalliche con agglomerati calcarei sono il terrore dei moderni rubinetti ceramici). I filtri a corda sono da consigliare in ingresso dei serbatoi di accumulo in quanto limitano fortemente l’ingresso di micro-particelle (terra) nell’impianto (hanno come inconveniente la periodica sostituzione della cartuccia interna).

PRECAUZIONI E MANUTENZIONI

1.Messa a terra. Oltre ad essere obbligatoria la messa a terra dell’impianto idrico ne garantisce una durata maggiore in quanto scarica a massa le correnti parassite che potrebbero danneggiare le condutture. La messa a terra deve essere fatta molto bene e connettendo ogni singolo elemento dell’impianto al cavo di terra, non è affatto sufficiente che sia collegato ad un punto qualsiasi dell’impianto (opinione comune) in quanto l’acqua, per quanto strano possa sembrare, è isolante: sono i sali disciolti in essa a renderla conduttrice ed è sempre meno conduttrice del metallo che la trasporta o che la contiene. Il tubo di mandata condominiale posto a valle dell’impianto di autoclave deve sempre essere collegato a massa individualmente; considerando che  le connessioni tra gli elementi dell’impianto idrico, per motivi di tenuta, sono foderate di materiale elettroisolante (teflon, canapa, silicone), non vi è garanzia che le parti metalliche siano a contatto diretto tra di loro; ne consegue che tutti i singoli componenti dell’impianto devono essere collegati a massa individualmente (pompe, tubi, serbatoi etc.).

2.Isolamento da vibrazioni. L’inconveniente delle immissioni di fastidiose vibrazioni ai piani sovrastanti o limitrofi (oltre che essere sgradevoli possono innescare problematiche di conflitti condominiali) può essere rimediato montando il gruppo pompe su un supporto elastico assorbente, utilizzando giunti elastici nei collegamenti serbatoio/tubazione/pompe/tubazione, evitando fossaggi rigidi al pavimento/pareti/plafone

3.Filtri in ingresso ai serbatoi di accumulo ed in uscita dal serbatoio pressurizzato. Come detto trattengono frammenti metallici, depositi di calcare ed altre impurità: la loro pulizia deve essere frequente e costante

4.Scarico. Se l’impianto è sottoposto al piano stradale è d’obbligo uno scarico delle acque reflue a pavimento che sfoci in un pozzetto di raccolta con pompa di sollevamento a livello stradale, questo impedirà in caso di guasto o rottura che l’acqua ristagnando danneggi l’impianto e possa divenire rischio di folgorazioni.

5.La disinfezione deve essere eseguita almeno una volta l’anno per i serbatoi di accumulo, normalmente “aperti”.

6.Valvola di non-ritorno. Deve essere sempre montata in ingresso dei serbatoi, per impedire, in caso di pressione della “colonna” maggiore a quella fornita dall’acquedotto, l’aspirazione da parte della conduttura dell’acquedotto.

7.Interruttore d’emergenza. Da posizionare esternamente alla sala idrica permette di escludere la tensione agli impianti in caso di rotture con getto d’acqua.

8.Interruttore d’emergenza per allagamento della sala autoclave. Da posizionare a pavimento ad una altezza inferiore alle pompe, collegato direttamente con il magnetotermico generale della forza motrice. In caso di rotture dell’impianto con perdita di acqua evita il rischio di “bruciare” le pompe e di folgorazioni.

liberamente tratto da http://web.tiscali.it/blindonet/


 

 
 

(naturalmente non per gli incentivi, le agevolazioni fiscali e alcune norme di riferimento, che non sono aggiornate).

Il risparmio energetico negli edifici condominiali

Curata e stampata da ADICONSUM (Associazione a Difesa Consumatori  e ambiente) in collaborazione con ENER BUILDING  

Hanno collaborato i componenti del Gruppo di Lavoro Internazionale

Riccardo Comini - ADICONSUM Italia

Dario Di Santo - FIRE Italia (Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia)

Camilla Clavarino - APER Italia (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili)

Florence Clement - ADEME Francia (Agence de l'Environnement et de la Maîtrise de l'Energie)

Margarita Puente - ESCAN Spagna

Pedro Lima - ADENE Portogallo

Coordinati da: Renato Cremonesi  Testi: Pieraldo Isolani

apri la guida




 

 

 
 

Risparmiare energia. È questa la parola d’ordine, ma spesso si pensa che sia possibile farlo a fronte di investimenti di una certa portata e invece è possibile realizzare economie importanti anche con interventi piccoli che specialmente se sono realizzati con il “fai da te” hanno tempi di rientro misurabili in pochi anni e in alcuni casi di alcuni mesi. In occasione di M’Illumino di Meno 2014 vogliamo presentare delle soluzioni alla portata di tutti. Vediamoli cosa si può fare.

Sostituire tutte le lampade con i LED. Si tratta dell’ultima generazione di lampadine quelle a LED che consentono un’economia del 90% rispetto a quelle a filamento. Per fare un esempio una lampada da tavolo che negli anni passati consumava 40 Wh ora può essere sostituta con Led dal consumo di 4 Wh, mentre la durata arriva ora a 50mila ore, contro le 1.500 delle lampade a filamento. I Led sono convenienti anche rispetto alle lampade a fluorescenza compatte (Flc) che a parità d’illuminazione consumano 10 Wh, hanno 10mila ore di vita, per non parlare dei cicli d’accensione e spegnimento. Le Flc hanno una durata di circa 5.000 cicli – con 15 accensioni e spegnimenti al giorno durano circa un anno – mentre i Led non hanno questo problema.

Usare le valvole termostatiche è conveniente anche su impianti di riscaldamento tradizionali - vedi nostre News

http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90               1° la Ripartizione del calore  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?

http://www.unicasaitalia.it/news-id-93.htm#93   2° la Ripartizione del calore  la VALVOLA TERMOSTATICA

http://www.unicasaitalia.it/news-id-94.htm#94   3° la Ripartizione del calore  le POMPE a PORTATA VARIABILE

http://www.unicasaitalia.it/news-id-95.htm#95   4° la Ripartizione del calore  DELIBERE . RIPARTIZIONE COSTI . QUANTO RISPARMIO?


Gli infissi tradizionali sono un vero colabrodo energetico, ma si può fare parecchio anche se non si hanno le somme da anticipare per gli infissi efficienti, ed accedere agli incentivi del 65% che si recuperano, però, in dieci anni. La tapparella per esempio è una nemica che può diventare amica, semplicemente coibentando il cassonetto dell’avvolgibile che è una vera e propria “autostrada” per il calore. È sufficiente acquistare un buon isolante termico tagliarlo a misura in modo che “rivesta” a U l’interno del cassonetto fissandolo con chiodi a testa larga o con la sparapunti.

Per quanto riguarda l’elettricità è utile mettere tutti i dispositivi che non hanno un interruttore “fisico”, come computer, televisioni, DVD, alimentatori di giochi e telefonini attaccati alla ciabatta con interruttore che ormai costa sui quattro euro, il costo di 20 kWh. Considerando 10 W di stand by allacciati alla ciabatta per tutto l’anno il tempo di ritorno “dell’investimento” è di tre mesi. Mentre non si risparmia energia, ma denaro di certo sì, utilizzando le batterie ricaricabili che sono un vero sollievo per il portafogli, e per l’ambiente, se si hanno dei bambini i cui giochi funzionano con una quantità sempre più impressionante di batterie.

 

 

 
 

Google è impegnata nella preparazione di soluzioni per rendere più efficiente la gestione energetica della casa, come confermato da alcune indiscrezioni diffuse sul Web nelle scorse ore. Il gruppo di Mountain View, infatti, sta lavorando ad un progetto chiamato EnergySense che mette al centro il suo sistema operativo Android e tutti gli accessori elettronici per uso domestico, i quali potranno essere gestiti da qualsiasi dispositivo mobile compatibile grazie ad un’apposita applicazione.

L’app EnergySense è stata mostrata in alcune foto non ufficiali e pare essere dotata di un’interfaccia dal quale l’utente può modificare diversi parametri. Al momento sembra che il software sia compatibile con un termostato marcato Google dal quale è possibile visualizzare e regolare, sempre tramite dispositivo Android, la temperatura scegliendo tra diverse pre-impostazioni come Fuori, Casa, Sveglio e Notte.

Le informazioni dicono che l’applicazione è ancora alle prime fasi di sviluppo e che prossimamente sarà migliorata con l’introduzione di nuove funzionalità, mentre il termostato mostrato in un’immagine è un prodotto sperimentale che Google ha dato in dotazione ad alcuni tester selezionati. L’apparecchio, a quanto si apprende, è in grado di connettersi ad Internet e dovrebbe avere lo scopo di aprire la via a nuove modalità per la gestione energetica della casa, portando potenzialmente Google ad affacciarsi nel campo della domotica intelligente.

Le fonti che hanno diffuso le indiscrezioni sul progetto EnergySense specificano comunque che il motore di ricerca americano non è intenzionato a produrre in proprio un hardware di questo tipo, per cui è più facile pensare che Google si possa limitare a sfruttare le proprie esperienze sul lato software per mettere a punto un’app in grado di portare qualunque dispositivo Android e diventare una specie di “hub” da cui gestire le tante funzionalità che gli elettrodomestici moderni possono mettere a disposizione.

 

 
 

Risparmio energetico: caldaia e luci si ripagano in fretta, con il cappotto si tagliano di più i consumi - da Il sole 24 Ore -  di Dario Aquaro

L'orizzonte dei ritorni per gli investimenti in efficienza energetica è in media ancora lontano senza incentivi. Il tempo di pay-back, cioè quello necessario a ripagare (con i risparmi in bolletta) il costo di un intervento di riqualificazione, supera spesso i valori soglia che il panel di esperti e operatori del settore intervistati per l'Energy Efficiency Report 2013 del Politecnico di Milano ritengono accettabili, e che per le abitazioni sono sui 4-6 anni. I proprietari, infatti, spesso trovano un motivo di resistenza all'investimento in questo parametro.

I tempi dipendono dallo stato di partenza dell'edificio, dalla zona climatica, dalla soluzione tecnologica scelta e dall'impiego o meno degli incentivi (che danno una grossa mano). Casa24 Plus ha chiesto all'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano di simulare lo scenario dei tempi di rientro richiesti per alcuni interventi di risparmio energetico, effettuati su un'abitazione di 100 mq con riscaldamento autonomo (villetta monofamiliare o appartamento in condominio di 15 famiglie).

Considerati i costi energetici, si può vedere allora quanto valgono i singoli tagli in bolletta e quanto occorre per ammortizzare l'intervento, distinguendo tra la sostituzione obbligata di una tecnologia a fine vita e quella volontaria di una ancora funzionante (ma che si potrebbe migliorare), con e senza incentivi, sia a Nord che a Sud: dove cambiano distribuzione dei consumi e taglia dell'investimento.

Una prima evidenza è che,  anche in case "obsolete",,  «solo poche tecnologie rientrano in tempi brevi senza il sostegno degli incentivi», spiega Davide Chiaroni, vicedirettore Energy & Strategy Group. In particolare: illuminazione (3 mesi, ma investimento piccolo), caldaie a condensazione (3 / 4 anni), e sistemi di building automation (5 / 6 anni).  Altri interventi rivelano ancora «rientri lunghi»: al Nord rifare le finestre (30 mq) con infissi in Pvc e vetri a controllo solare costa 7.500 euro e porta un risparmio annuo di 620 euro: il proprietario comincia a guadagnarci dopo 12 anni. In Sicilia, per lo stesso investimento  con un taglio annuo di 470 euro, bisogna aspettare 15 anni. Isolare le pareti (calcolando 125 mq per unità immobiliare) porta ad uno sconto del 50% sulla bolletta termica, ma richiede un investimento di 8.700 euro che si ammortizza in più di 10 anni.

Con gli incentivi però lo scenario cambia. «Dando per scontato che le tasse pagate siano sufficienti a sfruttare tutte le detrazioni , le stesse chiusure vetrate tornano competitive nella "vecchia" casa sia a Nord (rientro in meno di 5 anni) che a Sud (6 anni). Così come le pompe di calore aria-acqua. A Nord un impianto con potenza di 10 kW, che richiede una spesa di 7.500 euro e fa risparmiare 600 euro annui rispetto a una caldaia tradizionale, non si ripaga più in oltre 10 anni ma in 4,5. Al Sud, dove l'impianto pesa 8 kW e offre un taglio di 450 euro annui, per cominciare a guadagnare ci vogliono 6 anni».

leggi tutto   http://argomenti.ilsole24ore.com/condominio.html

vedi anche  http://www.qualenergia.it/articoli/20131202-efficienza-energetica-ecco-le-tecnologie-pi%c3%b9-convenienti

 

 
 

Padova, 10 febbraio 2014: blitz della Squadra mobile in via Romana Aponense, manette per Corrado Buscema.

Minacce, atti osceni, orina dal terrazzo, vandalismi sulle auto in sosta, rifiuti lasciati ovunque, vasi rotti in giardino, …… l’inferno in condominio, in via Romana Aponense 21.

Corrado Buscema, 55 anni, dopo anni di persecuzioni, intimidazioni e vessazioni, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Padova;  una misura cautelare per il reato di stalking condominiale.

Ma è corretto che un’inquilina cinquantenne a dicembre 2013, pur esasperata, possa reagire sparando contro la porta di casa del persecutore?

E’ vero, la donna, negli anni, aveva firmato ben 14 denunce, ottenendo così il divieto di avvicinamento ai luoghi da lei frequentati; il 3 aprile 2011, però, è stata comunque aggredita con schiaffi e pugni e la  condanna per Corrado Buscema è arrivata il 25 gennaio 2013.

Ma sparare è una reazione civilmente e socialmente accettabile?

leggi tutto    http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/12/news/fa-pipi-dal-terrazzo-e-minaccia-arrestato-stalker-di-condominio-1.8655328

 

 
 

dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore -  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’? http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90

dalla 2° Puntata: la Ripartizione del calore    la VALVOLA TERMOSTATICA http://www.unicasaitalia.it/news-id-93.htm#93

dalla 3° Puntata: la Ripartizione del calore - le POMPE a PORTATA VARIABILE  http://www.unicasaitalia.it/news-id-94.htm#94

DELIBERE

La legge di riferimento è la LEGGE 10 del 9 gennaio 1991 - “Norme per l’attuazione del piano energetico in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.

É fondamentale per quanto riguarda la definizione delle maggioranze per le delibere nell’adozione di sistemi di regolazione e contabilizzazione del calore in assemblea condominiale.

Il vecchio articolo 26, comma 5 della legge 10 viene modificato in base alle indicazioni dell’art. 28, comma 2, della legge n° 220 del 2012 (Riforma del Condominio, entrata in vigore il 18.06.2013) ed oggi  recita:

Articolo 26, comma 5, Legge 10/1991

“per le innovazioni relative all’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell’articolo 1120 del Codice Civile”

Articolo 1120, comma 2, Codice Civile

“i condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto: [...]”

Articolo 1136, comma 2, Codice Civile

“sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.”

Le delibere inerenti la contabilizzazione e termoregolazione del calore devono essere approvate in assemblea condominiale con la maggioranza degli intervenuti che corrisponda almeno alla metà del valore dell’edificio.

RIPARTIZIONE dei COSTI

La normativa italiana di riferimento è la norma tecnica UNI 10200:2005; essa prevede che siano ripartiti per millesimi i costi relativi alla quota fissa (spese di gestione, conduzione caldaia e servizio di contabilizzazione) e alla quota energetica (costi d’acquisto del combustibile) derivante dalle dispersioni delle rete di distribuzione del condominio, determinata da un tecnico abilitato (La precedente norma italiana e di altri stati Europei prevedeva che la percentuale dei costi del combustibile ripartita per millesimi fosse tra il 30 del 50% del totale dei consumi).

Quale millesimi devono essere utilizzati? La norma tecnica italiana attualmente in vigore, la UNI 10200:2005, definisce la ripartizione della quota a millesimi tra le unità immobiliari secondo la tabella millesimale costruita per potenza termica installata (potenza dei radiatori installati in ciascuna alloggio) e non la tabella millesimale riscaldamento redatta secondo i metri cubi riscaldati.

Il residuo costo dell’acquisto di combustibile (in percentuale tra il 50 e 70% del totale combustibile acquistato)  deve essere ripartito secondo gli effettivi consumi, e quindi in quote proporzionali alle unità termiche calcolate/rilevate dai ripartitori.

QUANTO RISPARMIO?

Con l’impianto dotato di valvole termostatiche e di ripartitori di calore, gli utenti potranno gestire nella massima autonomia il riscaldamento della propria unità condominiale, realizzando notevoli economie di esercizio perché potranno controllare le temperature ambiente locale per locale ed utilizzare completamente gli apporti di calore gratuiti (illuminazione, elettrodomestici, piani cottura, emissione di calore da televisori), che mediamente rappresentano il 4% del fabbisogno termico invernale.

Un altro rilevante vantaggio è dato dalle valvole termostatiche che, limitando l’afflusso di fluido termovettore ai radiatori posti in locali caldi, avvantaggiano la circolazione nelle zone “morte”, cioè idraulicamente sbilanciate. In questo modo si porrà fine al classico problema condominiale dei radiatori “caldissimi” e “freddissimi", garantendo che tutti siano alla giusta temperatura.

L’installazione di questa tipologia d’impianto, legata anche alla conseguente “attività forzata” di risparmio energetico da parte degli utenti, porta in molti casi ad un risparmio che è definibile tra il 15 e il 25%.

A livello individuale, l'applicazione del diverso criterio di riparto basato sugli effettivi consumi e "non solo a millesimi", produrrà un risparmio consistente a coloro che prelevano meno calore dai radiatori e/o che hanno una bassa potenza installata.

Le unità abitative poste agli esterni dell’edificio (inferiore e superiore) hanno una porzione orizzontale che disperde calore che gli intermedi non hanno.

Conseguentemente assorbiranno maggior calore, quindi più unità termiche, di quello ai piano intermedi.

In valore assoluto spenderanno molto meno che gli anni precedenti la modifica dell’impianto, ma in termine percentuale pagheranno di più delle unità immobiliari poste ai piani intermedi (e così le unità immobiliari esposte a nord rispetto quelle esposte a sud).

Alla fine di ogni esercizio avanzeranno comunque euro, anche se in percentuali diverse tra le unità immobiliari!

 

 
 

dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore -  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?

http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90

dalla 2° Puntata: la Ripartizione del calore – la VALVOLA TERMOSTATICA

http://www.unicasaitalia.it/news-id-93.htm#93

…. PER  COMPLETARE IL LAVORO ….

Il montaggio di valvole termostatiche inoltre “obbliga” alla sostituzione delle pompe di circolazione dell’acqua calda per il riscaldamento  dell’impianto con Pompe  a Portata Variabile.

Gli impianti con Pompa a Portata Variabile sono impianti che funzionano mantenendo in circolazione solo ed esclusivamente la quantità di fluido che serve a cedere il calore richiesto.

In pratica consentono un uso razionale e conveniente delle valvole termostatiche.

Solo con la Pompa a Portata Variabile,  infatti, è possibile (senza l’uso di penalizzanti by-pass e di pompe che lavorano sempre a regime massimo) tenere sotto controllo gli squilibri indotti in rete dal continuo aprirsi e chiudersi delle valvole termostatiche; squilibri che possono gravemente compromettere il funzionamento degli impianti e causare seri danni.

Pertanto le Pompe a Portata Variabile, a differenza delle pompe a portata costante, consentono di poter convenientemente:

− scegliere la temperatura voluta nei vari locali di ogni zona, ad esempio 17÷18°C nelle camere, 8÷10°C nei vani tecnici e nei locali normalmente non utilizzati;

− sfruttare il calore ottenibile da fonti energetiche interne ed esterne, cioè dall’irraggiamento solare oppure dal calore emesso dalle persone, dall’illuminazione artificiale, dagli elettrodomestici, dai forni e dai fornelli;

− ottenere in ogni locale le temperature richieste, evitando così possibili squilibri termici indotti da un irraggiamento solare non omogeneo fra i vari locali o da impedimenti (ad es. tende e nicchie) che ostacolano l’emissione termica dei corpi scaldanti.

Vantaggi, questi, d’indubbia rilevanza per quanto riguarda sia il comfort termico che il risparmio energetico.

Minor costi di gestione delle pompe dovuti al fatto che gli impianti con Pompa a Portata Variabile funzionano sempre con la portata minima necessaria a cedere il calore richiesto, mentre gli impianti con pompa a portata costante  funzionano sempre con la portata massima: diversità questa che può comportare risparmi nei costi di gestione delle pompe mediamente variabili dal 40 al 55%.

 

 

 
 

dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore -  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?  http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90

…….chiaramente è necessario che il ripartitore sia abbinato a una valvola termostatica che consente la regolazione individuale della temperatura ambiente……

La testina termostatica è un dispositivo che, installato sui radiatori (termosifoni), permette di regolare il flusso di acqua calda in base alla temperatura che si desidera raggiungere nell’ambiente; al suo interno c'è una capsula contenente un liquido* che si espande a mano a mano che la temperatura aumenta nella stanza, ed è questa espansione che andrà a premere sulla valvola del radiatore chiudendone gradualmente il flusso: in parole semplici, più fa caldo nella stanza, meno acqua passa all'interno del radiatore.

Il radiatore inizierà quindi a raffreddarsi nella parte bassa emanando meno calore e facendoci risparmiare.

Per regolare la valvola termostatica a nostro piacimento c'è una scala graduata attorno alla manopola con dei numeri che di solito vanno da 0 (zero) a 5 (cinque); tali numeri in realtà non corrispondono esattamente ad una temperatura specifica anche se si prende in considerazione che il 3 (tre) corrisponde a circa 20 gradi nella stanza.

Questa corrispondenza però varia a causa della posizione del radiatore stesso e della valvola;  per trovare la giusta corrispondenza tra il numero sulla valvola e la temperatura della stanza bisogna avere pazienza e considerare che non è possibile “inseguire” gli sbalzi della temperatura esterna, in particolare all’inizio ed alla fine della stagione invernale.

In caso che la valvola fosse messa al massimo (sul cinque) ed il radiatore fosse caldo solo nella parte alta si possono avere i seguenti casi:

1.la temperatura nella stanza è superiore ai 24 gradi (la temperatura massima ammissibile per legge è di 22 gradi**)

2.la valvola è posizionata in un angolo e/o sotto un davanzale e quindi sente più caldo di quello che c'è effettivamente nella stanza (contattare l'assistenza tecnica)

3.la valvola è rimasta bloccata in una posizione intermedia a causa dei residui presenti nelle tubazioni dell'impianto termico (contattare l'assistenza tecnica)

 * Il sensore a liquido è il più utilizzato (per il minor costo) rispetto il sensore a gas; quest’ultimo ha il vantaggio di avere una reazione più pronta rispetto il sensore a liquido.

**  Il DPR 412/93 e seguenti modificazioni, fissa il limite massimo ammissibile di temperatura in una unità immobiliare (nel vostro alloggio) a 20+2 gradi (ventidue); i trasgressori potrebbero essere puniti con ammende che arrivano anche a qualche centinaio di euro.

 

 
 

di Angelo Pesce 10 febbraio 2014 da Il Sole 24 Ore

In base ad una recente indagine dell’Osservatorio Permanente Cancelli, presentata in occasione di un Convegno tenutosi a Firenze sul tema delle “Automazioni, videosorveglianza, sicurezza e privacy in condominio”, si è scoperto che nei condomini italiani sono piuttosto preoccupanti i numeri relativi agli incidenti causati dai cancelli automatici e manuali. L’uso di questi impianti ha causato, dal 2008 al 2012, ben 69 infortuni gravi, dei quali 27 mortali causati da schiacciamento o ribaltamento del cancello, senza trascurare i piccoli infortuni comunque molto numerosi.

Nei condomini, come in qualsiasi altro edificio pubblico o privato, i cancelli automatici, i portoni dei box auto e le sbarre elettriche sono considerate macchine a tutti gli effetti, quindi soggette alla Direttiva Macchine 2006/42/CE. Tale Direttiva definisce le normative di riferimento e le caratteristiche costruttive e di sicurezza di qualsiasi macchina prodotta e prevede, al termine dei lavori, il rilascio di un “fascicolo tecnico” che il proprietario (o l’amministratore di condominio quale responsabile), dovrà conservare per almeno dieci anni.

La manutenzione prima di tutto. Spesso, a causa della cattiva o scarsa (a volte addirittura assente) manutenzione aumentano i malfunzionamenti e di conseguenza i rischi e gli incidenti. In base a quanto stabilito dalla normativa europea, gli interventi manutentivi dovrebbero essere obbligatori e a cadenza periodica. Purtroppo al momento non esiste una legge in Italia che preveda la manutenzione obbligatoria delle chiusure automatizzate e la manutenzione viene spesso effettuata solo su richiesta del cliente in presenza di disservizi.

Unicasa è sensibile agli alti rischi connessi e in tutti i condomini gestiti gli amministratori del gruppo si fanno autorizzare dall’assemblea la manutenzione periodica con verifiche semestrali.

leggi tutto   http://tecnici24.ilsole24ore.com/art/immobili/2014-02-10/cancelli-killer-numerosi-incidenti-113415.php

 

 
 

Carta Vince Milano 2013 - La raccolta di carta e cartone mette tutti d'accordo!

Giugno 2013:  a Milano era stata lanciata la campagna per la corretta raccolta differenziata di carta e cartone ideata da Comieco e organizzata in collaborazione con il Comune di Milano e Amsa, per sensibilizzare i cittadini del Comune di Milano sull’importanza di una corretta raccolta differenziata di carta e cartone e i benefici per la collettività di una attenta gestione dei rifiuti condominiali.

54 condomini nelle 9 Zone della città potevano essere i fortunati destinatari di un premio in denaro da destinare ad interventi per gli spazi comuni.

Per un intero mese (da giugno a luglio 2013) infatti gli agenti incaricati da Amsa hanno verificato la correttezza della raccolta di carta e in particolare: corretta esposizione dei bidoncini; presenza di cartone piegato/sminuzzato; assenza di evidenti frazioni di rifiuti estranei nel bidoncino bianco; assenza di carta e imballaggi cellulosici riciclabili nel sacco trasparente della raccolta indifferenziata.

I condomini che hanno dimostrato una particolare attenzione al rispetto delle regole previste per la raccolta differenziata di carta e cartone - e che sono stati quindi accertati come virtuosi - si aggiudicano un premio in denaro. Comieco eroga infatti un incentivo pari a:

1.000 Euro per i condomini con unità immobiliari inferiori a 15;

2.000 Euro per i condomini con unità immobiliari comprese tra 15 e 30;

4.000 Euro per i condomini con unità immobiliari superiori a 30.

Gli incentivi sono stati utilizzati dai condomini premiati per attività legate alla raccolta differenziata o per migliorie e manutenzione delle parti comuni come rastrelliere per le biciclette, aree verdi, aree gioco per i bambini, aree dedicate allo stoccaggio dei rifiuti, acquisto di sacchi per la raccolta o interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dello stabile.

HA VINTO IL PREMIO DI € 2.000 IL CONDOMINIO DI CORSO LODI 22, amministrato da Stefano Lefevre, amministratore Unicasa.


 

 
 

L’installazione dei misuratori di calore sui singoli radiatori è definita “ripartizione” poiché non si tratta di contacontabilizzazione diretta: misura dell’energia immessa o emessa dal corpo scaldante.

Il RIPARTITORE, installato sul radiatore in modo inamovibile senza il danneggiamento di un sigillo, è caratterizzato dalla presenza di due sonde (una relativa alla temperatura del radiatore ed una per la temperatura ambiente) e un microprocessore che, rilevando la differenza tra le due, calcola delle “unità termiche” frutto di una costante tipica del corpo scaldante stesso (legata alle dimensioni e alla tipologia), del tempo d’utilizzazione e della differenza di temperatura prima citata. L’alimentazione del ripartitore avviene a mezzo batteria la cui durata è di circa anni 10.

Questi apparecchi NON sono quindi “contacalorie”, vale a dire misuratori d’energia, ma indicatori del consumo energetico.

L’affidabilità è altissima perché sono tarati e configurati individualmente in base alle caratteristiche del radiatore: materiale e dimensioni.

Le ultime tecnologie, collaudate da anni di esperienza  all’estero, consentono il collegamento tra i ripartitori e centrali di raccolta dati per mezzo d’onde radio.

Questo consente di:

Eliminare totalmente le opere elettriche necessarie (posa cavi ed altro)

Mantenere sotto controllo in tempo reale i ripartitori per prevenire danneggiamenti e/o manomissioni

Controllare il funzionamento degli stessi

Verificare lo stato dell’alimentatore

Controllare se il ripartitore è schermato o comunque messo in condizioni di eseguire false misurazioni.

 

In questo modo gli impianti sono facilmente realizzabili, gestibili e controllabili.

Chiaramente è necessario che il ripartitore sia abbinato a valvola termostatica che consente la regolazione individuale della temperatura radiatore/ambiente. (Valvola Termostatica: prossima puntata)

 

 
 

6 febbraio 2014

Orta di Atella (Caserta): carabinieri sequestrano condominio abusivo

Un complesso edilizio del valore di 9 milioni di euro, composto da 120 unità immobiliari costruite in violazione del progetto originario è stato sottoposto a sequestro a Orta di Atella, Caserta. Gli immobili, secondo quanto accertato dai carabinieri, erano stati costruiti in maniera non conforme a quanto approvato in sede di rilascio del permesso.

Invece di realizzare attività commerciali in un’area industriale del comune casertano erano sorte delle villette a schiera messe in vendita con l’accusa di non aver rispettato il piano di lottizzazione preventiva. 

Gli immobili, secondo quanto sostenuto dai carabinieri, erano stati costruiti in maniera non conforme a quanto approvato in sede di rilascio del permesso. Due gli avvisi di garanzia notificati nei confronti di un amministratore del Comune e della titolare di un’impresa edile.

I militari del comando di Marcianise ritengono di avere individuato come il responsabile del settore urbanistico, per favorire la ditta costruttrice avesse avviato un procedimento  che prevedeva una sanzione pecuniaria, anziché l’abbattimento dello stabile fuori norma.

Leggi tutto 

http://www.youreporternews.it/2014/orta-di-atella-caserta-carabinieri-sequestrano-condominio-abusivo/

 

 
 

Nel corso degli anni che hanno preceduto la Legge 220/2012, la così detta Riforma del Condominio entrata in vigora il 18 giugno 2013, i vari disegni di legge, proposte di legge, testi unificati, prevedevano che l’amministratore fornisse una garanzia per il denaro di terzi che ha in gestione:

Disegno di Legge n. 2587 - Modifiche alla normativa in materia di condominio - SENATO DELLA REPUBBLICA ———– XIV LEGISLATURA ———– N. 2587 - DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa del senatore TUNIS - COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 14 NOVEMBRE 2003 si leggeva:

«Art. 1129. - (Nomina e revoca dell’amministratore). –  ……. L’amministratore è obbligato a prestare garanzia fideiussoria contro l’insolvenza.


Proposta di Legge  approvata in un testo unificato dal Senato il 26 GENNAIO 2011 – CAMERA DEI DEPUTATI  ------ XVI LEGISLATURE ------- N. 4041 si leggeva:

«Art. 1129. - (Nomina e revoca dell’amministratore). – …….. L’amministratore deve presentare ai condomini una polizza di assicurazione a garanzia degli atti compiuti nell’espletamento del mandato. I massimali della polizza di assicurazione non possono essere inferiori all’ammontare dell’importo dell’ultimo bilancio approvato dall’assemblea.

Nella Legge 220/2012, attualmente in vigore, tale garanzia “è scomparsa” e viene citata come facoltativa (a richiesta dell’assemblea) la sola polizza assicurativa della responsabilità civile del professionista.

Ci chiediamo: QUALI LOBBY SONO INTERVENTUTE? QUALE INTERESSE AFFINCHE' LA GARANZIA FIDEJUSSORIA NON FOSSE PREVISTA DAGLI ARTICOLI DI LEGGE?

 

 
 

di Andrea Bene da il Centro

Condominio con 50 famiglie senza riscaldamento da 15 giorni

La società del gas blocca la fornitura per 41 mila euro di bollette non pagate, a rischio anche l’acqua I proprietari accusano l’amministratore: «È sparito con le nostre quote, il Comune ci aiuti»

PESCARA. In un condominio di via Alento e via San Donato ci sono 50 famiglie che vivono al freddo dal 20 gennaio scorso.

Ma non è colpa loro, perché loro le quote condominiali per saldare i pagamenti dei consumi del riscaldamento centralizzato e dell’acqua le hanno sempre versate. Sarebbe stato l’amministratore del condominio a non provvedere al pagamento delle utenze. Così, con il passare del tempo e all’insaputa dei condomini, è cresciuto un debito mastodontico e ora la società del gas ha applicato alla lettera ciò che prevede la legge e ha staccato la fornitura.

Tutti al freddo: cinquanta famiglie, tra cui diversi bambini, anziani e persone malate. E ora potrebbe accadere lo stesso con l’acqua, perché si è scoperto che c’è anche un debito maturato con l’Aca, l’azienda acquedottistica, che supera i 36mila euro.

Perché non sono state pagate le bollette? I residenti non sanno spiegarselo, però qualche sospetto ce l’hanno. «Abbiamo sempre pagato regolarmente le quote condominiali all’amministratore», dice Ivan R., «ma non sappiamo che fine abbiano fatto i pagamenti, perché sono due anni che non vengono approvati i bilanci del condominio. L’ultimo approvato è del 2011. I rendiconti contabili del 2012 e del 2013 non li abbiamo visti».

Si chiama Arturo Ferrandina l’amministratore accusato da decine di condomini di essersi appropriato delle quote condominiali e di non aver pagato i lavori effettuati negli edifici. La sua storia è salita alla ribalta delle cronache due anni fa, quando i residenti di alcuni palazzi gestiti da Ferrandina, a Pescara e anche a Francavilla, si sono ritrovati improvvisamente debitori per lavori eseguiti e mai pagati. L’amministratore è stato denunciato più volte ed è stato persino citato in giudizio per gli ammanchi nelle casse condominiali. L’udienza si terrà addirittura tra due anni.

leggi tutto   http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/02/03/news/condominio-con-50-famiglie-senza-riscaldamento-da-15-giorni-1.8599900

 

 
 

Unicasa è UNICA A GARANTIRE IL DENARO DEI CLIENTI  http://www.unicasaitalia.it/news-id-20.htm#20

E' trascorso meno di un mese da quando abbiamo pubblicato dell'amministratore di Bologna indagato per appropriazione indebita http://www.unicasaitalia.it/news-id-65.htm#65

Ora la triste notizia arriva da Novara:

 Stefano Albertaro, l’amministratore di condomini che ha causato un ammanco di cassa tale per cui a 17 palazzi sono stati chiusi i contatori del gas, ha ammesso con una lettera inviata ai condomini le sue responsabilità (per le quali risulta stia per essere presentata una formale denuncia). Nei palazzi interessati vivono in totale circa 400 persone, compresi 78 anziani ultrasettantenni e 50 bambini con meno di 8 anni. Gente che tra l’altro non ha colpa: ha versato regolarmente le rate delle spese condominiali ed era all’oscuro che l’amministratore non avesse pagato.  In una lettera, l’amministratore Albertaro scrive che la chiusura del contatore è avvenuta «per morosità. Purtroppo ciò è dovuto a degli ammanchi di cassa… Sul conto corrente intestato al condominio non ci sono fondi perché con la rata di gennaio ho provveduto a pagare altre forniture. La mia intenzione è quella di riuscire col tempo a versare quanto dovuto… Mi scuso per l’accaduto ma è un problema che si protrae da molti anni e non ho mai avuto il coraggio di renderlo noto». Intanto, in attesa che l’Eni provvedere a riattivare le forniture dopo l’ordinanza del sindaco, gli inquilini di alcuni condomini hanno provveduto a tirar fuori di tasca loro il minimo indispensabile per “accontentare” l’Eni e indurla a riprendere l’erogazione del gas.

Leggi tutto  http://www.ilvenerdiditribuna.it/cronaca/novaresi-senza-riscaldamento-lamministratore-scrive-ammette-gli-ammanchi/

http://www.lastampa.it/2014/02/02/edizioni/novara/novara-quattrocento-famiglie-al-gelo-il-comune-ordina-riaprite-il-gas-HNN6HdLBbgbYDmhDUI8Y9J/pagina.html

DAL 2010 Unicasa è UNICA IN ITALIA A GARANTIRE IL DENARO DEI CLIENTI

http://www.unicasaitalia.it/news-id-20.htm#20

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 
 

«Il mix è affascinante, la trama difficilmente inquadrabile in un genere, il risultato felice.» IL MATTINO

 «Sloan riesce a scrivere uno di quei romanzi che non si riescono a mollare. Una pagina (elettronica o di carta, poco importa) dietro l'altra, per correre a scoprire come finisce.» F

 «Una detective story da divorare senza interruzioni.» MARIE CLAIRE

 «Stavolta l’idea suggestiva di Sloan, ex manager di Twitter poco più che trentenne, è quella di raccontare una storia labirintica alla Borges utilizzando però le competenze ipertecnologiche legate a Google. Il mix è affascinante, la trama difficilmente inquadrabile in un genere, il risultato sicuramente felice.» IL MATTINO

«C’è un libro che unisce il mondo della tecnologia e quello del libro di carta, passando dall’uno all’altro, con una trama che strizza l’occhio ai bestseller esoterici ma anche ai capolavori di Jorge Luis Borges. Si intitola Il segreto della libreria sempre aperta.» IL GIORNALE

«Irresistibile.» NEWSWEEK

«Fantastico: è un piacere tuffarsi nel mondo creato da Sloan. Il libro è pieno di nerd e di personaggi splendidi, ed è una celebrazione dei libri siano essi di carta o di inchiostro elettronico…» WIRED

 «Una storia spiritosa, intelligente e particolarissima scritta con il cuore.» THE ECONOMIST

«Un’avventura surreale, una detective story esistenziale e un armadio delle meraviglie che ti lascia senza fiato.» NEWSDAY

«Uno dei libri più intelligenti e divertenti di questi ultimi anni.» NPR BOOKS

 

 
 

Guida alle novità normative

da Il Ghirlandaio – Magazine di Real Estate, Arte e Architettura  30.01.2014

 

Uno dei problemi che affliggono i condomini, oltre alle rate del condominio, sono i lavori di ristrutturazione dell'immobile in cui abitano. Per non trovarsi di fronte a rilevanti sacrifici economici, occorre tener presente alcune norme e non da ultimo quelle definite con il recente decreto Destinazione Italia.

Ecco quindi una guida per una scelta responsabile delle spese da affrontare.

Innanzitutto va ricordato che i condomini devono essere sempre preventivamente informati di quanto si deciderà in assemblea ed è quindi indispensabile sapere quale è il tipo di interventi da effettuare e le modalità di esecuzione. I lavori si dividono in normale amministrazione, straordinari e innovativi.

Per lavori ordinari si intendono quelli di conservazione dell'immobile, ovvero quelli di manutenzione per garantirne il normale uso.

Quelli straordinari sono aggiuntivi all'ordinaria manutenzione e rappresentano l'installazione di un bene.

I lavori innovativi, in base a quanto stabilisce l'articolo 1120 del Codice civile, rappresentano una modifica totale o parziale dell'immobile, cambiandone godimento e destinazione.

Di solito sono questi tipi di interventi che rappresentano un maggior onere finanziario per i condomini e quindi le decisioni vanno ponderate. Occorre quindi prendere tutte le informazioni del caso per evitare poi eventuali contenziosi giudiziari con l'impresa che esegue i lavori.

Come procedere? Una volta individuati i lavori bisogna predisporre un capitolato tecnico sulla base del quale raccogliere le offerte delle varie imprese che ciascun condomino ha il diritto di proporre. Una volta raccolte le offerte spetta all'assemblea condominiale la decisione a maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell'edificio.

Diversa la maggioranza richiesta per i lavori innovativi. L'articolo 1136 del Codice civile stabilisce che occorrono i voti della maggioranza degli intervenuti e almeno due terzi dei millesimi. Con l'entrata in vigore a dicembre scorso del decreto Destinazione Italia per deliberare gli interventi finalizzati al risparmio energetico, occorre il terzo dei millesimi purché il voto sia sempre espresso dalla maggioranza dei presenti. Questo perché il governo ha voluto favorire un atteggiamento più attento al risparmio energetico.

Però prima di deliberare opere straordinarie o innovative è necessario costituire un fondo. Il decreto Destinazione Italia è intervenuto sull'articolo 1135 del Codice civile che aveva resto troppo stringenti le norme di costituzione del fondo e quindi di fatto reso difficili i lavori straordinari. Infatti la vecchia normativa imponeva la raccolta dell'intera somma per far fronte al pagamento di tutta l'opera in modo da evitare il rischio per l'impresa di non essere soddisfatta nei pagamenti. Il decreto Destinazione Italia invece prevede che possa essere stipulato un contratto in base al quale il pagamento è graduale in relazione allo stato di avanzamento dei lavori e quindi il fondo può essere costituito in base ai singoli pagamenti dovuti all’azienda dell'appalto man mano che i lavori procedono. In questo modo vengono superati i problemi che limitavano le decisioni condominiale per lavori straordinari o innovativi. Se però la delibera sui lavori non contiene la costituzione del fondo diventa nulla.

Problemi possono sorgere nei casi di morosità dei condomini. Può accadere che un condominio versi il primo acconto all'impresa ma poi non sia in grado di far fronte agli altri pagamenti nel corso dei lavori perché ci sono dei morosi. In questo caso, se il contratto lo prevede, l'impresa può sospendere i lavori. Se però il contratto non prevede questa clausola, valgono le regole del Codice civile in tema di inadempimento nel senso che l'azienda può risolvere il contratto e chiedere i danni. Altro punto importante è la presenza di un direttore dei lavori che sorvegli la buona esecuzione dei lavori e ne riferisca all'amministratore.

 

 
 

Redazione - 29/01/2014 - 07:14  da ilgiornale.it

Milano: dalla badante «condominiale», che scatterà da un pianerottolo all'altro per seguire più anziani alla volta, al mercato del Welfare, ossia la possibilità per gli over 65 di reddito medio di acquistare a cifre modiche quei servizi sociali a cui per questioni di reddito non avrebbero diritto.

Dai pasti caldi a domicilio alla teleassistenza, il Comune da settembre «apre» il mercato, si comincia con 15mila anziani per allargare l'offerta se il sistema funziona. Sono alcune delle novità anticipate ieri dall'assessore Piefrancesco  Majorino al forum per le Politiche sociali.
Si parte con l'Albo delle badanti, già lanciato anni fa dall'ex sindaco Letizia Moratti, e delle baby sitter. Dal 10 febbraio anziani e famiglie con bambini potranno consultare l'elenco di assistenti «doc», contando anche sulla nuova formula della badante di condominio. In collaborazione con il Pio Albergo Trivulzio e alcuni soggetti del Terzo settore, il Comune avvia questo sistema di ricerca di assistenti familiari con l'obiettivo di creare nel giro di un anno un elenco di circa 2mila badanti e alcune centinaia di baby sitter. Il nuovo sistema di ricerca, formazione e offerta di assistenti familiari garantirà alle famiglie l'impiego di personale qualificato, adeguatamente formato e adattabile alle esigenze, in termini di numero di ore e possibilità economiche.
Scatta da settembre invece la seconda parte del «pacchetto Welfare», l'assistenza domiciliare a pagamento per chi non ha un reddito basso. Dall'accompagnamento all'assistenza domiciliare, chi non ha accesso gratuito ai servizi perché non è sufficientemente povero, ma nemmeno ha un reddito così alto da permettersi l'assistenza privata, potrà rivolgersi al Comune per ottenere, attraverso il pagamento di una quota commisurata al reddito.

Gli anziani non autosufficienti sono circa 40mila.

In città operano circa 32mila badanti, tra regolari e irregolari.

Il Comune ad oggi assiste a casa 4.380 anziani,  4mila in case di riposo e centri diurni.

Mentre al forum del Welfare si raccontano le novità, nei centri anziani del Comune è invece in atto una mini-rivolta per le pulizie sospese da inizio gennaio per colpa di ritardi nell'appalto. Corsi e le attività pomeridiane sono praticamente bloccate e la situazione, spiega il consigliere di Fi Fabrizio De Pasquale, «rischia di allungarsi fino al 20 di febbraio. Questa mancata programmazione dimostra disattenzione verso gli anziani».

Leggi tutto http://www.ilgiornale.it/news/milano/badanti-condominio-e-albo-baby-sitter-986771.html

 

 
 

Riportiamo di seguito 7/8 articoli: dal Sole 24 Ore alle riviste femminili, dalle associazioni di categoria alle associazioni dei consumatori, poche idee più volte ripetute....

Come tagliare di un terzo le spese condominiali

 di Emiliano Sgambato   Casa24

Efficienza energetica, gestione oculata di appalti e fornitori e taglio degli sprechi sono i filoni di intervento su cui si può agire per ridurre le spese condominiali: è possibile risparmiare da un minimo del 10% fino al 40% e oltre nei casi delle maggiori inefficienze.
riscaldamento
Se la stima può sembrare esagerata, basti pensare che il passaggio da un sistema «centralizzato» a uno di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore può portare a un risparmio medio del 25-30% sulle spese di riscaldamento, che incidono in genere per il 40% o più del bilancio condominiale. Se oltre al montaggio delle valvole termostatiche ai caloriferi si decide di cambiare anche la caldaia e fare interventi di coibentazione, poi, i risparmi aumentano fino a dimezzare le spese, almeno per chi è disposto a limitare le ore di utilizzo dell'impianto e ad avere in casa temperature attorno ai 20 gradi. Sul totale delle spese, quindi, solo il risparmio sulla voce riscaldamento può incidere per una media del 15 per cento.

Tutto facile quindi? «In realtà – commenta Carlo Parodi, direttore Centro studi Anaci – per questo come per altri interventi, la necessità di un investimento iniziale (che si può stimare in 120 euro a radiatore senza considerare interventi più onerosi come il cambio di caldaia, ndr) è il freno più grosso, assieme allo scetticismo per le novità e alla scarsa partecipazione alla vita condominiale». In questi casi possono venire incontro formule commerciali proposte da alcuni operatori specializzati: l'impresa, dopo avere valutato gli interventi necessari, propone un preventivo di spesa distribuito su più anni, in modo che l'investimento sia ripagato in realtà dai risparmi ottenuti. Ad esempio, si potrebbe arrivare a un accordo che prevede il pagamento per cinque anni dello stesso importo corrisposto nell'ultimo anno: l'impresa incasserebbe i risparmi che i singoli condomini vedrebbero in bolletta dal sesto anno.

Un altro 10-15% circa di risparmi (fino ad arrivare quindi al 30% in caso di edifici con centralizzato che scelgano la termoregolazione) può essere ottenuto attraverso il taglio degli sprechi e con una gestione attenta dei rapporti con i fornitori.

Fornitori
Dalle pulizie alla manutenzione del verde, dalle piccole riparazioni fino agli appalti per opere straordinarie: in tutti questi casi è bene confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato di riferimento; e rivedere i contratti periodicamente per verificare che il fornitore "storico" non pratichi condizioni oramai fuori mercato. Si può agire anche sulle utenze (luce e acqua, ma anche il telefono per ascensore e portineria): l'apertura del mercato può offrire sconti interessanti.
Da valutare con attenzione l'offerta delle società multiservizi, soprattutto se non si dispone di una portineria (o se si pensa di tagliare anche questa, che in media costa dai 30 ai 40mila euro l'anno). «Possono essere convenienti – argomenta Roberta Odoardi, direttore generale Anammi – ma chi vuole risparmiare deve mettere in conto che garanzie del tipo "tutto compreso" e "24 ore su 24" spesso vengono fatte pagare care». Di certo, aumentando la massa di lavori gestiti, queste società possono praticare prezzi più contenuti. «Ma è possibile anche agire dal basso – commenta Parodi dell'Anaci – promuovendo una sorta di consorzio tra più condomini della stessa zona».
Molti risparmi, infine, possono arrivare da semplici accorgimenti, che se applicati quotidianamente portano vantaggi consistenti. L'Anammi ne ha individuati alcuni, dalla riduzione degli sprechi di acqua e luce alla regolare manutenzione degli impianti, dal monitoraggio dei consumi al corretto utilizzo dei beni comuni

 

Come fare per risparmiare sulle spese condominiali

Panorama.it

Per spendere meno occorre riconsiderare il riscaldamento centralizzato e i contratti con i fornitori e il portiere

Nonostante i consigli in rete su come e quanto risparmiare sulle spese condominiali fiocchino, non fatevi troppe illusioni: riuscire a diminuire questi costi, che incidono ogni anno sul budget familiare, è forse la cosa più difficile.

Il perché è sotto gli occhi di tutti: in un condominio si decide insieme e mettere d’accordo un discreto numero di famiglie, che riescono a malapena a tollerarsi, non è facile.

I tempi, poi, sono più o meno quelli della politica: se a un capofamiglia per cambiare fornitore di gas bastano una manciata di giorni, per un amministratore possono essere necessari diversi mesi.

Del resto bisogna affrontare l’argomento in assemblea , metterlo ai voti magari nella successiva e, solo dopo il via libera, avviare l'iter per il cambio di fornitore.

Eppure se i residenti sono virtuosi, i risparmi ci sono. Eccome. Basterebbe seguire le indicazioni della stampa specializzata o le "dritte" che si trovano in rete nei numerosi siti dedicati all’economia domestica.
Tre i capitoli da affrontare: portineria, riscaldamento e fornitori. Ecco come.

Riscaldamento
Secondo i calcoli di Casa24, l'inserto dedicato all'immobiliare del quotidiano degli industriali, per abbattere i costi occorre anzitutto riconsiderare il riscaldamento centralizzato: il passaggio a uno di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore può portare a un risparmio medio del 25-30% sulle spese di riscaldamento, che incidono in genere per il 40% o più del bilancio condominiale.

Dotare il condominio di pannelli fotovoltaici potrebbe contribuire, inoltre, a renderlo più indipendente dal punto di vista energetico, anche se l'investimento iniziale potrebbe scoraggiare parte dei condomini.

Fornitori
Nel vademecum dell'associazione nazionale degli amministratori immobiliari (Anammi) la prima regola è quella di porre una maggiore "attenzione agli sprechi" (luce e acqua, in primis) e la seconda quella di rivedere, laddove si può, i contratti esistenti con fornitori e gestori di servizi: energia, gas, pulizie, manutenzione del verde, piccole riparazioni e appalti per opere straordinarie.

In tutti questi casi è sempre bene confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato di riferimento e rivedere i contratti periodicamente per verificare che il fornitore non pratichi tariffe fuori mercato.

Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria (come la pulizia di scale e giardino), di sicuro l'autogestione rappresenta la scelta più economica, ma non tutti i residenti, ovviamente, potrebbero essere disponibili.

Portiere
Un altro capitolo sui cui effettuare tagli è anche quello della portineria. Se la struttura lo permette, in questo caso è possibile rinunciare alla figura del portiere decidendo di rivolgersi alla vigilanza delle guardie giurate oppure rinegoziare il contratto da tempo pieno a part-time.

rete su come e quanto risparmiare sulle spese condominiali fiocchino, non fatevi troppe illusioni: riuscire a diminuire questi costi, che incidono ogni anno sul budget familiare, è forse la cosa più difficile.

Il perché è sotto gli occhi di tutti: in un condominio si decide insieme e mettere d’accordo un discreto numero di famiglie, che riescono a malapena a tollerarsi, non è facile.

I tempi, poi, sono più o meno quelli della politica: se a un capofamiglia per cambiare fornitore di gas bastano una manciata di giorni, per un amministratore possono essere necessari diversi mesi.

Del resto bisogna affrontare l’argomento in assemblea , metterlo ai voti magari nella successiva e, solo dopo il via libera, avviare l'iter per il cambio di fornitore.

Eppure se i residenti sono virtuosi, i risparmi ci sono. Eccome. Basterebbe seguire le indicazioni della stampa specializzata o le "dritte" che si trovano in rete nei numerosi siti dedicati all’economia domestica.
Tre i capitoli da affrontare: portineria, riscaldamento e fornitori. Ecco come.

Riscaldamento
Secondo i calcoli di Casa24, l'inserto dedicato all'immobiliare del quotidiano degli industriali, per abbattere i costi occorre anzitutto riconsiderare il riscaldamento centralizzato: il passaggio a uno di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore può portare a un risparmio medio del 25-30% sulle spese di riscaldamento, che incidono in genere per il 40% o più del bilancio condominiale.

Dotare il condominio di pannelli fotovoltaici potrebbe contribuire, inoltre, a renderlo più indipendente dal punto di vista energetico, anche se l'investimento iniziale potrebbe scoraggiare parte dei condomini.

Fornitori
Nel vademecum dell'associazione nazionale degli amministratori immobiliari (Anammi) la prima regola è quella di porre una maggiore "attenzione agli sprechi" (luce e acqua, in primis) e la seconda quella di rivedere, laddove si può, i contratti esistenti con fornitori e gestori di servizi: energia, gas, pulizie, manutenzione del verde, piccole riparazioni e appalti per opere straordinarie.

In tutti questi casi è sempre bene confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato di riferimento e rivedere i contratti periodicamente per verificare che il fornitore non pratichi tariffe fuori mercato.

Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria (come la pulizia di scale e giardino), di sicuro l'autogestione rappresenta la scelta più economica, ma non tutti i residenti, ovviamente, potrebbero essere disponibili.

Portiere
Un altro capitolo sui cui effettuare tagli è anche quello della portineria. Se la struttura lo permette, in questo caso è possibile rinunciare alla figura del portiere decidendo di rivolgersi alla vigilanza delle guardie giurate oppure rinegoziare il contratto da tempo pieno a part-time.

 

Le dritte di Altroconsumo: Vigilare sulle spese condominiali

di Beba Minna

I proprietari di casa hanno diritto a monitorare l'attività dell'amministratore del loro palazzo. La preoccupazione più frequente è capire che fine fa realmente il denaro versato nella cassa comune. A volte leggere le carte non basta, ecco qualche consiglio di Altroconsumo per destreggiarsi al meglio.

Spesso saltiamo volentieri le riunioni di condominio pensando che siano inutili occasioni di conflitto animato con i vicini di casa. La stessa resistenza è comune nei confronti dell'amministratore, considerata il più delle volte una figura professionale poco amica. Tra spese condominiali, rate del riscaldamento, facciate da rimettere a posto e parti comuni da dipingere, gli amministratori sembrano sempre e soltanto chiedere tanti soldi. A loro difesa va detto che gestire un condominio non è sempre facile, anche perché la legge (qui il testo in .pdf ), il più delle volte, è così generica che non aiuta né gli amministratori né i condomini.

I regolamenti. I proprietari di casa hanno tutto il diritto di vigilare sull'attività dell'amministratore. La preoccupazione più frequente è capire che fine fa realmente il denaro versato nella cassa comune. A volte leggere le carte non basta, ecco qualche consiglio di Altroconsumo per destreggiarsi al meglio. L'amministratore ha un duplice compito: deve presentare il preventivo con le spese previste e fare un rendiconto di fine anno, che illustra nel dettaglio come è stata condotta la gestione. Dunque, prima promette una certa condotta di spesa e poi deve confermarla, calcolatrice alla mano. A questo punto interveniamo noi condomini. Interpretare un rendiconto, per quanto dettagliato, non è facile. L'assemblea, tra cori di voci concitate, non è la migliore occasione per togliersi i dubbi. Per questo, il primo consiglio è dare un'occhiata ai documenti e farsi i propri ragionamenti con calma a casa. La legge, però, non impone all'amministratore di consegnare i documenti contabili in anticipo a tutti (magari allegandoli alla lettera di convocazione dell'assemblea). Se lo chiedete, però, è vostro diritto farvi consegnare le carte prima dell'assemblea e anche di esaminare l'estratto conto del palazzo, così da controllare entrate, uscite e interessi maturati. La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento e non richiede alcun tipo di giustificazione.

Secondo la Corte di Cassazione , se l'amministratore si rifiuta di consegnare la documentazione, la delibera presa successivamente dall'assemblea può anche essere annullata. Tra le voci di spesa compare il compenso dell'amministratore. I tariffari professionali sono stabiliti dalle associazioni di categoria, ma non hanno un valore legale: non sono obbligatori, servono come indicazioni di massima per gli iscritti, ma i condomini possono stabilire anche compensi del tutto diversi.

 

Come Diminuire le Spese Condominiali

Risparmioclick.it

Se si vive in un piccolo condominio è possibile che le spese condominiali siano poche e di piccoli importi. Nei grandi condomini invece è molto più facile che le spese siano molteplici e di entità maggiori.

In entrambi i casi è talvolta possibile eliminare gli sprechi o, se vi sono dei servizi di cui non se ne può fare a meno, ottimizzarli riducendo i costi. Andremo ora a fare una piccola analisi sui fattori che incidono principalmente sulle spese condominiali: l’energia elettrica, il riscaldamento, le pulizie, la portineria e l’amministrazione.

Una delle spese più pesanti da sostenere per i condomini è quella del rifacimento del tetto. E’ possibile però utilizzare quest’occasione per risparmiare sull’energia elettrica. In che maniera? Si potrebbe sfruttare il momento ed installare un impianto fotovoltaico che produrrà in maniera autonoma e gratuita corrente elettrica. In alcune situazioni è anche possibile ricevere dallo stato dei contributi, che se utilizzati, ridurranno i tempi di ammortamento della spesa sostenuta per i pannelli solari. E’ possibile sfruttare questa situazione anche in un altra maniera: fittare il tetto a terzi interessati a realizzare l’impianto. In tale maniera sarà possibile evitare la spesa dell’investimento iniziale.

Parliamo ora del riscaldamento. Sempre più persone fanno uso di quello autonomo, riducendo al massimo gli sprechi. Il riscaldamento centralizzato infatti è sicuramente da evitare. E’ possibile risparmiare anche grazie a piccoli interventi di manutenzione sulla caldaia e sugli infissi.

Anche le cosiddette pulizie delle scale incidono sulle spese di condominio. In alcuni condomini, di solito quelli più piccoli, ogni condomine tiene pulito il proprio pianerottolo ed a turno ci si occupa di pulire l’ingresso.

La portineria è un altro fattore che incide sulle vostre spese? Questo capita solo a coloro che vivono in un grande palazzo o in un residence che ospita un elevato numero di famiglie. E’ probabile che dove viviate la figura del portiere sia indispensabile e quindi è difficile che potrete farne a meno. E’ possibile però ridurre questa spesa assumendo un portinaio part time in modo tale che sia presente solo nelle ore del giorno che si ritengono più importanti.

Parliamo infine delle spese di amministrazione. Fidarsi e bene, non fidarsi è meglio. Anche se si crede di aver trovato un buon amministratore, è sempre bene che tutte le spese per gli appalti di fornitura o servizi siano gestiti correttamente.

interessati a realizzare l’impianto. In tale maniera sarà possibile evitare la spesa dell’investimento iniziale.

Parliamo ora del riscaldamento. Sempre più persone fanno uso di quello autonomo, riducendo al massimo gli sprechi. Il riscaldamento centralizzato infatti è sicuramente da evitare. E’ possibile risparmiare anche grazie a piccoli interventi di manutenzione sulla caldaia e sugli infissi.

Anche le cosiddette pulizie delle scale incidono sulle spese di condominio. In alcuni condomini, di solito quelli più piccoli, ogni condomine tiene pulito il proprio pianerottolo ed a turno ci si occupa di pulire l’ingresso.

La portineria è un altro fattore che incide sulle vostre spese? Questo capita solo a coloro che vivono in un grande palazzo o in un residence che ospita un elevato numero di famiglie. E’ probabile che dove viviate la figura del portiere sia indispensabile e quindi è difficile che potrete farne a meno. E’ possibile però ridurre questa spesa assumendo un portinaio part time in modo tale che sia presente solo nelle ore del giorno che si ritengono più importanti.

Parliamo infine delle spese di amministrazione. Fidarsi e bene, non fidarsi è meglio. Anche se si crede di aver trovato un buon amministratore, è sempre bene che tutte le spese per gli appalti di fornitura o servizi siano gestiti correttamente.