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Ultime novità da Unicasa Italia

 
 


Savona. Oggi un gruppo di studio dell’Università di Genova, Facoltà di Ingegneria, Thermochemical Power Group, ha visitato la centrale oceano-termica funzionante presso il condominio “Torre Orsero” a Savona, accompagnata dal progettista l’ingegner Gaminara e dall’amministratore.



La visita rientra in un progetto di ricerca su base europea in esito all’utilizzo ed ai riscontri offerti dalle energie alternative e progetti ad alta evoluzione tecnologica.



La centrale oceano-termica  è stata recentemente oggetto di un aggiornamento ed ammodernamento operato dall’amministrazione e dal condominio ed ora rappresenta uno dei tre siti perfettamente funzionanti in Italia basati sullo sfruttamento del gradiente termico marino.



Superati tutti i problemi iniziali, l’impianto ha ora iniziato a produrre energia in maniera soddisfacente con benefici che presto andranno ad avere riscontro sulla gestione dell’intero complesso.



Si può dire che il condominio “Torre Orsero” abbia superato i suoi problemi iniziali ed ora non solo funziona bene, ma funge anche da oggetto di studio a livello europeo per le peculiarità che esso presenta.



Leggi tutto   http://www.ivg.it/2014/04/savona-gli-studenti-di-ingegneria-visita-studio-al-condominio-torre-orsero/


 

 
 


Roma, 23 aprile 2014 da TMNews.it



Il condomino non deve fornire prove documentali delle informazioni rese all'amministratore per la tenuta del "registro di anagrafe condominiale". Può invece chiedere all'amministratore copia integrale, senza oscuramenti, degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale. Lo ha chiarito il Garante privacy in risposta ad alcuni quesiti rivolti da Confedilizia e da singoli cittadini sulle novità introdotte dalla legge numero 220 del 2012, che ha modificato la disciplina del condominio.



L'Autorità ha ribadito innanzitutto che, in base alla disciplina privacy, l'amministratore può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire. Può, dunque, acquisire le informazioni che consentono di identificare e contattare i singoli partecipanti al condominio - siano essi proprietari, usufruttuari, conduttori o comodatari - chiedendo le generalità comprensive di codice fiscale, residenza o domicilio. Può chiedere, inoltre, i dati catastali: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il Comune. Non può invece chiedere, perché risulterebbe eccedente, copia della documentazione: come, ad esempio, l'atto di compravendita in cui sono riportati i dati. Per quanto riguarda poi le informazioni relative alle "condizioni di sicurezza", con l'entrata in vigore del "Decreto Destinazione Italia" i condomini non dovranno più fornire alcuna informazione sulla propria unità immobiliare, perché i dati da raccogliere riguardano solo le parti comuni dell'edificio.



L'Autorità ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al cosiddetto "conto condominiale", che deve essere aperto e utilizzato dall'amministratore, e sul diritto di ciascun condomino di accedere alla relativa documentazione. In particolare, a seguito della riforma, il Garante ha chiarito che nonostante il conto sia intestato al condominio i singoli condomini sono ora titolari di una posizione giuridica che consente loro di verificare la destinazione dei propri esborsi e l'operato dell'amministratore mediante l'accesso in forma integrale, per il tramite dell'amministratore, ai relativi estratti conto bancari o postali. Tale principio, già sancito in linea generale dal Garante nelle linee guida in ambito bancario, riconosce infatti il diritto di ottenere "copia di atti o documenti bancari" senza alcuna limitazione, neanche nelle forme di un parziale oscuramento, anche se contengono dati personali di terzi.


 

 
 


Con la sentenza 9 aprile 2014, n. 15906 la Quinta Sezione della Corte di Cassazione interviene nello spinoso ambito delle misure cautelari recentemente introdotte per far fronte all’insidioso e terribile fenomeno delle condotte persecutorie, affermando che in presenza di conclamate e non altrimenti fronteggiabili esigenze di protezione della vittima recedono anche diritti pur astrattamente soppesabili nella commisurazione dello strumento cautelare.



È legittima la misura cautelare che impone allo stalker di allontanarsi dall'edificio in cui vive la vittima anche quando tale edificio coincide con il condominio dove lo stesso stalker abita assieme alla propria famiglia, in quanto è irrilevante che la misura cautelare influisca negativamente sull'esercizio del diritto alla genitorialità.



Leggi tutto  http://www.altalex.com/index.php?idnot=67323


 

 
 


da paviafree.it   di   Paola Montonati



Con quest’aria un po’ festosa per l’arrivo della Pasqua, questa primavera ormai giunta che invoglia ad aprire porte e finestre, il pericolo di essere derubati o quantomeno raggirati è in netto aumento.



Ci sono falsi tecnici del gas o dell’acqua che fingendo di controllare i contatori riescono a sottrarre agli anziani i risparmi di una vita, oppure arrivano dei finti poliziotti o finanzieri che mentre cercano di avvertire le loro vittime di questa minaccia in realtà se ne vanno dopo aver derubato intere famiglie dei loro averi.



Ma i raggiri dei truffatori non hanno limiti, come dimostra il fatto che, negli ultimi giorni, furti e truffe sono aumentate, grazie anche al fatto che, con la scusa di un bigliettino d’auguri pasquale, molti anziani sono stati derubati.



Tra i casi più recenti ci sono quelli di un truffatore che si è finto un agente della polizia locale, con un tesserino contraffatto e una falsa divisa, sostenendo alcune gravi violazione al codice della strada, mentre in un altro caso i criminali, con la scusa di alcuni furti commessi nella zona, hanno chiesto alle vittime di far vedere dove tenevano nascosti oro e gioielli.



Numerosi poi sono i casi di ladri che, fingendosi tecnici della Rai o operai incaricati dal condominio di dare una occhiata all’impianto elettrico, sono entrati nell’appartamento delle loro vittime e ne sono usciti con soldi, che avevano regolarmente chiesto ai truffati come compenso del lavoro svolto, senza che questi si rendessero conto dell’inganno subito.



E per i venditori a domicilio? Questo genere di attività presuppone una previa comunicazione al Comune e il venditore deve esibire un tesserino di riconoscimento, che deve essere numerato e contenere le generalità dell’incaricato.



In ogni caso non si deve far entrare nessuno e chiamare subito le forze dell’ordine.



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La struttura, finanziata dall'Itis accoglierà studenti, anziani e disabili ed è stata realizzata all'insegna dell'innovazione, con sistemi efficienti e domotici



Favorire l'integrazione sociale, rappresentando al contempo un esempio educativo per i giovani. Il condominio, denominato 'solidale' perché prevede la coabitazione di studenti, anziani e disabili sotto lo stesso tetto, è stato inaugurato nella giornata di ieri a Trieste.



Il progetto  L'edificio si sviluppa su cinque piani e comprende 18 appartamenti e diverse aree comuni, tra cui una grande sala, una terrazza e la lavanderia, per favorire, oltre la permanenza a domicilio di persone non completamente autonome, l'integrazione tra generazioni e lo sviluppo di nuovi modelli di gestione della quotidianità. Inoltre, per favorire l'integrazione con la cittadinanza del territorio, alcune aree comuni saranno accessibili a frequentatori esterni per attività ricreative e sociali.



Sistemi domotici  Grande attenzione è stata riservata anche al risparmio energetico e all'impatto sull'ambiente. La struttura è stata riqualificata dotandola di tecnologie innovative, fra cui sistemi domotici.



Per lo sviluppo del progetto  ha avuto un ruolo importante "Helps - Housing and home care for eldery and vulnerable people and local partnership strategies" progetto comunitario della durata di tre anni http://www.helps-project.eu/



Leggi tutto    http://www.casaeclima.com/ar_17897__BREVI-Enti-Locali-trieste-condominio-domotica-Trieste-inaugurato-il-primo-condominio-solidale-ed-energeticamente-sostenibile.html


 

 
 


L'uomo, dopo la condanna a 4 anni, si era reso irreperibile. Ma è stato intercettato e arrestato a Vigevano



Da       Ilgiorno.it    di Umberto Zanichelli



Vigevano (Pavia), 7 aprile 2014 - Nell’arco di poco più di 5 anni, tra il gennaio del 2001 e l’ottobre del 2006, in qualità di amministratore di diversi immobili di Milano, aveva trattenuto per sé il denaro che gli inquilini gli avevano versato per le competenze e le spese di manutenzione. Una somma enorme, circa 500 mila euro, che si era intascato, facendo poi perdere le sue tracce. A suo carico era scattata la denuncia per appropriazione indebita che era sfociata in una condanna a 4 anni di reclusione. Ma quando, lo scorso 25 marzo, avrebbe dovuto essere arrestato, G.O., 58 anni, ora agente di commercio residente a Milano, si era reso irreperibile. Tempo qualche giorno e i carabinieri di Vigevano lo hanno rintracciato in città e nel pomeriggio di ieri lo hanno arrestato in ossequio all’ordine di carcerazione emesso quel giorno stesso dalla Procura della Repubblica di Milano. Subito dopo l’uomo è stato condotto nel carcere dei Piccolini dove sconterà la sua pena.


 

 
 


“Urla e gemiti” durante il sesso, il condominio si ribella



Genova - Sesso troppo focoso e soprattutto troppo rumoroso. Che è costato per ora una condanna (in primo grado) a 6 mesi per un 42enne di Vigodarzere (Padova), colpito da una fattispecie della legge che punisce lo stalking.



L’uomo è stato denunciato dai vicini di casa, che l’hanno accusato di intrattenere rapporti troppo focosi con la propria fidanzata. Nella denuncia firmata dai dodici condomini, costituitisi parte civile nel processo, si parla di «urla e gemiti che disturbano la quiete dei condomini e il decoro del fabbricato stesso». L’avvocato dell’uomo ha già annunciato il ricorso in appello.



Da http://www.ilsecoloxix.it/


 

 
 


Venerdì  11 aprile 2014 presso i locali della Pubblica Assistenza di Siena  97, si è tenuto l’incontro “Sulla psicologia condominiale, la norma e la recente legge di riforma” organizzato dalla Pubblica Assistenza di Siena con il patrocinio del Comune di Siena e della Asl 7. L’incontro in oggetto è nato dalla constatazione che molto spesso le liti condominiali nascono a causa della mancata conoscenza dei propri diritti e doveri. Ciò poiché i condomini talvolta non conoscono o non comprendono la normativa che disciplina la materia condominiale e non prestano attenzione alle regole loro imposte dal regolamento di condominio. A tale fatto si deve aggiungere che molto spesso le persone tendono a considerare la propria abitazione come un prolungamento della propria persona ed a prendere quindi, come offesa personale un comportamento, magari anche legittimo, di un altro condomino.



Il fine ultimo di questo incontro è stato quindi quello di conoscere un po’ meglio i diritti e doveri che in generale ci assumiamo in qualità condomini e di comprendere i meccanismi psicologici che possono involontariamente indurci a tenere comportamenti aggressivi o a covare rancori ingiustificati per evitare che una errata valutazione del proprio o dell’altrui comportamento possa indurre ad uno scontro personale/legale che avrebbe potuto essere evitato. In particolare cercheremo di capire come uscire dai conflitti ed imparare ad esprimere il proprio pensiero in modo assertivo arrivando ad un compromesso o all’accordo.



il contributo di Unicasa progetto “Rispetto & Tolleranza” http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf



Oltre al tema legale è stato affrontato il tema relazionale e psicologico del condominio ovvero come mai non riusciamo ad andare d’accordo con il nostro vicino. La psicologa ha spiegato che significato ha per noi la casa (spazio di espressione personale, rifugio, sicurezza, radici) e perché a volte è difficile confrontarsi con “l’altro” per trovare una soluzione senza fermarsi alla mera accusa (è colpa tua!). Sono state spiegate le tre modalità di comunicazione verbale e non verbale (passivo, aggressivo e assertivo) che usiamo tutti i giorni, prestando attenzione al comportamento verbale assertivo. L’assertività (dal latino "asserere" che significa "asserire"), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore. Durante l’intervento è stata sottolineata l’importanza dell'autostima di sé stessi nella condotta assertiva, poiché chi si vuole bene si relaziona in maniera adeguata con gli altri ed ha una vita sociale più felice. La psicologa ha concluso il suo intervento sottolineato i sette punti fondamentali per affrontare i conflitti, ovvero: Uscire dalla logica “di chi è la colpa” e utilizzare quella del “perché è successo”; sviluppare la logica della negoziazione; ragionare sui fatti e non farsi guidare da opinioni personali e idee preconfezionate; lasciare che il conflitto si manifesti e gestirlo subito; mettere in luce le differenze e non appiattirle; creare punti di contatto tra le proposte espresse e infine non mettere le ipotesi in concorrenza tra loro, ma in rapporto all’obiettivo da raggiungere.



Leggi tutto   http://www.ilcittadinoonline.it/news/171311/Condominio__tra_legge_e_psicologia.html


 

 
 


 NON E' VERO CHE UN AMMINISTRATORE VALE UN ALTRO!


ROMA - E' una piccola tangente alla portata di tutti, di quelle che si possono anche pagare senza accorgersene: poche lire in più al mese per il portiere, una rata un po' più alta per il tetto, una bolletta di luce-scale da 60 mila lire invece che da 55. Chi va a controllare il bilancio dello stabile per vedere quanto consuma davvero l' ascensore? Pochi, e sbagliano. Perché gli amministratori di condominio, ci racconta un' inchiesta del mensile Gente Money, fanno la cresta sulla spesa. Si mettono in tasca ogni anno 12 mila miliardi, che non sono pochi. 12 mila miliardi su un giro d' affari complessivo di 65-70 mila: è quasi il 20% dei bilanci che finisce sui conti correnti privati del ragioniere. Possibile? Provato. Lo confermano le associazioni dei condòmini, che ne raccontano da ridere e da piangere, ma anche gli amministratori "professionisti", quelli riuniti in associazione, in regola con il fisco, quelli che tengono la partita Iva e che a casa in un cassetto hanno almeno la licenza di scuola media. Ai professionisti gli amministratori fai-da-te rovinano la piazza: "Evadono il fisco, spesso truffano e gettano discredito sulla categoria", si lamenta Vittorio Marchini, presidente della più grande federazione di amministratori (la Fiabs) con sede a Genova. E come fanno? In cosa consistono le truffe? Il caso più facile, quasi naif: si infila una voce anomala in bilancio (cancelleria, spese legali), o si inganna un po' sul contributo previdenziale del portiere. La versione avventurosa, genere James Bond: Marchini cita il caso delle autobotti con by-pass, un meccanismo di rifornimento del gasolio per cui al momento di scaricare nel serbatoio di casa il 30% del liquido torna indietro attraverso un tubicino che sta dentro il tubo grande. L' altro trucco è quello del sapone di Marsiglia, che si scioglie nel gasolio fa schiuma e prende lo stesso odore e colore del liquido, per cui se uno apre la botola per guardare scambia la schiuma per gasolio. Il metodo numero tre è rudimentale e più rischioso: noto come "prendi i soldi e scappa", un maestro del genere resta il ragionier Fioretti di Bergamo, con 120 immobili in gestione. E' latitante da agosto, si è portato via 6 miliardi di bollette, con la fastidiosa conseguenza che in tutti gli stabili che gestiva stanno staccando luce acqua e gas per morosità. E' il sistema più praticato: l' azienda del gas di Milano ha predisposto un telegramma-tipo prestampato da inviare agli amministratori morosi, che a giudicare dall' accorgimento non devono essere pochi. Infine, il metodo classico: la tangente sui lavori di manutenzione. La percentuale mediamente richiesta dall' amministratore disonesto alla ditta che imbianca la facciata è del 6%, ma si arriva al 10. Un esempio: due anni fa per ripristinare tetto e facciata e tingere un edificio di via Chiana, a Roma, il preventivo fu di un miliardo e 200 milioni. La tangente per l' amministratore di 120 milioni. "Tentano di corrompere tutti, ci hanno provato anche con me", racconta Rosalba Job, direttore della sede romana della Assocond, associazione di condòmini nata nell' 87 col principale scopo di tenere gli amministratori sotto controllo. "E' venuto il rappresentante di una ditta di costruzioni, mi ha promesso una quota per ogni condomino che convincevo a rivolgersi a loro". E' la prassi, assicura la signora, che di mestiere fa il consulente finanziario e si occupa di condomìni - dice - per passione. Gratis? "Sì, la consulenza in ufficio è gratis. Poi ci facciamo pagare la rappresentanza in assemblea: 150 mila lire le prime due ore, 30 mila le successive". Rappresentanza in assemblea vuol dire che il consulente fiscale si presenta attorno al tavolo al posto della signora del secondo piano (da cui è pagato) e fa presente all' amministratore che così non lo può fare e stia attento che se insiste finisce anche in galera. Funziona abbastanza. Va bene, ma come si arriva a 12 mila miliardi? Truffe, tangenti, mancati pagamenti e evasione fiscale, ripetono all' Assocond. La stima è attendibile. Gli amministratori in Italia sono circa 205 mila, di cui solo 5-6 mila sono iscritti ad associazioni. Gli altri sono "indipendenti": 120 mila circa amministrano il palazzo in cui vivono, gli altri 80 mila hanno in carico più di uno stabile. "Sono quelli che, per la maggior parte, non pagano le tasse e sfuggono ai controlli", dice Marchini. La sua federazione insieme alle associazioni di piccoli proprietari chiede che sia istituito un albo professionale. In Parlamento c' è un disegno di legge. Ma un albo basterebbe a garantire i condomini, a evitare i raggiri? "Forse no, i disonesti rimarrebbero. Ma metterebbe intanto qualche paletto. Per esempio, quello del titolo di studio. Lo sa quanti sono oggi gli amministratori che hanno fatto appena le elementari?". Quanti? "Moltissimi, non dico la maggior parte ma tanti, specialmente al Sud. E lo sa quanto guadagnano?". Quanto? "Io dico più di noi, che se lavoriamo dieci ore al giorno, magari in uno studio associato, pagando Iva e tutto il resto portiamo a casa al massimo 10 milioni al mese". Netti? "Certo, netti, perché?".



Da   La Repubblica   di  CONCITA DE GREGORIO   del   30 gennaio 1993  


 

 
 


A BREVE LA CAMPAGNA Unicasa "GALATEO DI CONDOMINIO"...........per ora gli ultimi aggiornamenti.....


Malmenati anche Carabinieri Calci, schiaffi e pugni. Furibonda rissa, scaturita da motivi riconducibili a rapporti di vicinato tra tre ragazze, di età compresa tra i 22 ed i 32 anni e residenti nel centro di Pratola Serra. Sul posto arrivavano i Carabinieri con l'intenzione di riportare la tranquillità ma i militari venivano aggrediti dalle stesse donne.



Ad avere la peggio erano due delle tre donne che, trasportate presso l’ospedale di Avellino, venivano refertate con prognosi di 10 e 7 giorni. Anche due dei militari intervenuti erano costretti a ricorrere alle cure dei sanitari. Al termine degli accertamenti le tre ragazze venivano tratte in arresto per i reati di rissa aggravata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, con rito direttissimo che si è celebrato questa mattina presso il Tribunale di Avellino dove, dopo la convalida degli arresti, sono state rimesse in libertà in attesa di sentenza che verrà pronunciata in altra data.



Leggi tutto http://www.irpinianews.it/Cronaca/news/?news=136677#sthash.Wf2pcDKl.dpuf



Napoli, 9 apr. - (Adnkronos) - Sbaglia ad effettuare una citofonata e scoppia una rissa. I poliziotti del Commissariato 'Vasto-Arenaccia' hanno denunciato nove persone, uomini e donne di età compresa tra 68 e 20 anni, resisi protagonisti di una maxirissa nata da un litigio per una bussata di citofono effettuata a un condomino diverso dal reale destinatario della citofonata.



Leggi tutto  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Napoli-citofona-al-condominio-sbagliato-e-scoppia-rissa-9-denunciati_321422647472.html



Incredibile fatto quello accaduto all’interno di un condominio: assurdo ciò che è accaduto a Licata. Una rissa senza precedenti quella che si è scatenata in un condominio a causa del volume di uno stereo troppo elevato. Cinque individui sono arrivati alle mani con pugni, calci e bastonate. Anche una macchina distrutta.



Fortunatamente sul posto sono arrivati i militari che hanno evitato il peggio.



Leggi tutto http://www.trinacrianews24.it/2014/03/20/licata-volume-stereo-troppo-alto-maxi-rissa-in-condominio/



Rissa in condominio per una panchina, pugni e schiaffi.



Assurda rissa a Capaccio Scalo: due famiglie hanno preso parte ad una violenta rissa a causa della posizione di una panchina utilizzata dai residenti del condominio come ritrovo pomeridiano. Da una parte chi voleva tenere la panchina nello stesso posto, dall’altra chi voleva spostarla in quanto troppo vicina alla finestra di casa, dove gli schiamazzi disturbavano la quiete. Le due famiglie si sono così presi a pugni costringendo i carabinieri ad intervenire per placare gli animi.



Leggi tutto   http://noisalerno.it/rissa-in-condominio-per-una-panchina-pugni-e-schiaffi-a-capaccio-paura-per-una-donna-incinta.html



È accaduto ieri in via Monte Grappa. L'uomo ha aggredito i Carabinieri, giunti per sedare gli animi.



Una lite condominiale finita in rissa. È accaduto ieri in via Monte Grappa, dove i Carabinieri hanno arrestato un uomo. I militari, intervenuti per sedare gli animi, sono stati aggrediti da un 41enne, che dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. E intanto è finito ai domiciliari.



Leggi tutto   http://www.barilive.it/news/Cronaca/279645/news.aspx


 

 
 


Da   habitat-italia.it      di Denise Barzaghi   21 dicembre 2013



Elettrosmog, è l’inquinamento da campi elettromagnetici non naturali.



LE ONDE ELETTROMAGNETICHE PER DECRETO SUL TETTO DEL CONDOMINIO



 Per i condomìni dissenzienti si prospettano tempi difficili: il ministro Passera nel mese di settembre 2012 ha inserito nella bozza del decreto Sviluppo 2, all’articolo 29, sezione digital divide, una norma salvantenne: “Il proprietario o il condominio non possono opporsi all’accesso dell’operatore di comunicazione al fine di installare, collegare o manutenere gli elementi di rete quali cavi, fili, riparti, linee o apparati”.



In poche parole, l’antenna s’ha da mettere perché opporsi è veramente impossibile. Un escamotage a cose fatte è dimostrare che  l’antenna abbia arrecato danni in termini di salute ad uno dei condomini. In questa specifica condizione, per la quale occorre presentare un quadro clinico che dichiari la diretta associazione antenna – infermità, la salute è prevalente rispetto al diritto di installazione.



Prima di partire alla bersagliera, combattendo contro le mostruose antenne, meglio valutare la possibilità di schermare la propria abitazione, e decidendo magari di non abusare degli elettrodomestici, cellulare e Pc in primis!



LE BASSE FREQUENZE DELLE ANTENNE INQUINANO L’UOMO



In un’epoca come questa, contrassegnata dalla presenza massiva di apparecchiature emittenti onde radio, la presenza di questo inquinante è davvero straordinaria. Elettrodomestici, cavi elettrici che scorrono tutto intorno a noi, computer, cellulari, reti telefoniche senza fili, ripetitori di cellulari, radio…. Siamo letteralmente bombardati! La cosa che desta preoccupazione è che le funzioni elettriche e chimiche del nostro organismo risultano “sotto attacco” con una perseveranza inquietante, e queste sono la base delle nostre comunicazioni metaboliche. L’attività cerebrale – che governa a livello volontario ed involontario ogni attività del nostro corpo – si basa sul sistema elettrico, così come l’interazione tra atomi e molecole che coinvolge l’aspetto chimico del nostro sistema endocrino.


 

 
 


Pubblicato il 7 aprile 2014 da salernonotizie.it   COMUNICATO UFFICIALE CARABINIERI BATTIPAGLIA



Battipaglia: era sembrato strano ai Carabinieri quell’ inconsueto via vai di uomini di tutte le età che si infilavano furtivamente nel portone di quella palazzina sita nei pressi dell’Ufficio Postale di Santa Lucia di Battipaglia per poi uscirne, dopo alcuni minuti, ed allontanarsi sempre con fare circospetto.



L’irruzione, fatta nella tarda serata di ieri dai Carabinieri della stazione di Battipaglia ha svelato il mistero.



Si trattava, infatti di una vera e propria palazzina a luci rosse. I sei mini appartamenti del palazzo erano stati trasformati in altrettante alcove all’interno delle quali “offrivano” le loro prestazioni sei giovani prostitute. Quattro di nazionalità rumena due dominicane.



E ne mancavano all’appello almeno altre sei, visto che i mini appartamenti erano predisposti con due camere da letto.



Condotte presso la caserma dei Carabinieri di Battipaglia le ragazze sono state identificate dai Carabinieri diretti dal Luogotenente MARI e munite di provvedimento di non ritorno per anni tre nel comune di Battipaglia.



Vorticoso il giro di affari della casa chiusa. Ogni prestazione costava circa cento euro ed i Carabinieri nel giro di un’ora hanno contato una ventina di clienti.



Indagini in corso per vagliare, con esattezza, il ruolo del proprietario della palazzina, mentre sono allo studio i tabulati telefonici dei cellulari in possesso delle ragazze per cercare di stabilire l’esistenza di uno sfruttatore del loro lavoro.



Non si esclude che nei prossimi giorni possano essere chiamati a deporre dai Carabinieri le centinaia di clienti già individuati grazie all’esplorazione dei tabulati telefonici.



http://www.salernonotizie.it/2014/04/07/battipaglia-condominio-a-luci-rosse-un-intero-palazzo-trasformato-in-alcova-blitz-dei-carabinieri/comment-page-1/



 


 

 
 


Prato, 4 aprile 2014 - Cinque appartamenti di 45 mq per padri separati e in condizioni economiche di disagio, con in più area giochi, giardini e centro civico aperto a tutti i residenti dell'area: gli assessorati all'Urbanistica e ai Servizi sociali ed Epp (Edilizia Pubblica Pratese) spiegano il condominio solidale per genitori separati di via Leopardi, che ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale.



Già dal 2010 era emersa la volontà del Comune di Prato di individuare una forma di aiuto ai genitori che vivevano il dramma della separazione e della perdita del reddito a causa della crisi economica ed occupazionale. Una situazione che a Prato vivono  molti padri, che non possono permettersi una casa in affitto ai prezzi di mercato e devono sistemarsi in alloggi di fortuna o anche in macchina. L'esigenza venne presentata  attraverso il Lode (Livello Ottimale di Esercizio) alla Regione Toscana, che rispose con un bando per l'assegnazione di risorse ai Comuni interessati alla realizzazione di condomini solidali per separati.



Su 23 richieste avanzate ne sono state accolte 5, tra cui Prato, con un finanziamento di 810mila euro. Il progetto presentato dal Comune di Prato e da Epp ha ottenuto un alto punteggio per la qualità dell'intervento e per l'impiego di bioedilizia e sistemi di risparmio energetico per realizzare un edificio di "classe A".



Leggi tutto   http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2014/04/04/1048559-condominio_padri_separati_leopardi.shtml



 


 

 
 


Fonte  iodonna.it  di  Anna Maria D'Alessandro - 01 aprile 2014



Rumori eccessivi, odori fastidiosi sulle scale. La convivenza condominiale non è sempre facile. Specie quando si tratta di immigrati. Così a Roma, si organizzano cicli di incontri per imparare a ridurre le tensioni. Rivolti ad amministratori ma anche semplici cittadini



Rumori - oppure odori - fastidiosi, abuso di spazi comuni: per questo si litiga nei condomini, ancora di più se i vicini non sono italiani. Perché anche un piacevole aroma di curry nella tromba delle scale, giorno dopo giorno, stufa...



Della cosa si è occupata la cooperativa Programma Integra, dal 2005 a fianco dei migranti a Roma, progettando corsi di formazione per ridurre le tensioni legate ad abitudini e provenienze geografiche diverse. “Gli stranieri arrivano in contesti problematici, in quartieri degradati dove gli affitti sono più economici, con immobili danneggiati o bisognosi di manutenzione”, premette Nicoletta Basili, coordinatrice del Progetto Amar (Agenzia di Mediazione Abitativa di Roma). Prezzi spesso più alti del valore di mercato spingono a riempire gli appartamenti per dividere le spese. Così si finisce per usare tutti gli spazi, balconi, pianerottoli e scale inclusi, e questo crea tensioni.



Eppure gli stranieri non sono “il problema” ma uno dei problemi, l’ultimo sopravvenuto. Questo e altro cercano di spiegare due tipi di corsi proposti da Amar: uno “tecnico”, per amministratori, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ANACI, l’altro più generale, su norme, funzioni e attività di un condominio con una lezione di “Suggerimenti per una migliore vita in comune”.



Dopo due edizioni molto affollate, in gennaio e febbraio, partono le ultime repliche, sempre gratuite: dal 2 al 16 aprile i tre incontri “per tutti”, al Municipio 2, via Goito 35 dalle 16 alle 18; dal 9 aprile al 7 maggio il corso per Amministratori, in via Assisi 41.



vedi anche Amar – Agenzia di Mediazione Abitativa di Roma - http://www.programmaintegra.it/modules/smartpage/item.php?itemid=69


il contributo di Unicasa – progetto Rispetto & Tolleranza - http://www.unicasaitalia.it/rassegna_stampa/9.pdf

 

 
 


da     Il Sole 24 Ore   31 marzo 2014  di  Silvio Rezzonico e Maria Chiara Voci



Un unico libretto, composto da più schede modulabili a seconda delle caratteristiche dell'impianto. Quattro tipologie di rapporto di efficienza energetica, studiate per mettere a fuoco e mappare le prestazioni non solo delle tradizionali caldaie, ma anche dei sistemi di condizionamento, di teleriscaldamento e di cogenerazione. A partire dal 1° giugno "cambiano pelle" i documenti che certificano l'efficienza degli impianti installati in casa, in ufficio o in azienda.



E diventano obbligatori anche per i dispositivi di climatizzazione estiva.



I nuovi modelli di libretto e di rapporto sono introdotti dal decreto del 10 febbraio 2014 e sono il risultato di un approfondimento di un gruppo di lavoro coordinato dal Cti, il Comitato termotecnico italiano. In particolare, nel definire i documenti si è tenuto conto dei progressi tecnologici e della presenza sempre più diffusa, accanto alle caldaie e ai condizionatori "tradizionali", di nuovi sistemi, come le pompe di calore geotermiche, i cogeneratori, il teleriscaldamento o i dispositivi alimentati da fonte rinnovabile (solare, biomasse, etc).



I modelli di rapporto di controllo di efficienza energetica sono, invece, quattro: il principale è per gli impianti di riscaldamento con generatore a fiamma e combustione; poi per il condizionament, il teleriscaldamento e gli impianti di co-trigenerazione.



Con l'entrata in vigore, dal 1° giugno, del nuovo libretto, il responsabile (che nei piccoli impianti è l'utente stesso mentre in condominio può essere l'amministratore o la ditta abilitata da questi delegata) dovrà scaricare il nuovo modello di libretto dai modelli già disponibili sul sito del ministero Sviluppo economico e trascrivere sulla prima pagina di questo i dati identificativi dell'impianto così da consegnarlo, all'atto del controllo, al manutentore per l'aggiornamento. Il rapporto di efficienza, invece, viene compilato direttamente dal manutentore, che ha anche il compito di trasmetterlo, preferibilmente in via telematica, all'ente locale che tiene aggiornato il catasto.



Nel documento è indicato il risultato dei controlli, che devono essere conformi a quanto previsto dalle norme Uni o ai limiti indicati dal Dpr 74/2013. In caso contrario, il rapporto risulterà negativo e l'impianto sarà da sostituire. Incaricati dei controlli sono gli enti locali che ricevono il report delle verifiche e che, da parte loro, organizzano campagne ispettive a campione. Le sanzioni dipendono dal Dlgs 192/2005 o da eventuali disposizioni delle Regioni. Si va da 500 ai 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile. Da mille ai 6mila euro per l'operatore incaricato che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico.


leggi tutto http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-03-31/per-caldaie-nuovi-libretti-giugno-125916.shtml?uuid=AB0yl96


 

 

 
 


Fonte: La Stampa del 29 marzo 2014 di Franco Brizzo



 “Econdominio” prosegue la sua attività di informazione istituzionale in Piemonte con la “Campagna di Diagnosi Energetica Gratuita” dei condomìni con impianto centralizzato, offrendo agli amministratori condominiali un Carnet di 5 diagnosi gratuite per gli edifici più “energivori” da loro amministrati. 



I risultati ottenuti dall’avvio dell’attività ad oggi dimostrano quanto sia importante intervenire sull’efficienza energetica in condominio per garantire alle famiglie una migliore qualità di vita, grazie a importanti risparmi sulla bolletta energetica, contribuendo anche a migliorare sensibilmente la qualità dell’aria a beneficio di tutti i cittadini. 



In Piemonte la campagna di sensibilizzazione ha già coinvolto 118 condomini centralizzati sottoposti a diagnosi energetica gratuita. Le Amministrazioni locali mettono in atto politiche di contenimento dell’inquinamento. In questa direzione si inserisce dunque la Campagna condotta da “Econdominio” che è infatti sostenuta dalle Istituzioni locali: patrocinano l’attività le Province di Torino, Cuneo, Asti, Alessandria e Vercelli, il Comune di Asti e la Città di Cuneo. 



La Campagna di informazione intende portare al condominio soluzioni concrete di efficientamento autoliquidante attraverso la formula contrattuale del Contratto di Rendimento Energetico EPC (come da D.lgs. n. 115/2008) l’unico in grado di portare l’efficienza energetica in condominio senza alcun esborso di denaro, ossia a rata condominiale invariata, con garanzia decennale della prestazione e formule di finanziamento dedicate al condomìnio che non richiedono firma dei condòmini o garanzie fidejussorie. Sono già stati deliberati 23 interventi di efficientamento energetico che consentono di tagliare 363 tonnellate/anno di emissioni inquinanti, equivalenti all’inquinamento prodotto da 180 Auto di media cilindrata che percorrono 15.000 km/anno (circa 7000 euro di risparmio per ogni edificio coinvolto).



L’Efficienza Energetica dei condomini è un tema particolarmente attuale ed urgente per i cittadini e gli amministratori di Piemonte sia in considerazione della scadenza delle opportunità di detrazione fiscale per il condominio (il 65% scadrà a giugno 2015), sia in considerazione dell’imminente termine degli obblighi regionali per l’installazione delle valvole termostatiche e della contabilizzazione del calore, che, a loro volta, richiedono necessariamente la realizzazione di una diagnosi energetica preventiva che indichi esattamente come prevedere una corretta ed equa ripartizione delle spese tra condòmini.



La diagnosi energetica è dunque il solo strumento in grado di identificare le cause degli sprechi e le criticità del sistema edificio/impianto nonché di individuare le migliori soluzioni di efficientamento con il miglior rapporto costo/beneficio.



Leggi tutto    http://www.lastampa.it/2014/03/30/scienza/ambiente/focus/aria-sana-e-risparmi-in-bolletta-se-il-condominio-diventa-eco-vmAHshqor8SbIFFEholLNJ/pagina.html


 

 
 


Fonte: Gazzetta di Mantova 8 marzo 2014  - 1° Puntata:  Inquilini in tribunale per il mutuo del condominio



Dieci inquilini chiedono la testa dell’amministratore. Ma lui non si presenta. Nel mirino i mancati pagamenti a un’impresa edile.



L’udienza si è tenuta ieri mattina in tribunale. Ghidini doveva essere presente ma non si è fatto vedere, nonostante la promessa fatta nel corso dell’ultima assemblea condominiale, durante la quale si era detto disponibile a spiegare le proprie ragioni, con tanto di documentazione, ma solo davanti al giudice. Il magistrato si è comunque riservato di decidere.



L’avvocato Pierpaolo Papini, che abita nello stesso condominio, si sta occupando di tale contenzioso. Il titolare della ditta gli ha mostrato una serie di estratti conto dai quali si evince che alcuni pagamenti sono stati fatti con un conto corrente diverso da quello usato abitualmente.



Si scopre così che è stato acceso un mutuo di 300mila euro all’insaputa e contro il parere dei condomini.



Sandro Ghidini amministra oltre trenta condomini oltre che nel Mantovano anche a Mirandola e in altre località emiliane.



Fonte: Gazzetta di Mantova 23 marzo 2014  - 2° Puntata: Niente soldi per il restauro Amministratore sostituito



Il tribunale revoca l’incarico di Ghidini dopo una sola udienza. Ora si dovrà fare chiarezza sui fondi che non sarebbero stati versati dal “Condominio Gianluigi”.



Come raccontato nei giorni scorsi, a chiedere la revoca di Ghidini, che da anni amministra il palazzo in centro a Poggio così come decine di altri palazzi della Bassa, è stato un gruppo di condomini. Questi ultimi hanno preso la decisione dopo avere riscontrato presunte gravi irregolarità nella gestione finanziaria del Gianluigi, in particolare in riferimento al pagamento di un importante intervento di ristrutturazione. Lavori per centinaia di migliaia di euro, per i quali  la ditta lamenta mancati pagamenti. L’esame dei conti



 avrebbe evidenziato la sparizione di centinaia di migliaia di euro. Soldi versati dai condomini a Ghidini ma mai arrivati al costruttore. Questa l’accusa, corredata dalla scoperta di un mutuo da 300mila euro acceso sul conto del condominio all’insaputa di chi ne fa parte.



In un’infuocata assemblea di condominio, a fine febbraio, Ghidini ha ribadito il concetto e ha promesso di chiarire tutto, con relativa documentazione a sostegno delle proprie tesi, davanti al giudice. Ma all’udienza relativa alla sua revoca di amministratore non si è presentato in tribunale.



Fonte: Gazzetta di Mantova 27 marzo 2014  - 3° Puntata: Non solamente il “Condominio Gianluigi”.



Anche un altro condominio di Poggio Rusco, amministrato dallo stesso professionista, Sandro Ghidini, sta facendo in quei giorni i conti con l’ipotesi di un mancato pagamento di lavori.



Una conferma del problema arriva anche dagli stessi condomini: «Sì, in questi giorni ci stiamo attivando per verifiche – spiega al telefono uno dei proprietari di appartamento – e il problema è che non riusciamo a metterci in contatto con Ghidini. A turno abbiamo provato a chiamarlo, ad andare al suo studio, ma nulla. Di certo noi abbiamo pagato per i lavori compiuti, ma non sappiamo a questo punto se la ditta abbia o meno ricevuto i soldi. Dovremo decidere come intervenire. Forse contatteremo un legale...»



Sul mistero della presunta sparizione di Ghidini (mercoledì la Gazzetta ha provato a contattarlo, ma l’utenza risultava staccata) sono arrivate le parole rassicuranti del fratello …..



Sono in corso accertamenti da parte dell’Anaci, l’associazione degli amministratori di condominio.



AD OGGI SANDRO GHIDINI RISULTA NEGLI ELENCHI DEGLI ASSOCIATI ANACI-Mantova nel relativo sito web.



Leggi tutto http://gazzettadimantova.gelocal.it/ricerca?location=poggio+rusco



Anaci Mantova  http://mantova.anacilombardia.com/organigramma


 

 
 


Fonte:  http://www.ilghirlandaio.com/top-news/104021/confedilizia-arriva-il-rendiconto-per-una-gestione-pi-trasparente-del-condominio/



Roma, 26 marzo – Oggi arriva il “Rendiconto tipo per gli amministratori condominiali dopo la riforma”, strumento che ha lo scopo di aiutare gli amministratori nella redazione del rendiconto di condominio sulla base dei criteri della nuova legge.



È stato presentato stamattina dal Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, dal Presidente del Centro studi Coram (Coordinamento registri amministratori Confedilizia) Vincenzo Nasini, dal Presidente di Gesticond (Libera associazione nazionale di amministratori immobiliari) Diego Russello, dal Presidente dell’Agiai (Associazione geometri italiani amministratori immobiliari) Tommaso Mongiovì.



Quali sono le novità? Il rendiconto si presenta come un documento chiaro e dettagliato perché contiene:



- il modello di consuntivo della gestione ordinaria e del relativo riparto, con evidenziate le voci di entrata e di uscita;



- il modello di registro di contabilità, per l’annotamento in ordine cronologico, dei singoli movimenti in entrata e in uscita;



- il modello di riepilogo finanziario, con la situazione patrimoniale del condominio, i fondi disponibili e le eventuali riserve;



- il modello di nota sintetica esplicativa della gestione con i rapporti in corso e le questioni pendenti;



- il modello di preventivo della gestione ordinaria e del relativo riparto.



Le nostre perplessità: già il Legislatore utilizza termini avulsi ai tradizionali principi contabili (art. 1130  “registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita” – art. 1130bis “rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve”  - art. 1130bis  “registro di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione con l'indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni  pendenti”); ci aspettavamo che almeno gli esperti identificassero i “modelli” con termini ragionieristici (o forse anche gli esperti vedono nel “ragionieristico” l’espressione di pedanteria, eccesso di pignoleria, sinonimo di “mentalità da ragioniere” che si contrappone all’immensa creatività degli amministratori di condominio  quando predispongono il “bilancio”?)



 


 

 
 


Fonte: www.ivg.it



Anche in provincia di Savona, nella sede di Finale Ligure, Laic (Lega Amministratori Immobiliari Condominiali) diventa la nuova “casa” degli amministratori di condominio. Corsi di formazione, seminari di aggiornamento e assistenza professionale grazie ad uno “Sportello Antitruffa”.



Sotto la guida della Responsabile territoriale Laic Savona Monica Garzena, amministratrice di condominio con un’ampia esperienza nel settore. Con il supporto dei professionisti e consulenti, lo Sportello potrà sostenere in modo solerte condòmini vittime di truffe ed appropriazioni indebite, aiutando a riportare serenità ed evitare ulteriori possibili danni.



Siamo sicuri che la coincidenza di SPORTELLO ANTITRUFFA   /   FATTO DA UNA ASSOCIAZIONE DI AMMINISTRATORI   /   GESTITO DA UNA AMMINISTATRICE   sia  garanzia  della trasparenza e dell’obiettività dell’operato di questo “sportello” ?  E non una intelligente operazione di marketing per “avvicinare” i Clienti potenziali?



Segnaliamo che:



“L'Assocond-Conafi, Associazione Italiana Condomini, è l'unica Associazione che dal 1987, tutela i diritti del condomini, intesi quali consumatori-utenti del bene casa.”



http://www.assocond.it



 


 

 
 


da lagazzettadelmezzogiorno.it  del 22 marzo 2014



LECCE - Una lite condominiale che dura da tempo sarebbe alla base del tentativo di omicidio da parte di Mariantonietta De Matteis, 55 anni, casalinga di Matino, in provincia di Lecce, ai danni di un coinquilino, A.V., muratore di 63 anni. Nel pomeriggio i carabinieri hanno arrestato la donna. Da tempo i loro rapporti si sono deteriorati. Già in altre circostanze, i carabinieri sono dovuti intervenire per sedare le loro liti. Oggi, al culmine dell’ennesima lite, la donna si è appostata nell’androne del condominio ed ha aspettato il suo rivale che stava rincasando.



La donna era armata di martello e seghetto. Non appena l’uomo è entrato, lo ha aggredito , inveendo contro di lui e cercando più volte di colpirlo. E’ riuscito anche a ferirlo con il seghetto, al mento ed alla mano, in maniera non grave. La vittima, nonostante i colpi subiti, è scappata e si è rifugiata nel suo appartamento, costringendo la donna a desistere. I carabinieri ed i sanitari del 118, allertati da alcuni testimoni richiamati dalle urla e dai familiari della vittima, sono intervenuti e hanno medicato l’uomo sul posto per ferite multiple alla mano ed al mento. I carabinieri hanno recuperato e sequestrato, nel frattempo, le armi improprie. Dopo le dichiarazioni della vittima e dei testimoni, l’hanno arrestata. La donna, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lecce, è stata sottoposta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.


 

 
 


Fonte: http://www.altroconsumo.it/info/scopri-altroconsumo



Le polizze condominio (tecnicamente dette "polizze globale fabbricati") sono contratti di assicurazione che coprono i danni alle parti comuni, sia provocati all'interno del condominio (come ad esempio incendi, perdite all'impianto idrico oppure rottura dei vetri) sia causati dal fabbricato a terzi, come nel caso della caduta di un cornicione dal palazzo.



Chiedere una copia all'amministratore



 È importante essere assicurati su eventi di questo genere, ma altrettanto fondamentale è esserlo in maniera adeguata. Il nostro consiglio è quindi quello di chiedere all'amministratore condominiale una copia della polizza, innanzitutto per capire in relazione a che tipologia di danni si è coperti, ma anche per valutare i massimali, le franchigie e gli indennizzi stabiliti nel contratto. Se infatti il contratto è stato sottoscritto molti anni fa, potrebbe avere una franchigia bassa, ma purtroppo prevedere come indennizzo massimo una cifra oggi totalmente inadeguata a coprire eventuali spese molto costose.



Polizze globale fabbricati: i nostri consigli



1.Le garanzie delle polizze di assicurazione condominiale su cui stare più attenti sono, oltre alla responsabilità civile, quelle che coprono i danni da incendio, da eventi atmosferici, da acqua domestica e da neve, nel caso abitiate in una zona con frequenti precipitazioni nevose.



2.Inoltre, nel caso vogliate stipulare una polizza individuale multirischi, state attenti a quali sono le coperture dalla polizza condominio per evitare inutili sovrapposizioni.



3.Per quanto riguarda il furto non c'è alcun problema di doppie coperture, dato che la polizza condominio, a parte eccezioni, non lo copre. Se quindi volete tutelare i vostri beni dovrete assicurarvi individualmente.



4.Sulla responsabilità civile, l'Rc individuale ha solitamente una portata più ampia rispetto a quella condominiale.



5.Per non rischiare di vedersi negare l'indennizzo, infine, occorre leggere attentamente le norme che descrivono la procedura e attenersi ai termini indicati.


vedi la 1° Parte del Tema della settimana .... L'ASSICURAZIONE DEL CONDOMINIO: COS'E'?  http://www.unicasaitalia.it/news-id-117.htm#117


 

 
 


CondominioWeb.com  - 18/03/2014  -  Avv. Leonarda Colucci
Nessuna responsabilità può essere addebitata al proprietario dell'immobile dell'appartamento dove si è verificata la dispersione di energia elettrica, poiché il fatto in questione si è verificato prima dell'avvento della legge n. 46 del 1990.



 Nell'estate del 1983 un bambino, dopo aver appoggiato la mano sulla condotta idrica, cadeva al suolo privo di sensi a causa di una folgorazione. A fronte di tale orribile evento, seguito dal coma del bambino, i genitori chiamavano in giudizio:    a) i conduttori dell'appartamento dello stesso stabile lamentando che il fatto si era verificato a causa del prelievo abusivo di energia elettrica avvenuto nei propri locali e della cattiva manutenzione dell'impianto    b) l'Enel     c) ed il proprietario-locatore, chiedendo il risarcimento dei danni subiti in occasione dell'evento in questione.



In primo grado il Tribunale condannava l'Enel al risarcimento dei danni subiti in favore del fratello del bimbo deceduto, divenuto nel frattempo maggiorenne ed intervenuto nel giudizio di primo grado facendo proprie tutte le richieste avanzate dai propri genitori.



La compagnia elettrica condannata in primo grado, impugna la sentenza resa in primo grado dal tribunale e la Corte d'appello partenopea nel 2007, rigetta la richiesta di risarcimento del danno avanzata nei confronti della compagnia elettrica e condanna, invece, i conduttori di un appartamento nello stesso stabile dove era avvenuto il fatto in questione ritenendo che costoro erano gli unici responsabili dell'accaduto in quanto la dispersione di energia elettrica nella tubazione idrica, che aveva determinato la morte del bambino, era stata causata  “o dal difetto di isolamento di una apparecchio elettrico o dall’anomalo prelievo di energia”.



Contro la sentenza della Corte d'appello di Roma propongono ricorso i conduttori dell'immobile responsabile della dispersione di energia elettrica nelle tubature .



La decisione. Non è responsabile il proprietario locatore dell'immobile. I giudici hanno rilevato  che nel caso in esame nessuna responsabilità è addebitabile al proprietario dell'appartamento dove si è verificata la dispersione di energia elettrica, poiché il fatto in questione si è verificato prima dell'avvento della legge n. 46 del 1990.  I conduttori dell'appartamento sono gli unici responsabili.



leggi tutto     http://www.condominioweb.com/appartamento-in-affitto-cosa-succede-se-un-bambino-rimane-folgorato.2109


 

 
 


Bambini e ragazzi del condominio di via Pertini 32 sono i più entusiasti sostenitori del progetto “Facciamo condominio”, promosso dall’assessorato alle politiche sociali nell’ambito dell’housing sociale, finanziato per 15 mila euro dalla Compagnia di San Paolo e realizzato con un partenariato costituito tra Comune, Fondazione Ruffini, In.Rete e Atc. Vedi notizia che abbiamo pubblicato nelle news http://unicasaitalia.it/news-id-115.htm#115



Domenica il progetto si è concluso con una festa che li vedrà protagonisti tra laboratori, ballo in maschera, e spettacolo di burattini. Un entusiasmo che speriamo contagi i più grandi. Eh sì, perché l’interessante e innovativa iniziativa, in realtà, nonostante l’impegno degli operatori, non ha registrato una grande partecipazione da parte delle 21 famiglie residenti nel palazzo di edilizia popolare.



L’idea del fare condominio per condividere gli spazi comuni, creare momenti di aggregazione, sentirsi una vera e proprie comunità di persone proattive, risolvendo insieme quelle problematiche tipiche di ogni condominio, è piaciuta solo a quattro famiglie. «Per carità – racconta Rosalba Mazzola, che al progetto ha partecipato fin dall’inizio – questo è un condominio tranquillo. Non ci sono stati problemi di integrazione. Ma è un peccato che i miei vicini non abbiano colto lo spirito positivo del progetto. Io ho anche dato una mano agli operatori cercando di coinvolgere le altre famiglie. Ma tra le scuse mi dicevano di “non avere tempo”, “che poteva funzionare solo per i bambini”. E in effetti tutti i bambini che vivono qui hanno partecipato alla parte del progetto a loro dedicata. Invece agli incontri per fare rete tra noi adulti eravamo presenti solo in tre o quattro famiglie. Un peccato».



leggi tutto http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2014/03/14/news/condominio-protagonisti-i-bimbi-1.8852939



 


 

 
 


Con il contratto di assicurazione ci  garantiamo contro il verificarsi di un evento futuro e incerto (rischio), generalmente dannoso per la salute e per il patrimonio, nostri e di terzi.



Per valutare l’applicazione di un contratto di assicurazione in un condominio vediamo  quali sono le responsabilità del condominio.



Le responsabilità del condominio si riferiscono alla gestione delle parti comuni, nei confronti delle persone o enti estranei al condominio stesso (sono “terzi” anche gli stessi condòmini, singolarmente e nel loro insieme).



La disciplina condominiale dell’assicurazione: chiariamo subito che le leggi italiane non prevedono l’obbligo dell’assicurazione; se non prevista dal regolamento di condominio, l’opportunità della stipula di un contratto assicurativo è oggetto di delibera assembleare. I costi dell’assicurazione vanno ripartite tra tutti i condòmini in proporzione alle quote millesimali di comproprietà.



Le garanzie: le assicurazioni offrono per il condominio una copertura “globale fabbricato” che, in un unico contratto, può prevedere tutte le garanzie; risulta essere particolarmente vantaggioso per l’aspetto normativo e competitivo per il costo. Il contratto contiene garanzie che possono essere definite “di base” alle quali incorporare garanzie “aggiuntive”.



Le garanzie “di base” – la Responsabilità Civile verso Terzi (r.c.t.) – l’assicuratore tiene indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare a titolo di risarcimento di danni (morte, lesioni personali,  danneggiamenti a cose)  involontariamente cagionati a terzi (esclusi i danni da spargimento d’acqua). La polizza, pur stipulata dal condominio, garantisce per tutte le parti del condominio, comprese quelle private. Inoltre evidenziamo che anche i singoli condomini sono considerati terzi, sia tra loro che nei confronti della proprietà comune (compresi i locatari).



Le garanzie “di base” – il Rischio Incendio – vengono indennizzati i danni materiali direttamente causati al fabbricato, per il valore nella polizza (generalmente molto inferiore al valore commerciale poiché esclude il valore dell’area su cui sorge il fabbricato). La garanzia, che salvaguarda il patrimonio, si riferisce a incendio, fulmine, implosione, scoppio.



Nella prossima puntata: le garanzie “aggiuntive. Vogliamo iniziare a presentare quella che riteniamo la “primaria”, l’estensione della r.c.t.  ai danni prodotti da spargimento d’acqua. Tale garanzia indennizza i danni direttamente causati al fabbricato (parti comuni e di proprietà esclusiva) dallo spargimento di acqua a seguito di rottura accidentale di pluviali, impianti idrici e igienici, di riscaldamento (conduttore e impianti fissi,  comuni e derivazioni private)……..


 

 
 


Fonte:     CondominioWeb.com     13/03/2014     Avv. Leonarda Colucci



Se il continuo abbaiare di un cane, custodito nell'appartamento condominiale, supera la normale soglia di tollerabilità, ed il condomino non si attiva per risolvere tale situazione, lo stesso è obbligato al risarcimento dei danni patiti da uno dei condomini



La proprietaria di un immobile aveva citato la condomina del piano sottostante, chiedendo al giudice di pace una sentenza di condanna per la cessazione delle immissioni rumorose provocate dal continuo abbaiare di un cane di proprietà della convenuta. Il Giudice di pace,  dopo aver rilevato che l'abbaiare del cane superava la normale soglia di tollerabilità, aveva ordinato alla convenuta di adottare accorgimenti che avrebbero potuto risolvere la questione.



La condanna  non ha prodotto gli effetti sperati  e l'incessante abbaiare del cane durante tutte le ore del giorno e della notte aveva determinato nell'attrice un disturbo psichico post-traumatico accertato da consulenza tecnica di parte che aveva provocato l'insorgenza di ansia, depressione che costituivano danno biologico causato da disturbi di natura psichica



Gli attori decidono di chiamare in giudizio la proprietaria dell'appartamento condominiale affinché il Tribunale accerti l'esistenza del danno patito dagli attori ed ottenere una sentenza di condanna nei confronti della convenuta



Il Giudice constata  che la sentenza del Giudice di Pace aveva già accertato che le immissioni rumorose determinate dal continuo abbaiare del cane superavano la normale soglia di tollerabilità; considerando che tale sentenza era divenuta irrevocabile, la stessa non poteva più essere posta in discussione.



Per quanto riguarda la domanda di risarcimento del danno, il Giudice del Tribunale di Lucca ha ritenuto la stessa fondata considerando che gli attori avevano riportato danni alla loro integrità psico-fisica risarcibili ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione e dell'articolo 2059 del codice civile.



La sentenza, quindi, ha rilevato che nel caso di specie “si rientra nello schema generale di risarcimento del danno ex art. 2043 e, trattandosi di danno che incide su un diritto inviolabile della persona, il superamento dei limiti di tollerabilità può essere apprezzato quale danno ingiusto ….”. (Cass.civ. sez. III, 13 marzo 2007, n. 5844).



Per quanto riguarda la valutazione dell'esistenza degli elementi previsti dall'articolo 2043 del codice civile, che obbliga chiunque cagioni un danno ingiusto ad altri a risarcirlo, il persistere della condotta colposa di parte convenuta si ricava anche dal fatto che passato la sentenza del Giudice di pace aveva già accertato che l'abbaiare continuo del suo cane superava la soglia di tollerabilità e che tale situazione era la conseguenza di un comportamento negligente ed imprudente della stessa. Occorreva valutare, a tal punto, l'esistenza di un nesso causale fra tali immissioni rumorose ed i danni patiti per giustificare l'adozione di una sentenza di condanna al risarcimento dei danni.



La consulenza tecnica d'ufficio ha evidenziato che la continua esposizione degli attori ad un evento stressante, come quello del continuo ed incessante abbaiare di un cane anche durante le ore notturne, “ha determinato lo sviluppo di un episodio di malattia con caratteristiche sintomatologiche” causando un danno biologico di natura psichica.



Il Giudice Unico del Tribunale di Lucca ha condannato la convenuta  al risarcimento del danno biologico sopportato dagli attori, mentre ha ritenuto non riconoscibile l'esistenza di un danno morale in capo agli attori “trattandosi di una duplicazione dell'unica ed unitaria categoria del danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 c.c.”.



Le immissioni e le novità introdotte dalla riforma del condominio in materia di animali domestici.



L'articolo 844 del codice civile disciplina tre tipi di immissioni: le immissioni tollerabili e lecite, le immissioni intollerabili ma giustificate da esigenze economico-sociali, le immissioni intollerabili illecite e dannose. Proprio per far fronte alle problematiche che in ambito condominiale possono verificarsi in merito ad immissioni intollerabili ed illecite (rumori molesti) i regolamenti possono contenere norme di godimento ed utilizzo delle proprietà esclusive idonee a porre limitazioni ai diritti dei relativi proprietari (come ad esempio il divieto di custodire animali domestici). La riforma del condominio, invece, ha introdotto un nuovo comma al testo dell'articolo 1138 del codice civile stabilendo che il regolamento non può vietare il possesso di animali domestici.



Ciononostante se uno dei condomini subisce le immissioni rumorose, causate magari dal continuo ed incessante abbaiare di un cane custodito nell'appartamento di un altro condomino, lo stesso potrà agire in giudizio:



ex art.844 c.c. per ottenere una sentenza che ordini la cessazione delle immissioni;



oppure ex art. 2043 c.c. per ottenere il risarcimento del danno subito a condizione che dimostri di aver subito un pregiudizio all'integrità psico-fisica a causa delle immissioni moleste.



Leggi tutto   http://www.condominioweb.com/attenzione-se-il-cana-abbaia-giorno-e-notte-il-proprietario-si-becca-una-condanna-esemplare.2098


 

 
 


di Marco Campagnolo  da   localport.it



Giunge a termine questo mese, con una “festa di quartiere” e un incontro in Sala Santa Marta, “Facciamo Condominio”, il progetto di “housing sociale” che ha avuto come protagonista il condominio di recentissima costruzione di via Pertini 32, rientrante nel patrimonio di edilizia sociale del territorio di Ivrea. Ieri in Comune si è tenuto un incontro con la stampa per illustrare le attività svolte.



Finanziato dal Programma Housing della Compagnia di San Paolo, “Facciamo Condominio” è stato realizzato grazie al partenariato costituito tra il Comune di Ivrea (soggetto capofila), la Fondazione Ruffini e il Consorzio In.Re.Te., con la collaborazione di Atc e di alcune associazioni attive sul quartiere.



La realizzazione della palazzina di edilizia sociale (quella che una volta veniva chiamata “casa popolare”) in quello specifico contesto urbanistico, aveva fatto sollevare qualche malumore da parte dei residenti. Da qui l’idea del Comune di “accompagnare” i nuovi residenti, per cercare di risolvere gli eventuali problemi, prima che divenissero gravi.



«Investimenti quali questo progetto – ha spiegato Isabella Brossa della Compagnia San Paolo – in prospettiva servono a far risparmiare le amministrazioni, perché tendono a disinnescare situazioni potenzialmente esplosive. Dal punto di vista psicologico, spesso, gli assegnatari di “edilizia popolare” si sentono un po’ cittadini di “serie B” e finiscono per mettere in atto azioni che rendono difficile la loro vita, per poi lamentarsene. Un “classico” è il non rispetto delle aree comuni, per poi lamentarsi dell’incuria ...».



Ecco quindi che l’obbiettivo del progetto del Comune non è stato solo il cercare di integrare i nuovi residenti con chi già abitava il quartiere (ad esempio sono stati coinvolti i bambini nei gruppi scout), ma anche cercare di dare chiare indicazioni ai nuovi assegnatari su come risolvere i problemi, come ottenere informazioni, e come “sviluppare la comunità”.



 “Facciamo Condominio” è stato finanziato con 15mila euro, il massimo disponibile per iniziativa, dalla Compagnia di San Paolo, mentre i partner del progetto hanno partecipato con ore lavoro dei propri addetti.



Giovedì 27, alle 16.30, in Sala Santa Marta a Ivrea il momento conclusivo, più ufficiale, del progetto, con un incontro nel quale verrà illustrato il lavoro fatto e i risultati raggiunti.



Leggi tutto     http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=107078


 

 
 


I FATTI:



Alba di terrore al confine con San Mauro Torinese. E' esploso un alloggio al primo piano di una palazzina di nove piani in strada della Verna 20, nel quartiere Barca,  di proprietà del Consorzio intercomunale torinese che fa riferimento all'Agenzia Territoriale della Casa (Atc). Lo scoppio ha causato anche un incendio che si è esteso al palazzo accanto sempre di nove piani. Si è temuto per la sorte di un bambino disperso sotto le macerie; i vigili del fuoco lo hanno ritrovato salvo poco dopo le sette del mattino anche se ferito. Il bambino, infatti, è precipitato dopo lo scoppio e ha riportato un trauma cranico. Altre quattro persone, due adulti e due bambini sono rimasti intossicati, mentre altri due adulti si sono ustionati lievemente. In totale sono 13 le persone portate in ospedale e 12 invece quelle medicate sul posto. Nessuno dei feriti e intossicati è in gravi condizioni. Sono oltre un centinaio gli sfollati: sono gli inquilini oltre che della casa esplosa dei due edifici vicini che poco dopo le sei sono stati fatti uscire di casa e ora stanno assistendo in strada alle operazioni di spegnimento dell'incendio. E 48 sono gli alloggi evacuati. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco l'esplosione potrebbe essere stato causato dallo scoppio di una bombola di gas, nell'appartamento dove vive una persona anziana. La protezione civile si sta attrezzando per fornire agli sfollati coperte e i generi di prima necessità. Sono intervenuti anche i carabinieri, la polizia e la polizia municipale.



IL SINDACO FASSINO DICHIARA:



"Il nostro impegno  è di trovare immediatamente una sistemazione, già entro oggi, per tutte le famiglie sfollate. Faremo del nostro meglio  affinché il ripristino degli appartamenti danneggiati avvenga nel più breve tempo possibile. Sulle cause dell'esplosione aspettiamo la relazione dei tecnici".



IL PRESIDENTE ELVI ROSSI DELL’ATC DICHIARA:



"La caldaietta dell'appartamento da cui è partita l'esplosione sembra essere intatta. Questo stabile è sicuro: i controlli ci sono e per qualsiasi problema è possibile contattare il nostro numero verde.



MA 5 GIORNI FA IN ASSEMBLEA ALL’ORDINE DEL GIORNO C’ERA ED E’ STATO DISCUSSO IL SEGUENTE PUNTO:   «bombole di gas utilizzate per riscaldamento, un rischio per la sicurezza di tutti»



Era la sera del 5 marzo, riunione di condominio negli scantinati della palazzina al civico 20 di Strada della Verna, interni 7 e 9, quelli colpiti dall’esplosione. Gli appartamenti sono 48: 38 di proprietà del Consorzio intercomunale torinese (Cit), agli altri dieci acquistati dagli inquilini.  



«Ci sono molti problemi, per questo hanno chiesto a noi di rappresentarli nella riunione di condominio» dicono la segretaria provinciale di Assocasa-Ugl, Desirée Mensa, e l’avvocato Simona Beccaria. Erano state loro a insistere per inserire all’ordine del giorno anche il problema delle «bombole di gas utilizzate per riscaldamento, un rischio per la sicurezza di tutti», sostengono. Un effetto della crisi, che ha spinto molti a tagliare le spese. Anche a rischio dell’incolumità. «Abbiamo insistito per mettere a verbale queste preoccupazioni» aggiunge l’avvocato Beccaria.



«Capiamo che la crisi economica abbia colpito molte famiglie, ma non possiamo accettare comportamenti che mettano a rischio la sicurezza» aggiunge Mensa. Negli ultimi anni, le vendite di stufette a gas (ma anche a pellet) sono aumentate in modo vertiginoso. I soldi a disposizione delle famiglie sono sempre meno, la gente «taglia» dove può. E le spese di riscaldamento non fanno eccezione. Complice anche la normativa del giugno 2013 che consente a qualsiasi inquilino di staccarsi dall’impianto di riscaldamento comune. Fatte salve le norme di sicurezza. E pure l’equilibrio termico dell’edificio. Ma in tempi di magra, ciascuno tende a pensare alle proprie tasche. Con buona pace di chi si ritrova al gelo perché i vicini hanno deciso di scaldare quando e quanto pare a loro per risparmiare. Così, la scelta della stufetta diventa «contagiosa». Di più, quasi obbligata. Certo, la legge stabilisce limiti (dai 15 ai 40 chili) per le bombole di gas tenute in casa, ma nessuno controlla.



«Per questo abbiamo chiesto un sopralluogo urgente» aggiunge Mensa. Ma c’è di più. Nella stessa riunione, le due rappresentanti dei proprietari avevano evidenziato altri problemi. Come il caos nel parcheggio davanti alle palazzine, che può anche ostacolare l’intervento di ambulanze e vigili del fuoco in caso di emergenze. Oppure l’allacciamento abusivo di alcuni inquilini alle linee elettriche condominiali, causa la difficoltà a pagare le bollette. «Anche questo è un pericolo per la sicurezza, sono tutte situazioni che possono diventare elementi di rischio per tutti gli inquilini, anche se non se ne rendono conto» aggiunge Mensa. C’è, poi, il capitolo assicurativo. «La polizza stipulata da Atc garantisce fino a un certo punto - spiegano la sindacalista e l’avvocato -. Abbiamo ottenuto di fare un’integrazione, proprio per avere un minimo di garanzie». Ieri mattina, molti residenti nelle palazzine colpite dall’esplosione hanno chiesto informazioni ai funzionari Atc intervenuti per valutare la situazione. «Siamo assicurati, fate una denuncia e sarete rimborsati» era la risposta.



Resta oggi la disperazione e la paura di aver perso tutto.



Fonti: http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/03/10/news/alba_di_paura_a_torino_esplode_un_alloggio_disperso_un_bambino_altri_due_in_ospedale-80627191/



http://www.lastampa.it/2014/03/11/cronaca/le-paure-del-condominio-ci-sono-troppe-bombole-meVkwdt9FXKqQDneuRS3WI/pagina.html


 

 
 


Uno scenario che in alcuni edifici di ultima generazione - magari cablati in fibra ottica - è già realtà. Nella maggioranza dei condomìni, però, raggiunti da vecchi cavi di rame, spesso si naviga a fatica attraverso i "classici" abbonamenti Adsl privati. Cambiare è però possibile: soprattutto dove il collegamento è assente o molto lento si può verificare se la propria zona sia coperta dal servizio di un provider che riesca a fornire più "banda" all'edificio. Possibilmente a minor prezzo, grazie anche alla condivisione del traffico dati con i vicini di casa.



Per portare connessioni veloci nelle zone non raggiunte da una buona Adsl o dalla fibra, il sistema più diffuso è  attraverso un'antenna radio installata sul tetto ….. Se non ci sono problemi di segnale, dal relativo "access point" viene poi derivata una rete fino agli appartamenti o agli hotspot situati nelle parti comuni. Ogni condomino che utilizza il servizio (non tutti sono obbligati a partecipare) avrà la sua linea flat criptata al pari di un collegamento "tradizionale". E in genere anche la possibilità di scegliere la "taglia" di banda che desidera. In questi casi al condominio o a un gruppo di condomini spettano solo le spese di installazione dell'impianto comune, poi le bollette arriveranno ai singoli. Le offerte più vantaggiose in genere prevedono che più condòmini aderiscono all'offerta, più aumentano gli sconti rispetto alla tariffa piena …..



….. In media  si può stimare un risparmio sulla bolletta del 25-30%, che in alcuni casi può arrivare al 50. Il risparmio maggiore è possibile però dove i provider hanno già a disposizione linee cablate in fibra e quindi la possibilità di smistare molto traffico. La convenienza può anche non essere legata al prezzo, ma alla quantità di banda: a parità di esborso, soprattutto nelle zone poco coperte, ci si può assicurare linee – almeno a stare a quanto dichiarato dagli operatori – molto più performanti; oppure ci si può accontentare di un traffico limitato a pochi mega ma a un prezzo decisamente basso.



….. Uno degli ostacoli maggiori alla diffusione degli impianti condominiali sono i picchi di traffico che si possono riscontrare nelle ore di punta e rallentare quindi il servizio, generando anche un certo grado di litigiosità tra i condòmini. ….. il gestore deve garantire una velocità minima individuale che non sia troppo bassa ….. o è possibile limitare il peer to peer (attraverso cui ad esempio si scaricano pesanti film) nelle ore di punta, quando la rete è sfruttata per altri utilizzi come la tv on demand (tipicamente la sera tra le 19 e le 23).


leggi tutto    http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2014-03-05/costi-consumi-internet-possono-193039.php?uuid=AbhzF6RJ


 

 
 


L’Avvocato Patrizia Comite (che ancora non conosciamo ma che ci interessa senz’altro conoscere) http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/p/chi-sono.html



Ha scritto: POCHE SEMPLICI PRECAUZIONI PER EVITARE SCELTE “CATASTROFICHE” . Quando si vuole scegliere un nuovo amministratore ci sono piccoli accorgimenti da seguire che sebbene non siano da soli risolutivi se non altro aiutano a non incorrere in scelte che si possono rivelare “catastrofiche”. Se invece con il nostro amministratore si è instaurato un rapporto che ormai dura da diverso tempo, è bene adottare altre preziose precauzioni.



PRECAUZIONI:



Le referenze. La prima regola da seguire è quella delle referenze. L’amministratore di condominio è una professione che si basa sull’intuitu personae, cioè una scelta che deve essere fondata sulla fiducia e sulle qualità morali e professionali della persona che si candida a gestire e amministrare il nostro stabile. Sapere “chi è” quell’amministratore è, a mio avviso, requisito indefettibile Un accorgimento utile è quello di chiedere al candidato quali altri condomini amministra e quindi verificare di persona recandosi in loco, chiedendo informazioni alla custode o ai proprietari di questi immobili, quale reputazione ha quell’amministratore cercando di capire (e carpire) quale grado di stima gode presso di loro.



CONTROLLI SUGGERITI:





  1. I fornitori. Come è  possibile che per oltre due anni le ditte fornitrici abbiano potuto continuare a erogare servizi al condominio (ormai divenuto gravemente moroso) quali metano, acqua, energia elettrica, opere di manutenzione etc., per decine di migliaia di euro, senza comunicare la mancata soddisfazione dei loro crediti ai diretti interessati ovvero ai condomini?




  2. L’esame delle pezze giustificative. Una buona abitudine, anch’essa utile a scongiurare prelievi illeciti dell’amministratore dalle casse del condominio, è il controllo programmato (almeno una volta l’anno) delle scritture contabili, fiscali e bancarie conservate presso lo studio dell’amministratore. Solitamente questo adempimento viene svolto dai consiglieri ma il diritto di esaminare questi documenti spetta a tutti.





LA NOSTRA VALUTAZIONE:



Sono senz’altro validi i suggerimenti dell’Avvocato Patrizia Comite.



Purtroppo solo uno nel capitolo PRECAUZIONI. Suggeriamo che in questo capitolo il Cliente possa e debba valutare anche l’organizzazione e la serietà dell’azienda che si propone per l’amministrazione e la gestione del denaro, e NON SOLO la INTUITU PERSONAE (la fiducia alla persona): le procedure, la suddivisione dei compiti, la suddivisione delle responsabilità sono la prima garanzia (in qualsiasi azienda) della corretta gestione del denaro.



NON E’ VERO CHE “UN AMMINISTRATORE VALE L’ALTRO”!



 leggi tutto     http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/2014/03/condominio-lamministratore-scappa-con.html


 

 
 


da lastampa.it  del 7 marzo 2014     Fonte: www.dirittoegiustizia.it



I gravi difetti dell’opera, oggetto della garanzia di cui all’art. 1669 c.c., consistono in qualsiasi alterazione conseguente ad un insoddisfacente realizzazione dell’opera la quale, pur non riguardando le sue parti essenziali, ne compromette la conservazione, limitandone sensibilmente il godimento o diminuendone in maniera rilevante il valore. Lo stabilisce la Cassazione nella sentenza 27433/13.


Oggetto della controversia è l’intonaco esterno di un condominio. La Corte d’Appello di Catanzaro conferma la sentenza di primo grado che sulla base delle risultanze della CTU esperita, condannava una società edile al risarcimento del danno nei confronti di un condominio che chiedeva il rifacimento dell’intonaco delle pareti esterne dell’edificio, in quanto i lavori non erano stati eseguiti a regola d’arte.  


Propone ricorso la società: secondo la ricorrente, il giudice di secondo grado non aveva valutato l’estensione della superficie interessata dal fenomeno e l’incidenza concreta sull’isolamento termico che era minima data la composizione a più strati di una parete perimetrale.


La doglianza in questione non merita accoglimento: la Corte di merito aveva chiarito che l’inadeguatezza strutturale dell’intonaco era tale da incidere sulla sua utilizzabilità con riferimento all’impermeabilizzazione e all’isolamento termico. Dunque, si trattava di difetti, come il consulente tecnico aveva accertato, che non interessavano un elemento accessorio e secondario dell’edificio: obbligato è il richiamo ai gravi difetti dell’opera, oggetto della garanzia dell’art. 1669 c.c., che ricorrono anche se non si producono fenomeni tali da influire sulla stabilità della costruzione e consistono in qualsiasi alterazione, conseguente a un’insoddisfacente realizzazione dell’opera che, pur non riguardando le sue parti essenziali, ne compromette la conservazione, limitandone sensibilmente il godimento o diminuendone in maniera rilevante il valore.  


Secondo la ricorrente la scoperta del difetto non può coincidere con la data di redazione della relazione tecnica senza aver valutato la specificità del caso concreto.


Anche questo motivo è infondato: «il termine di una anno per la denuncia del pericolo di rovina o di gravi difetti della costruzione di un immobile, previsto dall’art. 1669 c.c. a pena di decadenza dell’azione di responsabilità contro l’appaltatore, decorre dal giorno in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall’imperfetta esecuzione dell’opera, non essendo sufficienti, viceversa, manifestazioni di scarsa rilevanza e semplici sospetti».



leggi tutto                  http://www.lastampa.it/2014/03/07/italia/i-tuoi-diritti/casa-e-condominio/si-stacca-lintonaco-del-condominio-compromesso-lintero-edificio-deve-essere-rifatto-NiuUCy9cQPTN5Apc5FdEUK/pagina.html




 

 
 


da ilgiorno.it      6 marzo 2014       di Veronica Todaro



I Condomini  avevano affidato lavori ad una ditta per 213mila euro più iva. Loro hanno pagato l'intera somma, ma l'amministratore è fuggito



La vicenda risale al 2009 quando il condominio decide di affidare a un’impresa edile di Cusano Milanino lavori ingenti tra i quali il rifacimento della facciata e dell’androne d’ingresso per una spesa totale di 213mila euro più Iva. Mentre le famiglie hanno sempre pagato le rate delle spese, a un certo punto i pagamenti all’impresa che ha concluso i lavori si interrompono. È la stessa ditta a reclamare il mancato versamento di 88.941mila euro. Le famiglie sono certe del fatto loro: le rate sono state tutte versate all’amministratore condominiale dell’epoca, che sarebbe però sparito con i soldi, lasciando scoperto il debito con l’impresa edile.



Da più di tre anni la vicenda prosegue a colpi di carte bollate, tra decreti ingiuntivi, opposizioni al decreto, nuove ingiunzioni e cause varie fino a pochi giorni fa quando il Tribunale di Monza, dopo alcune tentativi di transazione falliti, ha deciso di pignorare i conti correnti di tutti i proprietari degli appartamenti. I condomini sono imbufaliti. «La cosa scandalosa – ha commentato I.L. – è che il giudice ha deciso che siamo noi i fuorilegge, invece chi è scappato con il malloppo lavora tranquillo e beato truffando altra gente. Questa è la giustizia italiana».



leggi tutto  http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2014/03/06/1034874-Amministratore-Condominio.shtml


 

 
 


Fonte: suonoevita.it  da ing.rizzi



Il piano di zonizzazione acustica (acronimo PdZ) di un comune divide il suo territorio in zone corrispondenti ai limiti assoluti di livello sonoro equivalente previsti dal DPCM 14/11/1997 (che ha sostituito il precedente DPCM 1/3/1991). Definisce i limiti di livello sonoro anche per il rumore generato da strade, ferrovie, aeroporti in base ai decreti che le regolamentano (il decreto più recente risale al 2005). Definisce le regole e gli iter burocratici per l’inizio di nuove attività rumorose, la costruzione di nuove case e permette di gestire eventi rumorosi nel territorio (feste, campane, concerti, eventi sportivi, etc.).



Serve come riferimento da rispettare per tutte le sorgenti sonore: di fatto è uno strumento per proteggere le zone poco rumorose, per promuovere il risanamento di zone molto rumorose, per regolamentare la vita civile della popolazione e per pianificare lo sviluppo urbanistico del territorio.



Deve essere redatto da un tecnico competente in acustica ambientale e si integra con il piano di gestione del territorio comunale.



Esistono ancora comuni senza zonizzazione acustica o con piani obsoleti perché non rispondenti alle ultime normative (quelli precedenti al 1997 e precedenti al 2004 hanno grosse limitazioni), ciò va a discapito dei cittadini che purtroppo nei centri abitati vivono immersi in livelli sonori sempre troppo elevati e accanto a numerose fonti di disturbo.



L’Europa insegna che esistono molti metodi integrati per migliorare la qualità della vita delle persone anche riguardo al clima acustico in cui vivono. Il PdZ si deve integrare con il Piano di Governo del Territorio comunale per ridurre l'inquinamento acustico e promuovere una migliore gestione del territorio, semplici decisioni urbanistiche e di regolamentazione possono migliorare drasticamente l'impatto delle più grosse fonti di disturbo sui cittadini (p.e. le strade, i locali pubblici, le fabbriche e le attività artigianali).


Scarica la Classificazione Acustica di Milano


 

 
 


da edilportale.com  del 5 marzo 2014 di Paola Mammarella



Cassazione: l’opera non è classificabile come costruzione ed è illegittima solo se viola il decoro architettonico o compromette la salubrità



Per la realizzazione di una canna fumaria in condominio non devono essere rispettate le distanze minime. Lo ha spiegato la Corte di Cassazione nei giorni scorsi con la sentenza 4936/2014.



Secondo la Cassazione, le canne fumarie non sono costruzioni e non sono quindi soggette ai vincoli sulle distanze minime dalle vedute, ma solo alle disposizioni del regolamento condominiale.



 Allo stesso tempo, la Corte ha chiarito che l’installazione della canna fumaria su un muro perimetrale condominiale è ammessa a condizione che non si alteri la destinazione comune del muro e che non se ne impedisca l’uso da parte degli altri condomini.



 L’installazione di una canna fumaria deve invece essere considerata illegittima solo se viola il decoro architettonico o se compromette la salubrità dell’aria a causa delle sue emissioni.



Nel caso preso in esame dalla Corte di Cassazione, un soggetto, proprietario di un immobile situato al piano terra di un edificio condominiale, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’assemblea e successivamente dal Comune, aveva realizzato una canna fumaria lungo il muro perimetrale dello stabile.



 Dopo l’installazione, un altro condomino aveva però intentato causa perché sosteneva che la canna fumaria pregiudicasse il suo diritto di veduta.



In seguito ad una serie di pronunce, la Corte d’Appello aveva deciso per la demolizione della canna fumaria. Una posizione che è stata poi annullata dalla Cassazione in considerazione del fatto che la canna fumaria non rientra nel raggio d’azione delle norme sulle costruzioni.


 

 
 

da Condominioweb.com  04/03/2014 di Angelo Pesce
Il Senato ha approvato definitivamente il decreto Milleproroghe n. 150/2013, in scadenza il 28 febbraio, convertendolo in legge senza nessun ulteriore emendamento. Il testo, infatti, non ha subito modificazioni rispetto alla versione approvata dalla Camera il 17 febbraio u.s. che aveva già respinto l'emendamento che vedeva un rinvio al 2015 per l'obbligo delle energie rinnovabili negli edifici di nuova costruzione. È stato quindi mantenuto quanto già previsto dal Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 che prevedeva l'obbligo per gli immobili in via di costruzione o di ristrutturazione, di prevedere l'uso di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, elettricità e raffreddamento, al fine di ottenere margini di risparmio molto elevati, nel rispetto dell'ambiente e con l'impiego di tecnologie di ultima generazione.


Contenuti e novità: il mancato rispetto delle percentuali causa il diniego del titolo edilizio / produzione di acqua calda: dal 2014 il 30% dell'acqua usata per lavarsi, cucinare e fare le pulizie, dovrà essere riscaldata usando energia pulita, pena la mancata accettazione del progetto di costruzione dell'edificio.
leggi tutto   
http://www.condominioweb.com/energie-rinnovabili-lacqua-usata-per-lavarsi-cucinare-dovr%E0-essere-riscaldata-usando-energia-pulita.2075




 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

 
 


Inquinamento acustico - Milano, Monza e altri comuni



Ottobre 2013: Adottati e approvati i piani di zonizzazione acustica dei comuni di: Albairate, Bernareggio, Corte Palasio, Lainate, Milano, Monza, Morimondo, Parabiago, San Colombano al Lambro, Sesto San Giovanni.



Albairate Il comune di Albairate (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (1).



Bernareggio Il comune di Bernareggio (Mb) ha adottato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (2).



Corte Palasio Il comune di Palasio (Lo) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (3).



Lainate Il comune di Lainate (Mi) ha adottato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (4).



Milano Il comune di Milano (Mi) ha approvato la classificazione acustica del territorio comunale (5). (Prossima News: i dettagli delle Classificazioni)



Monza Il comune di Monza (Mb) ha adottato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (6).



Morimondo Il comune di Morimondo (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (7).



Parabiago Il comune di Parabiago (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (8).



San Colombano al Lambro Il comune di San Colombano al Lambro (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (9).



Sesto San Giovanni Il comune di Sesto San Giovanni (Mi) ha approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio comunale (10).



Note: 1. D.c.c. n. 19 del 29 luglio 2013 (BURL A.C. n. 36 del 4 settembre 2013, p. 147).  2. D.c.c. n. 39 del 5 settembre 2013 (BURL A.C. n. 42 del 16 ottobre 2013, p. 413). 3. D.c.c. n. 10 del 2 maggio 2013 (BURL A.C. n. 27 del 3 luglio 2013, p. 93).  4. D.c.c. n. 71 del 22 luglio 2013 (BURL A.C. n. 32 del 7 agosto 2013, p. 85). 5. D.c.c. n. 32 del 9 settembre 2013 (BURL A.C. n. 40 del 2 ottobre 2013, p. 132). 6. D.c.c. n. 43 del 20 maggio 2013 (BURL A.C. n. 30 del 24 luglio 2013, p. 65).  7. D.c.c. n. 21 del 23 luglio 2013 (BURL A.C. n. 31 del 31 luglio 2013, p. 89).  8. D.c.c. n. 26 del 25 giugno 2013 (BURL A.C. n. 30 del 24 luglio 2013, p. 63).  9. D.c.c. n. 37 del 27 luglio 2013 (BURL A.C. n. 35 del 28 agosto 2013, p. 60). 10. D.c.c. n. 53 del 30 settembre 2013 (BURL A.C. n. 43 del 23 ottobre 2013, p. 152).


 

 
 


In alcune situazioni quotidiane ci appaiono più facilmente dannose per la nostra salute e per quella dell’ambiente circostante rispetto ad altre, ma non tutte le forme di inquinamento producono effetti “immediatamente” rilevabili, anche se il fattore tempo in tali problematiche è una variabile difficile da “quantificare”. Una delle forme di inquinamento di cui poco si discute è l’inquinamento acustico per il quale l’ordinamento giuridico nazionale garantisce la salvaguardia delle persone mediante l’applicazione dell’art. 844 del Codice Civile e di limiti di rumorosità.



IL QUADRO NORMATIVO



L’art 844 del codice civile è il punto di riferimento per la valutazione della protezione individuale della persona e della sua proprietà nei confronti dell’esposizione a sorgenti rumorose e fa riferimento alla soglia della “normale tollerabilità”, L’apparato normativo è costituito dalla L 447/95 e dai seguenti decreti attuativi che invece fissa nel “criterio dell’accettabilità” il  principale punto di riferimento nella valutazione dell’inquinamento acustico.



COS’E’ L’INQUINAMENTO ACUSTICO



art.2 della L 447/95, si definisce inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi”.



VALUTAZIONE DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO IN BASE ALLA LEGGE QUADRO



La legge quadro 447/95 costituisce il riferimento normativo di base per la valutazione dell’inquinamento acustico ambientale stabilendo: i principi fondamentali con riferimento alla protezione dal rumore degli individui e dell’ambiente esterno / i livelli di competenza dello Stato, delle Regioni, delle Provincie e degli Enti Locali in materia di regolamentazione, pianificazione e controllo del rumore.



LIMITI DI ACCETTABILITA’ DEL RUMORE AMBIENTALE ESTERNO



La tutela dell’ambiente esterno dagli effetti nocivi derivanti dall’esposizione al rumore deve essere realizzata, secondo la normativa vigente indicata, attraverso le seguenti azioni: previsione di specifici limiti di accettabilità di rumore, in termini di valori assoluti di emissione e di immissione di eventi rumorosi nel territorio;  stesura di piani di zonizzazione acustica;  stesura di piani di risanamento acustico qualora i livelli di rumorosità ambientale superino i suddetti valori limite di immissione e/o di emissione;  stesura di piani di azione a breve, medio e lungo termine finalizzati a ricondurre i livelli di rumorosità ambientale a determinati valori ottimali, i cosiddetti valori di qualità.



La normativa individua dunque 6 classi acustiche in funzione della destinazione d’uso prevalente e per ciascuna classe acustica fissa i limiti assoluti in termini di livelli di immissione, emissione e qualità a loro volta individuati in funzione del periodo di riferimento - diurno (06:00 - 22.00)  o notturno (22:00 - 06:00).



I limiti di accettabilità del rumore sono subordinati all’adozione da parte dei Comuni dei Piani di Zonizzazione Acustica del territorio al fine di suddividere l’ambito comunale nelle sei diverse zone ed ottenere, quindi, i valori limite con cui confrontare il livello equivalente della rumorosità ambientale.



VALORE LIMITE DIFFERENZIALE ALL’INTERNO DELLE ABITAZIONI



Secondo il limite differenziale, un evento rumoroso è considerato non accettabile se la differenza tra il livello equivalente del rumore ambientale ed il livello sonoro residuo è superiore rispettivamente a 5 dB e 3 dB in relazione ai periodi di riferimento diurno e notturno.



QUANDO NON SI APPLICA IL VALORE LIMITE DIFFERENZIALE



Il limite differenziale non si applica:  per impianti industriali a ciclo produttivo continuo purché rispettosi dei limiti assoluti;  quando sono verificate entrambe queste condizioni: il rumore misurato a finestre aperte è inferiore a 50 dBA o 40 dBA rispettivamente durante i periodi di riferimento diurno e notturno e il rumore misurato a finestre chiuse è inferiore a 35 dBA o 25 dBA rispettivamente durante i periodi di riferimento diurno e notturno.



Tratto da architetturaecosostenibile.it



Leggi tutto http://www.architetturaecosostenibile.it/normative/leggi-e-decreti/inquinamento-acustico-limiti-rumorosita-interna-esterna-542.html


 

 
 


da Il Secolo XIX   di Marco Grasso 





Genova - C’è chi è scappato all’estero e chi invece era nella casa in campagna, chi continua a lavorare come se nulla fosse e chi è ricomparso in un’altra città, dove gestisce una nuova attività (con che soldi sia stata aperta, naturalmente, è oggetto di diffusa maldicenza). Il fenomeno, negli ultimi mesi, si è diffuso a macchia d’olio, come dimostrano le inchieste. Tanto da diventare il peggior incubo del condomino in tempo di crisi. La domanda che serpeggia è sempre la stessa: il mio amministratore avrà pagato tutti i conti?





Ben tre nuove indagini della Procura hanno sollevato il coperchio su amministratori condominiali infedeli……….



Leggi tutto   http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/02/23/AQXPictB-inchiesta_sugli_amministratori.shtml



PENSARCI PRIMA E’ OGGI L’UNICA DIFESA PER IL CLIENTE CONDOMINO CONSUMATORE:





scegliere la struttura aziendale dove i controlli sono incrociati, dove le procedure NON consentono all’amministratore di disporre liberamente dei fondi gestiti.


 

 
 


1° Parte: DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA – SISTEMI DI SOLLEVAMENTO (AUTOCLAVE) 



http://www.unicasaitalia.it/news-id-101.htm#101



SISTEMI DI SOLLEVAMENTO (AUTOCLAVE) - INSTALLAZIONE



L’autoclave idraulica è un impianto condominiale essenziale per il miglioramento della qualità della vita: la garanzia della disponibilità d’acqua.



Come sapere se l’impianto esistente, o quello che si andrà ad installare, è idoneo, è in regola con le normative vigenti, o è la migliore soluzione esistente sul mercato?



Senza pretendere di esaminare tutte le soluzioni tecniche esistenti sul mercato e naturalmente con l’ottica del condominio e non del tecnico installatore, forniamo di seguito alcune informazioni base per l’installazione di un impianto in un fabbricato esistente.



Le caratteristiche dell’impianto di autoclave idraulica sono determinate dai seguenti fattori:



1.Consumi presunti in relazione al numero e tipologia delle utenze (nel caso di abitazioni, il numero di appartamenti e di potenziali abitanti/utenti)



2.La pressione d'esercizio in modo da soddisfare le esigenze dell'utenza più sfavorita



3.Il punto di prelievo: da acquedotto, da cisterna o da pozzo



4.La dimensione delle tubazioni provenienti dalla fonte di approvvigionamento e quelle dell'anello di distribuzione



5.Negli stabili ad uso abitativo, il punto d'installazione rispetto alle utenze più vicine



6.Gli spazi a disposizione per l'installazione dell'impianto



Ribadiamo che “il calcolo” non può, in ogni caso, sostituire la professionalità e l'esperienza del progettista.



1.Consumi - Risulta difficile quantificare le contemporaneità di utilizzo delle apparecchiature idrauliche all'interno dei singoli appartamenti, variando esse da stabile a stabile a seconda, ad esempio, della composizione sociale ed anagrafica degli utenti e della tipologia di impianti privati installati. Tuttavia, a fronte di tale incertezza, possiamo individuare alcuni elementi certi: la misura della tubazione che arriva dalla strada, la grandezza del contatore, la misura della tubazione che dal contatore diparte verso le utenze e forma l'anello di cantina. Agli elementi certi si affianca un elemento presunto derivato dall'esperienza sul campo, che deve comunque considerare la presenza, o meno, di apparecchiature idrovore tipo “passi rapidi” (da anni vietati nelle nuove costruzioni).



2.Pressione - Nel determinare la prevalenza (o pressione d'esercizio), si devono considerare alcuni elementi: Tipologia di prelievo: da acquedotto, da pozzo o da cisterna. / Altezza dell'edificio dal piano contatore acqua (piano strada) fino al piano dell'utenza più sfavorita. È indifferente ai fini del calcolo dell'altezza l'eventuale posizionamento dell'impianto in piani interrati. / Pressione minima per il funzionamento corretto dell'apparecchiatura più sensibile (scaldabagno, passo rapido). / Perdite di carico generate nel circuito di distribuzione in relazione alla dimensione delle tubature, al numero di gomiti...



3.Punto di prelievo - Se il prelievo avviene da acquedotto si deve conoscere quale pressione minima fornisce la rete. Tale pressione dovrà essere sommata alla pressione resa dalla pompa in modo da determinare il punto di funzionamento del sistema che dovrà corrispondere il più possibile alla parte centrale della curva caratteristica della pompa scelta. Se il prelievo avviene da “battente nullo o negativo” (cisterna, serbatoio d’accumulo, pozzo) dovrà essere il sistema a fornire l'intera pressione.



4.Dimensione tubazioni - Negli stabili esistenti il dimensionamento dell'impianto dovrà tenere conto del diametro della tubazione di aspirazione e di quello della tubazione di distribuzione fino ai singoli montanti. Da una tubazione di dimensione data non è possibile ottenere molto più acqua di quanta ne può passare (non comprimibilità dell'acqua).



5.Posizionamento - La silenziosità di funzionamento dell'impianto è un elemento da tenere in considerazione per non arrecare eccessivo disturbo alle utenze che insistono nelle vicinanze dell'impianto e per evitare liti all'interno del condominio. La silenziosità si ottiene attraverso l'utilizzo di pompe con potenza motore più piccola possibile, con il dimensionamento adeguato del serbatoio e con l'utilizzo di idonei sistemi di abbattimento delle vibrazioni residue.



6.Spazi esistenti - In stabili già esistenti saranno determinanti gli spazi a disposizione (grandezza e tipologia del locale) e i passaggi (diametro delle porte di accesso ai locali degli angoli di eventuali curve), dal piano di scarico al sito d'installazione.


 

 
 


La testimonianza di Tiziana, una delle primi badanti condominiali di Milano



«A volte un rimedio non c'è: la solitudine arriva tra una malattia e un telefono che squilla poco. Non ce ne accorgiamo, smettiamo persino di cucinare. Poi un giorno qualcuno arriva da fuori, bussa, prepara un pranzetto, se ne va ma poi torna. Diventa una di famiglia. Mi è successo con Ugo, un signore di 80 anni, vedovo. Vive nel condominio dove da tre anni faccio la babysitter.



Accompagno i bimbi all'asilo, mi occupo della casa e poi alle 16,30 li vado a prendere. Intorno alle 12 vado a casa di  Ugo. Lo saluto, parliamo un po'. Poi gli chiedo cosa ha voglia di mangiare. Nel pomeriggio in genere faccio un po' di spesa e così chiedo se a lui serve qualcosa magari. Quando metto il piede fuori dalla sua porta, dopo il caffè, ne sento un'altra che si apre. «Tiziana ciao!».



Mi chiama Anna, la signora del terzo piano. Mi chiede come sto. Mi chiede se devo per caso passare dal supermercato. Io salgo da lei. La saluto, prendo il suo foglietto con una piccola lista. Poi lei mi racconta che sua nuora, insomma, ha deciso che non vuol portarle più la bambina. E' arrabbiata e mi chiede cosa le conviene fare. Parlare con il figlio? Attendere che ci ripensi? Intanto la nipotina cresce e quella sì, dai, è una mamma pazza.



Io la guardo, le dico che lei deve chiamare e chiedere sempre della bimba, non riprendere vecchie storie. Poi scappo, lei lo sa. Ho una tabella di marcia fitta e strada facendo, in quel condominio, può accadere di tutto. Saluti, richieste, informazioni. Regalini. Due mattine alla settimana poi in realtà vado al quinto piano dove vive una coppia, non ha figli ma ha bisogno di qualcuno che si prenda cura della loro casa.



Le giornate di una badante condominiale sono imprevedibili, non conoscono la noia. A volte qualcuno mi chiede se ho ore extra, così si inserisce qualche altra famiglia per una pulizia dei vetri o una cena da preparare. Un modo per risparmiare, certo. Poi io faccio il conteggio delle ore a fine mese e le consegno a Spaziocuore, la cooperativa sociale per cui lavoro. I familiari mi pagano e si sentono più sereni così.



Ma c'è qualcosa che in quei conti sfuggirà per sempre. Si chiama «condivisione». Parola assai di moda, già. Per noi, quelli del condominio di una via del centro di Milano, significa questo: «Ugo ma perché non vieni da noi, i due bimbi giocano e tu puoi stare un po' con noi, vedi la tv in compagnia, che dici?». Ma anche questo: «Anna ma perché non facciamo una festa all'ora del tè con Ugo, i bambini, la coppia del primo piano e invitiamo qualche vostro amico?». A volte, le proposte le lancio per provocarli. Altre volte, li guardo, li vedo soli e chiusi nei cubi delle loro stanze e colgo al volo la loro richiesta di compagnia stampata negli occhi.



La verità è che mi sento una mamma particolare. Un punto di riferimento. Io non ho figli, ho 43 anni e un marito, la vita è andata così ma sono felice lo stesso. Quando vado a lavorare però mi sento strana: cresce qualcosa attorno a me, cresce la sensazione che qualcuno conta su di me. Non sono i panni da stirare a fare la differenza, sarà il tempo dedicato, la cura con una pensiero, un saluto sorridente: accade tutto questo nel mio posto di lavoro.



Al parco spesso le badanti stanno insieme e le persone sono isolate. Qui invece non c'è alcun motivo per dividersi. Il portiere, i genitori degli altri bambini, il negozio sotto casa. Si diventa famiglia, e in fondo che male c'è. Ecco a volte esiste anche un rimedio: mentre la gente si allontana, pensa a divorziare, nascono altri gruppi. Chiamatele famiglie, chiamatele rimedi felici (e condivisi)».



Leggi tutto   http://www.vanityfair.it/news/societ%C3%A0/14/02/20/badante-condominiale



 


 

 
 


Analizziamo un servizio importantissimo per la collettività condominiale: la distribuzione dell’acqua. Questa importante funzione viene svolta dall’impianto idrico con annessa autoclave. Ma come funziona l’autoclave e quali sono i problemi che comunemente questa comporta in un condominio?



STRUTTURA:



L’impianto idrico solitamente è formato da:



1.Approvvigionamento: la conduttura che si collega alla linea dell’ente gestore (acquedotto), a monte di eventuali serbatoi di accumulo ed a valle del contatore.



2.Serbatoi di accumulo. Di solito in acciaio zincato, consigliati quelli in acciaio inox o resina per alimenti; sono utilizzati in aree d’Italia dove la somministrazione d’acqua da parte dell’acquedotto non è regolare. Da eliminare immediatamente e senza perder tempo quelli in eternit con amianto. I serbatoi in eternit sono da tempo vietati ma purtroppo si trovano ancora oggi in esercizio, inutile soffermarsi sull’elevata pericolosità degli stessi. I serbatoi di accumulo devono sempre trovarsi quanto più in basso possibile rispetto al piano stradale. in posizione tale che il tubo di approvvigionamento non superi in posizione di altezza massima il piano stradale o ancor meglio il piano dove è posizionata la tubazione di portata dell’ente erogatore (in occasione di riduzione della portata idrica la pressione potrebbe non essere sufficiente a riempire i serbatoi).



3.Serbatoio pressurizzato, può essere



- con membrana: si utilizza per piccoli impianti di sollevamento ha un bassissimo costo ed una semplicissima installazione per contro è poco capiente, ha una portata limitata ed una altezza di sollevamento bassa. Si montano appena dopo l’uscita dell’acqua dalla pompa e di solito hanno la forma di sfere rosse.



- senza membrana sono i più utilizzati e possono avere capacità anche notevoli, anche se solo in parte contengono acqua; per il restante contengono il “polmone d’aria” pressurizzata. Devono essere sempre certificati,  con una targhetta applicata allo stesso che riporta i limiti della pressione di esercizio, il numero di matricola, la capacità ed altro. Il serbatoio pressurizzato è fornito di valvola di sfogo per sovra pressione tarata all’origine e punzonata; tale valvola garantisce l’assenza di danni da guasto dei pressostati delle pompe ed evita lo scoppio del serbatoio stesso.  Al serbatoio è montata una valvola compensatrice d’aria (il "polmone") che  ha la funzione di integrare l’aria presente nel serbatoio la cui quantità è determinante per il buon funzionamento dello stesso; il “polmone” è ripristinato e mantenuto efficiente con un compressore esterno. La mancanza o insufficienza del "polmone d’aria" determina l’esaurirsi dell’elasticità che permette il perfetto funzionamento del serbatoio, e conseguentemente si avrà il continuo ricorso alle pompe per il mantenimento della pressione d’esercizio, con considerevole consumo di energia elettrica ed usura delle pompe nonché danneggiamento dei pressostati con deterioramento complessivo dell’intero impianto elettromeccanico.



4.Gruppo pompe. si dividono genericamente in due tipi:



- pompe monofase generalmente mono pompa a tensione 220v utilizzata di solito utilizzate in combinazione con serbatoi pressurizzati a membrana per piccoli impianti di sollevamento.



- pompe trifase, solitamente due alimentate a corrente 380v. La soluzione della doppia pompa è utilizzata per impianti di medie / grandi dimensioni e  garantisce una maggiore sicurezza di funzionamento in caso di guasto di una pompa. Le pompe devono funzionare spesso alternativamente affinché non subiscano danni per ossidazione o depositi di calcare; si installa quindi di solito una centralina elettronica con dispositivo di alternatore di utilizzo.



5.Quadro elettrico di controllo, costituito, oltre che dagli interruttori delle pompe, anche da una centralina elettronica o elettromeccanica di alternanza dell’uso delle pompe stesse e da una centralina che controlla la partenza del compressore per il rispristino del “polmone d’aria” nei serbatoi. Nel Quadro elettrico trovano posto anche le “protezioni” delle parti meccaniche/elettriche e quindi le “protezioni” da sovratensioni della rete elettrica e da eccessivo riscaldamento (accensione continua).



6.Filtri. di solito si installano in ingresso ai serbatoi di accumulo ma è consigliabile il loro uso anche in uscita dal serbatoio pressurizzato. In commercio si trovano di diversi tipi: a corda, a carboni attivi, a resina, a vaglio decrescente etc. ogni tipo ha caratteristiche differenti e perdita di portata differente il modello a vaglio (retina) ha una perdita bassa e relativa efficacia bassa ma è da consigliabile montarlo in uscita dal serbatoio pressurizzato in quanto evita che particelle metalliche o agglomerati di calcare che a volte si formano nei serbatoi raggiungano gli impianti dei singoli condomini danneggiandoli (le schegge metalliche con agglomerati calcarei sono il terrore dei moderni rubinetti ceramici). I filtri a corda sono da consigliare in ingresso dei serbatoi di accumulo in quanto limitano fortemente l’ingresso di micro-particelle (terra) nell’impianto (hanno come inconveniente la periodica sostituzione della cartuccia interna).



PRECAUZIONI E MANUTENZIONI



1.Messa a terra. Oltre ad essere obbligatoria la messa a terra dell’impianto idrico ne garantisce una durata maggiore in quanto scarica a massa le correnti parassite che potrebbero danneggiare le condutture. La messa a terra deve essere fatta molto bene e connettendo ogni singolo elemento dell’impianto al cavo di terra, non è affatto sufficiente che sia collegato ad un punto qualsiasi dell’impianto (opinione comune) in quanto l’acqua, per quanto strano possa sembrare, è isolante: sono i sali disciolti in essa a renderla conduttrice ed è sempre meno conduttrice del metallo che la trasporta o che la contiene. Il tubo di mandata condominiale posto a valle dell’impianto di autoclave deve sempre essere collegato a massa individualmente; considerando che  le connessioni tra gli elementi dell’impianto idrico, per motivi di tenuta, sono foderate di materiale elettroisolante (teflon, canapa, silicone), non vi è garanzia che le parti metalliche siano a contatto diretto tra di loro; ne consegue che tutti i singoli componenti dell’impianto devono essere collegati a massa individualmente (pompe, tubi, serbatoi etc.).



2.Isolamento da vibrazioni. L’inconveniente delle immissioni di fastidiose vibrazioni ai piani sovrastanti o limitrofi (oltre che essere sgradevoli possono innescare problematiche di conflitti condominiali) può essere rimediato montando il gruppo pompe su un supporto elastico assorbente, utilizzando giunti elastici nei collegamenti serbatoio/tubazione/pompe/tubazione, evitando fossaggi rigidi al pavimento/pareti/plafone



3.Filtri in ingresso ai serbatoi di accumulo ed in uscita dal serbatoio pressurizzato. Come detto trattengono frammenti metallici, depositi di calcare ed altre impurità: la loro pulizia deve essere frequente e costante



4.Scarico. Se l’impianto è sottoposto al piano stradale è d’obbligo uno scarico delle acque reflue a pavimento che sfoci in un pozzetto di raccolta con pompa di sollevamento a livello stradale, questo impedirà in caso di guasto o rottura che l’acqua ristagnando danneggi l’impianto e possa divenire rischio di folgorazioni.



5.La disinfezione deve essere eseguita almeno una volta l’anno per i serbatoi di accumulo, normalmente “aperti”.



6.Valvola di non-ritorno. Deve essere sempre montata in ingresso dei serbatoi, per impedire, in caso di pressione della “colonna” maggiore a quella fornita dall’acquedotto, l’aspirazione da parte della conduttura dell’acquedotto.



7.Interruttore d’emergenza. Da posizionare esternamente alla sala idrica permette di escludere la tensione agli impianti in caso di rotture con getto d’acqua.



8.Interruttore d’emergenza per allagamento della sala autoclave. Da posizionare a pavimento ad una altezza inferiore alle pompe, collegato direttamente con il magnetotermico generale della forza motrice. In caso di rotture dell’impianto con perdita di acqua evita il rischio di “bruciare” le pompe e di folgorazioni.


liberamente tratto da http://web.tiscali.it/blindonet/




 

 
 


(naturalmente non per gli incentivi, le agevolazioni fiscali e alcune norme di riferimento, che non sono aggiornate).



Il risparmio energetico negli edifici condominiali



Curata e stampata da ADICONSUM (Associazione a Difesa Consumatori  e ambiente) in collaborazione con ENER BUILDING  



Hanno collaborato i componenti del Gruppo di Lavoro Internazionale



Riccardo Comini - ADICONSUM Italia



Dario Di Santo - FIRE Italia (Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia)



Camilla Clavarino - APER Italia (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili)



Florence Clement - ADEME Francia (Agence de l'Environnement et de la Maîtrise de l'Energie)



Margarita Puente - ESCAN Spagna



Pedro Lima - ADENE Portogallo



Coordinati da: Renato Cremonesi  Testi: Pieraldo Isolani


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Risparmiare energia. È questa la parola d’ordine, ma spesso si pensa che sia possibile farlo a fronte di investimenti di una certa portata e invece è possibile realizzare economie importanti anche con interventi piccoli che specialmente se sono realizzati con il “fai da te” hanno tempi di rientro misurabili in pochi anni e in alcuni casi di alcuni mesi. In occasione di M’Illumino di Meno 2014 vogliamo presentare delle soluzioni alla portata di tutti. Vediamoli cosa si può fare.



Sostituire tutte le lampade con i LED. Si tratta dell’ultima generazione di lampadine quelle a LED che consentono un’economia del 90% rispetto a quelle a filamento. Per fare un esempio una lampada da tavolo che negli anni passati consumava 40 Wh ora può essere sostituta con Led dal consumo di 4 Wh, mentre la durata arriva ora a 50mila ore, contro le 1.500 delle lampade a filamento. I Led sono convenienti anche rispetto alle lampade a fluorescenza compatte (Flc) che a parità d’illuminazione consumano 10 Wh, hanno 10mila ore di vita, per non parlare dei cicli d’accensione e spegnimento. Le Flc hanno una durata di circa 5.000 cicli – con 15 accensioni e spegnimenti al giorno durano circa un anno – mentre i Led non hanno questo problema.



Usare le valvole termostatiche è conveniente anche su impianti di riscaldamento tradizionali - vedi nostre News


http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90               1° la Ripartizione del calore  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?



http://www.unicasaitalia.it/news-id-93.htm#93   2° la Ripartizione del calore  la VALVOLA TERMOSTATICA



http://www.unicasaitalia.it/news-id-94.htm#94   3° la Ripartizione del calore  le POMPE a PORTATA VARIABILE



http://www.unicasaitalia.it/news-id-95.htm#95   4° la Ripartizione del calore  DELIBERE . RIPARTIZIONE COSTI . QUANTO RISPARMIO?




Gli infissi tradizionali sono un vero colabrodo energetico, ma si può fare parecchio anche se non si hanno le somme da anticipare per gli infissi efficienti, ed accedere agli incentivi del 65% che si recuperano, però, in dieci anni. La tapparella per esempio è una nemica che può diventare amica, semplicemente coibentando il cassonetto dell’avvolgibile che è una vera e propria “autostrada” per il calore. È sufficiente acquistare un buon isolante termico tagliarlo a misura in modo che “rivesta” a U l’interno del cassonetto fissandolo con chiodi a testa larga o con la sparapunti.


Per quanto riguarda l’elettricità è utile mettere tutti i dispositivi che non hanno un interruttore “fisico”, come computer, televisioni, DVD, alimentatori di giochi e telefonini attaccati alla ciabatta con interruttore che ormai costa sui quattro euro, il costo di 20 kWh. Considerando 10 W di stand by allacciati alla ciabatta per tutto l’anno il tempo di ritorno “dell’investimento” è di tre mesi. Mentre non si risparmia energia, ma denaro di certo sì, utilizzando le batterie ricaricabili che sono un vero sollievo per il portafogli, e per l’ambiente, se si hanno dei bambini i cui giochi funzionano con una quantità sempre più impressionante di batterie.



 


 

 
 


Google è impegnata nella preparazione di soluzioni per rendere più efficiente la gestione energetica della casa, come confermato da alcune indiscrezioni diffuse sul Web nelle scorse ore. Il gruppo di Mountain View, infatti, sta lavorando ad un progetto chiamato EnergySense che mette al centro il suo sistema operativo Android e tutti gli accessori elettronici per uso domestico, i quali potranno essere gestiti da qualsiasi dispositivo mobile compatibile grazie ad un’apposita applicazione.



L’app EnergySense è stata mostrata in alcune foto non ufficiali e pare essere dotata di un’interfaccia dal quale l’utente può modificare diversi parametri. Al momento sembra che il software sia compatibile con un termostato marcato Google dal quale è possibile visualizzare e regolare, sempre tramite dispositivo Android, la temperatura scegliendo tra diverse pre-impostazioni come Fuori, Casa, Sveglio e Notte.



Le informazioni dicono che l’applicazione è ancora alle prime fasi di sviluppo e che prossimamente sarà migliorata con l’introduzione di nuove funzionalità, mentre il termostato mostrato in un’immagine è un prodotto sperimentale che Google ha dato in dotazione ad alcuni tester selezionati. L’apparecchio, a quanto si apprende, è in grado di connettersi ad Internet e dovrebbe avere lo scopo di aprire la via a nuove modalità per la gestione energetica della casa, portando potenzialmente Google ad affacciarsi nel campo della domotica intelligente.



Le fonti che hanno diffuso le indiscrezioni sul progetto EnergySense specificano comunque che il motore di ricerca americano non è intenzionato a produrre in proprio un hardware di questo tipo, per cui è più facile pensare che Google si possa limitare a sfruttare le proprie esperienze sul lato software per mettere a punto un’app in grado di portare qualunque dispositivo Android e diventare una specie di “hub” da cui gestire le tante funzionalità che gli elettrodomestici moderni possono mettere a disposizione.


 

 
 


Risparmio energetico: caldaia e luci si ripagano in fretta, con il cappotto si tagliano di più i consumi - da Il sole 24 Ore -  di Dario Aquaro



L'orizzonte dei ritorni per gli investimenti in efficienza energetica è in media ancora lontano senza incentivi. Il tempo di pay-back, cioè quello necessario a ripagare (con i risparmi in bolletta) il costo di un intervento di riqualificazione, supera spesso i valori soglia che il panel di esperti e operatori del settore intervistati per l'Energy Efficiency Report 2013 del Politecnico di Milano ritengono accettabili, e che per le abitazioni sono sui 4-6 anni. I proprietari, infatti, spesso trovano un motivo di resistenza all'investimento in questo parametro.



I tempi dipendono dallo stato di partenza dell'edificio, dalla zona climatica, dalla soluzione tecnologica scelta e dall'impiego o meno degli incentivi (che danno una grossa mano). Casa24 Plus ha chiesto all'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano di simulare lo scenario dei tempi di rientro richiesti per alcuni interventi di risparmio energetico, effettuati su un'abitazione di 100 mq con riscaldamento autonomo (villetta monofamiliare o appartamento in condominio di 15 famiglie).



Considerati i costi energetici, si può vedere allora quanto valgono i singoli tagli in bolletta e quanto occorre per ammortizzare l'intervento, distinguendo tra la sostituzione obbligata di una tecnologia a fine vita e quella volontaria di una ancora funzionante (ma che si potrebbe migliorare), con e senza incentivi, sia a Nord che a Sud: dove cambiano distribuzione dei consumi e taglia dell'investimento.



Una prima evidenza è che,  anche in case "obsolete",,  «solo poche tecnologie rientrano in tempi brevi senza il sostegno degli incentivi», spiega Davide Chiaroni, vicedirettore Energy & Strategy Group. In particolare: illuminazione (3 mesi, ma investimento piccolo), caldaie a condensazione (3 / 4 anni), e sistemi di building automation (5 / 6 anni).  Altri interventi rivelano ancora «rientri lunghi»: al Nord rifare le finestre (30 mq) con infissi in Pvc e vetri a controllo solare costa 7.500 euro e porta un risparmio annuo di 620 euro: il proprietario comincia a guadagnarci dopo 12 anni. In Sicilia, per lo stesso investimento  con un taglio annuo di 470 euro, bisogna aspettare 15 anni. Isolare le pareti (calcolando 125 mq per unità immobiliare) porta ad uno sconto del 50% sulla bolletta termica, ma richiede un investimento di 8.700 euro che si ammortizza in più di 10 anni.



Con gli incentivi però lo scenario cambia. «Dando per scontato che le tasse pagate siano sufficienti a sfruttare tutte le detrazioni , le stesse chiusure vetrate tornano competitive nella "vecchia" casa sia a Nord (rientro in meno di 5 anni) che a Sud (6 anni). Così come le pompe di calore aria-acqua. A Nord un impianto con potenza di 10 kW, che richiede una spesa di 7.500 euro e fa risparmiare 600 euro annui rispetto a una caldaia tradizionale, non si ripaga più in oltre 10 anni ma in 4,5. Al Sud, dove l'impianto pesa 8 kW e offre un taglio di 450 euro annui, per cominciare a guadagnare ci vogliono 6 anni».



leggi tutto   http://argomenti.ilsole24ore.com/condominio.html



vedi anche  http://www.qualenergia.it/articoli/20131202-efficienza-energetica-ecco-le-tecnologie-pi%c3%b9-convenienti


 

 
 


Padova, 10 febbraio 2014: blitz della Squadra mobile in via Romana Aponense, manette per Corrado Buscema.



Minacce, atti osceni, orina dal terrazzo, vandalismi sulle auto in sosta, rifiuti lasciati ovunque, vasi rotti in giardino, …… l’inferno in condominio, in via Romana Aponense 21.



Corrado Buscema, 55 anni, dopo anni di persecuzioni, intimidazioni e vessazioni, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Padova;  una misura cautelare per il reato di stalking condominiale.



Ma è corretto che un’inquilina cinquantenne a dicembre 2013, pur esasperata, possa reagire sparando contro la porta di casa del persecutore?



E’ vero, la donna, negli anni, aveva firmato ben 14 denunce, ottenendo così il divieto di avvicinamento ai luoghi da lei frequentati; il 3 aprile 2011, però, è stata comunque aggredita con schiaffi e pugni e la  condanna per Corrado Buscema è arrivata il 25 gennaio 2013.



Ma sparare è una reazione civilmente e socialmente accettabile?


leggi tutto    http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/12/news/fa-pipi-dal-terrazzo-e-minaccia-arrestato-stalker-di-condominio-1.8655328

 

 
 


dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore -  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’? http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90



dalla 2° Puntata: la Ripartizione del calore    la VALVOLA TERMOSTATICA http://www.unicasaitalia.it/news-id-93.htm#93



dalla 3° Puntata: la Ripartizione del calore - le POMPE a PORTATA VARIABILE  http://www.unicasaitalia.it/news-id-94.htm#94



DELIBERE



La legge di riferimento è la LEGGE 10 del 9 gennaio 1991 - “Norme per l’attuazione del piano energetico in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”.



É fondamentale per quanto riguarda la definizione delle maggioranze per le delibere nell’adozione di sistemi di regolazione e contabilizzazione del calore in assemblea condominiale.



Il vecchio articolo 26, comma 5 della legge 10 viene modificato in base alle indicazioni dell’art. 28, comma 2, della legge n° 220 del 2012 (Riforma del Condominio, entrata in vigore il 18.06.2013) ed oggi  recita:



Articolo 26, comma 5, Legge 10/1991



“per le innovazioni relative all’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l’assemblea di condominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell’articolo 1120 del Codice Civile”



Articolo 1120, comma 2, Codice Civile



“i condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto: [...]”



Articolo 1136, comma 2, Codice Civile



“sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.”



Le delibere inerenti la contabilizzazione e termoregolazione del calore devono essere approvate in assemblea condominiale con la maggioranza degli intervenuti che corrisponda almeno alla metà del valore dell’edificio.



RIPARTIZIONE dei COSTI



La normativa italiana di riferimento è la norma tecnica UNI 10200:2005; essa prevede che siano ripartiti per millesimi i costi relativi alla quota fissa (spese di gestione, conduzione caldaia e servizio di contabilizzazione) e alla quota energetica (costi d’acquisto del combustibile) derivante dalle dispersioni delle rete di distribuzione del condominio, determinata da un tecnico abilitato (La precedente norma italiana e di altri stati Europei prevedeva che la percentuale dei costi del combustibile ripartita per millesimi fosse tra il 30 del 50% del totale dei consumi).



Quale millesimi devono essere utilizzati? La norma tecnica italiana attualmente in vigore, la UNI 10200:2005, definisce la ripartizione della quota a millesimi tra le unità immobiliari secondo la tabella millesimale costruita per potenza termica installata (potenza dei radiatori installati in ciascuna alloggio) e non la tabella millesimale riscaldamento redatta secondo i metri cubi riscaldati.



Il residuo costo dell’acquisto di combustibile (in percentuale tra il 50 e 70% del totale combustibile acquistato)  deve essere ripartito secondo gli effettivi consumi, e quindi in quote proporzionali alle unità termiche calcolate/rilevate dai ripartitori.



QUANTO RISPARMIO?



Con l’impianto dotato di valvole termostatiche e di ripartitori di calore, gli utenti potranno gestire nella massima autonomia il riscaldamento della propria unità condominiale, realizzando notevoli economie di esercizio perché potranno controllare le temperature ambiente locale per locale ed utilizzare completamente gli apporti di calore gratuiti (illuminazione, elettrodomestici, piani cottura, emissione di calore da televisori), che mediamente rappresentano il 4% del fabbisogno termico invernale.



Un altro rilevante vantaggio è dato dalle valvole termostatiche che, limitando l’afflusso di fluido termovettore ai radiatori posti in locali caldi, avvantaggiano la circolazione nelle zone “morte”, cioè idraulicamente sbilanciate. In questo modo si porrà fine al classico problema condominiale dei radiatori “caldissimi” e “freddissimi", garantendo che tutti siano alla giusta temperatura.



L’installazione di questa tipologia d’impianto, legata anche alla conseguente “attività forzata” di risparmio energetico da parte degli utenti, porta in molti casi ad un risparmio che è definibile tra il 15 e il 25%.



A livello individuale, l'applicazione del diverso criterio di riparto basato sugli effettivi consumi e "non solo a millesimi", produrrà un risparmio consistente a coloro che prelevano meno calore dai radiatori e/o che hanno una bassa potenza installata.


Le unità abitative poste agli esterni dell’edificio (inferiore e superiore) hanno una porzione orizzontale che disperde calore che gli intermedi non hanno.



Conseguentemente assorbiranno maggior calore, quindi più unità termiche, di quello ai piano intermedi.



In valore assoluto spenderanno molto meno che gli anni precedenti la modifica dell’impianto, ma in termine percentuale pagheranno di più delle unità immobiliari poste ai piani intermedi (e così le unità immobiliari esposte a nord rispetto quelle esposte a sud).



Alla fine di ogni esercizio avanzeranno comunque euro, anche se in percentuali diverse tra le unità immobiliari!


 

 
 

dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore -  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?



http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90



dalla 2° Puntata: la Ripartizione del calore – la VALVOLA TERMOSTATICA



http://www.unicasaitalia.it/news-id-93.htm#93



…. PER  COMPLETARE IL LAVORO ….



Il montaggio di valvole termostatiche inoltre “obbliga” alla sostituzione delle pompe di circolazione dell’acqua calda per il riscaldamento  dell’impianto con Pompe  a Portata Variabile.



Gli impianti con Pompa a Portata Variabile sono impianti che funzionano mantenendo in circolazione solo ed esclusivamente la quantità di fluido che serve a cedere il calore richiesto.



In pratica consentono un uso razionale e conveniente delle valvole termostatiche.



Solo con la Pompa a Portata Variabile,  infatti, è possibile (senza l’uso di penalizzanti by-pass e di pompe che lavorano sempre a regime massimo) tenere sotto controllo gli squilibri indotti in rete dal continuo aprirsi e chiudersi delle valvole termostatiche; squilibri che possono gravemente compromettere il funzionamento degli impianti e causare seri danni.



Pertanto le Pompe a Portata Variabile, a differenza delle pompe a portata costante, consentono di poter convenientemente:



− scegliere la temperatura voluta nei vari locali di ogni zona, ad esempio 17÷18°C nelle camere, 8÷10°C nei vani tecnici e nei locali normalmente non utilizzati;



− sfruttare il calore ottenibile da fonti energetiche interne ed esterne, cioè dall’irraggiamento solare oppure dal calore emesso dalle persone, dall’illuminazione artificiale, dagli elettrodomestici, dai forni e dai fornelli;



− ottenere in ogni locale le temperature richieste, evitando così possibili squilibri termici indotti da un irraggiamento solare non omogeneo fra i vari locali o da impedimenti (ad es. tende e nicchie) che ostacolano l’emissione termica dei corpi scaldanti.



Vantaggi, questi, d’indubbia rilevanza per quanto riguarda sia il comfort termico che il risparmio energetico.



Minor costi di gestione delle pompe dovuti al fatto che gli impianti con Pompa a Portata Variabile funzionano sempre con la portata minima necessaria a cedere il calore richiesto, mentre gli impianti con pompa a portata costante  funzionano sempre con la portata massima: diversità questa che può comportare risparmi nei costi di gestione delle pompe mediamente variabili dal 40 al 55%.


 

 

 
 


dalla 1° Puntata: la Ripartizione del calore -  Contabilizzazione del calore si dice RIPARTIZIONE. PERCHE’?  http://www.unicasaitalia.it/news-id-90.htm#90



…….chiaramente è necessario che il ripartitore sia abbinato a una valvola termostatica che consente la regolazione individuale della temperatura ambiente……



La testina termostatica è un dispositivo che, installato sui radiatori (termosifoni), permette di regolare il flusso di acqua calda in base alla temperatura che si desidera raggiungere nell’ambiente; al suo interno c'è una capsula contenente un liquido* che si espande a mano a mano che la temperatura aumenta nella stanza, ed è questa espansione che andrà a premere sulla valvola del radiatore chiudendone gradualmente il flusso: in parole semplici, più fa caldo nella stanza, meno acqua passa all'interno del radiatore.



Il radiatore inizierà quindi a raffreddarsi nella parte bassa emanando meno calore e facendoci risparmiare.



Per regolare la valvola termostatica a nostro piacimento c'è una scala graduata attorno alla manopola con dei numeri che di solito vanno da 0 (zero) a 5 (cinque); tali numeri in realtà non corrispondono esattamente ad una temperatura specifica anche se si prende in considerazione che il 3 (tre) corrisponde a circa 20 gradi nella stanza.



Questa corrispondenza però varia a causa della posizione del radiatore stesso e della valvola;  per trovare la giusta corrispondenza tra il numero sulla valvola e la temperatura della stanza bisogna avere pazienza e considerare che non è possibile “inseguire” gli sbalzi della temperatura esterna, in particolare all’inizio ed alla fine della stagione invernale.



In caso che la valvola fosse messa al massimo (sul cinque) ed il radiatore fosse caldo solo nella parte alta si possono avere i seguenti casi:



1.la temperatura nella stanza è superiore ai 24 gradi (la temperatura massima ammissibile per legge è di 22 gradi**)



2.la valvola è posizionata in un angolo e/o sotto un davanzale e quindi sente più caldo di quello che c'è effettivamente nella stanza (contattare l'assistenza tecnica)



3.la valvola è rimasta bloccata in una posizione intermedia a causa dei residui presenti nelle tubazioni dell'impianto termico (contattare l'assistenza tecnica)



 * Il sensore a liquido è il più utilizzato (per il minor costo) rispetto il sensore a gas; quest’ultimo ha il vantaggio di avere una reazione più pronta rispetto il sensore a liquido.





**  Il DPR 412/93 e seguenti modificazioni, fissa il limite massimo ammissibile di temperatura in una unità immobiliare (nel vostro alloggio) a 20+2 gradi (ventidue); i trasgressori potrebbero essere puniti con ammende che arrivano anche a qualche centinaio di euro.


 

 
 


di Angelo Pesce 10 febbraio 2014 da Il Sole 24 Ore



In base ad una recente indagine dell’Osservatorio Permanente Cancelli, presentata in occasione di un Convegno tenutosi a Firenze sul tema delle “Automazioni, videosorveglianza, sicurezza e privacy in condominio”, si è scoperto che nei condomini italiani sono piuttosto preoccupanti i numeri relativi agli incidenti causati dai cancelli automatici e manuali. L’uso di questi impianti ha causato, dal 2008 al 2012, ben 69 infortuni gravi, dei quali 27 mortali causati da schiacciamento o ribaltamento del cancello, senza trascurare i piccoli infortuni comunque molto numerosi.



Nei condomini, come in qualsiasi altro edificio pubblico o privato, i cancelli automatici, i portoni dei box auto e le sbarre elettriche sono considerate macchine a tutti gli effetti, quindi soggette alla Direttiva Macchine 2006/42/CE. Tale Direttiva definisce le normative di riferimento e le caratteristiche costruttive e di sicurezza di qualsiasi macchina prodotta e prevede, al termine dei lavori, il rilascio di un “fascicolo tecnico” che il proprietario (o l’amministratore di condominio quale responsabile), dovrà conservare per almeno dieci anni.



La manutenzione prima di tutto. Spesso, a causa della cattiva o scarsa (a volte addirittura assente) manutenzione aumentano i malfunzionamenti e di conseguenza i rischi e gli incidenti. In base a quanto stabilito dalla normativa europea, gli interventi manutentivi dovrebbero essere obbligatori e a cadenza periodica. Purtroppo al momento non esiste una legge in Italia che preveda la manutenzione obbligatoria delle chiusure automatizzate e la manutenzione viene spesso effettuata solo su richiesta del cliente in presenza di disservizi.



Unicasa è sensibile agli alti rischi connessi e in tutti i condomini gestiti gli amministratori del gruppo si fanno autorizzare dall’assemblea la manutenzione periodica con verifiche semestrali.


leggi tutto   http://tecnici24.ilsole24ore.com/art/immobili/2014-02-10/cancelli-killer-numerosi-incidenti-113415.php

 

 
 

Carta Vince Milano 2013 - La raccolta di carta e cartone mette tutti d'accordo!



Giugno 2013:  a Milano era stata lanciata la campagna per la corretta raccolta differenziata di carta e cartone ideata da Comieco e organizzata in collaborazione con il Comune di Milano e Amsa, per sensibilizzare i cittadini del Comune di Milano sull’importanza di una corretta raccolta differenziata di carta e cartone e i benefici per la collettività di una attenta gestione dei rifiuti condominiali.



54 condomini nelle 9 Zone della città potevano essere i fortunati destinatari di un premio in denaro da destinare ad interventi per gli spazi comuni.



Per un intero mese (da giugno a luglio 2013) infatti gli agenti incaricati da Amsa hanno verificato la correttezza della raccolta di carta e in particolare: corretta esposizione dei bidoncini; presenza di cartone piegato/sminuzzato; assenza di evidenti frazioni di rifiuti estranei nel bidoncino bianco; assenza di carta e imballaggi cellulosici riciclabili nel sacco trasparente della raccolta indifferenziata.



I condomini che hanno dimostrato una particolare attenzione al rispetto delle regole previste per la raccolta differenziata di carta e cartone - e che sono stati quindi accertati come virtuosi - si aggiudicano un premio in denaro. Comieco eroga infatti un incentivo pari a:



1.000 Euro per i condomini con unità immobiliari inferiori a 15;



2.000 Euro per i condomini con unità immobiliari comprese tra 15 e 30;



4.000 Euro per i condomini con unità immobiliari superiori a 30.



Gli incentivi sono stati utilizzati dai condomini premiati per attività legate alla raccolta differenziata o per migliorie e manutenzione delle parti comuni come rastrelliere per le biciclette, aree verdi, aree gioco per i bambini, aree dedicate allo stoccaggio dei rifiuti, acquisto di sacchi per la raccolta o interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dello stabile.



HA VINTO IL PREMIO DI € 2.000 IL CONDOMINIO DI CORSO LODI 22, amministrato da Stefano Lefevre, amministratore Unicasa.





 

 
 


L’installazione dei misuratori di calore sui singoli radiatori è definita “ripartizione” poiché non si tratta di contacontabilizzazione diretta: misura dell’energia immessa o emessa dal corpo scaldante.





Il RIPARTITORE, installato sul radiatore in modo inamovibile senza il danneggiamento di un sigillo, è caratterizzato dalla presenza di due sonde (una relativa alla temperatura del radiatore ed una per la temperatura ambiente) e un microprocessore che, rilevando la differenza tra le due, calcola delle “unità termiche” frutto di una costante tipica del corpo scaldante stesso (legata alle dimensioni e alla tipologia), del tempo d’utilizzazione e della differenza di temperatura prima citata. L’alimentazione del ripartitore avviene a mezzo batteria la cui durata è di circa anni 10.





Questi apparecchi NON sono quindi “contacalorie”, vale a dire misuratori d’energia, ma indicatori del consumo energetico.





L’affidabilità è altissima perché sono tarati e configurati individualmente in base alle caratteristiche del radiatore: materiale e dimensioni.





Le ultime tecnologie, collaudate da anni di esperienza  all’estero, consentono il collegamento tra i ripartitori e centrali di raccolta dati per mezzo d’onde radio.





Questo consente di:









Eliminare totalmente le opere elettriche necessarie (posa cavi ed altro)



Mantenere sotto controllo in tempo reale i ripartitori per prevenire danneggiamenti e/o manomissioni



Controllare il funzionamento degli stessi



Verificare lo stato dell’alimentatore



Controllare se il ripartitore è schermato o comunque messo in condizioni di eseguire false misurazioni.



 









In questo modo gli impianti sono facilmente realizzabili, gestibili e controllabili.





Chiaramente è necessario che il ripartitore sia abbinato a valvola termostatica che consente la regolazione individuale della temperatura radiatore/ambiente. (Valvola Termostatica: prossima puntata)


 

 
 


6 febbraio 2014



Orta di Atella (Caserta): carabinieri sequestrano condominio abusivo



Un complesso edilizio del valore di 9 milioni di euro, composto da 120 unità immobiliari costruite in violazione del progetto originario è stato sottoposto a sequestro a Orta di Atella, Caserta. Gli immobili, secondo quanto accertato dai carabinieri, erano stati costruiti in maniera non conforme a quanto approvato in sede di rilascio del permesso.



Invece di realizzare attività commerciali in un’area industriale del comune casertano erano sorte delle villette a schiera messe in vendita con l’accusa di non aver rispettato il piano di lottizzazione preventiva. 



Gli immobili, secondo quanto sostenuto dai carabinieri, erano stati costruiti in maniera non conforme a quanto approvato in sede di rilascio del permesso. Due gli avvisi di garanzia notificati nei confronti di un amministratore del Comune e della titolare di un’impresa edile.



I militari del comando di Marcianise ritengono di avere individuato come il responsabile del settore urbanistico, per favorire la ditta costruttrice avesse avviato un procedimento  che prevedeva una sanzione pecuniaria, anziché l’abbattimento dello stabile fuori norma.



Leggi tutto 



http://www.youreporternews.it/2014/orta-di-atella-caserta-carabinieri-sequestrano-condominio-abusivo/


 

 
 


Nel corso degli anni che hanno preceduto la Legge 220/2012, la così detta Riforma del Condominio entrata in vigora il 18 giugno 2013, i vari disegni di legge, proposte di legge, testi unificati, prevedevano che l’amministratore fornisse una garanzia per il denaro di terzi che ha in gestione:





Disegno di Legge n. 2587 - Modifiche alla normativa in materia di condominio - SENATO DELLA REPUBBLICA ———– XIV LEGISLATURA ———– N. 2587 - DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa del senatore TUNIS - COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 14 NOVEMBRE 2003 si leggeva:





«Art. 1129. - (Nomina e revoca dell’amministratore). –  ……. L’amministratore è obbligato a prestare garanzia fideiussoria contro l’insolvenza.



Proposta di Legge  approvata in un testo unificato dal Senato il 26 GENNAIO 2011 – CAMERA DEI DEPUTATI  ------ XVI LEGISLATURE ------- N. 4041 si leggeva:





«Art. 1129. - (Nomina e revoca dell’amministratore). – …….. L’amministratore deve presentare ai condomini una polizza di assicurazione a garanzia degli atti compiuti nell’espletamento del mandato. I massimali della polizza di assicurazione non possono essere inferiori all’ammontare dell’importo dell’ultimo bilancio approvato dall’assemblea.





Nella Legge 220/2012, attualmente in vigore, tale garanzia “è scomparsa” e viene citata come facoltativa (a richiesta dell’assemblea) la sola polizza assicurativa della responsabilità civile del professionista.





Ci chiediamo: QUALI LOBBY SONO INTERVENTUTE? QUALE INTERESSE AFFINCHE' LA GARANZIA FIDEJUSSORIA NON FOSSE PREVISTA DAGLI ARTICOLI DI LEGGE?


 

 
 


di Andrea Bene da il Centro



Condominio con 50 famiglie senza riscaldamento da 15 giorni



La società del gas blocca la fornitura per 41 mila euro di bollette non pagate, a rischio anche l’acqua I proprietari accusano l’amministratore: «È sparito con le nostre quote, il Comune ci aiuti»



PESCARA. In un condominio di via Alento e via San Donato ci sono 50 famiglie che vivono al freddo dal 20 gennaio scorso.



Ma non è colpa loro, perché loro le quote condominiali per saldare i pagamenti dei consumi del riscaldamento centralizzato e dell’acqua le hanno sempre versate. Sarebbe stato l’amministratore del condominio a non provvedere al pagamento delle utenze. Così, con il passare del tempo e all’insaputa dei condomini, è cresciuto un debito mastodontico e ora la società del gas ha applicato alla lettera ciò che prevede la legge e ha staccato la fornitura.



Tutti al freddo: cinquanta famiglie, tra cui diversi bambini, anziani e persone malate. E ora potrebbe accadere lo stesso con l’acqua, perché si è scoperto che c’è anche un debito maturato con l’Aca, l’azienda acquedottistica, che supera i 36mila euro.



Perché non sono state pagate le bollette? I residenti non sanno spiegarselo, però qualche sospetto ce l’hanno. «Abbiamo sempre pagato regolarmente le quote condominiali all’amministratore», dice Ivan R., «ma non sappiamo che fine abbiano fatto i pagamenti, perché sono due anni che non vengono approvati i bilanci del condominio. L’ultimo approvato è del 2011. I rendiconti contabili del 2012 e del 2013 non li abbiamo visti».



Si chiama Arturo Ferrandina l’amministratore accusato da decine di condomini di essersi appropriato delle quote condominiali e di non aver pagato i lavori effettuati negli edifici. La sua storia è salita alla ribalta delle cronache due anni fa, quando i residenti di alcuni palazzi gestiti da Ferrandina, a Pescara e anche a Francavilla, si sono ritrovati improvvisamente debitori per lavori eseguiti e mai pagati. L’amministratore è stato denunciato più volte ed è stato persino citato in giudizio per gli ammanchi nelle casse condominiali. L’udienza si terrà addirittura tra due anni.



leggi tutto   http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/02/03/news/condominio-con-50-famiglie-senza-riscaldamento-da-15-giorni-1.8599900


 

 
 

Unicasa è UNICA A GARANTIRE IL DENARO DEI CLIENTI  http://www.unicasaitalia.it/news-id-20.htm#20


E' trascorso meno di un mese da quando abbiamo pubblicato dell'amministratore di Bologna indagato per appropriazione indebita http://www.unicasaitalia.it/news-id-65.htm#65


Ora la triste notizia arriva da Novara:


 Stefano Albertaro, l’amministratore di condomini che ha causato un ammanco di cassa tale per cui a 17 palazzi sono stati chiusi i contatori del gas, ha ammesso con una lettera inviata ai condomini le sue responsabilità (per le quali risulta stia per essere presentata una formale denuncia). Nei palazzi interessati vivono in totale circa 400 persone, compresi 78 anziani ultrasettantenni e 50 bambini con meno di 8 anni. Gente che tra l’altro non ha colpa: ha versato regolarmente le rate delle spese condominiali ed era all’oscuro che l’amministratore non avesse pagato.  In una lettera, l’amministratore Albertaro scrive che la chiusura del contatore è avvenuta «per morosità. Purtroppo ciò è dovuto a degli ammanchi di cassa… Sul conto corrente intestato al condominio non ci sono fondi perché con la rata di gennaio ho provveduto a pagare altre forniture. La mia intenzione è quella di riuscire col tempo a versare quanto dovuto… Mi scuso per l’accaduto ma è un problema che si protrae da molti anni e non ho mai avuto il coraggio di renderlo noto». Intanto, in attesa che l’Eni provvedere a riattivare le forniture dopo l’ordinanza del sindaco, gli inquilini di alcuni condomini hanno provveduto a tirar fuori di tasca loro il minimo indispensabile per “accontentare” l’Eni e indurla a riprendere l’erogazione del gas.


Leggi tutto  http://www.ilvenerdiditribuna.it/cronaca/novaresi-senza-riscaldamento-lamministratore-scrive-ammette-gli-ammanchi/



http://www.lastampa.it/2014/02/02/edizioni/novara/novara-quattrocento-famiglie-al-gelo-il-comune-ordina-riaprite-il-gas-HNN6HdLBbgbYDmhDUI8Y9J/pagina.html


DAL 2010 Unicasa è UNICA IN ITALIA A GARANTIRE IL DENARO DEI CLIENTI


http://www.unicasaitalia.it/news-id-20.htm#20


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 




 



 


 


 


 

 
 

«Il mix è affascinante, la trama difficilmente inquadrabile in un genere, il risultato felice.» IL MATTINO


 «Sloan riesce a scrivere uno di quei romanzi che non si riescono a mollare. Una pagina (elettronica o di carta, poco importa) dietro l'altra, per correre a scoprire come finisce.» F


 «Una detective story da divorare senza interruzioni.» MARIE CLAIRE


 «Stavolta l’idea suggestiva di Sloan, ex manager di Twitter poco più che trentenne, è quella di raccontare una storia labirintica alla Borges utilizzando però le competenze ipertecnologiche legate a Google. Il mix è affascinante, la trama difficilmente inquadrabile in un genere, il risultato sicuramente felice.» IL MATTINO


«C’è un libro che unisce il mondo della tecnologia e quello del libro di carta, passando dall’uno all’altro, con una trama che strizza l’occhio ai bestseller esoterici ma anche ai capolavori di Jorge Luis Borges. Si intitola Il segreto della libreria sempre aperta.» IL GIORNALE


«Irresistibile.» NEWSWEEK


«Fantastico: è un piacere tuffarsi nel mondo creato da Sloan. Il libro è pieno di nerd e di personaggi splendidi, ed è una celebrazione dei libri siano essi di carta o di inchiostro elettronico…» WIRED


 «Una storia spiritosa, intelligente e particolarissima scritta con il cuore.» THE ECONOMIST


«Un’avventura surreale, una detective story esistenziale e un armadio delle meraviglie che ti lascia senza fiato.» NEWSDAY


«Uno dei libri più intelligenti e divertenti di questi ultimi anni.» NPR BOOKS

 

 
 

Guida alle novità normative


da Il Ghirlandaio – Magazine di Real Estate, Arte e Architettura  30.01.2014


 


Uno dei problemi che affliggono i condomini, oltre alle rate del condominio, sono i lavori di ristrutturazione dell'immobile in cui abitano. Per non trovarsi di fronte a rilevanti sacrifici economici, occorre tener presente alcune norme e non da ultimo quelle definite con il recente decreto Destinazione Italia.


Ecco quindi una guida per una scelta responsabile delle spese da affrontare.


Innanzitutto va ricordato che i condomini devono essere sempre preventivamente informati di quanto si deciderà in assemblea ed è quindi indispensabile sapere quale è il tipo di interventi da effettuare e le modalità di esecuzione. I lavori si dividono in normale amministrazione, straordinari e innovativi.


Per lavori ordinari si intendono quelli di conservazione dell'immobile, ovvero quelli di manutenzione per garantirne il normale uso.


Quelli straordinari sono aggiuntivi all'ordinaria manutenzione e rappresentano l'installazione di un bene.


I lavori innovativi, in base a quanto stabilisce l'articolo 1120 del Codice civile, rappresentano una modifica totale o parziale dell'immobile, cambiandone godimento e destinazione.


Di solito sono questi tipi di interventi che rappresentano un maggior onere finanziario per i condomini e quindi le decisioni vanno ponderate. Occorre quindi prendere tutte le informazioni del caso per evitare poi eventuali contenziosi giudiziari con l'impresa che esegue i lavori.


Come procedere? Una volta individuati i lavori bisogna predisporre un capitolato tecnico sulla base del quale raccogliere le offerte delle varie imprese che ciascun condomino ha il diritto di proporre. Una volta raccolte le offerte spetta all'assemblea condominiale la decisione a maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell'edificio.


Diversa la maggioranza richiesta per i lavori innovativi. L'articolo 1136 del Codice civile stabilisce che occorrono i voti della maggioranza degli intervenuti e almeno due terzi dei millesimi. Con l'entrata in vigore a dicembre scorso del decreto Destinazione Italia per deliberare gli interventi finalizzati al risparmio energetico, occorre il terzo dei millesimi purché il voto sia sempre espresso dalla maggioranza dei presenti. Questo perché il governo ha voluto favorire un atteggiamento più attento al risparmio energetico.


Però prima di deliberare opere straordinarie o innovative è necessario costituire un fondo. Il decreto Destinazione Italia è intervenuto sull'articolo 1135 del Codice civile che aveva resto troppo stringenti le norme di costituzione del fondo e quindi di fatto reso difficili i lavori straordinari. Infatti la vecchia normativa imponeva la raccolta dell'intera somma per far fronte al pagamento di tutta l'opera in modo da evitare il rischio per l'impresa di non essere soddisfatta nei pagamenti. Il decreto Destinazione Italia invece prevede che possa essere stipulato un contratto in base al quale il pagamento è graduale in relazione allo stato di avanzamento dei lavori e quindi il fondo può essere costituito in base ai singoli pagamenti dovuti all’azienda dell'appalto man mano che i lavori procedono. In questo modo vengono superati i problemi che limitavano le decisioni condominiale per lavori straordinari o innovativi. Se però la delibera sui lavori non contiene la costituzione del fondo diventa nulla.


Problemi possono sorgere nei casi di morosità dei condomini. Può accadere che un condominio versi il primo acconto all'impresa ma poi non sia in grado di far fronte agli altri pagamenti nel corso dei lavori perché ci sono dei morosi. In questo caso, se il contratto lo prevede, l'impresa può sospendere i lavori. Se però il contratto non prevede questa clausola, valgono le regole del Codice civile in tema di inadempimento nel senso che l'azienda può risolvere il contratto e chiedere i danni. Altro punto importante è la presenza di un direttore dei lavori che sorvegli la buona esecuzione dei lavori e ne riferisca all'amministratore.

 

 
 

Redazione - 29/01/2014 - 07:14  da ilgiornale.it


Milano: dalla badante «condominiale», che scatterà da un pianerottolo all'altro per seguire più anziani alla volta, al mercato del Welfare, ossia la possibilità per gli over 65 di reddito medio di acquistare a cifre modiche quei servizi sociali a cui per questioni di reddito non avrebbero diritto.


Dai pasti caldi a domicilio alla teleassistenza, il Comune da settembre «apre» il mercato, si comincia con 15mila anziani per allargare l'offerta se il sistema funziona. Sono alcune delle novità anticipate ieri dall'assessore Piefrancesco  Majorino al forum per le Politiche sociali.
Si parte con l'Albo delle badanti, già lanciato anni fa dall'ex sindaco Letizia Moratti, e delle baby sitter. Dal 10 febbraio anziani e famiglie con bambini potranno consultare l'elenco di assistenti «doc», contando anche sulla nuova formula della badante di condominio. In collaborazione con il Pio Albergo Trivulzio e alcuni soggetti del Terzo settore, il Comune avvia questo sistema di ricerca di assistenti familiari con l'obiettivo di creare nel giro di un anno un elenco di circa 2mila badanti e alcune centinaia di baby sitter. Il nuovo sistema di ricerca, formazione e offerta di assistenti familiari garantirà alle famiglie l'impiego di personale qualificato, adeguatamente formato e adattabile alle esigenze, in termini di numero di ore e possibilità economiche.
Scatta da settembre invece la seconda parte del «pacchetto Welfare», l'assistenza domiciliare a pagamento per chi non ha un reddito basso. Dall'accompagnamento all'assistenza domiciliare, chi non ha accesso gratuito ai servizi perché non è sufficientemente povero, ma nemmeno ha un reddito così alto da permettersi l'assistenza privata, potrà rivolgersi al Comune per ottenere, attraverso il pagamento di una quota commisurata al reddito.


Gli anziani non autosufficienti sono circa 40mila.


In città operano circa 32mila badanti, tra regolari e irregolari.


Il Comune ad oggi assiste a casa 4.380 anziani,  4mila in case di riposo e centri diurni.


Mentre al forum del Welfare si raccontano le novità, nei centri anziani del Comune è invece in atto una mini-rivolta per le pulizie sospese da inizio gennaio per colpa di ritardi nell'appalto. Corsi e le attività pomeridiane sono praticamente bloccate e la situazione, spiega il consigliere di Fi Fabrizio De Pasquale, «rischia di allungarsi fino al 20 di febbraio. Questa mancata programmazione dimostra disattenzione verso gli anziani».



Leggi tutto http://www.ilgiornale.it/news/milano/badanti-condominio-e-albo-baby-sitter-986771.html


 

 
 

Riportiamo di seguito 7/8 articoli: dal Sole 24 Ore alle riviste femminili, dalle associazioni di categoria alle associazioni dei consumatori, poche idee più volte ripetute....


Come tagliare di un terzo le spese condominiali


 di Emiliano Sgambato   Casa24


Efficienza energetica, gestione oculata di appalti e fornitori e taglio degli sprechi sono i filoni di intervento su cui si può agire per ridurre le spese condominiali: è possibile risparmiare da un minimo del 10% fino al 40% e oltre nei casi delle maggiori inefficienze.
riscaldamento
Se la stima può sembrare esagerata, basti pensare che il passaggio da un sistema «centralizzato» a uno di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore può portare a un risparmio medio del 25-30% sulle spese di riscaldamento, che incidono in genere per il 40% o più del bilancio condominiale. Se oltre al montaggio delle valvole termostatiche ai caloriferi si decide di cambiare anche la caldaia e fare interventi di coibentazione, poi, i risparmi aumentano fino a dimezzare le spese, almeno per chi è disposto a limitare le ore di utilizzo dell'impianto e ad avere in casa temperature attorno ai 20 gradi. Sul totale delle spese, quindi, solo il risparmio sulla voce riscaldamento può incidere per una media del 15 per cento.


Tutto facile quindi? «In realtà – commenta Carlo Parodi, direttore Centro studi Anaci – per questo come per altri interventi, la necessità di un investimento iniziale (che si può stimare in 120 euro a radiatore senza considerare interventi più onerosi come il cambio di caldaia, ndr) è il freno più grosso, assieme allo scetticismo per le novità e alla scarsa partecipazione alla vita condominiale». In questi casi possono venire incontro formule commerciali proposte da alcuni operatori specializzati: l'impresa, dopo avere valutato gli interventi necessari, propone un preventivo di spesa distribuito su più anni, in modo che l'investimento sia ripagato in realtà dai risparmi ottenuti. Ad esempio, si potrebbe arrivare a un accordo che prevede il pagamento per cinque anni dello stesso importo corrisposto nell'ultimo anno: l'impresa incasserebbe i risparmi che i singoli condomini vedrebbero in bolletta dal sesto anno.


Un altro 10-15% circa di risparmi (fino ad arrivare quindi al 30% in caso di edifici con centralizzato che scelgano la termoregolazione) può essere ottenuto attraverso il taglio degli sprechi e con una gestione attenta dei rapporti con i fornitori.


Fornitori
Dalle pulizie alla manutenzione del verde, dalle piccole riparazioni fino agli appalti per opere straordinarie: in tutti questi casi è bene confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato di riferimento; e rivedere i contratti periodicamente per verificare che il fornitore "storico" non pratichi condizioni oramai fuori mercato. Si può agire anche sulle utenze (luce e acqua, ma anche il telefono per ascensore e portineria): l'apertura del mercato può offrire sconti interessanti.
Da valutare con attenzione l'offerta delle società multiservizi, soprattutto se non si dispone di una portineria (o se si pensa di tagliare anche questa, che in media costa dai 30 ai 40mila euro l'anno). «Possono essere convenienti – argomenta Roberta Odoardi, direttore generale Anammi – ma chi vuole risparmiare deve mettere in conto che garanzie del tipo "tutto compreso" e "24 ore su 24" spesso vengono fatte pagare care». Di certo, aumentando la massa di lavori gestiti, queste società possono praticare prezzi più contenuti. «Ma è possibile anche agire dal basso – commenta Parodi dell'Anaci – promuovendo una sorta di consorzio tra più condomini della stessa zona».
Molti risparmi, infine, possono arrivare da semplici accorgimenti, che se applicati quotidianamente portano vantaggi consistenti. L'Anammi ne ha individuati alcuni, dalla riduzione degli sprechi di acqua e luce alla regolare manutenzione degli impianti, dal monitoraggio dei consumi al corretto utilizzo dei beni comuni


 


Come fare per risparmiare sulle spese condominiali


Panorama.it


Per spendere meno occorre riconsiderare il riscaldamento centralizzato e i contratti con i fornitori e il portiere


Nonostante i consigli in rete su come e quanto risparmiare sulle spese condominiali fiocchino, non fatevi troppe illusioni: riuscire a diminuire questi costi, che incidono ogni anno sul budget familiare, è forse la cosa più difficile.


Il perché è sotto gli occhi di tutti: in un condominio si decide insieme e mettere d’accordo un discreto numero di famiglie, che riescono a malapena a tollerarsi, non è facile.


I tempi, poi, sono più o meno quelli della politica: se a un capofamiglia per cambiare fornitore di gas bastano una manciata di giorni, per un amministratore possono essere necessari diversi mesi.


Del resto bisogna affrontare l’argomento in assemblea , metterlo ai voti magari nella successiva e, solo dopo il via libera, avviare l'iter per il cambio di fornitore.


Eppure se i residenti sono virtuosi, i risparmi ci sono. Eccome. Basterebbe seguire le indicazioni della stampa specializzata o le "dritte" che si trovano in rete nei numerosi siti dedicati all’economia domestica.
Tre i capitoli da affrontare: portineria, riscaldamento e fornitori. Ecco come.


Riscaldamento
Secondo i calcoli di Casa24, l'inserto dedicato all'immobiliare del quotidiano degli industriali, per abbattere i costi occorre anzitutto riconsiderare il riscaldamento centralizzato: il passaggio a uno di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore può portare a un risparmio medio del 25-30% sulle spese di riscaldamento, che incidono in genere per il 40% o più del bilancio condominiale.


Dotare il condominio di pannelli fotovoltaici potrebbe contribuire, inoltre, a renderlo più indipendente dal punto di vista energetico, anche se l'investimento iniziale potrebbe scoraggiare parte dei condomini.


Fornitori
Nel vademecum dell'associazione nazionale degli amministratori immobiliari (Anammi) la prima regola è quella di porre una maggiore "attenzione agli sprechi" (luce e acqua, in primis) e la seconda quella di rivedere, laddove si può, i contratti esistenti con fornitori e gestori di servizi: energia, gas, pulizie, manutenzione del verde, piccole riparazioni e appalti per opere straordinarie.


In tutti questi casi è sempre bene confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato di riferimento e rivedere i contratti periodicamente per verificare che il fornitore non pratichi tariffe fuori mercato.


Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria (come la pulizia di scale e giardino), di sicuro l'autogestione rappresenta la scelta più economica, ma non tutti i residenti, ovviamente, potrebbero essere disponibili.


Portiere
Un altro capitolo sui cui effettuare tagli è anche quello della portineria. Se la struttura lo permette, in questo caso è possibile rinunciare alla figura del portiere decidendo di rivolgersi alla vigilanza delle guardie giurate oppure rinegoziare il contratto da tempo pieno a part-time.


rete su come e quanto risparmiare sulle spese condominiali fiocchino, non fatevi troppe illusioni: riuscire a diminuire questi costi, che incidono ogni anno sul budget familiare, è forse la cosa più difficile.


Il perché è sotto gli occhi di tutti: in un condominio si decide insieme e mettere d’accordo un discreto numero di famiglie, che riescono a malapena a tollerarsi, non è facile.


I tempi, poi, sono più o meno quelli della politica: se a un capofamiglia per cambiare fornitore di gas bastano una manciata di giorni, per un amministratore possono essere necessari diversi mesi.


Del resto bisogna affrontare l’argomento in assemblea , metterlo ai voti magari nella successiva e, solo dopo il via libera, avviare l'iter per il cambio di fornitore.


Eppure se i residenti sono virtuosi, i risparmi ci sono. Eccome. Basterebbe seguire le indicazioni della stampa specializzata o le "dritte" che si trovano in rete nei numerosi siti dedicati all’economia domestica.
Tre i capitoli da affrontare: portineria, riscaldamento e fornitori. Ecco come.


Riscaldamento
Secondo i calcoli di Casa24, l'inserto dedicato all'immobiliare del quotidiano degli industriali, per abbattere i costi occorre anzitutto riconsiderare il riscaldamento centralizzato: il passaggio a uno di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore può portare a un risparmio medio del 25-30% sulle spese di riscaldamento, che incidono in genere per il 40% o più del bilancio condominiale.


Dotare il condominio di pannelli fotovoltaici potrebbe contribuire, inoltre, a renderlo più indipendente dal punto di vista energetico, anche se l'investimento iniziale potrebbe scoraggiare parte dei condomini.


Fornitori
Nel vademecum dell'associazione nazionale degli amministratori immobiliari (Anammi) la prima regola è quella di porre una maggiore "attenzione agli sprechi" (luce e acqua, in primis) e la seconda quella di rivedere, laddove si può, i contratti esistenti con fornitori e gestori di servizi: energia, gas, pulizie, manutenzione del verde, piccole riparazioni e appalti per opere straordinarie.


In tutti questi casi è sempre bene confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato di riferimento e rivedere i contratti periodicamente per verificare che il fornitore non pratichi tariffe fuori mercato.


Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria (come la pulizia di scale e giardino), di sicuro l'autogestione rappresenta la scelta più economica, ma non tutti i residenti, ovviamente, potrebbero essere disponibili.


Portiere
Un altro capitolo sui cui effettuare tagli è anche quello della portineria. Se la struttura lo permette, in questo caso è possibile rinunciare alla figura del portiere decidendo di rivolgersi alla vigilanza delle guardie giurate oppure rinegoziare il contratto da tempo pieno a part-time.


 


Le dritte di Altroconsumo: Vigilare sulle spese condominiali


di Beba Minna


I proprietari di casa hanno diritto a monitorare l'attività dell'amministratore del loro palazzo. La preoccupazione più frequente è capire che fine fa realmente il denaro versato nella cassa comune. A volte leggere le carte non basta, ecco qualche consiglio di Altroconsumo per destreggiarsi al meglio.


Spesso saltiamo volentieri le riunioni di condominio pensando che siano inutili occasioni di conflitto animato con i vicini di casa. La stessa resistenza è comune nei confronti dell'amministratore, considerata il più delle volte una figura professionale poco amica. Tra spese condominiali, rate del riscaldamento, facciate da rimettere a posto e parti comuni da dipingere, gli amministratori sembrano sempre e soltanto chiedere tanti soldi. A loro difesa va detto che gestire un condominio non è sempre facile, anche perché la legge (qui il testo in .pdf ), il più delle volte, è così generica che non aiuta né gli amministratori né i condomini.


I regolamenti. I proprietari di casa hanno tutto il diritto di vigilare sull'attività dell'amministratore. La preoccupazione più frequente è capire che fine fa realmente il denaro versato nella cassa comune. A volte leggere le carte non basta, ecco qualche consiglio di Altroconsumo per destreggiarsi al meglio. L'amministratore ha un duplice compito: deve presentare il preventivo con le spese previste e fare un rendiconto di fine anno, che illustra nel dettaglio come è stata condotta la gestione. Dunque, prima promette una certa condotta di spesa e poi deve confermarla, calcolatrice alla mano. A questo punto interveniamo noi condomini. Interpretare un rendiconto, per quanto dettagliato, non è facile. L'assemblea, tra cori di voci concitate, non è la migliore occasione per togliersi i dubbi. Per questo, il primo consiglio è dare un'occhiata ai documenti e farsi i propri ragionamenti con calma a casa. La legge, però, non impone all'amministratore di consegnare i documenti contabili in anticipo a tutti (magari allegandoli alla lettera di convocazione dell'assemblea). Se lo chiedete, però, è vostro diritto farvi consegnare le carte prima dell'assemblea e anche di esaminare l'estratto conto del palazzo, così da controllare entrate, uscite e interessi maturati. La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento e non richiede alcun tipo di giustificazione.


Secondo la Corte di Cassazione , se l'amministratore si rifiuta di consegnare la documentazione, la delibera presa successivamente dall'assemblea può anche essere annullata. Tra le voci di spesa compare il compenso dell'amministratore. I tariffari professionali sono stabiliti dalle associazioni di categoria, ma non hanno un valore legale: non sono obbligatori, servono come indicazioni di massima per gli iscritti, ma i condomini possono stabilire anche compensi del tutto diversi.


 


Come Diminuire le Spese Condominiali


Risparmioclick.it


Se si vive in un piccolo condominio è possibile che le spese condominiali siano poche e di piccoli importi. Nei grandi condomini invece è molto più facile che le spese siano molteplici e di entità maggiori.


In entrambi i casi è talvolta possibile eliminare gli sprechi o, se vi sono dei servizi di cui non se ne può fare a meno, ottimizzarli riducendo i costi. Andremo ora a fare una piccola analisi sui fattori che incidono principalmente sulle spese condominiali: l’energia elettrica, il riscaldamento, le pulizie, la portineria e l’amministrazione.


Una delle spese più pesanti da sostenere per i condomini è quella del rifacimento del tetto. E’ possibile però utilizzare quest’occasione per risparmiare sull’energia elettrica. In che maniera? Si potrebbe sfruttare il momento ed installare un impianto fotovoltaico che produrrà in maniera autonoma e gratuita corrente elettrica. In alcune situazioni è anche possibile ricevere dallo stato dei contributi, che se utilizzati, ridurranno i tempi di ammortamento della spesa sostenuta per i pannelli solari. E’ possibile sfruttare questa situazione anche in un altra maniera: fittare il tetto a terzi interessati a realizzare l’impianto. In tale maniera sarà possibile evitare la spesa dell’investimento iniziale.


Parliamo ora del riscaldamento. Sempre più persone fanno uso di quello autonomo, riducendo al massimo gli sprechi. Il riscaldamento centralizzato infatti è sicuramente da evitare. E’ possibile risparmiare anche grazie a piccoli interventi di manutenzione sulla caldaia e sugli infissi.


Anche le cosiddette pulizie delle scale incidono sulle spese di condominio. In alcuni condomini, di solito quelli più piccoli, ogni condomine tiene pulito il proprio pianerottolo ed a turno ci si occupa di pulire l’ingresso.


La portineria è un altro fattore che incide sulle vostre spese? Questo capita solo a coloro che vivono in un grande palazzo o in un residence che ospita un elevato numero di famiglie. E’ probabile che dove viviate la figura del portiere sia indispensabile e quindi è difficile che potrete farne a meno. E’ possibile però ridurre questa spesa assumendo un portinaio part time in modo tale che sia presente solo nelle ore del giorno che si ritengono più importanti.


Parliamo infine delle spese di amministrazione. Fidarsi e bene, non fidarsi è meglio. Anche se si crede di aver trovato un buon amministratore, è sempre bene che tutte le spese per gli appalti di fornitura o servizi siano gestiti correttamente.


interessati a realizzare l’impianto. In tale maniera sarà possibile evitare la spesa dell’investimento iniziale.


Parliamo ora del riscaldamento. Sempre più persone fanno uso di quello autonomo, riducendo al massimo gli sprechi. Il riscaldamento centralizzato infatti è sicuramente da evitare. E’ possibile risparmiare anche grazie a piccoli interventi di manutenzione sulla caldaia e sugli infissi.


Anche le cosiddette pulizie delle scale incidono sulle spese di condominio. In alcuni condomini, di solito quelli più piccoli, ogni condomine tiene pulito il proprio pianerottolo ed a turno ci si occupa di pulire l’ingresso.


La portineria è un altro fattore che incide sulle vostre spese? Questo capita solo a coloro che vivono in un grande palazzo o in un residence che ospita un elevato numero di famiglie. E’ probabile che dove viviate la figura del portiere sia indispensabile e quindi è difficile che potrete farne a meno. E’ possibile però ridurre questa spesa assumendo un portinaio part time in modo tale che sia presente solo nelle ore del giorno che si ritengono più importanti.


Parliamo infine delle spese di amministrazione. Fidarsi e bene, non fidarsi è meglio. Anche se si crede di aver trovato un buon amministratore, è sempre bene che tutte le spese per gli appalti di fornitura o servizi siano gestiti correttamente.


 


Come risparmiare sulle spese di condominio


Scritto da Elisabetta Gatto | L'Italia Corrente  


Di quelle proprio non si può fare a meno: chi vive in condominio è costretto a pagare delle spese spesso piuttosto onerose. Ma risparmiare è possibile, attraverso un’analisi dell’efficienza energetica e della gestione degli appalti relativi a impianti e fornitori. E con un’attenzione particolare per evitare gli sprechi. Ecco alcuni suggerimenti.
Innanzitutto, anche se spesso è un’utopia, è bene cercare di trovare il più spesso possibile un accordo con gli altri condomini e con l’amministratore.
Per quanto riguarda la fornitura e la gestione dei servizi – dall’energia elettrica al gas, alla manutenzione del verde, alle piccole riparazioni – con il passaggio al mercato libero sono svariate le possibilità di risparmio: occorre verificare se il contratto in uso sia effettivamente il più conveniente sul mercato per le esigenze dell’edificio, confrontare più preventivi sulla base di un medesimo capitolato e accertarsi che non siano praticate tariffe fuori mercato.
Il riscaldamento è senza dubbio una delle voci di spesa più significative, che si aggira intorno al 40% del bilancio condominiale. Oltre alla scelta del fornitore più conveniente, un modo per abbattere i costi è quello di riconsiderare il riscaldamento centralizzato: passando a un sistema di termoregolazione e contabilizzazione autonomo si risparmia in media il 25-30%. I risparmi aumentano nel caso di impianti nuovi e perfettamente funzionanti: quindi è utile cambiare le caldaie e monitorare costantemente tutto il sistema. Inoltre è consigliabile limitare i tempi di utilizzo dell’impianto, non superando i 20° di temperatura nelle abitazioni.
Nel lungo periodo, anche dotarsi di pannelli fotovoltaici potrebbe essere una buona soluzione di risparmio energetico, ma occorre tener conto dell'investimento iniziale che magari non tutti i condomini sarebbero disposti a sostenere. Sfruttando i pannelli solari, il condominio potrebbe usare l’energia prodotta e al tempo stesso rivendere quella accumulata.
Per abbassare i consumi di energia elettrica, si può decidere di ridurre il numero di ore di luce per illuminare le scale o installare delle soluzioni temporizzate.
Una manovra salva-denaro è quella di provvedere autonomamente, a turno, alla pulizia delle parti comuni, le scale e il cortile, rinunciando ai servizi di operatori esterni.
Per chi ha la il servizio di portineria, in base alle esigenze dello stabile e di comune accordo con gli altri proprietari degli appartamenti, si può pensare di rinegoziare il contratto del portinaio su un numero di ore inferiore, magari con una formula part-time. Oppure di rivolgersi ai servizi di sicurezza, come le guardie giurate.
Un capitolo a parte è quello della raccolta differenziata: i condomini che si avvalgono della raccolta porta a porta hanno una spesa maggiore rispetto al tradizionale ritiro del rifiuto presso i cassonetti da parte degli operatori. Se è vero, però, che con questo sistema aumentano i costi di raccolta, è pur vero che con la raccolta differenziata porta a porta il rifiuto indifferenziato si riduce notevolmente e con esso anche i costi di smaltimento. Bisogna tener conto, inoltre, che se la raccolta differenziata non viene fatta correttamente, si rischiano le multe, che in alcuni comuni arrivano a 500 euro per sacco mal differenziato. Serve, quindi, la collaborazione di tutti i condomini.
Quello che è importante è adoperarsi collettivamente per ridurre gli sprechi, di luce e gas in primis, ed evitare le dispersioni di energia: non può che essere un bene per tutti.


 


Come risparmiare sulle spese condominiali


di Umberto Rennella tuttopercasa.pianetadonna.it


Chi vive in condominio, si sa, deve sostenere obbligatoriamente alcune spese, spesso anche piuttosto onerose. Per questo, tanti residenti in condomini, cercano il modo per poter risparmiare qualcosina. Ma è davvero possibile risparmiare sulle spese condominiali? La risposta è si, anche se passare dalla teoria alla pratica non è sempre semplice. Nella realtà, infatti, si deve fare i conti con tantissimi fattori, a cominciare dal rapporto con l'amministratore e gli altri condomini. Ma ecco una breve guida con alcuni consigli su come risparmiare sulle spese condominiali


Il primo passo per riuscire a risparmiare è quello di trovare un accordo con l'amministratore e gli altri condomini. Più facile a dirsi che a farsi, certo, ma si tratta di un passaggio fondamentale. In un condominio, infatti, le decisioni si prendono in assemblea, quindi tutti insieme o comunque con il parere favorevole della maggioranza dei condomini. Ragione per cui, qualsiasi decisione in merito al contrasto degli sprechi, installazioni varie o altro che possa portare ad un risparmio, va condivisa e sottoscritta da tutti i residenti e proprietari degli appartamenti. Il punto da cui partire per trovare questo accordo? Ovviamente quello del risparmio che, a chi più a chi meno, sta davvero a cuore a tutti.


Proprio un accordo tra i condomini per lo svolgimento di mansioni o l'ottimizzazione di servizi può portare ad un risparmio per tutti. Si può decidere, per esempio, di ottimizzare l'illuminazione del condominio, in particolare per quanto riguarda le zone comuni come cortile e scale. In questo caso si può ridurre le ore di accensione delle luci magari installando degli appositi timer per l'accensione e lo spegnimento delle stesse. A turno, poi, i condomini potrebbero occuparsi della pulizia delle parti comuni evitando così di rivolgersi ad operatori esterni o vere e proprie imprese di pulizie. Anche il servizio di portineria può essere rivisto, scegliendo magari una formula part - time. Proprio un accordo tra i condomini per lo svolgimento di mansioni o l'ottimizzazione di servizi può portare ad un risparmio per tutti. Si può decidere, per esempio, di ottimizzare l'illuminazione del condominio, in particolare per quanto riguarda le zone comuni come cortile e scale. In questo caso si può ridurre le ore di accensione delle luci magari installando degli appositi timer per l'accensione e lo spegnimento delle stesse. A turno, poi, i condomini potrebbero occuparsi della pulizia delle parti comuni evitando così di rivolgersi ad operatori esterni o vere e proprie imprese di pulizie. Anche il servizio di portineria può essere rivisto, scegliendo magari una formula part - time.


Uno dei costi che gravano di più su un condominio è quello per il riscaldamento. In questo caso per risparmiare si potrebbe installare un sistema di termoregolazione e contabilizzazione autonomo e posizionare sul tetto dei pannelli fotovoltaici. Grazie a questi, infatti, il condominio potrebbe produrre da se parte dell'energia di cui ha bisogno, con un conseguente risparmio sulla bolletta, e ricevere gli incentivi previsti dallo Stato.


 


Come ridurre le spese condominiali


di Chiara Ranallo  tuttopercasa.pianetadonna.it


Risparmiare sulle spese condominiali è essenziale per far quadrare i conti in famiglia. Le spese condominiali, infatti, rappresentano per molti un fardello che pesa sul già acciaccato bilancio famigliare. Ridurre le spese condominiali, però, è possibile: sono necessarie un'attenta gestione dei costi ed un'accurata analisi dell'efficienza energetica del condominio.
Vediamo insieme quali accorgimenti adottare per ridurre le spese condominiali ed ottenere un risparmio fino al 40%.


La prima cosa da fare per ottimizzare i costi è focalizzarsi sull'aspetto energetico ed in particolare sul riscaldamento che incide notevolmente sul bilancio condominiale. Molto utile per ridurre le spese può essere il passaggio da un impianto di riscaldamento centralizzato ad uno autonomo ed individuale che consente un risparmio di circa il 25%. Fondamentale, inoltre, avere impianti nuovi e ben funzionanti, garantendo una manutenzione regolare delle caldaie e dell'intero sistema.
Per diminuire notevolmente le spese condominiali legate al riscaldamento, è possibile tagliare i tempi di utilizzo dell'impianto e abbassare le temperature negli ambienti del condominio, cercando di non superare i 20°.
Una scelta lungimirante in grado di abbattere i costi del condominio può essere quella di adottare il fotovoltaico. Dotare la struttura di pannelli fotovoltaici significa renderla indipendente dal punto di vista energetico, producendo l'energia necessaria e rivendendo quella in esubero. Il fotovoltaico, però, richiede un notevole investimento iniziale che spesso frena e scoraggia anche i più decisi.


Un altro aspetto da considerare per ridurre le spese condominiali è quello che riguarda i costi generici legati all'ordinaria manutenzione del condominio. Per quanto riguarda la pulizia, il giardinaggio, la manutenzione degli ascensori e simili, è bene valutare attentamente l'offerta di più aziende e confrontare i prezzi ed i servizi prima di prendere una decisione. Bisogna tener presente, inoltre, che molte aziende del settore offrono dei pacchetti "tutto compreso" in cui sono raggruppati più servizi, permettendo un notevole risparmio.


Un'ulteriore fonte di risparmio è rappresentata dal taglio del portierato. Se la struttura lo permette, infatti, è possibile rinunciare alla figura del portiere decidendo di rivolgersi alla vigilanza delle guardie giurate. In alternativa, è bene scegliere persone di fiducia e stabilire fin dall'inizio le condizioni di lavoro.. Un'ulteriore fonte di risparmio è rappresentata dal taglio del portierato. Se la struttura lo permette, infatti, è possibile rinunciare alla figura del portiere decidendo di rivolgersi alla vigilanza delle guardie giurate.


 


Condominio: come risparmiare


ioconsumatore.eu


Come affrontare la crisi economica nella gestione delle spese condominiali? Di fronte ai tagli e all’esigenza di far quadrare i conti in famiglia, diventa fondamentale gestire nel modo più razionale possibile il pagamento di tutte le scadenze, quote condominiali comprese.


E’ necessario prestare attenzione agli sprechi ma anche rivedere i contratti con i fornitori, evitare negligenze nella manutenzione che tagliano i costi oggi per farli aumentare domani ed evitare, nello stesso tempo, che si accumulino grandi ritardi nel pagamento delle quote condominiali.


Per affrontare la crisi anche nel condominio, l’ANAMMI, Associazione degli amministratori di immobili, ha predisposto una sorta di vademecum contenente piccole, pratiche regole: eccole.


1. Attenzione agli sprechi, in particolare per quel che riguarda luce e acqua. In tal senso, è opportuno studiare soluzioni tecniche per risparmiare come, ad esempio, le luci temporizzate.


2. Laddove possibile, rivedere i contratti esistenti con fornitori e gestori di servizi, per verificare tutte le possibilità di risparmio. Un esempio del genere riguarda soprattutto l’energia, che con l’avvento delle rinnovabili e della liberalizzazione del mercato, consente di scegliere tra diverse opzioni.


3. La negligenza nella manutenzione può causare spese ancora più pesanti in caso di guasto o, peggio, di incidente. Occhio, dunque, alla gestione degli impianti e degli spazi condominiali. Si può dilazionare la tinteggiatura dell’androne, ma non la verifica della caldaia.


4. Un corretto utilizzo degli spazi condominiali evita interventi gravosi per ripristinare il decoro dell’immobile. Scambiare l’ingresso dell’immobile per un campo di calcio o le scale per un posto da affrescare significa costringere chi vi abita a spese onerose.


5. Contro le bollette pazze, che possono incidere in modo rilevante sulla vita condominiale, è bene abituare i condòmini all’autolettura dei contatori e, laddove ci sia un impianto centralizzato, verificare ciclicamente i consumi. Un contatore mal funzionante può essere all’origine di bollette fuori controllo.


6. Partecipare regolarmente alle assemblee di condominio. Troppo spesso, i condòmini si lamentano delle spese. Eppure, l’amministratore è obbligato per legge a presentare un bilancio condominiale preventivo che la stessa assemblea deve approvare. Se davvero si vuole tenere d’occhio il flusso finanziario, alle assemblee è bene essere presenti.


7. Pagare la quota condominiale evitando grandi ritardi. Le spese condominiali servono alla normale manutenzione dell’edificio che, di conseguenza, non può essere ottemperata. Va poi sottolineato che, accumulando debiti, si rischia prima la messa in mora, poi il decreto ingiuntivo e, se non si ottiene nulla, l’atto di precetto. Ultimo atto, il pignoramento, mobiliare e immobiliare.


8. In caso di difficoltà rivolgersi sempre all’amministratore di condominio, l’unico che può evitare la “gogna” condominiale e che può concedere una minima dilazione nei pagamenti.


 

 

 
 

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da   diritto.it  di  Biancamaria Consales pubblicato il 27.01.2014


 


È quanto stabilito dalla Suprema Corte di cassazione nella sentenza n. 820 del 16 gennaio 2014.


La delibera del condomino con cui l’assemblea condominiale determina la rimozione coatta dell’auto del condomino, con spese a suo carico, per il caso d’inosservanza delle disposizioni concernenti la regolamentazione dell’uso dei parcheggi comuni, deve ritenersi nulla, in quanto contraria alla legge.
Nella fattispecie, gli Ermellini, con la decisione in oggetto, hanno ribadito che il regolamento di condominio non può stabilire ulteriori sanzioni, in aggiunta alla previsione di cui all’art. 70 disp. att. c.c.
La decisione riguarda un caso sorto prima dell’entrata in vigore della riforma del condominio, e dei correttivi prescritti dal così detto decreto destinazione Italia ma conserva tutta la propria efficacia anche nella vigenza della nuova disciplina.
Nella fattispecie, alcuni condomini avevano impugnato una deliberazione assembleare con la quale era stata decisa la regolamentazione dell’uso di uno spazio comune, prescrivendo la possibilità di parcheggiare un’autovettura per ogni condomino, nonché le sanzioni per il caso d’inosservanza di quella decisione.
In particolare, la delibera condominiale aveva previsto la rimozione del mezzo con spese a carico del condomino
 che aveva commesso l’infrazione.


 Essendo stata l’impugnazione respinta sia in primo che in secondo grado, la questione veniva dai ricorrenti condomini proposta dinanzi alla Suprema Corte, adducendo, tra le principali motivazioni di impugnazione, l’illiceità della sanzione prevista dalla deliberazione contestata, per contrarietà alla legge. 


I giudici di Piazza Cavour, accogliendo il ricorso dei condomini, hanno chiarito che qualora nel regolamento condominiale sia inserita, secondo quanto previsto eccezionalmente dall’art. 70 disp. att. c.c., la previsione di una sanzione pecuniaria, avente natura di pena privata, a carico del condomino che contravvenga alle disposizioni del regolamento stesso, l’ammontare di tale sanzione non può essere superiore, a pena di nullità, alla misura massima consentita dallo stesso art. 70 e pari ad Euro 0,05 (Cass. Sez. 2, sentenza n. 10329 del 21/4/2008; Cass. n. 948 del 26/1/1995).


A maggior ragione, dunque, non si può ritenere che sia consentito introdurre nel regolamento condominiale sanzioni diverse da quelle pecuniarie, ovvero diversamente “afflittive”, ciò che sarebbe in contrasto con i principi generali dell’ordinamento che non consentono al privato, se non eccezionalmente, il diritto di autotutela”.

 

 
 

·         di Patrizia Maciocchi   24 gennaio 2014


La delibera dell'assemblea che contiene tabelle millesimali ricavate per analogia da un condominio gemello è annullabile da chi contesta i criteri, ma non può considerarsi nulla. La Corte di cassazione, con la sentenza 1439, respinge il ricorso di un condomino che aveva deciso di "ignorare" la delibera con la quale gli veniva richiesto il pagamento delle quote a suo carico perché, a suo dire, nelle tabelle adottate non era contemplata la sua posizione di proprietario di uno scantinato.


 


Circostanza che avrebbe escluso il suo interesse all'impugnazione, consentendogli di opporsi alle richieste illegittime in un secondo momento. Ma non è così.


La Suprema corte coglie, l'occasione per chiarire la differenza tra delibere nulle e annullabili.


Non rientra nell'ipotesi di nullità, ma solo di annullabilità, la delibera, assunta nell'esercizio delle facoltà riconosciute all'assemblea che riguarda la ripartizione delle spese tra i condomini, anche quando, come nel caso esaminato, adotti un criterio provvisorio.


La strada da percorrere è dunque quella dell'impugnazione che deve avvenire nel termine perentorio di 30 giorni (il condomino dissenziente o l’astenuto può presentare ricorso contro le deliberazioni dell'assemblea entro 30 giorni dalla data della deliberazione; gli assenti entro 30 giorni dalla data di comunicazione delle delibere stesse).



leggi tutto su   http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2014-01-23/annullabile-nulla-delibera-tabelle-170126.php?uuid=AbUaXQIJ

 

 
 

È la delibera vincolante a far cadere le accuse


L’amministratore di un condominio assume la posizione di garanzia propria del datore di lavoro se procede direttamente all’organizzazione e direzione di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio stesso. Nel caso di specie, però, l’appalto dei lavori era stato deciso ed assegnato mediante delibera vincolante dell’assemblea condominiale. E’ questo il caso affrontato dalla Cassazione con la sentenza 42347/13.
Il caso

L’amministratore di un condominio veniva ritenuto responsabile di aver violato le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per quanto riguarda gli obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione (art. 26, comma 1, lett. a) e b), d.lgs. n. 81/2008) e in qualità di datore di lavoro (art. 55, comma 4, lett. d), d.lgs. n. 81/2008). La responsabilità dell’amministratore era basata sull’aver affidato i lavori di abbattimento di una pianta di rilevanti dimensioni senza verificare l’idoneità tecnico professionale della ditta appaltatrice ed, in particolare, per non aver verificato detta idoneità, anche mediante l’acquisizione di autocertificazione. Omettendo, inoltre, di provvedere a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto.


A ribaltare il verdetto è la Corte di Cassazione, la quale sostiene che l’amministratore di un condominio assume la posizione di garanzia propria del datore di lavoro nel caso in cui «proceda direttamente all’organizzazione e direzione di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio stesso» ma, in caso di affidamento in appalto di dette opere, tale evenienza non lo esonera completamente da qualsivoglia obbligo, ben potendo egli assumere, in determinate circostanze, la posizione di committente ed essere, come tale, tenuto quanto meno all’osservanza di quanto stabilito dall’art. 26 d.lgs. n. 81/2008. Tuttavia, se è vero che l’imputato non ha provveduto ad accertare l’idoneità tecnico–professionale della ditta appaltatrice e non ha adempiuto agli obblighi di informazione, collaborazione e cooperazione, d’altro canto il giudice di merito avrebbe dovuto considerare che «lo stesso ha agito nella peculiare qualità di amministratore di un condominio». E poi – concludono gli Ermellini – «l’appalto dei lavori era stato deciso ed assegnato mediante delibera dell’assemblea condominiale alla quale l’amministratore, ad essa vincolato, era tenuto a dare concreta attuazione».

da La Stampa Casa e condominio 24/01/2014 - Fonte: www.dirittoegiustizia.it

 

 
 

da Il Sole 24Ore di Federico Rendina


 


BRUXELLES - La Commissione europea ha deciso oggi di proporre ambiziosi obiettivi ambientali, proponendo una riduzione delle emissioni nocive del 40%, dai livelli del 1990, entro il 2030.


Nel contempo, la Commissione ha proposto di portare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili "ad almeno" il 27% del totale nel 2030, dal 20% nel 2020. In questo caso, il target è vincolante a livello europeo, ma si basa su impegni non vincolanti a livello europeo.


Obiettivi "europei" ai quali tutti gli stati dovranno concorrere unitamente, ma ciascuno con le sue ricette e le sue proporzioni.  All'insegna - ripetono più volte Barroso e i Commissari Ue - di una «larga flessibilità».


Flessibilità, seppure con qualche regola comune, per partecipare alla corsa verso l'obiettivo «vincolante» del 40% di riduzione delle emissioni di C02 entro il 2030.


Grande flessibilità anche nella corsa verso la massima efficienza nell'uso dell'energia. Che in questo caso sarà al massimo un cammino, se non un lento incedere, visto che la Commissione ha persino evitato di aggiornarne le mete, relegandola al più classico dei «provvederemo».


Per rispondere ai rilievi gli strateghi della Commissione Ue imbastiscono un percorso fatto di «verifiche periodiche» sul contributo che i singoli stati conferiranno, al di la degli impegni formali che dovranno essere assunti nei prossimi mesi. «E' come se un condominio approvasse un bilancio annuale preventivo, appunto vincolante, lasciando liberi i condomini di contribuire a loro giudizio, con flessibilità» si osserva.


nella strategia appena abbozzata qualcosa di pregevole c'è. L'enfasi del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani su una nuova politica all'insegna «dell'alleanza tra industria e ambiente» sembra condivisa.


La Commissione insiste sull'esigenza di fare leva sull'industria e più in generale sul sistema impreditoriale per creare davvero un unico bacino energetico europeo, con liberi scambi di energia in grado di favorire il contenimento dei prezzi.


Prezzi energetici più bassi da assicurare rafforzando i sistemi delle interconnessioni su due versanti: quello "fisico" delle reti e quello delle regole. Reti:  l'obiettivo, coerente ed apprezzabile, è quello di assicurare come minimo il 10% di capacità di interconnessione tra gli stati rispetto all'energia prodotta.  Regole: vanno uniformate le norme non solo per la concorrenza tra imprese ma anche, in particolare, quelle per l'erogazione degli incentivi per le energie rinnovabili.


leggi tutto su   http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-22/quando-flessibilita-allontana-obiettivi-182740.shtml?uuid=ABFVhXr

 

 
 

Il triste scenario ormai noto della crisi che divora il reddito delle famiglie, la perdita del lavoro o la cassa integrazione si ripercuotono pesantemente sul settore immobiliare e soprattutto sul condominio dove sono aumentate le morosità nel pagamento delle rate.


Nel corso del 2013 i dati confermano l’affermarsi di questo fenomeno in tutt’Italia con ampie percentuali, come emerge da una accurata analisi effettuata da Confabitare*  che ha preso in esame l’andamento di questo fenomeno dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013 in tutti i capoluoghi di Italia rispetto all’anno precedente.


In testa alla classifica troviamo Bologna con un + 33,8 % poi Roma con + 33% , seguita da Napoli + 32,7% , Torino +31,8 %, Milano + 30 % , Catania + 29,6%, Firenze + 28%, Genova + 26,5%, Cagliari + 24,8 %, Palermo e Bari registrano rispettivamente un +23 ,7 % e un +22,6%, mentre Padova registra un + 21,3 % e in fondo alla graduatoria Venezia con un + 19%.


 


Nota* Confabitare è un’associazione di proprietari fondata alla fine del 2009 da Alberto Zanni, già presidente provinciale dell’Uppi a Bologna. A ottobre


            2013 nasce Confamministrare, la nuova associazione di categoria degli amministratori condominiali partorita da Confabitare.


 


Leggi tutto su  http://www.bologna2000.com/2014/01/21/crisi-immobiliare-confabitare-aumentano-le-morosita-nel-condominio/

 

 
 

Incendio in un condominio: evacuate quindici famiglie


Da “il Giornale.it” Redazione - Lun, 20/01/2014


Milano: due persone intossicate e 15 appartamenti inagibili per un incendio divampato l'altra sera in via Bardolino. I vigili del fuoco intervenuti in forze, hanno dovuto lavorare diverse ore per spegnere il rogo, causato dal surriscaldamento della canna fumaria che ha poi innescato le fiamme al sottotetto interamente realizzato in legno.
L'allarme è stato lanciato attorno alle 22.30. Al secondo piano della scala D, dove abitano i coniugi G. A., 49 anni, e D. M., 44, era in corso una festicciola per il figlio che compiva 14 anni, a cui erano stati invitati anche diversi amichetti. Per dare più «calore» alla serata, il proprietario ha accesso il caminetto: la canna fumaria non ha funzionato a dovere, si è surriscaldata innescando un incendio nel sottotetto realizzato con travi di legno.
Quando ci si è accorti del pericolo, il fuoco stava ormai correndo lungo tutto l'edificio. Sono arrivati i vigili del fuoco, con tutti i mezzi disponibili, fatti uscire dai distaccamenti di via Darwin, via Sardegna e piazzale Cuoco.


leggi tutto su  http://www.ilgiornale.it/news/milano/incendio-condominio-evacuate-quindici-famiglie-984009.html


Ricordiamo che a Milano e Monza-Brianza è ancora in corso la promozione di Unicasa Italia in accordo con 800casa: pulizia della canna fumaria di caminetto o stufa ad € 120 compresa iva         http://www.800casa.it/promozioni.asp

 

 
 

Per la 5° puntata delle "pillole di Condominio" offriamo una Tabella delle Maggioranze necessarie per adottare in Assemblea le Principali Delibere.


Apri e scarica la Tabella

 

 
 

Le Spese Condominiali


 


Sono le spese che si rendono necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio e per la prestazione di servizi nell'interesse comune di tutti i condomini.


 


Tipi di spese di condominio


Le spese condominiali si dividono in ordinarie e straordinarie.



  • Spese ordinarie: sono quelle relative a lavori di ordinaria manutenzione, cioè le spese da sostenere per mantenere il decoro dell'edificio.

  • Spese straordinarie: sono le spese inerenti i lavori di manutenzione straordinaria da sostenere in caso di ristrutturazione, sostituzione o ammodernamento impianti


 Ripartizione delle spese condominiali


I criteri circa la ripartizione delle spese di condominio sono previsti dal codice civile agli articoli 1123, 1124, 1125, 1126.
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.
Il codice civile fornisce alcuni criteri per la ripartizione delle spese di condominio:



  • ripartizione in misura proporzionale al valore delle singole proprietà (cioè in base alle quote millesimali di ogni condomino)

  • ripartizione in misura proporzionale all'uso potenziale (nel caso in cui i beni comuni vengano usati in misura differente dai vari condomini)

  • ripartizione in base alla destinazione esclusiva (ad esempio se un condominio ha più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire solo una parte dell'edificio, allora le spese relative sono a carico solo del gruppo di condomini che ne trae utilità)

  • i costi relativi alla manutenzione e sostituzione delle scale e degli ascensori sono ripartiti tra chi ne usufruisce, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l'altra metà esclusivamente in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo

  • i costi relativi alle riparazioni o ricostruzioni del lastrico, quando l'uso del lastrico solare non è comune a tutti i condomini, sono ripartiti per un terzo nella spesa a carico di chi ne ha l'uso esclusivo e gli altri due terzi a carico di tutti i condomini dell'edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno


Le spese condominiali sono ripartite:



  • a preventivo: l'amministratore calcola la quota annua di ciascun condomino in base alla previsione di spesa approvata dall'assemblea condominiale

  • a consuntivo: l'amministratore effettua la ripartizione delle spese in base alle spese effettivamente sostenute nel corso del mese.


 Pagamento delle Spese condominiali


I condomini sono obbligati a pagare le spese condominiali anche quando il loro appartamento è vuoto o inutilizzato.
In caso di mora nel pagamento delle proprie quote di spese condominiali protratta per oltre 6 mesi, l'amministratore di condominio può procedere alla sospensione dell'utilizzo dei servizi comuni (ad esempio il riscaldamento, i citofoni, ecc.) al condomino moroso.


Da quando si pagano le spese condominiali?


Le spese condominiali sono a carico di chi compra un'abitazione dal momento in cui viene sottoscritto il rogito.


L'acquirente è corresponsabile dei debiti condominiali del venditore per tutto l'anno in corso e per quello antecedente l'acquisto (non l'anno solare, ma quello previsto dal rendiconto).


Il venditore resta obbligato solidalmente con l'avente causa per i contributi maturati fino al momento in cui è trasmette all'amministratore copia autentica del titolo che determina il trasferimento del diritto.

 

 
 

Che cos'è il super condominio?


Il termine "super condominio" viene utilizzato per riferirsi ad una pluralità di edifici, costituiti o meno in distinti condomini, ma che sono compresi in una più ampia organizzazione condominiale, e che presentino delle parti e/o degli impianti comuni, come ad esempio un giardino, un cortile, una zona verde, un parcheggio, il vialetto d'accesso, gli impianti di illuminazione o di riscaldamento, alcuni servizi centralizzati, il portiere, e così via.
Solitamente viene anche chiamato condominio orizzontale o condominio complesso.
In sostanza si ha un super condominio tutte le volte che una pluralità di edifici, distinti e adibiti all'uso abitativo, pur essendo autonomi, condividono tra loro determinati beni o servizi.
Con la riforma del condominio entrata in vigore a giugno 2013, è stato introdotto nel Codice Civile un nuovo articolo che riguarda il super condominio. Si tratta dell' art. 1117 bis, che in pratica estende anche al super condominio le norme del condominio classico.

Prima della riforma, invece, la Cassazione si era interrogata per anni sul fatto di applicare al super condominio le regole della "comunione" piuttosto che quelle del "condominio". Ora finalmente è stata fatta chiarezza.


 


Le parti in comune


Essendoci beni o servizi in comune tra più unità immobiliari o più edifici ovvero più condomini di unità immobiliari o di edifici, spetta a ciascuno dei condomini dei singoli fabbricati la titolarità "pro quota" sulle parti comuni. E di conseguenza ogni condomino pagherà, in percentuale, gli oneri condominiali per la manutenzione delle parti in comune.


 


Le Tabelle millesimali


In presenza di super condominio, ci saranno due tipologie di tabelle millesimali: quella che riguarda i millesimi super condominiali (cioè quelli delle parti comuni) e quella che riguarda invece il singolo edificio.


 


L’Assemblea e l’Amministratore


Quando i partecipanti sono complessivamente più di sessanta, ciascun condominio deve designare, con la maggioranza dell’assemblea pari ad almeno 2/3 del valore del condominio, il proprio rappresentante all'assemblea del Super Condominio che delibera per la gestione ordinaria delle parti comuni a più condominii e per la nomina dell'amministratore. Ci sarà quindi un amministratore per ogni condominio (se tutti i fabbricati hanno più di otto condòmini) ed un amministratore per il super condominio.  Di conseguenza ogni condominio con amministratore dovrà avere un conto corrente dedicato e ci sarà in aggiunta anche un conto corrente per il super condominio.


 


Cosa succede se il singolo condominio non nomina il proprio rappresentante?


In mancanza di designazione del proprio rappresentante, ciascun partecipante può chiedere che l'autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio. Qualora alcuni dei fabbricati in condominio interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l'autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine.


 


Può l’amministratore del condominio rappresentare lo stesso nell’assemblea del Super Condominio?


L’art. 67 delle disposizioni attuative dice: all'amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione a qualunque assemblea.


Tale possibilità appare quindi da escludere.

 

 
 

In Italia vengono immessi al consumo circa 1.400 milioni di kg. di olio vegetale all'anno, di cui si stima un 20% di residuo non utilizzato.


Quindi ogni anno devono essere smaltiti oltre 280 milioni di kg. di olio vegetale usato (circa 5 kg a testa); una minaccia per l'ambiente, essendo in gran parte residuo di fritture e quindi ricco di sostanze inquinanti.


 L'olio vegetale esausto costituisce una minaccia di inquinamento:


              per il sottosuolo, rendendo inutilizzabili pozzi di acqua potabile anche molto lontani;


             per la flora, impedendo alle radici delle piante l'assunzione delle sostanze nutritive;


             per qualsiasi specchio d'acqua impedendo l'ossigenazione e compromettendo l'esistenza della flora e della fauna;


             per i depuratori influenzandone il corretto funzionamento.


 


Per tali motivi solo un corretto e controllato smaltimento dell'olio vegetale esausto può garantire la salvaguardia dell'ambiente.


 Unicasa avvia a Napoli il ritiro gratuito a domicilio dell'olio vegetale esausto:


 


http://www.unicasaitalia.it/sottosito_news-id-6.htm


 

 

 
 

Assemblea Condominiale


Articoli 1135, 1136 e 1137 del Codice Civile. Contenuti in seguito alla Riforma del Condominio Legge 11 dicembre 2012 n. 220, in vigore dal 18 giugno 2013


 


La convocazione dell'assemblea condominiale


L'Assemblea ordinaria viene convocata annualmente dall' amministratore per:
- elezione e conferma dell'amministratore (e della sua retribuzione)
- approvazione del preventivo delle spese e loro ripartizione tra i condomini
- approvazione del rendiconto annuale dell'amministratore
- approvazione delle opere di manutenzione straordinaria e innovazioni
L'Assemblea straordinaria viene convocata quando l'amministratore lo ritiene necessario o lo richiedono almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio.

Validità della convocazione


La convocazione deve essere comunicata a tutti i condomini, che devono essere avvisati di tutti gli argomenti che verranno discussi in assemblea (ordine del giorno), con un preavviso di almeno 5 giorni rispetto alla data fissata per l'assemblea.
L'avviso di convocazione deve quindi contenere tutti gli elementi idonei a individuare il luogo, la data ed ora dell'incontro, e deve essere comunicato con posta raccomandata, posta elettronica certificata (pec), fax oppure consegnato a mano.


Costituzione dell'assemblea e delibera


In prima convocazione, l'assemblea di condominio si ritiene è regolarmente costituita quando vi partecipino un numero di condomini che rappresentino almeno i due terzi del valore dell'intero edificio (in millesimi) e che siano la maggioranza (più del 50%) dei condomini o degli aventi diritto (prima della riforma, invece, dovevano rappresentare almeno i 2/3 dei condomini e non la metà più uno).
In caso di seconda convocazione (in un giorno successivo a quello della prima ed entro 10 giorni) sono necessari almeno un terzo dei condomini che possiedono almeno un terzo del valore dell'edificio in millesimi.
Le delibere devono essere approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio (500 millesimi). In caso di delibere in seconda convocazione, invece, queste sono valide con i voti della maggioranza degli intervenuti che costituiscano 1/3 dei millesimi.
Durante ogni assemblea, bisogna nominare un presidente e un segretario. Il presidente ha il compito di dirigere la riunione assembleare allo scopo di garantirne la regolarità, mentre il segretario dovrà redigere il verbale dell'assemblea di condominio.



Cosa decide l'assemblea di condominio?


Durante le riunioni di condominio si può decidere in merito a:



  • nomina, conferma o revoca dell'amministratore

  • retribuzione dell'amministratore

  • approvazione dei preventivi di spesa per l'anno

  • liti attive e passive tra condomini

  • approvazione del rendiconto annuale e dell'impiego del residuo attivo della gestione

  • opere di manutenzione straordinaria

  • ricostruzione dell'edificio o eventuali riparazioni straordinarie

  • tutela delle destinazioni d'uso

  • innovazioni

  • impianti di videosorveglianza sulle parti comuni del condominio

  • altre materie disciplinate dal terzo comma dell' art. 1135 del C.C.


Ricorsi


Il condominio dissenziente o gli astenuto può presentare ricorso contro le deliberazioni dell'assemblea entro 30 giorni dalla data della deliberazione; gli assenti entro 30 giorni dalla data di comunicazione delle delibere stesse.  



La delega


Ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante.


La delega deve essere effettuata in forma scritta e non può essere conferita all'amministratore. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di 1/5 dei condomini o del valore proporzionale.

 

 
 

Amministratore di condominio


Contenuti aggiornati in seguito alla Riforma del Condominio Legge 11 dicembre 2012 n. 220, in vigore dal 18 giugno 2013.


 


Quando è necessario un amministratore?


La nomina di un amministratore è obbligatoria nel caso in cui le unità immobiliari costituenti il condominio siano più di otto ed appartengano a diversi proprietari. Nel caso in cui le unità immobiliari siano otto o meno o quando siano più di otto ma appartengano al massimo a otto proprietari diversi (cioè alcuni proprietari possiedano più di una unità immobiliare) la nomina dell'amministratore è facoltativa.

In pratica, nel caso in cui il condominio sia composto da più di 8 condomini, la nomina dell'amministratore è obbligatoria. Nel caso in cui i condomini siano un numero uguale o inferiore a 8, la nomina è facoltativa.
Ricordiamo, invece, che prima della riforma l'amministratore era obbligatorio quando i condomini erano più di 4.


Nomina e Revoca dell'amministratore di condominio


L' art. 1129 del C.C. ("Nomina, revoca e obblighi dell’amministratore") tratta della Nomina e revoca dell'amministratore.

La nomina dell'amministratore viene effettuata dall'assemblea dei condomini. La delibera deve essere approvata da almeno un terzo dei condomini che dispongano di almeno 500 millesimi (cioè la metà del valore dell'immobile).
L'amministratore dura in carica un anno e viene rinnovato automaticamente per l'anno successivo, salvo una diversa disposizione da parte dell'assemblea.
Può essere revocato in ogni momento tramite una delibera dell'assemblea approvata con la stessa maggioranza prevista per la nomina o attraverso altre modalità definite all'interno del Regolamento di Condominio.
L'amministratore può essere revocato sia dall'assemblea condominiale sia dall'autorità giudiziaria (su ricorso di ciascun condomino) se:



  • non ha reso conto della sua gestione

  • ci sono fondati sospetti di irregolarità sul suo operato

  • in caso di gravi irregolarità (esempio ha omesso di convocare l'assemblea per l'approvazione del rendiconto condominiale o per informarla di provvedimenti che esulano dalle sue attribuzioni, non ha aperto il conto corrente condominiale, ecc.)


Il nome, il domicilio e i recapiti dell'amministratore vengono solitamente indicati sul luogo di accesso al condominio o nell'area comune di maggior utilizzo.


 


Compenso: lo stipendio dell'amministratore di condominio


Il compenso degli amministratori di condominio può essere fissato in sede di nomina oppure in sede di approvazione del rendiconto annuale.
Nel momento in cui l'amministratore accetta la nomina o il rinnovo della sua carica, deve specificare analiticamente quale sarà l'importo del suo compenso per l'attività svolta. Se non lo fa, la sua nomina è nulla.


 


Requisiti: chi può svolgere l'attività di amministratore condominiale?


Dopo la riforma, secondo quanto stabilito dall'articolo 71-bis delle disposizioni per l'attuazione del Codice Civile, i requisiti necessari sono:



  1. godere dei diritti civili

  2. non essere mai stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o altri delitti non colposo per cui è prevista una pena da due a cinque anni

  3. non essere mai stati sottoposti a misure di prevenzione definitive (a meno che non ci sia stata la riabilitazione)

  4. non essere interdetti o inabilitati

  5. non essere inseriti nell'elenco dei protesti cambiari

  6. avere il diploma di scuola secondaria di secondo grado

  7. avere frequentato uno specifico corso di formazione per amministratori e svolgere periodicamente attività di formazione


Gli ultimi due punti non sono obbligatori nel caso in cui il ruolo di amministratore sia svolto da uno dei condomini.

L'attività di amministratore di condominio può essere svolta da:



  • professionista titolare di partita Iva che svolge l'attività in maniera principale e genera reddito di lavoro autonomo

  • professionista titolare di partita Iva che svolge l'attività in maniera secondaria (ad esempio un geometra che, oltre al suo lavoro, esercita anche l'attività di amministrazione condominiale) e genera reddito di lavoro autonomo

  • privato persona fisica (ad esempio un condomino che si occupa della gestione dello stabile in cui vive) che svolge l'attività con retribuzione periodica e genera reddito assimilato a quello di lavoro dipendente

  • società di persone o di capitali che sono incaricate dell'amministrazione del condominio e generano reddito di impresa.



Pertanto, l'incarico di amministratore di condominio può essere assunto indifferentemente da una persona fisica, una società di persone o una società di capitali in quanto non è necessaria l'iscrizione ad alcun albo, ruolo od elenco professionale.


Come si fa a diventare amministratori di condominio?


Per esercitare le funzioni di amministratore di condominio non serve una laurea, basta possedere il diploma di scuola media superiore ed aver frequentato un corso di formazione iniziale per amministratori condominiali.


Esistono dei corsi specifici per diventare amministratore?


Si, esistono dei corsi di formazione organizzati dalle associazioni di categoria che consentono di ottenere una formazione specifica per fare l'amministratore condominiale.


 


Esiste un Albo degli Amministratori di Condominio?


No. Attualmente, nonostante la riforma, non esiste ancora un albo nazionale degli amministratori. Non esistono neanche degli elenchi generali a livello di comune, provincia o regione.


Obblighi e compiti dell'amministratore di condominio


Secondo l' art. 1130 del C.C. ("Attribuzioni dell'amministratore") l'amministratore deve:



  • fare rispettare il regolamento condominiale

  • eseguire le deliberazioni dell'assemblea dei condomini

  • convocare ogni anno l'assemblea per approvare il rendiconto condominiale

  • disciplinare l'uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell'interesse comune di tutti i condomini

  • riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni

  • compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio

  • eseguire tutti gli adempimenti fiscali

  • tenere e curare il registro di anagrafe condominiale

  • curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell'amministratore e del registro di contabilità

  • conservare tutta la documentazione riguardante la propria gestione

  • fornire ai condòmini che ne facciano richiesta, lo stato dei pagamenti effettuati o da effettuare

  • redigere il rendiconto condominiale annuale



Poiché il condominio è obbligato ad avere un proprio codice fiscale, questo deve essere richiesto dall'amministratore all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate competente per territorio presentando, oltre ai suoi dati personali, anche il verbale dell'assemblea da cui si evince la sua nomina.

 

 
 

Tiene accesa una lampadina, trenta minuti di movimento consentono di tenere accesa la luce per 3 ore


Prendere a calci un pallone da calcio e produrre energia dal movimento della sfera,30 minuti di movimento della sfera sono sufficienti per tenere accesa una lampadina a Led per 3 ore.



Un gadget curioso ma nulla più? Non tanto, se si pensa che più di 1 miliardo di persone nel mondo non ha accesso all'elettricità ed è costretto a usare lampade a cherosene, generatori diesel e cucine a legna. Tre soluzioni nocive per l'ambiente e che sono causa, diretta o indiretta, della morte di circa due milioni di persone all'anno. Per dare un'idea del danno causato dal cherosene basti pensare che vivere «a contatto» con i vapori di una lampada alimentata da questa sostanza equivale a fumare due pacchetti di sigarette al giorno.



L'esterno di Soccket è rivestito da una schiuma resistente all'acqua, che rimane morbida al tatto, il pallone pesa poco più di una tradizionale palla da calcio, non necessita di essere gonfiato e non si buca. Soccket viene prodotto interamente negli Stati Uniti e per ora è usato nelle zone rurali del Messico e in aree povere degli Usa, ma l'intenzione è di esportarlo in tutto il mondo.



leggi tutto su  


http://www.occhiosulcondominio.it/index.php/ecosostenibilita/ecosostenibilita-notizie/trattamento-rifiuti/2592-lo-sport-produce-energia-.html


 

 

 
 


La Guida dell'Agenzia delle Entrate aggiornata dopo la Legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147)


Apri la Guida


 

 
 

Non siamo d'accordo con chi pensa e dice che la "categoria" deve essere protetta: "proteggiamo" i Clienti!



"Con i soldi delle bollette andava in Svizzera" - Indagato amministratore di condominio: ha truffato centinaia di condòmini


di Gilberto Dondi    da    Il Resto del Carlino


 


Bologna, 9 gennaio 2014 - Pagare la bolletta del gas, con i tempi che corrono, è già un sacrificio. Pagarla due volte è un autentico supplizio. Eppure questo è accaduto al ‘super condominio’ di piazza Trento e Trieste 1, 2 e 2/2, un centinaio di appartamenti che si snodano su tre numeri civici nel palazzone che corre da via Alberti a via Mazzini. Totale della bolletta da (ri)pagare: oltre centomila euro.


È successo perché l’ex amministratore condominiale, il ragionier Piero Presempi, 53 anni, con studio in zona Santo Stefano, ora rimosso, non aveva saldato le fatture di Hera relative a un periodo piuttosto lungo ….. lasciando degli scoperti …… Risultato: ognuno dei cento nuclei (famiglie, studi professionali, negozi) ha dovuto pagare per la seconda volta circa mille euro.


Presempi è stato denunciato ….. a suo carico quella non è l’unica denuncia………. L’amministratore (presunto) infedele attualmente è indagato per appropriazione indebita e truffa in un’inchiesta della Guardia di finanza coordinata dal pm Luca Tampieri….


Il copione è quello tristemente noto di altri casi già visti: l’amministratore lascia dietro di sé buchi nei conti correnti del condominio e, alla richiesta di spiegazioni, cerca di prendere tempo accampando scuse e promettendo di rimettere tutto a posto. Poi smette di rispondere al telefono ………..


Secondo i calcoli fatti da un perito, Presempi si sarebbe appropriato senza giustificazione di ben 134mila euro. E, sempre secondo la denuncia, avrebbe fatto anche spese personali, come il pagamento di un hotel in Svizzera o il saldo di pratiche automobilistiche......


  


Leggi  tutto   http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2014/01/09/1007227-amministratore-condominio-truffa-bollette.shtml

 

 
 

Fonte: ANCI.it             Roma, 12 dicembre 2013


Favorire le condizioni di vivibilità e fruibilità negli spazi pubblici ed una serena e pacifica convivenza tra i cittadini/condomini, con particolare attenzione alle criticità scaturenti dalle diverse culture e tradizioni. È questa la principale finalità del Protocollo d’intesa siglato oggi tra l’ANCIAssociazione Nazionale Comuni Italiani - e l’ANACI - Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari.


ANCI e ANACI, con la firma del Protocollo, intendono dare maggiore efficacia all’intervento della Polizia Locale volto ad affrontare le problematiche e le criticità segnalate e all’interno dei complessi condominiali, anche tramite un’attività di verifica preventiva delle segnalazioni. Altro impegno, è di garantire il rispetto di leggi e regolamenti, con particolare riguardo ad eventi e fattispecie correlati a fenomeni criminosi, illeciti amministrativi e comportamenti comunque vietati, che generano elevato allarme sociale in ambito residenziale. Pensiamo ad esempio al favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione dell’immigrazione clandestina, la presenza di stranieri non debitamente segnalati all’Autorità di P.S., l’esercizio abusivo di attività ricettive o di ristorazione, lo spaccio di sostanze stupefacenti, la presenza di persone disturbanti o che cagionano un perdurante stato d’ansia e di paura e di fondato timore per l’incolumità dei condomini, la detenzione di materiale contraffatto o provento di reato. È prevista infine la costituzione di Tavoli locali permanenti di confronto.


“Con la firma di questo Protocollo si evidenzia ancora una volta l'importanza del ruolo di polizia di prossimità delle polizie municipali ed è un ulteriore passo in avanti per sottolineare l'importanza della prevenzione alla sicurezza urbana, del presidio e controllo del territorio, rispetto alla recrudescenza della criminalità e di degrado sociale che colpiscono i nostri quartieri e le nostre città ’’ afferma Giorgio Pighi, Sindaco di Modena e Delegato ANCI alla sicurezza. “I cittadini sentono il bisogno di una maggiore sicurezza, di una riqualificazione dei quartieri, di funzionalità e adeguatezza dei servizi pubblici, di pulizia ed igiene ambientale - conclude Pighi - Il Protocollo va proprio in questa direzione, quella di restituire ai cittadini la vicinanza delle istituzioni in momenti difficili come questo che stiamo attraversando, di fiducia e di maggiore controllo e sicurezza sul territorio’’.


“Questo protocollo – sottolinea il Presidente Nazionale ANACI – apre nuovi ed importanti scenari che contribuiscono ad individuare e rafforzare negli amministratori condominiali la convinzione di essere sempre più protagonisti attivi nel rafforzare quell’azione sinergica con le altre istituzioni locali, per garantire la serena e sicura convivenza tra condòmini, segnalando tutte quelle situazioni di degrado che penalizzano la qualità della vita: presenza di prostitute negli appartamenti, di immigrati clandestini, di persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, di ristoranti abusivi o più semplicemente di situazioni di difficoltà relazionale prodotte da differenze culturali o dovute a comportamenti conseguenza di instabilità relazionali, da patologie psichiche ovvero tutte quelle circostanze che appesantiscono la vita nei condomìni e provocandone anche una profonda svalutazione economica”.

 

 
 

 

 
 

Nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2013, è stato pubblicato il Decreto Legge n.145 interventi urgenti concernenti le disposizioni per lo sviluppo economico e per l’avvio del piano “DESTINAZIONE ITALIA”. Entrato in vigore il 24 dicembre 2013.


Per il fondo condominiale obbligatorio la modifica prevede che possa considerarsi costituito se i lavori devono essere eseguiti in base a un contratto che prevede il pagamento graduale a stato di avanzamento lavori. Quindi, di fatto, l'unico obbligo sarebbe di avere in cassa il denaro occorrente alle scadenze del pagamento dell'impresa.


La formazione iniziale e periodica degli amministratori, resa obbligatoria (con alcune eccezioni) dalla legge 220/2012 sarà regolata dal ministero della Giustizia, che fisserà i requisiti necessari per esercitare l'attività di formazione stessa e i criteri, i contenuti e le modalità di svolgimento dei corsi.


Viene poi eliminato l'equivoco che aveva fatto inserire le opere per il risparmio energetico tra le innovazioni che richiedevano comunque la maggioranza degli intervenuti in assemblea e i 2/3 dei millesimi. Ora, sopprimendo all'articolo 1120, secondo comma, n. 2, del Codice civile le parole «per il contenimento del consumo energetico degli edifici» resterebbe solo la maggioranza indicata dall'articolo 26 della legge 10/91: quella degli intervenuti in assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore  


Semplificazione anche per il registro di anagrafe condominiale, previsto dall'articolo 1130, comma 1, n. 6 del Codice civile: l'obbligo di reperire i dati sulla sicurezza si ridurrebbe alle sole parti comuni, quindi i condòmini non dovrebbero più fornire la famosa (e poco verificabile) dichiarazione sulla sicurezza del singolo appartamento.


Le sanzioni per le violazioni al regolamento condominiale (ora sino a 200 euro e anche 800 euro) saranno deliberate dall'assemblea con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà dei millesimi.

 

 
 

In allegato l'estratto dalla Legge di Stabilità 2014 approvata dal Senato e modificata dalla Camera dei Deputati.


Apri l'allegato e leggi le proroghe approvate

 

 
 

 

 
 

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Oggi abbiamo pubblicato


Torna la solidarietà tra i Condomini per i debiti del Condominio            


Articolo pubblicato il 25/06/2013




Da Il Sole 24 Ore – Maurizio de Tilla - 27 giugno 2013 -


La riforma del condominio re introduce il principio di solidarietà passiva dei condomini tralasciando la decisione n. 9148/2008 delle Sezioni Unite della Cassazione che aveva stabilito la “parziarietà”  della responsabilità dei condomini, per cui le obbligazioni assunte nell'interesse del condominio si imputano ai singoli componenti soltanto in proporzione delle rispettive quote.


Il nuovo articolo 65 disposizioni attuative C.C., stabilisce che i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini. Il beneficio di escussione non esclude, quindi, che tutti i condomini, anche se adempienti, possono essere ritenuti debitori solidali nel caso di mancato pagamento da parte di uno o più condomini del debito verso i terzi.


Resta da stabilire con quali modalità il terzo creditore possa agire contro i condomini adempienti per la morosità di altro condomino.


Interpretazione diffusa ritiene che il terzo non debba solo chiedere il pagamento del dovuto ai condomini morosi con lettera o atto di messa in mora, ma debba agire in via esecutiva contro i condomini morosi.


La sentenza ottenuta contro il condominio costituisce titolo esecutivo nei confronti dei singoli condomini in via SOLIDALE tra loro, anche se non indicati nominativamente e non siano stati dichiarati responsabili solidalmente





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I migliori auguri al collega Marcello De Ponte che avvia l'attività con Unicasa Italia a Cimitile



All'ombra del complesso basilicale* il collega De Ponte apre la Sua vetrina Unicasa, arricchendo il gruppo con nuove esperienze.


*Il complesso basilicale di Cimitile comprende almeno tredici edifici fra chiese e resti di basiliche, spesso decorate con mosaici e affreschi, ed è un’importantissima testimonianza di arte paleocristiana, una delle più notevoli in Europa. Dopo le difficili operazioni di scavo e i notevoli lavori di restauro, è possibile oggi intuire la complessa stratificazione dalla basilica di S. Felice in Pincis, comprendente quel che resta della basilica originaria a due navate, alla quale Paolino addossò, perpendicolarmente, un nuovo edificio di culto, a tre navate, ampliando altresì la tomba del santo e cingendola di un’edicola a pianta quadrata, decorata da mosaici. Si aggiunsero in seguito la basilica di San Gaulonio e la chiesetta dei Santi Martiri, interamente affrescata. Quest’ultima è costruita con i materiali di risulta della preesistente necropoli romana e presenta pregevoli affreschi e ornamenti architettonici. Quindi, dal VI sec. d.C. in poi, furono aggiunte al complesso le basiliche dei Santi Stefano e Lorenzo, dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, di San Tommaso e la basilica medievale della Santa Vergine. Attualmente l’Antiquarium è parte del complesso archeologico delle basiliche, nel presbiterio della basilica vetus: vi si conservano epigrafi romane, un sarcofago romano riutilizzato nel V-VI sec. d.C., marmi riutilizzati, numerosi reperti ceramici, tra cui vasi e lucerne.

 

 
 

Ieri grande successo del meeting di quartiere in Forze Armate con Federica Trezza.
Prossimo appuntamento con Daniele Tripodi: 2° Meeting di Quartiere - Sempione - il 30 settembre 2013 presso la parrocchia Santa Maria di Lourdes via Fratelli Induno 14 Milano


apri la "vela" del Meeting

 

 
 

L'amministratore Unicasa vicino ai Clienti del Suo Quartiere con i Meeting di approfondimento: cosa cambia con la Riforma del Condominio?


Il 23 settembre il Local Point Forze Armate con la d.ssa Federica Trezza avvia i "Meeting di Quartiere": sono invitati tutti gli abitanti Condomini del Quartiere per scoprire cosa cambia nel Condominio con l'entrata in vigore delle nuove norme del Codice Civile.


Seguiranno:


30 settembre - Local Point Sempione con Daniele Tripodi


4  ottobre  -  Local Point Porta Romana con Stefano Lefevre


7  ottobre  -  Local Point Prealpi con Domenico Todisco e Maurizio Apruzzese


11 ottobre  -  Local Point Bacone con Luca Bellisomo e Michele Piccolo


14 ottobre  -  Local Point Villapizzone con Moreno Moretti


Interverranno l'avv. Luca Finocchiaro per i temi giuridici, l'ing. Emanuele Taccone per le tematiche relative alla sicurezza e prevenzione, la d.ssa Annalisa Ferrazzi in relazione ai fondi ed ai finanziamenti dei lavori di ammodernamento e manutenzioni straordinarie.


Gli incontri sono aperti al pubblico: scaricate l'invito  

 

 
 

UnicasaWEB, l'accesso privato con credenziali al sito riservato ai condomini, è stato avviato l'8 luglio 2013.


Oggi 29 luglio alle 13,13 gli accessi sono 3.763. In attesa degli altri 10.000 Clienti al rientro dalle ferie, gli amministratori del gruppo Unicasa sono impegnati ad arricchire  di contenuti la Bacheca e la sezione Documenti.


Siamo certi che la comunicazione contribuisce alla trasparenza e ci aiuterà a dare sempre più sicurezza ai nostri Clienti


Guarda la bacheca

 

 
 

Sfoglia la brochure prodotta da Unicasa per i Clienti ... e non solo ....


http://www.sfogliami.it/flip.asp?sc=bhq2ixlbnxgh6nr16z9o4sz5dcj5bxyr&ID=100912


 

 
 

Proroghe anche sino al 30 giugno 2014 - Aumenti sino al 65% dei costi a carico - Anche i Mobili danno diritto alle detrazioni


Apri la Guida alle detrazioni

 

 
 

Dopo 70 anni cambiano le regole condominiali: la Riforma degli articoli del C.C. e delle Disposizioni Attuative


apri

 

 
 

UNICASA ITALIA S.P.A. e CONSORZIO DEL BO S.C.A.R.L.

sono lieti di invitarvi ad un incontro divulgativo dal titolo

L’ORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ DI AMMINISTRATORE ALLA LUCE DELLA RIFORMA DEL CONDOMINIO

L’incontro si terrà martedì 9 ottobre 2012 dalle ore 10:00 alle ore 12:30 presso la Sede del Consorzio Del Bo in Via Pisciarelli 79 – Agnano (Pozzuoli).

PROGRAMMA

Ore 10:00
Saluti della Dott.ssa Stefania Del Bo ai partecipanti

Ore 10:15
Il progetto Unicasa Italia : la filosofia di base (relatore Rag. Michele Sacchetti, Presidente di Unicasa Italia S.p.A.)

Ore 10:45
L’organizzazione del “Local Point” e la piattaforma “SiGeCo” (relatore Vincenzo De Franco, responsabile Area Sviluppo Campania Unicasa Italia SpA)

Ore 11:15
Coffee break

Ore 11:30
L’offerta di servizi del “Local Point” (relatore Dr. Domenico Nittolo, responsabile Area Sviluppo Campania Unicasa Italia SpA)

Ore 12:00
Osservazioni e commenti conclusivi

La segreteria organizzativa è presso la sede dell’Area Sviluppo Campania di Unicasa Italia, in Largo Celebrano 19 – Napoli – Tel. 081 0491517 – Fax 081 0491518 – e-mail usc@unicasaitalia.it

Potrete confermare la vostra partecipazione inviando un fax o una e-mail ai recapiti sopra indicati.

 

 
 

I risultati ottenuti a Milano e Provincia nel 2011 non sono solo nei numeri economici.
Ben piu' importante e' stata la crescita di professionalita' con l'ingresso nel gruppo di DOMENICO TODISCO, che entra nel gruppo come Area Developer della Provincia Ovest di Milano.
L'esperienza ventennale dell'Aera Developer sara' fondamentale per la crescita professionale di tutto il gruppo di Milano e Provincia.
A Domenico i rigranziamenti e gli auguri di grande successo da parte dei soci di Unicasa Italia Spa.
Il 2011 ha visto inoltre l'ingresso di nuovi amministratori di condominio:
DANIELE TRIPODI, che lavora a Milano nel Local Point Sempione, e
MORENO MORETTI, che avviera' l'attivita' di Unicasa Italia a Rho.


Il 2012 ha visto l'ingresso nel gruppo di ROBERTO MANCO  a Cologno Monzese.  


I primi 5 mesi hanno visto così crescere il numero di Clienti di oltre 3.000 famiglie prima ancora che di unità immobiliari gestite.


SIAMO ORGOGLIOSI DEI RISULTATI RAGGIUNTI, MA SOPRATTUTTO SIAMO PRONTI PER NUOVE SFIDE

 

 
 

I Clienti di Unicasa Italia hanno diritto al "buono sconto" di € 10,00 per tutti i servizi proposti da 800casa: Rubinetto che perde? Tapparella da riparare? Maniglia della finestra guasta? Serratura da sostituire? Cimici del letto? Telefonando all' 800.333.800 chiami gratuitamente, hai l'intervento in 60 minuti,  con operatori selezionati e TI DICONO PRIMA IL COSTO......e quando paghi scontati 10 euro...........

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

Il momento Per la prima volta “Unicasa Proposte” premia, e sceglie di premiare l’amministratore Unicasa ITALIA che ha realizzato più sinergie, che ha soddisfatto con maggiore attenzione i bisogni dei propri Clienti

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

leggi la "Lettera da un Cliente"-invia la tua "risposta al Cliente" alla mail  tisuggerisco@unicasaitalia.it  Le risposte più simpatiche saranno pubblicate

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

Campagna sociale “Io condivido il condominio“ – Spazi condivisi in condominio


da       ilcambiamento.it      di Laura Pavesi - 8 Gennaio 2014


 


Parte in questi giorni a Milano l'iniziativa “Io condivido il condominio”, campagna sociale finalizzata alla promozione di un nuovo modo di abitare che è, al tempo stesso, sostenibile e solidale. La campagna, lanciata da Confabitare Milano, mira a fondere il rispetto dell'ambiente e la solidarietà tra condòmini, proponendo un modello abitativo che vuole essere attraente sia per i proprietari di case, sia per gli inquilini.
Da un lato, il progetto
“Io condivido il condominio” mira a valorizzare le proprietà immobiliari attraverso interventi edilizi ecosostenibili e buone pratiche virtuose e dall'altro intende incoraggiare l'assistenza reciproca e la convivenza civile tra condòmini, attraverso la realizzazione e la condivisione di spazi comuni non tradizionali quali lavanderia-asciugatura, stireria, area destinata al lavaggio-auto, orto condominiale e tanto altro.
La campagna sociale “Io condivido il condominio” non coinvolge solo proprietari e inquilini di un palazzo, ma anche associazioni di consumatori e ambientalisti, amministratori e gestori di proprietà immobiliari. Si tratta, come spiega il presidente di Confabitare, Alberto Zanni, di una campagna “brand-free” aperta a tutti e alla quale hanno aderito, tra le altre, importanti realtà nazionali come CasaClima, Anaci, Sunia, Sicet e Legambiente.
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Se tutti i condòmini, quindi, tornano a parlarsi e aiutarsi reciprocamente, l'intero stabile ne trae beneficio: attraverso semplici azioni condivise e buone pratiche quotidiane si può aiutare l'ambiente, mantenere l'igiene e il decoro urbano, stimolare il rispetto e l'aiuto reciproco e ottenere sensibili risparmi sulle spese di gestione.
Troppo bello per essere vero? Niente affatto: da una recente indagine condotta da Habitalia a Milano – dal titolo
“Vorresti condividere spazi e servizi in condominio?” - su un campione di 1.000 famiglie, emerge che quasi l'80% degli intervistati valuta positivamente l'idea di condividere spazi e servizi utili ai condòmini e che sarebbe disposto a metterla in pratica nel proprio stabile.


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Leggi tutto         http://www.ilcambiamento.it/abitare/condividoilcondominio.html

 

 
 

Scarica il volantino


Unicasa Italia Spa e La Casa del Consumatore


unite per la diffusione della cultura della conciliazione



Unicasa Italia Spa, prima azienda di amministrazione stabili in condominio presente su tutto il territorio nazionale ha associato  i propri Clienti, oltre 20.000 condomini, alla associazione  La Casa del Consumatore.


 “E’ una convenzione che abbiamo fortemente voluto – commenta Michele Sacchetti, Presidente di Unicasa Italia Spa – . L’identificazione del condomino con la figura del consumatore e la centralità del Cliente sono da sempre alla base della nostra attività; con questa convenzione riteniamo di aver premiato il nostro Cliente con un servizio gratuito ad alto valore aggiunto”


 Per effetto della convenzione presso gli oltre i Local Point  di Unicasa Italia (gli uffici su strada degli amministratori di condominio) saranno presenti, con frequenza settimanale, gli esperti de La Casa del Consumatore.


L’iniziativa parte in questi giorni a Milano (per essere poi allargata in tutte le Province in cui Unicasa Italia è presente), con il seguente messaggio:


 Il viaggio non è stato come ti avevano promesso?


La banca ti ha venduto un investimento ad alto rischio?


Il gestore ti ha inviato una bolletta pazza?


Non rispettano i tuoi diritti di malato?


Vuoi imparare a leggere le etichette?


 Nei Local Point hai la consulenza gratuita degli esperti de La Casa del Consumatore


La Casa del Consumatore, in attuazione della convenzione sottoscritta con Unicasa ITALIA, mette i propri esperti a disposizione presso i Local Point per fornire, su appuntamento, informazioni e consigli per conoscere i propri diritti di consumatori, condomini ed utenti.


Un’importante opportunità di educazione ed informazione,per capire dai contratti alle bollette ai riparti spese, per cercare di risolvere le liti e far valere i propri diritti, per difendersi dalle pratiche commerciali e pubblicità scorrette e ingannevoli, per pretendere il rispetto degli standard di qualità e sicurezza, per muoversi nei meandri della pubblica amministrazione.


Giovanni Ferrari, presidente de La Casa del Consumatore.


 “Per Unicasa Italia l’iniziativa è propedeutica all’attività di mediazione e conciliazione nei condomini,  uno dei progetti che svilupperemo sin dai primi mesi del 2010 – prosegue Michele Sacchetti -. Stiamo organizzando, con La Casa del Consumatore ed altre associazioni, in accordo con Regioni e Comuni, eventi formativi per i Clienti - utenti al fine di diffondere la “cultura della conciliazione”. Nello stesso tempo abbiamo avviato la formazione per gli amministratori del nostro gruppo affinché imparino a “riconoscere il conflitto” prima che questo “esploda” e sappiano portare le parti dal mediatore – conciliatore”.


 “La conflittualità nei condomini – continua Michele Sacchetti – è una piaga che, oltre ad intasare le aule dei Tribunali, certamente guasta la serenità che ciascuno di noi cerca quotidianamente in casa propria, contribuendo a rendere “difficile” il lavoro dell’amministratore. Tutte le parti coinvolte, la Società, il singolo Cliente e l’amministratore, possono beneficiare del contenimento della conflittualità nel condominio; per rendere più fruibile il servizio di mediazione e conciliazione selezioneremo esperti in tutta Italia e li “porteremo” nei nostri Local Point, e quindi vicino al Cliente, in un ambiente conosciuto e familiare”. 

 

 
 

Il 1° ottobre ha inizio il primo corso per amministratori di condominio marketing oriented sponsorizzato da Unicasa Italia Spa   


 


Unicasa Italia Spa, prima rete di amministratori che operano nella gestione di stabili in condominio su tutto il territorio nazionale, sponsorizza il corso per amministratori di condominio patrocinato dalla Confcommercio e da La casa del Consumatore.


 


Il corso avrà inizio il 1° ottobre a Barletta nelle sale della Confcommercio ed è caratterizzato da approfondimenti in materie che normalmente non sono oggetto di studio nei corsi organizzati dalle associazioni di settore.


Sono infatti previste lezioni dedicate alla”comunicazione in generale” (utilizzo del mezzo, congruità del messaggio, interpretazione del messaggio), alla  “comunicazione nello specifico tra amministratore e cliente condomino” (dove, ad esempio, il reporting contabile viene visto in primis quale strumento di comunicazione), al “mercato” (con una particolare attenzione alla figura dell’amministratore consulente globale non solo per la “casa” ma anche per la “famiglia”), agli “aspetti relazionali” (ad esempio nella gestione dell’assemblea condominiale) ed alla “gestione e soluzione delle controversie e delle conflittualità”, virus della società moderna che diventa spesso nel vissuto del condominio la pandemia.


Vengono infine analizzati aspetti fondamentali della vita professionale dell’amministratore quale la motivazione, la determinazione e la necessità di formazione costante anche nel perfezionare le capacità comunicative e relazionali.


 


“La sponsorizzazione del corso ci è stata proposta dal nostro Supervisor della regione Puglia  Avv. Francesco Diciollo - commenta Michele Sacchetti, presidente di Unicasa Italia Spa – che ha poi attivamente contribuito alla programmazione degli argomenti trattati. Naturalmente ci è subito piaciuto, sia per i contenuti innovativi sia per la qualità dei relatori”.


 


Proprio nei docenti si esprime la qualità del corso; è giusto segnalare tra i docenti  Augusto Cirla – Avvocato socio di LexJus Sinacta–pubblicista e firma de Il Sole 24 Ore in materia di condominio–Segretario Generale di Assocond-Conafi, Paolo Nicosia - Laureato in Scienze Politiche ad indirizzo internazionale presso l’Università di Perugia, Master in Comunicazione e giurista d’impresa (Università Bocconi)-workshop e corsi di specializzazioni per negoziatori, arbitri e conciliatori/mediatori presso Harward Negotiation Project (USA)/ADR Group (GB)/ Curia Mercatorum (TV)/Camere Arbitrali di Roma e  di Milano-Professore incaricato di Mediazione e conciliazione presso l’Università degli Studi di Pisa-Docente e membro del comitato scientifico del Master in gestione dei conflitti interculturali ed interreligiosi dell’Università degli Studi di Pisa, Giuseppe Rigotti - Laureato in Sociologia, Master in Psicologia delle Relazioni Professionali presso l’Istituto Torinese di Analisi Transazionale-Presidente Nazionale dell’ANACI dal 1999 al 2001-Consulente Giudiziale in materia condominiale presso il Tribunale di Trieste-autore di varie ricerche/aggi/articoli/ pubblicazioni sul professionismo degli amministratori immobiliari in Italia, Anna Marras – Accademia Mindconsulting gruppo Engage/Mind Consulting-consulente aziendale per l’ottimizzazione dell’organizzazione e dell’espansione-consulente per il miglioramento delle performances individuali/di gruppo-motivazione delle risorse-comunicazione/gestione dei rapporti interpersonali, Francesco Di Castri – Hi/Leadership traning scuola Anthony Robbins-Presidente Provincia Prato di Anaci-fondatore e presidente nazionale network di amministratori Sinteg, Franco Toni -  Avvocato-Presidente Regione Basilicata/Puglia di Assocond-Conafi.


 

 

 
 
DOMANDA DI ISCRIZIONE AL CORSO PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO MARKETING ORIENTED


E' stata pubblicata sul sito la domanda di iscrizione al I° CORSO PROFESSIONALE MARKETING ORIENTED PER AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO che  si terrà a Settembre / Ottobre a Barletta, si svolgerà in 4 moduli per il totale di 80 ore ed avrà docenti specialisti di Bari, Genova, Milano, Napoli.

 

 

 
 

Riforma del Condominio
Il testo unificato approvato dalla commissione Giustizia del Senato


Leggi il testo unificato


Relazione introduttiva al testo del Sen. Mugnai


Relazione introduttiva al testo del Sen. Valentino


 


 


 

 

 
 

Continua l'espansione di UNICASA ITALIA con l'avvio dell'attività nel Sud Italia.


Unicasa Italia, società leader nella gestione e nell'amministrazione di immobili in condominio e unico progetto in Italia che sta cambiando la professione
di amministratore di condominio, continua la sua espansione sul territorio Nazionale.
Nato nel 2006 il progetto vede attualmente operativi 7 Local Point a Milano e, dopo le aperture dal 2008 nelle Province di Torino e di Parma, continua
l'espansione nel Sud Italia con l'avvio dell'attività a Napoli e a Barletta.


A Napoli ha assunto la responsabilità per la Provincia l'Area Developer Vincenzo De Franco, che porta nell'azienda Unicasa Italia l'esperienza di 25 anni
nel settore e la Sua particolare sensibilità per l'ancora embrionale sviluppo di concetti di marketing nel mercato dell'amministrazione dei condomini
(è stato recentemente relatore in un convegno, organizzato dalla maggiore associazione del settore, sul tema "Marketing & Psicologia applicati alla
professione di amministratore condominiale").
E' in apertura il primo Local Point di Napoli nella zona Vomero.
 
L'Avvocato Francesco Diciollo ha assunto la responsabilità di Supervisor Regione Puglia.
L'Avv. Diciollo è Presidente della "Casa del Consumatore" in Puglia e Consigliere Nazionale dell'Associazione, associazione riconosciuta rappresentativa a livello nazionale con Decreto Ministeriale dal 2004.
L'Avv. Diciollo trasferisce in Unicasa Italia la Sua vasta conoscenza del territorio pugliese, la Sua significativa esperienza nello realizzazione di "rete"
di sportelli di servizi e, a livello nazionale, parteciperà al progetto di Unicasa Italia di avvicinamento al Cliente condomino, utente e consumatore.


Contemporaneamente ha avviato l'attività di Area Developer per la Provincia Barletta-Andria-Trani (istituta nel 2004) il Dott. Luigi Seccia,
sotto il cui coordinamento apriranno i primi due Local Point a Barletta, in Corso Vittorio Emanuele e in Via F. D'Aragona.
Luigi Seccia, professionista di lunga esperienza e provata competenza, rappresenta una garanzia  di  stabilità e sicurezza sia per gli amministratori
affiliati sia per i Clienti condomini.
 
"La possibilità che abbiamo di collaborare con  persone ricche di esperienza e di entusiasmo - afferma il Michele Sacchetti, Presidente di Unicasa Italia s.p.a - 
arricchisce l'azienda più dei numeri.
Il confronto delle diverse esperienze e il costante sviluppo di nuove idee è il percorso che  conferma ulteriormente i valori di Unicasa Italia:
rispondere ai bisogni del Cliente, con qualità dei servizi, affidabilità delle procedure e, soprattutto, con azioni e prodotti concreti,
a partire dal nostro contratto "Garantiamo il Tuo Denaro", il primo contratto in Italia che dà al Cliente la sicurezza di essere protetto anche in casi
di appropriazione indebita".

 

 
 

UNICASA ITALIA  :  “GARANTIAMO IL TUO DENARO”


IL PRIMO CONTRATTO CHE GARANTISCE I VERSAMENTI DEI CONDOMINI.




Condomini tranquilli "Unicasa Italia garantisce il vostro denaro"




 


Unicasa Italia Spa prosegue con il progetto “GARANTIAMO IL TUO DENARO”.


Per la prima volta in Italia il denaro versato dai Condomini e gestito da un Amministratore Condominiale viene garantito, contrattualmente, da un terzo.


Tutti gli immobili amministrati dai "Local Point" associati ad UNICASA ITALIA sono protetti dalle truffe eseguite dagli amministratori tramite il contratto "GARANTIAMO IL TUO DENARO".


Questo significa tranquillità per tutti i condomini di non perdere il proprio denaro.


Di seguito potete scaricare un fac simile del contratto e una serie di articoli inerente alle truffe subite dai condomini dai propri amministratori.


dice di noi Il Sole 24 Ore


http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-12-14/condomini-trasparenti-145325.shtml?uuid=AYOU1frC&fromSearch#continue


Scarica il contratto 


Scarica gli articoli sulle truffe degli amministratori


 


 

 

 
 

UNICASA ITALIA a MADE EXPO 2009 PRESENTA : “GARANTIAMO IL TUO DENARO”


IL PRIMO CONTRATTO CHE GARANTISCE I VERSAMENTI DEI CONDOMINI.



                                                                                                     



Unicasa Italia S.p.A., prima azienda modernamente strutturata ad operare nella gestione di immobili su tutto il territorio nazionale, anche quest’anno sarà presente al MADE expo –Milano Architettura Design Edilizia- alla Fiera Milano, Rho dal 4 al 7 febbraio 2009.


Il MADE expo è un’importante “vetrina” per presentarsi ad un vasto pubblico (l’edizione 2008 ha avuto oltre 170.000 visitatori). 


Unicasa Italia Spa presenterà il progetto “GARANTIAMO IL TUO DENARO”: per la prima volta in Italia il denaro versato dai Condomini e gestito da un Amministratore Condominiale viene garantito, contrattualmente, da un terzo.


La garanzia rilasciata da Unicasa Italia S.p.A. rende indenne il Condominio da qualsiasi appropriazione indebita da parte dell’amministratore del Condominio stesso. 


Unicasa Italia S.p.A., adottando filosofia e procedure di gestione comuni in Francia – Germania – Spagna, anticipa ancora una volta il Legislatore, fornendo ai Condomini amministrati quelle garanzie che i progetti di legge che giacciono in Parlamento prevedono. 


Il progetto “GARANTIAMO IL TUO DENARO  parte a febbraio in via sperimentale per i nuovi Clienti nella Provincia di Milano ed entro il 2009 sarà esteso su tutto il territorio Nazionale.


 


Scarica la notizia


 


Scarica la locandina


 

 

 
 

UNICASA ITALIA ha sviluppato il primo progetto in Italia di ammodernamento del sistema di produzione di fluido per il riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria con un sistema centralizzato in sostituzione dell'esistente sistema terma autonomo.


Il progetto verrà premiato il prossimo 12 dicembre dalla CSDM Srl, società leader in Lombardia nella certificazione elevatori, certificazione impianti elettrici, certificazione energetica degli edifici e controllo delle acque. La CSDM, organismo notificato dalla Comunità Europea (903), ha istituito il premio nell’anno 2006 con l’obiettivo di evidenziare l’intervento tecnico o professionale che nell’anno maggiormente si è distinto per contenuti innovativi e per benefici agli utenti Condomini.


LEGGI LA RELAZIONE DEL PROGETTO

 

 
 

Come annunciato in precedenza dal 21 luglio 2008 Unicasa Italia SPA ha trasferito i nuovi uffici direzionali ed amministrativi in via  Schiaffino ,25 a Milano.


 


Foto Gallery


 


 

 

 
 

 


INTERVENTO  DEL


PRESIDENTE DI "UNICASAITALIA SPA" MICHELE SACCHETTI


AL  CONVEGNO 


“EVOLUZIONE DEL MERCATO DEI SERVIZI IMMOBILIARI”


Torino, 17 ottobre 2008


 


 


L’intervento prende spunto da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera


 


“Il condominio e’ un’azienda, ci vuole un manager per non farla fallire.


 


“………….Un manager in grado di gestire l’azienda condominio con competenze giuridiche, amministrative e tecniche,


che sappia trattare gli istituti previdenziali  e  le normative speciali sugli impianti 


E che abbia anche sviluppato capacita’ di comunicazione per riuscire a tenere testa all’assemblea dei condomini………….................


LEGGI L'INTERVENTO COMPLETO


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Unicasa ITALIA Spa affronta il tema del “sociale” nel Condominio, attraverso una raccolta di stimoli e di  esperienze di Comuni e Province italiane sensibili alla valenza sociale del vivere in condominio dando vita al progetto "Rispetto e Tolleranza".


 


PROGETTO "Rispetto e Tolleranza"


 


I FUMETTI DI UNICASA ITALIA


 


SCARICA IL FILMATO


 


VISUALIZZA IL FILMATO

 

 
 

Dal 21 luglio 2008 Unicasa Italia SPA trasferirà la direzione e gli uffici amministrativi in :


Via Schiaffino ,25 - 20158 Milano  


Telefono 023272772-0233007158  Fax 0233000470


Cartina

 

 
 

Unicasa Italia Spa nel rispetto della propria politica di espansione annuncia l'apertura del nuovo local point PORTA VITTORIA di Piazza Martini a Milano.


L'apertura avverrà a Settembre 2008


 Cartina

 

 
 

Unicasa Italia Spa presenta all'EXPO ITALIA REAL ESTATE 2008 (quarta edizione) il proprio modello di gestione immobiliare.
Unicasa Italia si distingue dai competitor nazionali per l'organizzazione sul territorio, con sedi regionali e uffici periferici anche di quartiere (Local Point).
I sistemi informativi specifici (G.I.S.IM. - Gestione Integrata Servizi agli IMmobili) consentono la gestione centralizzata degli acquisti e dell'erogazione dei servizi, fornendo l'interfaccia applicativo con la proprieta'  dell'immobile, con gli uffici decentrati (Local Point) e con i terzi nell'ambito dell'attivita' di Global Outsorcer.
Il modello sviluppato da Unicasa Italia permette quindi di centralizzare e decentrare la gestione secondo le necessita' , ottenendo la massima efficienza e favorendo sia il contenimento dei costi che l'ottimizzazione della redditivita' 


 Brochure

 

 
 

- La Certificazione Energetica degli Immobili


Qualitalia Controllo Tecnico S.r.l. - Roberto Motalli Responsabile Qualitalia Certificazioni


- La Riqualifica Energetica degli Immobili


FOTOVOLTAICO E CONTO ENERGIA : Si Servizi Cofathec S.p.A. - Marco Malgarini  Direttore "Area residenziale" - Stefano Minciotti Responsabile Sviluppo Commerciale Area Nord


LA CONTABILIZZAZIONE INDIVIDUALE DI "CALORE E ACQUA" : Techem Italia S.r.l. - Octavio Prieto Managing Director


LA RISTRUTTURAZIONE DEI CONDOMINI NEL RISPETTO DELLA Lg.311 : Gruppo IVAS - Carlo Castaldi Responsabile ricerca e sviluppo  


- Le agevolazioni degli interventi per il risparmio energetico negli immobili


Studio Sinacta Avvocati e Commercialisti Associati - Michelangelo Scordaglia Dottore Commercialista


- Le Delibere del Condominio : La modifica dei criteri di ripartizione dei costi, le maggioranza necessarie


Studio Sinacta Avvocati e Commercialisti Associati - Stefano Pugno Avvocato

 

 
 

Il convegno tratta della certificazione e riqualifica elettrica degli Immobili :
Un argomento che e' diventato essenziale ed obbligatorio per una gestione corretta ed ottimale degli immobili.
Il convegno si sviluppa nei seguenti punti :
- La certificazione energetica degli immobili
- La riqualifica energetica degli immobili
- Le agevolazioni degli interventi per il risparmio energetico negli immobili
- Le delibere nel condominio : la modifica dei criteri di ripartizione dei costi, le maggioranze necessarie
I relatori del convegno fanno parte di strutture di primissimo livello Nazionale : Gruppo IVAS,Qualitalia Controllo Tecnico, SI Servizi Cofatech, Studio Sinacta Avvocati e Commercialisti Associati e Techem Italia
    Scarica l'invito e conferma la tua partecipazione

 

 
 
IMMOBILIANDO 2008 - Salone dell'Immobiliare e dei Servizi per la Casa
Unicasa Italia partecipa alla manifestazione Immobiliando 2008
La manifestazione ha tra gli espositori i principali operatori nel settore immobiliare:
Network di Agenzie Immobiliari - Professionisti - Istituti di Credito
Network di intermediazione finanziaria - Associazioni di categoria.
Per maggiori informazioni www.immobiliando.net
Per Unicasa Italia sarà la prima occasione d'incontro con gli amministratori e i condomini di Torino.
    Rassegna stampa

 

 
 
Giornata di orientamento alla creazione di impresa - 19 marzo 2008
   Seminari e strategie per lo start up aziendale
   Dottori Commercialisti ed esperti in comunicazione per fornire
   consigli sull'avviamento di impresa
    Scarica l'invito
    Scarica il pieghevole 
    Rassegna stampa 
    Compila il modulo per l'adesione

 

 
 
2° Convegno UNICASA - 24 novembre 2007
   La Privacy nel condominio
   Il fotovoltaico nel condominio
   Organizer Network nel condominio
    Scarica l'invito
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Una iniziativa pratica in collaborazione con ENEL  per sottolineare la sensibilita' di Unicasa Italia Spa per il risparmio energetico e l'innovazione
La campagna "ritira il tuo omaggio e accendi il tuo risparmio" parte a Milano nei Local Point "PREALPI" Via Masolino da Panicale 12 e "SEMPIONE" Via Mussi 20 - verra' estesa in tutta Italia in coincidenza con nuove aperture
Per gestire e valorizzare il tuo patrimonio immobiliare


RITIRA IL TUO OMAGGIO E ACCENDI IL TUO RISPARMIO.
CAMPAGNA PER IL RISPARMIO ENERGETICO
PRESSO I LOCAL POINT AFFILIATI AD UNICASA ITALIA SPA


VIENI A TROVARCI PRESSO I LOCAL POINT AFFILIATI UNICASA ITALIA E CHIEDI INFORMAZIONI SUI PRODOTTI A RISPARMIO ENERGETICO,AVRAI IN OMAGGIO UNA LAMPADINA A BASSO CONSUMO.


La Lampadina a basso consumo (a fluorescenza compatta) riduce i consumi dell'80% rispetto ad una normale lampadina.
Si raccomanda di installare le lampadine nei luoghi pi�quentati (es.: cucina) e di pulirle spesso perchïóa polvere ne riduce l'efficienza di un terzo.
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Unicasa Italia Spa presenta all'EXPO ITALIA REAL ESTATE 2007 (terza edizione) il proprio modello di gestione immobiliare.
Unicasa Italia si distingue dai competitor nazionali per l'organizzazione sul territorio, con sedi regionali e uffici periferici anche di quartiere (Local Point).
I sistemi informativi specifici (G.I.S.IM. - Gestione Integrata Servizi agli IMmobili) consentono la gestione centralizzata degli acquisti e dell'erogazione dei servizi, fornendo l'interfaccia applicativo con la proprieta'  dell'immobile, con gli uffici decentrati (Local Point) e con i terzi nell'ambito dell'attivita' di Global Outsorcer.
Il modello sviluppato da Unicasa Italia permette quindi di centralizzare e decentrare la gestione secondo le necessita' , ottenendo la massima efficienza e favorendo sia il contenimento dei costi che l'ottimizzazione della redditivita' .
    Foto uno
    Foto due

 

 
 
1° Convegno UNICASA - 20 marzo 2007
   Il condominio e l'evoluzione della gestione di patrimoni immobiliari;
   quale futuro ...
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